home
Home
 
Azienda
Auto
Eventi
Contatti
1919 1930 1940 1950 1960 1970 1980 1990 2000 2019
se sc
In queste pagine ho il desiderio raccontare i cento anni di dedizione della Famiglia Stola per l’automobile, iniziata con il Nonno Alfredo, che non ho conosciuto, in un piccolo laboratorio di modelli, diventato poi nel 1989 la STOLA s.p.a..
Conservando i ricordi anche attraverso mio Papà, gli Zii Giuseppe e Roberto, il Cugino Massimo, i Dirigenti, i Capi Officina e di tutti i Dipendenti che ho incontrato, ne descriverò il lavoro fatto.
Dal lontano 1919 fino al 26 luglio 2004, giorno in cui ho ha lasciato la presidenza e ogni carica operativa in STOLA s.p.a., e poi dal 2005 al 2019 fondando STUDIOTORINO s.r.l., sarà riportato questo secolo di persone, progetti e luoghi, affinchè la memoria non vada perduta.
Questa storia la dedico a mio Padre Francesco, la cui vita è stata tolta da uomini malvagi e vigliacchi all'età di 49 anni.
 
line blu
Torino 1894, Corso Casale 62 angolo via Casal Borgone 1, l'emporio vini di Francesco Stola già fondato nel 1875.
Vineria
Alfredo Stola nasce nella casa paterna a Torino il 31 agosto 1894 in Via Casal Borgone 1, nel quartiere Madonna del Pilone sulle rive del fiume Po; è il primogenito a cui si aggiungeranno le sorelle Gabriella e Adelina.
Il padre Francesco e la madre Vincenza Brunazzo sono Commercianti, la cui attività prospera nella vendita di vini e liquori dell'Astigiano e del Monferrato. In corso Casale 62 angolo via Casal Borgone 1, al piano terra del palazzo di famiglia, possiedono un'importante e redditizia rivendita denominata "Emporio Vini Stola Francesco", gestendo un commercio al minuto e all'ingrosso per il Nord Italia, fondato nel 1875.

1905 Alfredo Stola il giorno della sua Cresima.

1915, frazione Isola di Morosini in provincia di Gorizia.
Alfredo Stola fante dell'esercito italiano all'inizio
della prima guerra mondiale.
Giovanissimo, Alfredo si dimostra molto più interessato all'automobile e alla sua tecnica, e i genitori lo incoraggiano offrendogli la possibilità di intraprendere studi tecnici.
A 18 anni appena compiuti, inaspettatamente nel 1912 emigra in Brasile nella città di San Paolo, prendendone la residenza.
Certamente la sua è una scelta coraggiosa e di passione, lo dimostra volendo imparare un mestiere lontano da casa, rinunciando da subito all'attività di commercio di famiglia, già redditizia e perfettamente consolidata giá da oltre quattro decenni.
Impara il lavoro di Modellatore per fonderia nel settore dei grandi motori marini, inserendosi nell'ambiente operaio brasiliano in cui gli italiani erano già una numerosa comunità.
Con l'inizio della prima guerra mondiale nel 1915 ritorna in Italia per la chiamata militare e di conseguenza partecipare al conflitto.
Al ritorno della guerra, grazie all'esperienza tecnica maturata in Brasile e all'effervescenza dell'industria automobilistica torinese, con l'appoggio incondizionato e concreto della sua solida famiglia, nel gennaio del 1919 avvia il proprio laboratorio di modelli in corso Racconigi 138 a Torino.
La zona non è casuale, è infatti nel cuore di Borgo San Paolo, sede della Lancia, che allora era fra le più importanti e rinomate fabbriche di automobili italiane e del mondo.
Su un'area di poco meno di 300 metri quadrati, la squadra da lui diretta è composta da quattro collaboratori: Carandino, Moiso, Pronel e dal garzone di bottega detto Cit.
La denominazione sociale è "ALFREDO STOLA MODELLI DIMOSTRATIVI IN LEGNO PER FONDERIA E CARROZZERIA”, la cui grafica é realizzata personalmente da Alfredo.

1919 Torino Alfredo Stola
 

Torino 1919 Parte di interno del laboratorio della modelleria Alfredo Stola di Corso Racconigi 138
Situata a meno di un chilometro della fabbrica Lancia, da subito il piccolo laboratorio viene apprezzato, non solo per i modelli ma anche per i lamierati prototipali assemblati su modelli dimostratori, talvolta marcianti.
Proprio in questa prima sede, verranno costruiti i modelli dimostrativi per la carrozzeria e per gli interni del tipo Lambda.
Parallelamente, si realizzeranno anche i modelli di fonderia per le parti del motore.
Nel tempo, fra Alfredo Stola e Vincenzo Lancia nasce un sincero rapporto di stima personale.
La Lancia Lambda, dopo tre anni di sviluppo inizierà la produzione in serie nello stabilimento di via Monginevro nel 1921.

Torino 1919 in corso Racconigi 138. Una parte della squadra nella metà degli anni '20 della modelleria Alfredo Stola.
Si riconoscono da sinistra Corandino, Alfredo Stola, Moiso, Pronel e Cit.

Modello in legno scala 1:1 del primo concetto di Lancia Lambda.

1921 Modelli in legno rappresentanti l'autotelaio della Lancia Lambda.
E' interessante notare il cartello scritto a mano dove si legge, a fatica, la ragione sociale e l'indirizzo della modelleria.

1924 Modello in legno della Lancia Lambda Torpedo.

1920 Progetto completo di modelli per fonderia del motore Lancia Lambda.
Dal 1930 seguiranno altri lavori per i tipi Dilambda e Augusta. L'Artena nel 1933 sarà poi l'ultimo progetto consegnato dalla sede di corso Racconigi.
La particolarità di quest’ultimo lavoro, trattandosi di un “restyling" come lo chiameremmo oggi, consiste nel fatto che vengono costruiti in legno, con un nuovo stile, le pedane e i due rispettivi grandi parafanghi, per poi applicarli all'Artena di produzione.
Si realizza quindi una specie di modello- prototipo marciante dimostrativo.

1929 Modello di fonderia per il motore
della Lancia Astura

Torino 1933 Modello in legno/prototipo in lamiera della Lancia Artena terza serie.
patente
Patente di guida di Alfredo Stola rilasciata nel 1930.
Nel 1934 il laboratorio trasloca di poche centinaia di metri, trasferendosi in via Issiglio 38, al confine con il muro di cinta della grande fabbrica Lancia di via Monginevro.
Il laboratorio di proprietà, di 800 metri quadrati, è progettato e fatto costruire sotto la direzione di Alfredo già con diverse aree di lavoro, piani di riscontro in ghisa, una fresatrice a colonna e un piccolo ufficio per la contabilità.
Il personale è già composto da una ventina di lavoratori.
Il muro di cinta dello stabilimento Lancia di via Issiglio per la "modelleria Stola" diventerà leggenda nell'ambiente di lavoro, quando Vincenzo Lancia in persona farà da subito aprire un portone carraio proprio di fronte per velocizzare i trasporti.
Un risparmio di quasi un chilometro per la movimentazione dei modelli, che al tempo venivano spinti a mano con un carretto.
Grazie alla nuova porta, attraversando la strada si era direttamente all'interno del cortile della Lancia senza più dover andare in via Caraglio al portone ricezione merci della Lancia.
Aprilia e Ardea sono i nomi delle automobili di quel periodo, e Alfredo Stola progetta proprio per questi modelli le prime maquette in legno raffiguranti gli interni e gli esterni su uno stesso oggetto.
Lo scopo è di capire lo stile e l'abitabilità nello stesso momento, vista anche l'ardita aerodinamica non consueta per l’epoca.

Torino 1932, via Issiglio 38, Alfredo Stola con la sua
Fiat 514 targata TO 37145, presso il cantiere
del nuovo laboratorio.

Vincezo Lancia posa di fronte al suo stabilimento di Borgo San Paolo. Nel 1936 farà aprire un portone
carraio di fronte al civico di Via Issiglio 38 corrispondente alla modelleria di Alfredo Stola.


1934 Distinta ore dei 14 dipendenti durante il
lavoro della Lancia Aprilia.

La ricerca di molte proposte stilistiche da parte di Vincenzo Lancia, per il raggiungimento di forme totalmente nuove e filanti, trova nel laboratorio di Alfredo Stola il partner ideale.
Il volere di Lancia è rendere marcianti nelle primissime fasi le carrozzerie prototipali un po' in lamiera e un po' in legno.
Guardando le poche fotografie d'archivio, é sorprendente osservare come in quegli anni si costruissero modelli di auto complete in legno di poco spessore, vuote all'interno per rendere l'abitabilità e l’ergonomia subito verificabile.
Sono anni molto proficui per l'industria automobilistica italiana, e la ALFREDO STOLA diventerà presto un riferimento per la sua competenza anche per le altre case automobilistiche italiane, come Fiat, OM, Diatto, Farina, SPA e naturalmente continuando la collaborazione con Lancia.
Torino 1934, Maquette in legno del modello Lancia Aprilia rappresentante esterno e interno.
In pratica è un mezzo modello dove al suo interno, dal lato opposto che non si vede, è costruito l'abitacolo al 50%.
Purtroppo non ci sono le fotografie ma questo è stato detto ad Alfredo Stola da suo padre.

1934 Una delle proposte di modello in legno in scala 1:1 rappresentante interni e esterni contemporaneamente.
E' immaginabile che avesse anche le porte apribili come si evidenzia dal volante e dal finestrino non completamente abbassato.
La targa stradale che si vede applicata su questo modello in legno è quella della Lancia Augusta personale
del Sig. Alfredo Stola

1935 Presso il cortile della Lancia di fronte al civico 38 di via Issiglio uno dei vari prototipi aerodinamici costruiti dalla modelleria Alfredo Stola per le varie ricerche volute da Vincenzo Lancia.
Dalla targa è immaginabile che fosse la quinta proposta di modello del 1935 .

1938 Istituto Tecnico Avogadro di Torino Giuseppe Stola, il primo a sinistra, all'esame di prova pratica al quarto anno.
Il periodo bellico tra il 1940 e il 1945, pur rappresentando un momento di crisi produttiva, viene compensato con commesse militari dedicate agli allestimenti speciali degli autocarri per l'Esercito Italiano. Esemplari funzionanti per le presentazioni agli alti comandi, dettagliatissimi modellini in scala, cassoni speciali, cabine allungate, e cerchi ruota per il deserto, sono fra le quasi uniche produzioni di quel tempo.

Interno del laboratorio nel 1940.
1939/1943 Modellini e modelli in scala dei mezzi militari da trasporto realizzati per Lancia e Fiat in vista del conflitto militare.

1946 La famiglia Stola da sinistra Francesco, Margherita, Roberto, Alfredo e Giuseppe.
Alfredo Stola, Giuseppe Stola
Torino, 1946. Modellatori della "Alfredo Stola". Alfredo Stola (terzo da destra in piedi).
Giuseppe Stola (quarto da sinistra in piedi). Francesco Stola ( terzo da sinistra in piedi).

Torino 1947 I fratelli Stola: Roberto a 11 anni, Francesco 18 anni e Giuseppe 25 anni.
Terminata la seconda guerra mondiale, con la ripresa economica degli anni '50, la "modelleria" conta una forza lavoro di oltre venticinque addetti.
I tre figli Giuseppe, Francesco e Roberto, nati rispettivamente nel 1922, 1929 e 1936 dal matrimonio con Margherita Converso, vengono inseriti gradualmente al lavoro sotto il severo sguardo del padre.
Acquisita l'esperienza necessaria, dimostrano con capacità diverse le loro peculiarità, guadagnandosi il rispetto dei clienti e delle maestranze.
Dalla fine del conflitto, la normale attività riprende, dapprima lentamente per poi incrementare dal 1950 con l'arrivo del nuovo cliente Alfa Romeo, con le sue imponenti berline.
Giuseppe Stola
Torino 1950 Il primogenito Giuseppe al banco di
lavoro nella costruzione su un modello di fonderia.

Maggio 1950 a Francesco Stola viene
rilasciata la patente civile.

Ottobre 1950 a Francesco Stola viene rilasciata
la patente militare per i camion.

1950 Civitavecchia. Francesco Stola a sinistra con un commilitone posa accanto al Lancia 3Ro.

1950 Civitavecchia Francesco Stola a destra
con due commilitoni a pranzo.
Giuseppe Stola il 25 marzo 1951 sposa Nena Gollo e dalla loro unione nasceranno nel 1953 e 1960 i figli Margherita e Massimo.

Firenze 27 Marzo 1951 Nena e Giuseppe Stola

Torino 1963 al quinto piano di via Issiglio 40  i due figli Margherita e Massimo Stola.

1952 Torino via Issiglio 38 al centro il resinista Ranzato.

La modelleria negli anni '50, al fondo si
riconosce Carlo Bordone.

Esempio di costruzione di un Master Model in legno.

Un momento di relax di Alfredo Stola con uno dei suoi modellatori Francesco Nada, sulla sinistra Ranzato.

Nel laboratorio si riconoscono in piedi a sinistra
Giuseppe Stola e a destra chinato Michele Comba.

Sellan Sante, uno degli storici capo officina che si è
sempre affiancato con l'altro capo officina Carlo Bordone.

Torino 1953, Via Issiglio 38, Alfredo Stola davanti all' ufficio con la sua nuova Fiat 1900 A.
A poche centinaia di metri dalla modelleria, nel 1954 in via Vincenzo Lancia prende inizio la costruzione del grattacielo Lancia progettato dall’architetto Nino Rosani.
È un avveniristico edificio alto 70 metri, unico al mondo in quanto trasversale alla via per permettere il passaggio autoveicolistico attraverso di esso. Un'opera senza precedenti, che proietta verso il futuro nel 1957 il quartiere di Borgo San Paolo grazie alla rinomata casa automobilistica.
Esso sarà riconoscibile da ogni parte della città, in particolare di notte per la scritta gigante al neon blu alla sua sommità.


1955 il grattacielo in costruzione in via Lancia.
Sul piazzale le bisarche con le Aurelia B24 Spider.


1957 il grattacielo terminato compresa la
grande scritta Lancia sul tetto al neon blu.


1955 Master Model Alfa Romeo 2000 berlina.

1955 Master Model Alfa Romeo 2000 berlina.

1955 Master Model Alfa Romeo 2000
Da sinistra Roberto Stola, Aldo Peiretti,
Francesco Stola e Carlo Bordone.

1955 Master Model Lancia Alfa Romeo 2000 berlina.

1955 Master Model Fiat 1200 Spider.

1955 Master Model Fiat 1200 Spider.

1955 Master negativo scomposto Fiat 1200 Spider.

1956 Master Model OM Lupetto.

1956 Assemblaggio completo delle resine
negative OM Lupetto.

1958 Master Model Fiat 1500 Spider.

1958 Master Model Fiat 1500 Spider.

1958 La prima scocca prototipale in lamiera battuta a mano della Fiat 1500 Spider.


1958 Master Model parziale parte centrale Lancia Flavia


1959 Master Model Alfa Romeo FMN Brasile.

1959 Partenza del Master Model Alfa Romeo FMN,
via nave, per il Brasile

1958 Master Model Innocenti 850 Spider.

1959 Master Model ISO Rivolta 300.

1959 Master Model Fiat 2300 Coupè OSI.

1959 Master Model Fiat 2300 Coupè OSI
In piedi da sinistra Luigi Rossetti, Gino Rossetti, Carlo Bordone e Roberto Stola, dietro Sanna.

1959 Master Model Lancia Flavia Pininfarina

1959 Master Model Lancia Flavia Pininfarina

1959 Torino di fronte al civico 38 di Via Issiglio (dietro è visibile il muro della Lancia)
alcuni modellatori della Alfredo Stola & Figli. In seconda fila da sinistra Ranzato e Nada
Gli anni '50 si confermano quindi un decennio importantissimo per l'industria automobilistica, caratterizzato dall'esperienza tecnica degli Stola e dei loro modellatori che raggiunge l'apice di maturazione dagli anni dell'inizio. I modellatori di quel periodo sono riconosciuti dai clienti e dalla rara concorrenza per la loro straordinaria bravura e la sorprendente velocità di esecuzione.
Proprio in questi anni '50, tra questa forza lavoro si evidenziano Carlo Bordone e Sante Sellan che diventeranno i due "Capo Officina" e manterranno questo ruolo fino al 1992, quando arriverà anche per loro l'età della pensione, dopo quarantadue anni di straordinario e instancabile lavoro.
É giusto ricordare che fino all’inizio degli anni ottanta che in quegli anni tutti i modelli di carrozzeria, di interni, e per i motori erano realizzati a mano e ogni forma era ricavata con calcoli matematici e trigonometrici.
Verso la fine del 1957, Alfredo Stola sente l'esigenza che la propria azienda venga identificata con un logo per raccontare tradizione e continuazione attraverso una grafica che ben rappresenti il cognome di famiglia.
Lo disegna personalmente al tecnigrafo in bianco e nero, inserendo in un rombo una particolarissima grafica tridimensionale del suo cognome.


1957 Via Issiglio. Alfredo e il terzogenito Roberto
nei giorni della ristrutturazione

Sempre nel 1957, delega i propri figli a effettuare un ampliamento del “locale modelli” di via Issiglio 38 e con l'occasione un abbellimento della facciata con l'utilizzo della pietra.
Nello stesso momento si dà il via alla costruzione di un palazzo adiacente alla modelleria di sei piani, composto da tredici appartamenti, abbattendo la loro vecchia casa abitativa al piano terra.
L'obiettivo di Alfredo era che i tre fratelli e lui avessero un piano a ciascuno per abitare tutti insieme. I restanti nove appartamenti sarebbero stati affittati ai dipendenti più meritevoli.

1957 Via Issiglio 38 e 40 prima della costruzione del palazzo e la ristrutturazione del laboratorio.

1958 Il cartello dei lavori edili intestato F.lli STOLA.

1957, iniziano i lavori di ristrutturazione al civico 38,
facciata in pietra e ampliamento del laboratorio.

1958 fine del terzo piano; ne mancano altri tre al civico 40.

Torino via Issiglio gennaio 1958 Alfredo Stola osserva la fine della ristrutturazione al civico 38 e la nuova
costruzione del palazzo al civico 40 alavori quasi ultimati.
Dietro di lui la sua Alfa Romeo 1900 Super che sarà la sua ultima automobile.

Torino 1958 Via Issiglio 38, di fronte al muro Lancia,
Alfredo Stola con il figlio Francesco. La DKW cabriolet
e di Giuseppe Stola.

Torino autunno del 1959 in via Issiglio 38 di fronte
al muro Lancia Alfredo Stola con il figlio Roberto
e il cane Whisky.

1958 Via Issiglio 38 e sullo sfondo ancora
l'impalcatura del palazzo del civico 40.

1959 settembre. Il palazzo è appena finito insieme
alla ristrutturazione del palazzo.


Via Issiglio 38 Settembre 1959 il master model della Lancia Flavia Pininfarina ultimo progetto diretto Alfredo Stola.
Nelle foto di posa prima della consegna a sinistra Michele Comba e Carlo Bordone a destra Francesco Stola.
In quegl'anni la riservatezza non era cosiderata.

Ottobre 1959 La Morra, pranzo domenicale offerto dalla ditta per festeggiare la consegna del modello Lancia Flavia Pininfarina.
Sono ricoscibili a destra di schiena Carlo Bordone Francesco Stola e Zenoni, in piedi Renato,
il primo seduto a destra Giuseppe Stola e al suo fianco Peiretti.


Febbra 1960. L'ultimo bilancio economico definitivo di Alfredo Stola
dell'anno fiscale 1959, con un utile lordo di £ 17.662.929.

Il 27 marzo 1960, all'età di 66 anni Alfredo Stola viene a mancare dopo una malattia, circondato dall'affetto dei figli Giuseppe, Francesco e Roberto.
Come da suo preciso desiderio, la camera ardente è allestita all'interno del laboratorio.
La famiglia, gli operai tutti lo vegliano giorno e notte fino al funerale.
Quella mattina anche la comunità di "Borgo San Paolo" con una sentita partecipazione viene numerosa a salutare "Monsú Stola" come veniva chiamato da tutti.

1960 l'ultima immagine di "Munsù Stola" così
era chiamato da tutti.

Torino 30 marzo 1960 in Via Issiglio di fronte ai civici 38 e 40 la comunità di Borgo San Paolo per l'ultimo saluto.

Torino 30 marzo 1960 il corteo funebre in via Monginevro. La bara è trasportata dai modellatori, a destra si riconoscono
Carlo Bordone e Francesco Nada. Alla destra di Nada si riconosce Fabbris e alle sue spalle i fratelli Stola.
Il primo a destra è Ranzato.
I tre fratelli, per la grande riconoscenza verso il Padre, subito cambiano la denominazione sociale in "ALFREDO STOLA & FIGLI" e gli subentrano già ben preparati alla guida della società.

1960 Francesco, Maria e Alfredo.

1963 Francesco Stola con Alfredo a San Grato di Villanova
Dal matrimonio fra Maria Aimo e Francesco Stola, avvenuto il primo giugno 1958, nasce a Torino il 26 luglio 1960 il piccolo Alfredo.
Il Nonno, ben sapendo che per la malattia forse non avrebbe mai visto il nipote, mesi prima comprò un cagnolino di peluche e chiese alla nuora Maria di regalarglielo al primo compleanno a suo ricordo.

Gennaio 1960 Il peluche comprato da Alfredo per il nipote.
Da lì a poco, con l'ulteriore sviluppo tecnico delle industrie chimiche Ciba e Bayer riguardante i nuovi materiali resinosi, iniziati qualche anno prima e sperimentati proprio nella modelleria di Torino dalla metà degli anni '50, si apriranno grandi opportunità.
L'utilizzo di queste innovazioni, che all'inizio venivano chiamate "legni plastici”, attirerà nuovi clienti internazionali come Nsu, e American Motor, per la realizzazione dapprima degli stampi in resina dei singoli particolari e poi a seguire dei veri e propri "Master Model" di automobili complete.

1962 Master Model Fiat 850 T.

1962 Master Model Fiat 850 T
Da sinistra In piedi Carlo Bordone e Francesco Stola,
seduti Francesco Nada, Giorgio Rossetti e Aldo Peiretti.
Questi materiali, rispetto al legno, garantivano molta più stabilità dimensionale, con il risultato di migliorare la qualità finale delle automobili prodotte in serie.
Gli anni che seguono sono in linea con il boom italiano degli anni '60; si lavora praticamente tutti i giorni, facendo festa solo la domenica pomeriggio e non sempre.
Lancia, Alfa Romeo, Fiat, Autobianchi, Innocenti, Bertone, Osi, Om, Pininfarina e Iso Rivolta, Nardi, oltre le straniere già citate sono i clienti di quel tempo.

1963 Master Model Fiat 850 Coupè.

1963 Master Model Fiat 850 Spider Bertone.
 

1963 Mascherone di assemblaggio e controllo in resina della Ferrari 330 GT 2+2 Pininfarina.

1963 Mascherone Ferrari 33o GT 2+2 Pininfarina.

1963 Da sinistra Michele Comba, Aldo Fonda,
Gino Rossetti e Carlo Bordone.


1964 Master Model Fiat 1100 R.


1964 Master Model Ford Anglia Torino.

1964 Master Model Fiat 238.


1964 Master Model Fiat 238 verniciato
da sinistra Aldo Peiretti, Gino Rossetti, Francesco Stola,
Luigi Ivaldi e Francesco Nada.


1964 Master Model Alfa Romeo Spider.

1964 Master Model Alfa Romeo Spider.

1964 Master Model Alfa Romeo Spider.
Una parentesi tra la costruzione dei modelli dimostrativi e i Master Model, è costituita dalla commessa per l'Autobianchi per la sola produzione in vetroresina di tutti i particolari esterni della scocca e delle ossature della spider tipo Stellina.
Una commessa di lavoro la cui produzione avviene fra il 1963 e il 1965 per un totale di cinquecentotre esemplari, innovativa per il risparmio di peso e inattaccabilità alla corrosione.
È probabile che sia stata la prima automobile in resina costruita in Italia grazie ai nuovi prodotti chimici disponibili sul mercato. Nello stesso preciso anno, per la cronaca, la Porsche metteva in produzione in Germania la tipo 904, la cui carrozzeria era anch'essa in fibra di vetro, per un totale di centoventi esemplari.

1964 La squadra adetta alla produzione dei particolari in fibra di vetro della Autobianchi Spider Stellina
da sinistra Sellan Sante, Ranzato, Valentino, Nada, Sanna, Lombardi, Bambino.

1964 Mascherone della Stellina per verifica accoppiamento dei particolari in vetroresina.

1964 Gli stampi della Stellina


Torino 1963 in via Issiglio 38 una foto ricordo di Francesco Stola, al centro, con alcuni dei suoi modellatori.
in piedi da sinistra Sellan Sante, Fabbris, Francesco Stola, Comba e Bambino
sotto Gastaldello, e Ranzato Antonio


Torino 1964, di fronte al civico 38 di via Issiglio. Francesco Stola con il figlio Alfredo e la sua Maserati Sebring.
Nel 1964, il primogenito Giuseppe decide di intraprendere una sua impresa più autonoma nel settore della fonderia per grossi getti in ghisa, lasciando così definitivamente la modelleria.
Con la denominazione S.E.V. viene costruito un nuovo stabilimento di 2.500 metri quadrati sito in Rivoli, in corso Canonico Allamano 72, in cui proseguirà con successo l'impegnativa attività per 28 anni.
Il logo aziendale verrà utilizzato solo dal 1965 anche per raccontare la continuità  fra i tre Fratelli, é sempre a forma di rombo con i medesimi caratteri e colori, e l’acronimo S.E.V. da una idea di Giuseppe significa Sapienza, Esperienza,Volontà.

Rivoli 1965 Il capo officina Luigi Ivaldi accende il forno per iniziare la prima colata di Ghisa della scocetà S.E.V.

Per una precisa sinergia commerciale, i clienti della nuova fonderia sono gli stessi della modelleria, ovvero Fiat, Lancia Alfa Romeo, Autobianchi, oltre agli storici costruttori di stampi torinesi come la Berto-Lamet e la Itca; dagli anni '80 si aggiungeranno Ford e Saab.
Dopo i modelli di carrozzeria bisogna costruire gli stampi, e per costruire gli stampi servono i grandi getti di ghisa; questa é la sinergia commerciale fra i fratelli per condividere i clienti.
Giuseppe e Francesco Stola
Rivoli, 1965. Giuseppe e Francesco Stola alla prima colata di ghisa nella loro fonderia SEV
in corso Allamano Rivoli.
Getti di ghisa per stampi, il particolare è una porta anteriore.

Grande getto di ghisa per stampo multiplo.
Per tutto il tempo Francesco e Roberto hanno mantenuto un quota societaria di minoranza e non operativa, lasciando completamente in autonomia la gestione a Giuseppe.
A 69 anni Giuseppe comprende che è troppo anziano per lavorare in fonderia, il lavoro è duro e pericoloso, e così viene deciso nel 1992 fra i soci di mettere in liquidazione l'azienda vendendo i rottami di ghisa rimanenti e soprattutto il terreno, situato in una delle zone industriali più di valore della cintura torinese.

1965 Master Model IKA Renault Torino 380w su licenza American Motors Corporation (AMC)

Giugno 1965 Nel laboratorio di via Issiglio 38, nel giorno della presentazione al cliente,
sono riconoscibili Francesco Stola e il modellatore Francesco Nada.

1965 Master Model della Innocenti Lambretta
L'ultimo Master Model realizzato nella vecchia sede di Borgo San Paolo é il tipo 124 berlina della Fiat, che per la cronaca era contraddistinto con la sigla di progetto A 520.

Torino 1965 via Issiglio 38, il Master della Fiat 124 berlina è l'ultimo lavoro costruito in questa sede.
La foto ritrae il modello sul camion pronto per la consegna allo stabilimento di Fiat Mirafiori.
Per la storica modelleria di via Issiglio, nonostante l'ampliamento terminato nel 1959, le nuove esigenze dei clienti fanno sì che la sede sia ormai piccola e inadeguata per spazi, riservatezza industriale e richieste di sempre maggior lavoro.
Nell'autunno del 1965, dopo due anni di lavori edili diretti da Francesco, ancora a Torino, in Borgata Lesna, in via La Thuile 69 e 71, sempre con la denominazione "ALFREDO STOLA & FIGLI", viene aperta la terza nuova sede.
A fianco dello stabilimento i fratelli, sempre in via La Thuile ai numeri civici 71, 75 e 77, fanno costruire due palazzi di sei piani per un totale di trentanove appartamenti a disposizione in affitto per dipendenti della modelleria.
Anche il marchio STOLA per questa importante occasione viene aggiornato, colorandolo di rosso su sfondo oro, mantenendone inalterata la grafica.

Torino autunno 1965 l'ingresso carraio della nuova sede in via La Thuile 69. Sopra il portone si può notare il marchio
STOLA in rosso. A fianco il palazzo costruito dai fratelli Stola per una parte dei propri dipendenti ai civici 71, 73 e 77.
Alla fine del 1965 Francesco Stola trasforma il logo da bianco e nero in rosso su fondo oro.
Il nuovo stabilimento viene inaugurato con una vera e propria festa, alla quale partecipano tutti i dipendenti con le loro mogli, e i clienti. La serata è arricchita da una cena di gala con musica dal vivo del complesso Myster Bianco, tipico di quel periodo Beat.

Da destra, Piazza, Bordone, Stola, x, y, z e Sardi.
Autunno 1965 Festa di inaugurazione all'interno della nuova modelleria Alfredo Stola e Figli in via la Thuil 69 a cui parteciparono tutti i dipendenti con le loro famiglie e i clienti. Il complesso Beat, tipico dell'epoca, era Myster Bianco.
Il locale misura 4000 mq, è piastrellato in grès, con illuminazione direzionale ad alta diffusione, interamente climatizzato in ogni stagione, completo di sei aree riservate controllate da telecamere e un modernissimo spogliatoio completo di docce.
In questo ambiente, i piani di lavoro in ghisa reticolati sono venti, per un totale di circa 300 mq, con tre carri ponte, un reparto resine isolato, una cabina di verniciatura ad acqua e, soprattutto, le primissime macchine elettroniche di misura "Dea".
Questi investimenti, uniti ai più qualificati modellatori di Torino, la renderanno da subito fra le più moderne modellerie d’Europa.


1965 placchetta in alluminio identificativa appliccata con rivettatura su ogni modello o resina prodotta dall'azienda.


Una delle aree di lavoro dei modellatori, si riconoscono sulla destra Ruggeri e con il cappello Marigonda Arrigo e sulla sinistra in fondo, con la maglia rossa Ciliutti Silvano.

Un altra area di lavoro dei modellatori con
l'uscita carraia di via Villa Giusti.

Nell'area collaudo una delle cinque DEA.

Area collaudo con una DEA Carlo Mantovani sta
controllandoun modello della Ford.

Vista più ampia dell'area collaudo.

Un esempio delle sei aree riservate e chiuse chiamate box, con piani di riscontro in ghisa di tre metri per sei equipaggiati
ognuno con un Quick a scorrimento sulle scalanature. Si può notare il cartello "vietato l'ingresso" in nove lingue.

Una vista dell'area collaudo dove si può notare in
alto una gru a servizio dei modellatori.

Alla fresatrice tre assi semi automatica uno dei due
capo officina Carlo Bordone

Michele Comba alla fresatrice piana.
In questa struttura d'avanguardia il personale quasi raddoppia nel primo anno, raggiungendo i sessanta addetti attraverso nuove assunzioni. Un ambiente avveniristico, orientato ai clienti ma anche ai lavoratori, i quali apprezzano la pulizia, la climatizzazione controllata, la perfetta illuminazione, e le tante strutture di sollevamento pesi.
Il personale apprezza la conduzione famigliare e la visione industriale dei fratelli Stola; in quel periodo quasi tutti i modellatori della concorrenza torinese vorrebbero poter lavorare alla “ALFREDO STOLA & FIGLI”.
Francesco, più grande di 7 anni, é l'Amministratore Presidente e Roberto ha la carica di Vicepresidente. Due caratteri molto diversi, e per questo complementari all’azienda.
Il primo, raffinato tecnico e modellatore, e il secondo innato commerciale fortemente orientato al cliente. Queste caratteristiche, sommate all'estrema bravura dei lavoratori negli anni a venire, saranno il motivo di una crescita aziendale davvero particolare.
I Master Model della Fiat 124 Coupé e della Ferrari 365 GT 2+2 per Pininfarina e l'Autobianchi A111, sono i primi lavori realizzati nella transizione del trasloco tra la fine del 1965 e l'inizio del 1966.

1965 Master Model Ferrari 365 GT 2+2 Pininfarina

1965 Master Model Ferrari 365 GT 2+2 Pininfarina

1965 Master Model Fiat 124 Coupè

1967 Master Model Autobianchi A111
Il primissimo progetto acquisito e realizzato nella nuova sede é il Master Model della Isuzu tipo 117 disegnato da Giorgetto Giugiaro.
L'incontro con il grande stilista dell'Italdesign e il management della casa automobilistica giapponese, nel 1966, rappresenta il primo segnale di internazionalizzazione della ALFREDO STOLA & FIGLI.

Giorgetto Giugiaro nel periodo dell'Isuzu.
Nelle cinque immagini a seguire si possono vedere le varie fasi di realizzazione del master model Isuzu. La struttura del cubo in acciaio normalizzato e fresato, l'assemblaggio dei particolari su base tubolare in resina e le fasi di collaudo su plateau con il truschino elettronico chiamato Quick, modernissimo per quei tempi; la tolleranza dimensionale voluta é 0,2 decimi di millimetro in ambiente a temperatura controllata.
1966 Master Model Isuzu 117 disegno di Giorgetto Giugiaro.

Da sinistra Carlo Bordone, Giuseppe Valentino, Bergoz Ladislao, Gastaldello, Fabbris, Francesco Stola
col suo cane chiamato Lupo, Francesco Nada e Viviani posano davanti al Master Model dell'Isuzu 117.

1967 Master Model veicolo commerciale FIAT.

1967 Master Model veicolo commerciale FIAT.

1967 Master Model Alfa Romeo 1750 GT Coupè Giugiaro.

1968 Master Model FIAT 130 Berlina.

1968 Master Model FIAT 130 Berlina.

1968 Master Model FIAT 130 Berlina.


1969 Master Model Mitsubishi disegnato da Giugiaro. Mai andato in produzione, probabilmente della serie Colt.

1969 Master Model FIAT 127.
L'ultimo master model realizzato che segna la conclusione del decennio 1960 é quello della classicissima berlina Flavia 3 serie. Un lavoro commissionato dallo storico marchio torinese Lancia, iniziato con la proprietà del finanziere Carlo Pesenti per poi essere consegnato alla nuova proprietà Fiat.

1969 Master Model Lancia 2000.

1969, un momento di relax al reparto resine della Alfredo Stola & Figli.
Da sinistra Giuseppe Valentino, Carlo Bordone, Di Pietro, Foti e Zanellato.
Fra 1966 e il 1969 i fratelli  ancora una volta per ricordare il Padre, si fanno promotori di una iniziativa sportiva in voga in quei tempi, organizzando una squadra ciclistica denominata "Alfredo Stola".
Nella categoria dilettanti due anni su tre si aggiudicano il titolo di campioni piemontesi, vincendo anche decine di coppe in gare a tappe nelle regioni confinanti della Liguria e della Lombardia.


Sugli angolari posteriori del pulmino Fiat 850 T
il modellatore Marigonda Arrigo pitturava a mano
l’orso e il lupo come mascotte della squadra. 


Torino primavera 1968 la squadra "Alfredo Stola" posa in Piazza Castello di fronte al Palazzo Reale.
Da sinistra: Gotta Italo, Zanetti Gianfranco, il piccolo Alfredo Stola, Bortolazzo Renato, Barbierato Livio,
Guglielmo Bruno, Pivato Marcello e il Direttore Sportivo Pratis Alfonso.


1969 il direttore Pratis con i ciclisti della Alfredo Stola ad una corsa a squadre nel Roero
Per ringraziare i clienti, motivare i propri lavoratori e salutare con ottimismo il nuovo decennio in arrivo, la modelleria partecipa "una tantum" dal 29 ottobre al 13 novembre con un suo stand al 51° Salone dell'Automobile di Torino, nella storica sede di Palazzo Esposizioni, presentando tre modelli dimostrativi di particolari singoli per carrozzeria, con pelle esterna e ossatura interna.
Lo slogan del brochure distribuita ai clienti e al pubblico era "L'automobile nasce da noi dal 1919”.
Dalla fotografia professionale dell'evento si nota che l'insegna dello stand é STOLA e non ALFREDO STOLA & FIGLI.

1970 Torino Stand della Alfredo Stola & Figli al 51° Salone dell'Automobile.
E' curioso notare la scritta Stola per esteso anzichè la vera denominazione sociale.
Fondamentale nella crescita dell'azienda è stato il completo sviluppo modellistico dell'Alfa Sud, disegnata sempre da Giugiaro, in tutte le sue versioni 3/4 porte, coupé, giardinetta e spider, dove quest'ultima non fu mai prodotta. Un progetto iniziato nel 1970 così importante che la stessa Alfa Sud volle affittare 500 metri quadrati della proprietà della ALFREDO STOLA & FIGLI, per avere una propria area collaudo e gli uffici per i propri tecnici residenti che operavano per il coordinamento fornitori in tutta l'area industriale torinese.
Indimenticabili erano le visite domenicali di Giorgetto Giugiaro nella sede di via La Thuile per controllare la qualità delle superfici dei Master Model in tutta tranquillità, e con lui era sempre presente suo figlio Fabrizio, di soli 6 anni.
Una tradizione non sempre domenicale, che poi è continuata per i modelli Isuzu Piazza, e Saab 9000; da queste visite tra i modelli di resina, nasce una grande amicizia fra giovanissimi Fabrizio Giugiaro e Alfredo, figlio di Francesco Stola.

1970 Calibro di controllo Alfa Sud

1970 Calibro di controllo Alfa Sud

1972 Master Model Alfa Sud Giardinetta

1972 Master Model Alfa Sud Giardinetta

1973 Master Model Alfa Sud Sprint per controllo lamierati.
L’Amministratore Delegato dell'Alfa Sud è l'Ingegner Rudolf Huruska, conosciuto per essere stato uno degli assistenti del Professor Ferdinand Porsche già nel 1938 nel programma iniziale VW e in seguito per la Formula 1 Cisitalia insieme a Piero Dusio.
La fabbrica Alfa Sud, con sede a Pomigliano d'Arco, in quegli anni é da pensarsi come il più grande progetto industriale per l'Italia del Sud, dove il governo azionista decise di creare una casa automobilistica da prato verde.

Rudolf Hruska nel periodo dell'Alfa Sud.
Nel tempo, oltre l'esperienza Alfa Sud, seguiranno per tutti gli anni '70 altri straordinari progetti sempre diretti dall'Ingegner Hruska anche per l'Alfa Romeo di Arese. I due fratelli si conquistano con i fatti la fiducia del grandissimo  tecnico proprio come il loro Padre aveva fatto con Vincenzo Lancia. In particolare, con Roberto l'amicizia continua anche dopo che l'Ingegner Huruska va in pensione, con piacevoli incontri invernali al Sestriere e condividendo qualche discesa sulle piste, visto che parecchi decenni prima gli aveva impartito la prima lezione di sci.

hrusca
Sestriere 1988 Hotel Principe di Piemonte. L'ingegner Rudolf Hruska già in pensione con Roberto Stola e le famiglie.

Negli anni '70 si realizzano una quantità impressionante di Master Model, e nonostante la crisi petrolifera e le turbolenze sindacali nel paese, straordinari modelli nasceranno proprio in via La Thuile 71.
Per affrontare in modo più sicuro questo notevole aumento di lavoro, e poter gestire i clienti sempre più organizzati da un punto di vista professionale, nel 1971 i due fratelli Stola assumono Alberto Sasso, giovanissimo Ingegnere Meccanico laureato al Politecnico di Torino.

1972 La direzione tecnica della Alfredo Stola & Figli.

I due capoofficina Sante Sellan e Carlo Bordone e al centro l'ingegnere Alberto Sasso nella sala riunioni in via la Thuile 71
L’Ingegner Sasso ricopre una funzione un po' nuova per quei tempi in un’azienda relativamente piccola, che oggi chiameremmo General Manager. Certamente un segno di modernità e di cambiamento mezzo secolo dopo il primo laboratorio di 300 metri quadrati, in cui lavoravano oltre al titolare tre modellatori e il ragazzo apprendista. Scelta che si dimostrerà ancora più lungimirante quando dall'inizio degli anni '80 il fatturato estero rappresenterà quasi sempre costantemente il 40/50% dell'intero giro d’affari.

1971 Massimo e Alfredo Stola nella
sala riunioni di Via La Thuile 71

1972 Alfredo Stola di fronte al civico 69 di Via La Thuile,
sullo sfondo il camion aziendale Fiat tipo 625.

1970 Master Model FIAT 132


1970 Master Model FIAT 132


1970 Master Model Fiat 130 Coupè.

1970 Master Model Fiat 130 Coupè.

1970 Master Model Ferrari 365 GTC4 per Pininfarina.

1970 Master Model Ferrari 365 GTC4 per Pininfarina.

1970 Master Model Alfa Romeo Alfetta

1970 Master Alfa Romeo Alfetta specifico per accoppiamento fiancata esterna e interna.

1970 Master Alfa Romeo Alfetta per verifica accoppiamento parti mobili ossatura parabrezza e ossatura lunotto.

1970 Lancia Beta modelli di fonderia per il motore della Beta ex Fiat Lampredi modificato
per lo stabilimento Lancia di Borgo San Paolo
Tra i progetti, non per importanza ma per particolarità, nei primi mesi del 1970 si affaccia il produttore di camion Kamaz, emanazione industriale del governo comunista russo attraverso il concilio ministeriale dell'URSS.
Torino già rappresentava insieme a Detroit uno dei due centri mondiali dell'automobile, e il Ministero dei Trasporti sceglie per il loro primo progetto la ALFREDO STOLA & FIGLI per i modelli e la Berto Lamet, sempre di Torino, per gli stampi e le attrezzature di assemblaggio.
Particolare davvero innovativo per noi italiani, ma sicuramente normale per i russi, è che alcuni degli ingegneri responsabili in trasferta a Torino sono donne.
Il primo autocarro marchiato Kamaz uscirà dalla catena di montaggio nel febbraio del 1976 dalla fabbrica di Naberezhnye Chelny, situata nel nord dell'Unione Sovietica.

1971 Il Master Model Kamaz

1971 Il Master Model Kamaz

1971 Master Model Lancia Beta Berlina prima serie.

1971 Master Model Lancia Beta Berlina prima serie.

1972 Master Model Fiat 131

1972 Master Model Fiat 131

1972 Master Model OM 241

1972 Master Model OM 241

1972 Master Model FIAT Citroen 242

1973 Master Model Lancia Beta Coupè

1973 Master Model Lancia Beta Coupè

1973 Master Model Lancia Beta HPE

1973 Master Model Lancia Beta HPE

1973 Master Model FIAT tipo 180.

1973 Master Model FIAT tipo 180.

1973 Master Model FIAT Campagnola.

1973 Master Model FIAT Campagnola.

1973 Master Model Lancia Gamma.

1974 Master Model Fiat 131 Familiare

1974 Master Model Fiat 131 Familiare

1974 Alfa Romeo Alfetta GT calibro di controllo per il vano porta e il vano vetro laterale posteriore.
1974 Alfa Romeo Alfetta GT, Master per controllo accoppiamenti fiancate, padiglione, lunotto e parabrezza.

1974 Alfa Rome Alfetta GT Master pavimento completo.

1974 Alfa Romeo Alfetta GT Master in alluminio porta.

1974 Alfa Romeo Alfetta GT simulacro verifica apertura porte.
1974 Alfa Sud Master per verifica accopiamento ossature fiancate ed esterni fiancate, padiglione, portellone e parabrezza.
1974 Alfa Sud, particolari separati da assemblare sul Master verifica accoppiamenti.
In questo periodo, la domanda da parte delle case costruttrici si amplia con le resine di lavorazione copia per gli stampi di produzione, sia in forme negative che positive.
Particolari attrezzature chiamate "calibri di controllo" singoli per parti separate di carrozzeria e interni, o vere e proprie strutture di controllo lamiere per l'auto nella sua forma completa.
Anche le resine di battitura e la costruzione dei relativi lamierati e talvolta il loro assemblaggio diventano una nuova e importante fonte di lavoro.

1975 Calibro di controllo esterno Alfa Romeo Giulietta

1975 Calibro di controllo interno Alfa Romeo Giulietta

1975 Calibro di controllo vano baule Alfa Romeo Giulietta

1975 Calibro di controllo vano cofano Giulietta

1975 Calibro di controllo porte Alfa Romeo Giulietta

1975 Calibro di controllo parziale parafanghi
Alfa Romeo Giulietta.

1975 Master Model Lancia Beta seconda serie.

1975 Master Model Lancia Beta seconda serie.
In questi primi dieci anni di via La Thuile, la forza lavoro raggiunge gli ottantacinque addetti fra modellatori, resinisti, manutentori e impiegati.
In Torino si vive un notevole subbuglio sindacale nella categoria metalmeccanica, ma alla ALFREDO STOLA & FIGLI non si registra in questo periodo e nemmeno in quello successivo mai un solo sciopero.
L'atmosfera nella fabbrica continua a essere famigliare, con lo stesso spirito dell'inizio; il motivo é il rapporto di sincero rispetto con ogni singolo lavoratore da parte di Francesco e Roberto Stola.
Sono i tempi in cui alla fine di un progetto particolarmente impegnativo o importante ci si ritrovava il sabato o la domenica al ristorante a festeggiare il successo.

1976, Crescentino ( VC ) Ristorante tenuta Villa Rosa da sinistra: Miuccio Fiorin,
Carlo Bordone, Francesco Stola, Fonda.

1976 Alfa Sud seconda serie 4 porte

1976 Alfa Sud seconda serie 3 porte

1977 Master Model Simca 1000 3 porte, mai andato in
produzione. Stile di Mario Revelli di Beaumont e Boano.

1976 Master Model frontale di metropolitana per Chicago.

1976 Master Model Alfa Romeo Alfa 6

1976 Master Model Fiat Ritmo 3 porte.

1976 Master Model Fiat Ritmo 5 porte.

1977 Master Model Lancia Delta

1978 Lancia Delta speciale Master
per controllo apertura porte

1978 Lancia Delta speciale Master per controllo parte mobili anteriori: cofano, paraurti, parafanghi, griglia anteriore
e gruppi ottici

1978 Lancia Delta. Con il camice beage Lino De Franceschi a sinistra col maglione a righe Giuanin.
Nel 1977 i fratelli Stola acquisiscono una importantissima e inusuale commessa di lavoro per la torinese Aeritalia, società leader europea nel settore aeronautico e aerospaziale.
Alla modelleria viene richiesta la costruzione del "bordo d'attacco" delle ali per il progetto comune Boeing 767 e 757.
Tali sofisticate attrezzature in alluminio servivano alla produzione presso lo stabilimento Aeritalia per piegare sotto pressa i bordi d'attacco delle ali in lega di alluminio.

Boing 767. Le ali e quindi i relativi "bordi d'attacco "
realizzati in Alfredo Stola & Figli sono utilizzati anche
sul più piccolo Boing 757.

1977 Nella modelleria "ALFREDO STOLA & Figli sezioni delle ali del Boing 767 757. Al lavoro Ciliutti Ezio.

Gennaio 1978 Un pranzo domenicale organizzato da Francesco Stola per festeggiare i lavori per la Lancia Delta.
Da sinistra Gastaldello, Fiorin e Vittorio Danzi.
É interessante anche ricordare una particolarissima commessa di lavoro ordinata da Italdesign nei primi mesi del 1977 per la realizzazione e il montaggio di molte parti di carrozzeria in fibra di vetro per la BMW M1, disegnata da Giugiaro. Sotto la direzione della casa di Moncalieri verranno realizzate solo una decina di scocche grezze non verniciate per una serie speciale. Le altre 456 carrozzerie saranno costruite direttamente dalla Italdesign a Moncalieri.

1978 BMW M1

1978 Master Model Fiat Panda.

1978 Master Model Fiat Panda.
1978 all’Alfredo Stola & Figli vengono realizzati i Master Models della Lancia Beta Trevi e dell’innovativa plancia
portastrumenti disegnata Mario Bellini. Purtroppo le foto originali del Master Model non sono state trovate.
Il 1978 per la famiglia Stola è un anno tragico, in un periodo sociale e politico molto complesso che coinvolge tutta la nazione. Il 7 febbraio Francesco, alle ore 18.10 all'uscita dell'azienda davanti al civico 73 di via La Thuile a Torino, viene rapito.
Il sequestro avviene mentre sale sulla sua Fiat 130 Coupé per far ritorno a casa e lo scopo é l’estorsione.
Da subito le trattative con i malviventi sono seguite dal fratelli Giuseppe e Roberto insieme a Giuseppe Nuzzo, amico e Commercialista di famiglia da sempre.

LA STAMPA, martedi 28 febbraio 1978
La concomitanza con il sequestro del Presidente del Consiglio Italiano Aldo Moro, avvenuto trentasette giorni dopo, la conseguente militarizzazione della penisola volta alla sua ricerca, e il varo della legge sul blocco dei beni di famiglia, saranno le probabili cause della terribile conclusione del sequestro.
Il Dottor Nuzzo accetterà l'incarico di essere tutore di Alfredo fino al compimento del ventunesimo anno, vista la minore età di diciassette anni.
Dodici mesi più tardi sarà dichiarata dal giudice la morte presunta e il suo corpo non sarà mai più ritrovato.

GAZZETTA DEL POPOLO martedì 21 marzo 1978.
Francesco Stola lascia alle persone che ha incontrato nella sua vita il ricordo di un uomo gentile e generoso, e nella professione un modellatore fuori dal comune per qualità e velocità.
1977-78 Le ultime immagini di Francesco Stola. A sinistra a Villarbasse a casa sua e a destra in Via La Thuile 69
nel reparto spedizioni posa orgoglioso al fianco di decine di casse contenenti modelli della Ford da inviare a Colonia.
Roberto Stola assume la direzione dell'azienda e in seguito, nell'autunno del 1979 alla conclusione degli studi, Alfredo a diciannove anni lo affiancherà.
In fabbrica si vivono momenti di incertezza emotiva sia per la famiglia che per i lavoratori anche se la solidarietà di tutti, compresi clienti e amici, non verrà mai a mancare.
Inaspettatamente, nella primavera del 1978 la Ford Europa diventa cliente per un grande progetto completo.
Il reparto stampi e la modelleria di Colonia diretta da Jhosef Munsch hanno bisogno di molta capacità lavoro aggiuntiva per far fronte ai loro impegni straordinari; il modello in questione é il nuovo grande veicolo commerciale denominato Cargo.
Per la ALFREDO STOLA & FIGLI questo incontro segnerà la  grande e propria svolta internazionale, anticipando la globalizzazione dalla fine degli anni '80.

1979 Master Model Ford tipo Cargo
L'Ingegner Alberto Sasso, nella posizione di General Manager, bene rappresenterà la modelleria in questo impegnativo passaggio tecnico-organizzativo con una delle più grandi case automobilistiche del mondo. Roberto Stola, intuendone la potenzialità e auspicando una collaborazione lunga e non solo finalizzata a sopperire la loro necessità momentanea, propone al direttore Ford di assemblare in un Master tutti i modelli esterni realizzati.
La particolarità commerciale é di offrire in sponsorizzazione gratuita la costruzione del cubo di sostegno in acciaio e di tutte le ore di lavoro per l'assemblaggio. Il manager tedesco accetta la proposta e così nasce il primo Master Model Ford assemblato a Torino. Da quell'idea, la collaborazione con Ford Europa andrà avanti per altri due decenni e mezzo coinvolgendo dalla fine degli anni '90 anche la sede di Detroit attraverso i marchi Lincoln, Mercury e Land Rover, in quel momento parte del gruppo Americano.

1979 Master Model FIAT 132 2000 terza serie

1979 Master Model FIAT 132 2000 terza serie

1979 Master Model Lancia Prisma

1979 Master Model dei vani porta e vetri Fiat Ducato.

1979 Master Model esterno completo Fiat Ducato.

1979 Master Model Fiat Argenta

1979 Master Model Fiat Argenta
Un altro decennio é alle porte e l'ultimo Master Model di questi anni '70 sarà il tipo Piazza della Isuzu disegnata sempre da Giorgetto Giugiaro.

1979 Master Model Isuzu Piazza

1979 Master Model Isuzu Piazza
In questo periodo più che mai, le visite domenicali di Giorgetto Giugiaro alla modelleria di via La Thuile per esaminare le superfici del Master Model avvengono insieme a suo figlio Fabrizio, quindicenne. Da questi incontri fra i giovani Alfredo e Fabrizio nasce una vera amicizia, che prosegue tuttora.

1987 A Villarbasse Alfredo Stola con Fabrizio Giugiaro e la sua DeLorean DMC-12.
Gli anni '80, come vedremo più avanti, porteranno una straordinaria rivoluzione tecnologica.
La differenza rispetto al passato e che ora i collaudi finali dei modelli si eseguono con le moderne macchine di misura computerizzate e motorizzate della torinese Dea.
I dati rilevati sono direttamente riportati attraverso stampanti su appositi moduli di carta.
Questa metodologia voluta dalla Ford è il preludio del collaudo in autocertificazione.

1979 un momento del collaudo di un modello con una DEA motorizzata con uno speciale sensore alla punta di rubino.

1979 La Stola Alfredo & Figli installa la macchina di misura DEA Delta 3d con campo di lavoro di 5500 mm.
Ferrero Versino col camice bianco è l'operatore.
La modelleria è ben preparata avendo appena terminato un costoso programma di retrofizzazione a cura della stessa Dea per aggiornare tutte le macchine di misure già installate nel 1965.

