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1919 1930 1940 1950 1960 1970 1980 1990 2000 2019
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In queste pagine il mio desiderio è descrivere i cento anni di lavoro e dedizione della Famiglia Stola per l’automobile, iniziato a Torino da mio Nonno Alfredo che non ho conosciuto, in un piccolo laboratorio di modelli per fonderia e carrozzeria.
Conservando i ricordi anche attraverso mio Papà, gli Zii Giuseppe e Roberto, il Cugino Massimo, i Dirigenti, i Capi Officina e di tutti i Dipendenti che ho incontrato, saranno riportati i progetti realizzati.
Dal lontano 1919 fino al 26 luglio 2004, giorno in cui ho lasciato la presidenza e ogni carica operativa in Stola s.p.a., e poi dal 2005 al 2019 fondando Studiotorino s.r.l., sarà riportato questo secolo di persone, progetti e luoghi, affinchè la memoria non vada perduta.
Parte di questo racconto saranno anche le tre società controllate al 100% dalla Stola s.p.a. : Estival, Tecnocars e Stola do Brasil.
Questa storia la dedico a mio Padre Francesco, la cui vita è stata tolta da uomini malvagi e vigliacchi all'età di 49 anni.
 
line blu
Vineria
Torino 1894, Corso Casale 62 angolo via Casal Borgone 1, l'emporio vini di Francesco Stola già fondato nel 1875.
Alfredo Stola nasce a Torino il 31 agosto 1894 nel quartiere Madonna del Pilone in via Casal Borgone numero 1 a pochi passi dalla sponda est del del fiume Po.
Il padre Francesco e la madre Vincenza Brunazzo entrambi commercianti specializzati nella vendita  di vini e liquori dell'Astigiano e del Monferrato, daranno qualche anno più tardi alla luce due bimbe, Gabriella e Adelina.
Sin da ragazzino, Alfredo non dimostra interesse per la prosperosa attività dei genitori, che dal 1875 nel loro palazzo di famiglia hanno fatto dell’Emporio Vini Stola Francesco un importante snodo commerciale al minuto e all’ingrosso per la città e il Nord Italia.


1905 Alfredo Stola il giorno della sua Cresima.
Ciò che appassiona veramente Alfredo è l’automobile, un oggetto misterioso inventato  appena otto anni prima della sua nascita da Karl Benz che cambierà completamente il suo destino insieme a quello della sua città e non solo..
Così, dopo aver conseguito la licenza media, incoraggiato dai genitori, intraprende studi di tipo tecnico e a diciott’anni, non senza una buona dose di coraggio, decide di lasciare l’Italia per il Brasile.
Non esistono foto fatte da Alfredo durante il tempo trascorso in Sud America. Tutto è stato raccontato da Lui ai suoi tre 
figli, e di conseguenza ai nipoti. Quindi si è voluto immaginare attraverso queste due cartoline trovate sul web la sua traversata oceanica, e una passeggiata domenicale nel centro di Santos. In queste fotografie d'epoca si vedono la motonave Tomaso di Savoia al porto di Genova in quegli anni spesso impiegata nella rotta Genova - Buenos Aires - Santos, e una suggestiva immagine del centro di Santos nel secolo scorso, probabilmente in un giorno di festa.

1915, frazione Isola di Morosini in provincia di Gorizia.
Alfredo Stola fante dell'esercito italiano all'inizio
della prima guerra mondiale.
Da Genova s’imbarcherá nell’autunno del 1912, e la sua destinazione è Santos, la città con il più grande porto del Sud America vicinissima a San Paolo.
Come la maggior parte degli emigrati italiani in terra brasiliana attraverso le conoscenze di suo Padre, il giovane Alfredo al suo arrivo dopo nove giorni di navigazione incontrerà il suo contatto italiano che lo inserirà nell’ambiente del lavoro.
L’impiego è come operaio apprendista modellatore di fonderia nel campo dei grandi motori marini, dove si distinguerà per la sua naturale capacità nel lavorare il legno seguendo un disegno tecnico e imparando i processi di fusione in sabbia.
Sarà questa esperienza maturata nell’ambiente motoristico che dopo qualche anno gli consetirà di muovere i primi passi nella fervente industria automobilistica torinese.
Con la chiamata militare, Alfredo nel 1915 ritorna in Italia per partecipare alla prima guerra mondiale, e arruolato in fanteria verrà posizionato al fronte in prossimità del fiume Isonzo in località Isola di Morosini.
1919
Al ritorno della guerra, grazie all'esperienza tecnica maturata in Brasile e all'effervescenza dell'industria automobilistica torinese, con l'appoggio incondizionato e concreto della sua solida famiglia, nel gennaio del 1919 avvia il proprio laboratorio di modelli in corso Racconigi 138 a Torino.
La zona non è casuale, è infatti nel cuore di Borgo San Paolo, sede della Lancia, che allora era fra le più importanti e rinomate fabbriche di automobili italiane e del mondo.
Su un'area di poco meno di 300 metri quadrati, la squadra da lui diretta è composta da quattro collaboratori: Carandino, Moiso, Pronel e dal garzone di bottega detto Cit.
La denominazione sociale è "ALFREDO STOLA MODELLI DIMOSTRATIVI IN LEGNO PER FONDERIA E CARROZZERIA”, la cui grafica é realizzata personalmente da Alfredo.

1919 Torino Alfredo Stola
 

Torino 1919 Parte di interno del laboratorio della modelleria Alfredo Stola di Corso Racconigi 138
Situata a meno di un chilometro della fabbrica Lancia, da subito il piccolo laboratorio viene apprezzato, non solo per i modelli ma anche per i lamierati prototipali assemblati su modelli dimostratori, talvolta marcianti.
Proprio in questa prima sede, verranno costruiti i modelli dimostrativi per la carrozzeria e per gli interni del tipo Lambda.
Parallelamente, si realizzeranno anche i modelli di fonderia per le parti del motore.
Nel tempo, fra Alfredo Stola e Vincenzo Lancia nasce un sincero rapporto di stima personale.
La Lancia Lambda, dopo tre anni di sviluppo inizierà la produzione in serie nello stabilimento di via Monginevro nel 1921.

Torino in corso Racconigi 138. Una parte della squadra alla fine degli anni '20 della modelleria Alfredo Stola.
Si riconoscono da sinistra Corandino, Alfredo Stola, Moiso, Pronel e Cit.

Modello in legno scala 1:1 del primo concetto di Lancia Lambda.

1921 Modelli in legno rappresentanti l'autotelaio della Lancia Lambda.
E' interessante notare il cartello scritto a mano dove si legge, a fatica, la ragione sociale e l'indirizzo della modelleria.

1924 Modello in legno della Lancia Lambda Torpedo.

1920 Progetto completo di modelli per fonderia del motore Lancia Lambda.
1930
Dal 1930 seguiranno altri lavori per i tipi Dilambda e Augusta. L'Artena nel 1933 sarà poi l'ultimo progetto consegnato dalla sede di corso Racconigi.
La particolarità di quest’ultimo lavoro, trattandosi di un “restyling" come lo chiameremmo oggi, consiste nel fatto che vengono costruiti in legno, con un nuovo stile, le pedane e i due rispettivi grandi parafanghi, per poi applicarli all'Artena di produzione.
Si realizza quindi una specie di modello- prototipo marciante dimostrativo.

1929 Modello di fonderia per il motore
della Lancia Astura

Torino 1933 Modello in legno/prototipo in lamiera della Lancia Artena terza serie.
1934
patente
Patente di guida di Alfredo Stola rilasciata nel 1930.
Nel 1934 il laboratorio trasloca di poche centinaia di metri, trasferendosi in via Issiglio 38, al confine con il muro di cinta della grande fabbrica Lancia di via Monginevro.
Il laboratorio di proprietà, di 800 metri quadrati, è progettato e fatto costruire sotto la direzione di Alfredo già con diverse aree di lavoro, piani di riscontro in ghisa, una fresatrice a colonna e un piccolo ufficio per la contabilità.
Il personale è già composto da una ventina di lavoratori.
Il muro di cinta dello stabilimento Lancia di via Issiglio per la "modelleria Stola" diventerà leggenda nell'ambiente di lavoro, quando Vincenzo Lancia in persona farà da subito aprire un portone carraio proprio di fronte per velocizzare i trasporti.
Un risparmio di quasi un chilometro per la movimentazione dei modelli, che al tempo venivano spinti a mano con un carretto.
Grazie alla nuova porta, attraversando la strada si era direttamente all'interno del cortile della Lancia senza più dover andare in via Caraglio al portone ricezione merci della Lancia.
Aprilia e Ardea sono i nomi delle automobili di quel periodo, e Alfredo Stola progetta proprio per questi modelli le prime maquette in legno raffiguranti gli interni e gli esterni su uno stesso oggetto.
Lo scopo è di capire lo stile e l'abitabilità nello stesso momento, vista anche l'ardita aerodinamica non consueta per l’epoca.

Torino 1932, via Issiglio 38, Alfredo Stola con la sua
Fiat 514 targata TO 37145, presso il cantiere
del nuovo laboratorio.

Vincezo Lancia posa di fronte al suo stabilimento di Borgo San Paolo. Nel 1936 farà aprire un portone
carraio di fronte al civico di Via Issiglio 38 corrispondente alla modelleria di Alfredo Stola.


1934 Distinta ore dei 14 dipendenti durante il
lavoro della Lancia Aprilia.

La ricerca di molte proposte stilistiche da parte di Vincenzo Lancia, per il raggiungimento di forme totalmente nuove e filanti, trova nel laboratorio di Alfredo Stola il partner ideale.
Il volere di Lancia è rendere marcianti nelle primissime fasi le carrozzerie prototipali un po' in lamiera e un po' in legno.
Guardando le poche fotografie d'archivio, é sorprendente osservare come in quegli anni si costruissero modelli di auto complete in legno di poco spessore, vuote all'interno per rendere l'abitabilità e l’ergonomia subito verificabile.
Sono anni molto proficui per l'industria automobilistica italiana, e la ALFREDO STOLA diventerà presto un riferimento per la sua competenza anche per le altre case automobilistiche italiane, come Fiat, OM, Diatto, Farina, SPA e naturalmente continuando la collaborazione con Lancia.
Torino 1934, Maquette in legno del modello Lancia Aprilia rappresentante esterno e interno.
In pratica è un mezzo modello dove al suo interno, dal lato opposto che non si vede, è costruito l'abitacolo al 50%.
Purtroppo non ci sono le fotografie ma questo è stato detto ad Alfredo Stola da suo padre.

1934 Una delle proposte di modello in legno in scala 1:1 rappresentante interni e esterni contemporaneamente.
E' immaginabile che avesse anche le porte apribili come si evidenzia dal volante e dal finestrino non completamente abbassato.
La targa stradale che si vede applicata su questo modello in legno è quella della Lancia Augusta personale
del Sig. Alfredo Stola

1935 Presso il cortile della Lancia di fronte al civico 38 di via Issiglio uno dei vari prototipi aerodinamici costruiti dalla modelleria Alfredo Stola per le varie ricerche volute da Vincenzo Lancia.
Dalla targa è immaginabile che fosse la quinta proposta di modello del 1935 .

1938 Istituto Tecnico Avogadro di Torino Giuseppe Stola, il primo a sinistra, all'esame di prova pratica al quarto anno.
1940
Il periodo bellico tra il 1940 e il 1945, pur rappresentando un momento di crisi produttiva, viene compensato con commesse militari dedicate agli allestimenti speciali degli autocarri per l'Esercito Italiano. Esemplari funzionanti per le presentazioni agli alti comandi, dettagliatissimi modellini in scala, cassoni speciali, cabine allungate, e cerchi ruota per il deserto, sono fra le quasi uniche produzioni di quel tempo.

Interno del laboratorio nel 1940.
1939/1943 Modellini e modelli in scala dei mezzi militari da trasporto realizzati per Lancia e Fiat in vista del conflitto militare.

1946 La famiglia Stola da sinistra Francesco, Margherita, Roberto, Alfredo e Giuseppe.
Alfredo Stola, Giuseppe Stola
Torino, 1946. Modellatori della "Alfredo Stola". Alfredo Stola (terzo da destra in piedi).
Giuseppe Stola (quarto da sinistra in piedi). Francesco Stola ( terzo da sinistra in piedi).

Torino 1947 I fratelli Stola: Roberto a 11 anni, Francesco 18 anni e Giuseppe 25 anni.
1950
Terminata la seconda guerra mondiale, con la ripresa economica degli anni '50, la "modelleria" conta una forza lavoro di oltre venticinque addetti.
I tre figli Giuseppe, Francesco e Roberto, nati rispettivamente nel 1922, 1929 e 1936 dal matrimonio con Margherita Converso, vengono inseriti gradualmente al lavoro sotto il severo sguardo del padre.
Acquisita l'esperienza necessaria, dimostrano con capacità diverse le loro peculiarità, guadagnandosi il rispetto dei clienti e delle maestranze.
Dalla fine del conflitto, la normale attività riprende, dapprima lentamente per poi incrementare dal 1950 con l'arrivo del nuovo cliente Alfa Romeo, con le sue imponenti berline.
Giuseppe Stola
Torino 1950 Il primogenito Giuseppe al banco di
lavoro nella costruzione su un modello di fonderia.

Maggio 1950 a Francesco Stola viene
rilasciata la patente civile.

Ottobre 1950 a Francesco Stola viene rilasciata
la patente militare per i camion.

1950 Civitavecchia. Francesco Stola a sinistra con un commilitone posa accanto al Lancia 3Ro.

1950 Civitavecchia Francesco Stola a destra
con due commilitoni a pranzo.
25 MARZO 1951
Giuseppe Stola il 25 marzo 1951 sposa Nena Gollo e dalla loro unione nasceranno nel 1953 e 1960 i figli Margherita e Massimo.

Firenze 27 Marzo 1951 Nena e Giuseppe Stola

Torino 1963 al quinto piano di via Issiglio 40  i due figli Margherita e Massimo Stola.

1952 Torino via Issiglio 38 al centro il resinista Ranzato.

La modelleria negli anni '50, al fondo si
riconosce Carlo Bordone.

Esempio di costruzione di un Master Model in legno.

Un momento di relax di Alfredo Stola con uno dei suoi modellatori Francesco Nada, sulla sinistra Ranzato.

Nel laboratorio si riconoscono in piedi a sinistra
Giuseppe Stola e a destra chinato Michele Comba.

Sellan Sante, uno degli storici capo officina che si è
sempre affiancato con l'altro capo officina Carlo Bordone.

Torino 1953, Via Issiglio 38, Alfredo Stola davanti all' ufficio con la sua nuova Fiat 1900 A.
A poche centinaia di metri dalla modelleria, nel 1954 in via Vincenzo Lancia prende inizio la costruzione del grattacielo Lancia progettato dall’architetto Nino Rosani.
È un avveniristico edificio alto 70 metri, unico al mondo in quanto trasversale alla via per permettere il passaggio autoveicolistico attraverso di esso. Un'opera senza precedenti, che proietta verso il futuro nel 1957 il quartiere di Borgo San Paolo grazie alla rinomata casa automobilistica.
Esso sarà riconoscibile da ogni parte della città, in particolare di notte per la scritta gigante al neon blu alla sua sommità.


1955 il grattacielo in costruzione in via Lancia.
Sul piazzale le bisarche con le Aurelia B24 Spider.


1957 il grattacielo terminato compresa la
grande scritta Lancia sul tetto al neon blu.


1955 Master Model Alfa Romeo 2000
Da sinistra Roberto Stola, Aldo Peiretti, Francesco Stola e Carlo Bordone.

1955 Master Model Alfa Romeo 2000 berlina.

1955 Master Model Alfa Romeo 2000 berlina.

1956 Master Model Fiat 1200-1500 Cabriolet Pininfarina.


1956 Master negativo scomposto e Master Model Fiat 1200-1500 Cabriolet Pininfarina.

1956 Master Model OM Lupetto.

1956 Assemblaggio completo delle resine
negative OM Lupetto.

1957 La prima scocca prototipale in lamiera battuta a mano della Fiat 1200-1500 Cabriolet Pininfarina.
Verso la fine del 1957, Alfredo Stola sente l'esigenza che la propria azienda venga identificata con un logo per raccontare tradizione e continuazione attraverso una grafica che ben rappresenti il cognome di famiglia.
Lo disegna personalmente al tecnigrafo in bianco e nero, inserendo in un rombo una particolarissima grafica tridimensionale del suo cognome.


1957 Via Issiglio. Alfredo e il terzogenito Roberto
nei giorni della ristrutturazione

Sempre nel 1957, delega i propri figli a effettuare un ampliamento del “locale modelli” di via Issiglio 38 e con l'occasione un abbellimento della facciata con l'utilizzo della pietra.
Nello stesso periodo si dà il via alla progettazione di un palazzo di sei piani adiacente alla modelleria, composto da tredici appartamenti, abbattendo la loro vecchia casa abitativa al piano terra.
L'obiettivo di Alfredo era che i tre fratelli e lui avessero un piano a ciascuno per abitare tutti insieme.
I restanti nove appartamenti sarebbero stati affittati ai dipendenti più meritevoli.

1957 Via Issiglio 38 e 40 prima della costruzione del palazzo e la ristrutturazione del laboratorio.

1957, iniziano i lavori di ristrutturazione al civico 38,
facciata in pietra e ampliamento del laboratorio.
Il progetto esecutivo approvato dal Comune di Torino nel 1958 per la costruzione di un palazzo al civico 40 di Via Issiglio,
a fianco della modelleria da poco ristrutturata al civico 38.

Torino 1958 Via Issiglio 38 due modelli pronti per la spedizione.
Davanti alla piccola Topolino si intravede la Fiat 1900 A di Alfredo Stola.
Sullo sfondo a destra si vede l'inizio della costruzione dell'impalcatura in legno
dove sta per sorgere il palazzo della famiglia Stola al civico 40.

1958 Il cartello dei lavori edili intestato F.lli STOLA.

1958 fine del terzo piano; ne mancano altri tre al civico 40.
1 GIUGNO 1958

Torino 1 giugno 1958. Francesco Stola e Aimo Maria si sposano nella chiesa Sant'Anna.

Il 1 giugno 1958 nella chiesa Sant'Anna a Torino Francesco Stola e Aimo Maria si sposano.
Da questo matrimonio nascerà a Torino il 26 luglio 1960 il piccolo Alfredo.
Il Nonno, ben sapendo che per la malattia forse non avrebbe mai visto il nipote, mesi prima comprò un cagnolino di peluche e chiese alla nuora Maria di regalarglielo al primo compleanno a suo ricordo.


15 Agosto 1959 Bergeggi.
Alfredo Stola con appena nuora Maria a passeggio.

Gennaio 1960 Il peluche comprato da Alfredo per il nipote.

1958 Master Model Peugeot 404 Cabriolet Pininfarina.


1958 Master Model parziale parte centrale Lancia Flavia


1958 Master Model Innocenti 850 Spider.

1959 Master Model ISO Rivolta 300.

1959 Torino di fronte al civico 38 di Via Issiglio (dietro è visibile il muro della Lancia)
alcuni modellatori della Alfredo Stola & Figli. In seconda fila da sinistra Ranzato e Nada
Gli anni '50 si confermano quindi un decennio importantissimo per l'industria automobilistica, caratterizzato dall'esperienza tecnica degli Stola e dei loro modellatori che raggiunge l'apice di maturazione dagli anni dell'inizio. I modellatori di quel periodo sono riconosciuti dai clienti e dalla rara concorrenza per la loro straordinaria bravura e la sorprendente velocità di esecuzione.
Proprio in questi anni '50, tra questa forza lavoro si evidenziano Carlo Bordone e Sante Sellan che diventeranno i due "Capo Officina" e manterranno questo ruolo fino al 1992, quando arriverà anche per loro l'età della pensione, dopo quarantadue anni di straordinario e instancabile lavoro.
É giusto ricordare che fino all’inizio degli anni ottanta che in quegli anni tutti i modelli di carrozzeria, di interni, e per i motori erano realizzati a mano e ogni forma era ricavata con calcoli matematici e trigonometrici.

1959 Torino Via Issiglio 40 Francesco Stola
durante la costruzione del palazzo.

1959 Master Model FNM 2000 JK Brasile. Derivata dall'Alfa Romeo 2000 verrà prodotta su licenza dal 1960.

1959 Partenza del Master Model FNM 2000 JK, via nave dal porto di Genova per Rio de Janeiro.
Sullo sfondo a destra si può notare il ponteggio della casa in costruzione.
Sullo sfondo a sinistra si può vedere il serbatoio dell'acqua dello stabilimento Lancia

1959 Master Model Fiat 2300 Coupè OSI.

1959 Master Model Fiat 2300 Coupè OSI
In piedi da sinistra Luigi Rossetti, Gino Rossetti, Carlo Bordone e Roberto Stola, dietro Sanna.

Torino 1958 Via Issiglio 38, di fronte al muro Lancia,
Alfredo Stola con il figlio Francesco. La DKW cabriolet
e di Giuseppe Stola.

Torino marzo del 1959 in via Issiglio 38 di fronte
al muro Lancia Alfredo Stola con il figlio Roberto
e il cane Whisky.

Torino via Issiglio. Marzo 1959 Alfredo Stola osserva la fine della ristrutturazione del laboratorio al civico 38
e la nuova costruzione del palazzo di famiglia al civico 40.
Dietro di lui la sua nuovissima Alfa Romeo 1900 Super che sarà la sua ultima automobile.
27 MARZO 1960
Il 27 marzo 1960, all'età di 66 anni Alfredo Stola viene a mancare dopo una malattia, circondato dall'affetto dei figli Giuseppe, Francesco e Roberto.
Come da suo preciso desiderio, la camera ardente è allestita all'interno del laboratorio.
La famiglia, gli operai tutti lo vegliano giorno e notte fino al funerale.
Quella mattina anche la comunità di "Borgo San Paolo" con una sentita partecipazione viene numerosa a salutare "Monsú Stola" come veniva chiamato da tutti.

1960 l'ultima immagine di "Munsù Stola" così
era chiamato da tutti.

Torino 30 marzo 1960 in Via Issiglio di fronte ai civici 38 e 40 la comunità di Borgo San Paolo per l'ultimo saluto.

Torino 30 marzo 1960 il corteo funebre in via Monginevro. La bara è trasportata dai modellatori, a destra si riconoscono
Carlo Bordone e Francesco Nada. Alla destra di Nada si riconosce Fabbris e alle sue spalle i fratelli Stola.
Il primo a destra è Ranzato.
I tre fratelli, per la grande riconoscenza verso il Padre, subito cambiano la denominazione sociale in "ALFREDO STOLA & FIGLI" e gli subentrano già ben preparati alla guida della società.