1981 Detroit al centro espositivo Cobo Hall lo stand Alfredo Stola & Figli,
a sinistra Guido Toninelli e a destra Alfredo Stola

1981 Detroit Cobo Hall, Umberto Agnelli in visita allo stand.
A destra Alfredo Stola.
Alfredo Stola, nell'affiancare Roberto Stola, fra i primi incarichi in azienda nell'inverno del 1981 vola a Detroit insieme ad una delegazione della Camera di Commercio di Torino.
L'obiettivo è allestire e presenziare uno stand della ALFREDO STOLA & FIGLI al Salone dei Fornitori dell'Automobile presso il Cobo Hall.
La manifestazione americana si chiama SAE, ed è una iniziativa di consolidamento internazionale volta anche a mostrare a Ford Europa la visione globale di un loro "Partner Supplier" italiano.
Lo stand sarà onorato inaspettatamente anche dalla visita di Umberto Agnelli, uno fra i maggiori azionisti della Fiat.
Nello stesso edificio espositivo a Detroit, in occasione del Salone dell'Automobile, diciotto anni più tardi, la Mercedes esporrà la Show Car “VIsion SRL Coupé”  realizzata a Torino dalla modelleria degli Stola.

Marzo 1981. Furono realizzate per l'occasine delle medaglie commemorative
che venivano distribuite da un armatura medioevale posta nello stand.
Nell'estate dello stesso anno Alfredo e Massimo Stola sono invitati due mesi consecutivi in uno stage di lavoro. La mansione è di operai apprendisti modellatori con tanto di camice e pranzo in mensa presso lo stabilimento Ford di Colonia-Niehl.
L'opportunità concessa dal direttore Munsch è un modo per integrare le relazioni tecniche fra la Ford e la modelleria torinese e soddisfare il desiderio di far fare esperienza pratica, al di fuori della famiglia, da parte dello Zio per i sui nipoti.
Certo è che quell'esperienza in stage a Colonia migliorò i rapporti tecnici e di comunicazione, in quanto si ebbe l'opportunità di trasferire la loro tecnica di costruzione, mettendo anche le basi del collaudo in autocertificazione.
Quello stage, tra l'altro, fece capire che per continuare la cooperazione con la Ford, la ALFREDO STOLA & FIGLI si sarebbe dovuta dotare al più presto dei sistemi "hardware prime" e software "PDGS" usati in tutti i loro stabilimenti nel mondo.

Ottobre 1980 Massimo Stola lavora alla tastiera del primo computer Helwet Packard 1000 acquistato dalla Alfredo Stola & Figli.
Una nuova travolgente innovazione tecnologica nel 1980 si fa sentire nell'ambiente dei modellatori e più ancora nell'industria automobilistica; la realizzazione dei modelli a controllo numerico attraverso la fresatura automatica con apposite fresatrici a tre assi.
Davvero una rivoluzione assoluta nell'ambiente, nata come altre innovazioni negli Stati Uniti d'America. I primi a sperimentare questo nuovo modo di lavorare in Italia sono i due colossi Fiat e Aeritalia e la Carrozzeria Pininfarina.

1980 Il progetto dello schema di flusso delle attività, progettato da Roberto e Massimo Stola per regolare
le elaborazioni di costruzione modelli a controllo numerico.
Nasce l'acronimo Cad Cam (Computer-Aided Design e Computer-Aided Manifacturing) e ancora oggi é usato nello stesso modo, anche se evoluto nelle prestazioni anno dopo anno.
Roberto Stola con coraggio di pensiero e di finanza promuove all'interno dell'azienda questo cambiamento totale, la ALFREDO STOLA & FIGLI é la terza modelleria in Italia dopo la FIAT e la Pininfarina ad utilizzare il Cad Cam.

1981 Il primo plotter a pennini con diversi colori tipo Zeta.
I primi grandi investimenti sono una fresa da stampi a controllo numerico a tre assi Mecof tipo Cs 10 con un campo di lavoro di 8 metri, gestita da un controllo ECS, due computer Hewlett Packard 1000 e un plotter Zeta a rullo da 1500 mm.
Sono anni pionieristici, fatti di notti e domeniche passati a realizzare i programmi software e i rilievi dei disegni con il righello e a preparare i nastri perforati di carta azzurra per trasmettere i dati al controllo numerico.

1981 viene installata la Mecof Cs 10 a controllo numerico.
All'inizio viene usata come una normale fresa,
non sapendo usare il controllo numerico.

1981 Massimo Stola nel reparto centro di calcolo di Via Villa Giusti.
Massimo, figlio di Giuseppe Stola della fonderia di ghisa, é il giovane uomo che inizia questa attività inserendosi in azienda dal settembre del 1980.
Il suo è un lavoro di grande intelligenza e sacrificio, i computer sono ancora strumenti per pochi e i software specifici non esistono in quanto non in vendita.
Massimo Stola compila di persona i programmi, attingendo dai lavori dei primi studiosi di modelli di superfici tridimensionali, in particolare dei matematici Steven Anson Coons e Pierre Bèzier.

Massimo Stola
1981 La perforatrice dei nastri di carta per il funzionamento del controllo numerico e la stampante Helwet Packard.
Si intuisce che il cambiamento non é solo tecnico ma anche umano, infatti i modellatori specializzati, che sono una cinquantina con un'età media di 45/50 anni, sono abituati da sempre a costruire i modelli con lo scalpello e la sgorbia, tracciandoli e misurandoli con il truschino.
Il pensare che una macchina possa fresare in automatico un modello é una cosa inaccettabile per la loro professionalità e, soprattutto, subentra il pensiero di poter perdere per sempre il lavoro.
La realtà è diversa perché dei modellatori c'è sempre bisogno per preparare il materiale da mettere sotto fresa e per rifinire a mano il modello eliminando le creste dell’utensile dopo la fresatura ed eseguire la tracciatura dei fuori figura.
Nel 1981 la ALFREDO STOLA & FIGLI viene coinvolta marginalmente attraverso la società di stampaggio plastica Gallino di Rivalta Torinese per realizzare un master di collaudo per il frontale della Lada Vaz Samara.
Un progetto per quel tempo molto innovativo, tant’è che la casa automobilistica russa affidava la progettazione completa alla Porsche Engineering.
Il compito della Gallino é di stampare in plastica il particolarissimo frontale, il cui materiale plastico non é solo per il paraurti e la griglia anteriore ma anche e soprattutto per una specie di anello a cornice posizionato alla fine del cofano e dei parafanghi anteriori.
La Gallino chiede agli Stola, vista la loro esperienza, di progettare un super calibro di controllo per misurare gli accoppiamenti di tutte le parti frontali, inclusi i due fanali.
Visto il contratto con Porsche, la Gallino chiederà di non fare fotografie per l’unicità della soluzione per quel tempo.

1982 Il primo depliant della Alfredo Stola & Figli per mostrare ai clienti questo periodo di cambiamenti tecnologici.
È un periodo di diffidenza, ma Roberto Stola riesce a convincere i suoi lavoratori che nulla di negativo sarebbe successo a loro, anzi promette che nuove opportunità e altri tipi di specializzazioni sarebbero nate da questa moderna tecnologia.
Nel frattempo, come conseguenza di questi cambiamenti, c’è l’esigenza urgente di una nuova professionalità; il matematizzatore di superfici.
C’è la necessità che il "nuovo modellatore" effettui rilievi manuali dai complessi disegni tecnici, e che inserisca nel computer le coordinate matematiche, e una volta elaborati i dati attraverso un percorso utensile siano inviate le istruzioni al controllo numerico della fresatrice.
Vengono istituiti tre corsi professionali nel 1979, nel 1980 e nel 1982 con la sovvenzione della Regione Piemonte e la partecipazione attraverso una selezione di studenti delle scuole tecniche professionali di Torino Arti e Mestieri, San Carlo, e Giovanni Plana.
I tre corsi annuali verranno svolti in via Villa Giusti 68 nell'entrata secondaria dell'azienda ed in tutto verranno formati quarantacinque allievi.

Ottobre 1980 la prima busta paga di Walter Boscolo del suo primo mese di lavoro a termine del corso modellatori con un netto in busta di 631.663 £.

1979 carta intestata del corso modellatori della
Alfredo Stola & Figli.

1979 comunicazione per adempimenti fiscali
per l’allievo Walter Boscolo.

1981 In via Villa Giusti il reparto già operativo del primo corso modellatori.
1981 Maccarini traccia un modello in legno di cirmolo, Michle Adamo uno dei professori controlla il modello
appena eseguito dall'alievo Tornatore Aniello.

Torino febbraio 1982 in via Villa Giusti 68, gli allievi del corso 1981/1982
Bennici Salvatore, Rolando Maurizio, Ferrero Roberto, Spadone Saverio, Dinunno Giuseppe, Peiretti Aldo, Stola Alfredo, Mamusi Giuseppe, Leale Valentino, Rossi Adriano, Madonna Vincenzo, Gualtiero Gianni, Carmignato Enrico.
I Professori sono fra i migliori modellatori, quelli che hanno lavorato con il fondatore Alfredo Stola ormai prossimi alla pensione; sono Francesco Nada e Aldo Peiretti, coordinati dal giovane Michele Adamo, Capo Collaudatore alle tracciatrici DEA.
Questa scelta di coinvolgerli come professori in quanto esperti convinse tutti gli altri modellatori che la strada intrapresa da Roberto Stola fosse giusta per loro stessi e per l'azienda.
Ancora oggi, nel 2019, quasi tutti questi ex allievi ormai cinquantenni lavorano in Stola s.p.a. o in altre realtà in Italia e nel mondo, con incarichi anche di grande prestigio.
Questi ragazzi gradualmente dalla fine del 1981 vengono trasferiti dall'officina, dopo aver imparato a costruire i modelli a mano, al nuovo reparto denominato “Centro di Calcolo”.
I camici da lavoro sono ancora marroni, lo scalpello è sostituito da una tastiera collegata ad un computer, e l’officina viene sostituita con un ufficio open space.

Marzo 1982 I ragazzi formati al secondo corso professionale modellatori.
Da sinistra si riconoscono Carmignato, Ferrero Massimo Stola, Bennici e Rossi.
1982/83 Torino L'Alfredo Stola & Figli realizza i Master Model delle Fiat Duna berlina e sw.
Le foto originali dei Master Model non sono state trovate.
La Ford Europa é di nuovo protagonista, affidando all'azienda degli Stola la fresatura del primo modello costruito a controllo numerico. È il gennaio del 1982 e in particolare è un padiglione del nuovo modello della fortunata serie Transit.

Marzo 1982 Massimo Stola con la fresatrice Mecof CS10 effettua la primissima prova di fresatura a controllo numerico
su due diversi padiglioni Ford di tipo Transit.
Praticamente un esperimento, dal rilievo manuale delle misure su disegno stampata su carta Mylar, alla fresatura a controllo numerico attraverso l'elaborazione al computer.
Questo lavoro viene totalmente eseguito da Massimo Stola, compreso il fare di persona l’operatore tecnico alla fresatrice Mecof Cs10.
Quello sarà un giorno davvero speciale e di cambiamento, il vedere nascere un modello senza l'uso degli scalpelli guidati dalle mani segnò per sempre l'inizio di una nuova era.
La fresatura dei modelli avverrà in modo graduale continuando, a seconda delle situazioni e della convenienza, a procedere anche con la tradizionale tecnica manuale. Ovviamente i modelli degli esterni sono i primi a essere fresati a controllo numerico e solo più tardi, nel 1986, l'ossatura della fiancata della Fiat Tipo sarà la prima struttura interna ad essere matematizzata e fresata a controllo numerico.
Marzo 1982, i dettagli della primissima fresatura a controllo numerico del padiglione del Ford Transit.

Marzo 1982 un momento della fresatura del padiglione Ford Transit.
Nonostante l'iniziativa dell'omaggio del cubo di sostegno per il master tipo Cargo del 1978, la Ford, per questioni logistiche e di controllo del processo, preferisce fare i futuri assemblaggi dei Master Model completi all'interno dei propri stabilimenti in Germania e in Gran Bretagna.
Nondimeno, in questi anni si fresano a Torino centinaia e centinaia di modelli singoli, sia per esterni che per interni, per i progetti Transit, Escort, Fiesta, Orion, Skorpion e Mondeo, diventando così in esclusiva la modelleria esterna della Ford Europa.

1979 Londra al Talk of the Town. Cena con i manager Ford.
Da sinistra Jane Kallar, Sid Kallar, Don Bidwell e moglie, Alberto Sasso e moglie.
PER RAGIONI DI RISERVATEZZA INDUSTRIALE LA FORD IMPOSE ALLA MODELLERIA IL DIVIETO ASSOLUTO DI SCATTARE FOTOGRAFIE ANCHE SE PER L'ARCHIVIO AZIENDALE. ED E' PURTROPPO PER QUESTO MOTIVO CHE NON ESISTONO FOTOGRAFIE DEI LAVORI SVOLTI IN QUEGLI ANNI.

1979 Master Model e modelli Ford Escort terza serie.

1980 Master Model e modelli Ford Sierra.

1980 Master Model e modelli Ford Fiesta seconda serie.

1981 Master Model e modelli Ford Orion

1982 Master Model e modelli Ford Scorpio.

1982 Master Model e modelli Ford Transit quarta serie.

1990 Master Model e modelli Ford Mondeo prima serie.
Il lavoro, seppur ordinato da Colonia era gestito dall'Inghilterra nella persona Sid Kallar, Project Manager della modelleria Ford Europa.
Il Manager inglese viaggiò ininterrottamente da Londra a Torino ogni due settimane dal 1978 fino al 1990, anno in cui andò in pensione.
Da quell'uomo e dall'azienda che rappresentava, i Tecnici e i Manager della ALFREDO STOLA & FIGLI impararono molto sulla programmazione dei metodi di lavoro anglosassone.

Novembre 1990 Sid Kallar (al centro con la cravatta) festeggia insieme ai tecnici e alle segretarie della Alfredo Stola & Figli il suo ultimo giorno di lavoro in Ford. Da sinistra Sellan Sante, Alfredo Stola, Massimo Stola,Sid Kallar, Alberto Sasso, Bolle, Hans Widdish, Grazia Bolla, Enza, Sid Kallar, Carla, Sardi Giovanna e Laura Giunipero.

1990 Nella sala storica di Via La Thuile 71 Sid Kallar al centro con i due rappresentanti sindacali dell'azienda,
a sinistra Danzi e a destra Cellura.

1990 Sid Kallar e Alfredo Stola.

1980 Master Model Fiat Uno 5 porte

1980 Master Model Fiat Uno 5 porte


1980 Master Model Fiat Uno 3 porte


1980 Master Model Fiat Uno 3 porte

1980 Fiat Uno speciale Master ad uso dell'ufficio progettazione Fiat per verifica punto di saldatura visibili
attraverso la pelle esterna trasparente realizzata in plexiglass.

1981 Fiat Uno calibri di controllo per lamierati esterni ed interni versione 3 e 5 porte.

1980 Master Model leggero Lancia 037
costruito per Pininfarina

1980 Master Model leggero Lancia 037
costruito per Pininfarina

1980 Lancia 037 Master Model leggero vista frontale
1980 Alfa Romeo - Arna Master di controllo di tutti i lamierati della versione quattro porte.
Per la Stola il primo lavoro di “reverse engineering" con base di partenza la Pulsar / Cherry della Nissan.

1981 Piaggio Calibro di controllo Vespa PK

1981 Piaggio Calibro di controllo Vespa PK

1981 Fiat Master Model tipo Regata

1981 Alfa Romeo Master Model tipo 33 Sport Wagon
ricavato dal Master Model 33 berlina.

1981 per Pinifarina Master Model della Ferrari Testarossa

1981 per Pinifarina Master Model della Ferrari Testarossa

1982 Alfa Romeo Master Model tipo 90.

1982 Alfa Romeo Master Model tipo 90
per controllo lamierati e vani.

1982 Alfa Romeo Master Model tipo 90 per controllo.
1982 Alfa Romeo Master Model tipo Alfa 90
1982 Master Model di una Ford Falcon per Ford Australia mai andata in produzione.

1982 I Master completi per lo più sono ancora fatti a mano. A livello sperimentale si prova a fresare
il Master Model della Fiat Uno che nel 1980 era stato realizzato a mano.

1983 Alfa Romeo Master Model tipo 75 per controllo lamierati.
Nel 1983 un'insolita commessa di lavoro viene proposta alla ALFREDO STOLA & FIGLI attraverso il reparto galleria del vento della Fiat di Orbassano.
L'Ingegner Nevio Di Giusto della Fiat deve realizzare un modello con fondo aerodinamico disegnato dal Professor Alberto Morelli, Docente di Aerodinamica al Politecnico di Torino.
Questo non è più un esperimento, ma un lavoro vero e proprio pagato dal cliente e in particolare è il primo modello monoblocco in scala 1:1 realizzato a controllo numerico dagli Stola.

1983 Costruzione del telaio aerodinamico regolabile.

1983 Pinca alla fresatura in polistirolo del modello.
1983 Il modello aerodinamico disegnato dal Professor Alberto Morelli verniciato e pronto per essere testato
al Centro delle gallerie del vento Fiat di Orbassano.

1983 Roberto Stola nel suo ufficio al primo piano
di Via La Thuile 71
Fiat, Lancia e Alfa Romeo in questi anni '80 continuano ad essere dei clienti importantissimi e questa collaborazione con la Ford é vista positivamente come conferma della bontà del loro storico fornitore torinese da oltre sessant’anni.
Senza svelare nessun segreto, è nella naturalezza delle cose che dall'esperienza con il costruttore americano di base in Germania e in Inghilterra si condividano nuove idee tecniche.
Oltre alle metodologie, i materiali da modellazione e le strutture di sostegno in honeycomb e alluminio di origine svizzera e tedesca rappresentano un grande passo in avanti insieme a una più rigorosa metodologia di fresatura e collaudo.
La Ford, dopo questi primi quattro anni di collaborazione, chiede agli Stola di sviluppare con una ricerca l’idea di un Cubing di Controllo.
L’esigenza nasce nel 1982 per i deludenti risultati di qualità della Ford Sierra nella fase di assemblaggio della pre-produzione.
Il progetto su carta eseguito dall'ufficio tecnico della ALFREDO STOLA & FIGLI viene approvato con soddisfazione dai dirigenti Ford.
La costruzione di questo Cubing sarà eseguita a Colonia e con molta probabilità si tratta del primo attrezzo di collaudo di un modello completo  realizzato al mondo per il controllo  di qualità per interni ed esterni da utilizzare a lato della linea di montaggio.

1993 Josef Munsch direttore dei reparti modelli e
stampi della Ford europa fino al 1993
anno in cui è andato in pensione.

1982 Il Cav. Luciano Guasco della Fiat e Roberto Stola.
In occasione del progetto Ritmo Restyling, la modelleria degli Stola nel 1982 propone alla Fiat un Cubing di controllo che verrà poi chiamato "Master di Montabilità". Presentato al reparto tecnologie Fiat diretto dal Cav. Luciano Guasco e al suo Assistente Antonio Luisolo, venne accolto seppur in forma parziale come prova per la sola parte anteriore.
Anche questa volta era in sponsorizzazione gratuita e fu una scommessa vinta, perché da quella volta la Fiat come gruppo pretese sempre per ogni modello di automobile in ogni sede di produzione un "Master di Montabilità".

1982 Master di Montabilità per interni Fiat Uno

1982 Master di Montabilità per interni Fiat Uno

1988 Master Montabilità interni Fiat Tipo.

1988 Master Montabilità interni Fiat Tipo.

1988 Master di Montabilità esterni Fiat Tipo.

1988 Master di Montabilità esterni Fiat Tipo.

1988 Master di Montabilità parziale della plancia porta strumenti della Fiat Tipo.

1990 Master di Montabilità esterni Fiat Tempra.

1990 Master di Montabilità esterni Fiat Tempra.

1990 Master di Montabilità esterni Fiat Tempra.

1990 Master di Montabilità esterni Fiat Tempra.

1993 Master Model di montabilità per esterni Lancia Kappa
I Master di Montabilità furono dalla metà degli anni '90 promossi in Europa e Asia presso la maggiori case automobilistiche. E uno dei  principali clienti divenne il gruppo Volkswagen.
La resina verrà sostituita dall'alluminio forgiato aeronautico e alcuni particolari saranno realizzati in fibra di carbonio.
Tra il 1982 e il 1983 la Fiat, la Lancia e la Saab raggiungono un accordo di collaborazione per lo sviluppo di automobili con l’autotelaio e le porte condivise.
A questo accordo un po’ più avanti si aggiungerà l’Alfa Romeo, dove di condiviso ci sarà solo il telaio.
Si tratta di un concetto fortemente voluto dall'Ingegner Vittorio Ghidella, che darà origine al "Progetto Tipo 4".
Nascono così la Lancia Thema, la Saab 900, la Fiat Croma e più tardi, con modalità un po' diverse, l'Alfa Romeo 164.
1981 Lancia Thema speciale Master ad uso dell'ufficio progettazione Lancia per verifica punto di saldatura visibili
attraverso la pelle esterna trasparente realizzata in plexiglass.

1982 Lancia Master Model tipo Thema
1983 Saab Master Model tipo 9000
Alla fine del 1982, il Modellatore Vittorio Della Rocca viene assunto come aiutante ai due storici Capi Officina Carlo Bordone e Sellan Sante per affrontare l'aumento della mole di lavoro dovuto ai nuovi Master di Montabilità e alla impegnativa commessa del "Progetto Tipo 4”.

Vittorio Della Rocca nel 1993

1984 Partenr in Progress
Riconoscimento da Saab agli Stola per il progetto 9000
La ALFREDO STOLA & FIGLI sarà coinvolta moltissimo per la costruzione dei Master Model, di tutti i modelli di ossature e di finiture interne e i Master di Montabilità per i soli tipi Thema e 9000.
L’opportunità che darà agli Stola questo innovativo progetto fu quello di incontrare la Saab, che divenne da subito uno fra i più importanti clienti.
Appena terminato il progetto 9000, la Saab autonomamente richiederà la costruzione di una variante Master per il tipo CD; in pratica una raffinata berlina 3 volumi. Parallelamente il Centro Stile di Trollhättan alla fine del 1985 chiederà supporto alla ALFREDO STOLA & FIGLI a rilevare completamente sotto la grande “DEA” motorizzata un concept di stile molto “Advanced” modellato a mano in Svezia.
L'obiettivo è immaginare a livello "Concept" la futura Saab 900, trasformando il rilievo in una matematica di superfici.

Settembre 1984 Torino Via La Thuile 69. Pereric Hoglund, Alfredo Stola e Jurgen Kopsch
I manager della Saab sono rispettivamente responsabile dei modelli e degli acquisti.
La Maserati biturbo è l'auto personale di Alfredo.

1985 Disegno originale Concept 900

1985 Fabrizio Bonafede rileva il modello.

1985 Il modello Saab in Clay sotto la DEA .

1985 Il modello Saab in Clay sotto la DEA

1985 Alfredo Stola, Pereric Haglund, Guido Toninelli
e Sellan Sante.

1985 in Via la Thuile 69. Pereric Haglund della Saab, Alfredo Stola e Bill della IAD.

1985 Torino via Pollenzo al ristorante Adriano
Da sinistra Alfredo Stola, Guido Toninelli, Tord Du Hane, Pereric Haglund e Bill.

1985 Sempre al ristorante Adriano.
Da sinistra Scomparin, Guido Toninelli, Alfredo Stola, Pereric Haglund e Bill.

1986 Villarbasse presso l'abitazione di Alfredo Stola una cena in stile svedese cucinata dagli stessi svedesi della Saab a base di crostaei e salse appositamente arrivate dalla Svezia.
Da sinista Carlo Bordone, x, Sellan Sante, Alfredo Stola,Sasso Alberto, Bill e Tord Du Hane,
nella seconda foto Guido Toninelli, Bill, Tord Du Hane e Alberto Sasso.
Il rapporto con Pininfarina, consolidato da anni con i capolavori quali i Master Model delle Ferrari 330 GT 2+2, 365 GT 2+2, 365 GTC 4, Testarossa e la Lancia 037, fa sì che alla fine del 1984 la ALFREDO STOLA & FIGLI viene coinvolta nel progetto Pininfarina - Cadillac - Allanté.

1985 Master Model Pininfarina Cadillac Allantè fresato a controllo numerico.
Il programma Allanté é assolutamente unico, la Pininfarina è stilista progettista e costruttore di tutte le scocche e delle finizioni interne, inviandole ogni tre giorni attraverso un ponte aereo da Torino a Detroit.
Gli aeroplani sono dei Boeing 747 cargo di Alitalia e Lufthansa opportunamente configurati, e una volta scaricate le scocche complete a Detroit viene allestita la meccanica nello stabilimento G.M.
1987 Areoporto Torino Caselle. Le scocche finite anche degli interni costruite da Pininfarina
vengono caricate sul Boing 747 Cargo denominato Stresa destinazione Detroit.
Verranno costruiti in tutto 21.430 esemplari e la modelleria della Famiglia Stola realizzerà il Master Model, i modelli delle ossature, tutti i modelli degli interni, le resine copia per gli stampi e tutti i calibri di controllo.
La Allanté nel 1984/85 fu il primo programma completamente realizzato attraverso la fresatura dei modelli a controllo numerico; da quei giorni, in pratica, nella modelleria di via La Thiule 69/71 non si costruirono più i modelli master a mano ma solo più a “Controllo Numerico”.

1985 Via Lesna 76 Grugliasco da sinistra Mamusi Giuseppe, Ulrich, Vincenzo Madonna e Rossi Adriano
Sempre nel 1985, per meglio cogliere le opportunità nel settore automobilistico mondiale, la Famiglia consolida le proprie attività aumentando la catena del valore con nuove competenze.
Fra queste l'ampliamento del centro di calcolo per i matematizzatori di superfici e soprattutto la creazione di un embrione di un ufficio di ingegneria di carrozzeria e finiture interne.
La progettazione di carrozzeria, meglio conosciuta come "Product Engineering", si dimostrerà negli anni a venire una grandissima opportunità.
Diretta da Livio Conti, assunto per questo preciso compito, viene aperta a Grugliasco al 76 di via Lesna una seconda sede di 1200 mq proprio per ospitare i nuovi matematizzatori di superficie e pochi progettisti.
1985 Il primo Plotter in piano acquistato dalla Alfredo Stola & Figli che si aggiunge a quello a rulli già acquistato nel 1981.
1985 Il cuore del Centro di Calcolo con hardware HP racchiuso in una sala a temperatura controllata di 15°.
In questa struttura, i camici dei tecnici da marroni vengono sostituiti in bianchi e tutti chiameranno questo luogo di lavoro "Centro di Calcolo". Il computer centrale è grande quasi come un'utilitaria ed è racchiuso dentro pareti di vetro a 15 gradi costanti, collegato con le prime stazioni CAD.
Una vera rivoluzione, ma sempre al servizio dell'officina, dove gradualmente il lavoro diverrà sempre meno manuale e più eseguito con le frese.

1985 Da sinistra Cozzani e Giuseppe Di Nunno al lavoro sulle stazioni CAD della Prime ad uso Ford.
In questa nuova attività, la Fiat è fra i primi al mondo a voler progettare interamente a CAD le "fiancate complete", intese come ossature del modello "Tipo".
La ALFREDO STOLA & FIGLI viene così coinvolta con i suoi progettisti a svolgere il difficile compito.
Per la prima volta la Fiat realizzava anche gli stampi senza l'uso ausiliare delle resine di copiatura, come naturale conseguenza della progettazione a CAD.

1985 Gioachino Grande rileva i disegni con il Digitaiser.

1985 Carlo Mantovani rileva le curve da inserire successivamente sul computer.

1985 Andreoli Paolo, Carlo Mantovani, Cleres Salvatores, Ulrich

1986 Scansione della Fiat Tipo del modello in scala

1986 speciale Master per verifica progetto realizzato
in plastica e plexiglass.

1986 Master Model Fiat Tipo

1986 Master Model Fiat Tipo

1/04/1986 lettera di assunzione firmata da Alberto Sasso
Nel 1986, visto il notevole aumento di lavoro e la particolare complessità dei Master di Montabilità, la direzione viene rinforzata con le assunzioni dei giovanissimi Marco Goffi e poco più tardi Lucio Giarolo, provenienti entrambi dall'Aeritalia.
L'idea è quella di poter seguire più progetti contemporaneamente con metodologie di avanzamento più innovative e poter mantenere sempre il contatto diretto e personale con i clienti.

1987 Marco Goffi nell'ufficio di Via La Thuile 71.
Il 12 aprile 1986 si sposano a Torino Massimo Stola e Patrizia Flor, da questo matrimonio nel 1992 e 1999 nasceranno Carlo e Claudia.

12 Aprile 1986 Barolo Piemonte presso il castello comunale Falletti di Barolo.
Massimo e Patrizia Stola.

1994 Rivalta Torinese, Carlo Stola figlio
di Massimo e Patrizia.

2000 Rivalta Torinese Claudia Stola figlia
di Massimo e Patrizia.
Il 1986 la ALFREDO STOLA & FIGLI, grazie alla Saab e alla fiducia riposta da Björn Envall, direttore del loro  Centro Stile, per la prima volta realizzerà un “Modello di Stile”.
Dal 1919 gli uomini della STOLA hanno sempre modellato attraverso disegni tecnici complessi e calcoli trigonometrici, per lo stile invece i disegni sono molto meno complessi e le istruzioni vengono date di persona dagli stilisti delle case automobilistiche.
Quindi quella circostanza ancora una volta é l’occasione per ampliare le attività in un settore confinante a quello tradizionale.

Björn Envall direttore centro stile Saab
Il primo progetto é il restyling aerodinamico, denominato “Aero”, della Saab 900 Coupé e Cabrio; lo stilista svedese é Eric Sorum.
I Modellatori che dalle istruzioni dello stilista eseguono il lavoro manuale sono Stefano Ardagna e Saverio Spadone, allievi dei corsi di formazione dei primi anni ottanta.
I particolari interessati al raffinato restyling aerodinamico sono esclusivamente i due paraurti, i fascioni laterali in fiancata e lo spoiler posteriore.
Anche in questo caso, affrontando per la prima volta l'argomento "Modellazione di Stile", lo stilista Sorum proibiva di scattare fotografie.
1986 I modellatori Stefano Ardagna e Saverio Spadone lavorano i paraurti anteriori, posteriori, lo spoiler
e i fascioni in fiancata sotto la direzione di Eric Sorum assistente di Bjorn Envall.

1987 Uusikaupunki in Finlandia presso la Saab-Valmet
dove verranno poi assemblate le Saab 900 cabrio.
Da sinistra Lasse Vaino, Alfredo Stola e Seppo Roine.


1987 Trollhatan Alfredo Stola nell'ufficio acquisti della Saab che parla con X, sullo sfondo Ingemar Gustaffsoon e Gustav Leftinger.


Marzo 1988 Trollhatan. L'ingegner Alberto Sasso e Roberto Stola a casa di Sven Solvang della Saab.

Da questo "piccolissimo" lavoro per la Saab, nei diciotto anni successivi la modelleria degli Stola realizzerà per i più importanti Centri Stile del mondo circa 220 proposte di modelli di Stile per interni ed esterni e 57 Show Cars.
Lo stile di tutti questi lavori sarà sempre realizzato e seguito dai designer delle varie case automobilistiche.
In quel momento Roberto e Alfredo Stola, insieme al management, stabiliscono che l'azienda non si occuperà mai di fornire lo "stile" ai propri clienti.
Da subito vengono istituiti corsi di inglese con la società Shenker di Torino per tutti i modellatori, proprio per poter capire le indicazioni degli stilisti stranieri.


1986 Ota City Con i dipendenti della Ogihara.
In alto a sinistra Pereric Haglund e Alfredo Stolo.

1986 Ota City Alfredo Stola presso Ogihara insieme
al responsabile della qualità.

1986 Ota City Mr. Karl Leftinger insieme ai fratelli Ogihara.

1986 Ota City showroom dei lavori Ogihara.
Il secondo lavoro di Modellazione di Stile è ancora una volta per la Saab; il centro stile di Trollhättan, vista l'ottima esperienza a Torino con le due Saab Aero, ordina la costruzione di un modello di stile per sostituire in un futuro la tipo 900. La ALFREDO STOLA & FIGLI propone al Direttore Bjorn Envall di costruire un modello "See Through in Hard Material", una novità assoluta per loro che avevano sempre realizzato modelli pieni e in Clay. È l’autunno del 1987, la metodologia usata per questa Saab tipo 9-3, farà scuola in molti centri stile europei e giapponesi come scelta diversa dal tradizionale metodo di lavoro di costruzione.

Torino 1987 Il modello di stile della Saab 9-3; questo è il primo "see through" realizzato in Alfredo Stola & Figli.
Torino 1987 Una veduta posteriore del "see through model" della Saab 9-3.

1987 Foto originale del "Style See Through model in Hard Material" della Saab 9-3.
Per motivi di riservatezza la stessa Saab fotografò questo "modello di stile" in Svezia.
Torino 1987 alla Alfredo Stola & Figli vengono realizzate due proposte di stile della Saab 9-3 in versione 5 porte
e combi 3 porte. Parallelamente vengono realizzate anche le versioni Areo
I Manager della Saab sono molto impressionati dal risultato di questo modello di stile realizzato in Hard Material fresato a CN e rifinito a mano dai modellatori sotto indicazione degli stilisti. Per dimostrare al loro Board l'efficacia di questa veloce metodologia, realizzano questa particolare doppia fotografia. Il loro obiettivo è di comparare un automobile vera e marciante con un modello di stile statico ma con la finestratura trasparente. In pratica, vogliono dimostrare che il modello di stile sembra un automobile di serie vista su strada.

1987 Foto originale realizzata dal centro stile Saab in Svezia dove sopra appare una tipo 900 marciante in lamiera
metre sotto appare un il modello 9-3 di stile See Through in resina e plexiglass.
In questo periodo di grande lavoro per la Saab (per alcuni anni è stato il cliente con il più alto fatturato), i collegamenti con Trollhättan in Svezia e Uusikaupunki in Finlandia sono rari e lunghi in termini di scali.
Aggiungendo il cliente Ford con le loro sedi a Colonia e Londra e talvolta a Istanbul e Bursa per i lavori con la Tofas, nel 1985 gli Stola decidono di acquistare un aereo privato.
È un Cheyenne III PA-42-72R, nove posti, equipaggiato con due motori turboelica Pratt & Whitney da 720 Hp ciascuno, pressurizzato con una tangenza di 10700 m, una velocità di crociera di 523 Km/h e un range di 4207 KM, immatricolato I-CGTO.
Il Comandante è Franco Giordano e il suo Secondo è Alfredo Stola, il cui brevetto con certificazione al volo strumentale (IFR) era stato conseguito qualche anno prima.

24 Luglio 1987 Goteborg, Sven Solvang e Guido Toninelli

24 Luglio 1987 Goteborg Alfredo Stola nella cabina di pilotaggio del PA-42 I-CGTO

6 novembre 1988 in volo verso Istambul. Maria Paola Stola e Alfredo.

6 novembre 1988 in volo da Torino a Istambul.

6 novembre 1988 cena sul Bosforo Roberto Stola e Jean Nauhm Executive Director Tofas.

1988 Alfredo e Maria Paola Stola alla General Aviation dell'areoporto di Turku in Finlandia.

1989 Torino Colonia con Renzo Zampicinini e Alberto Sasso.

1989 Alla General Aviation di Colonia prima del volo di ritorno.
Alfredo Stola in una delle ultime fotografie con il Cheyenne III.
È interessante ricordare che durante i progetti 9000 e 900 Aero coupé e cabriolet si fecero tantissimi voli sia a Göteborg che Turku, togliendo i sedili per consegnare i pezzi prototipali degli spoiler posteriori, per permettere alla Saab di completare le loro prime serie. Questi trasporti per così dire eccezionali furono richiesti per ritardi accumulati dalla stessa Saab e al fine di mettere in condizione le linee di montaggio per le pre-serie di completare le automobili.
Nel 1989 l’aereo fu venduto, per i costi di gestione e anche per il fatto che anno dopo anno i collegamenti aerei di linea da Torino migliorarono moltissimo.
Fu comunque una bella esperienza che permise ad Alfredo di accumulare poco più di mille ore di volo fra il 1980 e 1990.
Fra il 1986 e il 1991, il Gruppo Fiat richiede agli Stola in un unico contratto di realizzare cinque Master Model per una famiglia di automobili che hanno in comune il pianale e moltissimi altri particolari. Il progetto si chiama Tipo 2, un'idea molto innovativa per quei tempi, il fatto di condividere il più possibile le parti non visibili per realizzare risparmi in grande scala sia di denaro che di tempo.
L'obiettivo è proprio condividere il più possibile, ma alla vista tutto deve sembrare diverso.
L'idea è del CEO Fiat Vittorio Ghidella, il quale sempre per motivi di sinergia tecnica ed economica, affiderà il compito dello stile all'Idea Institute, il cui centro stile è diretto da Ercole Spada, i modelli sono la Fiat Tipo, la Lancia Dedra, la Fiat Tempra, L'Alfa Romeo 155 e la Lancia Delta seconda serie.

Ercole Spada in una fotografia dei primi anni 80.

1986 Master Model Fiat Tipo

1987 Master Model Lancia Dedra

1988 Master Model Lacia Dedra sw

1988 Master Model Fiat Tempra

1989 Master Model Fiat Tempra Week End

1990 Master Model Alfa Romeo 155

1990 Master Model Lancia Delta seconda serie.
L'esperienza con Idea Institute è cosi positiva agli occhi dei manager Fiat che viene ordinato il Master Model della nuova ammiraglia Lancia tipo Kappa; si ricordano con molto piacere le visite dell'Ingegnere Ghidella per visionare i Master Model, talvolta accompagnato da Ercole Spada.

1991 Master Model Lancia Kappa

L'Ingegner Vittorio Ghidella in quel periodo.
LA QUESTIONE DELLA RISERVATEZZA SI FA SEMPRE PIÙ PRESENTE, ANCHE IL GRUPPO FIAT IMPONE DI NON FARE PIÙ FOTOGRAFIE. LA CONCORRENZA CON LE ALTRE CASE AUTOMOBILISTICHE È SEMPRE PIÙ SENTITA E LA COSA PIU' IMPORTANTE È MANTENERE SEGRETO LO STILE DEI NUOVI MODELLI, I CUI MASTER MODEL SONO PRODOTTI DUE/TRE ANNI PRIMA.
Ancora nel 1987, Giancarlo Minardi, Patron dell'omonima squadra di F1, sente l'esigenza di fresare i modelli/stampi delle sue nuove monoposto a controllo numerico; presso il suo centro tecnico di Faenza realizza la progettazione e le superfici a CAD, ma non avendo ancora la propria fresa a controllo numerico si rivolge con fiducia alla modelleria degli Stola a Torino.

Federico Quenda

demetrio Vazzana
1987 Le lavorazioni dei modelli della Minardi M-188.
Alla macchina di collaudo Demetrio Vazzana.
Si ricordano con piacere alcune sue visite presso il laboratorio di via La Thuile 71.
L'Ingegner Minardi fu molto chiaro con i signori Stola che anche la sua azienda nel futuro si sarebbe dotata di un centro di fresatura a controllo numerico, la ALFREDO STOLA & FIGLI produsse quindi nel 1987 e poi nel 1988 tutti i modelli e gli stampi di carbonio per le tipo m188, e m189 per i campionati 1988 e 1989.

1988 La Minard M-188 i cui modelli/stampi sono stati fresati e certificati nel 1987

1989 La Minard M-189 i cui modelli/stampi sono stati fresati e certificati nel 1988
Il 28 febbraio del 1988 a Rio de Janeiro, dall'unione fra Roberto Stola e Juliana nasce Stephanie, e insieme dopo pochi mesi si trasferiranno a Torino.

1991 Villarbasse. Juliana, Stephanie e Roberto Stola.

1992 Stephanie Stola alla guida dell'Alfa Romeo Proteo elettrica in scala costruita in Via La Thuile 71.
Al suo fianco l'amica xy dietro con la camicia a scacchi si intravede Crlo Bordone.
A sinistra suo papà Roberto
Il 1988 è un anno importantissimo per le strategie della ALFREDO STOLA & FIGLI, viste le assunzioni di Gottardo Bustreo e Carlo Biassoni.
Entrambi milanesi e provenienti dall'Alfa Romeo, ricopriranno rispettivamente i ruoli di Direttore della Progettazione e Direttore Commerciale e Controller.

Gottardo Bustreo

Carlo Biassoni
Bustreo rileva la posizione di Livio Conti, portando un'esperienza tra le più importanti nel settore della progettazione di carrozzeria, maturata prima al Centro Tecnico del  Portello e poi dal 1974 a quello di Arese.
Bustreo e il suo Team per Alfa Romeo sono i primi in Italia a utilizzare tecniche informatiche per lo sviluppo  della progettazione carrozzeria, attraverso il software interno DACAR (disegno automatico di carrozeria Alfa Romeo) operativo sui computer “Man Fran” aziendali.
Il centro progettazione di Torino riceve quindi un’accelerazione nell’uso degli strumenti elettronici, non più solo per creare le superfici matematiche per i modelli, ma anche la progettazione di carrozzeria, di autotelaio e di finiture interni.

1989 Gottardo Bustreo insieme al suo assistente Siro Palestra.
L'arrivo del Dott. Biassoni è fortemente voluto per organizzare, e quindi strutturare, un ufficio che si occupi esclusivamente degli aspetti commerciali della progettazione, dalle analisi, ai preventivi, alla gestione fornitori e i contatti con i clienti e la stesura dei relativi contratti.
Nel frattempo, fra la modellazione tradizionale, la progettazione e la gestione dei fornitori, nasce l'assoluta esigenza di un controllo capillare di ogni aspetto relativo ai costi, e Biassoni si occuperà anche di questo.

1988 Torino Via La Thuile 71 Alfredo Stola e Carlo Biassoni pausa caffè nell'ufficio storico della Alfredo Stola & figli.
Sempre nel 1988, grazie alla notorietà della modelleria degli Stola in Saab, uno straordinario e impegnativo lavoro arriverà dalla Scania per la realizzazione dell’intera gamma del veicolo commerciale serie R. Verranno costruiti i Master Model di tutte le differenti versioni, inclusa quelle per il mercato sudamericano con il cofano motore lungo. Questo lungo lavoro sarà realizzato  dallo storico Capo Officina Carlo Bordone e il suo Team, e da parte di Scania sarà diretto dal manager Staffan Sjostrom.
1990 Una delle tante versioni dei Master Models dello Scania serie R dopo due anni di lavoro.
Con il camice bianco posa per la foto ufficiale voluta dalla Scania Stefano Ardagna.
Nel luglio del 1988, la ALFREDO STOLA & FIGLI viene coinvolta da Romano Artioli, nuovo Proprietario della Bugatti Automobili, per la costruzione di un modello di stile che sia anche progettato per realizzare gli stampi dei primi quattro prototipi.
Il contatto avviene attraverso l’Ingegner Paolo Stanzani, che Alfredo Stola e l’Ingegner Alberto Sasso incontrano per un pranzo di lavoro dalle parti di Campogalliano.
Gli obiettivi sono chiari, comunicando che lo stile sarà curato da Marcello Gandini, e che il primo prototipo marciante dovrà essere pronto entro agosto 1989.
Una settimana dopo, i modellatori degli Stola iniziano le lavorazioni con tecnica tradizionale manuale del modello di stile scomponibile.
L’immensa esperienza di Marcello Gandini mette in condizione i modellatori di lavorare con facilità e velocità e di finire il lavoro in quattro mesi.

Marcello Gandini
Il modello verrà poi inviato alla società Itca a Grugliasco per la realizzazione dei prototipi in alluminio.
Per Roberto e Alfredo, l’occasione di lavorare con Gandini è auspicata da tempo, tant'è che qualche anno più tardi a lui verrà chiesto di disegnare uno “Show Car” per la STOLA.
Da questo progetto è nata un’amicizia fra le due famiglie basata sulla reciproca simpatia e stima, che dura ancora oggi.

14 settembre 1991, Parigi La Defense. Roberto e Alfredo Stola posano su uno dei tre prototipi EB 110
disegnati da Marcello Gandini il cui modello è stato realizzato nella modelleria di famiglia.
Roberto e Alfredo Stola, quasi due anni dopo aver finito il modello di stile scomponibile, con le rispettive famiglie il 14 e 15 settembre del 1991 sono ospiti di Romano Artioli per l' indimenticabile presentazione della Bugatti EB 110 a Parigi e a Versailles.
Per la cronaca, la Bugatti EB 110 di serie non fu disegnata da Gandini, ma i quattro prototipi dei test, tutti presenti all’evento, sì.

14 settembre 1991 Hotel Ritz Roberto e Juliana prima della serata di gala all'Orangerie del castello di Versailles.

15 settembre 1991 Alfredo e Maria Paola Stola con sullo sfondo la Bugatti EB 110 non disegnata da Gandini.
Nell’autunno del 1988, il Centro Stile Fiat commissiona un modello “see through in Hard Material” alla ALFREDO STOLA & FIGLI s.p.a. per un nuovissimo segmento classe C dell’Alfa Romeo, che si chiamerà da subito 145.
Lo stile Alfa Romeo è sempre diretto da Walter de'Silva, ma in un'ottica di sinergie aziendali, uno dei modelli di stile è gestito direttamente dal Centro Fiat di via La Manta a Torino.
Per il tempo, ha una forma davvero innovativa, e lo stile è del Team Fiat, inoltre Andrea Zapatinas e Mauro Basso sono i Designer sempre presenti nella modelleria di via La Thuile 71.
1994 foto ufficiale prima della presentazione al Salone dell’Automobile di Ginevra.
In particolare, la forma del lunotto posteriore a V ideato dallo stilista greco si rivelerà un carattere distinguente delle Alfa Romeo a due volumi per molti anni; ancora oggi, nel 2019, la Giulietta ha questo motivo.
Si ricordano con grandissimo piacere le numerose visite di lavoro alla modelleria dell’architetto Ermanno Cressoni e Chris Bangle, rispettivamente Direttore del Centro Stile Fiat e Responsabile degli Esterni, oltre a quelle del Direttore Tecnico dell’Alfa Romeo di Arese, Ingegner Amedeo Felisa.

Il 10 gennaio 1989, Roberto e Alfredo Stola convergono che per comunicare in modo più efficace ai propri clienti la trasformazione tecnologica dell'azienda, sia arrivato il momento di modificare il marchio.
Il nuovo nome è STOLA anziché ALFREDO STOLA & FIGLI, e la grafica del logo è sempre un rombo ma con gli angoli arrotondati e i caratteri contemporanei racchiusi in esso. La volontà è di mantenere la tradizione, rendendo al contempo tutto più contemporaneo.

Documento ufficiale spedito ad ogni dipendente
informativo del cambiamento socetario e di marchio.
La firma è di Roberto Stola.

1989 Roberto Stola in Via La Thuile 71. Si piò notare alla sua destra il nuovo marchio Stola fresato su un modello.
1989 Momenti di vita nell'ufficio di Via La Thuile 71, a sinistra la storica centralinista Grazia Bolla, Marco Goffi
e l'ingegner Alberto Sasso. A destra sempre Grazia Bolla e Gian Franco Novelli.
1989 Momenti di vita nell'ufficio di Via La Thuile 71, l'Ingegner Sasso al telefono chissà con chi, e a destra Giovanna Sardi chiamata "Cicci" capoufficio e responsabile della contabilità.
Il 5 aprile 1989, Luigi Gallina viene assunto per affiancare i tre Capi Officina Carlo Bordone, Sellan Sante e Vittorio Della Rocca; bisogna anche considerare che per questioni di età nel 1991 Sellan Sante andrà in pensione e nel 1993 sarà seguito da Carlo Bordone.
Per l'occasione, Gallina dirigerà un nuovo reparto modelleria di 1500 mq distaccato in Via Lesna 76 a Grugliasco, nel locale seminterrato sotto il Centro di Calcolo e Progettazione da poco diretto da Gottardo Bustreo.

Luigi Gallina in una foto del 2003.
In questa sede, distaccata ma sempre collegata con Via La Thuile 71 e gli altri Capi Officina, si realizzano molti Master Model, che sempre di più vengono chiamati “Master di Verifica Matematica”.
Tra questi i Master Model dell'Alfa Romeo 145, 146 e la Saab 9000CS.

1989 Master Model Saab 9000CS

1989 Master Model Saab 9000CS

1989 Master Model Saab 9000CS

1989 Master Model Saab 9000CS

1991 Master Model Alfa Romeo 145

1992 Master Model Alfa Romeo 146
Oltre a questi Verifica Matematica, si costruiscono decine e decine di calibri di controllo per lamierati sciolti e complessivi saldati. Il cliente più importante per questi tipi di attrezzatura è la Ford Europa.

1989 Castello di Pralormo luogo del ricevimento.
Alfredo e Maria Paola Stola sullo sfondo una Bugatti 57 cabriolet tipo Stelvio.
Il 2 luglio 1989 Alfredo sposa a Villarbasse Maria Paola Ariusso, e da questo matrimonio il 10 febbraio 1992 nascerà Francesco.

Giugno 1995 Villarbasse. Francesco Stola insieme al suo cane Ufo, alla guida della macchinina elettrica Bimbo Racer
della Sila già di suo papà Alfredo nel 1965.
Si conoscono giovanissimi il 10 novembre del 1978, e da subito, oltre l'amore, condividono e coltivano la passione per l'automobile in ogni suo aspetto. Questa passione continua ancora oggi e non solo attraverso STUDIOTORINO.

Agosto 1979 a Ceriale, Maria Paola e Alfredo Stola con la Lancia Stratos.

1984 Villarbasse Maria Paola e Alfredo con
la loro Dino 246 GTS.

Luglio 1989 Colle San Bernardo (Garessio) Alfredo e Maria Paola con la loro Porsche 911 Carrera 4.
Nel novembre del 1989, su richiesta dei massimi vertici della Fiat, la STOLA s.p.a. acquisisce il 70% della società di ingegneria AUTEC, il cui Presidente è già l’Ingegner Dante Giacosa.
La trattativa per questa acquisizione avviene fra gli assistenti del Dottor Cesare Romiti di Fiat Auto e Roberto Stola insieme al Dottor Carlo Biassoni.
Questa acquisizione si rivelerà strategica per i rapporti con Fiat Auto e la sua galassia per molto tempo.
Roberto e Alfredo Stola con Dante Giacosa
Torino, 1990. Alfredo e Roberto Stola
con l'ing. Dante Giacosa.

È un grande onore per tutti gli uomini della Stola s.p.a. lavorare con l'Ingegner Dante Giacosa, mito mondiale della storia dell'automobile, con creazioni insuperabili quali la Fiat Topolino, la 600, la Nuova 500 e le 127, 124, 125, 128, 130 e 126.
Nell’AUTEC,  la STOLA s.p.a. troverà tecnici progettisti di grande talento la cui maggior parte provenienti dalla direzione tecnica Alfa Romeo di Arese, e sono quasi tutti ex colleghi di Gottardo Bustreo.
Fra i principali: Franco Rabaioli, Piero De Micheli, Gaburri, Rizzieri Natta, Gianfranco Morlacchi, Giancarlo Besana, Franco La Rosa, Maran, Roberto Arpini e Paolo Zerbini.
Le sedi operative sono due, la prima è la sede della presidenza e delle attività studi meccanici, situata a Torino in corso Vittorio Emanuele II al civico 48, e la seconda, più operativa, a Cinisello Balsamo in provincia di Milano in via Paisiello 110.
La struttura societaria è composta dall'Ingegner Dante Giacosa Presidente, l'Ingegner Porro Consigliere in rappresentanza di Fiat, Roberto Stola Amministratore Delegato e Alfredo Stola Consigliere.


3 gennaio 1990 Alla sede dell'Autec in corso Vittorio Emanuele a Torino Dante Giacosa festeggia il suo 85° compleanno insieme ai suoi colleghi. Presente all'evento Roberto e Alfredo Stola e il dottor Cesare Romiti in rappresentanza della Fiat e alla sinistra l'Ingeger Maran.

Da questa fortunata situazione dopo qualche tempo si inizieranno a progettare le scocche e le finiture esterne e interne delle Ferrari.
Anche l'Ingegner Amedeo Felisa, Direttore Tecnico della Ferrari s.p.a. è un ex progettista Alfa Romeo e tutti questi uomini provenienti dalla Direzione Tecnica di Arese compresi Gottardo Bustreo e Carlo Biassoni (ufficio acquisti) per lui sono una garanzia di qualità e successo.



L'avvocato Luca Cordero di Montezemolo e l'ingegner Amedeo Felisa tra gli anni 1990 e 2004 periodo in cui la STOLA spa ha realizzato importanti progetti per Ferrari e Maserati inerenti a progettazione di autotelaio scocche e finiture d'interni
e Master di verifica matematica.
Fra le attività trovate in AUTEC e non presenti in STOLA s.p.a. il calcolo strutturale, la progettazione delle sospensioni, gli studi dei propulsori di piccola cilindrata, i cambi motore, le simulazioni virtuali, la progettazione dei telai e i layout impiantistici.
Nel 1993, per richiesta di Fiat, il restante 30% delle azioni AUTEC viene venduto a STOLA s.p.a.
Gli accordi di lavoro non cambiano, e il rapporto di rispetto fra i massimi vertici della Casa Torinese e i Signori Stola neppure.

1959 L'Ing. Dante Giacosa in occasione
del premio "Compasso d' Oro".

L'Avvocato Gianni Agnelli negli anni 90 .
L'Ingegner Giacosa scompare il 31 marzo 1996 all'età di 91 anni, dopo aver lavorato in Fiat, in Autec  e infine in STOLA s.p.a. dal 1929 al 1996 per ben sessantasette anni consecutivi,  fino al suo ultimo giorno di vita, come da suo desiderio.
Da questi numeri si capisce la riconoscenza dell'Avvocato Gianni Agnelli verso il suo più grande progettista, e la stima riposta verso i Signori Stola per gli ultimi sette anni di lavoro svolto insieme all'Ingegner Giacosa.
Le esequie si terranno a Torino in forma strettamente privata il 3 aprile 1996 alla Chiesa Parrocchiale San Vito. Oltre alla famiglia Giacosa e alla famiglia Agnelli, furono invitati Roberto e Alfredo Stola.
Sono molti anni, senza successo, che gli Stola provano a instaurare un rapporto di lavoro con la Lamborghini, più che per motivi economici è per la ricerca della soddisfazione di avere tra i propri clienti anche il marchio di Sant'Agata Bolognese.
Nel dicembre 1989, attraverso l’Ingegner Luigi Marmiroli, direttore tecnico della Lamborghini, Alfredo incontra l’Ingegner Mauro Forghieri alla Modena Team, più conosciuta come Lambo. È un incontro davvero indimenticabile, per l’emozione di conoscere e parlare di lavoro con una leggenda della progettazione delle più straordinarie Formula 1 Ferrari pluri-campioni del mondo. Alla fine del meeting tecnico si ritorna a Torino con un floppy disk contenente le matematiche delle superfici di tutta la scocca della monoposto.
La Stola s.p.a. costruirà tutti i modelli in una sorta di Master scomponibili per poter poi costruire gli stampi in carbonio.
Le attività di realizzazione delle parti in fibra di carbonio vennero gestite direttamente da Modena Team.
Come è noto, la Lambo F1 parteciperà solo al Campionato Mondiale del 1991 con i piloti Nicola Larini e Eric Van De Poele, con poca fortuna. Per la STOLA s.p.a. sarà comunque un'indimenticabile esperienza, non solo per il prestigioso incontro, ma anche perché la Lambo era davvero bella ed esteticamente diversa dalle altre.
Non passa volta che Alfredo, viaggiando dalle parti della Motor Valley emiliana, non vada a rivedere la Lambo nel Museo Lamborghini a Sant'Agata Bolognese.
Per la Direzione Tecnica della Lamborghini, in seguito nel 1993, nel nuovo stabilimento di Rivoli, si farà un piccolo lavoro sulla tipo Diablo.
Su una scocca verniciata di serie della Diablo coupè verrà modellata la versione roaster, attraverso una fresatura CN.

3 Maggio 2018 Alfrdo Stola al museo Lamborghini.
Da queste nuove superfici solide verranno ricavate le resine di lavorazione per stampi negative e poi positive, utili per la successiva fase di messa in produzine di questa nuova versione aperta.

1993 Rivoli. Alfredo Stola posa con il Master della Lamborghini Diablo per la realizzazione della variante in Roadster.

1993 Diablo Roadster unico lavoro realizzato per Lamborghini spa. E' stata effettuata la trasformazione del
loro Master da coupè in spider.
Nel gennaio del 1990, la Pininfarina per la futura Ferrari tipo 456 GT, chiede alla STOLA s.p.a. di realizzare le superfici di classe A e il Master di esterni scomponibile di verifica matematica.
Il modello di stile in epowood è costruito nel Centro Studi e Ricerche di Cambiano sotto la direzione dall’Ingegner Lorenzo Ramaciotti.
Il disegno è di Pietro Camardella, che interpreta in maniera magistrale il cambiamento rispetto i precedenti modelli 400 e 412, reintroducendo il più puro dei concetti Gran Turismo 2+2.
I lavori sono svolti dal Team superfici matematiche e modelleria della Stola, coordinato da Massimo Stola, Carlo Mantovani e Vittorio Della Rocca.

L'Ingegner Lorenzo Ramaciotti.
Dopo varie modifiche eseguite sul Master seguendo le indicazioni degli stilisti, la prima presentazione tecnica avverrà a maggio, nella stessa area di lavoro nella sede di via La Thuile 69 /71 a Torino.
Presenti a questo appuntamento l’Avvocato Luca Cordero di Montezemolo, l’Ingegner Amedeo Felisa, l’Ingegner Andrea Pininfarina, l’Ingegner Lorenzo Ramaciotti, Roberto e Alfredo Stola, Gottardo Bustreo e l’Ingegner Alberto Sasso.

1992 Foto ufficiale della Ferrari 456 GT.
La Stola spa nel 1990 per conto della Pininfarina realizza il Master di Verifica Matematiche.

1989 Dicembre Milano Portello. Il primo disegno dell' Alfa Romeo Proteo opera di Alberto Bertelli.
Da molti anni il Gruppo Fiat non realizza Show Car per i Saloni dell’Automobile, e proprio nei primi giorni di febbraio del 1990 viene deciso dall’Alfa Romeo di presentare per il futuro Salone di Ginevra 1991 un innovativo prototipo funzionante ad altissimo contenuto tecnologico.
Vista l’esperienza maturata nel settore modellazione di stile, e la crescita dell’ufficio progettazione, pur non avendo esperienze specifiche nel settore Show Car, i vertici del Gruppo Fiat decidono di affidare alla STOLA s.p.a. questo lavoro.
Tutto inizia a Milano nello storico Centro Stile Alfa Romeo del Portello, ormai quasi in disuso per l’imminente trasferimento ad Arese.
Diretto da Walter de'Silva, sono giornalieri gli incontri tra lo Stilista Alfa Romeo Alberto Bertelli e il Progettista degli Stola Gottardo Bustreo e i suoi Assistenti.

Alberto Bertelli

Marzo 1990 inizio della fresatura del modello di stile/Master dell'Alfa Romeo Proteo.
La fresatrice è una Jobs Jomac 35, l'operatore è Luigi Sartin.

Marzo 1990 inizio della fresatura del modello di stile/Master dell'Alfa Romeo Proteo.
La fresatrice è una Jobs Jomac 35, l'operatore è Luigi Sartin.

Aprile 1990 l'Alfa Romeo Proteo presso la galleria del vento del centro ricerche Fiat di Orbassano
per gli ultimi affinamenti areodinamici per raggiungere il CX ottimale.

Aprile 1990 L'autotelaio dell'Alfa Romeo Proteo quasi finito.
Esso è di derivazione tipo 164 oppportunamente accorciato e rinforzato.

Aprile 1990 L'autotelaio dell'Alfa Romeo Proteo quasi finito.
Esso è di derivazione tipo 164 oppportunamente accorciato e rinforzato.
La sfida è molto ardua, la carrozzeria dovrà essere tutta di carbonio aeronautico, la capote in vetro pieghevole a scomparsa totale, il motore a 6 cilindri e le quattro ruote motrici, di cui quelle posteriori anche sterzanti.
Attraverso l'innovativa capote di vetro a scomparsa totale a funzionamento idraulico, l’architettura della forma dell'automobile cambia in 30 secondi da coupé a spider e viceversa, senza avere l’impressione che prima possa essere una o l’altra.
Proprio per questa sua caratteristica, il nome di questa automobile è “Proteo”, dalla divinità greca che cambiava forma ogni momento.

Ottobre 1990 da sinistra Alfredo, Bustreo, Ardagna e Robaldo

Ottobre 1990 Ardagna, Robaldo, Bertelli e Marco Goffi.

Ottobre 1990 Ardagna, Bustreo e Alfredo

Ottobre 1990 Il Team Stola e il Team CP al lavoro.

Novembre 1990 I Teams al lavoro.
Alberto Bertelli, il designer, al volante il Cav Giuseppe Civardi (con la mano sul montante anteriore) del centro stile Fiat sovraintende i lavori, dietro di lui il sig. Boggio della CP. In fondo a sinistra si riconosce Marco Goffi.

Novembre 1990 in fondo a sinistra Roberto Stola e il Cav. Civardi sovraintendono i Teams Stola e CP.

Novembre 1990 Alfredo Stola insieme a Walter de'Silva, Alberto Bertelli e il Cav. Civardi.
Sulla destra in primo piano Stefano Ardagna.

1990 Dicembre Alfredo Stola e il Cav. Civardi.

1990 Dicembre al fondo Walter de'Silva e Maria Paola Stola.

Dicembre 1990 Il Team completo in fondo Alfredo Stola, Walter de'Silva, Albero Bertelli, il Cav. Giuseppe Civardi e Giampiero Boggio. Nella parte destra della fotografia col camice bianco Pautasso bravissimo battilastra.
È un innovativo prototipo laboratorio "Spider-Coupé", antesignano delle future a venire Mercedes SLK, SL e BMW Z 4, la cui capote nasce da un’idea  Alfa Romeo e viene ingegnerizzata e costruita da STOLA s.p.a. ma purtroppo non brevettata.

La complicatissima capote a scomparsa della Proteo immaginata dall'Alfa Romeo e ingegnerizzata e costruita dalla Stola s.p.a.
Da subito l’obiettivo è costruire, oltre lo Show Car da salone, anche due prototipi per le verifiche tecniche e i test preliminari, vista l'intenzione dei vertici Fiat Auto di andare in produzione al più presto possibile.
Per la cronaca, dei due Show Car si costruirono solo i due pianali e nulla più, visto che poco dopo il progetto fu fermato.
Per la STOLA s.p.a. quello fu il primo Show Car, e portò davvero molto fortuna alla modelleria in quanto nei tredici anni successivi ne vennero realizzati altri cinquantasei per le più prestigiose case automobilistiche, tutti esposti nei più importanti saloni dell’auto.

Febbraio 1991 Pista di Balocco.
Mauro Palman e Marco Goffi eseguono le operazioni di scarico del prototipo.

Febbraio 1991 Walter de'Silva e signora con il collaudatore Moroni. In centro si riconoscono Siro Palestra e Gianpiero Boggia

Febbraio 1991 Mauro Palman e Marco Goffi si accertano che tutto sia perfetto prima del collaudo su pista.

Febbraio 1991 finalmente la Proteo guidata da Moroni fa il primo giro di pista.

Febbraio 1991 presso la pista di Balocco la foto ufficiale prima dei test.
Febbraio 1991 Pista di Balocco. Il collaudatore Moroni effettua un ora di test.


Febbraio 1991 Pista di Balocco. Walter de'Silva e Alfredo Stola
al primo test dell'Alfa Romeo Proteo.


Marzo 1991 Salone di Ginevra Marco Goffi e Gottardo Bustreo

Marzo 1991 Salone di Ginevra Alfredo Stola

Marzo 1991 Salone di Ginevra Finalmente la Proteo sullo Stand

Marzo 1991 Salone di Ginevra L'ingegner Paolo Cantarella descrive all'avvocato Gianni Agnelli e al dottor Cesare Romiti il funzionamento della complessa capot elettrica in vetro a scomparsa totale.
Nei prossimi istanti essi assisteranno per la prima volta all'apertura e chiusura effettuata da bordo da Marco Goffi.
Certamente per tutti i responsabili fra i sesanta secondi più lunghi della loro vita.

Marzo 1991 Salone di Ginevra Stefano Iacopone direttore tecnico dell'Alfa Romeo, Roberto Stola e l'ingegner Alberto Sasso rilassati e sorridenti dopo il buon esito dell'apertura e chiusura della capot davanti ai giornalisti e soprattutto al vertice del gruppo Fiat.

1991 La Stola realizza una proposta di modello
di stile della Fiat Punto.
Tra la fine del 1990 e le prime settimane del 1991 la STOLA s.p.a. viene coinvolta dal Fiat Auto per la costruzione di un modello di stile see trough che dovrà sostituire la tipo Uno, leader europeo del segmento B.
Lo stile del modello realizzato in via La Thuile 69/71 è del designer Mauro Basso del Centro Stile Fiat diretto dall’Architetto Armando Cressoni.
Si sta parlando del modello che poi si chiamerà Punto, e per Fiat Auto il programma è così strategico che verranno coinvolti i più importanti centri stile italiani come Italdesign, Pininfarina, Bertone e Idea.
Davvero molti modelli furono costruiti, e alla fine fu la Punto di Giorgetto Giugiaro ad essere scelta per la produzione.
All’inizio del 1991 la STOLA s.p.a già coinvolta nella costruzione del master model della Lancia Kappa, da Fiat Auto viene anche richiesta la progettazione dell’intera scocca e delle finiture interne ed esterne.
In sostanza è il primo veicolo di grande serie progettato dalla società degli Stola, ed sicuramente la conseguenza dell’acquisizione di maggioranza della società Autec avvenuta a novembre del 1989.
Le attività vengono svolte fra le sedi Autec di Cinisello Balsamo in provincia di Milano, di Torino in corso Vittorio Emanuele II al civico 48, e quella della STOLA s.p.a. di Grugliasco.
Gottardo Bustreo incaricherà Piero De Micheli a gestire l’intero progetto, il quale si confronterà per tutto il tempo con l’Ingegner Camuffo della Lancia.

Tra il 1991 e il 1993 , la STOLA s.p.a . e la controllata Autec sviluppano la progettazione della scocca e delle
finiture esterne della Lancia Kappa per Fiat Auto.

Tra il 1991 e il 1993 , la STOLA s.p.a . e la controllata Autec sviluppano la progettazione delle  finiture interne
della Lancia Kappa per Fiat Auto.

A febbraio del 1991, un po’ prima di trasportare l’Alfa Romeo Proteo al Salone di Ginevra, il Centro Stile Fiat, attraverso il suo dirigente tecnico Cavalier Giuseppe Civardi e Chris Bangle, direttore del centro Stile, chiedono alla STOLA s.p.a. di realizzare un accuratissimo “Clinic Model” a porte apribili chiamato Fiat Barchetta.
Nel Centro Stile Fiat sono appena state presentate tre proposte di stile attraverso altrettanti modelli volumetrici, e il prescelto è quello disegnato da Andreas Zapatinas.

1991 Andreas Zapatinas il designer della Fiat Barchetta.

Marzo 1991 Calò e Alfredo Stola con il modello Barchetta
alle primissime fasi d'impostazione.

Aprile 1991 il porte apribili Barchetta inizia a prendere forma. Da sinistra Zanellati, Zanini e Chiara.
Per gli interni invece verranno scelte le proposte di Peter Davis e Giuseppe Bertolusso, con il prezioso contributo di Alessandro Cavazza durante la fase realizzativa del progetto.
I lavori partono immediatamente con grande energia ed entusiasmo, e non mancheranno le gradite visite in Via la Thuile 71 durante l’avanzamento lavori del CEO Paolo Cantarella, accompagnato dai direttori Giuseppe Perlo e Nevio Di Giusto.
La curiosità all’interno di Fiat è tantissima, pensando di rivedere nei loro listini uno spider dopo tanti anni.

Febbraio 1991 Marco Goffi e l'ingegner Sasso preparano l'offerta economica per il modello Barchetta.

Aprile 1991 Alfredo Stola e Zanini in posa.

Aprile 1991 Da sinistra Zanini, Goffi, Bustreo,
Robaldo e Ferrero.
Gli obiettivi di Fiat con STOLA s.p.a. sono affinare il design del primo modello volumetrico prescelto, aggiornando contemporaneamente le matematiche delle superfici e iniziare le macro fattibilità di ingegneria.
Queste attività confluiscono in uno straordinario Clinic Model rosso a porte apribili, che sarà utilizzato in tutta Europa fra giugno e settembre per verificare il gradimento e i commenti a un pubblico molto selezionato.

Maggio 1991

Inizio giugno 1991 Gottardo Bustreo e Laura Giunipero.

Torino fine maggio 1991. Sulla destra Marco Goffi e il designer Andreas Zapatinas.
Sulla sinistra si riconoscono Mammone Vincenzo, Andrea Granata e X.

Metà giugno 1991 Alberto Sasso al volante,
Roberto Stola e Zanini .

Giugno 1991 Da Sinistra Roberto Stola, Sasso, Alfredo,
Ferrero, Zanini, Palmieri.


Fine giugno 1991 prima della consegna per il tour eurepeo del Clinic Test.
Da sinistra Bustreo, Bonito, Ardagna, Robaldo, Della Rocca, Sassu, Zanellati, Maurizio, Palmieri, Giachino, K, Zanini e Ferrero.

Appena terminato il Salone di Ginevra, nel marzo 1991, la BMW chiede alla STOLA s.p.a. di realizzare un particolarissimo Show Car a tre posti con telaio e carrozzeria in alluminio a trazione elettrica, da presentare per il successivo salone di Ginevra a Marzo del 1993.
La cosa che riempe di soddisfazione gli Stola è che nella richiesta di offerta della BMW si richiede per scritto la medesima alta qualità della Alfa Romeo Proteo.
Quando questa BMW denominata Z13, verniciata in blu scuro, fu terminata a fine febbraio 1993, la casa bavarese ne ordinò subito un secondo esemplare rosso per loro uso interno nel reparto BMW Technic, con consegna a ottobre 1993.

Ottobre 1992 Maria Paola Stola con Francesco e dietro la scocca della BMW Z13a Torino in Via La Thuile 69.

1993 La foto ufficiale della BMW Z13 poco prima di essere esposta al salone di Ginevra.
Nella primavera del 1991, anche in concomitanza con questa effervescenza di richieste di Show Car e Modelli di Stile, Roberto e Alfredo Stola decidono che è venuto il momento di avere una nuovo stabilimento. L'obiettivo è concentrare le tre sedi operative ed eliminare le inefficienze derivate da una situazione di “lay out” frammentato e ormai obsoleto.
Le nuove tecnologie Cad Cam, l’esigenza di fresatrici CN sempre più grandi e veloci, l’aumento delle maestranze che hanno raggiunto le centosessanta persone, la necessità di dare spazi migliori e più sicuri ai clienti fanno decidere per la ristrutturazione e l'ampliamento di uno grande edificio in Rivoli situato in Via Ferrero 9, in prossimità della tangenziale cittadina.
Ventisette mesi è l’obiettivo prefissato per la realizzazione di tutti i lavori, dalla progettazione al trasloco.

1992 Cartello edilizio della nuova costruzione.

Giugno 1992 Inizio dei primi lavori.

1992 Si riconoscono Spallitta e Giordano della Edil G


Aprile 1992 Alfredo Stola col piccolo Francesco.

Maggio 1992 preparazione reparto modelli di stile
al secondo piano.
Il disegno è dell’architetto Paolo Rosani, figlio di Antonio Rosani, che aveva realizzato il grattacielo Lancia in Borgo San Paolo vicino alla vecchia sede di Via Issiglio 38, a cui il fondatore Alfredo Stola e i suoi tre figli avevano assistito alla costruzione nella seconda metà degli anni '50.
Marco Goffi e Alfredo Stola nella primavera del 1992 per questo impegno lasceranno parzialmente le loro solite attività per seguire al 100% i lavori edili e impiantistici con l'impresa di costruzioni Edil G, curando fino all'ultimo giorno il trasloco. Questa decisione fu presa da Roberto Stola, che comunque supervisionò l'intero progetto quasi quotidianamente.

Ottobre 1992 di fronte alla futura reception il progettista Silvano Crosazzo, Roberto Stola
e l'impresario della Edil G Paolo Spallitta.

Febbraio 1993 Una veduta da corso Allamano.

Febbraio 1993 una veduta da via Ferrero.
A metà marzo del 1991, con l'entusiasmo della presentazione a Ginevra della Alfa Proteo, Roberto Stola accorda con fiducia ad Alfredo di studiare uno Show Car basato sulla Fiat Panda per realizzare una versione “spiaggetta” ispirata alle Fiat 500 e 600 Jolly Ghia degli anni '60.
Lo scopo è mostrare le capacità progettuali dell’azienda senza vincoli di riservatezza industriale ai propri clienti.
Alfredo e Maria Paola seguono con passione questo progetto, ascoltando i consigli di Giuseppe Civardi, Dirigente Tecnico del Centro Stile Fiat di Via La Manta in Torino.

1964 Fiat 500 Jolly carrozzata Ghia.

Saluzzo 1991 Aldo Garnero in una foto dell'epoca nel suo studio Euro Design Engineering

Aprile 1991. Il disegno di Aldo Garnero scelto.
Il nome di progetto è Maui, la grafica delle palme è ispirata dall'hotel Mirage di Las Vegas
Aprile 1991 Altre due proposte di Aldo Garnero scartate dai signori Stola.

Rivalta maggio 1991 presso la Opac. Alfredo Stola posa con la scocca della Panda in costruzione.
Sullo sfondo si intravede Robaldo.
Rivalta maggio 1991 Presso la Opac si riconoscono col camice marrone Rodolfo Robaldo
della Stola s.p.a. e col camice blu Sergio Fraire della Opac.
Torino 12 luglio 1991 Presso la Pubblimais in Strada della Pronda 135/9 viene dipinto a mano il logo Mirage dal titolare Vinicio Mais. Nella foto ricordo si riconoscono il figlio Roberto Mais e il suo cuginetto Lorenzo.

3 settembre 1991 Portofino Maria Paola e Alfredo Stola per la prima volta sulla Panda Mirage.
Da notare che sotto le tre palme compare il nome Mirage.
3 settembre 1991 a Portofino per la prima volta viene fotografata la Panda Mirage con la sua targa originale TO64254R.
Con il nome Mirage non verra mai pubblicata in nessun giornale per richiesta dei vertici Fiat.
Lo stilista è Aldo Garnero, la scocca a cura della Opac e la sellatura è della Salt dei Gavina.
Il nome di questa “spiaggetta”, fotografata per la prima volta nella splendida cornice di Portofino il 3 settembre 1991, è “Mirage”, che poco dopo cambierà nome in “Destriero” per interesse dei vertici Fiat, in particolare dell’Ingegner Paolo Cantarella.
Questo prototipo, perfettamente marciante, sarà il primo di altri concept che la STOLA s.p.a. realizzerà di propria iniziativa, con il proprio marchio per scopi dimostrativi verso i suoi clienti.

Settembre 1991 Al lago di Avigliana la prima e unica
uscita domenicale non ufficiale della Panda Mirage
insieme all'amico Fabrizio Giugiaro con la sua
Panda speciale chiamata Strip.
Il primo prototipo è immatricolato nel 1991, intestato a STOLA s.p.a. con targa TO64254R con il numero di telaio ZFA 141A0004604624.
Il 20 novembre 1995 Fiat Auto s.p.a. autorizza la STOLA s.p.a. a procedere nel regolarizzare la "carta di circolazione" della trasformazione in "spiaggetta" senza porte con il "nulla osta" GC/AA n°95/3223.
L'approvazione viene rilasciata dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione il 25 gennaio del 1996 e la trascrizione sul libbretto di circolazione avviene il primo febbraio dello stsso anno.

Marzo 1992 Porto Cervo. La Stola Panda Destriero nella prima fotografia ufficiale con il nome Destriero.
Sullo sfondo si può notare il grande motoscafo Destriero in preparazione della grande impresa del nastro azzurro.
La targa di circolazione (TO 77317S) che si vede in questa foto è stata presa in prestito da un altra
vettura di proprietà Fiat per ragioni loro interne.
Il primo esemplare della Stola Panda Destriero è sempre stata targata TO64254R, ed è così ancora oggi.

Ottobre 1991 Il progetto da Mirage diventerà Destriero
su richiesta di Fiat Auto.
La STOLA Panda Destriero è esposta in première in occasione del Salone dell’Automobile di Torino nell’aprile del 1992, ospite nello stand Fiat.
Una particolare scenografia racconta l’impresa della motonave Destriero, al cui timone presto Cesare Fiorio e il suo equipaggio dovranno tentare di conquistare il Nastro Azzurro nella traversata atlantica per lo Yachting Club Costa Smeralda.
In sostanza, la STOLA Panda Destriero è il “tender” a Porto Cervo per l’equipaggio dell’imbarcazione.

Torino 23 aprile 1992 Salone dell'Automobile di Torino stand Fiat.
Maria Paola e Alfredo Stola con il piccolo Francesco di due mesi nella speciale scenografia dedicata
all'impresa della motonave Destriero.
La targa di circolazione (TO 77317S) per tale foto è stata presa da un altra vettura di proprietà Fiat per ragioni loro interne.
Il primo esemplare della Stola Panda Destriero è sempre stata targata TO64254R, ed è così ancora oggi.
A fine giugno, qualche mese dopo il salone, il Centro Stile Fiat richiede una seconda STOLA Panda Destriero gemella per l’Avvocato Gianni Agnelli.
Dopo averla vista L'Avvocato richiede un cambiamento di colore nel più classico blu usato della famiglia Agnelli e un particolare allestimento interno in colore grigio chiaro e la capottina coprente i soli sedili anteriori.

Villarbasse settembre 1992. Per la prima volta ecco le due Stola Panda Destriero gemelle.
Quella in primo piano senza capottina è destinata all'Avvocato Gianni Agnelli.

Ottobre 1992 Alfredo Stola e il piccolo Francesco
nell'androne di Via La Thuile prima della consegna
della Destriero al Centro Stile Fiat, dopo le modifiche
richieste dall'Avvocato Agnelli.

Ottobre 1992 La Stola Panda Destriero dell'Avvocato appena
consegnata e fotografata difronte agli uffici
del Centro Stile Fiat di via La Manta in Torino. Si può notare la particolare capottina coprente i soli sedili anteriori.
Per Alfredo e Maria Paola, la Mirage-Destriero come da loro è chiamata, è l’auto a cui sono più legati, tant’è che ancora oggi la usano durante le loro vacanze al mare.
Il loro amore per la Mirage-Destriero nasce dal fatto che tutto il progetto venne sviluppato mentre il loro bambino Francesco era nel grembo della Mamma, e il loro piccolo di soli due mesi sarà alla première al Salone di Torino nello stand Fiat insieme ai suoi genitori.
La STOLA s.p.a., dopo questa prima bellissima esperienza, crea lo slogan “No Style Design” per comunicare, e quindi tranquillizzare i propri clienti, che l’azienda non si sarebbe mai occupata di creare “stile” ad eccezione dei propri prototipi da dimostrazione, sempre e comunque disegnati da designer amici esterni all’azienda.

Logo ideato dalla STOLA spa per comunicare ai centri stile delle case automobilistiche che il design non è una sua attività.
A fine agosto del 1991, la STOLA s.p.a. viene coinvolta dal Centro Stile Fiat nella costruzione di due modelli di stile esterni e interni relativi ai progetti Bravo - Brava.
Un lavoro davvero molto impegnativo per la modelleria di Via Thuile per la grande importanza riposta da Fiat per questi due strategici futuri modelli, che andranno a sostituire la Tipo.
Il concetto di realizzare due versioni molto diverse ma con molte parti comuni nascoste impegnerà tantissimo gli stilisti Fiat e i modellatori degli Stola.

1995 Foto pubblicitarie della Brava edella Bravo

1995 Foto ufficiale della plancia porta strumenti della Bravo disegnata da Mike Robinson.
L’Architetto Ermanno Cressoni è il regista del design, sempre in sincronia con il CEO Paolo Cantarella.
Gli Stilisti del Team Fiat sia degli esterni che degli interni, sotto la super visione di Chris Bangle e Peter Davis, sono: Mauro Basso, Peter Fassbender, Mike Robinson, Andreas Zapatinas e Antonio Piovano, i quali attraverso i loro disegni realizzano le matematiche nel dipartimento Fiat “Piani di Forma e Superfici”, in collaborazione con i matematizzatori della STOLA coordinati da Carlo Mantovani.

1991 L’architetto Ermanno Cressoni direttore
del Centro Stile Fiat.
L’obiettivo finale è certificare i modelli di stile per poi realizzare le matematiche di classe A per costruire i due Master di Verifica Matematiche ad uso finale del reparto costruzione stampi Fiat.

1995 Foto ufficiale della plancia porta strumenti della Bravo disegnata da Mike Robinson.

Fra il 1991 e il 1992, la STOLA s.p.a.realizza il progetto per trasformare 3 pianali
prototipali  della tipo 348 TB nella versione TS.
Nel settembre del 1991, la STOLA s.p.a. riceve direttamente dalla Ferrari il primo incarico per un lavoro.
La richiesta è di trovare le soluzioni di ingegneria per trasformare il telaio della tipo 348 TS in una versione completamente spider.
L’obiettivo richiesto è di aumentare la rigidezza torsionale, e creare il vano per ospitare la capote in tela; la vera novità di questa versione.
Gottardo Bustreo, Direttore della progettazione degli Stola, supportato dal suo Team, realizza l’ingegneria di tutte le parti da cambiare, o solo da rinforzare.
Grazie alle competenze e ai computer dell'AUTEC, la STOLA s.p.a. offrirà il servizio per i calcoli strutturali indispensabili in questo particolare progetto.
Su i tre pianali della TS arrivati da Maranello nella sede della Stola vennero realizzate le modifiche alla struttura con particolari in lamiera prototipali battuti a mano e poi saldati.
Nei reparti della Ferrari nel 1992 questi tre pianali prototipali ormai denominati Spider saranno collaudati e testati con esito positvo.
La tipo 348 Spider sarà poi messa in vendita nella rete commerciale Ferrari nella primavera del 1993.
Nell’ottobre del 1991, l’ufficio acquisti della Fiat diretto dal Dottor Riccardo Bussolati propone all’Ingegner Alberto Sasso e a Roberto Stola se se la sentono di sviluppare al 100% la plancia delle futura Fiat Punto.
L’impegno richiesto è, partendo dal modello di stile fornito da Fiat, di realizzare il master, la progettazione fino al primo set di stampi e le prime trecento plance assemblate.
Una proposta non convenzionale nel settore stampi per plastica, dovuta a un ritardo di programmazione interno a Fiat e quindi un'idea possibile per raggiungere il target in emergenza.

1991 L'ingegner Alberto Sasso alla scrivania.

Dicembre 1991 Bruno Arienti appena arrivato in STOLA.
Dopo un'importante riunione interna alla STOLA s.p.a. a cui partecipano Roberto Stola, Gottardo Bustreo, Alberto Sasso e Carlo Biassoni, attraverso un accordo con la società Canta e la società Tea del gruppo Comau viene accettata la proposta del direttore Fiat Riccardo Bussolati.
Per l’occasione viene assunto appositamente per questo impegnativo progetto Bruno Arienti, qualificatissimo tecnico dalla società Stars, tra i leader della produzione delle finiture plastiche per l’automotive.

1992 Master Model plancia Fiat Punto.

1992 I primi inserti in plastica protitipali assemblati sul Master.
Due difficoltà di questo lavoro, sono i target di timing e prezzo che viene imposto in diciannove mesi e di centotrenta miliardi di £, con l’obiettivo di avere le plancie preserie montate in vettura per inizio agosto 1993.
È davvero un'impresa difficile, pensando che per i progetti precedenti il target era ventiquattro mesi, ma con l’idea di coinvolgere la progettazione a gestire il tutto dall’inizio con un solo interlocutore si dimostrerà possibile.

Dicembre 1992 L'Ingegner Alberto Sasso in posa vicino allo stampo della plancia Punto in lavorazione.

Marzo 1993 il primo prototipo ancora da goffrare al primo montaggio sul Master di montabilità.

Torino Marzo 1993 presso il ristorante Adriano di via Pollenzo la cena per festeggiare la prima plancia stampata.
La responsabilità per la STOLA s.p.a. è enorme, con il rischio di far slittare la produzione della Fiat Punto di alcuni mesi rispetto alla data pianificata. La linea guida organizzativa è il “Simultaneous Engineering” da realizzarsi con i suoi partner principali, dedicando come non mai un grande Team interno.

Marzo 1993 presso l'officina di Via Bard appositamente attrezzata per il progetto Punto si controllano
tutti i particolari stampati a calibro.
Un’esperienza unica che alla fine, oltre a raggiungere il target voluto, porterà l’azienda ad avere un organizzazione interna molto più strutturata, cosa che verrà notata con soddisfazione dal Gruppo Fiat per futuri e ancora più complessi progetti “chiavi in mano”.
A metà percorso, la Fiat inaspettatamente decide di voler iniziare le vendite in parallelo anche con le plance guida destra per i mercati anglo sassoni e chiede così di produrre con stampi prototipali di alta qualità di tale versione.
Maggio 1993 con l'apposita attrezzatura di saldatura a onde ultrasoniche sempre in via Bard
vengono saldate le canalizzazioni aria.

Giugno 1993 nell'officina della STOLA distaccata in via Bard si assemblano giorno e notte le plance della Fiat Punto che saranno montate in linea di montaggio Fiat sulle scocche a luglio per essere pronte per la presentazione dell'11 settembre.


1993 Fase dell'assemblaggio plancia.
Al centro con la camicia bianca Bruno Arienti con due dipendenti della Comec.

In particolare, Bruno Arienti, costantemente supportato da Luigi Gallina, instaurano una collaborazione con la società olandese Kupron, raggiungendo alla fine tutti gli obiettivi.
Per la cronaca, la Fiat Punto in entrambe le versioni, guida sinistra e destra, sarà presentata ufficialmente ai giornalisti a Torino l'11 settembre 1993 presso la struttura del Lingotto, con un evento memorabile riservato anche agli stessi fornitori Fiat, recuperando così il ritardo iniziale.

11 Settembre 1993 come si presentava la plancia della Fiat Punto sulle automobili in esposizione e uso per i giornalisti.
Il volante, le bocchette aria e la leva cambio non furono fra i lavori della STOLA spa.
Sono mesi di lavoro intensi ed entusiasmanti, con gli stilisti Fiat praticamente residenti nella modelleria, con frequenti visite dell’Architetto Cressoni, di Chris Bangle e del Cavalier Giuseppe Civardi.
Indimenticabili le visite in via La Thuile 69 di Cantarella, sempre arrivato con la sua Fiat Croma blu prontamente parcheggiata nell’androne interno della modelleria.
Nel dicembre del 1991, in occasione della futura presentazione della Fiat Cinquecento, su iniziativa dell’Ingegner Paolo Cantarella si richiede a tutti i principali carrozzieri italiani di realizzare delle speciali fuoriserie basate sulla piccola utilitaria.
L’appuntamento è per il prossimo Salone dell’Automobile di Torino, previsto per il 22 aprile 1992, allo stand Fiat.
Ai nove carrozzieri prescelti viene data una Fiat Cinquecento pre-serie e un contributo in denaro di 100.000.000 di lire.
Idea, Bertone, Pininfarina, Italdesign, Zagato, Coggiola e “Stola-Itca-Maggiora” sono le aziende selezionate.
Le società Stola-Itca-Maggiora sono volutamente raggruppate insieme per le loro specifiche competenze sinergiche dai vertici Fiat, visto il grande progetto in essere per lo sviluppo chiavi in mano della nuova spider Fiat Barchetta.

1992 Tutte le Cinquecento speciali raggruppate.
Il consorzio Stola-Itca-Maggiora realizzerà per questo evento Fiat la Cinquecento chiamata Cita, che in dialetto piemontese significa piccolina.
Per quanto riguarda il design, come per la Destriero sarà affidato ad Aldo Garnero.


Aprile 1992 Le foto ufficiali della Fiat Cinquecento Cita realizzata da STOLA-ITCA-MAGGIORA.

Torino 22 Aprile 1992 Salone dell'Automobile del Lingotto: la Cinquecento "Cita" di Stola Itca Maggiora
sulla pedana dello stand Fiat.
Ancora nel dicembre del 1991, la Fiat richiede alla STOLA s.p.a. di realizzare un modello porte apribili per due  loro Show Car elettrici da utilizzare per dei test e presentare in un futuro Salone dell'Automobile.
Il suo nome è Downtown, e il disegno è di Roberto Giolito, capo dell'Advance Design Fiat. 
Dal modello esterno e interno verrano inoltre costruiti gli  stampi per produrre due set di particolari in  alluminio e fibra di vetro che, una volta consegnati in Fiat al centro esperienze dirette da Cavallier Rodolfo Gaffino Rossi, saranno assemblati in due prototipi gemelli.
In occasione dell'inaugurazione del Salone di Ginevra nel marzo del 1993, l'Avvocato Gianni Agnelli guiderà il prototipo dalla General Aviation ginevrina fino allo stand della casa torinese.
1991/1992 i disegni originali della Downtow di Roberto Giolito


1992 Alcune fasi della costruzione del modello see through della Downtown.
Da sinistra si riconoscono Zanini, Roberto, Sthepanie e Alfredo Stola, Zanellati, Granata Calò e Vai


1992 Chris Bangle in un momento di relax dopo il lavoro in Fiat modella la Downtown
col camice della STOLA e la cravatta sotto di esso.


1992 In centro si riconosce Robaldo.

1992 realizzazione del frame in alluminio per
lo studio degli interni.

1992 Marco Goffi e Lucio Giarolo.

1992 Mauro Palman e Alfredo Stola.

1992 Roberto Giolitto nel suo ufficio in Fiat.

1992 E. Cressoni, R. Giolitto e alla guida Peter Devis.

1992 Roberto Giolitto e Darrin Caddes

1992

Torino 1992 Si riconoscono a destra Vittorio Della Rocca, Alberto Sasso, Rodolfo Robaldo, Zanini e Ardagna.

1992 L'ingegner Alberto Sasso e il Capo Squadra Zanini.

1992 Roberto Stola con la figlia Stephanie e sulla destra il modellatore Robaldo.

Settembre 1992 in Via La Thuile 71 con la Downtown quasi finita Roberto Stola con la figlia Stephanie e Alfredo.
Ottobre 1992 foto ufficiale della Fiat Downtown grigia prima di essere spedita in Fiat al Centro Sperimentale per i test.

Marzo 1993 Foto ufficiale della Downtown prima del Salone di Ginevra. Questa di colore verde fu realizzata
al Centro Sperimentale Fiat con gli stampi del primo Showcar grigio utilizzato per i test.

1992 L'Ingegner Enrico Fumia direttore del Centro Stile Lancia.

Disegno originale della Lancia Y dell'Ingegner Enrico Fumia.
 
Nel gennaio 1992, il Centro Stile Fiat-Lancia incarica la STOLA s.p.a. di sviluppare due proposte di modelli di stile di esterni e di interni per la nuova Lancia Y in sostituzione della Y10.
I modelli sono richiesti in "hard material" e "see through", fresati da matematiche fornite da Lancia e rifiniti a mano con incluse tutte le modifiche di stile necessarie.
Un modello è disegnato dall’Ingegner Enrico Fumia, direttore del Centro Stile Lancia, e il secondo dall'Architetto Massimo Gay, mentre gli interni da Greg Brew.
Il modello prescelto per la produzione sarà quello disegnato dall'Ingegner Enrico Fumia.
1992 La STOLA spa realizza due modelli di stile della Lancia Y.
1992 la STOLA spa realizza due modelli di stile della plancia porta strumenti.
Sempre in quel periodo del 1992, il Centro Stile Alfa Romeo di Arese, diretto da Walter De Silva, incarica la STOLA s.p.a. di realizzare un modello di stile see through in Hard Material e un interno della futura Alfa 166, che dovrà poi sostituire la 164S.
Sotto la sua direzione , verranno realizzate le matematiche delle superfici di stile eseguite da Carlo Mantovani della STOLA s.p.a. in trasferta ad Arese, su indicazioni di Wolfgang Egger.
A Torino, in Via La Thuile 71, viene realizzata la fresatura del modello e saranno eseguite tutte le modifiche manuali di stile del caso richieste da De Silva assistito dai suoi collaboratori Egger, Rosti, Favilla e Giavazzi.
Un ricordo che vale la pena citare, è il difficilissimo trattamento in fiancata della linea orizzontale che attraversava le due maniglie porta.
stefano Ardagnia personalmente, diretto da Walter De Silva, sotto la tracciatrice Dea più grande in una lunga giornata definiscono con assoluta perfezione questa superfice di stile.
Per questioni interne al gruppo Fiat, questo progetto subirà varie interruzioni e ripartenze, al punto che il modello di stile verrà terminato e scelto solo alla fine del 1994.

Torino 1992 La STOLA s.p.a. realizza il modello di stile degli esterni dell'Alfa Romeo 166
sotto la direzione di Walter de'Silva.

Torino 1992 La STOLA s.p.a. realizza il modello di stile degli interni dell'Alfa Romeo 166
sotto la direzione di Walter de'Silva.
Ad aprile del 1992, non ancora terminato il Salone dell’Automobile di Torino, la STOLA s.p.a. viene coinvolta da Fiat nel progetto “Barchetta produzione chiavi in mano” insieme ai partner Itca e Maggiora.
L'Ingegner Paolo Cantarella immagina e decide che la Barchetta possa essere sviluppata e costruita dal consorzio di queste tre aziende.
L’Ingegner Nevio di Giusto, da poco nominato Direttore del coordinamento dei centri stile del gruppo Fiat, darà da subito il suo supporto per integrare velocemente il lavoro di stile già completato in modo efficace con il processo ingegneristico e produttivo.

1992 L'Ingegner Paolo Cantarella CEO Fiat Auto.

1992 L'ingegner Nevio di Giusto direttore coordinamento dei tre centri stile del gruppo Fiat.
Aprile 1992 i tecnici del reparto prototipale della STOLA in coordinamento con la progettazione redigono
la prima lista dei particolari in lamiera da realizzare.
Aprile 1992 i primi disegni tecnici della Fiat Barchetta con l'obiettivo di realizzare due prototipi in lamiera marcianti.
I vertici Fiat, volendo rilanciare una spider assente nei loro listini dai tempi della tipo 124, allora costruita da Pininfarina, devono trovare una soluzione produttiva competitiva.
Per Fiat, questi mesi del 1992 sono un periodo intensissimo, soprattutto per l’inizio della progettazione della Punto.
Bisogna inoltre tenere conto che i tradizionali partner Pininfarina e Bertone nel 1993 e nel 1994 saranno impegnati per la produzioni delle Fiat Coupé e la Punto Cabrio.

Settembre 1992 Modello di battitura di una parete divisoria.

Ottobre 1992 La palpebra superiore plancia portastrumenti.

Ottobre 1992 Frontale

Ottobre1992 Ossatura baule.

Novembre 1992 Si riconoscono Bonetto e al fondo Comollo.

Novembre 1992 Felice Chiara e Beppe Comollo.

Dicembre 1992 Ferrero Varsino e Beppe Comollo controllano la scocca.

Dicembre 1992 la scocca del primo prototipo pronta per la verniciatura.

Gennaio 1993, Modelleria STOLA. Roberto e Alfredo Stola insieme a Andrea Granata, uno dei verniciatori,
accanto al primo prototipo Barchetta in lamiera nel forno di verniciatura di via Villa Giusti.

Febbraio 1993 Assemblaggio meccanico
del primo prototipo.

Febbraio 1993 una foto di gruppo sul prototipo in montaggio.
Da sinistra Franchino, Giorgione, Alfredo Stola,
Felice Chiara e Marco Goffi.

Febbraio 1993 Il primo prototipo marciante praticamente finito. Per esattezza non sono ancora disponibili i
cerchioni originali e i fari anteriori. Al posto dei fari sono stati messi dei simulacri in resina.
Da sinistra Renato Bianco, Rocco, Ferrero Varsino, Beppe Comollo, Felice Chiara, Danilo Franchino,
Bonetto, Mammone, Granata e Giorgione.

Maggio 1993, via La Thuile 71 Alfredo Stola con il piccolo Francesco posano accanto al secondo e ultimo
prototipo Barchetta gialla in lamiera ricavata dai modelli di battitura.
Si riconosce di schiena a sinistra Mirabella, Felice Chiara, beppe Comollo, alberto Porzio e Aniello Tornatore.
Ognuna delle tre aziende deve esprimere il meglio delle proprie competenze: la Stola per la modellistica, l’ingegneria e i primi due prototipi ricavati da modelli di battitura in legno, la Itca per i prototipi test, gli stampi, lo stampaggio e la produzione delle scocche lastrate e la Maggiora per la produzione vera e propria in linea, incluso l’acquisto di tutti i componenti.
Questo consorzio, sotto la regia degli uomini Fiat, darà ottimi risultati in termini di qualità, tempi di esecuzione e risparmi.
Il capo progetto è l’Ingegner Attilio Pecorelli, assistito da Massimo Picariello sotto la direzione dell’Ingegner Renato Zambrano, responsabile delle piattaforme A e B.
Per la STOLA s.p.a. è un progetto di svolta poter partecipare per la prima volta all’ingegneria completa di un’automobile.
L’obiettivo imposto è iniziare la produzione in ventiquattro mesi dal congelamento del modello stile, e il budget disponibile è di cento miliardi di £.
In ottica di sinergie coordinate da Fiat, la verniciatura della Barchetta è pianificata presso gli impianti di Bertone a Grugliasco.
Le consegne della Fiat Barchetta inizieranno a Marzo del 1995, in concomitanza con la sua presentazione ufficiale al settantacinquesimo Salone dell’Automobile di Ginevra.
La soddisfazione professionale degli uomini degli Stola è assoluta: Alberto Sasso, Carlo Biassoni, Vittorio Della Rocca, Felice Chiara, Marco Goffi e Gottardo Bustreo rappresentano a nome di tutti i lavoratori dell’azienda questa sensazione.

Febbraio 1995 la foto ufficiale delle Fiat Barchetta prima di essere presentata al Salone dell’Automobile di Ginevra.
Nel maggio del 1992, la francese Heuliez contatta la STOLA s.p.a. per richiedere la costruzione di un modello di stile con porte apribili a capote elettrica.
L’obiettivo è presentare il modello quattro mesi dopo, a ottobre, nel loro stand Heuliez al successivo Salone dall’Automobile di Parigi.
Il design di questo modello è di Marc Deschamps, stilista molto conosciuto in Italia per essere stato Direttore di Stile Bertone.
Vittorio Della Rocca, Capo Officina della modelleria degli Stola, eccezionalmente per questo modello lavorerà anche come Capo Squadra, visto il poco tempo a disposizione e le tantissime modifiche di stile richieste da Deschamps.

Ottobre 1992 Heuliez Raffica Gli ultimi momenti
prima della consegna del modello.
Si riconosce Calò e al fondo Sellan Sante.

Ottobre 1992 Heuliez Raffica Foto ufficiale prima della presentazione al Salone dell'Automobile di Parigi.
Nell'estate del 1992, la STOLA s.p.a. esegue un modello di stile per la Fioravanti s.r.l., è una berlina di medie dimensioni per la Fiat, denominata New Large.
Lo stile è dello stesso Ingegner Leonardo Fioravanti, conosciuto nel mondo per le più straordinarie Ferrari da lui disegnate nel lunghissimo periodo trascorso in Pininfarina dal 1962 al 1987.
Nei volumi, il design è molto raffinato ed equilibrato, denotando da subito grande personalità.
Tutte le modifiche manuali dopo la fresatura del modello sono indicate ai modellatori con grande attenzione per ogni dettaglio dall'Ingegner Fioravanti stesso.

L'Ingegner Leonardo Fioravanti.
Nello stesso periodo la modelleria eseguirà anche un’altra versione di New Large direttamente per la Fiat, e lo stile è di Andreas Zapatinas.
In sostanza, la New Large dovrà sostituire in un futuro la Fiat Croma, cosa che però non avverrà per decisioni strategiche della casa automobilistica torinese.
Purtroppo non esistono foto dei due modelli realizzati in STOLA s.p.a. per la Fioravanti s.r.l. e la Fiat s.p.a.

Rilievo manuale della Ferrari 550 Maranello da modello di stile fisico scala 1:1 ricevuto dalla Pininfarina di Cambiano

Superfici di esterni della Ferrari 550 Maranello visualizzate con le superfici delle strutture parti mobili(porta cofano e baule)
Rivoli Dicembre 1993 le superfici matematiche realizzate in Stola spa per il progetto e il master di verifica matematiche.
Nell'autunno del 1992, per la prima volta la Ferrari richiede alla STOLA s.p.a. un’ingegneria “completa” della carrozzeria, delle sue finiture esterne e dell’interno per la loro futura 12 cilindri che poi verrà chiamata 550 Maranello.
Questo lavoro, così importante per la Ferrari, è sicuramente il risultato dell’integrazione dei progettisti Autec-Stola diretti da Gottardo Bustreo per la parte tecnica e Carlo Biassoni per quella gestionale.
Dai modelli di stile esterni e interni ricevuti dal Centro Studi Pininfarina di Cambiano, con i tecnici della Ferrari si lavorerà ininterrottamente per oltre due anni fino al 1995.

Interni Ferrari 550 Maranello.

La prima attività svolta è la scansione completa dei modelli di stile arrivati da Cambiano, con l’obiettivo dei reparti superfici-modelli della STOLA s.p.a. di realizzare le superfici di classe A, e i due Master di Verifica Matematiche esterni e interni.
Questi specifici lavori saranno seguiti in prima persona da Massimo Stola, Carlo Mantovani e Vittorio Della Rocca insieme ai loro Team.
I Master saranno validati dagli uomini Pininfarina e Ferrari, e segneranno l’inizio vero e proprio della progettazione visto che, in Stola, parallelamente si erano già svolte le attività di fattibilità seguite dal Capo Progetto Giovanni Galimberti.
Il Team della Stola s.p.a. per la durata del progetto si interfaccera con i tecnici Ferrari diretti da Amedeo Felisa assistito da Vincenzo Matullo con decine e decine di viaggi a Maranello.


Maranello 1995, presso la sala metrologica della Ferrari con la prima scocca in lamiera della Ferrari 550 Maranello.
Da sinistra X, Paolo Zerbini e Piero De Micheli.

Maranello 1995, X P. De Micheli e Y

Maranello 1995 P. Zerbini, P. De Micheli e X

1996 una delle prime immagini ufficiali della Ferrari 550 Maranello.
Nel 1994 la Stola spa realizza per Ferrari il master di verifica superfici matematiche degli esterni.

Luglio 2006 Nurburgring. Carlo Biassoni, Gottardo Bustreo e Giovanni Galimberti invitati dalla Direzione Ferrari
a una prova su pista della Ferrari 550 Maranello, in una foto ricordo.

Sempre con lo stesso gruppo di uomini, all’inizio del 2000 per Ferrari viene realizzata la progettazione della versione aggiornata chiamata 575 M. Maranello.

Nel giugno del 1993, prima di smontare la fresa Jobs 35 per trasportarla nella nuova struttura di Rivoli ormai quasi finita, l’ultima fresatura di un modello in Via La Thuile 71 è per la Pininfarina.
Il Centro Stile di Cambiano, con grandissima urgenza, richiede la sola attività di preparazione del percorso utensile, il relativo grezzo in resina, e la fresatura del modello di stile.
Il modello è richiesto in materiale piuttosto duro, con tutte le scomposizioni tecniche nelle parti mobili.
Il gioiello in questione è la Ferrari F50, e per la cronaca non fu richiesta nessuna modifica manuale ai modellatori della STOLA s.p.a.

Giugno 1993 Pininfarina richiede alla STOLA spa la "sola" fresatura di un Modello di Stile/Tecnico della Ferrari F50.
Non è stato permesso fare le fotografie durante la lavorazine per motivi di riservatezza industriale.
Il 6 settembre 1993, dopo un mese continuativo di traslochi da Torino e Grugliasco verso il nuovo stabilimento di Via Ferrero 9 a Rivoli, le attività di lavoro ripartono gradualmente raggiungendo il 100% dell’efficienza nei tre mesi successivi.
10.500 mq coperti, di cui 2500 mq di uffici tecnici, 600 mq di area direzionale e 7500 mq di officine, sono i numeri che caratterizzano la nuova struttura.
Gli uffici progettazione, superfici e percorsi utensili sono ubicati al primo e al secondo piano, organizzati in tre open space con pareti mobili da spostarsi a seconda dei progetti.
Le officine sono organizzate in multipiano; a terra il reparto frese, collaudo, sei box di montaggio master, la modelleria tradizionale, il magazzino e l’ufficio dei Capofficina.
Al piano seminterrato il reparto resine, il magazzino materiali, il garage, gli spogliatoi e la mensa.
L’area prototipi - modelli di stile è al secondo piano, ed è composta da una modelleria tradizionale, una segheria, un repartino battitura, uno per la realizzazione dei plexiglass, un magazzino e un'area ponte elevatore.
La parte più importante dell’area prototipi-modelli sono i cinque box, di cui tre dotati di uffici sopraelevati per i designer residenti durante i lavori, che nell’occasione possono guardare il modello dall’alto.
Sempre al piano prototipi è presente un reparto verniciatura a due forni, con un'area preparazione adiacente.
In particolare, gli Stola organizzano per le attività di verniciatura una piccola squadra fissa interna di tre uomini (Enzo Mammone, Giuseppe Caló e Renato Bianco)
Durante i picchi di lavoro, la STOLA s.p.a. si avvarrà nel tempo di società di servizi di verniciatura, tra le quali la Carrozzeria Civardi, SD, Vercar, e ADM, che hanno sempre operato nel reparto al secondo piano insieme ai tre verniciatori interni.
La direzione è al primo piano, insieme alla contabilità, gli acquisti, il commerciale e il personale.
Sempre allo stesso piano, due sale riunioni e una terza più piccola per ospitare la storica sala di Via La Thuile 71 del 1966, con i mobili originali e il rifacimento uguale del pavimento.

Agosto 1993 lavori finiti, trasloco finito, giardino finito, la prima domenica di riposo per tutti.
Nell’occasione di questa nuova e prestigiosa sede di Rivoli, i Signori Stola decidono di far disegnare un secondo logo aziendale sviluppato più orizzontale.
L’idea non é di sostituire l’originale a rombo, ma di averne uno più adatto da inserire nei lavori di progettazione e nei vani targa dei propri prototipi.
Ogni area sensibile per la sicurezza industriale a protezione della riservatezza dei progetti è dotata di impianto di videosorveglianza. Tutte le  porte d'ingresso si possono aprire solo con una tessera magnetica personalizzata a seconda delle mansioni.
Settembre 1993, le tessere magnetiche di sicurezza per accedere ai vari reparti distribuite ai dipendenti della STOLA s.p.a.

11 settembre 1993 Torino Lingotto. Paolo Cantarella, X, Alfredo Stola, Y, Riccardo Bussolati.
L’11 settembre 1993, con il lancio della Fiat Punto, la Stola s.p.a. riceve il premio Qualitas.
Spille d’oro con l'emblema Fiat e targhe d'argento vengono date ai quattro più giovani manager del progetto Punto in rappresentanza delle rispettive aziende. La premiazione davanti a quattromila persone è stata eseguita dall’Ing Paolo Cantarella, CEO Fiat, assistito dal Dottor Riccardo Bussolati, Direttore degli Acquisti. In particolare, la Stola s.p.a. è premiata per lo sviluppo della plancia, e il premio viene ritirato da Alfredo a nome del team che ha realizzato il lavoro.
Il primo lavoro consegnato dalla  nuova sede della STOLA spa verso un cliente avviene il 23 settembre 1993 ed é un secondo prototipo BMW Z13. Il lavoro iniziato alcuni mesi prima presso la modelleria di Torino, nel nuovo stabilimento di Rivoli viene verniciato di colore rosso a fine agosto. Rispetto al primo esemplare blu questo rosso è più leggero di ben 50Kg; questo risparmio di peso è ottenuto con una riduzione dello spessore delle lamiere di alluminio e una migliore battitura a mano per evitare la revisione della carrozzeria con lo stagno.