Primavera 1960. L'ultimo bilancio economico definitivo di Alfredo Stola
dell'anno fiscale 1959, con un utile lordo di £ 17.662.929.


1961 Francesco, Maria e Alfredo in corso Trapani 179.

1963 Alfredo Stola sulla Fiat 1500 Cabriolet di suo Papà.

1962 Francesco Stola con Alfredo a San Grato di Villanova

Agosto 1960 Master Model Lancia Flavia Coupè Pininfarina

1960 Master Model Lancia Flavia Coupè Pininfarina

1960 in Via Issiglio 38 Michele Comba e Carlo Bordone

Torino Agosto 1960, il Master Model della Lancia Flavia Coupè in partenza sul camion destinazione lo stabilimento Pinifarina.
In questa fotografia si può notare la Fiat 1100 cassonata di proprietà della ditta Alfredo Stola.
A fianco del Master Model Lancia caricato sul camion si vede il palazzo della famiglia Stola finito.

Via Issiglio 38 Agosto 1960 il master model della Lancia Flavia Coupè Pininfarina ultimo progetto diretto Alfredo Stola.
Nelle foto Francesco Stola posa per una foto ricordo prima della consegna .
In quegl'anni la riservatezza non era assolutamente richiesta.

Ottobre 1960 La Morra, pranzo domenicale offerto dalla ditta per festeggiare la consegna del modello Lancia Flavia Pininfarina.
Sono ricoscibili a destra di schiena Carlo Bordone Francesco Stola e Zenoni, in piedi Renato,
il primo seduto a destra Giuseppe Stola e al suo fianco Peiretti.
Da lì a poco, con l'ulteriore sviluppo tecnico delle industrie chimiche Ciba e Bayer riguardante i nuovi materiali resinosi, iniziati qualche anno prima e sperimentati proprio nella modelleria di Torino dalla metà degli anni '50, si apriranno grandi opportunità.
L'utilizzo di queste innovazioni, che all'inizio venivano chiamate "legni plastici”, attirerà nuovi clienti internazionali come Nsu, e American Motor, per la realizzazione dapprima degli stampi in resina dei singoli particolari e poi a seguire dei veri e propri "Master Model" di automobili complete.
Questi materiali, rispetto al legno, garantivano molta più stabilità dimensionale, con il risultato di migliorare la qualità finale delle automobili prodotte in serie.
Gli anni che seguono sono in linea con il boom italiano degli anni '60; si lavora praticamente tutti i giorni, facendo festa solo la domenica pomeriggio e non sempre.
Lancia, Alfa Romeo, Fiat, Autobianchi, Innocenti, Bertone, Osi, Om, Pininfarina e Iso Rivolta, Nardi, oltre le straniere già citate sono i clienti di quel tempo.

1962 Master Model Fiat 850 T.

1962 Master Model Fiat 850 T
Da sinistra In piedi Carlo Bordone e Francesco Stola,
seduti Francesco Nada, Giorgio Rossetti e Aldo Peiretti.
 

1962 Mascherone di assemblaggio e controllo in resina della Ferrari 330 GT 2+2 Pininfarina.

1962 Mascherone Ferrari 330 GT 2+2 Pininfarina.

1962 Da sinistra Michele Comba, Aldo Fonda,
Gino Rossetti e Carlo Bordone.

La Ferrari 330 GT 2+2 Pininfarina sarà l'auto personale di Enzo Ferrari, che userà per molti anni.
L'Alfredo Stola & Figli nel 1963 costruirà il solo mascherone di controllo assemblaggio per Pininfarina.
Lo stilista di Pininfarina per questa 330 GT fu Tom Tjaarda il quale fece diverse visite dagli Stola in via Issiglio 38.

1963 Master Model Fiat 850 Coupè.

1963 Master Model Fiat 850 Spider Bertone.


1964 Master Model Fiat 1100 R.


1964 Master Model Ford Anglia Torino.


1964 Master Model Fiat 238 verniciato
da sinistra Aldo Peiretti, Gino Rossetti, Francesco Stola, Luigi Ivaldi e Francesco Nada.


1964 Master Model Alfa Romeo Spider Pininfarina.

1964 Master Model Alfa Romeo Spider Pininfarina.

1964 Master Model Alfa Romeo Spider Pininfarina.
Una parentesi tra la costruzione dei modelli dimostrativi e i Master Model, è costituita dalla commessa per l'Autobianchi per la sola produzione in vetroresina di tutti i particolari esterni della scocca e delle ossature della spider tipo Stellina.
Una commessa di lavoro la cui produzione avviene fra il 1963 e il 1965 per un totale di cinquecentotre esemplari, innovativa per il risparmio di peso e inattaccabilità alla corrosione.

La Alfredo Stola & Figli, con una squadra di resinisti, all'interno del laboratorio di via Issiglio realizzerà tutti i particolari in vetroresina dell'intera produzione ricambi compresi.
È probabile che questa Autobianchi sia stata la prima automobile in resina costruita in Italia grazie ai nuovi prodotti chimici disponibili sul mercato.
Nello stesso preciso anno, per la cronaca, la Porsche metteva in produzione in Germania la tipo 904, la cui carrozzeria era anch'essa in fibra di vetro, per un totale di centoventi esemplari.


Innocenti Stellina 800, in produzione dal 1963
in 502 esemplari i cui particolari di carrozzeria sono
stati tutti prodotti alla Alfredo Stola & Figli.

1964 La squadra adetta alla produzione dei particolari in fibra di vetro della Autobianchi Spider Stellina
da sinistra Sellan Sante, Ranzato, Valentino, Nada, Sanna, Lombardi, Bambino.

1964 Gli insiemi degli stampi in resina con struttura in legno in prova per verifica accopiamento fra loro della Stellina.


Torino 1963 in via Issiglio 38 una foto ricordo di Francesco Stola, al centro, con alcuni dei suoi modellatori.
in piedi da sinistra Sellan Sante, Fabbris, Francesco Stola, Comba e Bambino
sotto Gastaldello, e Ranzato Antonio


Torino 1964, di fronte al civico 38 di via Issiglio. Francesco Stola con il figlio Alfredo e la sua Maserati Sebring.
1964
Nel 1964, il primogenito Giuseppe decide di intraprendere una sua impresa più autonoma nel settore della fonderia per grossi getti in ghisa, lasciando così definitivamente la modelleria.
Con la denominazione S.E.V. viene costruito un nuovo stabilimento di 2.500 metri quadrati sito in Rivoli, in corso Canonico Allamano 72, in cui proseguirà con successo l'impegnativa attività per 28 anni.
Il logo aziendale verrà utilizzato solo dal 1965 anche per raccontare la continuità  fra i tre Fratelli, é sempre a forma di rombo con i medesimi caratteri e colori, e l’acronimo S.E.V. da una idea di Giuseppe significa Sapienza, Esperienza,Volontà.

Rivoli 1965 Il capo officina Luigi Ivaldi accende il forno per iniziare la prima colata di Ghisa della scocetà S.E.V.

Per una precisa sinergia commerciale, i clienti della nuova fonderia sono gli stessi della modelleria, ovvero Fiat, Lancia Alfa Romeo, Autobianchi, oltre agli storici costruttori di stampi torinesi come la Berto-Lamet e la Itca; dagli anni '80 si aggiungeranno Ford e Saab.
Dopo i modelli di carrozzeria bisogna costruire gli stampi, e per costruire gli stampi servono i grandi getti di ghisa; questa é la sinergia commerciale fra i fratelli per condividere i clienti.
Giuseppe e Francesco Stola
Rivoli, 1965. Giuseppe e Francesco Stola alla prima colata di ghisa nella loro fonderia SEV
in corso Allamano Rivoli.
Getti di ghisa per stampi, il particolare è una porta anteriore.

Grande getto di ghisa per stampo multiplo.
Per tutto il tempo Francesco e Roberto hanno mantenuto un quota societaria di minoranza e non operativa, lasciando completamente in autonomia la gestione a Giuseppe.
A 69 anni Giuseppe comprende che è troppo anziano per lavorare in fonderia, il lavoro è duro e pericoloso, e così viene deciso nel 1992 fra i soci di mettere in liquidazione l'azienda vendendo i rottami di ghisa rimanenti e soprattutto il terreno, situato in una delle zone industriali più di valore della cintura torinese.

1965 Master Model IKA Renault Torino 380w su licenza American Motors Corporation (AMC)

Giugno 1965 Nel laboratorio di via Issiglio 38, nel giorno della presentazione al cliente,
sono riconoscibili Francesco Stola e il modellatore Francesco Nada.

1965 Master Model della Innocenti Lambretta
L'ultimo Master Model realizzato nella vecchia sede di Borgo San Paolo é il tipo 124 berlina della Fiat, che per la cronaca era contraddistinto con la sigla di progetto A 520.

Torino 1965 via Issiglio 38, il Master della Fiat 124 berlina è l'ultimo lavoro costruito in questa sede.
La foto ritrae il modello sul camion pronto per la consegna allo stabilimento di Fiat Mirafiori.
2 OTTOBRE 1965
Per la storica modelleria di via Issiglio, nonostante l'ampliamento terminato nel 1959, le nuove esigenze dei clienti fanno sì che la sede sia ormai piccola e inadeguata per spazi, riservatezza industriale e richieste di sempre maggior lavoro.
Nell'autunno del 1965, dopo due anni di lavori edili diretti da Francesco, ancora a Torino, in Borgata Lesna, in via La Thuile 69 e 71, sempre con la denominazione "ALFREDO STOLA & FIGLI", viene aperta la terza nuova sede.
A fianco dello stabilimento i fratelli, sempre in via La Thuile ai numeri civici 71, 75 e 77, fanno costruire due palazzi di sei piani per un totale di trentanove appartamenti a disposizione in affitto per dipendenti della modelleria.
Anche il marchio STOLA per questa importante occasione viene aggiornato, colorandolo di rosso su sfondo oro, mantenendone inalterata la grafica.

Torino 1963 il primo progetto esecutivo del futuro stabilimento per la nuova modelleria in via La Thuile 69.
Il terreno fu acquistato da Alfredo Stola nel 1958, e per questo motivo i figli Giuseppe, Francesco e Roberto sui disegni esecutivi scriveranno sempre proprietà di " Sig Stola Alfredo"

Torino 1963 Il primo progetto esecutivo dello stabile ad uso abitativo di via La Thuile 71, 73 e 77.
Il terreno fu acquistato da Alfredo Stola nel 1958. , e per questo motivo i figli Giuseppe, Francesco e Roberto sui disegni esecutivi scriveranno sempre proprietà di " Sig Stola Alfredo"

Torino autunno 1965 l'ingresso carraio della nuova sede in via La Thuile 69. Sopra il portone si può notare il marchio
STOLA in rosso. A fianco il palazzo costruito dai fratelli Stola per una parte dei propri dipendenti ai civici 71, 73 e 77.
Alla fine del 1965 Francesco Stola trasforma il logo da bianco e nero in rosso su fondo oro.
Il nuovo stabilimento viene inaugurato con una vera e propria festa, alla quale partecipano tutti i dipendenti con le loro mogli, e i clienti. La serata è arricchita da una cena di gala con musica dal vivo del complesso Myster Bianco, tipico di quel periodo Beat.

Da destra, Piazza, Bordone, Stola, x, y, z e Sardi.
Autunno 1965 Festa di inaugurazione all'interno della nuova modelleria Alfredo Stola e Figli in via la Thuil 69 a cui parteciparono tutti i dipendenti con le loro famiglie e i clienti. Il complesso Beat, tipico dell'epoca, era Myster Bianco.
Il locale misura 4000 mq, è piastrellato in grès, con illuminazione direzionale ad alta diffusione, interamente climatizzato in ogni stagione, completo di sei aree riservate controllate da telecamere e un modernissimo spogliatoio completo di docce.
In questo ambiente, i piani di lavoro in ghisa reticolati sono venti, per un totale di circa 300 mq, con tre carri ponte, un reparto resine isolato, una cabina di verniciatura ad acqua e, soprattutto, le primissime macchine elettroniche di misura "Dea".
Questi investimenti, uniti ai più qualificati modellatori di Torino, la renderanno da subito fra le più moderne modellerie d’Europa.


1965 placchetta in alluminio identificativa appliccata con rivettatura su ogni modello o resina prodotta dall'azienda.


Una delle aree di lavoro dei modellatori, si riconoscono sulla destra Ruggeri e con il cappello Marigonda Arrigo e sulla sinistra in fondo, con la maglia rossa Ciliutti Silvano.

Un altra area di lavoro dei modellatori con
l'uscita carraia di via Villa Giusti.

Nell'area collaudo una delle cinque DEA.

Area collaudo con una DEA Carlo Mantovani sta
controllandoun modello della Ford.

Vista più ampia dell'area collaudo.

Un esempio delle sei aree riservate e chiuse chiamate box, con piani di riscontro in ghisa di tre metri per sei equipaggiati
ognuno con un Quick a scorrimento sulle scalanature. Si può notare il cartello "vietato l'ingresso" in nove lingue.

Una vista dell'area collaudo dove si può notare in
alto una gru a servizio dei modellatori.

Alla fresatrice tre assi semi automatica uno dei due
capo officina Carlo Bordone

Michele Comba alla fresatrice piana.
In questa struttura d'avanguardia il personale quasi raddoppia nel primo anno, raggiungendo i sessanta addetti attraverso nuove assunzioni. Un ambiente avveniristico, orientato ai clienti ma anche ai lavoratori, i quali apprezzano la pulizia, la climatizzazione controllata, la perfetta illuminazione, e le tante strutture di sollevamento pesi.
Il personale apprezza la conduzione famigliare e la visione industriale dei fratelli Stola; in quel periodo quasi tutti i modellatori della concorrenza torinese vorrebbero poter lavorare alla “ALFREDO STOLA & FIGLI”.
Francesco, più grande di 7 anni, é l'Amministratore Presidente e Roberto ha la carica di Vicepresidente. Due caratteri molto diversi, e per questo complementari all’azienda.
Il primo, raffinato tecnico e modellatore, e il secondo innato commerciale fortemente orientato al cliente. Queste caratteristiche, sommate all'estrema bravura dei lavoratori negli anni a venire, saranno il motivo di una crescita aziendale davvero particolare.
I Master Model della Fiat 124 Coupé e della Ferrari 365 GT 2+2 per Pininfarina e l'Autobianchi A111, sono i primi lavori realizzati nella transizione del trasloco tra la fine del 1965 e l'inizio del 1966.

1965 Master Model Ferrari 365 GT 2+2 Pininfarina

1965 Master Model Ferrari 365 GT 2+2 Pininfarina

Giovanni Battista Farina.

Il 3 aprile del 1966 scompare il Commendator Giovanni Battista Pininfarina, e la Famiglia Stola lo ricorda con stima e gratitudine per la fiducia riposta dalla sua azienda nell’affidare la realizzazione di ben sei master model.
La Modelleria degli Stola come fornitore della Pininfarina in questi dieci anni è stata coinvolta nei seguenti progetti:
Fiat 1200-1500 Cabriolet - Peugeot 404 Cabriolet - Lancia Flavia Coupè - Ferrari 330 GT 2+2 - Alfa Romeo Spider - Ferrari 365 GT 2+2.


1965 Master Model Autobianchi A111

1965 Master Model Fiat 124 Coupè
Il primissimo progetto acquisito e realizzato nella nuova sede é il Master Model della Isuzu tipo 117 disegnato da Giorgetto Giugiaro.
L'incontro con il grande stilista dell'Italdesign e il management della casa automobilistica giapponese, nel 1966, rappresenta il primo segnale di internazionalizzazione della ALFREDO STOLA & FIGLI.

Giorgetto Giugiaro nel periodo dell'Isuzu.
Nelle cinque immagini a seguire si possono vedere le varie fasi di realizzazione del master model Isuzu. La struttura del cubo in acciaio normalizzato e fresato, l'assemblaggio dei particolari su base tubolare in resina e le fasi di collaudo su plateau con il truschino elettronico chiamato Quick, modernissimo per quei tempi; la tolleranza dimensionale voluta é 0,2 decimi di millimetro in ambiente a temperatura controllata.

1966 Master Model Isuzu 117 disegno di Giorgetto Giugiaro.

1966 Master Model Isuzu 117 in montaggio. Francesco Nada collauda con il Quick il Master.

Da sinistra Carlo Bordone, Giuseppe Valentino, Bergoz Ladislao, Gastaldello, Fabbris, Francesco Stola
col suo cane chiamato Lupo, Francesco Nada e Viviani posano davanti al Master Model dell'Isuzu 117.

1967 Master Model veicolo commerciale FIAT.

1967 Master Model veicolo commerciale FIAT.

1967 Master Model Alfa Romeo 1750 GT Coupè Giugiaro.

1968 Master Model FIAT 130 Berlina.

1968 Master Model FIAT 130 Berlina.

1968 Master Model FIAT 130 Berlina.


1969 Master Model Mitsubishi disegnato da Giugiaro (S.I.R.P.). Mai andato in produzione, probabilmente della serie Colt.

1969 Master Model FIAT 127.
L'ultimo master model realizzato che segna la conclusione del decennio 1960 é quello della classicissima berlina Flavia 3 serie. Un lavoro commissionato dallo storico marchio torinese Lancia, iniziato con la proprietà del finanziere Carlo Pesenti per poi essere consegnato alla nuova proprietà Fiat.

1969 Master Model Lancia 2000.

1969, un momento di relax al reparto resine della Alfredo Stola & Figli.
Da sinistra Giuseppe Valentino, Carlo Bordone, Di Pietro, Foti e Zanellato.
Fra 1966 e il 1969 i fratelli  ancora una volta per ricordare il Padre, si fanno promotori di una iniziativa sportiva in voga in quei tempi, organizzando una squadra ciclistica denominata "Alfredo Stola".
Nella categoria dilettanti due anni su tre si aggiudicano il titolo di campioni piemontesi, vincendo anche decine di coppe in gare a tappe nelle regioni confinanti della Liguria e della Lombardia.


Sugli angolari posteriori del pulmino Fiat 850 T
il modellatore Marigonda Arrigo pitturava a mano
l’orso e il lupo come mascotte della squadra. 


Torino primavera 1968 la squadra "Alfredo Stola" posa in Piazza Castello di fronte al Palazzo Reale.
Da sinistra: Gotta Italo, Zanetti Gianfranco, il piccolo Alfredo Stola, Bortolazzo Renato, Barbierato Livio,
Guglielmo Bruno, Pivato Marcello e il Direttore Sportivo Pratis Alfonso.


1969 il direttore Pratis con i ciclisti della Alfredo Stola ad una corsa a squadre nel Roero

1969 nel Roero Francesco Stola insieme alla sua compagna Angela Sardi e la responsabile
dell'amministrazione Elisabetta Piazza assistono alla corsa.
1970
Per ringraziare i clienti, motivare i propri lavoratori e salutare con ottimismo il nuovo decennio in arrivo, la modelleria partecipa "una tantum" dal 29 ottobre al 13 novembre con un suo stand al 51° Salone dell'Automobile di Torino, nella storica sede di Palazzo Esposizioni, presentando tre modelli dimostrativi di particolari singoli per carrozzeria, con pelle esterna e ossatura interna.
Lo slogan del brochure distribuita ai clienti e al pubblico era "L'automobile nasce da noi dal 1919”.
Dalla fotografia professionale dell'evento si nota che l'insegna dello stand é STOLA e non ALFREDO STOLA & FIGLI.

1970 Torino Stand della Alfredo Stola & Figli al 51° Salone dell'Automobile.
E' curioso notare la scritta Stola per esteso anzichè la vera denominazione sociale.
Fondamentale nella crescita dell'azienda è stato il completo sviluppo modellistico dell'Alfa Sud, disegnata sempre da Giugiaro, in tutte le sue versioni 3/4 porte, coupé, giardinetta e spider, dove quest'ultima non fu mai prodotta. Un progetto iniziato nel 1970 così importante che la stessa Alfa Sud volle affittare 500 metri quadrati della proprietà della ALFREDO STOLA & FIGLI, per avere una propria area collaudo e gli uffici per i propri tecnici residenti che operavano per il coordinamento fornitori in tutta l'area industriale torinese.
Indimenticabili erano le visite domenicali di Giorgetto Giugiaro nella sede di via La Thuile per controllare la qualità delle superfici dei Master Model in tutta tranquillità, e con lui era sempre presente suo figlio Fabrizio, di soli 6 anni.
Una tradizione non sempre domenicale, che poi è continuata per i modelli Isuzu Piazza, e Saab 9000; da queste visite tra i modelli di resina, nasce una grande amicizia fra giovanissimi Fabrizio Giugiaro e Alfredo, figlio di Francesco Stola.

1970 Calibro di controllo Alfa Sud

1970 Calibro di controllo Alfa Sud

1972 Master Model Alfa Sud Giardinetta

1972 Master Model Alfa Sud Giardinetta

1973 Master Model Alfa Sud Sprint per controllo lamierati.
L’Amministratore Delegato dell'Alfa Sud è l'Ingegner Rudolf Huruska, conosciuto per essere stato uno degli assistenti del Professor Ferdinand Porsche già nel 1938 nel programma iniziale VW e in seguito per la Formula 1 Cisitalia insieme a Piero Dusio.
La fabbrica Alfa Sud, con sede a Pomigliano d'Arco, in quegli anni é da pensarsi come il più grande progetto industriale per l'Italia del Sud, dove il governo azionista decise di creare una casa automobilistica da prato verde.

Rudolf Hruska nel periodo dell'Alfa Sud.

Sestriere inverno 1988. L'hotel Principe Di Piemonte,
il preferito dell'Ingegner Rudolf Hruska perfetto
per la sua passione per lo sci.
Nel tempo, oltre l'esperienza Alfa Sud, seguiranno per tutti gli anni '70 altri straordinari progetti sempre diretti dall'Ingegner Hruska anche per l'Alfa Romeo di Arese. I due fratelli si conquistano con i fatti la fiducia del grandissimo  tecnico proprio come il loro Padre aveva fatto con Vincenzo Lancia. In particolare, con Roberto l'amicizia continua anche dopo che l'Ingegner Huruska va in pensione, con piacevoli incontri invernali al Sestriere e condividendo qualche discesa sulle piste, visto che parecchi decenni prima gli aveva impartito la prima lezione di sci.

hrusca
Sestriere 1988 Hotel Principe di Piemonte. L'ingegner Rudolf Hruska già in pensione con Roberto Stola e le famiglie.

Negli anni '70 si realizzano una quantità impressionante di Master Model, e nonostante la crisi petrolifera e le turbolenze sindacali nel paese, straordinari modelli nasceranno proprio in via La Thuile 71.
Per affrontare in modo più sicuro questo notevole aumento di lavoro, e poter gestire i clienti sempre più organizzati da un punto di vista professionale, nel 1971 i due fratelli Stola assumono Alberto Sasso, giovanissimo Ingegnere Meccanico laureato al Politecnico di Torino.