23 settembre 1993, Felice Chiara e
Antonello Mulargia posano con la BMW Z 13.

Settembre 1993, la foto ufficiale della seconda BMW Z13
Qualche mese dopo questa consegna, il Centro Stile BMW richiede la realizzazione di un modello di stile per una motocicletta.
Un progetto molto interessante anche perchè il design di Richard Kong è molto particolare e davvero diverso dai classici canoni della casa bavarese.
La moto verrà sviluppata dai modellatori Stefano Ardagna e Saverio Spadone, e i tecnici della BMW saranno molto soddisfatti non solo della qualità ma soprattutto per metodologia di lavoro e dalla perfetta simbiosi degli uomini Stola con gli stilisti.
Questo è da considerarsi il primo lavoro per il Centro Stile BMW di Monaco (le due Z13 erano del reparto TECHNIK) diretto da Chris Bangle, e il risultato nel futuro porterà altri prestigiosi lavori.

Rivoli primavera 1994 Stefano Ardagna (nella foto) e Saverio Spadone realizzeranno il modello di stile costruito
sopra uno specifico telaio. I lavori di stile sono diretti dal designer Richard Kong.

1994 In Stola s.p.a. viene realizzato il modello di stile in hard material della motocicletta BMW R1200C.
Il designer è Richard Kong.
Nel marzo del 1994, l’Ingegner Leonardo Fioravanti attraverso una sua visita in STOLA spa a Rivoli, propone un ardito progetto di ricerca tecnica da applicare ad una porta.
Il nome é “Nuova Piccola”, e attraverso la richiesta della costruzione di un modello di stile a porte apribili viene chiesto di progettare una porta simmetrica che si possa essere aperta indifferentemente sia dalla parte del parafango posteriore che dal parafango anteriore.

1994 Il progetto della speciale porta ad apertura simmetrica ideata e brevettata dalla Fioravanti srl. Il progetto è stato sviluppato in Stola spa da Gottardo Bustreo e il suo Team su indicazioni dell'Ingegner Leonardo Fioravanti.
La sfida é davvero difficile, ma con le idee di Fioravanti, e il lavoro di Gottardo Bustreo insieme ai progettisti della STOLA realizzeranno uno studio tecnico che poi verrá brevettato dalla Fioravanti srl.
Questa soluzione tecnica in seguito verrà dalla Fioravanti adottata sul concept Nyce poi presentato al Salone di Torino nel 1996.

Aprile 1994 Rivoli. Il modello a porte apribili della "Nuova Piccola" disegnata da Leonardo Fioravanti.
Fine aprile 1994 il Centro Stile Opel di Russelsheim ordina alla STOLA s.p.a la costruzione di un modello di stile see trough in hard material per la nuova tipo Astra.
Da sempre abituati alla metodologia clay model, da parte di Opel è più che altro una curiosità verso un diverso approccio tecnico.
L’uomo di riferimento per questo lavoro è George Gallion direttore Opel contattato molti mesi prima dall’Ingegner Alberto Sasso.
Il lavoro svolto a Rivoli dai modellatori della Stola sarà seguito per le indicazioni di stile da Gallion in persona, e sarà cosi sodfisfatto che sei mesi dopo ordinerà di realizzare il modello completo di interni in hard material del primo loro monovolume denominato Zaffira.

Aprile 1994. In Stola s.p.a. viene realizzato per la Opel un modello di stile See Trough Hard Material della tipo Astra.
Luglio 1994 George Gallion e la sua lettera di ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto in occasione del progetto Astra.

1995 In Stola s.p.a. viene realizzato un modello in hard material dell'interno completo della Opel Zafira.
A maggio del 1994, avviene un incontro a Weissach presso il Centro Stile Porsche.
Gli interlocutori sono il direttore Harm Lagay e i suoi assistenti Peter Reisinger, Roland Heiler, Eric Obers che stabiliscono con Roberto e Alfredo Stola i termini per un interessante lavoro.
Si tratta di un Show Car marciante, e il suo nome è C88, che dovrà essere presentato ad un particolare salone dell’automobile a Pechino.
Il committente è il governo cinese che richiederà altri 19 Show Cars dalle più importanti industrie automobilistiche mondiali da esporre tutti raggruppati. Lo scopo del governo é capire come questi rinomati produttori automobilistici immaginino la futura motorizzazione delle famiglie cinesi.

Maggio 1994 Weissach Centro Stile Porsche,
il modello in Clay è finito.
La Porsche invia così a Rivoli un suo modello in clay, e i modellatori della Stola spa realizzeranno attraverso resine negative la carrozzeria in fibra di vetro dopo una accurata progettazione.
Il modello degli interni al contrario é realizzato tutto nella modelleria degli Stola a Rivoli.
Il designer Porsche residente in Italia a Rivoli che trascorrerà ben quattro mesi consecutivi con i modellatori é Achim Ansceidt.

Settembre 1994 Rivoli, G. Dequino, M. Samuelli, G. Comollo, S. Ardagna, S. Tropea, M. Vai, F. Rosiello.
Settembre 1994 Rivoli, poco prima della verniciatura. Sia a destra che a sinistra si riconoscono S. Ardagna e e M Samuelli.

Ottobre 1994 Rivoli Da sinistra Roland Heiler, Achim Anscheidt, Dequino, Vicky Berry, Dimaria e Bianco.

Novembre 1994 il concept Porsche C88

Novembre 1994 gli interni del concept Porsche C88

2019, attualmente il prototipo C88 è esposto nel museo Porsche di Zuffenhausen.
Inizia nel giugno del 1994 una storia lunga dieci anni, così particolare per i signori Stola, che la si vuole raccontare tutta raccolta e senza interruzioni.
La Daimler Benz nell’ultima parte degli anni ottanta, è un obiettivo di grande prestigio da perseguire affinché diventi un cliente. La casa di Stoccarda è vista come la più importante azienda automobilistica al mondo in termini di qualità, prestigio e organizzazione.
Sembra possibile, perchè il direttore del Centro Stile si chiama Bruno Sacco ed è italiano e quindi “si immagina” che sarà più naturale contattarlo, almeno per la lingua.
Attraverso cinque appuntamenti, Roberto e Alfredo incontrano tra 1988 e l’inizio del 1994 l’Ingegner Sacco nel suo studio in Sindelfingen, senza però mai aver successo di poter lavorare.
La sua risposta seppur gentile è sempre uguale: siamo già perfettamente attrezzati per fare i nostri modelli in casa nostra.

L'ingegner Bruno Sacco in una fotografia del 1994.
Dopo questi viaggi a Sindelfingen, e vari inseguimenti per simulare incontri casuali fra gli stands nei vari saloni dell’automobile, il 6 giugno 1994 Alfredo inaspettatamente riceve una telefonata  del reparto Advance Design della Mercedes. Un signore a noi sconosciuto di nome Franz Lecher in lingua italiana  chiede se c’è disponibilità a realizzare uno Show Car, partendo da un telaio motorizzato ed un modello in clay da loro fornito.
La risposta è un immediato si, e tre giorni dopo concomitante con l’arrivo del telaio e il modello, Harald Leschke direttore dell’Advance Design, Franz Lecher suo vice, e Jürgen Weissinger del reparto esperienze varcano il cancello della modelleria di Rivoli.
È un momento di grande soddisfazione professionale, evidentemente il direttore Bruno Sacco aveva deciso che era arrivato il momento, sicuramente per loro necessità, ma forse anche per premiare la perseveranza degli Stola.

Rivoli 1994 FCC la foto ufficiale del primo
show car Mercedes costruito dalla Stola spa.

Rivoli 2003 Vision Grand Sport Tourer Il quattordicesimo e ultimo Show Car Mercedes seguito dalla famiglia Stola.
Da quel giorno, fino al 26 luglio 2004 quando Alfredo lascerà la presidenza dell’azienda, la Famiglia Stola per Mercedes seguirà sempre in modo diretto come non mai 15 Show Cars, 3 prototipi omologati per lo Stato Vaticano, circa una novantina di modelli di stile per esterni e interni (inclusi quelli per ricavare gli Show Cars) e vari “Masters Verifica Matematica” incluse le realizzazioni delle matematiche.
Il primo Show Car si chiama “FCC”, che è l'acronimo di Family China Car, e il quindicesimo e ultimo è il “Vision Grand Sport Tourer” seconda serie ancora seguito da Alfredo, lascerà Rivoli per Sindelfingen il 18 novembre del 2003.
Il primo dei modelli di stile realizzati a Rivoli nel 1995 è la Classe C SportCoupé W203 e l'ultimo, consegnato a maggio del 2004 è la classe  E W212.
È chiaro che in tutte le attività realizzate a Rivoli presso la STOLA s.p.a. per gli Show Cars, i Prototipi e i Modelli, le ideazioni e il design è sempre opera del personale dei vari Centri Stile Mercedes-Benz del mondo.
Queste due immagini di automobili di produzione rappresentano il primo e l'ultimo dei modelli di stile
realizzati a Rivoli sotto la direzione dei designer del Centro Stile Mercedes-Benz.
Nel 1995 la C SportCoupé W203 e nel giugno 2004 la E W212.
 
I Signori Gavina della Salt, la cui azienda è ubicata in Grugliasco, sono già dagli anni 80 fornitori diretti del Centro Stile Mercedes per la sellatura degli interni dei loro prototipi.
Già da tempo hanno rapporti di lavoro con il direttore Bruno Sacco e gli assistenti Harald Leschke e Peter Pfeifeer.
Per conto della casa di Stoccarda continueranno, sempre in modo diretto queste raffinate attività anche per tutti i lavori eseguiti in STOLA s.p.a.

Franco e Pierfranco Gavina in una immagine
degli anni 90 presso la Salt a Grugliasco.
Giovedì 9 giugno 1994, per la prima volta una berlina Classe E W124 varca il cancello della modelleria di via Ferrero 9 a Rivoli, seguita da un camion Mercedes con all'interno ben protetto un Clay Model della FCC, e un autotelaio meccanizzato di un prototipo Classe A.
Harald Leschke come il suo assistente Franz Lecher parlano perfettamente l'italiano, Jürgen Weissinger l'inglese ma comprende discretamente la nostra lingua.
Essi sono ricevuti dai Signori Stola e dall'ingegner Sasso in reception dove per l'importante occasione è esposta una classica Mercedes-Benz 190SL del 1958.
Questo primissimo incontro è molto cordiale, e la presenza dell’auto storica di Stoccarda nella reception della STOLA s.p.a. catalizza i convenevoli.

Rivoli 9 giugno 1994. La Mercedes 190 SL del 1958 nella reception della STOLA s.p.a.


Ottobre 1994. Da sinistra Franz Lecher e
Harald Leschke Advance Designe Mercedes.

Saliti nell'ufficio, dopo il caffè espresso di rito, l'intesa tecnica è immediata con i capiofficina Vittorio Della Rocca e Felice Chiara, nel frattempo arrivati al piano direzionale per le presentazioni.
La discussione per l’avvio dei lavori è intensa e altamente professionale, e seguirà una dettagliata visita dello stabilimento con tutti i comprensibili limiti per la sicurezza industriale.

Rivoli 13 giugno 1994, il Clay Model eseguito dalla Mercedes poco prima di iniziare le attività di realizzazione stampi.
Il Team della Stola insieme ad un tecnica Mercedes posano per una foto ricordo.
Franz, V. Mammone, F. Leker, S. Ardagna, R. Bianco , Gavioli, L. Giarolo, A. Tesauro, Luigi, Egiziano, Casciano,
A. Stola, M. Vay, F. Chiara, Bonetto, P. Calò.

Rivoli 2 Novembre 1994.

Rivoli 2 Novembre 1994 Franco Gavina della Salt.

Rivoli 3 Novembre 1994.

Rivoli 3 Novembre 1994.
In queste foto si riconoscono Mulargia, Weisinger, Leschke, Chiara, Massano, Ardagna, A. Stola, Giorgione e Bonetto

Rivoli 3 Novembre 1994. B. Comollo, F. Chiara, L. Giarolo.

Rivoli 3 Novembre 1994. F. Lecher, A. Stola, L. Giarolo,
M. Goffi.

Rivoli 3 novembre 1994. Una foto di rito con i Teams Stola e Mercedes il pomeriggio poco prima
di caricare il prototipo sul camion per lo studio fotografico.
Da sinistra si riconoscono X, Comollo, Y, Weissinger, Z, W, Mammone, Chiara, Giorgione, Giarolo, Bonetto, Calò, A. Stola, Ardagna, Mulargia, Gavina e Leschke.

Rivoli 3 Novembre 1994. F. Lecher, A. Stola, H. Leschke, in secondo piano si riconoscono F. Chiara, e J. Weissinger.

4 Novembre Durante il servizio fotografico una cena al ristorante Adriano in via Pollenzo 39 Torino.
Presenti O. Boulay, H. Leschke, H. Weller, J. Weissinger.
Terminato il servizio fotografico, nella stessa notte, la FCC veniva caricata sul camion
con destinazione areoporto di Francoforte.

4 novembre 1994 Torino. Foto ufficiali eseguite in studio con una vera famiglia appositamente fatta
arrivare dalla Cina dalla Mercedes-Benz.
4 novembre 1994. Dettagli degli interni tutti realizzati dai modellatori della Stola spa e sellati dalla Salt Gavina.
Il 5 novembre pomeriggio  al termine del servizio fotografico, in piena alluvione sul territorio Piemontese, il camion del Centro Stile Mercedes con all’interno la FCC, parte per l’aeroporto  di Francoforte via passo del Brennero per il trasporto aereo  finale a Pechino.
Da una settimana piogge torrenziali non danno tregua, e il giorno dopo  per lo straripamento dei fiumi Tanaro e Po verranno chiuse tutte le strade e autostrade per molti giorni.

Alessandria, 6 novembre 1994, nelle campagne
in prossimitá della A21.
Ci saranno in Piemonte più di 70 morti e oltre 2500 persone  sfollate, un momento molto tragico per il nostro territorio e per questo nascerà fra gli uomini Mercedes e quelli della Stola una inaspettata sincera solidarietà.
Nella realtà, i modelli di stile sono la vera ragione del tentativo di contattare la Mercedes già dal 1988 affinché diventi cliente della STOLA s.p.a.
Non si pensava agli Show Cars o ai prototipi ma solo nel proporre un certo modo diverso di realizzare i modelli di stile ben sperimentato la prima volta con la SAAB 95 nel 1987.
Si sapeva che il Centro Stile di Sindelfingen modellava in Clay Model, e quindi volevamo proporre il metodo “See Trough in Hard Material in 7 Week.” Secondo gli Stola un metodo più veloce, economico, facilmente trasportabile in giro per il mondo, piú stabile e soprattutto più reale nel momento della presentazione. Una specie di format che prevedeva dalla consegna matematiche da parte del cliente  la fresatura del modello, due settimane di modifiche manuali da un lato, e la simmetrizzazione attraverso un’ultima fresatura e la verniciatura. La fiducia guadagnata per l’eccellente qualità dello Show Car Fcc appena consegnato crea l’opportunità di farli provare questo nostro metodo.
Ad una nostra ultima richiesta di metterci alla prova con la nostra offerta di regalare loro la costruzione di un modello di stile, il Signor Bruno  Sacco risponde che non è il caso di ricevere in regalo un lavoro, ma solo di convincere il suo Vice Peter Pfeiffer.

Peter Pfeiffer.
La matematica delle superfici nella primavera del 1995 è pronta, e si tratta di una fase ancora advance  di una Classe C SportCoupé, un loro segmento totalmente nuovo mai esistito nella loro storia. Il test verso Peter Pfeiffer praticamente durerà due ore e mezza il tempo di una cena al ristorante Nazionale di Rivoli insieme a Roberto e Alfredo Stola. A modello finito ma non verniciato, Pfeiffer atterrato a Torino Caselle proveniente da Stoccarda nel tardo pomeriggio dopo aver visionato il modello posizionava provocatoriamente vari nastrini neri sul brancardo inferiore sotto porta. Uno stravolgimento totale di stile con l’obiettivo di verificare rapidamente una modifica molto evidente. La sua richiesta fu quindi di andare a cena e ritornare in modelleria per vedere se in un paio d’ore i modellatori degli Stola fossero stati capaci a lavorare “l’Hard Material” a mano come lui sarebbe stato capace a fare con il Clay.
La  cena anche se piacevole fu un po’ tesa, in quegli anni non erano così diffusi i telefonini tanto per avere qualche notizia dei lavori in corso. Un menù davvero completo per guadagnare più tempo possibile, e anche la strada del ritorno nonostante alla guida della Alfa Romeo Quadrifoglio Verde ci fosse Roberto Stola che non superò mai i 50 Km/h. L’esame fu passato a pieni voti, e da quella sera realizzammo circa una novantina di modelli di stile per la Mercedes fra esterni, interni e aereodinamici.

1995 In Stola spa a Rivoli viene realizzato, come test, il primo modello See Trough in Hard Material.
L’autunno successivo il Centro Stile di Sindelfingen ci commissionò ben 6 modelli diversi della C SportCoupé da realizzarsi quasi contemporaneamente con consegna scalata  di una settimana.
Un sfida impossibile che fu però vinta grazie al coraggio di Roberto Stola nell’accettare immediatamente la proposta sotto lo sguardo incredulo della direzione dei tecnici della modelleria e non solo...
Rivoli 1995 Massimo Stola e Carlo Mantovani responsabili dell'area CAD, CAS e CAM della Stola spa sin dai primi anni '80.
Come se non bastasse la Mercedes  ordinò alla STOLA s.p.a. di realizzare per queste C SportCoupé tutte le matematiche CAS sotto la direzione dei vari  designers  per l’occasione residenti a Rivoli.
     
1996 a Rivoli in Stola spa vengono realizzati in contemporanea sei diversi modelli di stile della Classe C SportCoupè.
Il design è del Centro Stile Mercedes e i loro stilisti lavorano insieme ai modellatori della Stola.
Settimanalmente si succedono le visite a Rivoli dei direttori Bruno Sacco e Peter Pfeiffer.
In questo l’azienda ebbe una fortuna sfacciata in quanto la Daimler Benz aveva pianificato che dal 1997 al 1999 avrebbe costruito un nuovissimo centro stile progettato da Renzo Piano cosicché nel 1996 la direzione con un accordo strutturato ci chiese di essere per due anni la loro esclusiva modelleria per lo stile. I lavori del nuovo centro stile si prolungarono ancora di un anno, e terminati si continuo ancora a produrre molti modelli a Rivoli.
L’esperienza per il Centro Stile di Sindelfingen fu così positiva che istituirono dei corsi facoltativi di lingua italiana per i loro designer e gli Stola fecero lo stesso con l’inglese per i loro modellatori.

1997 Il progetto del Centro Stile Mercedes.

1999 I lavori in corso del Centro Stile a Sindelfingen.

2000 In Sindelfingen ecco terminata la realizzazione del Centro Stile fortemente voluto da Bruno Sacco.
La fine del 1995 grazie al successo delle consegne dei 6 modelli della  C SportCoupé  W203, è di buon  auspicio per un complesso progetto la cui presentazione è stabilità da i vertici di Stoccarda per il prossimo salone di Parigi 1996.
Il nome è  Vision F200 Immagination e dovrà essere uno Show Car perfettamente funzionante; è un lavoro da svolgersi insieme all’Advance Design di Sindelfingen e al Research Department di Stoccarda.
Harald Leschke come direttore dell’Advanced Design è il riferimento per il design assistito da Chriss Rhoades mentre Gunter Holzel e Jurgen Weissinger dei reparti ricerca e sviluppo  lo sono per i sistemi meccanici, elettrici ed elettronici.
L’obiettivo del programma  “Vision” é di anticipare le più avveniristiche soluzioni estetiche e tecniche delle future Mercedes di produzione.
La F200 Vision Immagination, per la casa di Stoccarda  deve rappresentare il culmine dell’innovazione tecnologica in loro possesso.
Porte automatiche ad ala di farfalla, baule ad apertura automatica, vetro panoramico elettrocromico, videocamere al posto degli specchietti retrovisori, airbag su i finestrini laterali, riconoscimento vocale per telefono cellulare, aperture porte e baule a sfioro, strumenti della plancia a monitor e soprattutto il joy stick al posto del volante.

Harald Leschke in una fotografia del 2004.
La cabina degli aerei Airbus di cui la Mercedes in quel periodo era socia e l’appena arrivata Sony PlayStation 1 da poco  sul mercato sono le più importanti ispirazioni per la F200 Immagination.
1995 già da molti anni gli Airbus non usano più la consueta cloche ma un joystick.
L'Airbus è anche la prima industria areonautica ad utilizzare gli schermi elettronici al posto degli strumenti analogici.
Il successo della PlayStation 1 arrivata nel 1995 è così evidente che la Mercedes vuole immaginare che i guidatori
del domani non useranno più il volante ma un comando tipo PlayStation.

Dicembre 1995 Rivoli. Riunione per delibera modello da sinistra si riconoscono Peter Pfeiffer, Antony Lo,
Olivier Boulay, Bruno Sacco e Stefano Ardagna.

Giugno 1996 Rivoli. Da sinistra Felice Chiara e Rocco Tartaglia.

Giugno 1996 Rivoli. Felice Chiara in primo piano dietro Tesauro e Comollo all'interno dell'abitacolo Rocco.
Tutta la scocca è realizzata in lamiera di alluminio battuta a mano.
Da modelli di battitura costruiti in Stola spa la socità Coggiola è stata fornitrice delle lamiere in alluminio.

Beppe Comollo e un tecnico Mercedes della ricerca.

H. Weller.

Luglio 1996 Rivoli. Tommasio.
Senza nessun dubbio, per quell'epoca, il prototipo più elettronico mai costruito.

Luglio 1996 Mulargia lavora sul paraurti anteriore.

Luglio 1996. H. Leschke, F. Chiara, H. Weller e Bianco.

Agosto 1996 Rivoli.
Si riconoscono Spitaleri, Filippo Casciano, X e Weissinger.
Agosto 1996 Rivoli. Talvolta arriva lo sconforto e la stanchezza.
Da sinistra Rocco, A. Tornatore, F. Chiara, H. Leschke, F. Chiara e B. Comollo.

Stefano Ardagna, X e Y

L.Giarolo, J. Weissinger, G. Grande e F. Cerva.

Il Team Mercedes di elettronica e meccanica.

Bonetto, X, Rocco e Tommasio.

1 Ottobre 1996 Rivoli. Qualche giorno prima del trasporto verso il Salono di Parigi.
Si riconoscono Tesauro, Spitaleri, Gavioli, Casciano e Cerva.

4 Ottobre 1996 Rivoli. Lavoro finito il prototipo è già sul camion per il servizio fotografico.
Il giorno successivo partirà per il salone di Parigi.
Gioachino Grande, Harald Leschke e Alfredo Stola.

4 Ottobre 1996 Torino Al teatro di posa per le classiche fotografie ad uso cartella stampa.
La futuristica plancia porta strumenti e il joystick al posto del volante. Non esitono più i pedali.

4 Ottobre 1996 Torino Teatro di posa. Il sofisticato baule automatico ad apertura a sfioro
e la raffinata calandra in alluminio fresato.

Stoccarda 2019. La Mercedes F200 è attualmente esposta al museo Mercedes.
L’incontro di fine ottobre 1996, è preceduto da un informale aperitivo al bar  dell’hotel Ramada a Sindelfingen con Harald Leschke e Jurgen Weissinger.
La ragione di questo momento preliminare, è che i due manager vogliono capire direttamente dalla famiglia Stola se hanno la capacità interna, e se si prendono la responsabilità di  affrontare un progetto ultra strategico per la Mercedes; la nuova Maybach.

L'hotel Ramada di Sindelfingen in Mahdentalstrabe 68 è stato usato dalla famiglia Stola e dai suoi dipendenti
dal 1994 al 2004. Attualmente è diventato Marriot.
La risposta è subito positiva previo qualche telefonata in diretta di Alfredo a Rivoli per verificare i carichi di lavoro e capire se i migliori tecnici non siano impegnati in altri progetti.
La mattina seguente Alfredo e Roberto accompagnati da Leschke e Weissinger vengono ricevuti nell’ufficio di Bruno Sacco con presente il suo Vice Peter Pfeiffer per la conferma definitiva.
Lo stile della Maybach é affidato all’Advanced Design le cui strutture sono operative oltre che a Sindelfingen, ad  Irvine in California,  a Yokohama in Giappone e a Como in Italia.
È interessante ricordare che  il 1996  è l’anno in cui BMW e VW a suon di centinaia e centinaia di milioni di “Marchi Tedeschi” iniziano a trattare l’acquisizione delle case automobilistiche Rolls Royce e Bentley.

Rolls Royce Silver Spirit my 1997.

Bentley Turbo R my 1997.
Mercedes Benz da questa pazzesca e quasi inspiegabile corsa all’acquisto di marchi di lusso in difficoltà di vendite e quindi finanziarie è spiazzata e perplessa.
L’unica possibilità è riesumare dal passato il lussuosissimo ma dormiente marchio Maybach di proprietà Mercedes dal 1960, e questo verrà deciso dal board della casa di Stoccarda proprio in quell’anno.

Febbraio 1997 Rivoli. Il parcheggio presso la Stola spa riservato ai clienti.
Il periodo è quello dello sviluppo dei modelli e del prototipo Maibach
Attraverso la propria organizzazione la Mercedes ordina di realizzare in STOLA  due modelli di stile in hard material, uno disegnato dall’ufficio di Irvine in California e l’altro da quello di Yokohama in Giappone.
I due modelli sono di notevoli dimensioni, di un lusso raffinato lunghi poco più  di 6 metri  ma molto diversi fra loro nello stile.
Vince la competizione di design l’ufficio asiatico diretto da Oliver Boulay assistito da Anthony Lo, e simultaneamente si inizierà a costruire il modello degli interni ancora disegnato dal Centro Stile Giapponese.

Villarbasse Aprile 1997 Il Team Advance Design
Mercedes a pranzo a casa di Alfredo Stola.
H. Leschke, G. Grande, A. Stola, a. Lo e O. Boulay.

Settembre 1996 Disegno della nuove Maybach realizzato in Giappone da Antony Lo sotto la supervisione di Olivier Boulay.
I quattro centri Advance Design sono tutti sotto la direzione di Harald Leschke.
Rivoli, via Ferrero 9 marzo 1997. La scocca della Mybach in costruzione, derivata da un telaio Mercedes
Classe S appositamente preparato a Sindelfingen.

Rivoli maggio 1997. Da sinistra si riconoscono X, Y, Chiara, Bonetto, Spitaleri, Buttiglieri, Boulè e Antony Lo.

Maggio 1997 Anthony Lo e Stefano Ardagna.

Maggio 1997 Lino e Cogerino

Luglio 1997 Jurgen Weissinger, x e Harald Leschke.

Luglio 1997 Mercedes Team

Ottobre 1997 Si riconoscono Stefano Santolini, Gavioli, Luca Rosetti, Marco Vay, Buttiglieri e Felice Chiara.

Ottobre 1997 Uno dei tecnici elettricisti della
Mercedes al lavoro.

Ottobre 1997 Cogerino e Mulargia.

Novembre 1997 Sullo sfondo in piedi Cubeddu, Roberto Stola, Ardagna, Grande e Gammicchia.

Novembre 1997 Gavioli, J. Weissinger e Boulè

Novembre 1997 Egiziano, Giarolo e Vincenzo Angelini.

Novembre 1997 Alfredo e Roberto Stola e Oliver Boulay.

Novembre 1997 Claudio Bruson, Jurgen Weissinger, Tesauro e X

Novembre 1997 Gioachino Grande prepara gli ultimi documenti
prima della partenza del prototipo.

Novembre 1997 Maria Paola Stola lucida gli argenti di Sabattini.

Novembre 1997 Stefano Ardagna, Lino e Alfredo Stola, sullo sfondo si riconoscono Rosetti padre e CP padre

25 Novembre 1997 10 ore prima del servizio fotografico in studio.
La fase finale del montaggio. Si riconoscono Giampiero Fasano, Pietro Calò, Lello Locantore, Claudio Bruson, Felice Chiara, Buttiglieri e Antonio Tartaglia.
26 Novembre ore 3:00 A.M. O. Boulay si siede sulla macchina finita e per scherzo si fuma una sigaretta.
Nella foto a destra l'autista D'Alessio aspetta da oltre due ore di trasportare il prototipo allo studio fotografico.
Dopo D'Alessio con la tuta rossa G. Grande, J. Weissinger, H. Leschke e L. Giarolo.

26 Novembre 1997 J. Weissinger, Roberto Stola e Olivier Boulay.

26 Novembre 1997 Nell'ultima notte di lavoro Alfredo e Maria Paola Stola posano per una foto ricordo.

26 Novembre 1997 Nell'ultima notte di lavoro
Olivier Boulay e Harald Leschke posano per una foto ricordo.

26 Novembre 1997 Poche ore prima della partenza, mancano ancora i due sedili anteriori.

26 Novembre 1997. Qualche minuto prima della partenza.
Quello fu il prototipo più lussuoso mai realizzato dalla società Stola, con importanti finiture esterne in alluminio lucidato a mano e altre parti in  plexiglas fresato e retroilluminato a led.
Gli interni finemente sellati con sedute regolabili ultra rilassanti,  importanti parti in legno massello di ciliegio,  e sistemi di infotainment  davvero innovativi per quel tempo.

Dicembre 1997 Tokyo Harald Leschke, Roberto Stola
e Bruno Sacco

Dicembre 1997 Tokyo Carlo Alecci, Roberto Stola
e Peter Pfeiffer.
 
È un’occasione  di grande crescita professionale per tutto il personale della STOLA, direzione compresa, poter assimilare insegnamenti dai tecnici e i manager di Stoccarda.
La Maybach sarà presentata al salone di Tokyo alla fine del 1997 dai massimi vertici della Mercedes fra cui Jurgen Hubert e Dieter Zetsche  e naturalmente Bruno Sacco.
Appena finita la presentazione ai giornalisti,  Roberto Stola accompagnato da Carlo Alecci offriva nello stand Mercedes una bottiglia Magnum di italianissimo prosecco Bellavista portato in volo da Torino da bere insieme ai manager per brindare al loro successo.
 
Dicembre 1997 Tokyo. La Maybach alla presentazione stampa.
 
Proprio da questo prototipo la Mercedes direttamente a Stoccarda nei mesi successivi iniziava a sviluppare la Maybach di serie con codice interno W240 nelle versioni normale e passo lungo che poi iniziò a vendere cinque anni più tardi  nel 2002.

Gennaio 1998 Miami. Fotografie in esterno su Ocean Drive eseguita dopo il salone di Tokyo.

26 Novembre 1997 Torino. Foto in studio.
I raffinatissimi interni della Maybach sellati dai signori Gavina della Salt. I preziosi argenti sono una creazione di Sabattini.
 

Si può notare dallo stile del cielino superiore posteriore un pò d'influenza giapponese.
Anche il fiore inmezzo ai due sedili anteriori ne è un segno.
Tutto l'interno è arrichito da preziosi inserti in legno di massello di ciliegio lavorato a mano dai falegnami della Stola spa.
Pechino 2002. Cinque anni dopo ecco la Maybach di produzione, sviluppata interamente a Stoccorda dalla Mercedes,
e praticamente uguale al concept presentato a Tokyo nel 1997.
Pochi mesi dopo l’avvio dei lavori per la costruzione della Maybach, Harald Leschke dell’Advanced Design e Michael Krämer accompagnato da Gunter Holzel del dipartimento ricerca, propongono un nuovo lavoro.
Il suo nome é F300 Life Jet e si tratta di un veicolo a tre ruote, biposto con una raffinata tecnica di variazione di assetto durante la marcia.
In pratica il Life Jet si inclina in modo automatico nelle curve comprese le variazioni di traiettoria durante il sorpasso.

Michael Kramer del reparto ricerca Mercedes Benz.
1997 i disegni della Mercedes Life Jet realizzati dall'Advanced Style Center di Sindelingen diretto da Harald Leschke.
Per la mercedes dopo la F200  è un periodo di grandi ricerche tecnologiche per l’innovativo sistema di guida e con il Life Jet si esplorano nell’occasione stili sempre piú arditi.
Nonostante le non grandi dimensioni, questo prototipo si dimostrerà molto insidioso per la difficoltà durante la costruzione.
La sua forma arrotondata come una carlinga di areoplano, l’assenza di un classico pavimento e l’uso di alluminio sul 100% della carrozzeria metteranno a dura prova il Team di Felice Chiara.

Una parte del team di Felice Chiara nei lavori preparatori per il prototipo Life Jet. Beppe Comollo, Antonio Tartaglia e Rocco.
Il Life Jet verrà presentato al Salone dell’Automobile di Francoforte nel settembre del 1997 destando molto stupore e curioso interesse fra tutti i giornalisti e gli addetti ai lavori.
Attualmente il prototipo F300 Life Jet è esposto al museo della storia delle automobili Mercedes a Stoccarda.

Agosto 1997 Foto ufficiale in Italia prima del trasporto della F300 Life Jet al salone di Francoforte.
Agosto 1997 Foto ufficiale in Italia prima del trasporto della F300 Life Jet al salone di Francoforte.

Francoforte Salone dell'Automobile. Jurgen Hubert CEO Mercedes presenta il Life Jet insieme a David Coulthard e
Mika Hakkinen. Sulla destra della foto si riconosce Dieter Zetsche.

Settembre 1997 Francoforte. La Mercedes F300 Life Jet esposta in premiere al salone di Francoforte.

Stoccarda novembre 1997. Al Centro Ricerche Gunter Holzel invita Alfredo Stola e Gioachino Grande a rivedere il Life Jet

2019 Stoccarda. Attualmente la F300 Life Jet è esposta al museo della storia delle automobili Mercedes.
Qualche giorno prima di Natale 1997, senza che ci sia anticipato  l’argomento riceviamo un invito a recarci  al Centro Stile di Sindelfingen per un incontro di lavoro.
Il breefing esposto dal direttore  Bruno Sacco assistito Peter Pfeiffer  è  entusiasmante oltre ogni  aspettativa, e l’obiettivo  proposto è di realizzare una Supercar per celebrare la loro attuale Formula 1 condivisa con McLaren la MP 4\13.

Bruno Sacco direttore del Centro Stile Mercedes Benz.

Peter Pfeiffer vicedirettore del Centro Stile Mercedes Benz.
Sono gli anni in cui le  Mercedes in livrea argentea danno filo da torcere alla Ferrari in particolare con il pilota Mika Hakkinen, tanto è che proprio prima di finire  il prototipo diventerà campione del mondo battendo la Ferrari di Michael Schumacher.
Ci comunicano che il suo nome sarà SLR  in ricordo delle mitiche “Frecce d’Argento”, e guardando il modellino in scala appare da subito un  entusiasmante frontale molto somigliante alla loro attuale Formula 1.
In questa riunione non si parla mai di McLaren e non si parlerà mai di McLaren neppure quando sarà presentata  ma sempre e solo di Mercedes con motore AMG.
1998 La Mercedes ritorna a vincere il campionato mondiale di F1 con la MP4/13 pilotata da Mika Hakkinen.
L’impegno Mercedes è di farci avere a Torino entro il 2 maggio il modello di stile scala 1/1 in clay e il telaio motorizzato.
Dopo aver realizzato la Maybach, una delle più lussuose automobili di sempre avere, ora l’opportunità di costruire un prototipo sempre per Mercedes erede delle magnifiche SRL è una soddisfazione difficile da raccontare.
Tutto è quindi programmato, la nostra squadra prontissima e il 5 maggio del 1998 arrivano via camion il modello di stile e il telaio motorizzato.
Un’ora più tardi ovviamente annunciati arrivano i Signori Pfeiffer,  Gorden Wagener e Jurgen Weissinger per il meeting di inizio lavori con tutto il Team degli Stola.
Qui ci tengo a raccontare un’aneddoto molto particolare e difficile da credere, ma  avendolo vissuto in prima persona con i miei collaboratori e passati così tanti anni è interessante saperlo.
Prima di raggiungere l’area riservata dove erano stati appena posizionati modello di stile  e telaio della SRL, il Team Mercedes vedeva esposta in  fondo al corridoio la nostra  STOLA Abarth Monotipo  da poco rientrata dal Salone dell’Automobile di Torino con entrambe le  portiere aperte.

La Show Car Stola Abarth Monotipo presentata al salone dell'Automobile di Torino nell'aprile del 1998.
Il Signor Pfeiffer nel raggiungere l’area riservata rimane colpito dalle porte delle Monotipo aperte in una via di mezzo fra una Lamborghini Countach e una Alfa Romeo 33 Stradale.
Il modello di stile in clay della SRL appena arrivato é modellato e quindi disegnato e pre progettato per avere un’apertura porte convenzionale.
Istintivamente il Signor Pfeiffer chiede se le porte del loro modello appena arrivato si possano aprire come la  Monotipo, e se possibile quale sia il tempo e costo in più.
Vengono coinvolti immediatamente per questa  analisi i tecnici della  Felice Chiara, Vittorio Della Rocca e Lucio Giarolo, e dopo qualche empirico rilievo con dell’apposito cartoncino viene comunicato che è possibile, senza costi e slittamento di tempo.
Da quel esatto momento le porte della SRL avrebbero avuto la medesima apertura della STOLA Abarth Monotipo.
Saranno 8 mesi di intenso ma piacevole lavoro, in una perfetta integrazione con i tecnici della Mercedes residenti a Torino.

Gorden Wagener e Steffen Kohl sono i designer che nel 1998 hanno disegnato la Mercedes SLR.

Uno dei primi disegni della Mercedes SLR che insieme al modellino in scala viene mostrato
ai Signori Stola dai Direttori Bruno Sacco e Peter Pfeiffer.
I designers direttamente coinvolti  per questa SRL prototipo sono i giovani  Gorden Wagener e Steffen Khoel che insieme oltre ad avere disegnato il modello ci assisteranno in tutto il processo di costruzione spingendoci a traguardi di qualità di dettagli sempre più ambiziosi.
Per questo progetto, per la prima volta nella nostra storia costruimmo anche i cerchioni in alluminio all’interno della nostra struttura produttiva.

1998 Rivoli via Ferrero 9. La SLR Roadster in verniciatura al secondo piano del reparto prototipi.

Dicembre 1998. Da sinistra Stefano Santolin, Vincenzo Angelini , Gunter Holzel e Maurizio Di Maria.

Dicembre 1998 Rivoli. Franco Gavina della Salt in un momento di pausa.

Dicembre 1998 Rivoli. Poche ore prima di caricare il prototipo della Vision SLR sul camion destinazione
areoporto di Francoforte per consegna a Detroit.
Da sinistra si riconoscono Maurizio Di Maria, Gunter Holzel, Vincenzo Angelini, franco Gavina, Giuseppe Gammicchia e Franz Leker.

Si riconoscono Spitaleri, Sasso, Comollo e V. Angelini.

Giochino Grande in una foto ricordo con la Vision SLR.

Dicembre 1998 Rivoli. Una foto ricordo pochi minuti prima della partenza della SLR.
Franz Lecher, Gunter Holzel, Franco Gavina e Alfredo Stola.

24 Dicembre 1998 Rivoli. Parte del team della Stola si riposa mentre il prototipo viene caricato sull'ascensore.
Santolin, Bonetto, Buttiglieri, Angelo e X

Un foglio scritto da A. Stola posto nel reparto dove indica il 24 dicembre come ultima data di consegna insieme a tre note tecniche.

24 dicembre 1998. G. Holzel, A. Sasso, F. Chiara, Angelo, Y e S. Sassu.

24 dicembre Salvatore Sassu in una foto ricordo qualche secondo prima della partenza della Vision SLR.

24 dicembre Rivoli Felice Chiara guida la SLR verso l'ascensore per il trasporto per fare il servizio fotografico.
Dietro l'SLR una parte del Team.
Da sinistra si riconoscono Leker, X, Y, A. Stola, Gammicchia, Holzel; bonetto, Buttiglieri, Spitaleri, Z, W, Santolin, sassu, Erminio, Maurizio Di Maria, Cena, Vincenzo Angelini.

27 Dicembre 1998 Mercedes Vision SLR Coupè allo studio fotografico in Torino prima della partenza per Detroit.
Come tutti i prototipi da salone della Mercedes tutto ma proprio tutto è rigorosamente funzionante e performante, e questa è una caratteristica che poche case automobilistiche pretendono in questa primissima fase.
Presentata al Salone di Detroit nei primi giorni di gennaio 1999 alla presenza come al solito dell’alta direzione Mercedes il successo di pubblico, l’interesse dei giornalisti è ben oltre ogni più positiva  aspettativa.
Gennaio 1999 Detrot. Il COBO è il nome dell'edifici che ospita gli eventi nella città di Detroit.
Ecco il primo istante della presentazione della SLR.
Gennaio 199 Detroit 1998 Il momento della presentazione della Mercedes SLR ai giornalisti e agli adetti ai lavori.

Gennaio 1999 Detroit. Alfredo e Roberto Stola insieme a Gioachino Grande pochi minuti dopo la presentazione.
Al secondo giorno di Salone di Detroit in una riunione presso la lounge dello stand Mercedes i soliti Bruno Sacco e Peter Pfeiffer ci comunicano che per il prossimo Salone di Francoforte previsto fra 8 mesi dovremo costruire una nuova SRL ma in versione roadster.

1999 Detroit. Nella lounge della Mercedes. B. Sacco, R. Stola, F. Stola, MP. Stola, M. Kramer,
H. Leschke, P. Pfeiffer e G. Holzel.
A febbraio del 1999 riceviamo da Sindelfingen un nuovo modello in clay e un nuovo telaio dalla versione roadster e naturalmente le porte si apriranno  esattamente con l’angolazione della Stola Abarth Monotipo.
Cambia tutta la parte posteriore e il padiglione e ovviamente la capote in tela é la parte più impegnativa da affrontare cosa che verrà fatta con grande impegno attraverso la progettazione diretta dal nostro Gottardo Bustreo direttore dell’ingegneria della Stola spa.
I teams Stola e Mercedes rimangono gli  stessi, e i primi giorni di settembre la  direzione di Stoccarda presenta la SRL Roadster, annunciando che sarà messa in produzione in entrambe le versioni iniziando dalla coupé negli stabilimenti McLaren in Inghilterra.

Novembre 1998, disegno della SLR di Gorden Wagener.

Sindelfingen novembre 1998 Steffen Kohl al lavoro sul disegno della SLR Roadster.

Luglio 1999 Rivoli. Le fasi di montaggi della Mercedes Vision SLR Roadster.
A sinistra Alfredo e Francesco Stola e Gordon Wagener. A destra a terra Klaus Busse.

Agosto 1999 Rivoli. Pochi minuti prima del trasporto diretto al salone di Francoforte della Vision SLR Roadster.
Una parte del team Stola posa per una foto ricordo.

Settembre 1999 Carrara. Foto ufficiale della Mercedes Vision SLR Roadster prima della presentazione al salone di Francoforte.
Figlia delle SLR fu sicuramente la SLK del 2004 denominata R 171 con l’inconfondibile cofano con il dna della grande supercar SLR.

Settembre 1999 Massa Carrara. Pochissimi giorni prima della presentazione della SLR Roadster la Mercedes
organizza un indimenticabile servizio fotografico in una cava di marmo a Carrara, con le tre SLR.
Questi tre capolavori saranno presnti al salone di Francoforte.
Nei primi giorni del 1998 con l’occasione dell’imminente Salone dell’Automobile di Torino che aprirà il 24 aprile, la Mercedes decide di far realizzare alla STOLA una versione speciale della Mercedes Classe A W168.
In sostanza è un omaggio al Salone di Torino infatti di questa “ A “ sarà chiamata: Turin.
Un lavoro semplice e raffinato eseguito su i paraurti e i sottoporta passaruota compresi, i cerchioni ed anche gli interni sono rivisti nella sellatura a cura come sempre della Salt dei Signori Gavina.

Klaus Busse
Il design di questi discreti interventi di stile sono del giovane  Klaus Busse, che seguirà insieme ai modellatori della STOLA la realizzazione di questa edizione speciale.
Marzo 1998 Rivoli La modellazione della A Classu Turin.

15 aprile 1998 Rivoli. La Mercedes Classe A edizione Turin a fine montaggio nell'area di lavoro della Stola spa.
15 aprile 1998 Rivoli. La Mercedes Classe A Limousine W168 edizione Turin pochi giorni prima di
essere presentata al salone dell'automobile di Torino.

Aprile 1998 Fotografia della Classe A Limusine Special Edition per il salone di Torino.

Aprile 1998 Salone dell'auto di Torino, Klaus Busse e Michael Mauer con la A Class Turin Edition.
Concomitante con la  vittoria di Mika Hakkinen del campionato di Formula 1 del 1998  con la MP 4/13 la Mercedes AMG decide di realizzare dapprima uno e poi quattro esemplari di una Classe A ad alte prestazioni.
Il nome del progetto è “A190 Twin Study”, e il primo prototipo è presentato in anteprima a fine novembre  al Mercedes-Benz Museum in occasione dei festeggiamenti della storica vittoria in Formula 1.

Mikka Hakkinen Sulla MP4/13
Gennaio 1999 Rivoli. Le fasi di preparazione alla modellazione dei paraurti.

Febbraio 1999 Rivoli. Nella fase di assemblaggio finale, in piedi a destra è riconoscibile Lucio Giarolo.

Marzo 1999 Ginevra. La Mercedes A 190 Twin-Engined A al salone di Ginevra.
Il tempo è pochissimo ed evidentemente I manager della Mercedes immaginando la futura vittoria attraverso la AMG già da qualche mese avevano preparato su una normale Classe A questa sofisticatissima meccanica.

Il secondo motore ubicato nel vano bagagli.
Infatti i motori sono due, uno anteriore e il secondo nel vano bagagli posteriore, e ovviamente freni, sospensioni e sterzo e tanto altro sono rafforzati.
La potenza in tutto raggiunge i 250 Hp con una velocità di oltre 230 Km/h il tutto trasmesso a terra attraverso quattro ruote motrici e ovviamente i test su strada sono eseguiti personalmente dal grande campione.
Il tempo è poco così si pensa alla modelleria degli Stola per realizzare sulla loro automobile tutte le modifiche di stile inclusa la verniciatura e la sellatura a cura della Salt.
Le parti nuove realizzate attraverso modelli e stampi leggeri sono i due, i paraurti, e le minigonne laterali, e tutto sarà stampato a mano in fibra di carbonio.
Si realizzerà a Rivoli un solo esemplare e gli altri tre saranno assemblati in Germania dalla AMG con le nuove parti di carrozzeria spedite dall’Italia grazie agli stampi leggeri appositamente costruiti.

Mika Hakkinen testa la prima Classe A W168 targata S MZ 1144 il cui primo esemplare la Stola spa a contribuito
alla realizzazione dei modelli, degli stampi e dei particolari dei due paraurti e delle minigonne laterali.

Foto ufficiale Mercedes della prima A Class W168 presentata a novembre del 1998 al Mercedes-Benz Museum.
Una meravigliosa esperienza di lavoro  sono i tre veicoli Papali realizzati fra il 1997 e il 2002 con l’incredibile conseguenza dell’incontro di Alfredo, Francesco e Maria Paola Stola in udienza con Papa Giovanni Paolo II.
Proprio il Direttore Bruno Sacco attraverso un incontro presso gli uffici della modelleria di Rivoli con Monsignor Danzi ed alcuni altri prelati insieme a Piero Cicchetti autista  de Santo Padre, diventa operativa la decisione di costruire una nuova Classe S Landaulet.
Essa è voluta in sostituzione della ormai datata Mercedes  S Class W 111 Landaulet in servizio dal 1959 con Papa Giovanni XXIII ed ancora operativa.
Le esigenze di affidabilità e di rispetto per le nuove norme sulle emissioni fanno decidere alla società di Stoccarda di donare allo Stato del Vaticano un nuovo veicolo basato sul nuovo telaio W 140.

Roma 1960 Papa Giovanni XXIII con la Mercedes 300 Laundaulet in servizio fino al 1997.
Gennaio 1997 Rivoli via Ferrero 9. Presso la sala metrologica della Stola s.p.a. la Mercedes 300 Laundaulet ancora
in servizio dal 1960per ben quattro Papi, per i rilievi ergonomici al fine di ricavare utili informazioni
per la futura e nuova Mercedes Laundaulet.

Il progetto di base per la nuova Laundaulet.
È un  progetto delicato visto il cliente finale, ma non  solo, perché tagliare una Mercedes Classe S, e realizzare su di essa una versione Landaulet è un’operazione non proprio facile.
La progettazione e la modellazione sono eseguite dal team STOLA diretti da Gottardo Bustreo e Stefano Ardagna  su indicazioni stilistiche di Andrea Deufel della Mercedes.
La costruzione vera e propria del prototipo e la relativa verniciatura e sellatura verrà affidata dalla STOLA alla società di Nichelino SD di Salvatore Diomante.
Nichelino dicembre 1997. Roberto Stola esamina la Laudaulet prima della consegna allo Stato Vaticano
da parte di Mercedes Italia.

Rivoli gennaio 1998 presso la Stola s.p.a. in via Ferrero 9, gli ultimi ritocchi prima della consegna.
San Mauro Torinese gennaio 1998 presso la proprietà di Roberto Stola Villa La Vista le foto ricordo prima della consegna.
Fra il 2000 e il 2002 per ragioni di sicurezza lo Stato del Vaticano chiede alla Mercedes di immaginare una nuovo modello di Papamobile che sia possibile usare anche da in piedi ed avere la massima visibilità da parte dei fedeli.
Anche in questa occasione, vista l’ottima esperienza passata il direttore del Centro Stile Peter Pfeiffer insieme al dipartimento vetture speciali di Stoccarda affidano questo lavoro alla STOLA.
Sempre Monsignor Danzi e l’autista Piero Cicchetti daranno un valido contributo in particolare per tutte le questioni di ergonomia interna e accessibilità al veicolo tramite una sofisticata scaletta.
La progettazione e la modellazione vengono realizzate all’interno della STOLA  in Rivoli, e la costruzione dei prototipi alla SD di Nichelino.

Nichelino 2001 presso la SD Alfrdo Stola, Salvatore Diomante
e Gregorio Apuzzo

Alfredo Stola e Dalessio
Nichelino 2001 alcuni istanti prima della consegna della prima Papamobile a Mercedes Italia.
A. Stola posa per una foto ricordo.
I veicoli richiesti sono due gemelli,  la base di partenza le M Class tipo W 240 lo stile è di Peter Arcadipane è l’accordo é che tutti i materiali di sicurezza balistica saranno forniti da Mercedes.
Questa volta la verniciatura delle due Papamobili bianche verrà effettuata a  Beinasco presso Vercar abituale fornitore della STOLA.
Il motivo di questa scelta, é che sia  in SD che in STOLA spa  non è disponibile una cabina di verniciatura così alta.

Torino 2001 la foto ufficiale della Papamobile M Class W 240 realizzata prima dell'invio a Mercedes Italia.
L'anno seguente ne verra realizzato, sempre dalla Stola spa, un secondo esemplare gemello.
Chi utilizzerà per primo questi 3 veicoli costruiti in Italia é Papa Giovanni II, e tutte le consegne di questi omaggi avvengono in Vaticano in forma ufficiale con il presidente della Mercedes.
Gregorio Apuzzo, dirigente del reparto veicoli speciali Mercedes di produzione ( polizia, taxi ecc. ) è l’uomo che a Rivoli seguirà i lavori.
Il Santo Padre fu messo a conoscenza del lavoro fatto a Rivoli, e così attraverso Monsignor Danzi fece recapitare due libri da lui personalmente autografati a Roberto e Alfredo Stola.
Nella primavera del 2003 Alfredo Stola con sua moglie Maria Paola e il figlio Francesco sono invitati ad una toccante udienza a San Pietro al cospetto di Karol Wojtyla, e in quel momento l’assistente del Santo Padre gli ricordava che i signori Stola avevano collaborato per la Mercedes nella costruzione delle sue automobili.

Citta del Vaticano Aprile 2003 Alfredo, Francesco e
Maria Paola Stola presso il garage del Vaticano
con la Laundaulet e la Classe M Papamobile.

Citta del Vaticano 19 aprile 2003 Maria Paola, Francesco e Alfredo Stola in udienza
con Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro.
Queste 3 auto papali furono poi ancora usate da Papa Ratzinger Benedetto XVI, ed ora sono esposte nei musei vaticani nel salone dedicato alle auto e alle carrozze.
Città del Vaticano 2002 Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro.
Washington 16 aprile 2008 Papa Benedetto XVI in visita al presidente degli Stati Uniti d'America George W. Bush.
Un “capitolo nel capitolo” è il marchio Smart con cui la STOLA è già coinvolta nel 1996 per la costruzione di un modello di stile per una plancia portastrumenti  esposta al museo del Louvre in concomitanza con il Salone dell’Automobile di Parigi all’inizio di ottobre.
Fra il 1999 e il 2002 la Smart ormai di proprietà 100% Mercedes, presenta 4 Show Car la cui realizzazione é affidata alla STOLA.
Essi sono la “Roadster” nel 1999, la “Coupé” nel 2000, la “For Four Tridion” nel 2001 e la “Cross Blade” nel 2002 rispettivamente mostrate ai saloni dell’Automobile di Francoforte, Parigi, ancora Francoforte e Ginevra.
Il design dei primi due concept è sotto la direzione di Michael Mauer  e gli ultimi due di  Hartmut Sinkwitz, tutti sempre sotto la supervisione del direttore Peter Pfeiffer.

Foto ufficiale della Smar Roadster.

Francoforte settembre 1999 La Roadster nello stand Smart.

Foto ufficiale della Smart Coupè

Parigi ottobre 2000 La Coupè nello stand Smart.

Foto ufficiale della Smart Tridion 4

Francoforte Settembre 2001 La Tridion 4 nello stand Smart

Foto della cartella stampa della Crossblade.

1 marzo 2001 Ginevra. La Crossblade nello stand della Smart.
Questi quattro particolari Show Cars saranno realizzati dalla STOLA diversamente dal solito.
La modelleria  fra i tanti progetti Mercedes e quelli di altri clienti, non ha più spazio fisico all’interno della propria struttura, e per la prima volta chiederà per lavori così complessi la collaborazione alla società F.S.
Questa modelleria di  Rivoli ubicata in via Novara 29, di proprietà di Flavio Secoli  dista poche centinaia di metri dallo stabilimento degli Stola,  ed è un affidabile società  già  sua fornitrice da oltre vent’anni.

Flavio Secoli della F.S. nella modelleria di Rivoli.

Vittorio Della Rocca capofficina della Stola spa
Questi quattro Show Cars saranno costruiti con una squadra mista di uomini delle due modellerie,  con la supervisione del capo officina della STOLA spa Vittorio Della Lucio Giarolo dirigente tecnico del reparto prototipo.
Le sellature degli interni anche in questa occasione sono a cura della Salt dei Signori Gavina.
Le verniciature come per tutti i modelli e gli show car Mercedes  sono eseguite a Rivoli in STOLA al secondo piano del reparto finitura prototipi  in via Ferrero 9.

Michael Mauer

Hartmut Sinkwitz

Rivoli marzo 1999

Rivoli marzo 1999

Rivoli maggio 1999

Rivoli giugno 1999

Rivoli settembre 1999

Rivoli settembre 1999 Si riconoscono primo a sinistra
G. Grande e ultimo a destra F. Secoli.
Rivoli gennaio 2001. Le fasi di costruzione del modello tecnico della Smart Tridion che servirà per costruire il prototipo.

Rivoli aprile 2001 Vittorio Della Rocca

Rivoli aprile 2001

Rivoli aprile 2001

Rivoli agosto 2001 V. Della Rocca, G. Grande e M. Vay

Rivoli agosto 2001 G. Grande,

Rivoli agosto 2001 F. Secoli, X e Peralta

Rivoli agosto 2001 V. Della Rocca.

Rivoli agosto 2001 Sulla sinistra si riconoscono S. Sassu, G. Grande, F. Secoli e D. Secoli,
sulla destra si riconosce V. Della Rocca.

27 febbraio 2001 Rivoli la Smart Crossblade poche ore prima della partenza per il Salone di Ginevra.
Da sinistra Hummel, Alfredo Stola, Conrad Hummel, Flavio Secoli e Gioachino Grande.
A maggio del 1999 sempre dal Centro Stile Mercedes  un nuovo Show Car viene affidato alla STOLA spa.
Il suo nome è Vision SLA, e l’obiettivo della casa di Stoccarda e che sia presentato al Salone di Detroit i primi giorni di gennaio del 2000.
Murat Günak, responsabile del design della Vision SLA. Nel suo team di designer Ferdinand Greiner e Hatmunt Sinkwitz.
Murat Günak è il responsabile del design assistito da Ferdinand Greiner e Hatmunt Sinkwitz sotto la supervisione di Peter Pfeiffer e con questa ultima Vision si vuole immaginare una nuova piccola roadster della famiglia della Classe A.
Un design fuori dagli schemi Mercedes, e l’obiettivo è per la prima volta far immaginare un piccola vera auto sportiva, fatto unico per la casa tedesca fino a quel momento.
Gli interni questa volta sono più particolari che mai, infatti il reparto ricerca dei materiali diretto da Andreas Langenbeck in accordo con gli stilisti selezioneranno il cuoio al posto della classica pelle.

Rivoli settembre 1999.
Nel frontale come nelle  recenti SRL si possono vedere i tratti della seconda serie R171 della  Mercedes SLK che sarà poi messa in vendita nel  2004.
Il responsabile tecnico Mercedes è Gunter Holzel del dipartimento ricerca diretto da Kramer.
Anche questo prototipo verrà realizzato da Felice Chiara e il suo team con il coordinamento come sempre di Lucio Giarolo e Gioachino Grande.
Dicembre 1999 foto ufficiali della Vision SLA prima del trasporto verso il salone dell'automobile di Detroit.

Detroit 3 gennaio 2000, Alfredo Stola posa con la Vision SLA appena presentata.
È l’alba del secondo millennio, e quindi è un’occasione per festeggiare con la classica  magnum di prosecco Bellavista appositamente portata dall’Italia per brindare con i manager della Mercedes presso il loro stand.
Il tappo della bottiglia creerà grandi difficoltà, e ci proveranno un po’tutti ad aprirla, ma alla fine il brindisi si farà.

Detroit 3 gennaio G. Grande porta la bottiglia
all'interno del salone.

H. Leschke, G. Grande, Jooss, P. Pfeifer, M.Günak, Kramer.

G. Grande e G. Holzel.

M.Günak, Kramer, X e G. Grande.

H. Jooss, G. Holzer, X, P. Pfeiffer, M Gunak, Kramer,
A. Stola e H. Leschke.

X, P. Pfeiffer, M Gunak e Kramer.

P. Pfeiffer, X, M. Gunak, Kramer, G. Grande, A. Stola, K. H. Bauer e H. Leschke.

Detroit 4 gennaio 2002 Harald Leschke e Alfredo Stola nella seconda giornata stampa
del salone poco prima di fare ritorno in Europa
A gennaio del 2001 la Mercedes chiede di realizzare alla modelleria degli Stola un nuovo progetto: la Vision GST. ( Grand Sport Tourer )
Un progetto complesso e di grande responsabilità in quanto la casa di Stoccarda con questo nuovo concept vuole anticipare una nuova “Class”, un nuovo segmento di automobile che ancora non esiste: il “ Multi Purpose Vehicle”.
Un misto di monovolume, di suv con di una certa dinamicità sportiva il cui obiettivo e esplorare il gusto del pubblico per una ipotetica nuova tipologia di Mercedes.
Sotto la direzione di Peter Pfeiffer i designers direttamente coinvolti sono Gorden Wagener, Christopher Benjamin e Steve Mattin che seguiranno per un anno intero insieme agli uomini della Stola ogni fase del lavoro.

Gorden Wagener

Christopher Benjamin

Steve Mattin
L’appuntamento è presentare  Vision GST ai giornalisti e agli addetti ai lavori al Salone di Detroit la cui apertura è prevista il 6 gennaio 2002.
L’importanza strategica di questa presentazione,  e che la Mercedes in accordo con il governo degli Stati Uniti d’America  è stabilita l’iniziativa della costruzione del primo proprio stabilimento produttivo sul suolo statunitense precisamente a Vance nello stato dell’Alabama.
Questo Show Car per tutti i modellatori della STOLA spa e soprattutto per gli uomini della Mercedes sarà ricordato tutta la vita per la consegna più a rischio della loro carriera.

Rivoli gennaio 2001 Felice Chiara Capo del reparto show car della Stola spa.

Valter Domenino

Roberto Giachino

Fabio Sansalone

Nardiello e Peralta detti scintilla e fulmine

Beppe Comollo con un ingegnere albanese.
Le ultime 95 ore
dal 2 al 6 Gennaio 2002
Dal 2 gennaio fino la  sera del 5, oltre 45 fra  tecnici e manager della STOLA  e della Mercedes per circa 85 ore  lavoreranno ininterrottamente per completare il prototipo.
Del trasporto da via Ferrero 9 in Rivoli all’aeroporto  di Torino Caselle, e le conseguenti complesse operazioni di carico sull’areo cargo si occuperanno Alfredo Stola e Tiziano Novo insieme all’equipaggio di ponte dell’Ilyushin dalle ore 21.15 del 5 gennaio sino all’alba del giorno successivo.
Il 6 gennaio alle 08.00, l’equipaggio Azero di cabina di pilotaggio,  riposato dopo una notte di sonno iniziava la “check list” e 45 minuti dopo decollava per Detroit con a bordo il prezioso carico.

Rivoli 2 gennaio 2002. Al secondo piano del reparto prototipi viene allestito una specie di dormitorio
per permettere qualche ora di riposo ai lavoratori e a i manager.
2 gennaio Rivoli. Da sinistra Cubeddu, Mammone e Peralta.
3 gennaio 2002 Rivoli. A destra si riconosce G. Grande.
4 gennaio 2002 Rivoli. Nella foto di destra si riconosce accovaciati G. Simeone e A. Tesauro e inpiedi L. Rosetti.
4 gennaio 2002 Rivoli. Da sinistra Giarolo e Laura, Comollo di spalle con la camicia blu e alla sua destra C. Pastore.

Rivoli 5 gennaio 2002 ore 10.30. Il Team degli Stola ancora al lavoro.

Antonov An124 a Torino;
una storia troppo surreale
conosciuta solo da chi c'era...


5 gennaio 2002 Areoporto Torino Caselle ore 10.30,
Un primo aereo cargo russo è quasi pronto per il decollo verso gli Detroit.
E' un Antonov An-124 ed è il più grande aereo da trasporto del mondo.

Rivoli dicembre 2001 Murat Günak, Peter Pfeiffer, Franco Stola e Roberto Stola.

Rivoli 5 gennaio 2002 ore 21.00.
Pochi minuti prima dell'entrata in ascensore del prototipo Mercedes Vision Grand Sports Tourer.
Alfredo Stola al centro con tutto il Team della Stola s.p.a.
Il secondo a sinistra in piedi con la camicia azzurra è Tiziano Novo che accompagnerà Alfredo nelle operazioni di carico all'areoporto di Torino Caselle.

Rivoli 5 gennaio 2002 ore 21:40 Antonello Mulargia

Rivoli 5 gennaio 2002 ore 21:40 Christopher Benjamin

Rivoli 5 gennaio 2002 ore 21:40 Felice Chiara capo progetto della Stola per lo show car Vision GST
dopo 72 ore consecutive senza dormire. Riposerà tutta la notte in azienda per fare ritorno a casa il giorno dopo.

Rivoli via Ferrero 9 ore 21:45 il prototipo viene caricato sul container adibito al volo cargo,
destinazione areoporto Torino Caselle.

Rivoli via Ferrero 9 Il container sta per essere caricato sul camion con destinazione areoporto Torino Caselle.
Il prezioso carico arriverà all'areoporto alle 22:30 e ad aspettarlo ci sono Alfredo Stola e Tiziano Novo
che assisteranno al carico sul cargo che terminerà alle 05:30 del giorno successivo.
Grazie alla  forza di tutti, e soprattutto all’utilizzo  straordinario di un volo cargo dell’Azerbaijan Airline con un Ilyushin II 76 dedicato “per il solo” trasporto dello Show Car  a Detroit la presentazione avverrà in tempo come programmato.

Torino Caselle 6 gennaio 2002 ore 08:45 L'Ilyushin II-76 decolla per Detroit con nella stiva il "solo" prototipo della Mercedes Vision GST. La compagnia Cargo è dell'Azerbaijan Airline proveniente dal Congo via Londra.
7 gennaio Detroit. Salone dell'automobile. Da sinistra Peter Pfeiffer, Cristopher Benjamin, Stev Mattin e Gorden Wagener.

Detroit 7 gennaio 2002 ore 09:00 presntazione ufficiale alla stampa della Mercedes Vision GST.

Detroit 6 gennaio 2002 ore 09:00 presntazione ufficiale alla stampa della Mercedes Vision GST.
Per la prima volta nella storia degli Show Cars cars Mercedes, le foto ufficiali saranno fatte dopo la presentazione stampa al Salone di Detroit.
Per  cartella stampa dei giornalisti verranno selezionate delle immagini virtuali realizzate in grande fretta dai designers del centro stile di Sindelfingen.

24 Gennaio 2002 Leonberg Renè Staud realizza il servizio fotografico della Vision GST

Gli interni della Vision GST sono stati il vero problema di questo inusuale ritardo.
Per un errore di scala furono costruiti due volte.
L'11 ottobre 2002, dopo una malattia scoperta all’inizio del 1999 e combattuta fino all’ultimo anche lavorando, scompare Roberto Stola presidente e azionista al 50% della STOLA spa e delle aziende ad essa "direttamente" controllate. 
Roberto lavora e segue con passione per ben 8 anni il cliente Mercedes instaurando con i loro uomini un rapporto di lavoro fuori dal comune.
Una dedizione speciale perchè speciale è la Mercedes e la sua riconoscenza per la fiducia accordata alla STOLA s.p.a è cosa unica.
Il segno tangibile di questo rapporto è stato l’invio al funerale di una corona di fiori da parte del CEO Dieter Zetsche e la presenza di Harald Leschke

Rivoli marzo 2002. Roberto Stola

Rivoli 23 novembre 2002. La lettera spedita da Dieter Zetsche ad Alfredo Stola.
Nei primi mesi del 2003, visto il successo della Vision  GST presentata  a Detroit l’anno prima la Mercedes ordina alla STOLA la Vision GST seconda serie.
Vista ormai avviata l’iniziativa dello stabilimento produttivo in Alabama la Mercedes ha come obiettivo mostrare l’evoluzione più vicina possibile della Grand Sport Tourer che verrà poi chiamata R Class.
Vista la precedente esperienza,  la Mercedes richiederà la consegna dello Show Car a fine ottobre del 2003 a Sindelfingen.
I primi giorni di gennaio del 2004 sarà presentata al Salone di Detroit con le fotografie realizzate in anticipo più del solito...
Per la cronaca, nell’anno 2006, la produzione della R Class prenderà il via nel nuovissimo stabilimento americano di Vance, e fu anche l’ultimo Show Car seguito per la Mercedes direttamente dalla famiglia Stola.
Nell’aprile del 2004 Alfredo Stola nel proprio ufficio di Rivoli, personalmente con i Signori Harald Leschke dell’Advance Design Mercedes, Bernd Hoffmann CEO della Fulda storico produttore di pneumatici e Renè Staud, discutono  i termini di una fornitura per un  prototipo marciante su telaio motorizzato Maybach.
Il progetto è chiamato Excelero ed é finanziato della Fulda insieme a Renè Staud.
Gli accordi prevedono che il design sarà realizzato dalla scuola di design di Pforzheim sotto il controllo dell’Advanced Design Mercedes, e che il telaio meccanizzato e la relativa assistenza tecnica sia fornito dalla Mercedes.
La richiesta fondamentale in questo incontro è che il prototipo dovrà essere idoneo per essere testato alla pista di Nardò  alla velocità massima di 350 Km/h. L’obiettivo di Fulda è rievocare il suo passato di fornitore di pneumatici per  per la gloriosa Maybach del 1938 attraverso un prototipo sperimentale equipaggiato con pneumatici 315/25 ZR23 appositamente realizzati per il test.

Rivoli 22 Aprile 2004 Harald Leschke dirige i modellatori della Stola nella fase finale del modello di stile.
A maggio del 2004 il  “modello di stile” della Maybach Excelero è  in fase finale di lavorazione sotto la supervisione stilistica personale di Harald Leschke.
Villarbasse 13 maggio 2004 Alfredo Stola ospita a pranzo Harald Leschke e Renè Staud.
L'occasione è la delibera del modello di stile prima della verniciatura.
Alfredo Stola lascia la presidenza della STOLA spa il 26 luglio 2004 e di conseguenza non parteciperà in nessun modo alla costruzione del “prototipo marciante”.
Alfredo, Maria Paola e Francesco Stola  l’11 maggio 2005 senza più nessuna relazione con la STOLA s.p.a. sono inaspettatamente ospiti per personale invito di  Bernd Hoffman CEO della Fulda alla “premiere mondiale”.
Non aveva mai visitato Berlino e così questa città sarà da loro sempre ricordata per la Maybach Excelero.

Berlino 11 maggio 2005 Prima della presentazione Alfredo Stola incontra Jürgen Weissinger.

Berlino 11 maggio 2005 Alfredo Stola rivede Bernd Hoffman.
In questa emozionante occasione Alfredo rincontrerà i signori Harald Leschke, Jürgen Weissinger, Rene Staud e Bernd Hoffman.
Lo spettacolo organizzato dalla Fulda è degno di uno show di Las Vegas, e la qualità  del “prototipo marciante” realizzato  è straordinaria.

Nel 2005 dopo 63 anni il marchio Excelero riappare.

Berlino 11 maggio 2005. Bernd Hoffman presenta in premiere mondiale il prototipo marciante Maybach Excelero.
Per le automobili di “produzione”, la STOLA s.p.a. fra il 1995 e il 26 luglio 2004 per il Centro Stile Mercedes costruisce oltre cinquanta modelli di esterni “see trough”, “full”, “aerodinamici”, “in scala” e per “interni”.
Una straordinaria esperienza di lavoro, in cui il design è sempre fornito dai Centri Stile Mercedes con la direzione di Bruno Sacco, e dal 1999 in poi da Peter Pfeiffer.
È un’occasione di avere residenti presso la modelleria di Rivoli i designer provenienti dai loro vari centri stile in giro per il mondo.

Bruno Sacco

Peter Pfeiffer
I designer Mercedes e i modellatori Stola

Klaus Busse

Hartmunt Sinkwitz

Steffen Kohel

Peter Arcadipane

Gorden Wagener

Steve Mattin

Michael Mauer

Murat Gunak

Cristopher Benjamin
Sovente viene richiesto alla STOLA s.p.a. di costruire più modelli sempre un po’ diversi per la stessa “Class” di automobile.
Nel tempo, fra gli stilisti Mercedes e modellatori degli Stola, viene sviluppata costantemente un’affinità tecnica e di rapporti personali di grande pregio.
Velocità e qualità, unite alla sintonia fra le persone e alla facilità di inserire ogni possibile modifica di stile voluta dal cliente, rafforzano ogni anno la stima reciproca anche fra management di Sindelfingen e quello di Rivoli.

1996 Rivoli una foto ricordo con seduti a terra i tre designer Klaus Busse, Hartmunt Sinkwitz e Steffen Kohel
I modellatori della Stola si riconoscono Ardagna, Badino, A. Porzio, Samuelli, G. Federico, Domenino, Cena, Tassone, Sbeghen

Modellatori della Stola che hanno lavorato per Mercedes tra il 1994 e il 2004.

Ottobre 2000. Stazione ferroviaria di Alpignano. Il gruppo dei modellatori della Stola in un viaggio premio
al Salone di Parigi con l'occasione di vedere la Smart Coupè

Rivoli 1998. Alcuni modellatori della STOLA s.p.a. insieme al designer Mercedes Marcello Sordo durante lo sviluppo
del futuro medium-duty M2 106 della Freightliner. Si riconoscono Della Rocca, Marcello Sordo, Cogerino, x, y, w.
È difficile ricordare in dettaglio tutti i modelli di stile realizzati in nove anni per la produzione fra esterni e interni, ma molte delle “Class” Mercedes sono coinvolte.
È impossibile (e anche inutile) dire quali di questi modelli di stile costruiti a Rivoli sia poi andato veramente in produzione.
Il motivo è che una volta trasportati a Sindelfingen andavano in competizione con i molti altri modelli costruiti dai loro internamente.
Fra questi tanti lavori, in un settore più “Concept” che “Produzione” non si vogliono dimenticare 3 ricerche concettuali di cabine di camion per il Sud America, forse il primo interno al mondo completamente studiato e costruito per “Full Ambient Light”, una SLK mai svelata e il primo embrione di classe B.
     
1996 a Rivoli in Stola spa vengono realizzati in contemporanea sei diversi modelli di stile della Classe C SportCoupè W203
1996 a Rivoli in Stola s.p.a. di questa CL C 215 non si è costruito il modello di stile ma il master
verifica matematica incluse le matematiche di superfici realizzate con afianco lo stilista Mercedes.
 
1996 Rivoli in Stola s.p.a. vengono realizzate due proposte di modelli di stile della Classe SL R 230.

1997 Rivoli in Stola s.p.a. non viene costruito il modello della SLK R 170 in versione spider ma ben
sì una bellissima versione Shooting-Brake. Essa non andò mai in produzione.
Metà 1997 in Stola s.p.a. vengono realizzate due proposte di modelli di stile della Classe C station wagon W 203.
Fine 1997 in Stola s.p.a. vengono realizzate due proposte di modelli di stile del tipo Viano W 639.

Rivoli 1998 in Stola s.p.a. viene realizzato una proposta di modello di stile del futuro truck Freightliner  M2 106.
Lo stile  e del Mercedes Benz Design Center.
Rivoli 1999 in Stola s.p.a. vengono terminati due modelli di stile degli esterni e uno degli interni della Classe E W 211.
1999 in Stola s.p.a. vengono realizzate due proposte di modelli di stile del restayling della CLK W209

Rivoli 2000 in Stola s.p.a. viene realizzato un modello di stile molto "Concept" della B Class W 245 proprio
ad uso del Centro Stile Mercedes per realizzare le versioni per la produzione vera e propria.
 
Rivoli 2000 in Stola s.p.a. viene realizzato un modello di stile di esterni e di interni della Smart Roadster
finalizzato alla produzione.
 
Rivoli a giugno del 2000 viene realizzato un solo modello di stile per esterni della Classe S W221.
Qualche mese più tardi per il Centro Stile di Como venne realizzato un particolare concept
di interni studiato per un innovativa "Full Ambient Light"
Rivoli 2001 in Stola s.p.a. vengono realizzati tre modelli di stile della CLS C219. Prima due berline e poi una station wagon.
Il modello di stile della berlina prescelta fu utilizzato dalla Mercedes per costruirsi a Sindelfingen la CLS Vision
poi presentata al Salone di Francoforte nel 2003. L'idea concettuale della Shooting-Brake
fu poi ripresa molti anni dopo sulla serie successiva X218 presenta nel 2012 al Salone di Parigi.
   
Rivoli 2001 in Stola s.p.a. vengono realizzati in contemporanea quattro modelli di stile della Classe ML W164,
di cui uno con un passo ancora più lungo.
Nel mese di marzo del 2004, Alfredo Stola come tantissime altre volte è chiamato in Germania direttamente da Peter Pfeiffer e l’argomento è il futuro modello della Classe E W212.
Ci si accorda per produrre al più presto tre proposte di stile attraverso altrettanti modelli “See Through in Hard Material”.
Questi tre modelli per la produzione saranno terminati a fine giugno dello stesso anno, e saranno anche gli ultimi seguiti di persona da Alfredo prima di lasciare la presidenza della STOLA s.p.a.
Rivoli giugno 2004 in Stola s.p.a. vengono terminati due modelli di stile della Classe E W 212.

Dieci anni appassionanti e indimenticabili, fatti di importanti lavori realizzati con, e per persone straordinarie. 
Rimangono indelebili le conoscenze e le amicizie con grandi professionisti dell’automobile ricevuti nella modelleria di Rivoli o incontrati nelle sedi Mercedes del mondo durante lo sviluppo di oltre ottanta progetti fra show cars, concept e proposte di modelli di stile per produzione. 
Con l’occasione della storia dei “100 Anni di Lavoro della Famiglia Stola” è un piacere ricordare tutte queste persone.

Bruno Sacco, Harald Leschke, Peter Pfeiffer, Gorden Wagener, Steffen Khoel, Jürgen Weissinger, Peter Arcadipane, Klaus Busse, Hartmut Sinkwitz, Michael Mauer, Steve Mattin, Andrea Deufel, Gerhard Honer, Joseph Gallitzendorf, Sielaf, Mürat Gunak Franz Lecher, Jürgen Hubbert, Dieter Zetsche, Antony Lou, Hans Dieter Futchik, Karl Henz Bauer, Hans Jooss, Olivier Boulay, Arno Jambor, Andreas Langenbeck, Johann Tomforde, Gerhard Steinle, Jürgen Bollmann, Verena Close, Stefan Sielaff, Michele Paganetti, Benjamin Dimson, Christopher Rhoades, Rood. Michael Fink, Uwe Haller, Gunter Holzel, Thomas Hase, Antony Lo, Kramer e Mark Fetherson, Hainz Jurgen Neu, Roland Schowob, Gary Jary Jackson, Uwe Frederking, Gerhard Hauser, Norbert Braun, Hans Peter Jordan, Jurgen Benkwitz, Jens Martens, Frank Roth, Mark Porter, Andreas Fischer, Stephan Domin, Uwe Escher, Martin Hart, Rolf Kimmerle, Sven Lange, Gerd Seiderfaden, Thomas Wunderlik, Simone Graf, Hans Günter Möller, sono gli uomini della Mercedes, Smart e Maybach incontrati i questo tempo.
All’inizio del 1995 anche a seguito dei risultati della motocicletta e dalla sodfisfazione del designer Richard Kong, il Direttore del Centro Stile BMW Chris Bangle chiede a Roberto e Alfredo Stola di realizzare un modello di stile per la nuova Serie 3.
Bangle vuole far conoscere il metodo hard material a Monaco da Lui utilizzato in Fiat e compararlo con il loro classico clay model.
Richard Kong anche in questa occasione è il designer BMW che risiedera a Rivoli per due mesi a seguire il lavoro di modellazione di questa proposta.

Il designer della BMW Richard Kong.
Marzo 1995. Due rarissime fotografie del modello di stile della BMW serie 3 poco prima della partenza per monaco di Baviera.
Si possono riconoscere Bianco, Kong, Granata, X, Y, Giachino, Fridman, Giarolo e Calò

1995 In Stola s.p.a. viena realizzata un sola proposta per un see trough model in hard material il cui designer è Richard Kong.
La tradizione di collaborazione fra STOLA s.p.a e Saab è attiva più che mai e il Centro Stile di Trollethan attraverso il direttore Einar Hareide richiede la realizzazione di un modello see trough della nuova serie 9-5 sedan in versione S e Aero.
È la primavera del 1995, e un anno più tardi con le stesse modalità verrà richiesta la versione station wagon in versione base e Aero.
Questi saranno gli ultimi lavori per Saab, purtroppo una pesante crisi si sta affacciando sulla casa automobilistica svedese. I successivi modelli per lo più verranno realizzati presso la loro modelleria interna a Trollethan.

1995. Einar Hareide direttore Centro Stile Saab.

1996 Trollethan. Pereric Hoglund e Alfredo Stola.
Sullo sfondo il Centro Stile Saab.

Rivoli dicembre 1995 in Stola s.p.a. viene realizzato un modello di stile della Saab 9-5 Seedan nelle versioni S e Aero.
Per ragioni di costo i due paraurti e la minigonna laterale erano intercambiabili per le due versioni.

Rivoli settembre 1996 in Stola s.p.a. viene realizzato un modello di stile della Saab 9-5 Wagon nelle versioni S e Aero.
Per ragioni di costo i due paraurti e la minigonna laterale erano intercambiabili per le due versioni.

1996 La lettera di cngratulazione per la qualità del lavoro sul progetto 9-5 firmata dal direttore
della costruzione modelli Pereric Haglund.

Svezia, Trollethan, Stabilimento Saab settembre 1997. L'ingegner Alberto Sasso posa per una foto ricordo fra le
prime pre-produzione della 9-5 Sedan.
All’inizio dell’estate del 1995 un nuovo cliente richiede alla STOLA s.p.a. di realizzare due modelli See Through  in Hard  Material da presentarsi al prossimo Salone di Ginevra del 1996.
È la Rover, da poco tempo acquisita da BMW, la quale ha come obiettivo immaginare uno stile completamente innovativo e made in England della futura Mini.
Per questioni di strategie aziendali, la BMW decide di rimandare l'appuntamento a Ginevra prestabilito.
I due modelli a fine 1996 tornano a Rivoli per eseguire piccole modifiche e con l'occasione una riverniciatura.

Settembre 1995. La lettera di congratulazioni di David Saddungton capo del Centro Stile Gruppo Rover.
In quel momento si pensava che i due modelli sarebbero stati esposti a Ginevra 1996, in realtà ciò avvenne l'anno successivo.
A marzo 1997 al Salone di Ginevra verranno presentati in uno stand a marchio Mini i due concepts Spiritual e Spiritual Too, la prima a quattro porte e la seconda a due.
Un esperienza di lavoro molto importante grazie all’incontro con i responsabili dello stile della Rover i Signori Saddinngton, Upex e Voolley coinvolti con le due Mini.
Quando qualche anno  più avanti il gruppo Ford assorbirà la Land Rover per la STOLA s.p.a. si apriranno  inaspettatamente nuovi clienti come Ford America,  Lincoln, Mercury e Land Rover.
Questi nuovi clienti porteranno la conoscenza di designers e managers di grandi capacità  fra i quali J Mays, Gerry McGovern, Marek Reichman, Adriana Monk e il model project manager della Ford di Detroit Joe Bonacchi.
Per loro gli Stola consegneranno cinque  splendidi show cars fra il 1998 e 2003.
Febbraio 1997. Le foto ufficiali delle due Mini Spiritual e Spiritual Too.

Ginevra 1997. Lo stand della Mini con le due Spiritual.

Rivoli in Stola s.p.a. Novembre 1995 Alfredo Stola con la sua Dino 246 GTS posa insieme al maestro Aldo Brovarone
Concomitante con l’inizio delle vendite della  Fiat Barchetta, nell’autunno del 1995 Roberto e Alfredo Stola decidono di realizzare uno show car da essa derivata la cui nuova carrozzeria sarà marchiata con il logo della  STOLA.
Il design è dell’amico Aldo Brovarone, e l’obiettivo è di presentare questo prototipo per sessantaseiesima edizione del Salone dell’Automobile di Torino che aprirà il prossimo il 22 aprile 1996.

Torino novembre 1995. Aldo Brovarone presso la sua abitazione disegna i primi bozzetti della Fiat Stola Dedica.

Dicembre 1995. Uno dei primissimi disegni di Aldo Brovarone.

Dicembre 1995. Disegno definitivo di Aldo Brovarone.

Gennaio 1996. Matematica ricavata dal bozzetto.

Fine gennaio 1996. Aldo Brovarone al lavoro, e Roberto Stola prova per primo la seduta del prototipo.

Fine gennaio 1996 Aldo Brovarone con il classico camice bianco in stile Pinifarina.
Da sinistra i modellatori Tassone, Hbib e Samuelli.

Aldo Brovarone, Marco Goffi e Felice Chiara.

Rocco Tartaglia con la Ecol forma la lamiera del parafango e dopo averlo saldato fa una prima revisione.

Rocco Tartaglia posiziona il parafango posteriore.

Viene posizionato il nuovo motore Fiat 2000cc 5 cilindri.

Aprile 1996. La fase di verniciatura e immediatamente dopo il montaggio della meccanica e degli interni.

Rivoli 21 aprile 1996. Al mattinovengono scattate le foto ufficiali presso la Stola spa.

Torino 21 aprile 1996. Lo stand della Stola la sera prima dell'apertura ancora in fase di allestimento.
Torino 22 aprile 1996. Il primo giorno del salone. Fra i primi ad ammirare la Fiat Stola Dedica Fabrizio Giugiaro.
A riceverlo Aldo Brovarone e Roberto Stola.

La STOLA s.p.a  è la prima volta che realizza uno show car da presentare su un suo proprio stand e soprattutto con i due rombi ai lati della carrozzeria.
Il nome scelto  da Roberto Stola è Fiat Dedica, ed è appunto dedicata all’Ingegner Paolo Cantarella CEO di Fiat Auto per il suo grande impegno e passione nel progetto Barchetta.


Villarbasse 10 maggio 1996. Alfredo Stola percorre i primi chilometri con il prototipo Fiat Stola Dedica.

Villa d'Este maggio 2007. Aldo Brovarone posa con
suo nipote Cesare accanto alla Stola Dedica.
A maggio del 2007 la Stola Dedica è invitata al concorso di Eleganza di Villa d’Este nella categoria Show Car. Sicuramente tra i motivi principali di questa prestigiosa occasione è la presenza del suo designer Aldo Brovarone accompagnato dal nipote Cesare.

Villa d'Este maggio 2007. La Stola Dedica.
A ottobre del 1995, Erich Bitter contatta la STOLA s.p.a chiedendo la realizzazione di una serie limitata di automobili derivate dalla appena entrata in produzione Opel Omega.
Il primo obiettivo è un modello di stile in resina a porte apribili, da presentarsi al prossimo salone di Ginevra 1996.
Parallelamente vengono richiesti gli studi di fattibilità tecnici e il relativo master model.

Febbraio 1996 La Bitter Berlina viene esaminata da Erich Bitter e il suo tecnico Johansson insieme all'ing. Alberto Sasso.

Rivoli Febbraio 1996 Erich Bitter e il suo tecnico Johansson.
Questo modello chamato "Berlina" verrà si presentato al salone di Ginevra nello stand della Bitter ma subito dopo il progetto sarà stoppato senza più seguito.
In ogni modo, un esperienza tecnica interessante seguita in Stola particolarmente dall ingegner Alberto Sasso e Giuseppe Di Nunno.

Ginevra 1996. Erich Bitter posa con il suo modello Berlina nello stand Bitter.

La foto ufficiale della Bitter Berlina sicuramente fatta dopo il salone di Ginevra
All’inizio del 1996 la Fiat coinvolge la STOLA spa per realizzare uno Show Car da presentare al Salone di Parigi. Da subito il suo nome é Multipla in omaggio alla storica Fiat 600 del 1957.
Gli stilisti Roberto Giolito per gli esterni e Peter Jansen per gli interni coordinati dall’Ingegner Nevio Digiusto dirigeranno i matematizzatori e i modellatori della modelleria di Rivoli.
Un progetto innovativo, giovane e appassionante con la caratteristica unica per quel periodo di avere tre posti anteriori e altrettanti posteriori con un pavimento totalmente piatto.
Il successo riscontrato ad ottobre 1996 in occasione del salone é così evidente che l’Ingegner Paolo Cantarella da poco Amministratore Delegato di Fiat Holding decide in accordo con Roberto Testore, che la Multipla dovrà essere prodotta in serie al più presto possibile.

1996 Il designer Roberto Giolito.

1995 Il disegno della Multipla di Roberto Giolito.

Giugno 1996 Rivoli via Ferrero 9, la scocca in resina della Multipla in costruzione.

Luglio 1996 Rivoli. Le fasi di assemblaggio della plancia portastrumenti sullo show car Multipla.

Setttembre 1996 Rivoli La fotografia del modello in resina rivestito della plancia portastrumenti e dei sedili montato sullo show car della Multipla.

Settembre 1996 lo show car Fiat Multipla fotografato prima della npartenza per il salone di Parigi.
Settembre 1996 lo show car Fiat Multipla fotografato nel cortile del Centro Stile di via La Manta Torino.
Parigi 2 Ottobre 1996 è il Press Day e la Multipla viene presentata dall'Ingegner Paolo Cantarella ai giornalisti.

Parigi 2 Ottobre 1996 La Multipla in esposizione allo stand della Fiat.
A fine ottobre del 1996 al rientro dal salone dell’automobile di Parigi la STOLA spa viene coinvolta da subito per tutte le attività di modellazione di stile degli esterni, degli interni e del Master Verifica Matematiche per la Multipla da produzione.
Il successo dello Show Car appena presentato é cosi ben percepito che la casa automobilistica torinese pianifica di vendere i primi esemplari al più presto.

Settembre 1997 la Fiat Multipla di produzione.
   

Settembre 1997 Francoforte
Roberto Testore CEO Fiat Auto e Alfredo Stola.
Per raggiungere questi obiettivi di tempo così ambiziosi la Fiat adotterà una particolare tecnologia di telaio “Space Frame”, avanzate tecniche di stampaggio anche con l’utilizzo di estrusi in acciaio.
Sempre Roberto Giolito, Peter Jansen e Nevio Digiusto insieme ad altri loro collaboratori lavoreranno in STOLA spa insieme ai modellatori e ai matematizzatori per oltre un anno.
Nel gennaio 1998 inizia la vendita al pubblico essendo precedentemente stata presentata qualche mese prima al Salone di Francoforte 1997.
In parallelo allo Show Car Fiat Multipla, nel gennaio 1996, per lo stesso salone di Parigi, l’Alfa Romeo incarica la STOLA spa di realizzare un concept molto sportivo dal nome altamente evocativo; Nuvolari.
Lo stile é diretto da Walter de'Silva assistito da Wolfgang Egger i quali dirigeranno tra la primavera e l’estate i modellatori degli Stola a costruire un grande capolavoro di stile.

Fine 1994. Uno dei primi disegni di Walter de'Silva.

Fine 1994 i primi disegni dell'Alfa Romeo Nuvolari.

Walter de'Silva

Rivoli giugno 1996 a sinistra Vai, e F. Bonito

Rivoli giugno 1996 la scocca di resina in lavorazione.

Rivoli Luglio 1996 presso la depandance dello stabilimento STOLA s.p.a. in via Ivrea, l'Alfa Romeo organizza
una fotografia con le tute rosse aziendali con una squadra mista di modellatori Alfa Romeo e Stola.

Rivoli settembre 1996 parte del team Stola insieme ai designer Alfa Romeo.
Si riconoscono A. Stola, Laura, R. Stola, Castaldello, La Manna e Della Rocca.

Lorenzo Castaldello sta per terminare gli interni.

Gli interni dell'Alfa Romeo Nuvola.

Fine settembre 1996 la foto ufficiale dell'Alfa Romeo Nuvola prima di partire per il salone di Parigi.

Ottobre 1996 Parigi Salone dell'automobile: l'Alfa Romeo Nuvola nello stand Alfa Romeo.
 
Roberto Stola, indiscusso Alfista seguirà questo lavoro insieme ai modellatori con grande passione e energia.
Indimenticabile é la visita presso la modelleria di Rivoli dell’Ingegner Paolo Cantarella per visionare il prototipo prima della verniciatura. In quell’occasione ci informava che il nome da Nuvolari cambiava in Nuvola e che il colore da rosso sarebbe diventato azzurro.
Dalla metà degli anni 90 per soddisfare le  maggiori esigenze delle case automobilistiche che  devono ormai produrre in modo sempre più automatizzato,  i Cubing vengono richiesti solo più in alluminio.
Il cambiamento da resina ad alluminio diventa esigenza per la stabilità strutturale e la maggior precisione per il controllo degli elementi.
La Stola spa é molto preparata grazie alle nuove fresatrici a 5 assi per alluminio equipaggiate con i controlli numerici  più avanzati.
Luigi Gallina, Aniello Tornatore, Giorgio Braghin sono gli uomini dell’officina che attraverso la loro esperienza propongono, progettano  e realizzano cubing sempre più efficaci per i clienti.
Parallelamente alle più moderne fresatrici, nell’occasione del trasloco da Torino a Rivoli oltre ad installare due nuove macchine di collaudo Dea, tutte le altre vengono revisionate e sottoposte a processo di retrofit.

2000 Rivoli: una veduta generale del reparto Cubing in via Ferrero 9.

1996 Cubing Saab 95
Per la STOLA spa i cubing diventano una delle più importanti attività per l’officina, e le richieste di acquisto ormai arrivano da tutta le case automobilistiche d’ Europa.
Il modo di comunicare fra fornitori e clienti cambia completamente dal recente arrivo di “internet” e questo fa decidere agli Stola che il team tecnico deve essere supportato al piú presto da un manager commerciale.
La scelta é particolare, si cerca un giovane neo laureato “senza” esperienza lavorativa che parli almeno quattro lingue e che sia molto motivato e pronto a viaggiare sempre e ovunque.
Il ventiquattrenne appena laureato in scienze politiche Tiziano Novo viene assunto in prova a giugno del 1997 ed inserito in officina nel Team Cubing come coordinatore commerciale.
Il risultato é positivo sin dai primi mesi, integrandosi nel tessuto aziendale e mostrando anche un notevole interesse tecnico.
I clienti stabiliscono con l’officina degli Stola un contatto più diretto e così gli uomini di officina possono concentrarsi completamente su gli aspetti tecnici.

Tiziano Novo nel 1999.
Parallelamente attraverso decine e decine di viaggi in Europa, e in Asia questa nuova figura commerciale é decisiva per trovare nuovi e sempre più importanti clienti.
Il periodo di prova é solo più una formalità e finirà ad ottobre 1997 con l’assunzione definitiva.
1997 Cubing Seat Toledo
1999 Cubing Volkswagen Bora
1999 Cubing Alfa Romeo 147

2000 Cubing Seat Arosa
2001 Cubing Fiat Palio
2001 Cubing Fiat Stilo
2001 Cubing Volkswagen Polo
2001 Cubing Porsche Cayenne

Si riconoscono D. Franchino e M. Boscolo

Si riconoscono Ferro, D. Franchino, M. Boscolo e Braghin.
2001 Cubing Volkswagen Tuareg
I risultati dei settori Cubing e Master Verifica Matematica da un punto di vista commerciale è così soddisfacente che il Dott. Novo viene nominato dirigente nel 2001 a soli 29 anni affiancando il Dott. Carlo Biassoni in attività ancore più di responsabilità.
2002 Cubing Volkswagen Polo Sedan

Rivoli via Ferrero 9 29 Aprile 2002 Da sinistra Branislav Kollar, Tiziano Novo, Kirch Hoff e Luigi Gallina.
2002 Cubing Volkswagen Touran
2002 Cubing Volkswagen Polo

Rivoli 200x Cubing modello X
da sinistra G. Giacometti, X, A. Palmieri, G. Germanetto,
E. Recco, W. Boscolo,
Accovaciati A. Sollazzo, L. Cavanesi, E.Carmignato.


Rivoli 200x Cubing Modello X
da sinistra M. Boscolo, G.Giacometti, X, G.Germanetto, A.Sollazzo, E. Recco, W. Boscolo.

Rivoli 200x Cubing modello X
da sinistra G.Germanetto, A.Sollazzo, W. Boscolo

Rivoli 200x Cubing modello X
da sinistra W. Boscolo, A. Palmieri, S. Vair.

Si riconosce A. Siciliano

F. Bonito.
2003 Cubing Skoda Octavia
2003 Cubing Seat Altea
2003 Cubing Seat Altea
2003 Cubing Proton Gen 2
2003 Cubing Volkswagen Golf V
2003 Cubing Volkswagen Golf V

2003 Rivoli. Una foto ricordo degli specialisti Cubing Passuello, G. Bonito, Mondini e Siciliano.

A metà del 1996, per la STOLA s.p.a. è l’anno della Malesia, un mercato automobilistico emergente di grande interesse, dove Roberto Stola e l’Ingegner Alberto Sasso attraverso diversi viaggi stabiliranno importanti contatti con le due pricipali case automobilistiche: la Proton e la Perodua.
In particolare la Perodua viene introdotta attraverso la società Hawtal & Whiting, e il lavoro richiesto è il completo rifacimento della vettura Kancil da loro prodotta già da molti anni su licenza Dahiatsu.
Le attività da realizzare sono l’ingegneria completa, i master model, e una serie di prototipi, ma la cosa davvero nuova per la STOLA s.p.a. è che per la prima volta viene richiesto di proporre anche lo stile degli esterni e degli interni di un’automobile.
Questa novità fu presa molto sul serio, e la STOLA s.p.a. metterà in competizione per la miglior soluzione di stile Leonardo Fioravanti, Porsche Engineering Service e Marcello Gandini.
Una scelta di grande livello presa per fare fede allo slogan “No style design” condizione necessaria per continuare a costruire i modelli di stile per i più importanti centri stile del mondo.
I manager Malesi sceglieranno i disegni di Marcello Gandini.
L’ingegner Carlo Alecci entrato in azienda nel gennaio 1997 darà a questo progetto il suo contributo e per l’occasione il giovane Ingegner Andrea Giovennelli verrà assunto come capo progetto sotto la supervisione di Gottardo Bustreo.
Il lavoro purtroppo sarà stoppato alla fine del 1998 dalla Perodua per la terribile crisi finanziaria di tutti gli stati del sud est asiatico conosciute come le Tigri Asiatiche”, che determinò oltre a enormi perdite in borsa, una forte svalutazione delle monete locali rispetto a quelle europee e soprattutto il dollaro americano.
La percentuale di avanzamento al momento dello stop era al 70%, e con grande correttezza tutto il dovuto verrà pagato dalla Perodua.
In questa esperienza è giusto ricordare i molti giovani tecnici malesi residenti a Rivoli negli uffici della STOLA s.p.a. a supporto del progetto perfettamente integrati con i colleghi italiani.
Oltre le attivitá di lavoro si condivideranno il tempo libero inclusa la comune passione per il gioco del calcio.
Nello stabilimento della STOLA s.p.a. venne allestita una moschea per la preghiera visto che la maggioranza dei tecnici malesi era di fede mussulmana.
Nonostante questa interruzione, i rapporti con i Manager malesi rimangono ottimi a tal punto che nel 2000 viene ordinata alla STOLA s.p.a lo sviluppo completo di una plancia porta strumenti per il restayling della loro solita automobile in produzione la Kancil.
Anche in questo ultimo specifico lavoro l’Ingegner Sasso da consulente perchè ormai in pensione, farà parte della squadra insieme a Bruno Arienti.
In tutto questo periodo anche la Proton si rivela un ottimo cliente dove richiede con continuità la costruzione di alcuni master di montabilità per migliorare la sua qualità in produzione.
Roberto Stola fin dal primo viaggio crede fortemente in questo mercato malese e in particolare per Perodua seguirà il progetto con grandissima energia.
Con piacere si ricordano i nomi dei Manager di entrambe queste due case autimobilistiche:
Kamarulzaman Bin Daraus, Tengku Mahaled, Tony Chan Kok, Datuk Kisai Bin Rahmat, Kisay Ramat, Nor Hadi Daut, Ithar Othman, Alias Assan, Pauline Wooley, Sharifa Anfa, Kuwhata, Mustafa Kamal, Rosle Yaakub, Tajul Zahari, Abdul Wahab Bin Mohamed Kalid, Nor Hado Daud, Ithar Othman, Alias Abu Assan, Pauline Wooley, Shafira, Rosly e Kuwhata.

A dicembre del 1996, il Centro Stile Lancia affida alla STOLA s.p.a. la costruzione di alcune proposte di modelli di stile della futura tipo Lybra.
Sono richiesti i modelli di esterni e di interni nelle versioni berlina e station wagon che verranno realizzati come ormai sempre “see trough in hard material”.
La direzione dei lavori è affidata prima all’Ingegner Fumia ed in seguito Mike Robinson, che insieme al Chief Exterior e Interior Pietro Camardella e Flavio Manzoni con i Designer Marco Tencone, Alberto Dilillo, Massimo Gay, Andrea Bassi e Bertolusso dirigeranno i modellatori degli Stola nella sede esclusiva e dedicata di via Ivrea a Rivoli.

Settembre 1996 Mike Robison con il primo
disegno della Lancia Lybra.
Lavori intensi e appassionati, dove nascerà una particolare intesa fra i designer Lancia e i modellatori.
La soddisfazione di Roberto e Alfredo Stola di lavorare per Lancia, come sempre ha un sapore speciale.
Rivoli: fra il 1996 e il 1997 in STOLA s.p.a vengono realizzati una proposta di modello di stile per esterno
ed una di interno per la futura Lancia Lybra.
Rivoli: fra il 1997 e il 1998 in STOLA s.p.a. vengono realizzate due proposte per un modello di esterni
e una per un interno del vano bagagli per la futura Lancia Lybra S.W.
Nei primi giorni del 1997 la Toyota diventa cliente della modelleria di Rivoli attraverso due prototipi non funzionanti chiamati Funcargo e Funcoupè.
I lavori sono gestiti da Torino per la Toyota attraverso Tateo Uchida, Direttore della società Forum assistito da Osvaldo De Stefanis. Sono due interessanti Concept da cui presto la Toyota genererà per la produzione la fortunata serie Yaris.
In particolare la Funcargo vedrà qualche anno più tardi la luce con il nome Verso.

Francoforte settembre 1997. Alfredo Stola assieme a John Mc Leod designer di entrambe i prototipi.

Francoforte settembre 1997. Alfredo Stola posa
accanto alla Funcargo.

Le foto ufficiali delle Toyota Funcargo e Funcoupe realizzate a Torino.
Proprio per la versione Verso sempre attraverso Forum poco dopo la presentazione dei due concept al salone di Francoforte nel settembre del 1997 in STOLA s.p.a. verranno sviluppati un modello di esterni e uno di interni come proposte di stile per la produzione seguiti direttamente dal designer John Mc Leod sempre assistito da Torino attraverso la supervisione di Tateo Uchida della socità Forum.
In questa occasione si incontreranno Manager della Toyota, fra i quali Tadao Otsuki, Ryoji Okazaki, Fukuichi Tokuo, Morohoshi Kazuo e Misono Hideichi.
Rivoli 1997 In Stola s.p.a. vengono sviluppati un modello di stile degli esterni e uno degli interni per la Toyota Yaris Verso
di produzione, il designer è sempre John Mc Leod.
Nella primavera del 1997 attraverso il lavoro di rappresentanza di Mitsushi Yabe dell'ufficio Stola Giappone, direttamente con il Centro Stile Nissan la STOLA s.p.a realizza un see trough model in hard material per la tipo Cedric.
i designer coinvolti sono Masato inowe, Yamazaki, diretti dal General Manager del Design Division Noboru Wakabayashi.
Negli anni a venire, per altri progetti, si incontreranno molti Manager della Nissan fra i quali Shiro Nakamura, Hiroyuki Kameoka, Hiromi Ogawa, Toshimasa Moriwaki, Lesley Busby, Felipe Roo Clefas, Stephane Schwarz e Toshio Yamashita.

Rivoli aprile 1997. Terminata la giornata di lavoro il designer Masato Inoue intrattiene suonando la chitarra
una parte dei modellatori di stile della Stola s.p.a.

Rivoli 1997. In Stola s.p.a si realizza un see trough model in hard material per la Nissan tipo Cedric.

Giugno 1997 La lettera di congratulazioni di Masato Inoue per il lavoro svolto sul modello di stile della Nissan Cedric.
Nel luglio del 1997 attraverso il centro stile di Sitges in Spagna di proprietà VW, inizierà a Rivoli un complesso progetto per la realizzazione di uno Show Car da presentarsi al prossimo salone di Ginevra a marzo 1998.
È una Seat ed il suo nome è Bolero 330 BT, il direttore dello stile a Sitges é Erwing Himmel, e durante la costruzione del prototipo Walter de’Silva da poco nel gruppo VW verrà  in visita in STOLA s.p.a.
La Bolero è il primo concept Seat dopo l’acquisizione da parte della casa automobilistica di Wolfsburg, e la visita di  de’Silva a Rivoli è la prima non da direttore Alfa Romeo

Ginevra, marzo 1998. La Bolero 330 BT viene mostrata nello stand Seat.
Il 1999 per l'Ingegner Alberto Sasso è l'anno in cui arriverà il momento della pensione dopo 28 anni di lavoro con i signori Stola.
La famiglia decide quindi di prepararsi a quel momento anticipando l'assunzione nel 1997 dell'Ingegner Carlo Alecci per assicurare una buona transizione fra i due manager alla direzione della STOLA s.p.a.
Alecci è conosciuto da Roberto Stola da molti anni come un direttore del Gruppo Comau dove ha maturato esperienza nel settore stampi e robotica.

L'Ingegner Carlo Alecci.
In un giorno di marzo  del 1997 al piano direzionale in Rivoli, un momento di diverimento per Roberto Stola con gli storici Capi Officina Carlo Bordone e Sellan Sante ( entrambi ex pugili dilettanti ) assunti da suo padre Alfredo nel 1949 e nel 1955, ormai in pensione.
Nell'occasione spettatrici dell'incontro le storiche segretarie Cicci Sardi e Grazia Bolla in STOLA s.p.a. rispettivamente dal 1966 e dal 1969 ancora al lavoro.

Rivoli 1997. Al piano direzionale Grazia Bolla, Carlo Bordone e Cicci Sardi.

Rivoli 1997 Carlo Bordone, Sellan Sante e Roberto Stola.

Rivoli 1997. Un momento di divertimento di Roberto Stola che sfida in un incotro di pugilato simulato
gli ex storici Capi Officina Sellan Sante e Carlo Bordone.
l rilancio Salone dell’Automobile di Torino è una tale realtà che ancora una volta  Roberto e Alfredo decidono di partecipare all’edizione 1998.
A fine agosto del 1997 inizia un nuovo e più ambizioso progetto di Show Car il suo nome da subito è Stola Monotipo e il marchio è Abarth.
Un nuovo prototipo carrozzato STOLA disegnato dall’amico Aldo Brovarone ha fra le sue caratteristiche più evidenti le porte ad apertura verticale.

Torino settembre 1997 presso l'abitazione di Aldo Brovarone Alfredo Stola ammira le prime illustrazioni del maestro.
Ottobre 1997 le illustrazioni di Aldo Brovarone, realizzate presso la sua abitazione di Torino,
sono eseguite a pennello con colori a tempera.

Rivoli aprile 1998 Nel reparto prototipi della Stola s.p.a. Aldo Brovarone insieme a Giancarlo Perini giornalista di Car Styling.
La Monotipo vuole essere un esempio per i clienti sulle proprie capicità nell'utilizzo della fibra di carbonio formata in autoclave.
Questa nuova Abarth deriva ancora una volta dalla Fiat Barchetta, ed è un altro omaggio degli Stola verso la casa automobilistica torinese.
Parallelamente alla Monotipo, la STOLA costruisce il modello di stile Crab per la IED di Torino. L’obiettivo della scuola di design  è una presentazione al Salone dell’Automobile di Torino ad aprile 1998 all'interno stand Fiat. Lo stile è di Luca Borgogno, e tutto il progetto è finalizzato alla sua tesi di fine corso di car design.

Rivoli, Novembre 1997. L'architetto Ermanno Crissoni,
Alfredo Stola e l'Ingegner Carlo Fugazza.

Rivoli Febbraio 1998. Il modello della Crab quasi finito
presso il box di stile al secondo piano.

Rivoli, marzo 1998. Gli utimi ritocchi al modello prima della foto ufficiale.
Una storia interessante perché  la Fiat è lo sponsor e il lavoro viene  supervisionato dai Manager Luciano Bove, Carlo Fugazza e dal Direttore del Centro Stile Fiat Ermanno Cressoni.