1972 La direzione tecnica della Alfredo Stola & Figli.

I due capoofficina Sante Sellan e Carlo Bordone e al centro l'ingegnere Alberto Sasso nella sala riunioni in via la Thuile 71
L’Ingegner Sasso ricopre una funzione un po' nuova per quei tempi in un’azienda relativamente piccola, che oggi chiameremmo General Manager. Certamente un segno di modernità e di cambiamento mezzo secolo dopo il primo laboratorio di 300 metri quadrati, in cui lavoravano oltre al titolare tre modellatori e il ragazzo apprendista. Scelta che si dimostrerà ancora più lungimirante quando dall'inizio degli anni '80 il fatturato estero rappresenterà quasi sempre costantemente il 40/50% dell'intero giro d’affari.

1971 Massimo e Alfredo Stola nella
sala riunioni di Via La Thuile 71

1972 Alfredo Stola di fronte al civico 69 di Via La Thuile,
sullo sfondo il camion aziendale Fiat tipo 625.

1970 Master Model FIAT 132


1970 Master Model FIAT 132



1970 Master Model Fiat 130 Coupè per Pininfarina.

1970 Master Model Ferrari 365 GTC4 per Pininfarina.

1970 Master Model Alfa Romeo Alfetta

1970 Master Alfa Romeo Alfetta specifico per accoppiamento fiancata esterna e interna.

1970 Master Alfa Romeo Alfetta per verifica accoppiamento parti mobili ossatura parabrezza e ossatura lunotto.

1970 Lancia Beta modelli di fonderia per il motore della Beta ex Fiat Lampredi modificato
per lo stabilimento Lancia di Borgo San Paolo
Tra i progetti, non per importanza ma per particolarità, nei primi mesi del 1970 si affaccia il produttore di camion Kamaz, emanazione industriale del governo comunista russo attraverso il concilio ministeriale dell'URSS.
Torino già rappresentava insieme a Detroit uno dei due centri mondiali dell'automobile, e il Ministero dei Trasporti sceglie per il loro primo progetto la ALFREDO STOLA & FIGLI per i modelli e la Berto Lamet, sempre di Torino, per gli stampi e le attrezzature di assemblaggio.
Particolare davvero innovativo per noi italiani, ma sicuramente normale per i russi, è che alcuni degli ingegneri responsabili in trasferta a Torino sono donne.
Il primo autocarro marchiato Kamaz uscirà dalla catena di montaggio nel febbraio del 1976 dalla fabbrica di Naberezhnye Chelny, situata nel nord dell'Unione Sovietica.

1971 Il Master Model Kamaz

1971 Il Master Model Kamaz

1971 Master Model Lancia Beta Berlina prima serie.

1971 Master Model Lancia Beta Berlina prima serie.

1972 Master Model Fiat 131

1972 Master Model Fiat 131

1972 Master Model OM 241

1972 Master Model OM 241

1972 Master Model FIAT Citroen 242

1973 Master Model Lancia Beta Coupè

1973 Master Model Lancia Beta Coupè

1973 Master Model Lancia Beta HPE

1973 Master Model Lancia Beta HPE

1973 Master Model FIAT tipo 180.

1973 Master Model FIAT tipo 180.

1973 Master Model FIAT Campagnola.

1973 Master Model FIAT Campagnola.

1973 Master Model Lancia Gamma.

1974 Master Model Fiat 131 Familiare

1974 Master Model Fiat 131 Familiare

1974 Alfa Romeo Alfetta GT calibro di controllo per il vano porta e il vano vetro laterale posteriore.
1974 Alfa Romeo Alfetta GT, Master per controllo accoppiamenti fiancate, padiglione, lunotto e parabrezza.

1974 Alfa Rome Alfetta GT Master pavimento completo.

1974 Alfa Romeo Alfetta GT Master in alluminio porta.

1974 Alfa Romeo Alfetta GT simulacro verifica apertura porte.
1974 Alfa Sud Master per verifica accopiamento ossature fiancate ed esterni fiancate, padiglione, portellone e parabrezza.
1974 Alfa Sud, particolari separati da assemblare sul Master verifica accoppiamenti.
In questo periodo, la domanda da parte delle case costruttrici si amplia con le resine di lavorazione copia per gli stampi di produzione, sia in forme negative che positive.
Particolari attrezzature chiamate "calibri di controllo" singoli per parti separate di carrozzeria e interni, o vere e proprie strutture di controllo lamiere per l'auto nella sua forma completa.
Anche le resine di battitura e la costruzione dei relativi lamierati e talvolta il loro assemblaggio diventano una nuova e importante fonte di lavoro.

1975 Calibro di controllo esterno Alfa Romeo Giulietta

1975 Calibro di controllo interno Alfa Romeo Giulietta

1975 Calibro di controllo vano baule Alfa Romeo Giulietta

1975 Calibro di controllo vano cofano Giulietta

1975 Calibro di controllo porte Alfa Romeo Giulietta

1975 Calibro di controllo parziale parafanghi
Alfa Romeo Giulietta.

1975 Master Model Lancia Beta seconda serie.

1975 Master Model Lancia Beta seconda serie.
In questi primi dieci anni di via La Thuile, la forza lavoro raggiunge gli ottantacinque addetti fra modellatori, resinisti, manutentori e impiegati.
In Torino si vive un notevole subbuglio sindacale nella categoria metalmeccanica, ma alla ALFREDO STOLA & FIGLI non si registra in questo periodo e nemmeno in quello successivo mai un solo sciopero.
L'atmosfera nella fabbrica continua a essere famigliare, con lo stesso spirito dell'inizio; il motivo é il rapporto di sincero rispetto con ogni singolo lavoratore da parte di Francesco e Roberto Stola.
Sono i tempi in cui alla fine di un progetto particolarmente impegnativo o importante ci si ritrovava il sabato o la domenica al ristorante a festeggiare il successo.

1976, Crescentino ( VC ) Ristorante tenuta Villa Rosa da sinistra: Miuccio Fiorin,
Carlo Bordone, Francesco Stola, Fonda.

1976 Alfa Sud seconda serie 4 porte

1976 Alfa Sud seconda serie 3 porte

1977 Master Model Simca 1000 3 porte, mai andato in
produzione. Stile di Mario Revelli di Beaumont e Boano.

1976 Master Model frontale di metropolitana per Chicago.

1976 Master Model Alfa Romeo Alfa 6

1976 Master Model Fiat Ritmo 3 porte.

1976 Master Model Fiat Ritmo 5 porte.

1977 Master Model Lancia Delta

1978 Lancia Delta speciale Master
per controllo apertura porte

1978 Lancia Delta speciale Master per controllo parte mobili anteriori: cofano, paraurti, parafanghi, griglia anteriore
e gruppi ottici

1978 Lancia Delta. Con il camice beage Lino De Franceschi a sinistra col maglione a righe Giuanin.
Nel 1977 i fratelli Stola acquisiscono una importantissima e inusuale commessa di lavoro per la torinese Aeritalia, società leader europea nel settore aeronautico e aerospaziale.
Alla modelleria viene richiesta la costruzione del "bordo d'attacco" delle ali per il progetto comune Boeing 767 e 757.
Tali sofisticate attrezzature in alluminio servivano alla produzione presso lo stabilimento Aeritalia per piegare sotto pressa i bordi d'attacco delle ali in lega di alluminio.

Boing 767. Le ali e quindi i relativi "bordi d'attacco "
realizzati in Alfredo Stola & Figli sono utilizzati anche
sul più piccolo Boing 757.

1977 Nella modelleria "ALFREDO STOLA & Figli sezioni delle ali del Boing 767 757. Al lavoro Ciliutti Ezio.

Aprile 1977 Un pranzo domenicale organizzato da Francesco Stola per festeggiare i lavori per la Lancia Delta.
Da sinistra Gastaldello, Fiorin e Vittorio Danzi.

Maggio 1977 I fratelli Roberto e Francesco Stola in una foto ricordo in via La Thuile 71 a Torino.
É interessante anche ricordare una particolarissima commessa di lavoro ordinata da Italdesign nei primi mesi del 1977 per la realizzazione e il montaggio di molte parti di carrozzeria in fibra di vetro per la BMW M1, disegnata da Giugiaro. Sotto la direzione della casa di Moncalieri verranno realizzate solo una decina di scocche grezze non verniciate per una serie speciale. Le altre 456 carrozzerie saranno costruite direttamente dalla Italdesign a Moncalieri.

1978 BMW M1

1978 Master Model Fiat Panda.

1978 Master Model Fiat Panda.
1978 all’Alfredo Stola & Figli vengono realizzati i Master Models della Lancia Beta Trevi e dell’innovativa plancia
portastrumenti disegnata Mario Bellini. Purtroppo le foto originali del Master Model non sono state trovate.
7 FEBBRAIO 1978
Il 1978 per la famiglia Stola è un anno tragico, in un periodo sociale e politico molto complesso che coinvolge tutta la nazione, il 7 febbraio Francesco, alle ore 19.40 all'uscita dell'azienda davanti al civico 73 di via La Thuile a Torino, viene rapito.
Il sequestro avviene mentre sale sulla sua Fiat 130 Coupé per far ritorno a casa e lo scopo é l’estorsione.
Da subito le trattative con i malviventi sono seguite dal fratelli Giuseppe e Roberto insieme al Dott. Giuseppe Nuzzo, amico e commercialista di famiglia da sempre.

Da La Stampa dell 8 febbraio 1978.

La concomitanza con il sequestro del Presidente del Consiglio Italiano Aldo Moro, avvenuto trentasette giorni dopo, la conseguente militarizzazione della penisola volta alla sua ricerca, e il varo della legge sul blocco dei beni di famiglia, saranno le probabili cause della terribile conclusione del sequestro; Francesco Stola, purtroppo non farà più ritorno a casa.
Il Dottor Nuzzo accetterà l'incarico di essere il curatore dello scomparso e il tutore di Alfredo, allora diciassettenne, fino al compimento del ventunesimo anno.
Il 27 luglio 1981, oltre tre anni e mezzo dopo il rapimento, il tribunale di Torino avvia la pratica per la dichiarazione di morte presunta.
Il suo corpo non sarà mai più ritrovato e il 15 luglio 1982 il tribunale  con una sentenza dichiarerà il 18 marzo 1978 la data di morte presunta.


LA STAMPA, martedi 28 febbraio 1978

Da La Stampa del 29 luglio 1981.
Francesco Stola lascia alle persone che ha incontrato nella sua vita il ricordo di un uomo gentile e generoso, e nella professione un modellatore fuori dal comune per qualità e velocità di esecuzione.
1977-78 Le ultime immagini di Francesco Stola. A sinistra a Villarbasse a casa sua e a destra in Via La Thuile 69
nel reparto spedizioni posa orgoglioso al fianco di decine di casse contenenti modelli della Ford da inviare a Colonia.
Il 15 luglio 1982 il tribunale di Torino Sezione II° Civile sentenza che la morte di Francesco Stola è avvenuta il 18 marzo 1978.
Roberto Stola, da subito si assume la responsabilità della conduzione dell'azienda e in seguito, nell'autunno del 1979 alla conclusione degli studi, Alfredo a diciannovenne lo affiancherà.
In fabbrica si vivono momenti di incertezza emotiva sia per la famiglia che per i lavoratori anche se la solidarietà di tutti, compresi clienti e amici, non verrà mai a mancare.
Inaspettatamente, nella primavera del 1978 la Ford Europa diventa cliente per un grande progetto completo.
Il reparto stampi e la modelleria di Colonia diretta da Jhosef Munsch hanno bisogno di molta capacità lavoro aggiuntiva per far fronte ai loro impegni straordinari; il modello in questione é il nuovo grande veicolo commerciale denominato Cargo.

1978 Torino via La Thuile 71 Roberto Stola.
Per la ALFREDO STOLA & FIGLI questo incontro segnerà la  grande e propria svolta internazionale, anticipando la globalizzazione dalla fine degli anni '80.

1979 Master Model Ford tipo Cargo
L'Ingegner Alberto Sasso, nella posizione di General Manager, bene rappresenterà la modelleria in questo impegnativo passaggio tecnico-organizzativo con una delle più grandi case automobilistiche del mondo. Roberto Stola, intuendone la potenzialità e auspicando una collaborazione lunga e non solo finalizzata a sopperire la loro necessità momentanea, propone al direttore Ford di assemblare in un Master tutti i modelli esterni realizzati.
La particolarità commerciale é di offrire in sponsorizzazione gratuita la costruzione del cubo di sostegno in acciaio e di tutte le ore di lavoro per l'assemblaggio. Il manager tedesco accetta la proposta e così nasce il primo Master Model Ford assemblato a Torino. Da quell'idea, la collaborazione con Ford Europa andrà avanti per altri due decenni e mezzo coinvolgendo dalla fine degli anni '90 anche la sede di Detroit attraverso i marchi Lincoln, Mercury e Land Rover, in quel momento parte del gruppo Americano.

1979 Master Model FIAT 132 2000 terza serie

1979 Master Model FIAT 132 2000 terza serie

1979 Master Model Lancia Prisma

1979 Master Model dei vani porta e vetri Fiat Ducato.

1979 Master Model esterno completo Fiat Ducato.

1979 Master Model Fiat Argenta

1979 Master Model Fiat Argenta
Un altro decennio é alle porte e l'ultimo Master Model di questi anni '70 sarà il tipo Piazza della Isuzu disegnata sempre da Giorgetto Giugiaro.

1979 Master Model Isuzu Piazza

1979 Master Model Isuzu Piazza
In questo periodo più che mai, le visite domenicali di Giorgetto Giugiaro alla modelleria di via La Thuile per esaminare le superfici del Master Model avvengono insieme a suo figlio Fabrizio, quindicenne. Da questi incontri fra i giovani Alfredo e Fabrizio nasce una vera amicizia, che prosegue tuttora.
1980

1987 A Villarbasse Alfredo Stola con Fabrizio Giugiaro e la sua DeLorean DMC-12.
Gli anni '80, come vedremo più avanti, porteranno una straordinaria rivoluzione tecnologica.
La differenza rispetto al passato e che ora i collaudi finali dei modelli si eseguono con le moderne macchine di misura computerizzate e motorizzate della torinese Dea.
I dati rilevati sono direttamente riportati attraverso stampanti su appositi moduli di carta.
Questa metodologia voluta dalla Ford è il preludio del collaudo in autocertificazione.

1979 un momento del collaudo di un modello con una DEA motorizzata con uno speciale sensore alla punta di rubino.

1979 La Stola Alfredo & Figli installa la macchina di misura DEA Delta 3d con campo di lavoro di 5500 mm.
Ferrero Versino col camice bianco è l'operatore.
La modelleria è ben preparata avendo appena terminato un costoso programma di retrofizzazione a cura della stessa Dea per aggiornare tutte le macchine di misure già installate nel 1965.

1981 Il primo depliant della Alfredo Stola & Figli per mostrare ai clienti questo periodo di cambiamenti tecnologici.
22 febbraio - 2 Marzo 1981, Milano Malpensa- New York - Detroit e ritorno.
Boing 747-200 Alitalia e DC 10 North West.

1981 Detroit al centro espositivo Cobo Hall lo stand Alfredo Stola & Figli,
a sinistra Guido Toninelli e a destra Alfredo Stola.
In questa trasferta americana è presente anche l'ingegner Alberto Sasso.

1981 Detroit Cobo Hall, Umberto Agnelli in visita allo stand.
A destra Alfredo Stola.
Alfredo, nell'affiancare suo Zio Roberto in azienda, fra i primi incarichi all'estero nell'inverno del 1981 vola a Detroit insieme ad una delegazione della Camera di Commercio di Torino.
L'obiettivo è allestire e presenziare uno stand della ALFREDO STOLA & FIGLI al Salone dei Fornitori dell'Automobile presso il Cobo Hall.
La manifestazione americana si chiama SAE, ed è una iniziativa di consolidamento internazionale volta anche a mostrare a Ford Europa la visione globale di un loro "Partner Supplier" italiano.
Lo stand sarà onorato inaspettatamente anche dalla visita di Umberto Agnelli, uno fra i maggiori azionisti della Fiat.
Nello stesso edificio espositivo a Detroit, in occasione del Salone dell'Automobile, diciotto anni più tardi, la Mercedes esporrà la Show Car “VIsion SRL Coupé”  realizzata a Torino dalla modelleria degli Stola.

Marzo 1981. Furono realizzate per l'occasine delle medaglie commemorative
che venivano distribuite da un armatura medioevale posta nello stand.
1 marzo 1981 Fotografie di Guido Toninelli di una domenica mattina a Detriot down town.
Queste immagini riprendono tra le altre il famoso Renaissance Center, il vecchio tram gli antichi grattacieli
degli anni 30 e un parcheggio adiacente al Cobo Hall, che racconta le automobili di quegli anni.
Nella fotografia con la bandiera americana si può notare l'hotel Pontcharirain dove soggiornarono Stola, Sasso e Toninelli.
Il 2 marzo nel viaggio di ritorno in occasione del lungo scalo all’areoporto Kennedy di New York Alfredo Stola, Alberto Sasso e Guido Toninelli decideranno per veloce visita a Manatthan. 
2 marzo 1981 New York. Alfredo Stola, Alberto Sasso e Guido Toninelli trascorrono 4 ore a Manatthan.
2 marzo 1981 New York Manatthan foto personalmente scattate da Guido Toninelli.
Nell'estate dello stesso anno Alfredo e Massimo Stola sono invitati due mesi consecutivi in uno stage di lavoro. La mansione è di operai apprendisti modellatori con tanto di camice e pranzo in mensa presso lo stabilimento Ford di Colonia-Niehl.
L'opportunità concessa dal direttore Munsch è un modo per integrare le relazioni tecniche fra la Ford e la modelleria torinese e soddisfare il desiderio di far fare esperienza pratica, al di fuori della famiglia, da parte dello Zio per i sui nipoti.
Certo è che quell'esperienza in stage a Colonia migliorò i rapporti tecnici e di comunicazione, in quanto si ebbe l'opportunità di trasferire la loro tecnica di costruzione, mettendo anche le basi del collaudo in autocertificazione.
Quello stage, tra l'altro, fece capire che per continuare la cooperazione con la Ford, la ALFREDO STOLA & FIGLI si sarebbe dovuta dotare al più presto dei sistemi "hardware prime" e software "PDGS" usati in tutti i loro stabilimenti nel mondo.

Marzo 1981 Massimo Stola lavora alla tastiera del primo computer Helwet Packard 1000 acquistato dalla Alfredo Stola & Figli.
Una nuova travolgente innovazione tecnologica nel 1980 si fa sentire nell'ambiente dei modellatori e più ancora nell'industria automobilistica; la realizzazione dei modelli a controllo numerico attraverso la fresatura automatica con apposite fresatrici a tre assi.
Davvero una rivoluzione assoluta nell'ambiente, nata come altre innovazioni negli Stati Uniti d'America. I primi a sperimentare questo nuovo modo di lavorare in Italia sono i due colossi Fiat e Aeritalia e la Carrozzeria Pininfarina.

1981 Il progetto dello schema di flusso delle attività, progettato da Roberto e Massimo Stola per regolare
le elaborazioni di costruzione modelli a controllo numerico.
Nasce l'acronimo Cad Cam (Computer-Aided Design e Computer-Aided Manifacturing) e ancora oggi é usato nello stesso modo, anche se evoluto nelle prestazioni anno dopo anno.
Roberto Stola con coraggio di pensiero e di finanza promuove all'interno dell'azienda questo cambiamento totale, la ALFREDO STOLA & FIGLI é la terza modelleria in Italia dopo la FIAT e la Pininfarina ad utilizzare il Cad Cam.

1981 Il primo plotter a pennini con diversi colori tipo Zeta.
I primi grandi investimenti sono una fresa da stampi a controllo numerico a tre assi Mecof tipo Cs 10 con un campo di lavoro di 8 metri, gestita da un controllo ECS, due computer Hewlett Packard 1000 e un plotter Zeta a rullo da 1500 mm.
Sono anni pionieristici, fatti di notti e domeniche passati a realizzare i programmi software e i rilievi dei disegni con il righello e a preparare i nastri perforati di carta azzurra per trasmettere i dati al controllo numerico.

1981 viene installata la Mecof Cs 10 a controllo numerico.
All'inizio viene usata come una normale fresa,
non sapendo usare il controllo numerico.

1981 Massimo Stola nel reparto centro di calcolo di Via Villa Giusti.
Massimo, figlio di Giuseppe Stola della fonderia di ghisa, é il giovane uomo che inizia questa attività inserendosi in azienda dal settembre del 1980.
Il suo è un lavoro di grande intelligenza e sacrificio, i computer sono ancora strumenti per pochi e i software specifici non esistono in quanto non in vendita.
Massimo Stola compila di persona i programmi, attingendo dai lavori dei primi studiosi di modelli di superfici tridimensionali, in particolare dei matematici Steven Anson Coons e Pierre Bèzier.

Massimo Stola
1981 La perforatrice dei nastri di carta per il funzionamento del controllo numerico e la stampante Helwet Packard.
Si intuisce che il cambiamento non é solo tecnico ma anche umano, infatti i modellatori specializzati, che sono una cinquantina con un'età media di 45/50 anni, sono abituati da sempre a costruire i modelli con lo scalpello e la sgorbia, tracciandoli e misurandoli con il truschino.
Il pensare che una macchina possa fresare in automatico un modello é una cosa inaccettabile per la loro professionalità e, soprattutto, subentra il pensiero di poter perdere per sempre il lavoro.
La realtà è diversa perché dei modellatori c'è sempre bisogno per preparare il materiale da mettere sotto fresa e per rifinire a mano il modello eliminando le creste dell’utensile dopo la fresatura ed eseguire la tracciatura dei fuori figura.
Nel 1981 la ALFREDO STOLA & FIGLI viene coinvolta marginalmente attraverso la società di stampaggio plastica Gallino di Rivalta Torinese per realizzare un master di collaudo per il frontale della Lada Vaz Samara.
Un progetto per quel tempo molto innovativo, tant’è che la casa automobilistica russa affidava la progettazione completa alla Porsche Engineering.
Il compito della Gallino é di stampare in plastica il particolarissimo frontale, il cui materiale plastico non é solo per il paraurti e la griglia anteriore ma anche e soprattutto per una specie di anello a cornice posizionato alla fine del cofano e dei parafanghi anteriori.
La Gallino chiede agli Stola, vista la loro esperienza, di progettare un super calibro di controllo per misurare gli accoppiamenti di tutte le parti frontali, inclusi i due fanali.
Visto il contratto con Porsche, la Gallino chiederà di non fare fotografie per l’unicità della soluzione per quel tempo.
È un periodo di diffidenza, ma Roberto Stola riesce a convincere i suoi lavoratori che nulla di negativo sarebbe successo a loro, anzi promette che nuove opportunità e altri tipi di specializzazioni sarebbero nate da questa moderna tecnologia.
Nel frattempo, come conseguenza di questi cambiamenti, c’è l’esigenza urgente di una nuova professionalità; il matematizzatore di superfici.
C’è la necessità che il "nuovo modellatore" effettui rilievi manuali dai complessi disegni tecnici, e che inserisca nel computer le coordinate matematiche, e una volta elaborati i dati attraverso un percorso utensile siano inviate le istruzioni al controllo numerico della fresatrice.
Vengono istituiti tre corsi professionali nel 1979, nel 1980 e nel 1982 con la sovvenzione della Regione Piemonte e la partecipazione attraverso una selezione di studenti delle scuole tecniche professionali di Torino Arti e Mestieri, San Carlo, e Giovanni Plana.
I tre corsi annuali verranno svolti in via Villa Giusti 68 nell'entrata secondaria dell'azienda ed in tutto verranno formati quarantacinque allievi.

Ottobre 1980 la prima busta paga di Walter Boscolo del suo primo mese di lavoro a termine del corso modellatori con un netto in busta di 631.663 £.

1979 carta intestata del corso modellatori della
Alfredo Stola & Figli.

1979 comunicazione per adempimenti fiscali
per l’allievo Walter Boscolo.

1981 In via Villa Giusti il reparto già operativo del primo corso modellatori.
1981 Maccarini traccia un modello in legno di cirmolo, Michle Adamo uno dei professori controlla il modello
appena eseguito dall'alievo Tornatore Aniello.

Torino febbraio 1982 in via Villa Giusti 68, gli allievi del corso 1981/1982
Bennici Salvatore, Rolando Maurizio, Ferrero Roberto, Spadone Saverio, Dinunno Giuseppe, Peiretti Aldo, Stola Alfredo, Mamusi Giuseppe, Leale Valentino, Rossi Adriano, Madonna Vincenzo, Gualtiero Gianni, Carmignato Enrico.
I Professori sono fra i migliori modellatori, quelli che hanno lavorato con il fondatore Alfredo Stola ormai prossimi alla pensione; sono Francesco Nada e Aldo Peiretti, coordinati dal giovane Michele Adamo, Capo Collaudatore alle tracciatrici DEA.
Questa scelta di coinvolgerli come professori in quanto esperti convinse tutti gli altri modellatori che la strada intrapresa da Roberto Stola fosse giusta per loro stessi e per l'azienda.
Ancora oggi, nel 2019, quasi tutti questi ex allievi ormai cinquantenni lavorano in Stola s.p.a. o in altre realtà in Italia e nel mondo, con incarichi anche di grande prestigio.
Questi ragazzi gradualmente dalla fine del 1981 vengono trasferiti dall'officina, dopo aver imparato a costruire i modelli a mano, al nuovo reparto denominato “Centro di Calcolo”.
I camici da lavoro sono ancora marroni, lo scalpello è sostituito da una tastiera collegata ad un computer, e l’officina viene sostituita con un ufficio open space.

Marzo 1982 I ragazzi formati al secondo corso professionale modellatori.
Da sinistra si riconoscono Carmignato, Ferrero Massimo Stola, Bennici e Rossi.
1982/83 Torino L'Alfredo Stola & Figli realizza i Master Model delle Fiat Duna berlina e sw.
Le foto originali dei Master Model non sono state trovate.
La Ford Europa é di nuovo protagonista, affidando all'azienda degli Stola la fresatura del primo modello costruito a controllo numerico. È il gennaio del 1982 e in particolare è un padiglione del nuovo modello della fortunata serie Transit.

Marzo 1982 Massimo Stola con la fresatrice Mecof CS10 effettua la primissima prova di fresatura a controllo numerico
su due diversi padiglioni Ford di tipo Transit.
Praticamente un esperimento, dal rilievo manuale delle misure su disegno stampata su carta Mylar, alla fresatura a controllo numerico attraverso l'elaborazione al computer.
Questo lavoro viene totalmente eseguito da Massimo Stola, compreso il fare di persona l’operatore tecnico alla fresatrice Mecof Cs10.
Quello sarà un giorno davvero speciale e di cambiamento, il vedere nascere un modello senza l'uso degli scalpelli guidati dalle mani segnò per sempre l'inizio di una nuova era.
La fresatura dei modelli avverrà in modo graduale continuando, a seconda delle situazioni e della convenienza, a procedere anche con la tradizionale tecnica manuale. Ovviamente i modelli degli esterni sono i primi a essere fresati a controllo numerico e solo più tardi, nel 1986, l'ossatura della fiancata della Fiat Tipo sarà la prima struttura interna ad essere matematizzata e fresata a controllo numerico.
Marzo 1982, i dettagli della primissima fresatura a controllo numerico del padiglione del Ford Transit.

Marzo 1982 un momento della fresatura del padiglione Ford Transit.
Nonostante l'iniziativa dell'omaggio del cubo di sostegno per il master tipo Cargo del 1978, la Ford, per questioni logistiche e di controllo del processo, preferisce fare i futuri assemblaggi dei Master Model completi all'interno dei propri stabilimenti in Germania e in Gran Bretagna.
Nondimeno, in questi anni si fresano a Torino centinaia e centinaia di modelli singoli, sia per esterni che per interni, per i progetti Transit, Escort, Fiesta, Orion, Skorpion e Mondeo, diventando così in esclusiva la modelleria esterna della Ford Europa.

1979 Londra al Talk of the Town. Cena con i manager Ford.
Da sinistra Jane Kallar, Sid Kallar, Don Bidwell e moglie, Alberto Sasso e moglie.
PER RAGIONI DI RISERVATEZZA INDUSTRIALE LA FORD IMPOSE ALLA MODELLERIA IL DIVIETO ASSOLUTO DI SCATTARE FOTOGRAFIE ANCHE SE PER L'ARCHIVIO AZIENDALE. ED E' PURTROPPO PER QUESTO MOTIVO CHE NON ESISTONO FOTOGRAFIE DEI LAVORI SVOLTI IN QUEGLI ANNI.

1979 Master Model e modelli Ford Escort terza serie.

1980 Master Model e modelli Ford Sierra.

1980 Master Model e modelli Ford Fiesta seconda serie.

1981 Master Model e modelli Ford Orion

1982 Master Model e modelli Ford Scorpio.

1982 Master Model e modelli Ford Transit quarta serie.

1990 Master Model e modelli Ford Mondeo prima serie.
Il lavoro, seppur ordinato da Colonia era gestito dall'Inghilterra nella persona Sid Kallar, Project Manager della modelleria Ford Europa.
Il Manager inglese viaggiò ininterrottamente da Londra a Torino ogni due settimane dal 1978 fino al 1990, anno in cui andò in pensione.
Da quell'uomo e dall'azienda che rappresentava, i Tecnici e i Manager della ALFREDO STOLA & FIGLI impararono molto sulla programmazione dei metodi di lavoro anglosassone.

Novembre 1990 Sid Kallar (al centro con la cravatta) festeggia insieme ai tecnici e alle segretarie della Alfredo Stola & Figli il suo ultimo giorno di lavoro in Ford. Da sinistra Sellan Sante, Alfredo Stola, Massimo Stola,Sid Kallar, Alberto Sasso, Bolle, Hans Widdish, Grazia Bolla, Enza, Sid Kallar, Carla, Sardi Giovanna e Laura Giunipero.

1990 Nella sala storica di Via La Thuile 71 Sid Kallar al centro con i due rappresentanti sindacali dell'azienda,
a sinistra Danzi e a destra Cellura.

1990 Sid Kallar e Alfredo Stola.

1980 Master Model Fiat Uno 5 porte

1980 Master Model Fiat Uno 5 porte


1980 Master Model Fiat Uno 3 porte


1980 Master Model Fiat Uno 3 porte

1980 Fiat Uno speciale Master ad uso dell'ufficio progettazione Fiat per verifica punto di saldatura visibili
attraverso la pelle esterna trasparente realizzata in plexiglass.

1981 Fiat Uno calibri di controllo per lamierati esterni ed interni versione 3 e 5 porte.

1980 Master Model leggero Lancia 037
costruito per Pininfarina

1980 Master Model leggero Lancia 037
costruito per Pininfarina

1980 Lancia 037 Master Model leggero vista frontale
1980 Alfa Romeo - Arna Master di controllo di tutti i lamierati della versione quattro porte.
Per la Stola il primo lavoro di “reverse engineering" con base di partenza la Pulsar / Cherry della Nissan.

1981 Piaggio Calibro di controllo Vespa PK

1981 Piaggio Calibro di controllo Vespa PK

1981 Fiat Master Model tipo Regata

1981 Alfa Romeo Master Model tipo 33 Sport Wagon
ricavato dal Master Model 33 berlina.

1981 per Pinifarina Master Model della Ferrari Testarossa

1981 per Pinifarina Master Model della Ferrari Testarossa

1982 Alfa Romeo Master Model tipo 90.

1982 Alfa Romeo Master Model tipo 90
per controllo lamierati e vani.

1982 Alfa Romeo Master Model tipo 90 per controllo.
1982 Alfa Romeo Master Model tipo Alfa 90
1982 Master Model di una Ford Falcon per Ford Australia mai andata in produzione.

1982 I Master completi per lo più sono ancora fatti a mano. A livello sperimentale si prova a fresare
il Master Model della Fiat Uno che nel 1980 era stato realizzato a mano.

1983 Alfa Romeo Master Model tipo 75 per controllo lamierati.
Nel 1983 un'insolita commessa di lavoro viene proposta alla ALFREDO STOLA & FIGLI attraverso il reparto galleria del vento della Fiat di Orbassano.
L'Ingegner Nevio Di Giusto della Fiat deve realizzare un modello con fondo aerodinamico disegnato dal Professor Alberto Morelli, Docente di Aerodinamica al Politecnico di Torino.
Questo non è più un esperimento, ma un lavoro vero e proprio pagato dal cliente e in particolare è il primo modello monoblocco in scala 1:1 realizzato a controllo numerico dagli Stola.

1983 Costruzione del telaio aerodinamico regolabile.

1983 Pinca alla fresatura in polistirolo del modello.
1983 Il modello aerodinamico disegnato dal Professor Alberto Morelli verniciato e pronto per essere testato
al Centro delle gallerie del vento Fiat di Orbassano.

1983 Roberto Stola nel suo ufficio al primo piano
di Via La Thuile 71
Fiat, Lancia e Alfa Romeo in questi anni '80 continuano ad essere dei clienti importantissimi e questa collaborazione con la Ford é vista positivamente come conferma della bontà del loro storico fornitore torinese da oltre sessant’anni.
Senza svelare nessun segreto, è nella naturalezza delle cose che dall'esperienza con il costruttore americano di base in Germania e in Inghilterra si condividano nuove idee tecniche.
Oltre alle metodologie, i materiali da modellazione e le strutture di sostegno in honeycomb e alluminio di origine svizzera e tedesca rappresentano un grande passo in avanti insieme a una più rigorosa metodologia di fresatura e collaudo.
La Ford, dopo questi primi quattro anni di collaborazione, chiede agli Stola di sviluppare con una ricerca l’idea di un Cubing di Controllo.
L’esigenza nasce nel 1982 per i deludenti risultati di qualità della Ford Sierra nella fase di assemblaggio della pre-produzione.
Il progetto su carta eseguito dall'ufficio tecnico della ALFREDO STOLA & FIGLI viene approvato con soddisfazione dai dirigenti Ford.
La costruzione di questo Cubing sarà eseguita a Colonia e con molta probabilità si tratta del primo attrezzo di collaudo di un modello completo  realizzato al mondo per il controllo  di qualità per interni ed esterni da utilizzare a lato della linea di montaggio.

1993 Josef Munsch direttore dei reparti modelli e
stampi della Ford europa fino al 1993
anno in cui è andato in pensione.

1982 Il Cav. Luciano Guasco della Fiat e Roberto Stola.
In occasione del progetto Ritmo Restyling, la modelleria degli Stola nel 1982 propone alla Fiat un Cubing di controllo che verrà poi chiamato "Master di Montabilità". Presentato al reparto tecnologie Fiat diretto dal Cav. Luciano Guasco e al suo Assistente Antonio Luisolo, venne accolto seppur in forma parziale come prova per la sola parte anteriore.
Anche questa volta era in sponsorizzazione gratuita e fu una scommessa vinta, perché da quella volta la Fiat come gruppo pretese sempre per ogni modello di automobile in ogni sede di produzione un "Master di Montabilità".

1982 Master di Montabilità per interni Fiat Uno

1982 Master di Montabilità per interni Fiat Uno

1988 Master Montabilità interni Fiat Tipo.

1988 Master Montabilità interni Fiat Tipo.

1988 Master di Montabilità esterni Fiat Tipo.

1988 Master di Montabilità esterni Fiat Tipo.

1988 Master di Montabilità parziale della plancia porta strumenti della Fiat Tipo.

1990 Master di Montabilità esterni Fiat Tempra.

1990 Master di Montabilità esterni Fiat Tempra.

1990 Master di Montabilità esterni Fiat Tempra.

1990 Master di Montabilità esterni Fiat Tempra.

1993 Master Model di montabilità per esterni Lancia Kappa
I Master di Montabilità furono dalla metà degli anni '90 promossi in Europa e Asia presso la maggiori case automobilistiche. E uno dei  principali clienti divenne il gruppo Volkswagen.
La resina verrà sostituita dall'alluminio forgiato aeronautico e alcuni particolari saranno realizzati in fibra di carbonio.
1982

Nei primissimi giorni del 1982 Fiat Auto e Saab raggiungono un accordo definitivo di collaborazione per lo sviluppo di automobili con l’autotelaio e le quattro porte condivise.
Si tratta di un concetto di sinergie fortemente voluto dall’Ingegner Vittorio Ghiedella A.D. di Fiat che darà origine al “Progetto Tipo 4”.
Saranno cosi ingegnerizzate e poi costruite la Lancia Thema, la Saab 9000, la Fiat Croma e un po più tardi con modalità diverse ( le porte erano invece specifiche ) l’Alfa Romeo 164.
Da questo “progetto tipo 4” nascerà un rapporto di lavoro importante e duraturo con la Saab e più avanti nel tempo anche con la Scania.
Il primo contatto con la casa automobilistica svedese, per la Alfredo Stola & Figli avviene a Ginevra l’anno precedente con l’occasione di un particolare salone espositivo, chiamato SITEV, esclusivamente dedicato all’incontro fra fornitori e case automobilistiche.
L’ingegner Alberto Sasso accompagnato da Margherita Stola saranno introdotti dal Dottor Riccardo Bussolati di Fiat Auto alla delegaziome Saab presente all’evento.
Poco prima di Natale concomitante con la festa di Santa Lucia, Roberto Stola e l’Ingegner Sasso voleranno a Trolletthan in Svezia ( con 3 scali e 9 ore di viaggio ), in conseguenza di quel salone per incontrare i Direttori Sven Solvang e Gustav Leftinger rispettivamente dei dipartimenti tecnologie e acquisti.
Il design degli esterni della Tipo 9000 è lavoro di Italdesign, e questo sostanzialmente è dovuto al fatto che parallelamente è lo stesso Giugiaro a disegnare la Lancia Thema e la Fiat Croma.
In ogni modo il Centro Stile Saab diretto da Bjorn Enval seguirà in maniera propositiva ogni attività di design degli esterni realizzati a Moncalieri anche attraverso numerosi viaggi in Italia.
Lo stile degli interni invece sarà realizzato interamente in Svezia dal Team stile Saab di Trollhattan.

1981 Lancia Thema speciale Master ad uso dell'ufficio progettazione Lancia per verifica punto di saldatura visibili
attraverso la pelle esterna trasparente realizzata in plexiglass.

1982 Lancia Master Model tipo Thema
Alla fine del 1982, il modellatore Vittorio della Rocca viene assunto come aiutante ai due storici Capiofficina Carlo Bordone e Sante Sellan per affrontare l’aumento della mole di lavoro dovuto ai nuovi master di montabilità e alle impegnative commesse del “Progetto Tipo 4”
Nello stesso periodo l’Ingegner Guido Toninelli come consulente, fino al 1989 lavorerà insieme con l’Ingegner Alberto Sasso ed Alfredo Stola nella complessa gestione del cliente Saab per la Tipo 9000 nelle declinazioni Base, CD, CS, 900 Aero e 900 Cabrio.

Vittorio Della Rocca nel 1993
Il progetto 9000 è molto esteso in quanto oltre al classico master model, la Alfredo Stola & Figli per la Saab realizzerà il 100% di ogni singolo particolare delle automobili in tutte le tre versioni, sia per gli esterni, le strutture e gli interni abitacolo, vano baule compreso.
Per ogni matricola verrà costruito un modello dimostrativo, una resine negativa, due resine positive e un calibro di controllo.
Saranno realizzati i modelli dei particolari più inusuali come guarnizioni, molure, maniglie, pulsantini, tappetini e addirittura le parti interne dei gruppi ottici.
In una specie di simultaneus engineering ancora sconosciuto per quel periodo la maggior parte dei fornitori Saab di produzione ( in particolare gli stampisti della plastica ) si rivolgeranno alla modelleria degli Stola per rendere più efficace ed efficiente il proprio lavoro, per raggiungere il massimo allineamento tecnico e soprattutto evitare ogni perdita di tempo.
La stessa identica procedura si farà per la tipo 900 Cabrio con l’aggiunta solo per questo progetto, della fornitura di tutti gli stampi in ghisa per lo stampaggio delle lamiera esterne e interne specifiche, che verranno realizzati direttamente per Saab dalla societá SAT a Beinasco, proprietá esclusiva di Roberto Stola.
La casa automobilistica svedese si avvarrà per il proprio collaudo di delibera modelli, resine e calibri della consulenza della società inglese IAD che lavorerá residente nel reparto qualità degli Stola a Torino per otto anni utilzzando le tracciatrici DEA; la tolleranza dimensionale ammessa è di 0,2 ( due decimi di millimetro ).
In tutto questo tempo per la 9000 e la 900 Cabrio ogni quindici giorni i manager della modelleria di Trollhattan Tord du Hane e Pereic Hoglund saranno a Torino per un’estenuante avanzamento lavori senza nessun limite di orari.
Sebbene più rare saranno in questi intensi anni, molte le visite a Torino del Direttori degli acquisti e delle tecnologie Gustav Leftinger e Sven Solvang
Forse più di cento viaggi in Svezia verranno fatti da Sasso, Toninelli, Roberto e Alfredo Stola, e in quel periodo per arrivare alla Saab con i vari scali e l’ultimo spostamento in automobile occorreva un giorno intero; per passare la frontiera era ancora necessario il passaporto.
Tord du Hane Pereic Haglund
Toninelli fra il 1989 e il 1991 lavorerà sempre come consulente nella fonderia Sev direttamente per Giuseppe Stola.
La Saab 9000 sarà anche l’occasione di conoscere Bjorn Envall, il primo stilista non italiano incontrato dai signori Stola.
Una conoscenza straordinaria che dopo qualche tempo darà la fiducia alla Alfredo Stola & Figli di imparare il lavoro della modellazione di stile Saab, e quindi non solo più modelli dimostrativi e master model.

Bjorn Envall
1982 Saab Master Model tipo 9000
1982 Saab Master Model tipo 9000
Per Raggiungere la Saab e la Alfredo Stola & Figli le tratte di volo erano Torino, Francoforte, Goteborg, Trollhattan.
Si volava sempre con la Lufthansa e la SAS; gli aerei erano il Boing 727, il DC9 e il Saab 340.
 
In tutti gli anni di lavoro, con centinaia di viaggi fra l’Italia e la Svezia, lo Swania a Trollhattan e il Principe di Piemonte a Torino sono stati i soli hotel utilizzati dagli uomini della Alfredo Stola & Figli e da quelli della Saab.

Torino 1983: il collaudatore Archie della IAD consulente della Saab con l’Ing. Guido Toninelli.

Settembre 1984 Torino Via La Thuile 69. Pereric Haglund, Alfredo Stola e Jurgen Kopsch.
I due manager della Saab sono rispettivamente responsabile dei modelli e degli acquisti.
La Maserati biturbo è l'auto personale di Alfredo.

1984 Partenr in Progress
Riconoscimento da Saab agli Stola per il progetto 9000

Fine 1984 la Saab 9000 entra in produzione di serie; lo stile è di Giorgetto Giugiaro.
Gli interni della Saab 9000 saranno realizzati dal Centro Stile Saab di Trollhattan.
In questa foto scattata nel 1998 una vista dall’alto dello stabilimento Saab. Per gli uomini della Alfredo Stola & Figli
che poi diventera Stola s.p.a. questo sarà un panorama straordinariamente familiare.
PRIMI ANNI 80
Questa prima metà degli anni 80 è periodo di grande lavoro per la Saab (per un certo periodo è stato il cliente con il più alto fatturato), i collegamenti con Trollhättan in Svezia e Uusikaupunki in Finlandia sono rari e lunghi in termini di scali.
Aggiungendo il cliente Ford con le loro sedi a Colonia e Londra e talvolta a Istanbul e Bursa per i lavori con la Tofas, gli Stola decidono di acquistare un aereo privato.
È un Cheyenne III PA-42-72R, nove posti, equipaggiato con due motori turboelica Pratt & Whitney da 720 Hp ciascuno, pressurizzato con una tangenza di 10700 m, una velocità di crociera di 523 Km/h e un range di 4207 KM, immatricolato I-CGTO.
Il Comandante è Franco Giordano e il suo Secondo è Alfredo Stola, il cui brevetto con certificazione al volo strumentale (IFR) era stato conseguito qualche anno prima.

24 Luglio 1985 Goteborg, Sven Solvang e Guido Toninelli

24 Luglio 1985 Goteborg Alfredo Stola nella cabina di pilotaggio del PA-42 I-CGTO

1987 Alfredo e Maria Paola Stola alla General Aviation dell'areoporto di Turku in Finlandia.

6 novembre 1988 in volo verso Istambul. Maria Paola Stola e Alfredo.

6 novembre 1988 in volo da Torino a Istambul.

6 novembre 1988 cena sul Bosforo Roberto Stola e Jean Nauhm Executive Director Tofas.