Torino aprile 1998. Il modello Crab all'interno dello stand Fiat al Salone dell'Automobile di Torino.
Nell’autunno del 1997 il Centro Stile Honda Europa diretto da Yozaburo Yamashita e assistito da Martin Glotzbach la cui sede è in Germania, richiedono alla STOLA s.p.a di costruire due proposte di modelli di stile per esterni.
I modelli i questione si riferiscono alla futura settima generazione della tipo Civic vera e propria icona di questo marchio giapponese.
L’incontro con il Centro Stile Honda Europa, avviene dopo varie vistite nella città di  Offembach mirate ad illustrate i vantaggi delle metodologie di costruzione “modelli see trough in hard material” rispetto al tradizionale clay model.
Gennaio 1998 in Stola s.p.a. vengono terminati due differenti proposte di modelli di stile della futura
VII generazione della Honda Civic.
Il designe è diretto dal Centro Stile Honda Europa.
Un’esperienza molto positiva che continuerà negli anni a venire   per altre proposte di modelli di stile di produzione e anche per studi di advanced design per i tipi Accord, Jazz e per un’altra Civic.
La STOLA s.p.a. non lavorerà mai direttamente con il Centro Stile Honda in Giappone ma le visite dei loro maneger a Rivoli saranno non poche; tra loro Shigehiro Kashima, Masahito Nakano, Nomura Kaoru e Yozaburo Yamashita.
Um ricordo degno di nota è l’incontro con un indimenticabile pranzo organizzato da Mitsushi Yabe rappresentante della STOLA s.p.a. Giappone nei dintorni di Tokio con l’Ingegner Hirotoshi Honda fondatore della società Mugen al tempo leader nei motori di F1 e in genenerale nel motor sport.
All’inizio del 1998, la STOLA s.p.a viene coinvolta in un progetto chiavi in mano di grande responsabilità.
Viene richiesto lo sviluppo completo dell'Alfa Romeo 156 Sportwagon.
Per completo si intende il del modello di stile, l'ingegneria compresa dei calcoli strutturali, e vari prototipi per i test statici e dinamici.
Cosa assolutamente nuova l’assistenza presso lo stabilimento di Pomigliano d’Arco per i primi 6 mesi di produzione.
Roberto Stola, con grande energia per tutto il tempo del progetto darà il suo sostengno nei lavori alla sua prima linea direzionale composta da Carlo Alecci, Gottardo Bustreo e Carlo Biassoni.

2000 L'Alfa Romeo 156 Sportwagon entra in produzione presso lo stabilimento di Pomigliano d'Arco.
Gennaio 1998 I disegni della Lancia Thesis firmati da Mike Robison e Flavio Manzoni.
Nell’aprile del 1998, la Lancia presenta sul proprio stand al Salone dell’Automobile di Torino il Concept Lancia Dialogos; un capolavoro assoluto. Alla fine della primavera del 1998, il Centro Stile Lancia richiede alla STOLA s.p.a. di costruire un modello di stile di esterni see trough in hard material e di un interno sempre in hard material.
Il nome sarà Thesis, ed chiaro da subito che l’ispirazione è il concept Lancia Dialogos.
In questo caso già da subito è richiesto un intervento molto più complesso ed aricolato in termini di personale, spazi e tempo, con l’obiettivo di rendere i modelli di stile idonei in ogni minimo dettaglio per la produzione.

Maggio 1998 Mike Robison con Marco Tencone
e Flavio Manzoni
Il Direttore dello stile è Mike Robinson che insieme al Chief Exterior Marco Tencone e il Chief Interior Flavio Manzoni con i colleghi Giancarlo Concilio, Alberto Dilillo e Andrea Bassi lavoreranno insieme ai modellatori degli Stola per realizzare una delle piú straordinarie automobili Lancia.
Tra il 1998 e il 1999 la STOLA s.p.a. realizza per il Cento Stile Lancia il modello degli esterni della Lancia Thesis.
Tra il 1998 e il 1999 la STOLA s.p.a. realizza per il Centro Stile Lancia il nodello degli interni della Lancia Thesis.
Nell’aprile del 1998  il Centro Stile americano Ford di Deaborn, richiede alla STOLA s.p.a. di realizzare un concept dimostrativo per mostrare la tecnologia “Fuel Cell”.
L’obiettivo della Ford è di presentare questo Show Car denominato FC5, al prossimo salone di Francoforte a settembre 1998.
La loro recente acquisizione del marchio Land Rover è il motivo per cui la casa americana si rivolgerà direttamente a Torino per uno Show Car grazie alle buone referenze degli stilisti della Rover nei i progetti  Mini del 1997.
Il Project Manager Ford è Joe Bonacchi, che ricoprirà questo ruolo anche nei prossimi anni con altri tre prototipi con i marchi Lincoln e Mercury.

Rivoli 1998. Maria Paola Stola e Joe Bonacchi

Rivoli 1998. Franco Cerva, Joe Bonacchie e Lucio Giarolo.

La foto ufficiale della cartella stampa della Ford FC5 con la tecnologia "Fuel Cell" visibile per l'occasione.


Settembre 1998, al salone di Francoforte Alfredo Stola posa con la FC5 nello stand Ford.

Francoforte settembre 1998. Il team dei modellatori Stola che ha realizzato il lavoro.
A maggio del 1998, dopo la positiva esperienza con lo show car Bolero 330 BT, la Seat ritorna in STOLA s.p.a. con la richiesta di un nuovo concept da presentarsi al prossimo salone di Ginevra 1999.
Il suo nome è Formula, e i designer sono Julian Thomson e Tancredi Aguilar diretti da Erwin Himmel, e per precisione il lavoro è commisionato dal Design Center Europe del Gruppo VW di Sitges in Spagna.
La Formula è un prototipo altamente performante il cui motore posizionato centralmente sviluppa 240 CV con un peso complessivo di 900 Kg .
Il telaio è di alluminio e la carrozzeria e completamente in fibra di carbonio.

Julian Thomson designer del Design Center Europe VW

Tancredi Aguilar designer del Design Center Europe VW

Rivoli novembre 1998 F, Cerva e L. Giarolo.

Rivoli novembre 1998 X, S. Ardagna e Y

Rivoli novembre 1998 S. Ardagna....

Rivoli novembre 1998

Rivoli novembre 1998

Rivoli dicembre 1998 Inizia la verniciatura

Rivoli gennaio 1999 Da sinistra G. Gammichia...

Da sinistra L. Giarolo F. Chiara e T. Aguilar.

Da sinistra...

Da sinistra...

Roberto Stola

Da sinista G. Gammichia...
Torino febbraio 1999 Le foto ufficiali della Seat Formula prima del trasporto al salone di Ginevra.

Ginevra 1999. P. Arcadipane, G. Grande, G. Comollo,
S. Ardagna.

Ginevra 1999 Stefano Ardagna posa insieme a due
modelle della Seat.

Ginevra 10 marzo 1999. La Formula, esposta nello stand Seat.
A giugno del 1998 il Centro Stile Lancia commissiona alla STOLA s.p.a. due proposte di modelli di stile per la futura lancia Phedra: un esterno see trough in hard material e un interno, sempre in hard material.
Visto l’accordo di Fiat Auto con il Gruppo PSA, lo stesso Centro Stile Lancia chiederà di realizzare un proposta modello di stile sempre di esterni e interni agli stessi modellatori con il marchio Citroen per la futura C8.
Dam Abramson è il designer di PSA che lavorerà in team con i colleghi di Lancia.
Per le sinergie industriali, sempre nello stesso periodo e sempre in STOLA s.p.a.venne realizzata una proposta del marchio Fiat per un modello di esterni del tipo Ulisse.
Marco Tencone, Alberto Dilillo diretti da Mike Robinson sono fra gli uomini del Centro Stile Lancia / Fiat spesso presenti nella modelleria degli Stola a Rivoli.
Rivoli ottobre 1998 vengono terminate due proposte di modelli  per il Centro Stile Lancia
un esterno e un interno completo della tipo Phedra
Rivoli novembre 1998 in STOLA s.p.a. vengono realizzati due proposte di modelli per il Centro Stile Lancia
della futura Citroen C8; un esterno e una plancia porta strumenti.
Rivoli, dicembre 1998, in STOLA s.p.a. viene realizzato per il Centro Stile Fiat una proposta
di un modello per il futuro Fiat Ulisse.
Nell’estate del 1998, il Centro Stile Honda Europa, vista la soddisfacente esperienza precedente con le tipo Civic, richiede alla STOLA s.p.a. due proposte di modelli di stile per un esterno e un interno in hard material della tipo Accord VII generazione.
Rivoli settembre 1998: In Stola s.p.a. vengono realizzati due proposte di modelli di stile per esterni e interni per la futuraHonda Accord. Il design è realizzato e diretto dal Centro Stile Honda Europa.
A settembre del 1998 Alfredo Stola riceve una indimenticabile telefonata dal Direttore del Centro Stile Porsche Harm Lagay.
Con la massima urgenza è richiesta la costruzione di un modello di stile per il primo suv Porsche, e il fatto indimenticabile è che il lavoro sarà per Ferdinand Alexander Porsche.
Il modello realizzato a Torino è diretto dagli stilisti del “Porsche Design” di Zell am See.
A gennaio del 1999 ancora una telefonata di Harm Lagay chiede di fresare a Rivoli un modello per una seconda proposta.

Zell am See. 2010. Ferdinad Alexander Porsche
nel suoufficio in occasione del suo
settantacinquesimo compleanno.
Questo modello fresato verrà trasferito al “Porsche Design” a Zell am See per essere rifinito a mano da una squadra di modellatori della Stola su indicazioni degli stilisti del Professore.
Questi due progetti, poi denominati Cayenne, saranno seguiti in modo particolare da Alfredo Stola e Giochino Grande i quali faranno diverse trasferte nel piccolo paese austriaco.
In queste occasioni incontreranno più volte nel suo ufficio Ferdinand Alexander Porsche lasciando loro un ricordo di uomo gentile, appasionato e sinceramente semplice.
Motivo di soddisfazzione professionale della famiglia Stola, è che il Professor Porsche tenne sulla sua scrivania in mostra un modellino in scala della Stola GTS con i colori azzurro e arancione Gulf dal 2003 in poi per tutta la sua vita.

Rivoli settembre 1998. La Stola s.p.a. realizza un modello
di stile la "Porsche Designe" di Zell am See

Zell am See febbraio 1999. Una squadra di 5 uomini
della Stola s.p.a. modellerà un secondo modello di stile
presso il "Porsche Designe"
Per la cronaca i modelli di stile della Cayenne realizzati per il "Porsche Designe" non furono quelli andati in produzione.
A ottobre del 1998 la STOLA s.p.a inizia un interessante lavoro con il Centro Stile Isuzu. Il compito è costruire due modelli di stile see trough in hard material per la serie D Max in versione single cab e double cab ed un’interno.
Il cliente Isuzu è conquistato dagli Stola anche per i vecchi lavori dei tipi 117 e Piazza del 1966 e 1979 che sono per loro veri e propri progetti iconici.
Questi tre lavori saranno l’occasione d’incontro con staordinari uomini del design come Shiro Nakamura, Satomi Maruyama e Joel Piaskowski.
 
Rivoli 1998. In Stola s.p.a. vengono realizzati due modelli di stile per esterni (due porte e quattro porte)
e un modello d'interni della Isuzu D-Max.
A dicembre del 1998, un bel ritorno della Saab in STOLA s.p.a per richiedere la costruzione di  un see trough model della seconda generazione della tipo 9-3.
Il modello da realizzare è la versione berlina, e lo stile è di Einar Hareide, Direttore del Centro Stile Saab;  progetto è seguito da Pereric Haglund.
Rivoli dicembre 1998 In Stola s.p.a. si realizza un see trough models della Saab 9-3 seconda serie berlina.
A gennaio del 1999 il Centro Stile Mitsubishi europa, diretto da Akinori Nakanishi richiede alla STOLA s.p.a. di realizzare due proposte di modelli per esterni e uno per interni in Hard Material della futura serie Colt.
Questo primo lavoro per l'importante casa automobilistica giapponese è il risultato di vari incontri precedenti presso la loro sede in Germania nella cittadina di Trebur.
Incontri mirati a far conoscere i vantaggi ttecnici di costruzione modelli in Hard Material e soprattutto See Trought; i nostri interlocutori da subito sono Akinori Nakanishi e Gert Hildebrand.
Negli anni a venire dopo questa fortunata esperienza si costruiranno molti altri modelli e alcuni show cars.
In queste occasioni si conosceranno Osamu Tsuchiya, Hans J Storck, Satoru Tsujimoto, Abe Hiroyuki, Abe Taketoshi, Morel Thomas, Richard Plavetch, Yamada Shuji, Omer Halihodzic e si rincontreranno Peter Arcadipane e Olivier Boulay.
Rivoli gennaio 1999: In Stola s.p.a. vengono realizzati due modelli di stile della Mitsubishi Colt in versione 3 e 5 porte.
Lavoro eseguito direttamente per il centro stile giapponese il cui direttore globale è Olivier Boulay.

Rivoli ngennaio 1999: In Stola s.p.a. vene realizzat il modello di stile degli interni della Mitsubishi Colt.
Lavoro eseguito direttamente per il centro stile giapponese il cui direttore globale è Olivier Boulay.
Torino gennaio 1999 Le proposte di stile di Marcello Gandini di un nuovo trattore Case.
Ancora nel gennaio del 1999 l’Ingegner Claude Nahum vicino alla famiglia turca Koc in trattativa per l’acquisizione della americana Case chiede agli Stola una progetto completo dallo stile, all’ingnegneria e ai modelli per un nuovo trattore.
Lo stile viene commisionato a Marcello Gandini e parallelamente iniziano le macro fattibilità di ingegneria.
Le trattative sono intense, ma con l’evidenza che a maggio dello stesso anno sarà la New Holland ad acquistare la Case il progetto si fermerà.

Marcello Gandini
Memorabile in STOLA s.p.a. questa esperienza del trattore dove ci fu una delle più lunghe conference call fatte fra Torino e Ginevra da Tiziano Novo e Claude Nahum iniziata alla ore 10 del mattino e finita alla 4 del mattino del giorno dopo.
A marzo del 1999 il rappresentante della STOLA s.p.a. per il Giappone, Mitsushi Yabe procura la realizzazione di un modello di stile see trough in hard material per la seconda serie della Subaru Forester.
Per l’occasione, in ottica di comprendere al 100% le esigenze di un nuovo cliente, il responsabile Stola del reparto modelli di stile Stefano Ardagna incontrerà i designers presso il loro Centro Stile a Ota City in Giappone.
Fra le persone incontrate a Rivoli e a Ota City si ricordano Hiroyuki Baba e Rhor Emmanuel.

Rivoli 1999. La Stola s.p.a. realizza un modello di stile see trough in hard material della Subaru Forester seconda serie.
Ormai il Salone di Torino inizia a diventare con piacere una tappa quasi obbligata, un momento d’incontro e cordialità con tutti i clienti dei settori concept, master, cubing ingegneria e prototipi pre produzione.
L’appuntamento è ad aprile 2000, e questa volta gli Stola decidono di affidarsi a Marcello Gandini per la realizzazione di un modello porte apribili iniziando i lavori nell’autunno del 1999.
Il tema è di quelli importanti, rivedere la Lancia Strato’s trent’anni dopo la presentazione al Salone di Torino del 1970 disegnata dalla stessa mano.
Marcello Gandini ha carta bianca, e il team dei modellatori in quattro mesi realizzerà un formidabile modello apribile e scomponibile.
Per la cronaca all’inizio il modello denominato S81 ha il marchio Lancia sul frontale con l’immancabile scudo, ma pochi giorni prima della verniciatura i vertici della Fiat chiedono di non utilizzare il loro logo.Propongo di utilizzare lo stemma a rombo della STOLA spa, ma la famiglia chiede a Marcello Gandini di applicare il suo marchio stilizzato MG acronimo del suo nome.
Una scelta molto sofferta sia per gli Stola che per Gandini e per tutti i lavoratori coinvolti nel progetto.
Un aneddoto che vale la pena ricordare è che ad un certo punto per omaggiare Torino, Roberto Stola proponeva di applicare una grafica rappresentante la Mole Antonelliana simbolo della città.
Parallelamente ai lavori della S 81, vista la grande stima degli Stola per Marcello Gandini, ancora una volta gli viene richiesto una sua personale visione per un ipotetico nuovo camion Iveco.
I disegni vennero poi portati a luglio del 2000 in Fiat all’ingegner Paolo Cantarella nel suo ufficio del Lingotto, personalmente da Roberto Stola accompagnato da Alfredo.
Torino 27 giugno 2000. i disegni di Marcello Gandini nella sua visione di una nuova motrice Iveco.
L’arrivo dell’anno 2000 è immaginabile come ricco di aspettative tecnologiche per tutti, e in STOLA s.p.a. nel settore della progettazione dell’automobile s’inizia a scoprire il mondo delle sale vrtuale 3D.
La direzione tecnica nelle persone di Gottardo Bustreo, Gianfranco Morlacchi supportati da Carlo Biassoni spingono in particolare Roberto Stola a riflettere sull’importanza di avene una dedicata all’ingegneria.
Come nel 1981 con i primi sistemi cad cam e le fresature dei modelli a controllo numerico diciannove anni dopo si prospetta un’innovazione di pari livello.
L’esigenze delle case automobilistiche di accorciare sempre più il “time to market” di un nuovo modello, la volontà di ridurre il numero di prototipi in ottica di riduzione costi e migliorare in generale la qualità fanno di queste sale virtuali una risposta.
Gianfranco Morlacchi, intrapprenderà vari viaggi, talvolta accompagnato da Carlo Mantovani, in Italia, in Belgio e una speciale visita a Sindelfingen nel centro tecnico Mercedes.
Alla fine la scelta avverrà su un sistema Barco  BR-909 a retroproiezione steroscopica attiva  con uno schermo lungo 3 metri per un’altezza di 2 metri e mezzo.
Fine anno 2000. Nelle sedi della Stola s.p.a. di Rivoli (TO) e Cinisello Balsamo (MI) vengono installate
due sale virtuali 3D gemelle ad uso dei reparti progettazione e sviluppo superfici matematiche.

Gli Stola sono cosí convinti, che insieme all’ingegner Alecci decideranno di acquistare due sistemi per i centri tecnici di Rivoli e Cinisello Balsamo, i quali saranno attivi già a novembre dello stesso anno.
A Rivoli dove  esiste la divisione sviluppo superfici matematiche estetiche oltre la normale progettazione è necessario disporre di strumenti per aumentare la qualità di visualizzazione e di analisi delle forme.
A Cinisello Balsamo dove l’attività è prevalentemente dedicata allo sviluppo dei progetti di carrozzeria, finizioni e telaio è richiesta molta potenza di calcolo per gestire l’elevata mole di dati grafici necessarie per tecniche di analisi con “Digital Mockup”.
In entrambe le sedi, nelle due sale virtuali in questo simbolico anno 2000 i centri tecnici verranno rispettivamente attrezzati con strumenti come Silicon Graphics Octane Bi-Processore con a bordo software Opticore,  e Sun SunBlade Bi-Processore con software Catia 4D Navigator e Unigraphics Vis Mockup.
La STOLA s.p.a condividerà queste nuove tecnologie in particolare con i clienti Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Ferrari, Maserati e il gruppo Same.
Attraverso queste due sale virtuali, e i nuovi strumenti di analisi, i rapporti con i clienti diventano più attivi e dinamici, grazie alla condivisione simultanea delle soluzioni tecniche e le possibili migliorie da applicare in diretta.
Cambiano i modi di condurre i lavori e ancora di più le riunioni di avanzamento interne e con i clienti.
Layout vano motore, impianti carburante, climatizzazione, simulazione montaggi delle finizioni esterne e interne e della meccanica, verifica cinematismi sono solo alcune delle attività svolte in sinergia fra il Team della Stola, il cliente e i molti codesigners specialisti.

A gennaio del 2000, il centro stile Nissan Europa chiede agli Stola di realizzare un concept da presentare al prossimo salone di Parigi previsto ad ottobre dello stesso anno.
Il design è di Stephane Schwarz, sotto la direzione di Shiro Nakamura, e i lavoratori realizzeranno il modello di stile degli interni e degli esterni in via Ferrero 9 a Rivoli.
Per la costruzione del prototipo come per le Smart, gli Stola chiederanno la collaborazione a Flavio Secoli di poterlo costruire nel suo laboratorio di Rivoli in via Novara con una squadra mista di modellatori Secoli - Stola, sempre sotto la super visione di Vittorio Della Rocca.
Il nome dello Show Car è Fusion e da questo fortunato progetto deriveranno diverse auto di produzione Nissan.

Vittorio Della Rocca Capo Officina modellatori Stola s.p.a. e Flavio Secoli proprietario della F&S.

Rivoli giugno 2000 via Novara, Alfredo Stola con il team Nissan. X, A. Stola, S. Nakamura e S. Schwarz.

Anno 2000, il disegno originale della Nissan Fusion di Stephane Schwarz.
Rivoli via Novara luglio 2000. Presso il laboratorio F&S il team misto Stola-Secoli all'opera per la costruzione dello show car.
Si riconoscono i designer S. Schwarz e S. Nakamura.

Rivoli via Ferrero 9 settembre 2000. In Stol s.p.a. Lo show car Fusion al secondo piano del reparto prototipi
viene assemblato prima della verniciatura che avverrà sempre nello stesso reparto.
Torino fine settembre 2000 le foto ufficiali della Fusion prima del trasporto al salone di Parigi.

Parigi ottobre 2000. La Fusion in mostra nello stand Nissan.

Anno 2000, i disegni della Lancia Ypsilon.
Tra gennaio e giugno dell’anno 2000 il Centro Stile Lancia incarica la STOLA s.p.a. di realizzare due proposte di modelli di stile per la futura tipo Ypsilon.
Un esterno see trough model in hard material, e un interno sempre in hard material. Mike Robinson è il Direttore, e i designer convolti sono Alberto Dilillo, Marco Tencone, Luciano Speranza, Giuseppe Bertolusso, Giancarlo Concilio, Adriano Piovano e Hernan Carambopolos.
Quando gli Stola vedono le matematiche delle suoerfici capiscono subito che l’ispirazione dello stile arriva dal capolavoro della Lancia Aprilia, il cui modello di abitabilità fu sviluppato nel 1934 nel laboratorio Alfredo Stola di via Issiglio 38 a Torino.

Febbraio 2000, parte del Team Lancia spesso
presente a Rivoli in Stola s.p.a.
Maurizio Tocco, Giancarlo Concilio, Diego Vergnano, Adriano Piovano, Giovanni Ribotta,
Serena Chionetti, Andrea Bassi, Stefano Bertolo,
Massimo Gay, Marco Tencone eRoberto Corangio.
Per questa ragione mettono a disposizione una vera Lancia Aprilia in mostra nel box di lavoro per tutto il tempo dello sviluppo dei due modelli di stile.
Rivoli maggio 2000. La STOLA s.p.a. per il Centro Stile Lancia realizza una proposta di modello per esterni.
Rivoli maggio 2000. La STOLA s.p.a. per il Centro Stile Lancia realizza una proposta di modello per interni.
La STOLA s.p.a. già fornitore di modelli per il Centro Stile Honda Germania e Giappone fa si che nell’aprile del 2000 nasca un inconsueto lavoro per il settore due ruote con il Centro Ricerca Sviluppo Honda di Roma.
Il lavoro è complesso, in pratica da un modello di stile in clay fornito dal Centro Stile di Roma ci si aspetta un prototipo funzionante con attrezzature prototipali particolarmente avanzate.

Rivoli Aprile 200 A. Stola e Nobuyuki Ishihara si
stringono la mano dopo la firma del contratto.

Rivoli Aprile 2000 Appena firmati i contratti in una foto ricordo. Da sinistra Tiziano Novo Tomoyuki Okura, Nobuyuki Ishihara, Alfredo Stola, Bruno Arienti, Carlo Mantovani e Gioachino Grande.
Il centro di ricerca laziale oltre il modello di stile fornisce lo scooter Honda SH di produzione attuale, per permettere ai tecnici degli Stola di fare tutte le modifiche necessarie.
La Honda vuole per questo progetto chiavi in mano un team completo e dedicato e quindi Tiziano Novo, Carlo Mantovani, Felice Chiara, Bruno Arienti, e Giochino Grande gestiranno il progetto il cui termine è previsto a dicembre 2000.
Gli uomini della Honda con cui quelli della Stola si interfacceranno sono Nobuyuki Ishihara Direttore del Centro R&D Europa e i suoi assistenti Tomoyuki Okura, Ken Yamaguci, Yutaka Kawasaki, Gian Varlo Giliberti Calderon, e Angelo Coletta.
Rilievi, ingegneria, costruzione modelli, stampi e particolari e assemblaggio con l’obiettivo finale del prototipo è il lavoro da realizzare.
Questo progetto in modo simultaneo sarà sempre verificato dai tecnici dello stabilimento di produzione italiano di Atessa
Nel maggio del 2000, il Centro Stile Alfa Romeo diretto da Walter De Silva incarica la STOLA s.p.a. di realizzare i modelli di stile delle 156 GTA nelle versioni berlina e sportwagon.
Un lavoro abbastanza complesso in quanto i pezzi nuovi oltre ai paraurti e le minigonne laterali erano parafanghi anteriori e posteriori ovviamente allargati.

Rivoli maggio 2000 In Stola s.p.a. si costruisce un modello di stile dell'Alfa Romeo 156 GTA nella versione berlina.
Lo stile è del Centro Stile di Arese diretto da Walter De Silva.

Rivoli giugno 2000 In Stola s.p.a. si costruisce un modello di stile dell'Alfa Romeo 156 GTA nella versione berlina.
Lo stile è del Centro Stile di Arese diretto da Walter De Silva.
L’esperienza di lavoro con Porsche Design a Zell am See direttamente per   Ferdinand Alexander Porsche nel progetto Cayenne, fra il 1999 e 2000, fa nascere il desiderio agli  Stola di realizzare un giorno un prototipo su base Porsche.
A inizio estate del 2000 arriva l’invito del Dottor Bruno Alfieri editore di Automobilia, a partecipare presso la Triennale di Milano all'esposizione "L'Automobile più bella del mondo", troppo prestigioso per non accoglierlo.
Alfredo e Roberto Stola decidono di iniziare subito la costruzione di un prototipo su base Porsche Boxter tipo 986 da presentare a Milano, a marzo del 2001, col nome S82 Spyder.
 
Ottobre 2000 I disegni di Aldo Brovarone.

A. Stola, F. Secoli e G. Grande.

V. Mammone e Trosa

A.Stola, F. Secoli, D. Secoli e Trosa.

Trosa e V. Mammone.

Trosa
Febbraio 2001 Foto ufficiali della S82 Spyder in studio realizzata da Massimo Perini assistito da Teresio Demaria.

Marzo 2001, X, Maria Paola Stola, Roberto Stola e Fabrizio Giugiaro.
Milano marzo 2001. L'ingresso dell'esposizione presso la Triennale.
Dietro la S82 Spyder Fulvio Cinti, Alfredo Stola e Aldo Brovarone.
Milano marzo 2001. Desiderio di Bruno Alfieri è avere anche la Stola Abarth Monotipo.
In posa Alfredo e l'ing. Alberto Sasso.

Milano marzo 2001. All'interno della Triennale l'ing. Bruno Sacco, Alfredo Stola e Aldo Brovarone.
Montecarlo settembre 2001. Il servizio fotografico per il magazine Auto Motor und Sport a cura del giornalista Eckhard Eybl.
Nel luglio del 2000 una seconda volta la STOLA s.p.a. viene contattata dal centro stile Ford di Deaborn da Joe Bonacchi affiancato dall’ufficio acquisti.
Il lavoro che viene prospettato è complesso ed  impegnativo, si tratta di realizzare un prototipo marciante  per il lussuoso marchio Lincoln i cui modelli di stile in clay saranno forniti dalla Ghia di Torino.
Questo progetto è l’occasione  per conoscere due importanti direttori del gruppo Ford: J Mays e Gerry Mcgovern e molti altri bravissimi designer fra i quali  Adriana Monk, Marek Reichman e Per Selvag.
Giugno 2000 i primi disegni della Lincoln di Marek Reichman e Adriana Monk.

Rivoli settembre 2000 Gerry Mcgovern e Per Selvag.
Nel frattempo che la Ghia realizza i modelli di stile, da Detroit viene spedita una Lincoln Town di produzione cosicchè il Team di Felice Chiara può iniziare le macro fattibilità per il taglio dell’automobile.
A settembre arrivano dalla Ghia i raffinatissimi clay models degli esterni e degli interni il cui design e opera di Reichman e Monk, e cosí alla Stola inizieranno i lavori finalizzati alla costruzione del  prototipo.
L’obiettivo è il salone internazionale dell’automobile di New York che verà aperto alla stampa il 10 aprile 2001 ed il nome prescelto per questo concept della Lincoln è Mercury MK9.
Bill Ford A.D. di Ford ha gia esteso un invito a 500 giornalisti per 9 aprile  per una cena al Waldorf Astoria con presente la MK9.

Rivoli ottobre 2000 Adriana Monk
e Marek Reichman.

Rivoli ottobre 2000 Felice Chiara

Rivoli ottobre 2000 Felice Chiara e Giuseppe Gammicchia.

Rivoli ottobre 2000 A. Mulargia, A. Spitaleri, F, Cerva, F. Chiara e G. Simeone.

Rivoli ottobre 2000 B. Comollo, L. Giarolo e Mulargia.

Rivoli ottobre 2001. A. Mulargia R. Tartaglia, A. Bonetto, G. Simeone, B. Comollo e F. Sansalone

Rivoli Ottobre 2000 B. Comollo e Adriana Monk.

Rivoli novembre 2000 Maria Paola Stola e Joe Bonacchi.

Rivoli novembre 2000 Gerry Mcgovern
e Joe Bonacchi.
Inaspettatamente a fine settembre la Ford nella persona di J Mays  richiede un appuntamento a Rivoli con i signori Stola e non viene loro comunicato l’argomento.
L’incontro con il Direttore Ford, avviene nella sala verde del piano direzionale della Stola s.p.a. il quale comunica la decisione di chiudere lo storico centro stile Ghia di Torino, e la richiesta è di assumere 8 dei loro uomini del reparto modelli - prototipi.

J. Mays Direttore globale dei Centri Stile degli otto
marchi del gruppo Ford nell'anno 2000
Il lavoro in quel periodo non manca ( il  fatidico 11 settembre arriverà fra 10 mesi ) ma per ancora più convincere Roberto e Alfredo Stola, Mays è pronto con un corposo programma di lavori per la modelleria di Rivoli.

Rivoli novembre 2000 Giuseppe Gammicchia.

Rivoli novembre 2000 M. Vai, L. Rossetti, F. Chiara e L. Curbis.

Rivoli gennaio 2001 Di schiena Beppe Comollo e Pasqualino Procopio.

Rivoli marzo 2001 Lucio Giarolo e Alfredo Stola.

Rivoli marzo 2001 Claudio Nardiello.

Gerry Mcgovern scherza con Alfredo Stola.

Rivoli marzo 2001 si riconoscono A. Spitaleri, Mammone, L. Giarolo, J. Bonacchi, G. McGovern e L. Curbis.

Rivoli marzo 2001 F. Cerva e F. Chiara.

Rivoli marzo 2001 D'Alessio e G. Grande.
In questo incontro, Sapino A.D. di Ghia esprime che in questa non facile situazione sarebbe felice sapere che i suoi migliori uomini possano continuare a lavorare alla   STOLA s.p.a. 
La decisione positiva di Roberto Stola è suggellata con strette di mano ed in seguito tutte le promesse di J Mays saranno rispettate e il personale Ghia si dimostrerà di grande capacità.
La modelleria di Rivoli si arrichirà di Bettino Vinci, Emilio Serra Emilio Zanoni, Gianfranco Roberi, Francesco Acquaviva ed in particolare Sergio Prodan e Giovanni Longo.
Il primo da subito diventa vice di Lucio Giarolo dirigente del reparto modelli di stile e show cars, e il secondo nel 2003 rileverà la posizione di Felice Chiara capo tecnico show cars appena andato in pensione.
Prodan e Longo in queste posizioni di respondabilità si inseriranno da subito in modo molto positivo sia con i loro colleghi che con i clienti.

Rivoli fine settembre 2000. Sergio Prodan con la maglia bianca, si inserisce nel team degli Stola. Da sinistra Lucio Giarolo, Gioachino Grande, Sergio Prodan e Franco Cerva alla macchinetta del caffè al primo piano "modelli di stile e show car".
Torino aprile 2001 Foto ufficiali della Lincoln MK9 prima di partire per New York.
La consegna nella data prestabilita della MK9 non fu cosa facile da rispettare, si perse il primo cargo prenotato e il secondo arrivò a New York solo 10 ore prima della cena offerta da  Bill Ford per i 500 giornalisti.
Questo fu possibile grazie alla comprensione di Alitalia  che  appositamente rimandava di  12 ore il decollo.
Per essere sicuri che tutto fosse sotto controllo, gli Stola chiesero a Gioachino Grande, e Beppe Comollo di volare immediatamente a New York per assistere ogni fase di transito del prototipo dalla dogana del cargo center dell’areoporto Kennedy,  al trasporto  e al posizionamento nella sala banchetti dell’ hotel Waldorf Astoria.
Anche Joe  Bonacchi della Ford fece squadra con Grande e Comollo già durante il volo per gli Stati Uniti.

Malpensa 7 aprile 2001 L'MD11 cargo Alitalia 30 minuti prima del decollo.

New York L'hotel Waldorf Astoria in Park Avenue.

Bill Ford
New York aprile 2001 La MK9 esposta nello stand Lincoln.

4 giugno 2001 Un apprezzatissima lettera di congratulazioni alla Stola s.p.a a doppia firma
di J. Mays e Gerry McGovern, tra i vertici del design del gruppo Ford.
Conseguenza dell’accordo con Ghia - Ford, e STOLA s.p.a. già dallo stesso mese di settembre 2000 viene coinvolta con lavori continuativi senza un attimo di pausa con il Centro Stile Ford di Colonia.
I nostri riferimenti europei sono il Direttore Martin Smith e il suo Assistente Claudio Messale, che insieme a molti designer fra i quali Paul Gibson, Murat Gueker, John Mc Cleod, Andrea Di Buduo, e Nicho Tonello passeranno molto tempo con i modellatori degli Stola a Rivoli.
Fino all’inizio del 2004 vengono realizzate molte proposte di modelli di stile see trough model in hard material, ad iniziare dalla tipo C Max, Focus seconda serie, Galaxy, S Max e Mondeo terza generazione.
Un periodo davvero molto intenso alla STOLA s.p.a. quello con il Centro Stile di Merkenich che tra l’altro corrisponde alla loro nuova filosofia chamata Kinetic Design.
Durante la costruzione di tutti questi modelli e un piacere ricordare le visite di molti personaggi del mondo Ford a Rivoli come Christopher Bird, John Manning, Nikolaus Vidakovic, Terry Walkind e Wilson Alaistar.
Rivoli Novembre 2000. La STOLA s.p.a realizza una proposta di modello della tipo C MAX per il Centro Stile Ford.
Per ragioni di spazi di lavoro questo modello fu realizzato dal fornitore Vercar di Beinasco
da una squadra mista di modellatori STOLA e Vercar.
Rivoli marzo 2001. La STOLA s.p.a. realizza due proposte di modelli della futura Focus
seconda generazione per il Centro Stile Ford.
Rivoli luglio 2001. La STOLA s.p.a. realizza una proposta di modello della futura
Focus Station Wagon seconda serie per il Centro Stile Ford.
Rivoli marzo 2002. La STOLA s.p.a. realizza una proposte di modello di interni della tipo Galaxy per il Centro Stile Ford.
Rivoli  novembre  2002. La STOLA s.p.a. realizza una  proposte di modello  per esterni 
della tipo S MAX per il Centro Stile Ford.
Rivoli dicembre 2003. La STOLA s.p.a. realizza due proposte di modelli per esterni della
tipo Mondeo terza generazione per il Centro Stile Ford.
Nell’ottobre del 2000 il centro stile Nissan Europa incarica la STOLA s.p.a. di realizzare un prototipo di fuoristrada. Un progetto ambizioso, dalla misure importanti che vuole comunicare una nuova tendenza nel design dei propri veicoli off’road di produzione.
Sotto la direzione di Shiro Nakamura il designer Christopher Raitz, residente per tutto il periodo a Rivoli, insieme ai modellatori degli Stola sarà il riferimento per questo concept.
Estate del 2000. Ecco i primi disegni di stile del Nissan Crossbow degli esterni e degli interni.
In genere quasi tutti i prototipi richiesti alla modelleria di Rivoli sono funzionanti, ma il Crossbow il cui telaio deriva dal Patrol dovrà essere performante su terreni difficili più del solito.
Le finiture esterne e soprattutto quelle interne sono più impegnativa del solito visto il grande utilizzo di alluminio fresato e poi lucidato a mano.

Rivoli aprile 2001. La scocca della Crossbow in costruzione. A sinistra si riconoscono Massano e Scursatone.

Rivoli aprile 2001. G. Comollo e L. Giarolo.

Rivoli aprile 2001. M. Di Maria e C. Raiz.
Maggio 2001, il prototipo è spinto verso il reparto verniciatura. Da sinistra si riconoscono..... Nel reparto verniciatura si riconoscono Davide, Marcello, Peppino Maurizio e Andrea.

Rivoli giugno 2001 G. Sutherland e C. Raiz.

Rivoli giugno 2001. G. Comollo alle prese con il motore.

Rivoli, un momento di relax alla macchinetta del caffè. da sinistra si riconoscono X, Y,Z e W. Nella foto a destra Jo Cavagucia dipendente della Stola s.p.a. di nazionalità giapponese a supporto dei clienti asiatici.
Rivoli luglio 2001. Fasi finali del montaggio della Crossbow. Da sinistra si riconoscono.....

Rivoli 2001. Sergio Prodan e Lucio Giarolo.

Rivoli 2001. Alfredo Stola e Felice Chiara.

Agosto 2001. Il prototipo è quasi finito. Si riconoscono Alfredo Stola


Agosto 2001. Il team esausto si riposa, Il prototipo è finalmente completato.
Da sinistra C. Mantovani, B. Gammicchia, M. Di Maria, B. Comollo, Spitaleri e Benedetto.

Un indimenticabile servizio fotografico verrà commissionato alla STOLA s.p.a sulle montagne sopra Ceresole Reale al valico del colle Nivolet a 2641 m.s.l. situato nel parco nazionale del Gran Paradiso.

Agosto 2001 Il modello è in partenza per il servizio fotografico, di fronte all'ascensore si riconoscono.....
E' Dalessio a trasportare al Nivolet il prototipo Nissan Crossbow.

Valico del Nivolet. C. Raiz e A. Stola.

Valico del Nivolet. B. Comollo e A. Stola.

Valico del Nivolet. Una delle prime foto ufficiali eseguite in ambiente naturale.
Valico del Nivolet agosto 2001. Le foto ufficiali del prototipo Nissan Crossbow.
L’obiettivo di presentazione è il salone dell’automobile di Francoforte che aprirà i battenti i primi giorni di settembre 2001.
Francoforte 11 settembre 2001 Ecco il prototipo Crossbow nello stand della Nissan.
A dicembre del 2000 la Nissan richiede la costruzione di un concept per il prossimo salone di Tokio il cui nome da subito è Kino.
Un prototipo molto innovativo immaginato a trazione elettrica con un sistema di movimentazione sedili e plancia molto complesso.
Anche le porte posteriori ad apertura elettrica a pantografo non sono da meno, infatti il Centro Stile Nissan impone che non ci sia la classica guida di scorrimento orizzontale esterna.
L’utilizzo di materiali naturali nell’abitacolo sono il tratto di grande distinguo rispetto la concorrenza del tempo; indimenticabile è la plancia portastrumenti in sughero di Sardegna...

Stephane Schwarz
Shiro Nakamura insieme a Schwarz e Takano dirigono i lavori che ancora una volta sono realizzati alla F&S per troppo carico di lavoro, con una squadra mista di modellatori della STOLA s.p.a. e di quelli di Flavio Secoli coordinati come al solito da Vittorio Della Rocca.

Dicembre 2000 Il primo disegno di stile della Nissan Kino.

Rivoli marzo 2001 Alfredo Stola, Takano, Carlo Alecci e Roberto Stola.

Rivoli 2001 Takano e Stephan Schwarz

rivoli 2001 Vittorio Della Rocca e Flavio Secoli

Rivoli aprile 2001 Vittorio Della Rocca e Carlo Cavaglià

Rivoli 2001 Da sinistra si riconoscono Luca Pasqual, Marco Vai, Francesco Gentile.

Rivoli settembre 2001 Si riconoscono Mario Stocco, Vittorio Della Rocca, Roberto Ricci, Sokol, Vincenzo, Ricci,
Nardiello, Paolo Corace e Stephan Schwarz.

Rivoli settembre 2001 Flavio Secoli e Renato Malandrin.

Rivoli settembre 2001 Vittorio Della Rocca

Rivoli 2001 Michele Peralta e Claudio Nardiello.

Rivoli 2001 Alfredo Stola e Gioachino Grande.

Rivoli ottobre 2001 Si riconoscono Stephan Schwarz, Orlano, Piero Durante, Mario Stocco, Doglioli, Flavio Secoli,
Piero Corace, Francesco Vacca e Paolo Corace.
, r

Rivoli ottobre 2001 Alfredo Stola

Rivoli ottobre 2001 Si riconoscono D. Salamanca, P. Corace, M. Caldarola, C. Nazzario, G. Grande, P. Corace, G. Lorenzoetto e F. Vacca.

Rivoli ottobre 2001 x e Sergio Merlo
sullo sfondo Ricci, Lorenzonetto e Vacca.
Foto ufficiali della Nissan Kino
Tokyo 26 ottobre 2001 La Kino nello stand Nissan.
A metà dell’anno 2000 il nuovo Direttore del Centro Stile Saab è Michael Mauer, e il suo assistente dell’Advance Design è Anthony Lo.
Entrambi sono ben conosciuti essendo ex Mercedes e il metodo di lavoro degli Stola è da loro apprezzato.
Nel gennaio del 2001 di gran fretta viene richiesta la costruzione di un see trough model in hard material finalizzato alla costruzione di uno show car il cui nome è X9.

Michael Mauer direttore del Centro Stile Saab.
Antony Lo dirigerà i modellatori della stola per la costruzione del modello di stile e si ricordano almeno un paio di visite del Direttore Mauer.
Il modello di stile sarà molto apprezzato, ma per questioni di altri lavori in precedenza acquisiti purtroppo la STOLA s.p.a. non potrà continuare con il prototipo marciante che invece verrà costruito in Bertone.
Il prototipo X9 sarà presentato i primi giorni del 2002 al salone di Detroit.

Il solo modello di stile see trough model in hard material dellla Saab X9 concept
realizzato in Stola nei primissimi mesi del 2001.
2001 Entony Lo, direttore dell'Avanced Design Saab, e la sua gradita lettera di congratulazione
per la qualità del lavoro svolto sul see trough model a Rivoli.
A marzo del 2001, la Mitsubishi attraverso il direttore Europa Nakanishi e il nuovo Direttore Globale  Stile residente in Giappone Olivier Boulay, chiedono alla STOLA s.p.a. di realizzare un show car da presentare al prossimo salone di Tokio programmato ad ottobre del 2001.
Il nome del progetto è CZ2 ed in sostanza è la visione della loro fortunata  serie Colt la cui commercializzazione è prevista per l’anno seguente.

G. Leone, F. Sansalone, A. Mulargia e Massano.

B. Comollo, A. Spitaleri e A. Bonetto.

Giuseppe Leone.

Akinori Nakanishi e Giochino Grande

Maurizio Di Maria

Antonello Mulargia

Il team Stola al lavoro si riconoscono Massano, Longo, Sansalone, W. Cobra, Trosa, e Cogerino.

A. Mulargia, G. Longo, X e Cogerino.

Walter Cobra

L. Locantore e L. Giarolo.
A giugno del 2001 il Centro Stile Fiat attraverso il suo Direttore Umberto Rodriguez chiede alla STOLA s.p.a. di costruire un master di esterni e uno di interni per verifica matematica della Fiat Idea.
Imsieme a questa attività per gli interni viene richiesto di sviluppare le matematiche di classe A partendo da delle loro C.
Il progetto di superfici viene coordinato da Carlo Mantovani che insieme al suo Team lavora con designer Fiat per gli interni Marc Van Soolingen e Maurizio Tocco e i tecnici Italdesign per gli esterni Giacomino Borge e Marco Chiesa.
La realizzazione dei due master è coordinata dal Capo Officina Vittorio Della Rocca insieme al suo Vice Giorgio Braghin
Rivoli ottobre 2001. La STOLA s.p.a realizza il Master di Esterni  di Verifica Matematica
della Fiat Idea il cui stile è di Italdesign.

Rivoli ottobre 2001. La STOLA s.p.a realizza il Master di Interni  Verifica Matematica della Fiat Idea,
il cui design è dela Centro Stile Fiat.

A luglio del 2001 la STOLA s.p.a. è incaricaricata di realizzare un modello di stile degli esterni per restyling dell’Alfa Rome166.
Sotto la Direzione di Wofgang Egger, l’architetto Daniele Gaglione appena assunto è il designer.
Un’altro modello di stile fu realizzato all’interno del Centro Stile di Arese e per la cronaca fu questo ad andare in produzione.
Rivoli luglio 2001 In Stola s.p.a. si realizza una proposta di modello di stile del restayling dell'Alfa Romeo 166.
Al centro stile di Arese parallelamente verrà eseguita un altra proposta di stile.
A ottobre del 2001, il Centro Tecinco Porsche di Weissach richiede alla STOLA s.p.a la costruzione di due “clinic model see trough” in fiber glass ricavati da altrettanti clay model inviati.
Il loro obiettivo è di poter esaminare in tempi velocissimi le prime idee del futuro coupè (nel 2005 si chiamerà Cayman) derivato dalla Boxter tipo 987, come fosse una vera automobile su strada.
La richiesta in termini di consegna è stordinaria: 3 settimane inclusa la verniciatura.
Il lavoro eseguito in STOLA s.p.a. su più turni fu esclusivamente di costruzione di resine leggere, stratificazione con tele di resina, assemblaggio, costruzione dei plexglass e verniciatura in grigio metallizato.
Rivoli ottobre 2001. La Stola s.p.a. realizza due “clinic model see trough” , in fiber glass ricavati da altrttanti clay models
inviati dal Centro Tecnico di Weissach.
A fine dicembre del 2001, il Centro Stile Mitsubishi Europa commissiona alla STOLA s.p.a. una proposta di modello di stile see trough in hard material per il nuovissimo tipo Colt Plus.
Il designer di riferimento proveniente da Trebur residente a Rivoli è Thomas Morel.
Rivoli marzo 2002: in Stola s.p.a. viene realizzata una proposta di modello di stile per la futura Clot Plus
Il designe è realizzato e diretto dal Centro Stile Mitsubishi Europa.
All’inizio del gennaio 2002 il Centro Stile Honda Europa richiede alla STOLA s.p.a. la realizzazione di un modello di stile per esterni e uno per interni della futura tipo Civic VIII generazione. Il modello di esterni è incredibilmente futuristico e sensuale, e i designer regaleranno agli Stola una divertente lettera di congratulazioni per la bravura dei modellatori da loro diretti.
Rivoli gennaio 2002: In Stola s.p.a. vengono realizzati due proposte di modelli di stile, per esterni e interni,
per la futura VIII generazione della Honda Civic.
Il designe è realizzato e diretto dal Centro Stile Honda Europa.
Ecco la particolarissima lettera di congratulazioni di uno dei designer Honda residenti a Rivoli.
Questo particolare sfondo si può immaginare volesse raccontare la sensualità di questo innovativo design.
Appena terminato questo progetto, sempre dal Centro Stile Honda Europa, viene richiesta la costruzione di una proposta per un modello di stile esterno see trough in hard material della futura terza serie della CR-V.
Rivoli marzo 2002: In Stola s.p.a. viene realizzata una proposta di modello di stile della futura tipo CR-V III generazione.
Il designe è realizzato e diretto dal Centro Stile Honda Europa.

Giuseppe Stola 1922 - 2002
Il 10 gennaio 2002 dopo una malattia  si spegne Giuseppe Stola.
50 anni di lavoro di cui  gli ultimi 28  in prima linea nella fonderia SEV.
Chi lo ha  conosciuto ricorda in Lui uno straordinario e instancabile impegno per il suo pericoloso e usurante  lavoro.
Sempre attentissimo alla sua Famiglia ha condiviso fino all’ultimo con sua moglie Nena e i suoi due figli Margherita e Massimo la passione per la vela, e i viaggi per il mondo, in particolare  dal 1992 anno in cui è iniziata la sua meritata pensione.
Nei primi giorni del 2002 un prestigiosissimo lavoro viene proposto direttamente dal direttore dello stile di Ferrari s.p.a. Frank Stephenson.
La richiesta è lo sviluppo di modello e ingegneria dei "soli interni" ad esclusione dei sedili per la futura Maserati MC12 il cui telaio deriva in massima parte dalla Ferrari tipo Enzo.

Maserati MC12 in produzione dal 2004
Il progetto è finalizzato ad una produzione di soli 50 esemplari, e quindi tecnica e investimenti devono essere compatibili con la richiesta del cliente di una così straordinariamente bassa produzione.
Il reparto ingegneria e modelli della STOLA s.p.a. lavorerà in totale simbiosi direttamente con Frank Stephenson che in pratica seguirà da solo i lavori.
Giuseppe Di Nunno è il capo progetto scelto dagli Stola che svilupperà sia progetto che il modello.
Della produzione di questi 50 interni si occuperà direttamente la Maserati.

Gli interni di produzione della Maserati MC12 nel 2004
Nel febbraio del 2002 la STOLA s.p.a. dal centro stile Hyundai-Kia Europa riceve un ordine per realizzare un  concept, con l’obiettivo di consegna per il prossimo salone di Parigi.
Un progetto particolarmente gradito perchè i designer che seguiranno i lavori in Italia sono ex Mercedes e i loro nomi sono Peter Arcadipane e Michael Think.
Gennaio 2002 i disegni di Peter Arcadipane e Michael Think.

Peter Arcadipane.

Michael Think.
Ancora una volta per motivi di carico di lavoro viene organizzata una squadra mista di modellatori  Stola - Secoli che opereranno per la costruzione del modello, degli stampi e dei particolari in carbonio e del loro montaggio in bianco presso la F&S a Rivoli. 

Rivoli giugno 2002 presso F&S da sinistra Orlando, S. Muratore, P. Durante, M. Stocco, M. Vai, M. Orlando.

Rivoli giugno 2002 P. Arcadipane e A. Stola.

Rivoli giugno 2002 M. Stocco, P. Corace, P. Durante,

Rivoli giugno 2002 Carlo Cavaglià

Rivoli giugno 2002 G.Grande, P. Arcadipane e Orlando.
La verniciaturà e il montaggio finale verrà realizzata in STOLA s.p.a.  Si tratta di un pick up double cab  che da subito verrà chiamato KIA KCV - II, il design  fortemente sportivo lo rende molto particolare.

Rivoli luglio 2002 Presso la STOLA s.p.a. Anche se di schiena si riconoscono P. Arcadipane, M. Dimaria, Cogerino e X

Rivoli luglio2002 Bonetto e Peralta.

Rivoli luglio2002 C. Nardiello e A. Spitaleri

Rivoli luglio2002 Beppe Comollo.

Rivoli luglio2002 P. Arcadipane e G. Grande

Rivoli settembre 2002 C. Cavaglià e Cerva

Rivoli settembre 2002 Cerva, P. Procopio, X e L. Marinuzzo

Rivoli settembre 2002 Si riconoscono M. Peralta, P. Calò, X, Flavio Secoli e F. Vacca.
Torino ottobre foto ufficiali della Kia KCV - II prima del trasporto al salone di Parigi.

Parigi ottobre 2002 A. Stola, M. Think, P. Arcadipane e g. Grande.
Parigi 8 ottobre 2002 La KCV - II esposta nello stand della Kia.
A fine dicembre del 2001, a fronte degli ottimi risultati della Lincoln MK 9, il centro stile Ford di Deaborn preannuncia alla STOLA s.p.a. due show cars da realizzare in contemporanea per il salone di Detroit del 2003.
Poco dopo a Londra avviene l’incontro ufficiale fra Alfredo Stola, Giochino Grande e il Direttore Gerry McGovern.
I lavori dovranno iniziare a febbraio del 2002, e gli show cars in questione sono una Lincoln e una Mercury rispettivamente la  Navicross e la Messenger.
Il design sarà ancora di Adriana Monk, Marek Reichman e Per Selvag, diretti da Gerry Mcgovern con sempre presente  la figura tecnica di Joe Bonacchi.
Londra gennaio 2002 Alfredo Stola Gerry McGovern e Gioachino Grande.

A differenza della prima Lincoln sviluppata fra il 2000 e il 2001 per la Navicross verranno realizzati a Rivoli anche il modello degli esterni e quello degli interni conseguenza diretta del fatto che la Ghia a Torino era ormai chiusa da un’anno.


Rivoli febbraio 2002. Nello storico ufficio della STOLA s.p.a. posano per una foto ricordo per inizio lavori della Navicross e della Messenger. Da sinistra Lucio Giarolo, Marek Reichman, Alfredo Stola, Carlo Cavaglià, Sergio Prodan e Giochino Grande.

Rivoli febbraio 2002. Felice Chiara studia le prime sezioni per il progetto Lincoln Navicross. Questo show car perfettamente marciante che sarà consegnato all'inizio del 2003 sarà il suo ultimo lavoro per poi ritirarsi in pensione.

Rivoli maggio 2002. Segio Prodan con affianco il modello della Navicross appena realizzato
da cui poi si realizzeranno gli stampi leggeri.

Rivoli giugno 2002 F. Cerva e C. Pastore

Rivoli giugno 2002 Carlo Cavaglià

Rivoli settembre 2002

Rivoli settembre 2002 F. Sansalone

Rivoli settembre 2002 C. Smeu

Rivoli ottobre 2002 Cuscunà e Massano.

Rivoli ottobre 2002 Bonetto Massano e Cuscunà

Rivoli ottobre 2002 X, Bonetto e Spitaleri

Rivoli fine ottobre 2002 X, Di Maria e Erminio

Rivoli ottobre 2002 X

Rivoli ottobre 2002 Massano e Cuscunà

Rivoli novembre 2002 Cavaglià, Reichman, Grande e McGovern

Rivoli novembre 2002 X, Y, Z e Bonetto


Rivoli divembre 2002 Beppe Comollo come spesso sotto la macchina.