1989 Torino Colonia con Renzo Zampicinini e Alberto Sasso.

1989 Alla General Aviation di Colonia prima del volo di ritorno.
Alfredo Stola in una delle ultime fotografie con il Cheyenne III.
È interessante ricordare che durante i progetti 9000 e 900 Aero coupé e cabriolet si fecero tantissimi voli sia a Göteborg che Turku, togliendo i sedili per consegnare i pezzi prototipali degli spoiler posteriori, per permettere alla Saab di completare le loro prime serie. Questi trasporti per così dire eccezionali furono richiesti per ritardi accumulati dalla stessa Saab e al fine di mettere in condizione le linee di montaggio per le pre-serie di completare le automobili.
Nel 1989 l’aereo fu venduto, per i costi di gestione e anche per il fatto che anno dopo anno i collegamenti aerei di linea da Torino migliorarono moltissimo.
Fu comunque una bella esperienza che permise ad Alfredo di accumulare poco più di mille ore di volo fra il 1980 e 1990 non solo con il Cheyenne III, ma anche con il suo Cessna 172 RG Cutlass.
FINE 1984
Il rapporto con Pininfarina, consolidato da anni con i capolavori quali i Master Model delle Ferrari 330 GT 2+2, 365 GT 2+2, 365 GTC 4, Testarossa e la Lancia 037, fa sì che alla fine del 1984 la ALFREDO STOLA & FIGLI viene coinvolta nel progetto Pininfarina - Cadillac - Allanté.

1985 Master Model Pininfarina Cadillac Allantè fresato a controllo numerico.
Il programma Allanté é assolutamente unico, la Pininfarina è stilista progettista e costruttore di tutte le scocche e delle finizioni interne, inviandole ogni tre giorni attraverso un ponte aereo da Torino a Detroit.
Gli aeroplani sono dei Boeing 747 cargo di Alitalia e Lufthansa opportunamente configurati, e una volta scaricate le scocche complete a Detroit viene allestita la meccanica nello stabilimento G.M.
1987 Areoporto Torino Caselle. Le scocche finite anche degli interni costruite da Pininfarina
vengono caricate sul Boing 747 Cargo denominato Stresa destinazione Detroit.
Verranno costruiti in tutto 21.430 esemplari e la modelleria della Famiglia Stola realizzerà il Master Model, i modelli delle ossature, tutti i modelli degli interni, le resine copia per gli stampi e tutti i calibri di controllo.
La Allanté nel 1984/85 fu il primo programma completamente realizzato attraverso la fresatura dei modelli a controllo numerico; da quei giorni, in pratica, nella modelleria di via La Thiule 69/71 non si costruirono più i modelli master a mano ma solo più a “Controllo Numerico”.
1985

1985 Via Lesna 76 Grugliasco da sinistra Mamusi Giuseppe, Ulrich, Vincenzo Madonna e Rossi Adriano
Sempre nel 1985, per meglio cogliere le opportunità nel settore automobilistico mondiale, la Famiglia consolida le proprie attività aumentando la catena del valore con nuove competenze.
Fra queste l'ampliamento del centro di calcolo per i matematizzatori di superfici e soprattutto la creazione di un embrione di un ufficio di ingegneria di carrozzeria e finiture interne.
La progettazione di carrozzeria, meglio conosciuta come "Product Engineering", si dimostrerà negli anni a venire una grandissima opportunità.
Diretta da Livio Conti, assunto per questo preciso compito, viene aperta a Grugliasco al 76 di via Lesna una seconda sede di 1200 mq proprio per ospitare i nuovi matematizzatori di superficie e pochi progettisti.
1985 Il primo Plotter in piano acquistato dalla Alfredo Stola & Figli che si aggiunge a quello a rulli già acquistato nel 1981.
1985 Il cuore del Centro di Calcolo con hardware HP racchiuso in una sala a temperatura controllata di 15°.
In questa struttura, i camici dei tecnici da marroni vengono sostituiti in bianchi e tutti chiameranno questo luogo di lavoro "Centro di Calcolo". Il computer centrale è grande quasi come un'utilitaria ed è racchiuso dentro pareti di vetro a 15 gradi costanti, collegato con le prime stazioni CAD.
Una vera rivoluzione, ma sempre al servizio dell'officina, dove gradualmente il lavoro diverrà sempre meno manuale e più eseguito con le frese.

1985 Da sinistra Cozzani e Giuseppe Di Nunno al lavoro sulle stazioni CAD della Prime ad uso Ford.
In questa nuova attività, la Fiat è fra i primi al mondo a voler progettare interamente a CAD le "fiancate complete", intese come ossature del modello "Tipo".
La ALFREDO STOLA & FIGLI viene così coinvolta con i suoi progettisti a svolgere il difficile compito.
Per la prima volta la Fiat realizzava anche gli stampi senza l'uso ausiliare delle resine di copiatura, come naturale conseguenza della progettazione a CAD.

1985 Gioachino Grande rileva i disegni con il Digitaiser.

1985 Carlo Mantovani rileva le curve da inserire successivamente sul computer.

1985 Andreoli Paolo, Carlo Mantovani, Cleres Salvatores, Ulrich
FINE 1985
Il Centro Stile di Trollhättan alla fine del 1985 chiederà supporto alla ALFREDO STOLA & FIGLI a rilevare completamente sotto la grande “DEA” motorizzata un concept di stile molto “Advanced” modellato a mano in Svezia.
Il loro obiettivo è immaginare a livello "Concept" la futura Saab 900, trasformando il rilievo in una matematica di superfici eseguita dai matematizzatori degli Stola.

1985 Disegno originale Concept 900

1985 Fabrizio Bonafede rileva il modello.

1985 Il modello Saab in Clay sotto la DEA .

1985 Il modello Saab in Clay sotto la DEA

1985 Alfredo Stola, Pereric Haglund, Guido Toninelli
e Sellan Sante.

1985 in Via la Thuile 69. Pereric Haglund della Saab, Alfredo Stola e Bill della IAD.

1985 Torino via Pollenzo al ristorante Adriano
Da sinistra Alfredo Stola, Guido Toninelli, Tord Du Hane, Pereric Haglund e Bill.

1985 Sempre al ristorante Adriano.
Da sinistra Scomparin, Guido Toninelli, Alfredo Stola, Pereric Haglund e Bill.

1986 Villarbasse presso l'abitazione di Alfredo Stola una cena in stile svedese cucinata dagli stessi svedesi della Saab a base di crostaei e salse appositamente arrivate dalla Svezia.
Da sinista Carlo Bordone, x, Sellan Sante, Alfredo Stola,Sasso Alberto, Bill e Tord Du Hane,
nella seconda foto Guido Toninelli, Bill, Tord Du Hane e Alberto Sasso.

1986 Scansione della Fiat Tipo del modello in scala

1986 speciale Master per verifica progetto realizzato
in plastica e plexiglass.

1986 Master Model Fiat Tipo

1986 Master Model Fiat Tipo
1986

1/04/1986 lettera di assunzione firmata da Alberto Sasso
Nel 1986, visto il notevole aumento di lavoro e la particolare complessità dei Master di Montabilità, la direzione viene rinforzata con le assunzioni dei giovanissimi Marco Goffi e poco più tardi Lucio Giarolo, provenienti entrambi dall'Aeritalia.
L'idea è quella di poter seguire più progetti contemporaneamente con metodologie di avanzamento più innovative e poter mantenere sempre il contatto diretto e personale con i clienti.

1987 Marco Goffi nell'ufficio di Via La Thuile 71.
12 APRILE 1986
Il 12 aprile 1986 si sposano a Torino Massimo Stola e Patrizia Flor, da questo matrimonio nel 1992 e 1999 nasceranno Carlo e Claudia.

12 Aprile 1986 Barolo Piemonte presso il castello comunale Falletti di Barolo.
Massimo e Patrizia Stola.

1994 Rivalta Torinese, Carlo Stola figlio
di Massimo e Patrizia.

2000 Rivalta Torinese Claudia Stola figlia
di Massimo e Patrizia.
1986
Il 1986 la ALFREDO STOLA & FIGLI, grazie alla Saab e alla fiducia riposta da Björn Envall, direttore del loro  Centro Stile, per la prima volta realizzerà un “Modello di Stile”.
Dal 1919 gli uomini della STOLA hanno sempre modellato attraverso disegni tecnici complessi e calcoli trigonometrici, per lo stile invece i disegni sono molto meno complessi e le istruzioni vengono date di persona dagli stilisti delle case automobilistiche.
Quindi quella circostanza ancora una volta é l’occasione per ampliare le attività in un settore confinante a quello tradizionale.

Björn Envall direttore centro stile Saab
Il primo progetto é il restyling aerodinamico, denominato “Aero”, della Saab 900 Coupé e Cabrio; lo stilista svedese é Eric Sorum.
I Modellatori che dalle istruzioni dello stilista eseguono il lavoro manuale sono Stefano Ardagna e Saverio Spadone, allievi dei corsi di formazione dei primi anni ottanta.
I particolari interessati al raffinato restyling aerodinamico sono esclusivamente i due paraurti, i fascioni laterali in fiancata e lo spoiler posteriore.
Anche in questo caso, affrontando per la prima volta l'argomento "Modellazione di Stile", lo stilista Sorum proibiva di scattare fotografie.

1986 Torino Via La Thuile 69. All’interno dell’ufficio gestionale dedicato a Saab dopo una lunga serata di lavoro si mangia.
Dal centro a sinistra si riconoscono: Eric Sorum, Ferrero Roberto, Fabrizio Bonafede, Salvatore Sassu,
Guido Toninelli, Tord Du Hane, Pereric  Haglund, X, Y.

1986 Trollhatan. L'ingegner Alberto Sasso e Roberto Stola a casa di Sven Solvang della Saab.
1986 I modellatori Stefano Ardagna e Saverio Spadone lavorano i paraurti anteriori, posteriori, lo spoiler
e i fascioni in fiancata sotto la direzione di Eric Sorum assistente di Bjorn Envall.

1987 Uusikaupunki in Finlandia presso la Saab-Valmet
dove verranno poi assemblate le Saab 900 cabrio.
Da sinistra Lasse Vaino, Alfredo Stola e Seppo Roine.


1987 Trollhatan Alfredo Stola nell'ufficio acquisti della Saab che parla con X, sullo sfondo Ingemar Gustaffsoon e Gustav Leftinger.


Primavera 1987 Aeroporto Torino Caselle.
Le urgenze nella delibere delle pre-serie della 900 Areo Cabrio sono così pressanti che un tecnico
della Valmet verrà apposta a ritirare 25 spoiler prototipali appena costruiti in Alfredo Stola & Figli.
Nella foto insieme al manager finlandese Guido Toninelli.

Da questo "piccolissimo" lavoro per la Saab, nei diciotto anni successivi la modelleria degli Stola realizzerà per i più importanti Centri Stile del mondo circa 220 proposte di modelli di Stile per interni ed esterni e 57 Show Cars.
Lo stile di tutti questi lavori sarà sempre realizzato e seguito dai designer delle varie case automobilistiche.
In quel momento Roberto e Alfredo Stola, insieme al management, stabiliscono che l'azienda non si occuperà mai di fornire lo "stile" ai propri clienti.
Da subito vengono istituiti corsi di inglese con la società Shenker di Torino per tutti i modellatori, proprio per poter capire le indicazioni degli stilisti stranieri.


1986 Ota City Con i dipendenti della Ogihara.
In alto a sinistra Pereric Haglund e Alfredo Stolo.

1986 Ota City Alfredo Stola presso Ogihara insieme
al responsabile della qualità.

1986 Ota City Mr. Karl Leftinger insieme ai fratelli Ogihara.

1986 Ota City showroom dei lavori Ogihara.
1986 Ota City. I fratelli Ogihara organizza una cena di benvenuto ai manager della Saab insieme ad Alfredo Stola.
PRIMAVERA 1986

1986. La Alfredo Stola & Figli realizza direttamente per Saab il Master Model della 9000 CD
Nella primavera del 1986 la Saab richiede alla Alfredo Stola & Figli di costruire il Master Model della 9000 CD.
In pratica non è altro che la tipo 9000 di produzione non più due volumi e mezzo ma tre; il design di questa specifica parte posteriore è di Bjor Envall direttore del Centro Stile di Trollhattan.
I modelli per la realizzazione degli stampi delle ossature interne, il lunotto posteriore, le finiture e il paraurti saranno anche questi realizzati a Torino.
Come per gli altri progetti Saab 9000 e 900 dedicati alla produzione, Tord Du Hane, Pereric Haglund, Jurgen Kopsch sono gli uomini Saab che si interfacceranno principalmente con l'Ingegner Alberto Sasso, l'Ingegner Guido Toninelli e Alfredo Stola.
1986
Fra il 1986 e il 1991, il Gruppo Fiat richiede agli Stola in un unico contratto di realizzare cinque Master Model per una famiglia di automobili che hanno in comune il pianale e moltissimi altri particolari. Il progetto si chiama Tipo 2, un'idea molto innovativa per quei tempi, il fatto di condividere il più possibile le parti non visibili per realizzare risparmi in grande scala sia di denaro che di tempo.
L'obiettivo è proprio condividere il più possibile, ma alla vista tutto deve sembrare diverso.
L'idea è del CEO Fiat Vittorio Ghidella, il quale sempre per motivi di sinergia tecnica ed economica, affiderà il compito dello stile all'Idea Institute, il cui centro stile è diretto da Ercole Spada, i modelli sono la Fiat Tipo, la Lancia Dedra, la Fiat Tempra, L'Alfa Romeo 155 e la Lancia Delta seconda serie.

Ercole Spada in una fotografia dei primi anni 80.

1986 Master Model Fiat Tipo

1987 Master Model Lancia Dedra

1988 Master Model Lacia Dedra sw

1988 Master Model Fiat Tempra

1989 Master Model Fiat Tempra Week End

1990 Master Model Alfa Romeo 155

1990 Master Model Lancia Delta seconda serie.
L'esperienza con Idea Institute è cosi positiva agli occhi dei manager Fiat che viene ordinato il Master Model della nuova ammiraglia Lancia tipo Kappa; si ricordano con molto piacere le visite dell'Ingegnere Ghidella per visionare i Master Model, talvolta accompagnato da Ercole Spada.

1991 Master Model Lancia Kappa

L'Ingegner Vittorio Ghidella in quel periodo.
LA QUESTIONE DELLA RISERVATEZZA SI FA SEMPRE PIÙ PRESENTE, ANCHE IL GRUPPO FIAT IMPONE DI NON FARE PIÙ FOTOGRAFIE. LA CONCORRENZA CON LE ALTRE CASE AUTOMOBILISTICHE È SEMPRE PIÙ SENTITA E LA COSA PIU' IMPORTANTE È MANTENERE SEGRETO LO STILE DEI NUOVI MODELLI, I CUI MASTER MODEL SONO PRODOTTI DUE/TRE ANNI PRIMA.
1987
Ancora nel 1987, Giancarlo Minardi, Patron dell'omonima squadra di F1, sente l'esigenza di fresare i modelli/stampi delle sue nuove monoposto a controllo numerico; presso il suo centro tecnico di Faenza realizza la progettazione e le superfici a CAD, ma non avendo ancora la propria fresa a controllo numerico si rivolge con fiducia alla modelleria degli Stola a Torino.

Federico Quenda

demetrio Vazzana
1987 Le lavorazioni dei modelli della Minardi M-188.
Alla macchina di collaudo Demetrio Vazzana.
Si ricordano con piacere alcune sue visite presso il laboratorio di via La Thuile 71.
L'Ingegner Minardi fu molto chiaro con i signori Stola che anche la sua azienda nel futuro si sarebbe dotata di un centro di fresatura a controllo numerico, la ALFREDO STOLA & FIGLI produsse quindi nel 1987 e poi nel 1988 tutti i modelli e gli stampi di carbonio per le tipo m188, e m189 per i campionati 1988 e 1989.

1988 La Minard M-188 i cui modelli/stampi sono stati fresati e certificati nel 1987

1989 La Minard M-189 i cui modelli/stampi sono stati fresati e certificati nel 1988
INIZIO 1988
Il secondo lavoro di modellazione di stile è ancora una volta per la Saab, ed avviene nei primi giorni del 1988.
Il centro stile di Trollhättan, vista l'ottima esperienza avvenuta a Torino con le due Saab 900 Aero, ordina la costruzione di un modello di advance design per immaginare la futura "new generation" Saab 900.
Roberto e Alfredo Stola propongono al Direttore Saab Bjorn Envall di costruire un modello "See Through in Hard Material", una novità assoluta sia per la Alfredo Stola & Figli che per la Saab che avevano sempre realizzato modelli pieni in resina a Torino e in clay in Svezia.
Questo modello cosí innovativo all'inizio della primavera verrà trasportato in Svezia al Centro Stile di Trollhättan, a disposizione non solo dei designer ma dell'intera direzione Saab per immaginare il futuro della loro automobile più iconica.

Torino 1988 Il modello di advance designe della Saab 900 "New Generation".
Questo sarà il primo "see through" in "hard material" realizzato in Alfredo Stola & Figli.
Torino 1988 Una veduta posteriore del "see through model" della Saab 900 "New Generation".

1990 Foto originale del modello "See Through in Hard Material" della futura Saab 900.
Per motivi di riservatezza la stessa Saab fotografò questo "modello di stile" in Svezia.
All’inizio del 1990 la General Motor acquisisce il 51% della Saab, e da subito attraverso la Opel inizierà la collaborazione con la casa automobilistica svedese per la futura tipo 900. Bjorn Enval è il riferimento per il design e gli viene chiesto dal nuovo board di realizzare il modello finale.
Il Centro Stile Saab è pronto più che mai visto che da due anni attraverso il modello see trough in hard material della “New Generation” costruito nel 1988 è stato affinato e migliorato in modo continuativo nel tempo.
Questi due anni trascorsi dalla prima presentazione, purtroppo sono da imputare alla grande crisi finanziaria che la Saab sta attraversando, e quindi proprio la General Motors sarà il motore di questa ripartenza delle attività.
Nel maggio del 1990 Bjorn Envall chiede alla Stola s.p.a di costruire il modello definitivo di stile con le stesse caratteristiche tecniche di quello di ricerca del 1988 tenedo conto dell’utilizzo del nuovo autotelaio General Motor GM 2900.

Agosto 1990. La foto originale realizzata in Svezia dove sopra appare una tipo 900 marciante in lamiera,
mentre sotto appare il modello di stile in resina e plexiglass della futura Saab 900.
Il management Saab rimane impressionato dal fatto che il modello di stile è quasi indistinguibile da un 'auto di produzione.
Quindi sempre see trough, con i fari e fanali simil veri transparenti, e con il design definitivo attraverso la consegna di una loro accuratissima matematica; il lato sinistro sarà con due porte e quello destro con una porta, per poter vedere entrambe le versioni.
Un lavoro di gran qualità, specie dopo la fresatura del modello quando per oltre due mesi Il Direttore della stile insieme ai designer Eric Sorum e Tony Catellani con il Team dei modellatori coordinati da Stefano Ardagna effettueranno tutti gli affinamenti e le modifiche del caso.
Agosto 1990 In uno spazio aperto ma riservato del centro stile Saab di Trollhattan viene fotografata per la prima volta
sotto la luce naturale in tarda sera il seetraught model della Tipo 900 new generation appena arrivato dall'Italia.
In questa immagine si possono notare il cambio delle ruote nella versione base (non realizzate in Stola).
Trollhattan 1990. una rara fotografiat del saab Design Team Management.
Si riconosce al centro il direttore Bjorn Envall, Einar Hareide, Eric Sorum, Haina Nilsson, Ingrid Karlsson e la consulente Lena.

Torino 6 agosto 1990 ore 11:28 am. Il bellissimo telefax firmato dal Direttore del Centro Stile Saab Bjorn Envall
ricevuto alla telescrivente della Stola s.p.a. di la Thuile 71.
Il 3 agosto del 1990 a Trollathan presso la sala presentazione della Saab questo modello è mostrato al nuovo board
Un assoluto successo, e grazie al totale realismo del modello posizionato insieme alla attuale 900 in produzione e soprattutto alle migliori auto della concorrenza viene deciso che con piccole modifiche di dettaglio che queste saranno le nuove forme della futura 900.
Roberto e Alfredo Stola insieme all’Ingegner Sasso sono invitati a questo importante incontro, ma presenzierà esclusivamente Sasso in quanto gli Stola sono impossibilitati per impegni famigliari.
Il 6 agosto un bellissimo telefax giunge in azienda a Torino, con i complimenti di Envall il quale scrive testualmente “ il modello più bello che la Saab abbia mai visto”.
Nel 1993 sempre con il numero 900 verrà messa in vendita la in versione combi tre porte e cinque porte.
Fine 1993 entra in produzione la Saab 900 in versione 5 porte e combi 3 porte.
Sempre a Torino alla Stola s.p.a. nel 1992 verranno realizzati i modelli di stile nelle versioni Areo.
Trollhattan 11 novembre 1993.
Eric Sorum designer della Saab nell'occasione
di una visita di Alfredo Stola gli regala un
nuovissimo libro in cui appare la Tipo 900.
28 FEBBRAIO 1988
Il 28 febbraio del 1988 a Rio de Janeiro, dall'unione fra Roberto Stola e Juliana nasce Stephanie, e insieme dopo pochi mesi si trasferiranno a Torino.

1991 Villarbasse. Juliana, Stephanie e Roberto Stola.

1992 Stephanie Stola alla guida dell'Alfa Romeo Proteo elettrica in scala costruita in Via La Thuile 71.
Al suo fianco l'amica xy dietro con la camicia a scacchi si intravede Crlo Bordone.
A sinistra suo papà Roberto
1988
Il 1988 è un anno importantissimo per le strategie della ALFREDO STOLA & FIGLI, viste le assunzioni di Gottardo Bustreo e Carlo Biassoni.
Entrambi milanesi e provenienti dall'Alfa Romeo, ricopriranno rispettivamente i ruoli di Direttore della Progettazione e Direttore Commerciale e Controller.

Gottardo Bustreo

Carlo Biassoni
Bustreo rileva la posizione di Livio Conti, portando un'esperienza tra le più importanti nel settore della progettazione di carrozzeria, maturata prima al Centro Tecnico del  Portello e poi dal 1974 a quello di Arese.
Bustreo e il suo Team per Alfa Romeo sono i primi in Italia a utilizzare tecniche informatiche per lo sviluppo  della progettazione carrozzeria, attraverso il software interno DACAR (disegno automatico di carrozeria Alfa Romeo) operativo sui computer “Man Fran” aziendali.
Il centro progettazione di Torino riceve quindi un’accelerazione nell’uso degli strumenti elettronici, non più solo per creare le superfici matematiche per i modelli, ma anche la progettazione di carrozzeria, di autotelaio e di finiture interni.

1989 Gottardo Bustreo insieme al suo assistente Siro Palestra.
L'arrivo del Dott. Biassoni è fortemente voluto per organizzare, e quindi strutturare, un ufficio che si occupi esclusivamente degli aspetti commerciali della progettazione, dalle analisi, ai preventivi, alla gestione fornitori e i contatti con i clienti e la stesura dei relativi contratti.
Nel frattempo, fra la modellazione tradizionale, la progettazione e la gestione dei fornitori, nasce l'assoluta esigenza di un controllo capillare di ogni aspetto relativo ai costi, e Biassoni si occuperà anche di questo.

1988 Torino Via La Thuile 71 Alfredo Stola e Carlo Biassoni pausa caffè nell'ufficio storico della Alfredo Stola & figli.
1988
Sempre nel 1988, grazie alla notorietà della modelleria degli Stola in Saab, uno straordinario e impegnativo lavoro arriverà dalla Scania per la realizzazione dell’intera gamma del veicolo commerciale serie R. Verranno costruiti i Master Model di tutte le differenti versioni, inclusa quelle per il mercato sudamericano con il cofano motore lungo. Questo lungo lavoro sarà realizzato  dallo storico Capo Officina Carlo Bordone e il suo Team, e da parte di Scania sarà diretto dal manager Staffan Sjostrom.
1990 Una delle tante versioni dei Master Models dello Scania serie R dopo due anni di lavoro.
Con il camice bianco posa per la foto ufficiale voluta dalla Scania Stefano Ardagna.
AUTUNNO 1988
Nell’autunno del 1988, il Centro Stile Fiat commissiona un modello “see through in Hard Material” alla ALFREDO STOLA & FIGLI s.p.a. per un nuovissimo segmento classe C dell’Alfa Romeo, che si chiamerà da subito 145.
Lo stile Alfa Romeo è sempre diretto da Walter de'Silva, ma in un'ottica di sinergie aziendali, uno dei modelli di stile è gestito direttamente dal Centro Fiat di via La Manta a Torino.
Per il tempo, ha una forma davvero innovativa, e lo stile è del Team Fiat, inoltre Andrea Zapatinas e Mauro Basso sono i Designer sempre presenti nella modelleria di via La Thuile 71.
1994 foto ufficiale prima della presentazione al Salone dell’Automobile di Ginevra.
In particolare, la forma del lunotto posteriore a V ideato dallo stilista greco si rivelerà un carattere distinguente delle Alfa Romeo a due volumi per molti anni; ancora oggi, nel 2019, la Giulietta ha questo motivo.
Si ricordano con grandissimo piacere le numerose visite di lavoro alla modelleria dell’architetto Ermanno Cressoni e Chris Bangle, rispettivamente Direttore del Centro Stile Fiat e Responsabile degli Esterni, oltre a quelle del Direttore Tecnico dell’Alfa Romeo di Arese, Ingegner Amedeo Felisa.
10 GENNAIO 1989

Il 10 gennaio 1989, Roberto e Alfredo Stola convergono che per comunicare in modo più efficace ai propri clienti la trasformazione tecnologica dell'azienda, sia arrivato il momento di modificare il marchio.
Il nuovo nome è STOLA anziché ALFREDO STOLA & FIGLI, e la grafica del logo è sempre un rombo ma con gli angoli arrotondati e i caratteri contemporanei racchiusi in esso. La volontà è di mantenere la tradizione, rendendo al contempo tutto più contemporaneo.

Documento ufficiale spedito ad ogni dipendente
informativo del cambiamento socetario e di marchio.
La firma è di Roberto Stola.

1989 Roberto Stola in Via La Thuile 71. Si piò notare alla sua destra il nuovo marchio Stola fresato su un modello.
1989 Momenti di vita nell'ufficio di Via La Thuile 71, a sinistra la storica centralinista Grazia Bolla, Marco Goffi
e l'ingegner Alberto Sasso. A destra sempre Grazia Bolla e Gian Franco Novelli.
1989 Momenti di vita nell'ufficio di Via La Thuile 71, l'Ingegner Sasso al telefono chissà con chi, e a destra Giovanna Sardi chiamata "Cicci" capoufficio e responsabile della contabilità.
FEBBRAIO 1989
Nel febbraio del 1989, la STOLA s.p.a. viene coinvolta da Romano Artioli, nuovo Proprietario della Bugatti Automobili, per la costruzione di un modello di stile che sia anche progettato per realizzare gli stampi dei primi quattro prototipi.
Il contatto avviene attraverso l’Ingegner Paolo Stanzani, che Alfredo Stola e l’Ingegner Alberto Sasso incontrano per un pranzo di lavoro dalle parti di Campogalliano il 1 marzo 1989. Il pomeriggio avverà l'incontro negli uffici della Bugatti ancora in fase di ultimazione insieme al Dott. Romano Artioli, l'Ingegner Dario Trucco, Jean Marc Borel e lo stesso Stanzani.

Dall'agenda personale dell'Ingegner Paolo Stanzani. Il primo marzo 1989 alle ore 13 è segnato l'appuntamento Stola.
Questa immagine è una gentile concessione del Dott. Gautam Sem importante scrittore
di libri automobilistici incluso l'ultimo sulla Bugatti EB 110.
Gli obiettivi sono chiari, comunicando che lo stile sarà curato da Marcello Gandini, e che il primo prototipo marciante dovrà essere pronto entro agosto 1989.
Una settimana dopo, i modellatori degli Stola iniziano le lavorazioni con tecnica tradizionale manuale del modello di stile scomponibile.
L’immensa esperienza di Marcello Gandini mette in condizione i modellatori di lavorare con facilità e velocità e di finire il lavoro in quattro mesi.

Marcello Gandini
Il modello verrà poi inviato alla società Itca a Grugliasco per la realizzazione dei prototipi in alluminio.
Per Roberto e Alfredo, l’occasione di lavorare con Gandini è auspicata da tempo, tant'è che qualche anno più tardi a lui verrà chiesto di disegnare uno “Show Car” per la STOLA.
Da questo progetto è nata un’amicizia fra le due famiglie basata sulla reciproca simpatia e stima, che dura ancora oggi.

14 settembre 1991, Parigi La Defense. Roberto e Alfredo Stola posano su uno dei tre prototipi EB 110
disegnati da Marcello Gandini il cui modello è stato realizzato nella modelleria di famiglia.
Roberto e Alfredo Stola, quasi due anni dopo aver finito il modello di stile scomponibile, con le rispettive famiglie il 14 e 15 settembre del 1991 sono ospiti di Romano Artioli per l' indimenticabile presentazione della Bugatti EB 110 a Parigi e a Versailles.
Per la cronaca, la Bugatti EB 110 di serie non fu disegnata da Gandini, ma i quattro prototipi dei test, tutti presenti all’evento, sì.

14 settembre 1991 Hotel Ritz Roberto e Juliana prima della serata di gala all'Orangerie del castello di Versailles.

15 settembre 1991 Alfredo e Maria Paola Stola con sullo sfondo la Bugatti EB 110 non disegnata da Gandini.
5 APRILE 1989
Il 5 aprile 1989, Luigi Gallina viene assunto per affiancare i tre Capi Officina Carlo Bordone, Sellan Sante e Vittorio Della Rocca; bisogna anche considerare che per questioni di età nel 1991 Sellan Sante andrà in pensione e nel 1993 sarà seguito da Carlo Bordone.
Per l'occasione, Gallina dirigerà un nuovo reparto modelleria di 1500 mq distaccato in Via Lesna 76 a Grugliasco, nel locale seminterrato sotto il Centro di Calcolo e Progettazione da poco diretto da Gottardo Bustreo.

Luigi Gallina in una foto del 2003.
In questa sede, distaccata ma sempre collegata con Via La Thuile 71 e gli altri Capi Officina, si realizzano molti Master Model, che sempre di più vengono chiamati “Master di Verifica Matematica”.
Tra questi i Master Model dell'Alfa Romeo 145, 146 e la Saab 9000CS.

1991 Master Model Alfa Romeo 145

1992 Master Model Alfa Romeo 146
Eric Sorum designer Saab 1989 Nel reparto frese della Stola Tord du Hane insieme a dei manager delle tecnologie Saaab.
Un tipico art sketch Biorn Envall ispiratore per la futura Saab 9000 CS

Fine giugno 1989 Master Model Saab 9000CS

Fine giugno 1989 Master Model Saab 9000CS

Fine giugno 1989 Master Model Saab 9000CS

Fine giugno 1989 Master Model Saab 9000CS
2 luglio 1989 al castello di Pralormo. Tord du Hane e sua moglie Brigitta al matrimonio di Alfredo e Maria Paola Stola.
Anche Pereic Haglund e sua moglie sono tra gli ospiti ma al momento non abbiamo ancora trovato la fotografia.
Fine 1992 entra in produzione la Saab 9000 CS, un importante restiling della tipo 9000;
il design è del Centro Stile Saab diretto da Bjorn Envall.
Oltre a questi Verifica Matematica, si costruiscono decine e decine di calibri di controllo per lamierati sciolti e complessivi saldati. Il cliente più importante per questi tipi di attrezzatura è la Ford Europa.
2 LUGLIO 1989

1989 Castello di Pralormo luogo del ricevimento.
Alfredo e Maria Paola Stola sullo sfondo una Bugatti 57 cabriolet tipo Stelvio.
Il 2 luglio 1989 Alfredo sposa a Villarbasse Maria Paola Ariusso, e da questo matrimonio il 10 febbraio 1992 nascerà Francesco.

Giugno 1995 Villarbasse. Francesco Stola insieme al suo cane Ufo, alla guida della macchinina elettrica Bimbo Racer
della Sila già di suo papà Alfredo nel 1965.
Si conoscono giovanissimi il 10 novembre del 1978, e da subito, oltre l'amore, condividono e coltivano la passione per l'automobile in ogni suo aspetto. Questa passione continua ancora oggi e non solo attraverso STUDIOTORINO.

Agosto 1979 a Ceriale, Maria Paola e Alfredo Stola con la Lancia Stratos.

1984 Villarbasse Maria Paola e Alfredo con
la loro Dino 246 GTS.

Luglio 1989 Colle San Bernardo (Garessio) Alfredo e Maria Paola con la loro Porsche 911 Carrera 4.
OTTOBRE 1989
Nell’occasione del “Terzo Convegno Internazionale Materie Plastiche” organizzato dell’Unione Industriale Torino il 4/7 ottobre 1989, la Stola s.p.a. è coinvolta in un progetto insieme alle società Dea, Prime Computervision, Jobs, Tea, Sandretto e Comau.
L’Unione Industriale Torino, con il coinvolgimento di Fiat Auto vuole presentare una relazione sullo sviluppo della plastica nel settore automobilistico cogliendo l’occasione del mdello Fiat tipo Tipo da pochi mesi in produzione.
La Tipo pur essendo un automobile di grande produzione oltre i due paraurti, significativi particolari in materiale plastico come il portellone posteriore e i sue parafanghini posteriori.
L’insieme delle competenze  rappresentate dalle società sopra citate racconta in dettaglio tutte le fasi di lavoro dimostrando l’integrazione tecnologica in ben 9 punti; Modelli di stile, collaudo e scansione dei modelli di stile, fresatura dei modelli master, computer aided engineering, progettazione e costruzione stampi, stampaggio e assemblaggio.
Questo convegno, in maniera deteminante da li poco come vedremo più avanti, sarà di ispirazione per la società Stola per il progetto Fiat Punto nello sviluppo della plancia porta strumenti dal modello al primo set di stampi.
NOVEMBRE 1989
Nel novembre del 1989, su richiesta dei massimi vertici della Fiat, la STOLA s.p.a. acquisisce il 70% della società di ingegneria AUTEC, il cui Presidente è già l’Ingegner Dante Giacosa.
La trattativa per questa acquisizione avviene fra gli assistenti del Dottor Cesare Romiti di Fiat Auto e Roberto Stola insieme al Dottor Carlo Biassoni.
Questa acquisizione si rivelerà strategica per i rapporti con Fiat Auto e la sua galassia per molto tempo.
 Milano 1989. Una parte dei Progettisti Autec cenano insieme in un ristorante di Milano; il periodo della trattativa fra Fiat e Stola.
Da sinistra Gianfranco Morlacchi, Attilio Viganò,Giuseppe Castiglioni, Giovanni Galimberti (poco visibile),
Noemi Civati, Roberto Arpini, Paolo Zerbini, Marco Destefani, X, Giancarlo Besana e Giuseppe Dibenedetto.
È un grande onore per tutti gli uomini della Stola s.p.a. lavorare con l'Ingegner Dante Giacosa, mito mondiale della storia dell'automobile, con creazioni insuperabili quali la Fiat Topolino, la 600, la Nuova 500 e le 127, 124, 125, 128, 130 e 126.
Nell’AUTEC,  la STOLA s.p.a. troverà tecnici progettisti di grande talento la cui maggior parte provenienti dalla direzione tecnica Alfa Romeo di Arese, e sono quasi tutti ex colleghi di Gottardo Bustreo.
Fra i principali: Franco Rabaioli, Piero De Micheli, Gaburri, Rizzieri Natta, Gianfranco Morlacchi, Giancarlo Besana, Franco Larosa, Maran, Roberto Arpini, Giovanni Galimberti, Alessandro Ghezzi e Paolo Zerbini.
Le sedi operative sono due, la prima è la sede della presidenza e delle attività studi meccanici, situata a Torino in corso Vittorio Emanuele II al civico 48, e la seconda, più operativa, a Cinisello Balsamo in provincia di Milano in via Paisiello 110.
La struttura societaria è composta dall'Ingegner Dante Giacosa Presidente, l'Ingegner Porro Consigliere in rappresentanza di Fiat, Roberto Stola Amministratore Delegato e Alfredo Stola Consigliere.
Roberto e Alfredo Stola con Dante Giacosa
Torino 3 marzo 1990 nella sede Autec
di Corso Vittorio Emanuele II.
Alfredo Stola e Roberto Stola con l’Ingegner Dante Giacosa
in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno

3 gennaio 1990 Alla sede dell'Autec in corso Vittorio Emanuele a Torino Dante Giacosa festeggia il suo 85° compleanno insieme ai suoi colleghi. Presente all'evento Roberto e Alfredo Stola e il dottor Cesare Romiti in rappresentanza della Fiat e alla sinistra l'Ingeger Maran.

Da questa fortunata situazione dopo qualche tempo si inizieranno a progettare le scocche e le finiture esterne e interne delle Ferrari.
Anche l'Ingegner Amedeo Felisa, Direttore Tecnico della Ferrari s.p.a. è un ex progettista Alfa Romeo e tutti questi uomini provenienti dalla Direzione Tecnica di Arese compresi Gottardo Bustreo e Carlo Biassoni (ufficio acquisti) per lui sono una garanzia di qualità e successo.



L'avvocato Luca Cordero di Montezemolo e l'ingegner Amedeo Felisa tra gli anni 1990 e 2004 periodo in cui la STOLA spa ha realizzato importanti progetti per Ferrari e Maserati inerenti a progettazione di autotelaio scocche e finiture d'interni
e Master di verifica matematica.
Fra le attività trovate in AUTEC e non presenti in STOLA s.p.a. il calcolo strutturale, la progettazione delle sospensioni, gli studi dei propulsori di piccola cilindrata, i cambi motore, le simulazioni virtuali, la progettazione dei telai e i layout impiantistici.
Nel 1993, per richiesta di Fiat, il restante 30% delle azioni AUTEC viene venduto a STOLA s.p.a.
Gli accordi di lavoro non cambiano, e il rapporto di rispetto fra i massimi vertici della Casa Torinese e i Signori Stola neppure.

1959 L'Ing. Dante Giacosa in occasione
del premio "Compasso d' Oro".

L'Avvocato Gianni Agnelli negli anni 90 .
L'Ingegner Giacosa scompare il 31 marzo 1996 all'età di 91 anni, dopo aver lavorato in Fiat, in Autec  e infine in STOLA s.p.a. dal 1929 al 1996 per ben sessantasette anni consecutivi,  fino al suo ultimo giorno di vita, come da suo desiderio.
Da questi numeri si capisce la riconoscenza dell'Avvocato Gianni Agnelli verso il suo più grande progettista, e la stima riposta verso i Signori Stola per gli ultimi sette anni di lavoro svolto insieme all'Ingegner Giacosa.
Le esequie si terranno a Torino in forma strettamente privata il 3 aprile 1996 alla Chiesa Parrocchiale San Vito. Oltre alla famiglia Giacosa e alla famiglia Agnelli, furono invitati Roberto e Alfredo Stola.
DICEMBRE 1989
Nei primi giorni del dicembre 1989, la STOLA s.p.a è già coinvolta nella costruzione del Master Model della futura berlina della Lancia tipo 838 che poi verrà chiamerà Kappa.
Il progetto di ingegneria (scocca, finiture esterne e interno completo) di questo modello, dal febbraio del 1989 è già in sviluppo presso la società Autec, e per il fatto che la Stola a novembre dello stesso anno ne acquisisce il 70% del capitale azionario, ne sarà da quel momento responsabile.
Questa per la Famiglia Stola è la prima progettazione completa per un’automobile di produzione, e le attività vengono svolte principalmente fra le sedi Autec di Cinisello Balsamo e Torino, e in parte in quella della Stola di Grugliasco.

Piano di forma e sezioni tipiche della Lancia tipo 838

Schema riassuntivo del progetto Lancia tipo 838
I Direttori Tecnici Autec e Stola sono l’Ingegner Antonio Gaburri e Gottardo Bustreo e il Capo Progetto è Piero De Micheli. Le interfacce di Fiat Auto per ben tre anni sono gli Ingegneri Camuffo, Vinante, Battistini, Villa e Filippa, che organizzeranno riunioni settimanali presso la Palazzina di Fiat Mirafiori al corpo 5 e porta 8.
I lavori di progettazione sono eseguiti ancora al tecnigrafo, ed in seguito saranno inseriti nel sistema Computer Vision da poco acquistato per essere in linea con le richieste del cliente. Roberto Arpini e Giovanni Galimberti coordinati da Franco Rabaioli sono i leader dell'Autec di questo progetto.
Il Dottor Carlo Biassoni lavorerà con grande attenzione agli aspetti contrattuali ereditati da questa importante acquisizione societaria, per poter procedere con precisione alle fatturazioni mensili verso Fiat Auto.
Gli obiettivi dei progettisti richiesti dal cliente sono, rispetto l'attuale Lancia Thema, il miglioramento delle tolleranze, l’aumento dello spazio interno, e più confort acustico attraverso sostanziali modifiche delle guarnizioni compresa l’aggiunta di una terza supplementare.
Roberto Stola che da anni immaginava l’ingegneria per l’automobile di serie obiettivo fondamentale per il futuro della società Stola, seguirà in prima persona questo progetto con grande passione.
La Lancia Kappa sarà messa in vendita per il pubblico nel 1994 in sostituzione della tipo Thema.

Tabellina di progetto in cui è evidenziato
che la progettazione è a cura dell'Autec.

Tra il 1991 e il 1993 , la STOLA s.p.a . e la controllata Autec sviluppano la progettazione della scocca e delle
finiture esterne della Lancia Kappa per Fiat Auto.

Tra il 1991 e il 1993 , la STOLA s.p.a . e la controllata Autec sviluppano la progettazione delle  finiture interne
della Lancia Kappa per Fiat Auto.

DICEMBRE 1989
Sono molti anni, senza successo, che gli Stola provano a instaurare un rapporto di lavoro con la Lamborghini, più che per motivi economici è per la ricerca della soddisfazione di avere tra i propri clienti anche il marchio di Sant'Agata Bolognese.
Nel dicembre 1989, attraverso l’Ingegner Luigi Marmiroli, direttore tecnico della Lamborghini, Alfredo incontra l’Ingegner Mauro Forghieri alla Modena Team, più conosciuta come Lambo. È un incontro davvero indimenticabile, per l’emozione di conoscere e parlare di lavoro con una leggenda della progettazione delle più straordinarie Formula 1 Ferrari pluri-campioni del mondo. Alla fine del meeting tecnico si ritorna a Torino con un floppy disk contenente le matematiche delle superfici di tutta la scocca della monoposto.
La Stola s.p.a. costruirà tutti i modelli in una sorta di Master scomponibili per poter poi costruire gli stampi in carbonio.
Le attività di realizzazione delle parti in fibra di carbonio vennero gestite direttamente da Modena Team.
Come è noto, la Lambo F1 parteciperà solo al Campionato Mondiale del 1991 con i piloti Nicola Larini e Eric Van De Poele, con poca fortuna. Per la STOLA s.p.a. sarà comunque un'indimenticabile esperienza, non solo per il prestigioso incontro, ma anche perché la Lambo era davvero bella ed esteticamente diversa dalle altre.
Non passa volta che Alfredo, viaggiando dalle parti della Motor Valley emiliana, non vada a rivedere la Lambo nel Museo Lamborghini a Sant'Agata Bolognese.
Per la Direzione Tecnica della Lamborghini, in seguito nel 1993, nel nuovo stabilimento di Rivoli, si farà un piccolo lavoro sulla tipo Diablo.
Su una scocca verniciata di serie della Diablo coupè verrà modellata la versione roaster, attraverso una fresatura CN.

3 Maggio 2018 Alfrdo Stola al museo Lamborghini.
Da queste nuove superfici solide verranno ricavate le resine di lavorazione per stampi negative e poi positive, utili per la successiva fase di messa in produzione di questa nuova versione aperta.

1993 Rivoli. Alfredo Stola posa con il Master della Lamborghini Diablo per la realizzazione della variante in Roadster.

1993 Diablo Roadster unico lavoro realizzato per Lamborghini spa. E' stata effettuata la trasformazione del
loro Master da coupè in spider.
GENNAIO 1990
Nel gennaio del 1990, la Pininfarina per la futura Ferrari tipo 456 GT, chiede alla STOLA s.p.a. di realizzare le superfici di classe A e il Master di esterni scomponibile di verifica matematica.
Il modello di stile in epowood è costruito nel Centro Studi e Ricerche di Cambiano sotto la direzione dall’Ingegner Lorenzo Ramaciotti.
Il disegno è di Pietro Camardella, che interpreta in maniera magistrale il cambiamento rispetto i precedenti modelli 400 e 412, reintroducendo il più puro dei concetti Gran Turismo 2+2.
I lavori sono svolti dal Team superfici matematiche e modelleria della Stola, coordinato da Massimo Stola, Carlo Mantovani e Vittorio Della Rocca.

L'Ingegner Lorenzo Ramaciotti.
Dopo varie modifiche eseguite sul Master seguendo le indicazioni degli stilisti, la prima presentazione tecnica avverrà a maggio, nella stessa area di lavoro nella sede di via La Thuile 69 /71 a Torino.
Presenti a questo appuntamento l’Avvocato Luca Cordero di Montezemolo, l’Ingegner Amedeo Felisa, l’Ingegner Andrea Pininfarina, l’Ingegner Lorenzo Ramaciotti, Roberto e Alfredo Stola, Gottardo Bustreo e l’Ingegner Alberto Sasso.