Rivoli dicembre 2002 da sinistra Bonetto, Spitaleri e Rosetti.

Rivoli divembre 2002 Di Maria, Bonetto, Vincenzo, Cubeddù, Spitaleri e Cuscunà

Rivoli dicembre 2002

Rivoli dicembre 2002 Di Maria, Spitaleri, Chiara,Vincenzo, Bonetto e Cubeddù

Rivoli dicembre 2002 X, Beccati, Y, Vincenzo, Di Maria, Z e McGovern.
Detroit dicembre 2002 Le foto ufficiali della Lincoln Navicross.
Detroit 6 gennaio 2003 Adriana Monk, Marek Reichman e Gerry McGovern con la Lincoln Navicross.
Detroit 6 gennaio 2003 La Navicross esposta nello stand della Lincoln.
In parallelo nello stesso periodo ma da una diversa squadra di modellatori, si inizia la costruzione della Mercury Messanger, non un prototipo marciante come la Navicross ma un completissimo modello di stile porte apribili.
Lello Locantore è il responsabile tecnico di questo progetto, e realizzerà il modello da salone nel laboratorio di via Ivrea in Rivoli confinante con il solito di via Ferrero 9.
Gli Stilisti come per la Mercury sono sempre Marek Reichman, Adriana Monk diretti da Gerry McGovern.
La Messenger nel gennaio del 2003 al salone di Detroit attraverso il giudizio di una giuria di giornalisti presenti all’evento vincerà il premio del miglior design degli interni. 

Rivoli marzo 2002

Rivoli marzo 2002 Massimo Rosettti, Pasqualino Procopio, Luca Rosetti, X e Y

Rivoli aprile 2002

Rivoli aprile 2002 X, Y, Z, e Vito Schieraldi.

Rivoli settembre 2002

Rivoli settembre 2002

Rivoli settembre 2002

Rivoli ottobre 2002 Beppe Comollo.

Rivoli ottobre 2002. Francesco Acquaviva

Rivoli ottobre 2002

Rivoli novembre 2002 Sokol

Rivoli novembre 2002

Rivoli dicembre 2002. Il team al completo di Lello Locantore che ha lavorato sulla Mercury Messenger.

Torino dicembre 2002 L'interno della Messenger premiato a Detroit.
Torino dicembre 2002 Le foto ufficiali in studio della Mercury Messenger.

Detroit 6 gennaio 2003. La Messenger nello stand della Mercury.
A fine inverno del  2002, il Vice Presidente dello stile Mitsubishi Europa Akinori Nakanischi, ordina alla modelleria degli Stola la costruzione di un see trough model di in un monovulume che sostituirà la serie Space Wagon.
Molto più grande rispetto il vecchio modello prenderá poi il nome Grandis.

2002 in Stola s.p.a. viene realizzato il see trough model di un monovolume Space Wagon che poi prenderà il nome Grandis.
Luglio 2002. Akinori Nakanishi vice presidente del Centro Stile Mitsubishi Europa e la sua lettera di
congratulazioni per il lavoro eseguito a Rivoli.
All’inizio della primavera del 2002, la STOLA s.p.a viene incaricata direttamente dal Centro Stile Alfa Romeo di Arese di realizzare un modello di stile per la tipo 159 che dovrà sostituire l’attuale 156.
Un progetto molto coinvolgente in quanto la Direzione Fiat per questa importante automobile metterà in concorrenza lo stile di Arese con l’italdesign.
Il team degli stilisti Alfa è composto da Daniele Gaglione, Filippo Perini e Alessandro Dambrosio e sono diretti da Wolfgang Egger.

Filippo Perini, Daniele Gaglione e
Alessandro Dambrosio
Davvero grande intesità per l’importanza del solo e unico modello da loro disegnato e soprattutto per la stimolante concorrenza di Giorgetto Giugiaro.
Alla fine, la Direzione Fiat sceglierà per la produzione il modello dell’Italdesign, ma ad onore del vero erano belli entrambi come poche volte poteva accadere.

Rivoli primavera 2002 La Stola s.p.a. realizza per il Centro Stile Alfa Romeo di Arese diretto da Wolfgang Egger
un modello di stile della tipo 159. Nella foto la proposta andata in produzione della Italdesign.
A maggio del 2002, il Centro Stile Mitsubishi Europa in coordinamento con l’omonimo in Giappone richiedono alla STOLA s.p.a. la costruzione di due modelli di stile in hard material.
Il loro chiaro obiettivo è uno studio di advanced design fra i due Centri Stile per immaginare il più possibile come potrebbe essere la futura tipo Lancer prevista nel 2007.
Il lavoro dei designer della casa automobilistica giapponese è di squadra più che mai ed è composto dagli stessi direttori Boulay e Nakanishi, insieme ai loro colleghi Peter Arcadipane e Omer Halilhodzic.
La proposta advanced scelta verrà continuata nelle lavorazioni di modellazione manuale da una squadra di modellatori della STOLA s.p.a. in Giappone all’interno del Centro Stile Mistubishi. I modellatori in trasferta erano Giuseppe Federico, Pietro Calò, Moreno Marangon, Gabriele Sbeghen, Nicola Partucci e Alessandro Pellichero.
Rivoli 2002: in Stola s.p.a. vengono realizzate due proposte di modello di stile per la futura Lancer nona serie.
Il designe è realizzato e diretto dal Centro Stile Mitsubishi Europa.

Giappone Okazaki maggio 2001. Lo stabilimento Mitsubishi dove è anche presente il Centro Stile e la modelleria.

Okazaki Mirsubishi giugno 2001. L’interno della modelleria e una foto ricordo del Team dei modellatori Mitsubishi e Stola.

Okazaki luglio 2001. Una cena con il Team Stola al Completo. Gabriele Sbeghen, Pietro Calò,  Giuseppe Federico,
Nicola Partucci, Alessandro Pellichero, Moreno Marangon.
A fine 2001 l’organizzazione del Salone dell’Automobile di Torino prende la decisione di non più realizzare l’evento.
Non essendoci più tempo per partecipare al Salone di Ginevra 2002, Roberto Stola decide per Ginevra 2003.
Questa scelta permetterà di essere presenti in un ambiente più internazionale e ancora più visitato dai propri clienti e magari da nuovi.
A giugno del 2002 si decide di realizzare la Stola GTS, sempre su base Porsche Boxter 986 in versione chiusa.
Disegnata sempre da Aldo Brovarone assistito dall'amico Peter Arcadipane, la storia che si vuole raccontare é il colore con l’inconfondibile livrea Gulf, azzurra, arancione e nera.
E' giusto dire che la Stola GTS è derivata dalla Stola S82 Spyder; in realtà la S82 non esiste più.

Agosto 2002 Il disegno di Aldo Brovarone.

Rivoli settembre 2002 Aldo Brovarone e Peter Arcadipane.

Rivoli settembre 2002 X e Sbeghen

Rivoli settembre 2002 Aldo Brovarone.

Rivoli settembre 2002 Aldo Brovarone e Vincenzo Mammone

Rivoli settembre 2002 Alfredo Stola e Aldo Brovarone

Rivoli settembre 2002 Alfredo Stola e Aldo Brovarone

Rivoli settembre 2002 Da sinistra in piedi Brovarone,
Coletto e Sbeghen

Rivoli ottobre 2002 La Stola GTS prima di essere verniciata con la livrea definitiva viene testata con i soli fondi.
Le fasi finali di verniciatura e assemblaggio. Si riconosce Peppino, X, Mammone, Y, Z e Di Maria.
Rivoli dicembre 2002 in queste foto si riconoscono Brovarone, Arcadipane, Maurizio della Salt,. Carmine Spitaleri, e Stola.

Rivoli dicembre 2002 Aldo Brovarone e Peter Arcadipane felici alla quasi conclusione del lavoro.
Torino febbraio 2003. Foto ufficiali della Stola GTS realizzate in studio da Massimo Perini assistito da Teresio Demaria.
Ginevra 4 marzo 2003 La Stola GTS in mostra nello stand della STOLA s.p.a.

Ginevra 4 marzo 2003. L'Ingegner Carlo Alecci, Maria Paola Stola, Laura Novarese e Silvia Calautti.

A.Stola, P. Pfeiffer e X

T. Novo, X e L. Gallina

Ginevra 2003 Fabrizio Giugiaro visita lo stand della Stola s.p.a.
Nella foto Fabrizio insieme a Francesco e Maria Paola Stola.
Si riconoscono S. Calautti, A. Stola, G. Grande, T. Novo e L. Gallina.

Si riconoscono Imperatori, Besana, X, Petrelli, Alecci, De Michelis e Stola, in secondo piano Gallina e Novo.
 
Aprile 2003 Test drive alla pista Pirelli di Vizzola Ticino, Italia, eseguito dal pilota Massimo Perini.

Settembre 2003 Zell am See. Alfredo e Maria Paola Stola
in visita al allo Studio Porsche Design con la GTS
Il primo viaggio con la GTS Alfredo e Maria Paola Stola lo faranno con destinazione Zell am See allo Studio Porsche Design.
Sarà l’occasione di rivedere gli stessi uomini con cui si era lavorato fra il 1999 e il 2000 su i due modelli di stile della Porsche Cayenne.
In questo incontro verrà donato a Ferdinand Alexander Porsche (raffinato collezionista di modelli in scala) una riproduzione 1/43 della Stola GTS insieme al CD di presentazione che terrà sulla scrivania del suo ufficio per il resto della sua vita.

Zell am See. L’occasione di questo viaggio è donare il modellino in scala della GTS a Ferdinand Alexander Porsche.
Questa foto dal libro di Karl Ludvigsen "Origin of the species" è del 2011 ed è stata scattata in occasione
del suo settantacinquesimo compleanno.
Nel luglio del 2002, il Centro Stile Alfa Romeo commissiona alla STOLA s.p.a un modello di stile "see through" da presentare al prossimo salone di Ginevra 2003.
Il nome del progetto è Kamal, e vuole essere il concept del primo Suv dell’Alfa e di conseguenza del Gruppo Fiat. Il modello viene sviluppato interamente a Rivoli con i designer di Arese, Alessandro Dambrosio e Tori Odagiri diretti da Wolfagang Egger che lavorano in parallelo con i matematizzatori e i modellatori degli Stola.

Rivoli ottobre 2002. Il team dei modellatori Stola insieme ai due designer (all'interno dell'abitacolo) affinano il modello con numerose modofiche. Da sinistra P. Calò, X, Y, Locantore, Leone,....

Rivoli dicembre 2002. Il modello della Kamal dopo il fondo.

Rivoli gennaio / febbraio 2003 il modello di stile al montaggio finale dopo la verniciatura, posano per una foto ricordo
i designer Tori Odagiri, Alessandro Dambrosio e Alfredo Stola. Si riconoscono X, Y, Calò, Z, Locantore
Rivoli gennaio / febbraio 2003 Il team deli Stola al lavoro. Si riconoscono Locantore, Dambrosio, Zanellati, X, Y, Calò e Tori Odagiri
Torino febbraio 2003, ecco le foto ufficiali dell'Alfa Romeo Kamal realizzate nei teatri di posa Euphon.
Febbraio 2003 Wolfgang Egger, direttore del Centro Stile Alfa Romeo di Arese e la sua lettera di congratulazioni
per la qualità del lavoro eseguito per il progetto Kamal.

Ginevra 4 marzo 2003 Il modello della Kamal nello stan Alfa Romeo.
L'11 ottobre 2002, dopo una malattia scoperta all’inizio del 1999 e combattuta fino all’ultimo, scompare Roberto Stola presidente e azionista al 50% della STOLA spa e delle aziende ad essa "direttamente" controllate.
Compatibilmente agli interventi e alle cure ha sempre lavorato con dedizione e forza dimostrando verso tutti i lavoratori della STOLA spa e alle altre aziende ad essa controllata responsabilità nei loro confronti.
A lui si deve la visione all’inizio degli anni 80 di puntare tutto sulle nuove tecnologie Cad Cam per fresare i modelli a Controllo Numerico, e di conseguenza iniziare a progettare con i sistemi più avanzati carrozzerie e finizioni interne.

Roberto Stola 1936 - 2002
A dicembre del 2002 la Land Rover, già parte del gruppo Ford, attraverso Geoge Upex contatta la STOLA s.p.a vista anche la positiva esperienza del 1997 con i due modelli da salone delle Mini Spiritual.
Il progetto è ambizioso, si tratta di uno Show Car che deve raccontare il futuro della Range Rover.

Febbraio 2003 Coventry. Prima di iniziare i lavori di costruzione del prototipo, Giuseppe Di Nunno della Stola s.p.a.
lavorerà per due settimane presso il Centro Stile per condividere le fattibilità tecniche insieme ai tecnici Land Rover.
I lavori inizieranno a febbraio del 2003, con la costruzione dei modelli di esterni e di interni, il prototipo si preannuncia molto complesso soprattutto per i sofisticati interni e le due porte elettriche ad apertura tipo Lamborghini.
Questo lavoro segna inoltre un cambio generazionale dei Capi Tecnici del reparto prototipi della STOLA, infatti Felice Chiara raggiunge l’età della pensione e la sua posizione viene occupata da Luigi Longo. L’obiettivo è di presentare il concept per il prossimo salone di Detroit programmato per il 10 gennaio 2004.
Settembre 2003 momenti della lavorazione del prototipo prima della verniciatura.
Nella foto a destr si riconosce in camicia blu Aristide.

Settembre 2003. Alfredo Stola e Luigi Longo, per lui la Range Stormer sarà il suo primo lavoro
come nuovo responsabile del reparto prototipi.
A destra Maurizio Dimaria.

Settembre 2003. Acquaviva.

Settembre 2003. Il team Land Rover residente in Stola s.p.a.
Novembre 2003 Fasi di finitura dello Show Car Rang Rover Stormer.
Novembre 2003. fasi finali di finitura. Nella foto di sinistra si riconosce Longo con la camicia blu,
in quella di destra Stola posa con Tesauro

Novembre 2003. Gram Alchoc, P.M. Range Stormer

Novembre 2003...

Novembre 2003. Gli esterni sono praticamente finiti e presto inizierà l'assemblaggio degli interni.
 
Dicembre 2003. Le foto in studio realizzate a Torino
Dicembre 2003. Fasi preliminari al servizio fotografico notturno presso l'abitazione di Alfredo e Maria Paola Stola.
Il suo nome nel tempo diventerà Range Stormer, e oltre al classico servizio fotografico in studio, gli uomini del marketing della Land Rover chiederanno di realizzare un inusuale shooting presso l’abitazione di Alfredo e Maria Paola Stola volutamente di notte.
Questa esperienza di lavoro è davvero indimenticabile per la perfetta armonia fra gli uomini Land Rover e degli Stola.

Gennaio 2004 Detroit. Alfredo Stola, Matthew Taylor Managing Diractor Land Rover e Gioachino Grande.

Dicembre 2003. Un gradito omaggio ad Alfredo Stola da parte del designer Land Rover Richard Woolley.
Durante questo anno di lavori Alfredo chiede a Richard di immaginare una speciale edition del
Defender duble cab pick up Stola per un esplorazione in Islanda.
Gerry McGovern nel periodo dello sviluppo dello Show Car Rang Stormer è il direttore del Centro Stile Land Rover, a febbraio del 2004 Alfredo Stola e Gioachino Grande si recheranno nel suo ufficio di Gaydon in Gran Bretagna per parlare di un nuovo modello.
L'idea è quella di immaginare il nuovo Land Rover Defender una delle automobili più iconiche al mondo.
Alla fine questo modello non verrà mai realizzato per questioni strategiche interne al gruppo Land Rover.
Questo glorioso modello verrà ripreso nel 2017 e la sua produzione e commercializzazione è prevista nel 2020.
Tornando al Rang Stormer tutti i concetti di stile furono poi visti sulle Rang Rover di produzione negli anni a seguire.
Negli ultimi giorni del 2002 il Centro Stile Mitsubishi Europa sempre diretto da Akinori Nakanishi, richede una proposta di un modello si stile per una loro K Car denominata EK Wagon.
Gli stilisti di riferimento residenti a Rivoli  per questo progetto sono Osamu Tsushiiya e Hassan Mir.

Rivoli marzo 2003: in Stola s.p.a. viene realizzata una proposta di modello di stile per la futura EK Vagon.
Il designe è realizzato e diretto dal Centro Stile Mitsubishi Europa.

Febbraio 2003 Shanghai Una delle prime immagini viste in Cina: il Presidente Jiang Zemin.
La Cina è già un mercato  importante per le aziende europee fornitrici di modelli, cubing, show cars e ingegneria.
La STOLA dal 1999  produce  cubing per lo stabilimento Volkswagen di  Shanghai, e il lavoro viene completato in loco con una assistenza verso il cliente gestita in prima persona da Tiziano Novo e da un piccolo gruppo  tecnico di Rivoli. 
Con l’occasione dei molti viaggi in Cina, attraverso una efficace strategia commerciale mese dopo mese si acquisiscono nuovi clienti.
Novo conosce in uno dei suoi viaggi in Cina i coniugi Goudong nel 2000 e così diventeranno rappresentanti sul campo per tutti i possibili clienti ad eccezione della VW.
Alfredo Stola, è incuriosito dalle potenzialità di questo grande paese, e cosi poco prima di Natale 2002 chiede a Tiziano Novo di organizzare  un viaggio puramente commerciale in tutta la nazione di oltre 10 giorni per visitare le  principali case automobilistiche ed incontrare i loro più importanti direttori.
 

Dicembre 2002 Rivoli Via Ferrero 9. Tiziano Novo nell'ufficio commerciale in STOLA s.p.a. pianifica il viaggio in Cina.
Vengono quindi preparati un’impressionante serie di  incontri per il mese di febbraio 2003.
Un viaggio alla scoperta di un mondo in evoluzione che porterà nei mesi successivi altri lavori ancora più  importanti  in termini di complessità e di valore.
Questo viaggio a dire il vero inizierà dalla Malesia con un’incontro di lavoro con i tecnici e i manager della Proton visto che in quel mese eravamo in consegna di un loro cubing.

Immagine fotografata dalla strada su cartellone.

Immagine fotografata dalla strada su cartellone.
Nei giorni successivi verranno visitate le principali case automobilistiche fra quali la VW di Shanghai, la Brilliance Auto di Shenyang, la Hafei Motor di Harbin, la Faw di Changchun e per finire ancora a Shanghai la Patac, la Maple Automobile e la Geely.
In quest'ultimo incontro con la Geely, Alfredo e Tiziano Novo avranno un lungo e cordiale colloquio col presidente Li Shufu.
Febbraio 2003 Il viaggio in Cina è preceduto da un primo incontro in Malesia presso il cliente Proton.
Febbraio 2003 Kuala Lumpur, Stola e Novo rivedono X e Y, progettisti della STOLA s.p.a. in trasferta presso la Proton.
In questa occasione Alfredo Stola incontra il CEO di Proton X.

La Dott.sa Lee moglie e assistente del Dott. Goudong con Tiziano Novo, a destra Alfredo Stola in una foto ricordo con
la Dott.sa Lee prima di entrare nello stabilimento VW.
Febbraio 2003 la prima visita a Shanghai presso lo stabilimento della Volkswagen già cliente
da qualche anno per il settore Cubing. Novo e Stola incontrano i manager della VW.

Febbraio 2003. Il giorno successivo alla visita alla VW un incontro presso la Maple Automobile.
Febbraio 2003 La seconda visita è nella città di Shenyang alla casa costruttrice Brilliance Auto già cliente STOLA s.p.a.
nel settore Cubing. Nell'ultima foto a destra il Dott. Goudong.

Febbraio 2003 Alfredo Stola sta per decollare da Shenyang per Harbin nell'estremo nord della Cina.
Febbraio 2003 Ecco l'ingresso degli uffici direzionali della Hafei Motor nella città di Hrbin.

Febbraio 2003 Una suggestiva immagine dell'entrata degli impiegati della Hafei Motor nei loro uffici.
Febbraio 2003. Classiche foto di rito di Alfredo Stola e Tiziano Novo, a sinistra con la direzione generale della
Hafei Motor e a destra con alcuni tecnici impiegati.

Febbraio 2003. Il viaggio di trasferimento dalla città di Harbin alla città di Changchun. Sulla destra Tiziano Novo.
Febbraio 2003 Presso la città di Changchun la visita presso la casa automobilistica Faw Car.
A destra foto di rito di Alfredo Stola con i manager della Faw.

Febbraio 2003. Tiziano Novo effettua una presentazione ai manager della Faw che non sono clienti della STOLA s.p.a..

Febbraio 2003. Alfredo Stola all'areoporto di Changchun insieme a Tiziano Novo stanno per decollare per la città di Shangai.
Febbraio 2003, Shangai. Gli ultimi due giorni con base operativa nello storico Peace Hotel.
Febbraio 2003. Alfredo Stola e Tiziano Novo accompagnati da Goudong ad un incontro presso la società Patac.
In quell'occasione i manager cinesi dimostrano un certo interesse in particolare per le attività
della STOLA s.p.a. nel settore Show Cars.
Febbraio 2003. Ultimo giorno a Shangai, prima del decollo per tornare in europa. La partenza dal Peace Hotel e la mattina
è dedicata ad incontrare il presidente della Geely Mr. Li Shufu nel Shangai Fengjing Industriai District.
Purtroppo le foto dell'incontro sono andate perse.
Appena terminata l’edizione 2003 del Salone di Ginevra con la Stola GTS si programma subito di partecipare al prossimo con una “Limousine” derivata dalla Lancia Thesis.
Il suo nome sarà S85 per celebrare l’ottantacinquesimo anniversario della società.
Questo prototipo, in realtà era già pronto due anni prima è si sarebbe dovuto chiamare S82, ma la sua storia è così complessa che è interessante raccontarla visto l’inatteso e prestigioso sviluppo.

A ottobre del 2000 Giancarlo Concilio per conto Lancia rilascia il bozzetto definitivo dell'esterno della Thesis Limousine.
Rivoli, dalla fine del 2000 iniziano i lavori veri e propri di ingegneria e costruzione del prototipo con i
lamierati derivati dalla Lancia Thesis berlina pre produzione.
L’idea, è proposta il 4 settembre del 2000 direttamente da Alfredo Stola all’Ingegner Paolo Cantarella, anche in ragione che la società degli Stola stava ultimando l’ingegneria della Thesis.
La proposta di questa speciale è subito accolta con interesse, anche perché il Gruppo Fiat aveva già realizzato alcune configurazioni limousine sulle Lancia Thema e Kappa.
Alfredo racconta che gli interni saranno lussuosissimi con l’utilizzo dei materiali più pregiati della Poltrona Frau e con un pavimento in legno a parquet.
L’unica condizione che l’Amministratore Delegato Cantarella impone è che lo stile sia eseguito da un designer Lancia con la super visione dell’ingegner Nevio Di Giusto.
Rivoli luglio 2001 La Lancia Thesis Limousine S82 in verniciatura al secondo piano del reparto prototipi.
Inoltre viene proposto che il prototipo sia presentato nello stand Lancia al prossimo salone di Francoforte 2001 come concept.
Viene incaricato come designer l’Architetto Giancarlo Concilio del Centro Stile Lancia il quale disegnerà tutti gli interni e l’allungamento degli esterni.
Pochi giorni prima dell’apertura del salone a lavoro finito, a fine agosto 2001 inaspettatamente i vertici di Fiat Auto decidono di non più presentare il prototipo rimandando l’appuntamento a futura data.

Rivoli settembre 2001 la Limousine verniciata in uno speciale grigio-azzurrino anche se pronta
non partirà mai per il salone di francoforte.
In quel momento si chiamava ancora S82. Questo stesso prototipo nel 2004
sarà riverniciata con un bi-colore e rinominato S85.
Ai signori Stola viene spigata la ragione, come un cambio di strategia in relazione all’ entrata in produzione di serie della Thesis berlina che sta accumulando un ritardo. L’11 settembre successivo qualche minuto dopo le 14.46 al Salone dell’ Automobile di Francoforte si diffondeva la drammatica notizia dell’attacco aereo al World Trade Center di New York e al Pentagono.
Dagli schermi dei vari stand delle case automobilistiche apparivano le tragiche immagini in diretta dagli Stati Uniti.

New York 11 settembre 2001 alle ore 15:03 di Francoforte anche la seconda torre del W.T.C. viene colpita.
Le informazioni a seguito del secondo schianto e degli altri aerei dispersi, diffondevano il panico fra i visitatori del salone presagendo una guerra mondiale.
Roberto Stola insieme ad alcuni suoi collaboratori in quel momento è in visita al salone di Francoforte visto che sono in presentazione la Smart Tridion 4 Concept e la Nissan Cross Bow Show Car, realizzate entrambe nella modelleria di Rivoli.


Francoforte 11 Settembre 2001 La Tridion 4 nello stand Smart e la Cross Bow nello stand della Nissan
sono due concept realizzati dalla Stola s.p.a. per i loro clienti.
Una settimana dopo gli attacchi su suolo americano anche fra le case automobilistiche si insinuava un forte pessimismo, e anche in STOLA s.p.a molti show cars e modelli di stile in corso d’opera e di futura realizzazione saranno sospesi, annullati o rallentati.
Alla luce di questi eventi la Lancia Thesis Limousine ideata e realizzata a proprie spese dai Signori Stola viene in un certo senso dimenticata non solo da loro ma anche dai manager Fiat.
Nei primissimi giorni del gennaio 2002, con sorpresa il board di Fiat Auto vista l’esperienza già maturata, incarica la STOLA s.p.a di costruire un’altra nuova Thesis allungata per il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e altri due esemplari con configurazioni ancora da decidere.
Lo stile degli interni per ila versione presidenziale sono molto diversi dalla versione 2000 / 2001 è ancora una volta è lavoro dell’architetto Giancarlo Concilio.
Per quanto riguarda la blindatura verrà affidata allo specialista Repetti.
Maggio 2002 Il disegno definitivo della Thesis Limousine presidenziale in colore blu di Giancarlo Concilio.
Giugno 2002 Giancarlo Concilio per conto Lancia rilascia i primi disegni degli interni
della variante presidenziale della Thesis Limousine.
Rivoli marzo 2002 iniziano le attività sulla scocca della Thesis Limousine presidenziale che verrà poi completata con la blindatura nello stabilimento di Repetti. Il quale si occuperà anche dei vetri.
La Thesis Limousine verrà donata il 6 giugno del 2003 al Presidente della Repubblica Carlo Azzeglio Ciampi con una presentazione presso il cortile interno del Quirinale da parte del Dottor Umberto Agnelli e Giuseppe Morchio CEO del gruppo torinese.
Roma 6 giugno 2003 presso il palazzo del Quirinale Umberto Agnelli accompagnato dall'AD Giuseppe Morchio dona al Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi una Thesis Limousine blindata.
Roma 6 giugno 2003 presso il palazzo del Quirinale il Presidente Carlo Azelio Ciampi si siede per la prima volta all'interno della Thesis Limousine presidenziale, che per la cronaca gli interni posteriori sono diversi di quella che poi sarà la Stola S85.
Poco dopo i lavori delle altre due Thesis allungate purtroppo furono sospesi.
La STOLA s.p.a. ripenserà a fine marzo del 2003 il suo prototipo mai presentato e immagazzinato con l’obiettivo di mostrarlo l’anno successivo in occasione del Salone dell’Automobile di Ginevra.
Visto il tempo passato e il colore grigio piuttosto anonimo la Lancia Thesis Limousine verrà completamente riverniciata su prezioso consiglio del dipartimento colore del Centro Stile Fiat attraverso le signore Rossella Guasco e Serena Chionetti in un accattivante bicolore sull’amaranto.
Anche gli interni verranno leggermente rivisti per migliorarne il design.

Gennaio 2004. Pagina pubblicitaria
per la rivista Auto&Design

Novembre 2003 il disegno in bicolore di Giancarlo Concilio utilizzato per poi sostituire
il grigio della versione di fine agosto 2001.
Primavera del 2003 il disegno di Giancarlo Concilio degli interni della S85 ripensati visto il tempo passato.
Rivoli dicembre 2003. Alfredo Stola nel reparto verniciatura al secondo piano dello stabilimento di via Ferrero 9.

Rivoli dicembre 2003 sullo sfondo al centro si riconoscono
Giancarlo Concilio e Silvia Calautti.

Rivoli dicembre 2003 posano Gigi Gallina, Alfredo Stola e Giancarlo Concilio peruna foto ricordo con la S85.
Febbraio 2004 Le foto ufficiali per la cartella stampa della S85 prima di essere esposta al salone di Ginevra.
Aprile 2004 Nel servizio fotografico organizzato dal giornalista Giancarlo Perini dopo il salone.
A sinistra Laura Novarese a destra Silvia Calautti della Stola s.p.a.


Aprile 2004 Il giornalista Giancarlo Perini organizza un servizio fotografico.
La finta autista è Silvia Calautti, una dipendente della Stola s.p.a..

Per continuare la tradizione questo prototipo verrà chiamato S85 per celebrare gli 85 anni della fondazione della società, e sarà finalmente presentato nello stand della STOLA s.p.a. a Ginevra il 4 marzo 2004.
Luigi Gallina è il manager che seguirà per tre anni con passione e competenza “Tutte” queste limousine dal punto di vista tecnico e organizzativo.

Ginevra. Luigi Gallina si prepara un caffè gustandosi
il successo della S85 senza dimenticare la Presidenziale.
4 marzo 2004 Salone di Ginevra la S82 nello stand della Stola s.p.a.
Ginevra 4 marzo 2004. Una graditissima visita allo stand Stola di Jurgen Hubbert CEO di Daimler Chrysler.
Alfredo Stola personalmente gli descrive gli interni della S85.

Ginevra 2004 Due importanti visite di uomini del design, asinistra Patrick Le Quément
direttore della Renault e Shiro Nakamura direttore della Nissan.
Ginevra 2 marzo 2004, A sinistra P. Arcadipane, A. Stola, M. Mauer a destra A. Stola con Sergio Pininfarina.
Ginevra 2 marzo 2004 A sinistra S. Mattin, H. Leschke, G. Grande e J. Piaskowski.
A destra Tiziano Novo con una delegazione cinese della X
Ginevra 2 marzo 2004. A sinistra Maria Paola Stola.
A destra Silvia Calautti con i due designer Giancarlo Concilio e Daniele Gaglione
Ginevra 2 marzo 2004 A sinistra H. Wester, A. Stola e C. Alecci. A destra G. Gallina , L. Minardi e T. Novo.
Ginevra 2 marzo 2004 A destra S. Calautti e L. Novarese. A Destra H. Sinkwitz e G. Grande.

Ginevra 4 marzo 2004 Alfredo e Maria Paola Stola con Fabrizio Giugiaro.

Ginevra 2004 Luigi Gallina e Giancarlo Concilio fra i più importanti artefici del progetto Stola S85 e Lancia Thesis Limousine presidenziale. Agli ingegneri Paulo Cantarella e Nevio Di Giusto va il ringraziamento di Alfredo Stola
per aver sempre appoggiato questi progetti.
Nell'aprile del 2003 il direttore del centro stile della Hyundai Mr. Ho, contatta Alfredo Stola per richiedere la costruzione di uno Show Car con consegna salone di Ginevra marzo 2004.
Il gruppo coreano è già cliente della STOLA s.p.a. per aver costruito un paio di anni prima un pickup sportivo della Kia chiamato HCV-II sempre attraverso Mr. Ho.

2003 Rivoli. Giuseppe Comollo

2003 Rivoli. Fabio Sansalone.

2003/2004 Rivoli. A destra della foto si riconoscono
Cavaglià, Mario Caldarola.

2003/2004 Rivoli. Si riconoscono Cavaglià,
Longo e Caldarola con il camice grigio chiaro.

2003/2004 Rivoli. Le fasi finali di montaggio del prototipo Hyundai E3.
Alfredo Stola al centro, a sinistra Carlo Cavaglià e a destra Luigi Longo
Torino Febbraio 2004. La Hyunday incarica la STOLA s.p.a. di effettuare il servizio fotografico in studio
una settimana prima del salone di Ginevra.
4 marzo 2004 Ginevra. Lo Show Car E3 nello stand Hyundai.

Il 26 luglio 2004 Alfredo lascia la presidenza della “STOLA spa”, vendendo insieme al resto della Famiglia le quote azionarie, incluse quelle delle società ad esse controllate.
Il nuovo azionista è la “Global Immobiliare srl".
Il primo settembre successivo, nel pomeriggio, gli  Operai, gli Impiegati e i Dirigenti della STOLA spa invitano Alfredo e sua moglie Maria Paola al piano terra della modelleria di Rivoli ad un rinfresco, che è l’occasione per la consegna di una pergamena firmata da ciascun lavoratore presente, insieme ad un prezioso in oro.

La pergamena ha una dedica finemente scritta che recita:

Ciao Alfredo, l’arte del comando richiede fede, ma anche capacità di capire gli esseri umani, i loro valori, le loro debolezze, partendo spesso dal lavorarci accanto.
Questa breve riflessione è ispirata ad un testo di Francesco Alberoni ed è quello che noi tutto riconosciamo in te.

La volontà di Alfredo è comunque di continuare a lavorare nel settore dell'automobile, ma con una precisa scelta di cambiamento di vita.
Proseguire quindi nel segno della tradizione, anche con l’obiettivo ben definito di celebrare nel 2019 i cento anni di lavoro della “Famiglia” per l’automobile, iniziati nel 1919.
Con questi presupposti, il 2 gennaio del 2005, insieme a Maria Paola Stola e con il contributo di Marco Goffi, costituiscono davanti al Notaio Mario Enrico Rossi  STUDIOTORINO s.r.l.


2 gennaio 2005 Villarbasse. Alfredo e Maria Paola Stola esaminano i disegni definitivi di Aldo Brovarone.
La società ha come obiettivo la realizzazione di carrozzerie speciali per fuoriserie, consulenza tecnica e manageriale per i primari operatori dell'automotive e rapporti di collaborazione con le scuole di design e università.
Fra gli interessi di STUDIOTORINO c'è anche la ricerca e lo studio delle "auto classiche" in particolare i "Concept Cars" storici dei più illustri maestri mostrati nel tempo.

Marco Goffi

Il 16 giugno 2005, dopo sei mesi di lavoro, vengono presentati al Museo dell’Automobile di Torino “Biscaretti di Ruffia” le prime due fuoriserie di STUDIOTORINO.
Sono le RK SPYDER e la R SPYDER disegnate da Aldo Brovarone, entrambe costruite su base Porsche 987, il cui progetto è sviluppato insieme ad Alois Ruf della Ruf Automobile.
I due prototipi sono volutamente costruiti a mano con le più tradizionali tecniche della scuola torinese di modellazione e carrozzeria.


Novembre 2004 Torino. Aldo Brovarone disegna
molte proposte della spider di STUDIOTORINO.

Febbraio 2005 Rivoli. C.Bordone, A. Stola,
S. Sellan e V. Della Rocca.

Con l’occasione della fine della modellazione di stile della SPYDER, è volontà di Alfredo mostrare in anteprima il risultato a tre uomini per lui fondamentali.
Carlo Bordone, Sellan Sante e Vittorio Della Rocca che hanno lavorato come Capi Officina in diversi momenti fra 1945 e il 2002 nelle modellerie di Famiglia di via Issiglio, di via La Thuile a Torino e di via Ferrero 9 in Rivoli.


15 giugno 2005 Villarbasse. Il giorno prima della presentazione ufficiale Alfredo e
Maria Paola Stola posano con la RK Spyder.

17 giugno 2005 Torino.
Il giorno dopo la presentazione ufficiale sulla pista del Lingotto il secondo prototipo R Spyder arancione.

Tra il 2006 e il 2007 vengono costruiti altri due esemplari sempre nella versione Spyder per il mercato americano, con una motorizzazione a 6 cilindri di 3600 cc kompressor che sviluppa una potenza di 440 Hp.


16 giugno 2005 MAUTO di Torino. Un momento della Premiere di STUDIOTORINO, al centro la RK Spyder.
Attualmente quest'esemplare è a Torino sempre con gli interni rossi ma con la tinta della carrozzeria bianca.

16 giugno 2005 Alois Ruf alla Premiere
con uno dei suoi motori.

16 giugno 2005 Alex Lordi e Maria Paola Stola con la R Spyder attualmente quest'esemplare è in California (USA).

Giugno 2006 Rivoli. La terza RK Spyder in
partenza per il Kansas (USA).

Maggio 2007 Torino. La quarta RK Spyder in partenza per il New Hampshire (USA).
Il 25 aprile 2006, a soli 46 anni, scompare Massimo Stola, dopo una lunga malattia sopportata con coraggio e combattuta con dignità.
Una persona per bene, un lavoratore infaticabile dotato di raffinata intelligenza.
L’Azienda, per la sua competenza nei rilievi matematici delle superfici e della relativa fresatura a controllo numerico dei modelli, deve molto a Massimo Stola.
In Italia, nello specifico nel settore dei modelli per automobile, è stato un pioniere, attraverso lo sviluppo di software appositamente scritti fra la fine del 1979 e il 1981.

Massimo Stola 1960 - 2006

Dicembre 2005 Torino. Aldo Brovarone mostra ad Alfredo i bozzetti definitivi della RK Coupé.
Il 18 agosto 2006, come evoluzione naturale del progetto RK, ancora una volta su base Porsche 987, la Ruf Automobile insieme a STUDIOTORINO presentano la RK COUPÈ al “The Quile Lodge” a Carmel, in California. Questa Coupé, sempre disegnata da Aldo Brovarone, è prodotta in due esemplari per il mercato europeo con una motorizzazione 3.600 cc kompressor, che sviluppa 470 bhp.
Quindi 30 bhp di incremento potenza rispetto alle prime due RK SPYDER, è il risultato del lavoro di sviluppo seguito in prima persona da Alois Ruf.

6 agosto 2006. Sul tetto del Lingotto a Torino prima della partenza per il The Quail Lodge a Carmel (USA)
dove il 18 agosto verrà presento ufficialmente.

18 agosto 2006 Carmel. Presentazione ufficiale della RK Coupé nell'area dedicata
alla Ruf Automobile al The Quail Lodge.
18 agosto 2006 Prima di arrivare al The Quail Lodge due classiche fotografie, a Carmel davanti allo storico distributore della Gilmore e a Pebble Beach sulla 1 nel famoso tratto 17 miles road.

Settembre 2007 Torino. Il secondo esemplare di RK Coupé consegnato in Germania.

L’8 febbraio 2008 a Roma, in occasione della mostra “Scrigno Tesori d’Italia”, STUDIOTORINO per conto di “Studio M” realizza il particolare modello in scala della Maserati chiamato “Cinqueporte”.
Nella stessa occasione, sempre per "Studio M" realizza il “trim and colour" sia degli esterni che degli interni per la Fiat 500 “Pepita”.
I Partner tecnici per questi due progetti sono Salt Gavina, ADM e Daniele Gaglione.


Gennaio 2008. A. Stola completa il modello Maserati Cinqueporte prima della consegna a Roma.

5 Febbraio 2008 Villarbasse. Maria Paola Stola sulla Pepita prima della presentazione a Roma.

Febbraio 2008 Fotografia in studio del modello in scala della Maserati Cinqueporte.

5 Febbraio 2008 Villarbasse. La 500 Pepita prima della spedizione a Roma.
Essa è verniciata con una percentuale di oro 24 carati e anche gli pneumatici con fasce in oro sono
verniciati con il prezioso metallo.
Gli interni sono sellati in coccodrillo e la plancia rivestita in madreperla.

Il 5 settembre 2008, Alfredo Stola incontra a Parigi il Principe Saudita Khaled bin Alwaleed bin Talal Al Saud con la sua precisa richiesta di studiare il design e la fattibilità di due carrozzerie fuoriserie basate sulla Bugatti Veyron e sull’Audi R8, entrambe già in suo possesso.
L’obiettivo finale richiesto è la realizzazione di due fuoriserie costruite sui telai Bugatti e Audi.
Al meeting organizzato da Pierfranco Gavina della Salt presso l’Hotel George V partecipano, oltre lo stesso Gavina, anche l’Architetto Daniele Gaglione e Alfredo Stola.


2008 Hotel Four Seasons George V Paris
con il HRH principe Khaled bin Alwaleed bin Talal Al Saud, Pierfranco Gavina della Salt, Alfredo Stola e Daniele Gaglione il designer.

Torino Caselle 15 ottobre 2008. Il Principe Kaled atterra a Caselle con il suo Boing 747-400 della Kingdom Holding Company per esaminare il "working progress" dei lavori. In questa occasione Alfredo Stola accompagna il Principe con la sua Bugatti Veyron a Maranello per una esclusiva visita all'interno della Ferrari oranizzata dall'Ingegner Harald Wester.

l 22 dicembre 2008 a Torino presso l'Hotel Principi di Piemonte vengono presentati al Principe i due studi di stile, che sebbene apprezzati non verranno mai prodotti sui suoi telai.


Proposta di stile per una "fuoriserie"su base Bugatti Veyron.

Proposta di stile per una "fuoriserie" su base Audi R8.

Disegno originale dello storico fumettista di Astorina Enzo Faccioli.

Il 12 settembre 2008, in occasione del "World Design Capital Torino 2008", da un’idea di Maria Paola Stola, STUDIOTORINO presenta il progetto Fiat 500 Diabolika.È una personalizzazione artistica ispirata al fumetto Diabolik edito da Astorina, che sarà prodotta in due esemplari.


12 settembre 2008 Torino Via Spalato presso la Mycrom.

Dott. Mario Gomboli editore di Astorina, 
Eva Kant e Maria Paola Stola
Fra gli illustri ospiti alla presentazione della 500 Diabolika l'ing. Lorenzo Ramaciotti, Marcello Gandini,
Silvia Baruffaldi e Silvia Galli di Auto & Design.

Maria Paola Stola dirige tutti i lavori coordinando i Partners tecnici Mycrom, Salt Gavina, ADM, Borrani, Brembo e Pirelli.
Insieme all'editore di Diabolik Mario Gomboli, selezionerà i disegni del fumetto appositamente realizzati per gli interni.


Luglio 2009. Palazzo Mistrot Villarbasse (Torino). Le due 500 Diabolika prodotte prima della consegna.

15 luglio 2008 il disegno definitivo della COUPRTORINO m.y. 2008 approvato da Peter Pfeiffer.

Sempre nell’occasione di "Turin World Design Capital", nello stesso periodo STUDIOTORINO, insieme allo Iaad e al Centro Stile Mercedes di Sindelfingen, realizza una tesi di studio intitolata COUPÉTORINO.
È un progetto di ricerca eseguito con lo studente Piotr Degler Jablonski, mirato alla trasformazione di una Mercedes spider SL tipo R 230 m.y. 2008 in un coupé.

Alcune delle proposte di stile realizzate nella primavera 2008 da Piotre Degler sotto la direzione di Alfredo Stola.

Il lavoro in tutte le sue fasi é controllato da Peter Pfeiffer, Direttore Globale del Centro Stile Mercedes, e da Michele Paganetti, Direttore del Centro Stile Mercedes di Como.


Como 9 07 08 : incontro "informale" tra il Professor Peter Pfeiffer e Alfredo Stola presso il Centro Stile Mercedes.

Alfredo Stola posa con il modello in scala.
Torino 12 dicembre 2008 il modello in scala della COUPETORINO presentato all'evento "FORME FUORI DALLA SERIE" presso la Turin Gallery. Il modello base della spider è stato fornito dalla Mercedes Benz, mentre il lavoro di modellazione per la trasformazione in coupé è stato realizzato con la collaborazione della modelleria Flavio Secoli.
Il logo e l'entrata principale della King Saud University in Riyadh.

Nell’aprile del 2009, per incarico di Magna Steyr Italia, STUDIOTORINO realizza lo stile del fuoristrada denominato Gazal.
Oltre a questo, è richiesta la consulenza per la realizzazione del modello da salone, del prototipo marciante e dell'istruzione degli studenti presso l'università a Riyadh.


Aprile 2009 Riyadh. Il Dott. Tiziano Novo General Manager di Magna Steyr Italia è l'assoluto promotore di questo prestigioso progetto. In questa immagine il Dott. Novo nel primo incontro istituzionale con il vice Rettore
dell'università Professor Ali Saeed Al-Ghamdi riceve dalle sue mani un riconoscimento di stima.
Sulla sinistra si riconoscono il professor Saied Mohamed H. Darwish e l'ingegner. W. Breitenhuber della Magna Steyr Austria.

Il committente di Magna Steyr é la King Saud University, il più grande ateneo dell’Arabia Saudita e del Middle East, con sede a Riyadh.
Il progetto è completamente finalizzato all’istruzione di un team di studenti iscritti a un particolare corso di studio sull’automotive.
Le lezioni teoriche e pratiche di ingegneria si sviluppano fra Riyadh e Rivoli, negli uffici tecnici della Magna Italia, con stage veri e propri anche presso i fornitori specialisti di modellazione, verniciatura e sellatura.


Riyadh 2009. Carlo Carena e Michael Storey della Magna Steyr italia con il pfessor Darwish ad una lezione di 
ingegneria alla King Saud University.

Alfredo Stola con gli studenti della 
King Saud University durante una lezione sulla
storia dell'automobile e il design.

La base di partenza è la Mercedes Classe G tipo W 463 passo lungo, e per lo stile STUDIOTORINO si avvale della preziosa collaborazione del Designer ex Mercedes Peter Arcadipane.
Un progetto di 15 mesi sviluppato con lezioni teoriche e pratiche, tenute da Alfredo Stola insieme al Team Magna, composto da Carlo Carena, Giancarlo Novo, Mike Storey, Carlo Mantovani e Vincenzo Paparo.
La première mondiale del modello di stile Gazal avverrà a marzo del 2010 con l’occasione del Salone Internazionale dell'Automobile di Ginevra.


Peter Arcadipane in team con gli studenti della KSU hanno disegnato lo stile della Gazal-1 per STUDIOTORINO.
Primavera 2009 i disegni di STUDIOTORINO realizzati dallo stilista Peter Arcadipane.

Ginevra 3 marzo 2010 il modello Gazal esposto nello stand della King Saud University.
La realizzazione del modello di stile per Magna Steyr Italia è stato eseguito con la collaborazione della modelleria Flavio Secoli.

Ginevra 2010, nello stand della KSU da sinistra
Alfredo Stola, Ali Al Samhan (ksu), Tiziano Novo 
( Magna Steyr Italia) Saied Mohamed H. Darwish (ksu).

Ginevra 2010 Il Dott. Tiziano Novo nello stand KSU stringe la mano al primo ministro malese Dr. Mahathir bin Mohamad.
A sinistra il Professor Darwish. Al centro l'assistente del P.M.

Il prototipo funzionante sarà presentato tre mesi più tardi al Palazzo Reale di Jeddah alla presenza del Re HRH Abdullah bin Abdulaziz Al Saud insieme ai professori e agli studenti del corso di ingegneria della King Saud University.


Jeddah 15 Giugno 2010 His Excellency Professor
Abdullah Al-Othman , rettore della KSU dona il modellino in scala della Gazal 1 al HRH Re Abdullah bin Abdullaziz Al Saud.

Jeddah 15 Giugno 2010 presepio palazzo Reale il 
HRH Re Abdullah vede per la prima volta 
il prototipo della Gazal 1.

Jeddah 15 Giugno 2010 foto di gruppo con il Re Abdullah , insieme alla dirigenza e il corpo docente
della KSU e gli studenti del primo corso di ingenieria autoveicolistica.

Il 26 novembre 2011, Alfredo Stola è ospite alla Teheran University invitato dal Professor Robert Sarkisian e dai suoi assistenti del corso di Industrial Design, i Professori Siavash Jafari Jozani e Mani Keramati.
L’obiettivo è la presentazione del loro progetto di tesi di un modello scala 1/1 in Clay di un'ipotetica plancia porta strumenti per una nuova Audi R8.
Lo scopo della tesi è mostrare le capacità di modellazione manuale e stilistica.
Nell’occasione di questa presentazione, Alfredo Stola presso l’Aula Magna tiene due lezioni dal titolo “Art and Cars” e “The Essence of Craftmanship” agli studenti del corso di Arte e Industrial Design.


26 novembre 2011 Iran. Alfredo Stola nell'aula
magna della Theran University

In prima fila da sinistra: Mr Ramin Mahbobi, Mr Robert Sarkisian, Mr Cyrille Jegu, Alfredo Stola, Miss Roza Hosseini, Miss Fatima Safikhani, Miss Leyla Ensaniyat e nella seconda fila: Miss Tayebe Kharestani, Miss Mina Kasirifar, 
Mr Siavash Jafari Jozani e Mr Sam Antighechian.

Il 23 gennaio 2013, la W Motors presenta al Salone di Doha il modello di stile Lykan, che è certamente il primo concept di Hypercar mediorientale.
STUDIOTORINO é consulente tecnico per la realizzazione del modello per conto di Magna Steyr Italia.


Rivoli, Novembre 2012, prima presentazione del modelli di stile presso la modelleria di Secoli.
Da sinistra Turi Suraci, Lello Locantore, Sergio Boero, Alfredo Stola, Ralph Debbas, Anthony Jannarelly, Tiziano Novo, Carlo Carena, Flavio Secoli, Davide Secoli.

Doha 28 gennaio 2013, il modello di stile della Lykan in premiere mondiale al Qatar Motorshow nello stand della W Motors.
Sari El Khalil e Sultan Abu-Sultan presentano il modello di stile della Lykan al Primo Ministro del Qatar 
Sua Eccellenza Sheikh Hamad bin Jassim bin Jalsor al Thany.

L'incontro con Ralph Debbas, Presidente di W Motors, era avvenuto già nel 2011 in Magna a Rivoli attraverso le relazioni del General Manager Dottor Tiziano Novo.
Da questo incontro nasce il progetto Lykan, che verrà ufficializzato a Beirut l'11 luglio 2012 in una vera e propria presentazione dedicata alla stampa e a una selezionata platea di imprenditori e politici dell'area mediorientale.


Beirut 11 luglio 2012. Scultura in alluminio costriuita da W Motors rappresntate le linee caratteristiche della futura Lykan. 

Beirut 11 luglio 2012. Al termine della prima conferenza stampa. Da Sinistra Alfredo Stola, Ralph Debbas, 
Saari El Khalil, Tiziano Novo e Anthony Jannarelly.

Uno dei tanti disegni della Mercedes COUPETORINO realizzati dagli studenti IAAD per STUDIOTORINO.

Il 27 settembre 2012, al Salone di Parigi, da un incontro fra Steffen Koehl, Direttore del Global Advance Design Mercedes Benz con Alfredo e Maria Paola Stola, nasce il secondo progetto COUPÉTORINO, ancora una volta insieme allo Iaad.


27 settembre 2012 Salone di Parigi. Alfredo Stola mostra
i primissimi disegni degli studenti a Steffen Koehl

Manifesto ufficiale del progetto COUPETORINO

Questa volta non più una tesi, ma una simulazione vera e propria di uno studio di stile e fattibilità tecnica svolto con sei studenti fra i più capaci della scuola Iaad.
Trasformare la nuova Spider SL tipo R 231 in una COUPÉTORINO é lo scopo di questo studio, il cui progetto é approvato dallo stesso Direttore del centro stile Mercedes Benz, Gorden Wagener.
Alfredo e Maria Paola Stola insieme ai sei studenti dello IAAD (C. Zanot, S. Manini, B. Arena, D. Pellegrino, M. Bavaro e E. Cascone) supportati dal tutor e amico Daniele Gaglione realizzeranno decine e decine di proposte, condivise e corrette sempre da Steffen Koehl.


Il team COUPETORINO a Sindelfingen presso gli 
stabilimenti della Mercedes

Gli studenti IAAD ammirano la nuova Classe A al
Kunder Center di Sindelfingen

Dario Pellegrino al Power Wall

Stefano Manini al Power Wall

Il team COUPETORINO con Steffen Koehl nella sala virtuale del Design Center.

Il 27 maggio 2013, presso il Design Center di Como, diretto da Michele Paganetti, insieme a Koehl e tutti i protagonisti di questo lavoro viene presentato il modello in scala 1/4 della COUPÉTORINO my 2013.
Il modello è realizzato con l'innovativa tecnica di stereolitografia gigante e monolitica eseguito in collaborazione con Skorpion.

La scannerizzazione, le matematiche e il modello in scala 1/4 costruito in stereolitografia gigante e monolitica sono state realizzate dallo sponsor tecnico Skorpion. In particolare le matematiche, realizzate dal tecnico Matteo Gelpi sono state seguite dagli studenti del team COUPETORINO.

Messa in tavola della Mercedes COUPETORINO m.y. 2013 documento necessario per la presentazione
peresso il centro sile Mercedes di Como.

Como, 27 maggio 2013. Centro stile Mercedes-Benz. Presentazione finale del progetto. Da sinistra: I. Moriggi, C. Zanot,
S. Manini, B. Arena, A. Stola, D. Pellegrino, S. Koehl, MP. Stola, L. Milani, M. Paganetti, M. Bavaro, R. Cascone.
Il 9 giugno 2013, STUDIOTORINO annuncia alla stampa internazionale, attraverso tre disegni, il progetto di una "One Off" denominata “MONCENISIO”.
Derivata dalla Porsche 981, i disegni sono firmati dell’Architetto Daniele Gaglione, e il progetto ha come unico obiettivo omaggiare il ricordo di Francesco Stola, Papà di Alfredo.
Febbraio 2014. I disegni della Porsche Moncensio realizzati dall'Architetto Daniele Gaglione realizzati sulla base della Tipo 981.

Torino 21 marzo 2014 Daniele Gaglione il designer della Moncenisio in posa con Marcello Gandini e Leonardo Fioravanti.

Il 21 marzo 2014, presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, STUDIOTORINO presenta la sua “One Off” Porsche MONCENISIO.


21 marzo 2014 Museo dell'Auto di Torino. Maria Paola e Alfredo Stola, il Cav. Rodolfo Gaffino Rossi e Marco Goffi.

Carlo Stola e Francesco Stola scoprono al pubblico la "One Off" Porsche Moncenisio.