1992 Foto ufficiale della Ferrari 456 GT.
La Stola spa nel 1990 per conto della Pininfarina realizza il Master di Verifica Matematiche.
FEBBRAIO 1990

1989 Dicembre Milano Portello. Il primo disegno dell' Alfa Romeo Proteo opera di Alberto Bertelli.
Da molti anni il Gruppo Fiat non realizza concept car per i saloni dell’automobile, e proprio nei primi giorni di febbraio del 1990 viene deciso dall’Alfa Romeo di presentare per il futuro Salone di Ginevra 1991 un innovativo prototipo completamente funzionante ad altissimo contenuto tecnologico.

Vista l’esperienza maturata nel settore modellazione di stile, e la crescita dell’ufficio progettazione, pur non avendo esperienze specifiche nel settore dei concept, i vertici di Fiat decidono di affidare alla STOLA s.p.a. questo lavoro.
La prima riunione avverrà Milano nello storico Centro Stile Alfa Romeo del Portello, ormai quasi in disuso per l’imminente trasferimento ad Arese che avverà due settimane dopo.
Presenti all’incontro, di Alfa Romeo Walter De Silva Direttore del design, Alberto Bertelli il designer e Benedetto Carmelo della progettazione, della Stola, Gottardo Bustreo Direttore della progettazione e Alfredo Stola.


Alberto Bertelli
In questa riunione Bustreo presenterà su immensi rotoli di carta da disegno i preliminari studi di fattibilità generale ed in particolare l’idea di massima dell’ innovativa capote.
Nel tempo gli incontri di lavoro fra gli uomini Alfa Romeo del Centro Stile e della progettazione con Gottardo Bustreo e i suoi assistenti diventeranno quasi giornalieri fra le rispettive sedi di Arese e Grugliasco.

Marzo 1990 inizio della fresatura del modello di stile/Master dell'Alfa Romeo Proteo.
La fresatrice è una Jobs Jomac 35, l'operatore è Luigi Sartin.

Marzo 1990 inizio della fresatura del modello di stile/Master dell'Alfa Romeo Proteo.
La fresatrice è una Jobs Jomac 35, l'operatore è Luigi Sartin.

Aprile 1990 l'Alfa Romeo Proteo presso la galleria del vento del centro ricerche Fiat di Orbassano
per gli ultimi affinamenti areodinamici per raggiungere il CX ottimale.

Aprile 1990 L'autotelaio dell'Alfa Romeo Proteo quasi finito.
Esso è di derivazione tipo 164 oppportunamente accorciato e rinforzato.

Aprile 1990 L'autotelaio dell'Alfa Romeo Proteo quasi finito.
Esso è di derivazione tipo 164 oppportunamente accorciato e rinforzato.
La sfida è molto ardua, la carrozzeria dovrà essere tutta di carbonio aeronautico, la capote in vetro pieghevole a scomparsa totale, il motore a 6 cilindri e le quattro ruote motrici, di cui quelle posteriori anche sterzanti.
Attraverso questa straordinario oggetto di vetro elettrocromico, ripieghevole a scomparsa totale e a funzionamento idraulico, l’architettura della forma dell'automobile schiacciando un comodo interruttore posizionato all’interno abitacolo si trasforma in 45 secondi da coupé a spider e viceversa, senza avere l’impressione che prima possa essere una o l’altra versione
Proprio per questa sua caratteristica, il nome di questa automobile è “Proteo”, dalla divinità greca che cambiava forma ogni momento.

Ottobre 1990 da sinistra Alfredo, Bustreo, Ardagna e Robaldo

Ottobre 1990 Ardagna, Robaldo, Bertelli e Marco Goffi.

Ottobre 1990 Ardagna, Bustreo e Alfredo

Ottobre 1990 Il Team Stola e il Team CP al lavoro.

Novembre 1990 I Teams al lavoro.
Alberto Bertelli, il designer, al volante il Cav Giuseppe Civardi (con la mano sul montante anteriore) del centro stile Fiat sovraintende i lavori, dietro di lui il sig. Boggio della CP. In fondo a sinistra si riconosce Marco Goffi.

Novembre 1990 in fondo a sinistra Roberto Stola e il Cav. Civardi sovraintendono i Teams Stola e CP.

Novembre 1990 Alfredo Stola insieme a Walter de'Silva, Alberto Bertelli e il Cav. Civardi.
Sulla destra in primo piano Stefano Ardagna.

1990 Dicembre Alfredo Stola e il Cav. Civardi.

1990 Dicembre al fondo Walter de'Silva e Maria Paola Stola.

Dicembre 1990 Il Team completo in fondo Alfredo Stola, Walter de'Silva, Albero Bertelli, il Cav. Giuseppe Civardi e Giampiero Boggio. Nella parte destra della fotografia col camice bianco Pautasso bravissimo battilastra.
È un prototipo laboratorio "Spider-Coupé", antesignano delle future a venire Mercedes SLK, SL e BMW Z 4, la cui loro capote nasceranno in lamiera, pieghevoli e a scomparsa totale.
L’Alfa Romeo ebbe davvero una bella idea, e furono bravi i tecnici della Stola a progettarla e costruirla; il rammarico è non averla brevettata cosa che sarebbe stato possibile già dal marzo del 1991.

La complicatissima capote a scomparsa della Proteo immaginata dall'Alfa Romeo e ingegnerizzata e costruita dalla Stola s.p.a.
Da subito l’obiettivo è costruire, un primo prototipo da salone e a seguire altri due per le verifiche tecniche e i test preliminari, vista l'intenzione dei vertici Fiat Auto di mettere in produzione al più presto possibile questa sportiva.
Per la cronaca, dei due prototipi per le verifiche tecniche si costruirono solo i pianali e nulla più, visto che poco dopo il progetto fu fermato.
Per la Stola quello fu il primo pritotipo da salone, e portò davvero molto fortuna alla modelleria in quanto nei tredici anni successivi fino a fine luglio 2004 ne vennero realizzati altri cinquantasei per le più prestigiose case automobilistiche mondiali.

Febbraio 1991 Pista di Balocco.
Mauro Palman e Marco Goffi eseguono le operazioni di scarico del prototipo.

Febbraio 1991 Walter de'Silva e signora con il collaudatore Moroni. In centro si riconoscono Siro Palestra e Gianpiero Boggio.

Febbraio 1991 Mauro Palman e Marco Goffi si accertano che tutto sia perfetto prima del collaudo su pista.

Febbraio 1991 finalmente la Proteo guidata da Moroni fa il primo giro di pista.

Febbraio 1991 presso la pista di Balocco la foto ufficiale prima dei test.
Febbraio 1991 Pista di Balocco. Il collaudatore Moroni effettua un ora di test.


Febbraio 1991 Pista di Balocco. Walter de'Silva e Alfredo Stola
al primo test dell'Alfa Romeo Proteo.

L’Alfa Romeo Proteo sarà presentata in world premere la mattina del 5 marzo 1991 a Ginevra in occasione del sesantunesimo Salone Internazionale dell’ Automobile.
Alla presenza di centinaia fra giornalisti e addetti ai lavori, i cuori di Roberto e Alfredo Stola, di Bustreo, di Sasso e di Goffi furono messi a dura prova durante l’apertura della capote vista come se non bastasse la presenza dei vertici Fiat rapprsentata dall’Avvocato Agnelli, il Dottor Cesare Romiti e l’Ingegner Paolo Cantarella accompagnati dal Direttore Tecnico l’Ingegner Stefano Iacoponi e il Direttore del Centro Stile Walter Da Silva.
Dieci minuti prima in un’ultima prova di apertura e richiusura della capote in un test pre-presentazione si era inceppata...

Marzo 1991 Salone di Ginevra Marco Goffi e Gottardo Bustreo

Marzo 1991 Salone di Ginevra Alfredo Stola

Marzo 1991 Salone di Ginevra Finalmente la Proteo sullo Stand

Marzo 1991 Salone di Ginevra L'ingegner Paolo Cantarella descrive all'avvocato Gianni Agnelli e al dottor Cesare Romiti il funzionamento della complessa capot elettrica in vetro a scomparsa totale.
Nei prossimi istanti essi assisteranno per la prima volta all'apertura e chiusura effettuata da bordo da Marco Goffi.
Certamente per tutti i responsabili fra i sesanta secondi più lunghi della loro vita.

Marzo 1991 Salone di Ginevra Stefano Iacopone direttore tecnico dell'Alfa Romeo, Roberto Stola e l'ingegner Alberto Sasso rilassati e sorridenti dopo il buon esito dell'apertura e chiusura della capot davanti ai giornalisti e soprattutto al vertice del gruppo Fiat.
FINE 1990

1991 La Stola realizza una proposta di modello
di stile della Fiat Punto.
Tra la fine del 1990 e le prime settimane del 1991 la STOLA s.p.a. viene coinvolta dal Fiat Auto per la costruzione di un modello di stile see trough che dovrà sostituire la tipo Uno, leader europeo del segmento B.
Lo stile del modello realizzato in via La Thuile 69/71 è del designer Mauro Basso del Centro Stile Fiat diretto dall’Architetto Armando Cressoni.
Si sta parlando del modello che poi si chiamerà Punto, e per Fiat Auto il programma è così strategico che verranno coinvolti i più importanti centri stile italiani come Italdesign, Pininfarina, Bertone e Idea.
Davvero molti modelli furono costruiti, e alla fine fu la Punto di Giorgetto Giugiaro ad essere scelta per la produzione.
FEBBRAIO 1991
A febbraio del 1991, un po’ prima di trasportare l’Alfa Romeo Proteo al Salone di Ginevra, il Centro Stile Fiat, attraverso il suo dirigente tecnico Cavalier Giuseppe Civardi e Chris Bangle, direttore del centro Stile, chiedono alla STOLA s.p.a. di realizzare un accuratissimo “Clinic Model” a porte apribili chiamato Fiat Barchetta.
Nel Centro Stile Fiat sono appena state presentate tre proposte di stile attraverso altrettanti modelli volumetrici, e il prescelto è quello disegnato da Andreas Zapatinas.

1991 Andreas Zapatinas il designer della Fiat Barchetta.

Marzo 1991 Calò e Alfredo Stola con il modello Barchetta
alle primissime fasi d'impostazione.

Aprile 1991 il porte apribili Barchetta inizia a prendere forma. Da sinistra Zanellati, Zanini e Chiara.
Per gli interni invece verranno scelte le proposte di Peter Davis e Giuseppe Bertolusso, con il prezioso contributo di Alessandro Cavazza durante la fase realizzativa del progetto.
I lavori partono immediatamente con grande energia ed entusiasmo, e non mancheranno le gradite visite in Via la Thuile 71 durante l’avanzamento lavori del CEO Paolo Cantarella, accompagnato dai direttori Giuseppe Perlo e Nevio Di Giusto.
La curiosità all’interno di Fiat è tantissima, pensando di rivedere nei loro listini uno spider dopo tanti anni.

Febbraio 1991 Marco Goffi e l'ingegner Sasso preparano l'offerta economica per il modello Barchetta.

Aprile 1991 Alfredo Stola e Zanini in posa.

Aprile 1991 Da sinistra Zanini, Goffi, Bustreo,
Robaldo e Ferrero.
Aprile 1991. L’Ingegner Alberto Sasso e dalla parte opposta il modellatore Robaldo.
Gli obiettivi di Fiat con STOLA s.p.a. sono affinare il design del primo modello volumetrico prescelto, aggiornando contemporaneamente le matematiche delle superfici e iniziare le macro fattibilità di ingegneria.
Queste attività confluiscono in uno straordinario Clinic Model rosso a porte apribili, che sarà utilizzato in tutta Europa fra giugno e settembre per verificare il gradimento e i commenti a un pubblico molto selezionato.

Maggio 1991

Inizio giugno 1991 Gottardo Bustreo e Laura Giunipero.

Torino fine maggio 1991. Sulla destra Marco Goffi e il designer Andreas Zapatinas.
Sulla sinistra si riconoscono Mammone Vincenzo, Andrea Granata e X.

Metà giugno 1991 Alberto Sasso al volante,
Roberto Stola e Zanini .

Giugno 1991 Da Sinistra Roberto Stola, Sasso, Alfredo,
Ferrero, Zanini, Palmieri.


Fine giugno 1991 prima della consegna per il tour eurepeo del Clinic Test.
Da sinistra Bustreo, Bonito, Ardagna, Robaldo, Della Rocca, Sassu, Zanellati, Maurizio, Palmieri, Giachino, K, Zanini e Ferrero.

MARZO 1991
Appena terminato il Salone di Ginevra, nel marzo 1991, la BMW chiede alla STOLA s.p.a. di realizzare un particolarissimo Show Car a tre posti con telaio e carrozzeria in alluminio a trazione elettrica, da presentare per il successivo salone di Ginevra a Marzo del 1993.
La cosa che riempie di soddisfazione gli Stola è che nella richiesta di offerta della BMW si richiede per scritto la medesima alta qualità della Alfa Romeo Proteo.
Quando questa BMW denominata Z13, verniciata in blu scuro, fu terminata a fine febbraio 1993, la casa bavarese ne ordinò subito un secondo esemplare rosso per loro uso interno nel reparto BMW Technic, con consegna a ottobre 1993.

Ottobre 1992 Maria Paola Stola con Francesco e dietro la scocca della BMW Z13a Torino in Via La Thuile 69.

1993 La foto ufficiale della BMW Z13 poco prima di essere esposta al salone di Ginevra.
PRIMAVERA 1991
Nella primavera del 1991, anche in concomitanza con questa effervescenza di richieste di Show Car e Modelli di Stile, Roberto e Alfredo Stola decidono che è venuto il momento di avere una nuovo stabilimento. L'obiettivo è concentrare le tre sedi operative ed eliminare le inefficienze derivate da una situazione di “lay out” frammentato e ormai obsoleto.
Le nuove tecnologie Cad Cam, l’esigenza di fresatrici CN sempre più grandi e veloci, l’aumento delle maestranze che hanno raggiunto le centosessanta persone, la necessità di dare spazi migliori e più sicuri ai clienti fanno decidere per la ristrutturazione e l'ampliamento di uno grande edificio in Rivoli situato in Via Ferrero 9, in prossimità della tangenziale cittadina.
Ventisette mesi è l’obiettivo prefissato per la realizzazione di tutti i lavori, dalla progettazione al trasloco.

1992 Cartello edilizio della nuova costruzione.

Giugno 1992 Inizio dei primi lavori.

1992 Si riconoscono Spallitta e Giordano della Edil G


Aprile 1992 Alfredo Stola col piccolo Francesco.

Maggio 1992 preparazione reparto modelli di stile
al secondo piano.
Il disegno è dell’architetto Paolo Rosani, figlio di Antonio Rosani, che aveva realizzato il grattacielo Lancia in Borgo San Paolo vicino alla vecchia sede di Via Issiglio 38, a cui il fondatore Alfredo Stola e i suoi tre figli avevano assistito alla costruzione nella seconda metà degli anni '50.
Marco Goffi e Alfredo Stola nella primavera del 1992 per questo impegno lasceranno parzialmente le loro solite attività per seguire al 100% i lavori edili e impiantistici con l'impresa di costruzioni Edil G, curando fino all'ultimo giorno il trasloco. Questa decisione fu presa da Roberto Stola, che comunque supervisionò l'intero progetto quasi quotidianamente.

Ottobre 1992 di fronte alla futura reception il progettista Silvano Crosazzo, Roberto Stola
e l'impresario della Edil G Paolo Spallitta.

Febbraio 1993 Una veduta da corso Allamano.

Febbraio 1993 una veduta da via Ferrero.
MARZO 1991
A metà marzo del 1991, con l'entusiasmo della presentazione a Ginevra della Alfa Proteo, Roberto Stola accorda con fiducia ad Alfredo di studiare uno Show Car basato sulla Fiat Panda per realizzare una versione “spiaggetta” ispirata alle Fiat 500 e 600 Jolly Ghia degli anni '60.
Lo scopo è mostrare le capacità progettuali dell’azienda senza vincoli di riservatezza industriale ai propri clienti.
Alfredo e Maria Paola seguono con passione questo progetto, ascoltando i consigli di Giuseppe Civardi, Dirigente Tecnico del Centro Stile Fiat di Via La Manta in Torino.

1964 Fiat 500 Jolly carrozzata Ghia.

Saluzzo 1991 Aldo Garnero in una foto dell'epoca nel suo studio Euro Design Engineering

Aprile 1991. Il disegno di Aldo Garnero scelto.
Il nome di progetto è Maui, la grafica delle palme è ispirata dall'hotel Mirage di Las Vegas
Aprile 1991 Altre due proposte di Aldo Garnero scartate dai signori Stola.

Rivalta maggio 1991 presso la Opac. Alfredo Stola posa con la scocca della Panda in costruzione.
Sullo sfondo si intravede Robaldo.
Rivalta maggio 1991 Presso la Opac si riconoscono col camice marrone Rodolfo Robaldo
della Stola s.p.a. e col camice blu Sergio Fraire della Opac.
Torino 12 luglio 1991 Presso la Pubblimais in Strada della Pronda 135/9 viene dipinto a mano il logo Mirage dal titolare Vinicio Mais. Nella foto ricordo si riconoscono il figlio Roberto Mais e il suo cuginetto Lorenzo.

3 settembre 1991 Portofino Maria Paola e Alfredo Stola per la prima volta sulla Panda Mirage.
Da notare che sotto le tre palme compare il nome Mirage.
3 settembre 1991 a Portofino per la prima volta viene fotografata la Panda Mirage con la sua targa originale TO64254R.
Con il nome Mirage non verra mai pubblicata in nessun giornale per richiesta dei vertici Fiat.
Lo stilista è Aldo Garnero, la scocca a cura della Opac e la sellatura è della Salt dei Gavina.
Il nome di questa “spiaggetta”, fotografata per la prima volta nella splendida cornice di Portofino il 3 settembre 1991, è “Mirage”, che poco dopo cambierà nome in “Destriero” per interesse dei vertici Fiat, in particolare dell’Ingegner Paolo Cantarella.
Questo prototipo, perfettamente marciante, sarà il primo di altri concept che la STOLA s.p.a. realizzerà di propria iniziativa, con il proprio marchio per scopi dimostrativi verso i suoi clienti.

Settembre 1991 Al lago di Avigliana la prima e unica
uscita domenicale non ufficiale della Panda Mirage
insieme all'amico Fabrizio Giugiaro con la sua
Panda speciale chiamata Strip.
Il primo prototipo è immatricolato nel 1991, intestato a STOLA s.p.a. con targa TO64254R con il numero di telaio ZFA 141A0004604624.
Il 20 novembre 1995 Fiat Auto s.p.a. autorizza la STOLA s.p.a. a procedere nel regolarizzare la "carta di circolazione" della trasformazione in "spiaggetta" senza porte con il "nulla osta" GC/AA n°95/3223.
L'approvazione viene rilasciata dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione il 25 gennaio del 1996 e la trascrizione sul libretto di circolazione avviene il primo febbraio dello stesso anno.

Marzo 1992 Porto Cervo. La Stola Panda Destriero nella prima fotografia ufficiale con il nome Destriero.
Sullo sfondo si può notare il grande motoscafo Destriero in preparazione della grande impresa del nastro azzurro.
La targa di circolazione (TO 77317S) che si vede in questa foto è stata presa in prestito da un altra
vettura di proprietà Fiat per ragioni loro interne.
Il primo esemplare della Stola Panda Destriero è sempre stata targata TO64254R, ed è così ancora oggi.

Ottobre 1991 Il progetto da Mirage diventerà Destriero
su richiesta di Fiat Auto.
La STOLA Panda Destriero è esposta in première in occasione del Salone dell’Automobile di Torino nell’aprile del 1992, ospite nello stand Fiat.
Una particolare scenografia racconta l’impresa della motonave Destriero, al cui timone presto Cesare Fiorio e il suo equipaggio dovranno tentare di conquistare il Nastro Azzurro nella traversata atlantica per lo Yachting Club Costa Smeralda.
In sostanza, la STOLA Panda Destriero è il “tender” a Porto Cervo per l’equipaggio dell’imbarcazione.

Torino 23 aprile 1992 Salone dell'Automobile di Torino stand Fiat.
Maria Paola e Alfredo Stola con il piccolo Francesco di due mesi nella speciale scenografia dedicata
all'impresa della motonave Destriero.
La targa di circolazione (TO 77317S) per tale foto è stata presa da un altra vettura di proprietà Fiat per ragioni loro interne.
Il primo esemplare della Stola Panda Destriero è sempre stata targata TO64254R, ed è così ancora oggi.
A fine giugno, qualche mese dopo il salone, il Centro Stile Fiat richiede una seconda STOLA Panda Destriero gemella per l’Avvocato Gianni Agnelli.
Dopo averla vista L'Avvocato richiede un cambiamento di colore nel più classico blu usato della famiglia Agnelli e un particolare allestimento interno in colore grigio chiaro e la capottina coprente i soli sedili anteriori.

Nicola e Cristian D'Alessio della DN Trasporti.
Da sempre i trasportatori della Stola s.p.a.

Villarbasse settembre 1992. Per la prima volta ecco le due Stola Panda Destriero gemelle.
Quella in primo piano senza capottina è destinata all'Avvocato Gianni Agnelli.

Ottobre 1992 Alfredo Stola e il piccolo Francesco
nell'androne di Via La Thuile prima della consegna
della Destriero al Centro Stile Fiat, dopo le modifiche
richieste dall'Avvocato Agnelli.

Ottobre 1992 La Stola Panda Destriero dell'Avvocato appena
consegnata e fotografata difronte agli uffici
del Centro Stile Fiat di via La Manta in Torino. Si può notare la particolare capottina coprente i soli sedili anteriori.
Per Alfredo e Maria Paola, la Mirage-Destriero come da loro è chiamata, è l’auto a cui sono più legati, tant’è che ancora oggi la usano durante le loro vacanze al mare.
Il loro amore per la Mirage-Destriero nasce dal fatto che tutto il progetto venne sviluppato mentre il loro bambino Francesco era nel grembo della Mamma, e il loro piccolo di soli due mesi sarà alla première al Salone di Torino nello stand Fiat insieme ai suoi genitori.
La STOLA s.p.a., dopo questa prima bellissima esperienza, crea lo slogan “No Style Design” per comunicare, e quindi tranquillizzare i propri clienti, che l’azienda non si sarebbe mai occupata di creare “stile” ad eccezione dei propri prototipi da dimostrazione, sempre e comunque disegnati da designer amici esterni all’azienda.