Questa speciale fuoriserie, basata sulla Porsche Tipo 981, è disegnata dall’Architetto Daniele Gaglione, caro amico di famiglia.
La dedica al Papà si evidenzia sulla fiancata sinistra con una preziosa placchetta metallica dove é inciso “S.F. 1/1” che sono le iniziali Stola Francesco “una di una”, mentre all’interno nella parete posteriore, sempre su una placchetta, é scritta a mano la frase “A mio Papà tuo Kiki”.


La preziosa placchetta con la scritta "A mio Papà. Kiki"

21 marzo 2014 presso il Museo dell'Auto. Alfredo, Maria Paolo, Francesco e Carlo Stola
posano con la Moncenisio un ora prima della presentazione ufficiale.

La MONCENISIO ha una carrozzeria unica e speciale, mantenendo originale tutta la struttura di sicurezza, il telaio e la meccanica il cui motore originale garantisce le emissioni a norma di legge.
Il lavori di modellazione, di realizzazione dei particolari, di verniciatura e di sellatura per gli interni sono appositamente tutti eseguiti a mano nella più classica tradizione torinese,
Storici partners come le Famiglie Secoli, Gavina e Gatto hanno reso tutte queste attività un sapiente mix di tecnica e artigianato regionale.
Lo stile é volutamente ispirato alla Porsche 904, inarrivabile disegno di Ferdinand Alexander Porsche, preziosa conoscenza degli Stola avvenuta tra il 1999 e il 2000 per aver avuto l’onore di lavorare prima in Italia e poi a Zell Am See in Austria con la sua squadra di modellatori STOLA s.p.a. sul progetto Cayenne.

Giugno 2014 sulla strada del passo del Moncenisio il primo test in montagna dopo il disgelo della neve.
Ecco il motivo del nome Moncenisio: gli esterni con il colore del lago e gli interni con i colori dei pascoli.
L'ardito trim and colours è stato eseguito da Maria Paola Stola.

Prima della presentazione ufficiale a Torino, la MONCENISIO è stata mostrata in anteprima l'11 marzo 2014 al Centro Stile Porsche a Weissach, alla presenza di Wolfgang Hatz, Direttore del reparto Ricerca e Sviluppo e dei Designers Grant Larson, Matthias Kulla, Martin Khal e Conrad Hummel.

11 Marzo 2014 Centro Stile Porsche in Weissach. Maria Paola, Wolfgang Hatz e Alfredo Stola.
I designers G. Larson, M. Kulla, M. Khal e C. Hummel.

La Moncenisio, guidata da Alfredo Stola con il Dottor Tommaso Lubrano come fotografo, è protagonista di un particolare Test Drive nelle terre scandinave fra Rovaniemi, capitale del Circolo Polare in Finlandia, e Nordkapp in Norvegia nel gennaio del 2015.
Sono stati percorsi 1589 Km, interamente su strade ghiacciate con temperature spesso oltre -30 gradi, in un percorso ancora più insidioso per la presenza di renne e alci.
È possibile supporre che la MONCENISIO ad oggi sia stata l’unica “One Off” ad aver raggiunto in inverno il punto geografico più a nord del mondo percorribile su strada asfaltata, rappresentato alla sua fine da un monumento raffigurante il globo terrestre in acciaio.


Nord Kapp 30 gennaio 2015 ore 11.30 : Alfredo Stola al "globo d'acciaio" 
71° 10' 21" N - 25° 47' 40" E

Il 7 giugno 2017 l’artista Ugo Nespolo, in occasione della terza edizione del Salone dell’Automobile "Parco Valentino", presenta la MONCENISIO in versione Car Art.
Il titolo dell’opera é “TORINO - ZUFFENHAUSEN”, dove si raccontano, attraverso i sei colori delle bandiere italiane e tedesche, le 33 rarissime Porsche realizzate nell’area Torinese fra il 1947 e il 2017.


6 giugno 2017 Torino in piazza San Carlo. Il Maestro Ugo Nespolo in una foto ufficiale
prima di portare la Moncenisio al Salone Parco Valentino.

Il 5 novembre 2013 la W Motors presenta al Salone di Dubai il prototipo marciante "Lykan Hypersport", naturale conseguenza del modello di stile presentato a Doha 10 mesi prima.
STUDIOTORINO, direttamente per Magna Steyr Italia, é advisor tecnico per lo studio e la realizzazione del prototipo.
Lo raffinato stile della Lykan é frutto del lavoro di Ralph Debbas e Anthony Jannarelly.


Prima fila da sinistra:  R. Iraldi, B. Comollo.  Seconda fila da sinistra:  C.Carena M.Marangon, G. Buttiglieri, D.Secoli, F.Secoli, R.Debbas, T.Novo, R.Debbas, A Stola S.El Khalil, J Khabbaz, A. Jannarelly.  Terza fila da sinistra:  C Obbreja, G.Benaggia, S.Suraci, P.Damiano, N.Candido, W.Miranda, G.Scardino, V.Vernacea, E.Rizzardi, S.Boero, G.Federici, S.Lo Piccolo, R.Brilli, M.Ravizza, M.Bonando, M.Mingozzi, G.Boccafogli, M.Coletto.

Dubai 5 novembre 2013, Ralph Debbas e Sari El-Khalil della W Motors alla premiere mondiale al 
Dubai International Motor Show del loro prototipo di "pre produzione marciante" Lykan Hypersport 2014".

Durante il salone di Dubai, in modo totalmente inaspettato la Lykan viene notata e scelta  da una manager degli Universal Studios come automobile principale da utilizzare nella celebre saga cinematografica Fast and Furious.
I Teams W Motors, Magna Steyr e STUDIOTORINO il 24 aprile 2015 saranno invitati a Pechino alla premier di Fast and Furious 7. Per quel film, STUDIOTORINO per Magna Steyr Italia sarà anche consulente per la realizzazione di 6 speciali “Stunt Cars” a uso cinematografico, ovviamente tutti rossi.


Manifesto originale del film presentato in anteprima
mondiale il 24 Aprile 2015 in Cina.

Tiziano Novo (Magna Steyr Italia), Ralph Debbas (W Motors), l'attore Jason Statham, 
Sari El-Khalil (W Motors), Alfredo Stola (Studiotorino).

Il 14 giugno 2014, la Magirus Deutz, nel celebrare il 150° anniversario della sua fondazione, presenta nella città di Ulm in Germania, presso la sede produttiva, una nuova generazione del "Additional Craw Cab" in due versioni per un veicolo dei Vigili del Fuoco.
Per Magna Steyr Italia, STUDIOTORINO e Spadaconcept sono partner per le attività di management e stile nella realizzazione di due prototipi funzionali di un interno cabina a 7/8 posti.
Lo scopo per Magirus Deutz é di studiare la migliore ergonomia per i pompieri nelle attività di entrata, seduta e uscita dalla cabina con indosso l’equipaggiamento completo nel momento del pronto intervento.

I rendering di Spadaconcept e Studiotorino.

Il momento della scelta dei colori Paolo Spada
insieme a Roberto Gatto.

Presso le officine di Flavio e Davide Secoli il montaggio finale.
S. Boero, F. Secoli, M. Mingozzi, R. Saist e E. Meloni.

Stabilimento Iveco di Ulm, il camion Magirus Deutz con la cabina prototipo funzionale. Alfredo Stola, Flavio Secoli, Raffaele Sperandeo, Massimo Mingozzi e Davide Secoli

13 giugno 2014 ULM. Raffaele Sperandeo del Marketing Magirus e Emilio Meloni Project Manager di Magna
Steyr Italia per il progetto Magirus Deutz.

Nell’occasione della presentazione, viene schierata tutta la gamma Iveco, New Holland, Case e ovviamente Magirus Deutz, e il Dottor Sergio Marchionne, CEO del Gruppo Fiat, presenzierà a questa storica celebrazione.
A questo evento sono invitati da tutto il mondo centinaia di Vigili del Fuoco in rappresentanza delle rispettive caserme, con l'obiettivo di testare in azioni simulate l'innovativa cabina.

14 giugno 2014 ULM, il Dott. Sergio Marchionne controlla la cabina insieme alla dirigenza CNH e Magirus Deutz.

L'incontro con il Dottor Adolfo Orsi è stato ispiratore per l'argomento della tesi ideata e proposta da STUDIOTORINO al laureando Davide De Martinis, il cui titolo è “La nuova moto Maserati m.y. 2016”.
È noto a pochi che la Maserati ha prodotto motociclette fra il 1947 e il 1960, e quindi analizzare in una tesi universitaria la storia con l'aiuto di una persona così autorevole, è stata un'occasione che Alfredo e Maria Paola Stola, relatori esterni, non si sono fatti sfuggire.
Si è voluto così immaginare che la Maserati in questi anni non avesse mai smesso di produrre motociclette, e quale sarebbe potuto essere il loro ultimissimo modello nel 2016.


08-02-2016 Il disegno "POST LAUREA IAAD" di Studiotorino con Davide De Martinis. 
Tutors per lo stile Paolo Spada e Emanuele Battista. Supervisors Alfredo e Maria Paola Stola

I dettegli della VCM 322

I dettegli della VCM 322

Davide De Martinis si è laureato il 9 luglio 2015 presso l'università Iaad di Torino, ha avuto come relatori interni Luca Bar e Marco Vendrame e relatori esterni Alfredo e Maria Paola Stola.
Paolo Spada ed Emanuele Battista sono stati i tutor di STUDIOTORINO nel periodo post laurea di De Martinis.
VCM 322 è il nome di questa moto Maserati, ed è un omaggio allo storico indirizzo civico dello stabilimento modenese della Maserati s.p.a. di viale Ciro Menotti 322.


Torino 9 Luglio 2015 la commisione di laurea presso l'università IAAD riunita: A.Stola, L.Milani, M.Vendrame, L.Bar.

Davide De Martinis con i relatori esterni Maria Paola e
Alfredo Stola all'esposizione della tesi.

Spada in un momento di formazione creativa
con De Martinis.

Le conseguenti suggestioni di stile ispirate alle classiche 
Moto Maserati degli anni 50/60.

Il 10 novembre 2015, la W Motors presenta in première mondiale al Salone in dell'Automobile di Dubai il "modello di stile" Fenyr.
STUDIOTORINO ha avuto l'incarico di advisor nelle attività di modellazione inerenti alla costruzione del solo modello di stile, attraverso una collaborazione con Magna Steyr Italia.
Lo straordinario disegno della Supersport Fenyr è stato ideato e realizzato da Ralph Debbas e Anthony Jannarelly.


Rivoli 2015 presso Mercury, il modello di stile Fenyr prima di essere spedito. Da sinistra T. Surace, R. Iraldi, R. Saist,
C. Obbreja, M. Mingozzi, D. Secoli, F. Secoli, T. Novo, C. Carena, A. Stola, G. Doglioli, M. Storey, C. Mantovani, F. Stola.

Dubai 10 novembre 2015, Ralph Debbas e Saari El-Khalil della W Motors al Dubai Motor Show 
alla premiere mondiale del modello di stile Fenyr Supersport.

Il 1° marzo 2016, in occasione del 86° Salone di Ginevra, presso lo stand Magna é esposta per la prima volta in Europa la LYKAN di W Motors con la livrea rossa del film Fast and Furious 7.
Protagonista del successo cinematografico del 2015 prodotto dalla Universal, la Magna Italia ha realizzato sei "Stunt Cars" nel 2013, perlopiù poi andate distrutte nelle spericolate scene.
STUDIOTORINO é stato advisor nelle attività di ripristino e messa a punto del prototipo per Magna.


Rivoli, febbraio 2016 presso Mercury. La Lykan prima della partenza per Ginevra. Da sinistra: E.Rizzardi, S.Suraci, R.Sais, G.Comollo, M.Mingozzi, F.Secoli, D.Secoli, C.Carena, T.Novo, A.Stola, C.Stola, M.P. Stola, R.Gatto

Ginevra 2016, Tiziano Novo CEO di Magna Steyr Italia con la Lykan in livrea rossa
del film Fast and Furius 7 sullo stand MAGNA.

Ginevra 2016 Tiziano Novo - Magna Steyr Italia -,Harald Wester -Maserati, Alfa Romeo- e A. Stola

Arte e automobili spesso si sono incontrate nei più importanti musei del mondo a partire dagli anni '70. Artisti come Alexander Calder, Roy Lichtenstein e Andy Warhol hanno anche espresso la loro creatività su delle carrozzerie BMW.
Alfredo e Maria e Paola Stola, volendo raccontare la loro passione per il marchio Porsche, hanno chiesto a titolo personale all'artista Ugo Nespolo di raffigurare i prototipi da loro ideati fra il 2001 e il 2014 in un'opera artistica unica.
Intitolata "Nate a Torino", l'opera é stata presentata presso lo studio del Maestro Nespolo il 22 marzo 2016.
Dal 1 luglio 2016 fino al 1 settembre 2018 l'opera è stata esposta nel padiglione del design presso il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino intitolato all'Avvocato Giovanni Agnelli.


Torino 22 03 2016 Ugo Nespolo presso il suo studio.

Il 3 luglio 2016 a Pechino, nella sala convegni del Beijing Hotel, a una selezionata platea di persone del mondo dell'imprenditoria cinese é stato presentato il modello di stile denominato Seven appartenente al nuovo marchio automobilistico Iconiq.


Rivoli 20 giugno 2016  presso Mercury il modello Seven.  Da sinistra R.Iraldi, E.Rizzardi, G.Aiola, F.Secoli,
G.Boccafogli, D.Secoli, G.Comollo, T.Novo, Alan Wu, A.Stola, Karim Banna.

Iconiq, con il suo primo modello Seven, é un'iniziativa di Mr Alan Wu, il cui obiettivo è creare un esclusivo “MPV” di lusso a trazione elettrica.
Con il completo supporto ingegneristico di Magna e il design di W Motors, STUDIOTORINO é stato advisor tecnico per Magna Steyr Italia per i soli lavori inerenti al modello di stile di esterni e di interni.


Pechino 3 luglio 2016, il modello di stile Seven alla 
premiere presso l'Hotel Beijing.

Da sinistra: Hassine Sioud, Bruno Lambert, Tiziano Novo, Ralph Debbas, Alan Wu, Sam Fu, Alfredo Stola, Exequiel Disalvo, William Wu.

Il 4 luglio 2016, Nicola La Torre ha esposto la sua tesi di laurea alla commissione dell'università “Iaad” di Torino; relatrice esterna é stata Maria Paola Stola in rappresentanza di STUDIOTORINO.
L'ipotesi "Nuova Smart Roadster" é il titolo di questa interessante tesi.


Torino 4 luglio 2015. La commissione di laurea presso l'università IAAD riunita: M. P. Stola, L. Milani, M.Vendrame, 
G. Concilio

La direttrice IAAD Laura Milani e la relatrice esterna Maria Paola Stola ascoltano l'esposizione di Nicola La Torre.

La Torre è stato influenzato da uno dei classici stilemi di STUDIOTORINO e cosi ha reinterpretato con particolare personalità il baule posteriore e i suoi due montanti.
Un importante momento di questa tesi é l'esclusiva intervista a Michael Mauer direttore del Centro Stile Porsche, organizzata da Maria Paola Stola in considerazione del fatto che é stato il Direttore del Centro Stile Smart dal 1998 al 2000.

Ricomincia
Ottobre 2016 Disegno sviluppato nel periodo "Post Tesi" insieme al tutor Gaglione.

I'8 luglio 2016, Giuseppe Iuliano ha esposto alla commissione Iaad a Torino la tesi di laurea "Alfa Romeo Duetto Analisi Del Mito e Ipotesi Contemporanea ". Questo è un tema molto caro a STUDIOTORINO, tra le massime espressioni dello storia dello stile italiano, e Aldo Brovarone e Alfredo Stola sono stati i relatori esterni.


Marzo 2016: Iuliano a casa di Aldo Brovarone che nel 
1956 con i prototipi Pininfarina Super Flow 
creava il futuro DNA della Duetto.

Maggio 2016 presso il Centro Stile JAC Italia: A.Stola, G.Iuliano, D.Gaglione e G. Concilio.

Nell'anno del 50° anniversario della presentazione della Duetto, la tesi ha voluto analizzare in un immaginario parallelo come sarebbe oggi questa spider se nel 1993 non fosse mai andata fuori produzione.
Si è voluto studiare in modo non convenzionale le evoluzioni tecniche stilistiche della Porsche 911 e della Mazda Mx-5 per individuarne il parallelismo nei cambiamenti dal 1994 ad oggi. Iuliano ha avuto come tutor gli amici architetti Daniele Gaglione e Giancarlo Concilio rispettivamente per gli esterni e per gli interni.


8 luglio 2016: Giuseppe Iuliano espone la Tesi alla Commisione d'Esame IAAD a Torino

Iuliano con la Commisione d'Esame: A.Stola, A. Brovarone, L.Milani, M.Vendrame, M.Di Marco.

L'architetto Daniele Gaglione (Centro Stile Alfa Romeo Arese 2001-2010) ha dedicato con passione e generosità un po' del suo tempo in un programma post-tesi a distanza, insieme a Giuseppe Iuliano.
Affinare, completare e rendere più definitivo il disegno é stato l'obiettivo, insieme al ricercare il più possibile il DNA Alfa Romeo.


Agosto 2016 L'Architetto Daniele Gaglione e 
Giuseppe Iuliano al primo incontro "Post Tesi".

Maggio 2003 Villa D'Este: Daniele Gaglione designer dell'esteno della Alfa Romeo 8C Competizione.

Il 19 aprile 2017 in Cina con l'occasione di "Auto Shanghai 2017", Iconiq presenta i due prototipi marcianti model Seven, nelle versioni Vip e Premium.


Rivoli 10 aprile 2017 presso Mercury. F.Secoli, R.Saist, T.Novo, A.Stola, D.Secol, B.Comollo, M. Meloni, A.Benvenuti, C.Mantovani, G.Novo, R.Gatto, R.Iraldi, B.Aiola, N.Candido, G.Boccafoglio, C.Carena, Domenico, R.Brilli, P.Germano , L.Curbis. M.Storey, M.Gargano. Mirko Paolo , Habib, S.Speek, T.Ivan. Emes, M.Stok, Martino, J.Beldman ,C.Nardelli.

Lo stile delle Seven é stato sviluppato nel centro stile di W Motors a Dubai, per meglio interpretare i gusti e le esigenze dei futuri clienti.
Il design é stato realizzato da Ralph Debbas insieme al suo assistente Exequiel Disalvo.
Con il completo supporto di Magna Steyr Italia, diretta da Tiziano Novo, e la collaborazione di Mercury, STUDIOTORINO é stato advisor tecnico per la società austro-canadese riguardo ai lavori di realizzazione dei due prototipi.


Model Seven, in versione Vip presso lo stand Iconiq all'Auto Shanghai 2017

Model Seven in versione Premium presso lo stand Iconiq all'Auto Shanghai 2017

Il 29 novembre 2017 a Dubai, Ralph Debbas, Ceo di W Motors, presenta in première mondiale il prototipo marciante “Fenyr Supersport”.
L’occasione é l’inaugurazione della loro nuova sede di rappresentanza e show room in partnership con Iconiq per gli Emirati Arabi Uniti.


Rivoli 23 novembre 2017 presso lo stabilimento Mercury tre giorni prima della consegna. 
Da sinsistra Massimiliano Mingozzi, Roberto Sais, Pier Giuseppe Germano, Luca Corbelli, Silvano Grosso, Walter Isabello, Valentino Varnacea, Dilve Mingozzi, Giuseppe Aiola, Hermes Rizzardi, Ing Beppe Comollo, Carlo Mantovani, Davide e Flavio Secoli, Tiziano Novo, Alfredo Stola, Gianfranco Bernello, Mario Caldarola, Luca Curbis, Maurizio Damiano, Stefano Vair.

Una cerimonia a cui hanno partecipato importanti personalità politiche e imprenditoriali della penisola araba e della Cina.


Dubai 29 novenbre 2017 Ralph Debbas e Alan Wu 
al taglio del nastro del nuovo Show Room.

Alan Wu ( Iconiq ), Tiziano Novo ( Magna Steyr )
e Ralph Debbas ( W Motors ).

Alan Wu and Ralph Debbas scoprono 
la Fenyr Supersport.

Gli invitati all’evento nella nuova sede 
W Motors - Iconiq Show Room.

Il prototipo è derivato dal modello di stile presentato nel 2015 al Salone di Dubai, dopo due anni di affinamento stilistico sempre a cura di W Motors, e del relativo sviluppo tecnico di Magna Italia.
Questo “Proto 0” è finalizzato a una produzione su richiesta che sarà realizzata interamente a mano e personalizzabile secondo i gusti del cliente.
STUDIOTORINO è stato advisor tecnico per il Team Magna Steyr Italia nelle attività di modellazione, prototipazione e di supporto all’ingegneria.


27 novembre 2017 Areoporto di Dubai la prima foto ufficiale della FENYR.

Parallelamente alla presentazione della Fenyr a Dubai, nello stesso evento in première mondiale viene mostrato il modello in scala della ICONIQ L5.
Disegnato da W Motors, la L5 è una visione del futuro dalla mobilità autonoma nel segmento lusso.
L’obiettivo di Iconiq è la realizzazione di un modello con porte apribili in scala 1:1 di grande dettaglio da presentarsi all’inizio del 2019 sempre a Dubai, in preparazione di Expo 2020.
STUDIOTORINO è stato advisor di Magna Steyr Italia per le attività di fattibilità e assistenza alla costruzione del modello in scala.


Rivoli settembre- novembre 2017. Presso lo stabilimento Mercury le fasi di costruzione della Iconiq L5.
Da sinistra Hermes Rizzardi, Flavio Secoli e Luca Curbis.

Dubai 29 novembre 2017 Ralph Debbas e Aln Wu presentano in premiere mondiale insieme
alla Fenyr Supersport il futuristico modello in scala Iconiq L5.

Ginevra 6 marzo 2018, il momento della
presentazione ufficiale. 

Il 6 marzo 2018 a Ginevra, in occasione del Salone dell’Automobile, Ralph Debbas presenta ufficialmente dallo stand W Motors, per la prima volta al pubblico europeo, la Fenyr Supersport. Presenti all'evento i partner tecnici Kevin Dallas di Microsoft, Philippe Jarre di Akka, Tiziano Novo di Magna Steyr Italia e Alfredo Stola di STUDIOTORINO.


Ginevra 6 marzo 2018, Alfredo Stola e Tiziano Novo General Manager di Magna Steyr Italia con il prototipo Fenyr.
Nella stesso evento Alan Wu presenta alla stampa e al pubblico il modello in scala Iconiq L5 con la promessa di realizzare per l’inizio del 2019 un modello porte apribili.
Presenti i partner tecnici Tiziano Novo di Magna Steyr Italia, Kevin Dallas di Microsoft, Philippe Jarre di Akka, e Alfredo Stola di Studiotorino.

Ginevra 6 marzo 2018 presso lo stand W Motors - Iconiq in premiere europea il modello in scala Iconiq L5.

Il 24 e il 26 agosto 2018 la Fenyr ha partecipato ai due eventi principali della "Monterey Motor Week", il venerdi è stata esposta al The Quail Lodge e la domenica al concorso di Pebble Beach nell'area dedicata ai prototipi di stile e ai concept.
Alfredo e Maria Paola Stola, presenti agli eventi, hanno avuto l’occasione d’incontrare Ralph Debbas, CEO W Motors, Gorden Wagener, Direttore del centro stile Mercedes e membro del Consiglio D’Amministrazione, e la Famiglia Ruf.


24 agosto 2018 Carmel. Al The Quail Lodge
Ralph Debbas e Alfredo Stola con la Fenyr.

26 agosto 2018 Al concorso di eleganza di Pebble Beach Ralph Debbas, Maria Paola Stola con la Fenyr.

Monterey 26 agosto 2018. Il concorso di Pebble Beach è sempre occasione d'incontri. 
Alfredo Stola e Gorden Wagener insieme con la Mercedes-Benz EQ Silver Arrow.

Il 12 dicembre 2017 a Torino, Aitor Aguilar ha esposto la sua tesi di laurea alla commissione Iaad; relatrice esterna per STUDIOTORINO è stata Maria Paola Stola.

“E 914 Tayrona” è il titolo della tesi; la scelta condivisa con lo studente è stata proposta da STUDIOTORINO orientandola nel concetto di Porsche 914 in versione elettrica.


La commissione IAAD: M.P. Stola, L. Milani,
P. Nume, M. Inoue.

Aitor Aguilar espone le tesi alla commissione IAAD.

Aitor Aguilar e Maria Paola Stola.

Aitor Aguilar racconta una reinterpretazione contemporanea di una 914 in chiave attuale per una produzione, immaginando la prima Porsche sportiva di serie 100% a propulsione elettrica con motore centrale.
Due porte, due posti, con un particolare sguardo al tempo libero e all’avventura per una clientela moderna e dinamica. Colori, grafiche e lo stesso nome Tayrona sono suggestioni della Colombia, paese d’origine del laureando.


Villarbasse novembre 2017: Aitor Aguilar,
Maria Paola Stola e Wladimir Lasbugues.
Wladimir Lasbugues (dal 2013 Centro Stile JAC) é stato di supporto alla tesi E 914 Tayrona. In particolare per la sua passione per il marchio Porsche insieme a Maria Paola Stola ha contribuito a trasmettere il più possibile lo storico DNA della 914.

Il 10 giugno 2018 Stefano Busto ha esposto la sua tesi di laurea alla commissione dell'università Iaad di Torino; relatrice esterna è stata Maria Paola Stola in rappresentanza di STUDIOTORINO.
Il titolo della tesi è "CCC"- Connected Circadian Car 2025.


La commissione IAAD: M.P. Stola, Laura Milani, 
Pietro Nume e Matteo Doro.

Stefano Busto espone le tesi alla commissione IAAD.
Disegni manuali di ricerca di stile prima della redazione delle matematiche.

Stefano Busto ha sviluppato per STUDIOTORINO il progetto di un veicolo di medie dimensioni con marchio Volkswagen per spostamenti quotidiani e percorsi predefiniti. L'immaginario prototipo è provvisto di un’interfaccia uomo-macchina che ne faciliti la guida, ottimizzando le esperienze del driver.
Dall'esempio derivante dalla Formula E, com’è avvenuto quest’anno al primo Gran Premio di Roma il 14 Aprile 2018, l’auto-robot che ha aperto la corsa ha incrementato la sua intelligenza artificiale imparando dal pilota, per poi sfidarlo sul circuito.
Così la “Circadian Connected Car” dove mancano le infrastrutture si crea dei punti di riferimento apprendendoli dal quotidiano, quasi come nel ciclo biologico della natura.
Alcuni stilemi colorati, come gli pneumatici o altro, servono a riconoscere le auto a guida autonoma, come richiedono i primi emendamenti in materia emessi dallo stato della California.

Primi studi di ricerca per gli interni.
 
Il 13 febbraio 2019 alle ore 18:00, Iconiq presso il proprio show room di Dubai,  presenta in forma strettamente riservata il modello porte apribili  “Muse”.
L’occasione con una particolare cerimonia, è un incontro fra la W Motors, l’Ufficio Privato dello Sceicco Saeed Bin Ahamed Al Maktoum e alcuni ospiti.
 

Rivoli settembre 2018 Alfredo Stola insieme ad Alan Wu CEO Iconiq all'interno del modello Muse presso la modelleria Mercury.
 

Rivoli 18 dicembre 2018 presso la modelleria Mercury la Iconiq L5 Muse.
Da sinistra P. Germano, M. Caldarola, W. Isabello, L. Corbelli, L. Curbis, G. Comollo, E. Lombardi, D. Ruffa, R. Vasile,
S. Grasso, B. Aiola, S. Vair, D. Mingozzi, E. Rizzardi, Sokol, C. Damiano, M. Mingozzi, C. Carena, G. Novo, Davide e Flavio Secoli, C. Mantovani, V. Vasile, R. Gatto, T. Novo, A. Stola e Vincenzo Paparo.
Per Iconiq, Magna Steyr Italia ha realizzato lo sviluppo tecnico di questo modello porte apribili e STUDIOTORINO è stato suo advisor; il design è di W Motors.

Dubai 13 Febbraio 2019 Ralph Debbas da il benvenuto a Hisham Al Gurg C.E.O. del Private Office.
Presenti al tavolo da sinistra Nael Alieh, X Karim, Y, Alan W, Ralph Debbas Hisham Al Gurg, Z, W, Tiziano Novo e Alfredo Stola.

13 Febbraio 2019 Dubai.
Bernd Pichler sta per scoprire l'Iconiq Muse.
L’obiettivo d’intesa è di realizzare il prototipo marciante a guida autonoma in occasione di Expo Dubai 2020.
Presenti all'evento organizzato da Ralph Debbas, Alan Wu Presidente di Iconiq, importanti esponenti della politica e dell’imprenditoria Emiratina, e i partner tecnici Tiziano Novo di Magna Steyr Italia, Alfredo Stola di STUDIOTORINO e Ferreol Marande di Akka.  
La Muse è derivata dal modello già svelato   il 29 novembre 2017 sempre a Dubai con la sigla di progetto L5.Il design della Muse è opera del Centro Stile di W Motors, e rappresenta le personali visioni di Alan Wu e Ralph Debbas sul futuro delle mobilità a guida autonoma nel segmento automobili di lusso.
La presentazione ufficiale della Muse ai giornalisti e al pubblico è da Iconiq programmata il 16 aprile prossimo in occasione del Salone dell'Automobile di Shanghai.
Dubai 13 febbraio ore 18:30 gli invitati dell'evento privato organizzato da W Motor-Iconiq per la prima volta ammirano la Muse.

Debbas e Novo conversano con Ali e Y

Alfredo e Maria Paola Stola, Alan W, Karim Banna
e Tiziano Novo .

Alan W, Alfredo Stola e Karim Banna .

Joelle Habib, Y, Catherine Debbas e Maria Paola Stola.

H. Darwish e Tiziano Novo.

Maria Paola Stola e Alfredo Stola.

Dubai 13 Febbraio 2019. In prima fila Alfredo Stola, Ralph Debbas e Ishak Belhout.
In seconda fila Jeremy Sachot, Gaurav Nandi, Rohan Philip, Zak Hussain
Nella mattina della stessa giornata, in preparazione dell’evento, il Team  si è riunito nella show room.
Ammirare in anteprima  il prototipo e verificare gli ultimi dettagli prima della presentazione ufficiale agli importanti ospiti è stato l’obiettivo.

Dubai 13 Febbraio 2019 ore 10:00.
Alfredo Stola e Tiziano Novo posano per una foto ricordo con alle loro spalle il modello Iconiq Muse.

Alfredo Stola, Tiziano Novo, Alan W e Ralph Debbas per la prima volta seduti insieme all'interno della Iconiq Muse.

Dubai 13 Febbraio 2019. I Team Iconiq, W Motor, Magna Styer Italia, Akka e Studiotorino.
Da sinistra Ijaz, Jérémy Sachot, Nael Alieh, Gareth Davies, Younes, Maria Paola e Alfredo Stola, Tiziano Novo, Benoit Fraylon, Ferreol Marande, Ralph Debbas, Alan W, Karim Banna, Franck Euvrard, X, Y, Martin Hermida, Bernd Pichler, Z, Catherine Debbas.

Dubai 2019. Le sette foto ufficiali della Iconiq Muse di frante alla Head Quarter della W Motors.
W Motors ha realizzato il design della Muse.
Gli interni della Muse sono funzionanti. Il sedile anteriore ruota di 180° e gli schermi della plancia anteriore e del video dietro il sedile anteriore sono interattivi e a comando vocale. Tutta l'illuminazione è a led con colorazione variabile.
Il 16 aprile 2019 al salone dell’automobile di Shanghai, sullo stand “Iconiq - W Motors” vengono presentate ai giornalisti e al pubblico tre novità.
La seconda generazione dei due Show Cars Iconiq Seven  nelle versioni Vip e Premium, e il concept Iconiq Muse già mostrato a Dubai il 13 febbraio 2019 ad un evento “strettamente privato”.
Le due Seven in entrambe  le versioni rappresentano  l’evoluzione “quasi” definitiva rispetto le precedenti presentate due anni prima alla stesso salone cinese, la cui produzione a trazione elettrica è prevista nell’ultima parte del 2021.

Rivoli 4 aprile 2019: Varnacea, Curbis, Secoli, Prandi, Stola e Comollo in un meeting pre-delibera

Alfredo Stola posa pochi minuti prima della foto ufficiale

Corbelli, Stola, Secoli, Curbis, Novo e Debbas

Carlo Mantovani, Alfredo Stola e Tiziano Novo

Rivoli 4 aprile 2019 Presso la modelleria Mercury Alfredo Stola immortala il momento della delibera prototipi
alla consegna da parte del P.M. Iconiq Jack Yuan direttamente a Tiziano Novo General Manager di Magna Stayer Italia.
Per Iconiq, Magna Steyr Italia ha realizzato lo sviluppo tecnico di questi due prototipi e STUDIOTORINO è stato suo advisor; il design è di W Motors.

Rivoli 4 aprile 2019 presso la modelleria Mercury la Iconiq Seven in versione Vip.
Da sinistra: B. Comollo, X(il tedesco), L. Curbis, P. Germano, Y, D. Ruffa, V. Vernacea, R. Gatto, H. Rizzardi, L. Carbelli,
S. Vaiz, Sokol, W. Isabello, S. Grosso, R. Vernacea, Susy, Z, Jack Yuan, Finlandes A, Filndese B, M. Mingozzi, D. Mingozzi,
R. Debbas, M. Barge, M. Hermida, T. Novo, Andrea, D. Secoli, F. Secoli, C. Mantovani, A. Stola e S. Prandi.

Rivoli 4 aprile 2019 presso la modelleria Mercury la Iconiq Seven in versione Premium.
Da sinistra: L. Corbelli, B. Comollo, P. Germano, L. Cuebis, R. Gatto, D. Ruffa, V. Vernacea, Sokol, S. Grosso, X, Y,
D. Mingozzi, S. Vaiz, W. Isabello, H. Rizzardi, R. Vernacea, Finlandese A, Filandese B, M. Mingozzi, Jack Yuan,
M. Hermida, R. Debbas, T. Novo, D. Secoli, F. Secoli, C. Mantovani, A Stola, S. Prandi.

Shanghai 16 aprile 2019 Aln Wu presidente di Iconiq sta per svelare ai giornalisti i tre prototipi Iconiq.
Shanghai 16 aprile 2019 Le Iconiq Seven in versione Premium e Vip.
Shanghai 16 aprile 2019. Gli interni dell'Iconiq Seven in versione Vip.

Shanghai 16 aprile 2019 L'Iconiq Muse.
A cornice di questa premiere, presenti nello stand l’originale W Motors Lykan protagonista del film Fast & Furious 7 in un’inedita livrea bianca, e una  W Motors Fenyr Hypersport.
Studiotorino, per Magna Steyr Italia diretta, è stata consulente tecnico e di management per questi tre progetti Iconiq nelle sole attività di costruzione modelli e prototipi.

Shanghai Ralph Debbas, Alfredo Stola, Tiziano Novo e Aln Wu

Shanghai W Motors Team: Ishak, Fraylon, Jeremy, Debbas, Disalvo, Novo, Stola (Magna Italia e Studiotorino)

Shanghai 16 aprile 2019. Alfredo Stola e Tiziano Novo posano per una foto ricordo davanti al modello Muse.
Il 16 maggio 2019 STUDIOTORINO è ospite alla terza edizione del “World Intelligence Congress” (WIC) di Tianjin il cui tema è “Looking forward: New Era of Intelligence and New Opportunities”. La partecipazione è all’interno di un dibattito sulla visione futura della mobilità autoveicolistica e l’interconnesione con il sistema 5G.
La discussione è condotta da Ralph Debbas CEO di W Motors, e i partecipanti sono:

Tianjin 16 maggio 2019 L'ingresso
esterno del centro congressi.
Carsten Breitfeld CEO Iconiq, Michel Wang MD Microsoft, Tiziano Novo GM Magna Steyr Italy, Abbes Fouzi CEO Akka technologies, Ali Omar CEO Safe City Abudabi, Alfredo Stola Presidente di Studiotorino.

WIC Alfredo Stola al microfono, seduti da sinistra Ralph Debbas, Michel Wang, Alfredo Stola,
Abbes Fouzi, Tiziano Novo, Ali Omar e Carsten Breitfeld.

WIC Ralph Debbas, Michel Wang, Alfredo Stola,
Abbes Fouzi, Tiziano Novo.

WIC Tiziano Novo.
A cornice del congresso un’esposizione internazionale dei più recenti prodotti tecnologici di svariati settori come robotica, sistemi elettronici per l’industria areonautica e ferroviaria, sicurezza urbana con il massimo utilizzo del 5G, accumulatori elettrici di ultimissima generazione, e industria automobilistica a trazione elettrica. Per l’occasione Iconiq espone tutti i suoi prodotti, in particolare al centro dello stand il Concept Muse disegnato da W Motors già presentato al Salone dell’Automobile di Shanghai un mese prima.

La cantante Tingting (Veronica) e Bernd Pichler presentano la serata di gala nel palazzo Grat Qing.

Da sinistra i signori Wei, Novo, Wu, Lin e Stola.
La giornata si è conclusa con un indimenticabile evento offerto da Alan Wu, CEO Iconiq, nello storico palazzo Great Qing le cui origini risalgono al 1636. Presenti alla cena di gala il management Iconiq - W Motors, i rappresentanti industriali e politici della città di Tianjin, e i partner tecnici di Microsoft, Akka, Magna Steyr Italia e Studiotorino.

Manifesto rievocativo del Lavoro della Famiglia Stola per l'Automobile svolto dal 1919 al 2019 nei settori modelli, prototipi, cubing e ingegneria. Si ringrazia per la realizzazione di questa opera grafica lo studio SPADACONCEPT.

In questo 2019 la presentazione del Concept Iconiq Muse immaginato a trazione elettrica con guida autonoma di livello 5, è un’occasione speciale per la Famiglia Stola  di celebrare i “100 anni di Lavoro per l’Automobile” .
La Lancia Lambda nel 1919 fu il primo "modello dimostrativo" in legno realizzato da Alfredo Stola Senior, oggi nel 2019 ancora un  Alfredo Stola è consulente tecnico e di management nella realizzazione del   "modello" porte apribile Iconiq Muse realizzato in fibra di carbonio.
In tempi diversi questi due "modelli dimostrativi" sono accumunati  dall’innovazione  tecnica nel metodo di costruzione e dalla visione dei loro "Ideatori - Committenti" proiettati nel futuro.


Nel 1919 e nel 2019 ecco le due squadre di lavoratori che hanno realizzato i modelli dimostrativi della Lancia e dell'Iconiq.
Il modello della Lamba fu costruito in corso Racconigi 138, a Torino 100 anni fa, mentre oggi quello della Muse a Rivoli in via Ferrero 21/a.

Il 19 giugno 2019 a Torino, nel conteso del Salone Parco Valentino, Andrea Levi consegna ad Alfredo Stola un premio assegnatogli dal Comitato d’Onore per i 100 anni di lavoro della Famiglia Stola per l’Automobile.
Questo momento unico e irripetibile è l’occasione per la famiglia di riunirsi nello storico castello del Valentino e vivere con intenso piacere la riconoscenza della comunità dell’automobile di Torino.
Torino 19 giugno 2019. Andrea Levi, insieme a Leonardo Fioravanti e a Paolo Pininfarina consegnano a Alfredo e Maria Paola Stola il riconoscimento “ I 100 anni di lavoro della Famiglia Stola per l’automobile”.

Torino 19 giugno 2019. Da sinistra: Carlo Stola,  Francesco Stola,  Maria Stola Aimo,  Alfredo Stola,  Nena  Stola Gollo,  Margherita Stola,  Patrizia Stola Flor,  Claudia Stola,  Maria Paola Stola Ariusso,  Stephanie Stola e Sergio Pininfarina.
Il 30 giugno 2019, in occasione di “Elègance et Automobile à Monte-Carlo, la Lancia Strato’s Zero riceve il premio “Prix Spécial du Jury” dalle mani della Principessa Charlene di Monaco.

Monte Carlo 30 giugno 2019. Phillip Sarofim riceve dalla Principessa Charlene il premio " Prix Spécial du Jury".
Il 27 maggio precedente a Torino sulla pista del Lingotto Alois Ruf presenta il collezionista Phillip Sarofim ai signori Stola prima di un test della Zero in previsione del concorso di eleganza.

Torino 27 maggio. Alois Ruf prima della salita sul Lingotto.

Torino 27 maggio. Phillip Sarofim, la Zero e Alfredo Stola.
Torino 27 maggio 2019. Ad Alfredo Stola viene affidata la Strato's Zero per i test sulla pista del Lingotto.

Torino 27 maggio 2019. Sulla parabolica della pista del Lingotto Alfredo e Maria Paola si stringono la mano
felici per l'inattesa esperienza.
Dopo questa prova dinamica, viene affidato a STUDIOTORINO il progetto di una completa revisione meccanica con l’obiettivo di avere il prototipo nella massima efficienza a disposizione nel Principato il 26 giugno. Il futuro evento prevede un rally di oltre 40 km nelle montagne, e quindi bisogna tenere conto delle ripide salite e dell’intenso traffico cittadino e di quanto questa situazione possa influire sulle temperature del motore.
Ben consapevoli della responsabilità verso uno fra i più iconici Concept Cars della storia dell’automobile nato dal genio di Marcello Gandini per Bertone, STUDIOTORINO affronta con assoluto rigore tecnico e storico questa revisione meccanica decidendo di consegnare la Strato’s nelle mani esperte degli uomini dell’officina “Ferrari Service Torino”.

Torino 29 maggio 2019. Alfredo incontra Aldo Carrabs
titolare di Ferrari Service.

Torino 30 maggio 2019. Una foto ricordo con la Zero.
G. Madonia, A. Stola e A. Carrabs.

Torino 30 maggio 2019. Presso il Ferrari Service Gandolfo Madonia inizia a lavorare sulla Strato's Zero.
Madonia, in precedenza ha lavorato in Fiat nel reparto "Esperienze" e in seguito nel "museo Lancia".


Torino 31 maggio 2019. Il delicato momento dell'estrazione del motore dal suo vano. G. Madonia e A. Carrabs.

Torino 5 giugno 2019. Gandolfo Madonia inizia la delicata fase di revisione del motore. Quest'uomo conosce alla
perfezione da quarantanni il non facile motore della Lancia Fulvia Coupé.
Torino 10 giugno 2019. Il rigore verso l'originalità del motore del prototipo è un assoluto.
Il motore è il Lancia 1600 HF Testa Gialla 818.540 posizionato in origine nel 1970 con una architettura completamente diversa dalla automobile Fulvia Coupè di produzione del 1965.
27 giorni di attentissimo lavoro eseguito da i meccanici Aldo Carrabs e Gandolfo Madonia con la continua assistenza di Alfredo Stola culminato con una prova protetta nella pista di Lombardore.
 
Lombardore 20 giugno 2019. Gandolfo Madonia e Alfredo Srtola iniziano i test in pista. L'obiettivo principale è la verifica della temperatura dell'acqua. Le condizioni climatiche di quel giorno in pista riportano 28° Celsius.

Lombardore 20 giugno 2019. La Strato's Zero viene sottoposta a due sessioni di test di 30 minuti ciascuno a andatura particolarmente veloce. Alla fine il prototipo verrà lasciato fermo con il motore al minimo per altri 30 minuti.
Lombardore 20 giugno 2019. Il team controlla e discute dei risultati dei test su pista.

Lombardore 20 giugno 2019. Una foto ricordo prima di ritornare al Ferrari Service.
Aldo Carrabs, Alfredo e Maria Paola Stola e Gandolfo Madonia.
 
Tutti gli obiettivi richiesti da Alois Ruf per conto del suo cliente sono stati rispettati, e per Alfredo e Maria Paola per un progetto così iconico, nei riguardi di Mr. Sarofim questa speciale consulenzasarà considerato in un modo particolare vista nel frattempo anche l’amicizia nata.
28 giugno 2019. A. Stola e G. Madonia con la Panda Destriero assistono la Zero dal centro di Monaco per tutto il rally.
A bordo della Strato's alla guida Phillip Sarofim in compagnia di Scott McIntosh.

Francia 28 giugno 2019. Foto ricordo del team in una sosta durante il rally.
S. McIntosh, G. Madonia, A. Stola e P. Sarofim.

29 giugno. Aloisa e Alois Ruf e Phillip Sarofim.

29 giugno. Phillip Sarofim e Maria Paola Stola.

Monte Carlo 29 giugno 2019. Nella Piazza del Casinò la Strato's Zero sfila nella prova dinamica in fronte alla giuria composta da Boutsen, Ramaciotti, Barricalla, Mestre e Philipssen.
Alla guida Phillip Sarofim insieme ad Alois Ruf.

Monte Carlo 30 giugno 2019. Maria Paola Stola felice per il premio " Prix Spécial du Jury" vinto da Phillip Sarofim.
Per Studiotorino le tesi di laurea con gli studenti dell’università Iaad sono ormai un’appuntamento costante e l’occasione dell’anniversario dei 100 anni ne fanno un momento ancora più importante.
I titoli proposti ai due studenti sono particolarmente ambiziosi: “Dino ipotesi contemporanea” e “Una fuoriserie all’italiana su una classica muscle car americana”.
“Dino ipotesi contemporanea” è il titolo proposto da STUDIOTORINO per la tesi di laurea esposta da Cristiano Umana il 5 luglio 2019 all’Università Iaad di Torino.
L’intenzione, ancora più di mostrare un ipotetico stile, è quella di studiare come possano essere nati straordinari progetti da una straziante storia d’amore di un padre per un figlio, destinato a morire giovanissimo per una malattia degenerativa.

Torino 26 marzo 2019, il primo studio di Cristiano Umana per arrivare alla Dino contemporanea.

Maranello 1954, Enzo e Alfredo (Dino) Ferrari
insieme dalla finestra di via Abetone inferiore 4.
Di questa tesi, la cosa che colpisce di piú, è che Enzo Ferrari per il cambiamento tecnologico più importante sulle sue automobili, ossia lo spostamento del gruppo propulsore tradizionalmente anteriore verso la posizione centrale posteriore, scelse il motore 6 cilindri a V.
Un motore studiato dal giovanissimo Alfredo Ferrari  e non a caso marchiato con il suo soprannome “Dino” solo dopo la sua morte.
In casa Ferrari questa straordinaria innovazione di riposizionamento del gruppo motore-cambio, avviene nel 1961 per la prima “Formula 1”, nel 1962 per la prima “Sport Prototipo” , e nel 1968 per la prima “Gran Turismo” di serie.

1961 Ferrari 156 F1

1962 Ferrari 196 SP

1968 Dino 206 GT
Affrontare lo stile di un’automobile di Maranello è presuntuoso, ma trattandosi di una tesi di un giovane studente,  è da cosiderarsi un tentativo coraggioso e meritevole.
Prima di iniziare i lavori si è pensato di portare letteralmente lo studente prima al Salone di Ginevra, e poi a Modena e Maranello per  fargli respirare la magica atmosfera dei luoghi dove è nata la leggenda.
Passeggiata esterna della fabbrica, visita ai due musei, e assaporare il cibo nei ristoranti storici sono state le tappe formative.

Torino 10 marzo 2019, un disegno preparatorio di Cristiano Umana
per imparare a conoscere le sinuose curve della Dino classica.
Alfredo e Maria Paola Stola, relatori esterni, hanno invitato l’amico Wladimir Lasbugues come Tutor per avere il parere di un designer professionista con l’obiettivo di far cogliere a Cristiano Umana ogni minimo dettaglio storico, estetico e tecnico utile alla tesi.
2500 cc, 4 cilindri turbo e un electric power unit sono le caratteristiche che generano il nome di questa gran turismo ibrida “Dino 254 GT-H” la cui potenza totale è di 480 CV, le dimensioni di questa dino sono: lunghezza 4300mm, larghezza 1850mm, altezza 1200mm, passo 2550mm, e aparte l'altezza che è la stessa si può dire che rispetto alla Ferrari 488 è un'auto più piccola di circa il 19%.
In questa tesi è immaginata anche una versione spider con il classicco tettuccio rigido tipo targa, anche in questa occasione il nome è "Dino 254 GTS-H".
Ginevra 5 marzo 2019. Alfredo Stola con lo studente Cristiano Umana al Salone dell'Automobile casualmente
incontrano il Direttore del Centro Stile Ferrari, l'Architetto Flavio Manzoni.

Modena 23 marzo 2019, di fronte alla casa della Famiglia Ferrari una foto ricordo
di Alfredo Stola, Cristiano Umana e Wladimir Lasbugues.
Modena, 23 marzo 2019. Nel museo Ferrari Wladimir Lasbugues racconta a Cristiano Umana la Dino 246.
Maria Paola Stola, Wladimir Lasbugues e Cristiano Umana in una foto ricordo al centro del museo.

Castelnuovo Rangone 23 03 2019. Da Pasticcino M.P. Stola,
C. Umana, A. Stola, Pasticcino, W. Lasbugues e C. Stola.

Maranello 24 03 2019. Ristorante Il Cavallino M.P. Stola,
C. Umana,A. Stola, W. Lasbugues e C. Stola.

28 marzo 2019, Alfredo Stola e Cristiano Umana.

Alfredo Stola, Cristiano Umana e Maria Paola Stola

I disegni preparatori per la tesi di laurea "Dino ipotesi contemporanea"
I disegni preparatori per la tesi di laurea "Dino ipotesi contemporanea"
Torino 5 luglio 2019. Cristiano Umana espone la tesi "Dino ipotesi contemporanea"

Torino 5 luglio 2019. Presso l'università IAAD la commisione composta da Alfredo Stola, Maria Paola Stola,
Laura Milani, Pietro Nume e Alessandro Camorali.
Qualche giorno dopo l’esposizione della tesi, ci si è ritrovati a Villarbasse per impostare uno studio “Post Tesi”.
In questo modo il Tutor Wladimir Lasbugues ha potuto trasmettere a Umana tutte le migliorie in termini di affinamento linee e colorazione.
Cristiano Umana, senza più la pressione degli esami, ha potuto completare il disegno e quindi simulare in un certo senso un vero ambiente di lavoro e un responsabile a cui riportare un risultato.

Villarbasse 24 luglio 2019. Circa tre settimane dopo l'esposizione della tesi, Maria Paola ospita il
designer Wladimir Lasbugues che in veste di Tutor esamina e corregge i disegni di Cristiano Umana.
L'obiettivo è affrontare insieme un periodo "Post Tesi" per ottenere un risultato più professionale possibile.

14 agosto 2019. Questo disegno è il risultato del lavoro "Post Tesi" di Cristiano Umana sotto
la supervisione del suo Tutor Wladimir Lasbugues.

Settembre 2019 nel lavoro di post tesi si è immaginata la versione spider con il classico tettuccio rigido tipo targa.

Settembre 2019 nel lavoro di post tesi si è immaginata la versione spider con il classico tettuccio rigido tipo targa.
“Una fuoriserie all’italiana su una classica muscle car americana“ è il titolo proposto da STUDIOTORINO per la tesi di laurea dello studente Luca Barattolo esposta il 5 luglio all’Università Iaad di Torino.

Torino 5 luglio 2019 “Una fuoriserie all’italiana su una classica muscle car americana”,
ecco il disegno presentato da Luca Barattolo alla Tesi di Laure presso lo IAAD.
Alfredo e Maria Paola Stola relatori esterni, hanno chiesto la presenza dell’amico designer Emanuele Bomboi come tutor con l’obiettivo di far cogliere allo studente ogni minimo dettaglio storico, estetico e tecnico del mondo “muscle cars”.
Da subito ispirati alla “Ford Mustang I Concept” del 1962, si vuole con questa tesi riproporre l’architettura con il motore centrale 4 cilindri come fecero i progettisti e designers della Ford oltre mezzo secolo fa.
La Torino del 2019 ipotizza un motore Ford 4 cilindri 2000 cc, supercharged V4 che sviluppa una potenza di 370hp. Esso è abbinato ad un motore elettrico dual front con una potenza di 200 hp per un totale di 570 hp.
Quindi una soluzione completamente opposta rispetto alle Mustang di serie prodotte sino ad oggi sempre con il motore anteriore.
Il nome di questa Mustang è Torino e le particolari grafiche giallo blu rappresentano i colori della città dove è nata questa tesi.

Detroit 1962. La foto ufficiale Ford Mustang I, a sinistra il Vice Presidente Ford Herb Misch e il direttore del design Gene Bordinat. Motore centrale, 1500 cc,, V4 109 cv sono le caratteristiche tecniche del propulsore.

29 marzo 2019 Luca Barattolo e Maria Paola Stola.

Maggio 2019. Emanuele Bomboi, L.Barattolo e M.P. Stola

Lo schema tecnico ibrido della Mustang Torino.

I primi bozzetti di Luca Barattolo.

I primi figurini di Luca Barattolo.

Ricerca grafica ispirata ai colori della città di Torino.
Torino 5 luglio 2019. Luca Barattolo espone la tesi “Una fuoriserie all’italiana su una classica muscle car americana”

Torino 5 luglio. La commisioni di laurea Maria Paola Stola, Laura Milani, Pietro Nume e Masato Inoue.
Qualche giorno dopo l’esposizione della tesi, ci si è ritrovati a Villarbasse per impostare uno studio “Post Tesi”.
In questo modo il Tutor Emanuele Bomboi con grande energia ha potuto trasmettere a Luca Barattolo tutte le migliorie in termini di affinamento linee e colorazione.
Luca Barattolo, senza più la pressione degli esami, ha potuto completare il disegno e quindi simulare in un certo senso un vero ambiente di lavoro e un responsabile a cui riportare un risultato.

Villarbasse 24 luglio 2019. Circa tre settimane dopo l'esposizione della tesi, Maria Paola
ospita il designer Emanuele Bomboi che in veste di Tutor esamina e corregge i disegni di Luca Barattolo.
L'obiettivo è affrontare insieme un periodo "Post Tesi" per ottenere un risultato più professionale possibile.

14 agosto 2019. Questo disegno è il risultato del lavoro "Post Tesi" di Luca Barattolo
insieme al suo Tutor Emanuele Bomboi.