Logo ideato dalla STOLA spa per comunicare ai centri stile delle case automobilistiche che il design non è una sua attività.

A coronamento della passione Destriero attraverso il club di appartenenza di Francesco Stola Ruote Classice in Canavese ora proprietario della rara spiaggetta, l’8 gennaio 2020 l’ASI a rilasciato l’attestato “Targa Oro”.
La completa verifica ispettiva è avvenuta a Samone in provincia di Torino il 30 novembre 2019 a cura dei commissari Luigi  Viceconte, Lorenzo Beltrami, e Rolando Pluma  coordinati da Mario Alasia.
Con il numero 52702  il cerificato di identità della “Fiat Stola Destriero” viene classificata Tipo A, Gruppo 1.

Samone (To) 30 novembre 2019: i momenti della verifica con i commissari Alasia, Viceconte, Beltrami e Pluma.
La targa oro verrà data l’8 gennaio 2020 dall’ASI attraverso il club Ruote Classiche in Canavese.

Samone (To) 30 novembre 2019: una foto ricordo con i commissari dopo la stesura del verbale.
Da sinistra A.Stola, Lorenzo Beltrami, Mario Alasia, Luigi Viceconte e Lorenzo Pluma.
AGOSTO 1991
A fine agosto del 1991, la STOLA s.p.a. viene coinvolta dal Centro Stile Fiat nella costruzione di due modelli di stile esterni e interni relativi ai progetti Bravo - Brava.
Un lavoro davvero molto impegnativo per la modelleria di Via Thuile per la grande importanza riposta da Fiat per questi due strategici futuri modelli, che andranno a sostituire la Tipo.
Il concetto di realizzare due versioni molto diverse ma con molte parti comuni nascoste impegnerà tantissimo gli stilisti Fiat e i modellatori degli Stola.

1995 Foto pubblicitarie della Brava edella Bravo

1995 Foto ufficiale della plancia porta strumenti della Bravo disegnata da Mike Robinson.
L’Architetto Ermanno Cressoni è il regista del design, sempre in sincronia con il CEO Paolo Cantarella.
Gli Stilisti del Team Fiat sia degli esterni che degli interni, sotto la super visione di Chris Bangle e Peter Davis, sono: Mauro Basso, Peter Fassbender, Mike Robinson, Andreas Zapatinas e Antonio Piovano, i quali attraverso i loro disegni realizzano le matematiche nel dipartimento Fiat “Piani di Forma e Superfici”, in collaborazione con i matematizzatori della STOLA coordinati da Carlo Mantovani.

1991 L’architetto Ermanno Cressoni direttore
del Centro Stile Fiat.
L’obiettivo finale è certificare i modelli di stile per poi realizzare le matematiche di classe A per costruire i due Master di Verifica Matematiche ad uso finale del reparto costruzione stampi Fiat.

1995 Foto ufficiale della plancia porta strumenti della Bravo disegnata da Mike Robinson.
SETTEMBRE 1991

Fra il 1991 e il 1992, la STOLA s.p.a. realizza il progetto di ingegneria e prototipazione per trasformare 3 pianali
carrozzati della tipo 348 TS nella versione spider. Fra queste attività anche l'ingegneria della capote di tela.
Nel settembre del 1991 la STOLA s.p.a. riceve direttamente dalla Ferrari il primo incarico diretto per un lavoro di progettazione e prototipazione; F131 è il suo nome tecnico.
La richiesta è di trovare le soluzioni di ingegneria per trasformare il telaio e la carrozzeria della tipo 348 TS disegnata da Pininfarina in una versione completamente spider.
L’obiettivo voluto è di aumentare la rigidezza torsionale, e creare il vano per ospitare la capote in tela, che è la vera novità di questa versione.
Gottardo Bustreo, Direttore della progettazione della Stola, supportato da Siro Palestra con Bergamasco e tutto il Team, realizza gli studi di ingegneria per le modifiche del telaio e della carrozzeria, tutto validato dagli indispensabili calcoli strutturali.
Su tre scocche della TS arrivate da Maranello nella sede della Stola di Torino, verranno realizzate le modifiche con particolari in lamiera prototipali battuti a mano e poi saldati.
Fra le attività, la progettazione della capote in tela e la costruzione dei prototipi poi installati nell'apposito vano.
Nei reparti della Ferrari a Maranello nel 1992, questi tre prototipi saranno collaudati e testati con esito positvo. La tipo 348 Spider sarà poi messa in vendita nella rete commerciale Ferrari nella primavera del 1993.
OTTOBRE 1991
Nell’ottobre del 1991, l’ufficio acquisti della Fiat diretto dal Dottor Riccardo Bussolati propone all’Ingegner Alberto Sasso e a Roberto Stola se se la sentono di sviluppare al 100% la plancia delle futura Fiat Punto.
L’impegno richiesto è, partendo dal modello di stile fornito da Fiat, di realizzare il master, la progettazione fino al primo set di stampi e le prime trecento plance assemblate.
Una proposta non convenzionale nel settore stampi per plastica, dovuta a un ritardo di programmazione interno a Fiat e quindi un'idea possibile per raggiungere il target in emergenza.

1991 L'ingegner Alberto Sasso alla scrivania.

Dicembre 1991 Bruno Arienti appena arrivato in STOLA.
Dopo un'importante riunione interna alla STOLA s.p.a. a cui partecipano Roberto Stola, Gottardo Bustreo, Alberto Sasso e Carlo Biassoni, attraverso un accordo con la società Canta e la società Tea del gruppo Comau viene accettata la proposta del direttore Fiat Riccardo Bussolati.
Per l’occasione viene assunto appositamente per questo impegnativo progetto Bruno Arienti, qualificatissimo tecnico dalla società Stars, tra i leader della produzione delle finiture plastiche per l’automotive.

1992 Master Model plancia Fiat Punto.

1992 I primi inserti in plastica protitipali assemblati sul Master.
Due difficoltà di questo lavoro, sono i target di timing e prezzo che viene imposto in diciannove mesi e di centotrenta miliardi di £, con l’obiettivo di avere le plancie preserie montate in vettura per inizio agosto 1993.
È davvero un'impresa difficile, pensando che per i progetti precedenti il target era ventiquattro mesi, ma con l’idea di coinvolgere la progettazione a gestire il tutto dall’inizio con un solo interlocutore si dimostrerà possibile.

Dicembre 1992 L'Ingegner Alberto Sasso in posa vicino allo stampo della plancia Punto in lavorazione.

Marzo 1993 il primo prototipo ancora da goffrare al primo montaggio sul Master di montabilità.

Torino Marzo 1993 presso il ristorante Adriano di via Pollenzo la cena per festeggiare la prima plancia stampata.
La responsabilità per la STOLA s.p.a. è enorme, con il rischio di far slittare la produzione della Fiat Punto di alcuni mesi rispetto alla data pianificata. La linea guida organizzativa è il “Simultaneous Engineering” da realizzarsi con i suoi partner principali, dedicando come non mai un grande Team interno.

Marzo 1993 presso l'officina di Via Bard appositamente attrezzata per il progetto Punto si controllano
tutti i particolari stampati a calibro.
Un’esperienza unica che alla fine, oltre a raggiungere il target voluto, porterà l’azienda ad avere un organizzazione interna molto più strutturata, cosa che verrà notata con soddisfazione dal Gruppo Fiat per futuri e ancora più complessi progetti “chiavi in mano”.
A metà percorso, la Fiat inaspettatamente decide di voler iniziare le vendite in parallelo anche con le plance guida destra per i mercati anglo sassoni e chiede così di produrre con stampi prototipali di alta qualità di tale versione.
Maggio 1993 con l'apposita attrezzatura di saldatura a onde ultrasoniche sempre in via Bard
vengono saldate le canalizzazioni aria.

Giugno 1993 nell'officina della STOLA distaccata in via Bard si assemblano giorno e notte le plance della Fiat Punto che saranno montate in linea di montaggio Fiat sulle scocche a luglio per essere pronte per la presentazione dell'11 settembre.


1993 Fase dell'assemblaggio plancia.
Al centro con la camicia bianca Bruno Arienti con due dipendenti della Comec.

In particolare, Bruno Arienti, costantemente supportato da Luigi Gallina, instaurano una collaborazione con la società olandese Kupron, raggiungendo alla fine tutti gli obiettivi.
Per la cronaca, la Fiat Punto in entrambe le versioni, guida sinistra e destra, sarà presentata ufficialmente ai giornalisti a Torino l'11 settembre 1993 presso la struttura del Lingotto, con un evento memorabile riservato anche agli stessi fornitori Fiat, recuperando così il ritardo iniziale.

11 Settembre 1993 come si presentava la plancia della Fiat Punto sulle automobili in esposizione e uso per i giornalisti.
Il volante, le bocchette aria e la leva cambio non furono fra i lavori della STOLA spa.
Sono mesi di lavoro intensi ed entusiasmanti, con gli stilisti Fiat praticamente residenti nella modelleria, con frequenti visite dell’Architetto Cressoni, di Chris Bangle e del Cavalier Giuseppe Civardi.
Indimenticabili le visite in via La Thuile 69 di Cantarella, sempre arrivato con la sua Fiat Croma blu prontamente parcheggiata nell’androne interno della modelleria.
DICEMBRE 1991
Nel dicembre del 1991, in occasione della futura presentazione della Fiat Cinquecento, su iniziativa dell’Ingegner Paolo Cantarella si richiede a tutti i principali carrozzieri italiani di realizzare delle speciali fuoriserie basate sulla piccola utilitaria.
L’appuntamento è per il prossimo Salone dell’Automobile di Torino, previsto per il 22 aprile 1992, allo stand Fiat.
Ai nove carrozzieri prescelti viene data una Fiat Cinquecento pre-serie e un contributo in denaro di 100.000.000 di lire.
Idea, Bertone, Pininfarina, Italdesign, Zagato, Coggiola e “Stola-Itca-Maggiora” sono le aziende selezionate.
Le società Stola-Itca-Maggiora sono volutamente raggruppate insieme per le loro specifiche competenze sinergiche dai vertici Fiat, visto il grande progetto in essere per lo sviluppo chiavi in mano della nuova spider Fiat Barchetta.

1992 Tutte le Cinquecento speciali raggruppate.
Il consorzio Stola-Itca-Maggiora realizzerà per questo evento Fiat la Cinquecento chiamata Cita, che in dialetto piemontese significa piccolina.
Per quanto riguarda il design, come per la Destriero sarà affidato ad Aldo Garnero.


Aprile 1992 Le foto ufficiali della Fiat Cinquecento Cita realizzata da STOLA-ITCA-MAGGIORA.

Torino 22 Aprile 1992 Salone dell'Automobile del Lingotto: la Cinquecento "Cita" di Stola Itca Maggiora
sulla pedana dello stand Fiat.
DICEMBRE 1991
Ancora nel dicembre del 1991, la Fiat richiede alla STOLA s.p.a. di realizzare un modello porte apribili per due  loro Show Car elettrici da utilizzare per dei test e presentare in un futuro Salone dell'Automobile.
Il suo nome è Downtown, e il disegno è di Roberto Giolito, capo dell'Advance Design Fiat. 
Dal modello esterno e interno verrano inoltre costruiti gli  stampi per produrre due set di particolari in  alluminio e fibra di vetro che, una volta consegnati in Fiat al centro esperienze dirette da Cavallier Rodolfo Gaffino Rossi, saranno assemblati in due prototipi gemelli.
In occasione dell'inaugurazione del Salone di Ginevra nel marzo del 1993, l'Avvocato Gianni Agnelli guiderà il prototipo dalla General Aviation ginevrina fino allo stand della casa torinese.
1991/1992 i disegni originali della Downtow di Roberto Giolito


1992 Alcune fasi della costruzione del modello see through della Downtown.
Da sinistra si riconoscono Zanini, Roberto, Sthepanie e Alfredo Stola, Zanellati, Granata Calò e Vai


1992 Chris Bangle in un momento di relax dopo il lavoro in Fiat modella la Downtown
col camice della STOLA e la cravatta sotto di esso.


1992 In centro si riconosce Robaldo.

1992 realizzazione del frame in alluminio per
lo studio degli interni.

1992 Marco Goffi e Lucio Giarolo.

1992 Mauro Palman e Alfredo Stola.

1992 Roberto Giolitto nel suo ufficio in Fiat.

1992 E. Cressoni, R. Giolitto e alla guida Peter Devis.

1992 Roberto Giolitto e Darrin Caddes

1992

Torino 1992 Si riconoscono a destra Vittorio Della Rocca, Alberto Sasso, Rodolfo Robaldo, Zanini e Ardagna.

1992 L'ingegner Alberto Sasso e il Capo Squadra Zanini.

1992 Roberto Stola con la figlia Stephanie e sulla destra il modellatore Robaldo.

Settembre 1992 in Via La Thuile 71 con la Downtown quasi finita Roberto Stola con la figlia Stephanie e Alfredo.
Ottobre 1992 foto ufficiale della Fiat Downtown grigia prima di essere spedita in Fiat al Centro Sperimentale per i test.

Marzo 1993 Foto ufficiale della Downtown prima del Salone di Ginevra. Questa di colore verde fu realizzata
al Centro Sperimentale Fiat con gli stampi del primo Showcar grigio utilizzato per i test.
GENNAIO 1992

1992 L'Ingegner Enrico Fumia direttore del Centro Stile Lancia.

Disegno originale della Lancia Y dell'Ingegner Enrico Fumia.
Nel gennaio 1992, il Centro Stile Fiat-Lancia incarica la STOLA s.p.a. di sviluppare due proposte di modelli di stile di esterni e di interni per la nuova Lancia Y in sostituzione della Y10.
I modelli sono richiesti in "hard material" e "see through", fresati da matematiche fornite da Lancia e rifiniti a mano con incluse tutte le modifiche di stile necessarie.
Un modello è disegnato dall’Ingegner Enrico Fumia, direttore del Centro Stile Lancia, e il secondo dall'Architetto Massimo Gay, mentre gli interni da Greg Brew.
Il modello prescelto per la produzione sarà quello disegnato dall'Ingegner Enrico Fumia.
1992 La STOLA spa realizza due modelli di stile della Lancia Y.
1992 la STOLA spa realizza due modelli di stile della plancia porta strumenti.
INVERNO 1992

Nell’inverno del 1992, il Centro Stile Alfa Romeo di Arese, diretto da Walter De Silva, per la nuova Alfa Romeo 166 incarica la Stola s.p.a. di costruire il modello di stile degli esterni.
Vengono realizzate le matematiche delle superfici di stile di classe B e C in trasferta presso il centro stile di Arese su precise indicazioni di Wolfgang Egger.
Il Team residente della Stola è composto da i matematizzatori Carlo Mantovani, Adriano Rossi e Gianfranco Cappa con il supporto di Giancarlo Besana per gli studi tecnici di prefattibilità.


Torino 1992 La STOLA s.p.a. realizza il modello di stile degli esterni dell'Alfa Romeo 166
su indicazione del direttore del Centro Stile Alfa Romeo Walter De Silva. Successivamente nel 1994 verranno realizzate le superfici di classe A e la fresatura del Master verifica matematica.
A Torino, in Via La Thuile 71, viene  fresato il modello di stile, e subito dopo  saranno  eseguite tutte le modifiche manuali richieste dai designer  Egger, Rosti, Favilla e Giavazzi.
Fra i modellatori della Stola si distinguerà particolarmente Stefano Ardagna per aver personalmente a mano risolto richieste di affinamento linee molto difficili  fortemente volute dal Direttore Walter Da Silva. 
Per questioni interne al gruppo Fiat Auto questo progetto subirà varie interruzioni e ripartenze, al punto che il modello di stile verrà  scelto solo nel 1994, per poi andare in produzione tre anni e mezzo dopo.
Nel 1994 la Stola è incaricata di realizzare le matematiche di classe A, di fresare il master verifica matematica, di progettare la scocca, le finiture esterne e interne e non ultimo una rivisitazione del pianale di origine della Lancia Kappa.
Il lavoro è principalmente svolto negli uffici della Stola di Cinisello Balsamo e in parte in quelli di Rivoli, e i progettisti si confronteranno con grande efficacia con quelli del cento tecnico Alfa Romeo di Arese.

Alfa Romeo Tipo 936 schema giochi/tolleranze interni e esterni.

Il quadro sinottico completo del progetto Alfa Romeo 166 realizzato dalla Stola s.p.a. per Fiat Auto a firma Autec.

Un dettaglio del quadro sinottico.

Tabellina di progetto, in evidenza la società Autec
I dettagli del quadro sinottico del progetto Alfa Romeo 166

Le matematiche di classe di Classe A e la fresatura del master, sono eseguite nella sede di Rivoli dal solito Team di Massimo Stola, Carlo Mantovani e Vittorio Della Rocca.
Le attività di progettazione sono sotto la direzione tecnica di Gottardo Bustreo assistito per i contratti e gli acquisti da Carlo Biassoni, i quali incaricheranno Piero De Micheli Capo Progetto.
Fanno parte della squadra Roberto Arpini, Marco Destefano, Roberto Bianchi, Marco Brizzolara, Giuseppe Di Nunno, Marco Criveller e Paolo Zerbini.
I progettisti della Stola si confronteranno per tre anni con gli uomini dell’Alfa Romeo il cui Capo Progetto è Ezio Villa assistito dai colleghi  Giuseppe Longoni, Pietro Tagliaferro, Luigi Verga, Roberto Guandalini, Domenico De Felice e Masera.
Tutto il progetto verrà sviluppato con il sistema Computervision anche se nella fase preliminare di fattibilità tecnica si inizierà con il classico tecnigrafo.

APRILE 1992
Ad aprile del 1992, non ancora terminato il Salone dell’Automobile di Torino, la STOLA s.p.a. viene coinvolta da Fiat nel progetto “Barchetta produzione chiavi in mano” insieme ai partner Itca e Maggiora.
L'Ingegner Paolo Cantarella immagina e decide che la Barchetta possa essere sviluppata e costruita dal consorzio di queste tre aziende.
L’Ingegner Nevio di Giusto, da poco nominato Direttore del coordinamento dei centri stile del gruppo Fiat, darà da subito il suo supporto per integrare velocemente il lavoro di stile già completato in modo efficace con il processo ingegneristico e produttivo.

1992 L'Ingegner Paolo Cantarella CEO Fiat Auto.

1992 L'ingegner Nevio di Giusto direttore coordinamento dei tre centri stile del gruppo Fiat.
Aprile 1992 i tecnici del reparto prototipale della STOLA in coordinamento con la progettazione redigono
la prima lista dei particolari in lamiera da realizzare.
Aprile 1992 i primi disegni tecnici della Fiat Barchetta con l'obiettivo di realizzare due prototipi in lamiera marcianti.
I vertici Fiat, volendo rilanciare una spider assente nei loro listini dai tempi della tipo 124, allora costruita da Pininfarina, devono trovare una soluzione produttiva competitiva.
Per Fiat, questi mesi del 1992 sono un periodo intensissimo, soprattutto per l’inizio della progettazione della Punto.
Bisogna inoltre tenere conto che i tradizionali partner Pininfarina e Bertone nel 1993 e nel 1994 saranno impegnati per la produzioni delle Fiat Coupé e la Punto Cabrio.

Settembre 1992 Modello di battitura di una parete divisoria.

Ottobre 1992 La palpebra superiore plancia portastrumenti.

Ottobre 1992 Frontale

Ottobre1992 Ossatura baule.

Novembre 1992 Si riconoscono Bonetto e al fondo Comollo.

Novembre 1992 Felice Chiara e Beppe Comollo.

Dicembre 1992 Ferrero Varsino e Beppe Comollo controllano la scocca.

Dicembre 1992 la scocca del primo prototipo pronta per la verniciatura.

Gennaio 1993, Modelleria STOLA. Roberto e Alfredo Stola insieme a Andrea Granata, uno dei verniciatori,
accanto al primo prototipo Barchetta in lamiera nel forno di verniciatura di via Villa Giusti.

Febbraio 1993 Assemblaggio meccanico
del primo prototipo.

Febbraio 1993 una foto di gruppo sul prototipo in montaggio.
Da sinistra Franchino, Giorgione, Alfredo Stola,
Felice Chiara e Marco Goffi.

Febbraio 1993 Il primo prototipo marciante praticamente finito. Per esattezza non sono ancora disponibili i
cerchioni originali e i fari anteriori. Al posto dei fari sono stati messi dei simulacri in resina.
Da sinistra Renato Bianco, Rocco, Ferrero Varsino, Beppe Comollo, Felice Chiara, Danilo Franchino,
Bonetto, Mammone, Granata e Giorgione.

Maggio 1993, via La Thuile 71 Alfredo Stola con il piccolo Francesco posano accanto al secondo e ultimo
prototipo Barchetta gialla in lamiera ricavata dai modelli di battitura.
Si riconosce di schiena a sinistra Mirabella, Felice Chiara, beppe Comollo, alberto Porzio e Aniello Tornatore.
Torino maggio 1993. Marco Goffi e Bruno Arienti nell’ufficio di Via La Thuile 71
lavorano sul calcolo delle modifiche del prototipo.
Ognuna delle tre aziende deve esprimere il meglio delle proprie competenze: la Stola per la modellistica, l’ingegneria e i primi due prototipi ricavati da modelli di battitura in legno, la Itca per i prototipi test, gli stampi, lo stampaggio e la produzione delle scocche lastrate e la Maggiora per la produzione vera e propria in linea, incluso l’acquisto di tutti i componenti.
Questo consorzio, sotto la regia degli uomini Fiat, darà ottimi risultati in termini di qualità, tempi di esecuzione e risparmi.
Il capo progetto è l’Ingegner Attilio Pecorelli, assistito da Massimo Picariello sotto la direzione dell’Ingegner Renato Zambrano, responsabile delle piattaforme A e B.
Per la STOLA s.p.a. è un progetto di svolta poter partecipare per la prima volta all’ingegneria completa di un’automobile.
L’obiettivo imposto è iniziare la produzione in ventiquattro mesi dal congelamento del modello stile, e il budget disponibile è di cento miliardi di £.
In ottica di sinergie coordinate da Fiat, la verniciatura della Barchetta è pianificata presso gli impianti di Bertone a Grugliasco.
Le consegne della Fiat Barchetta inizieranno a Marzo del 1995, in concomitanza con la sua presentazione ufficiale al settantacinquesimo Salone dell’Automobile di Ginevra.
La soddisfazione professionale degli uomini degli Stola è assoluta: Alberto Sasso, Carlo Biassoni, Vittorio Della Rocca, Felice Chiara, Marco Goffi e Gottardo Bustreo rappresentano a nome di tutti i lavoratori dell’azienda questa sensazione.

Febbraio 1995 la foto ufficiale delle Fiat Barchetta prima di essere presentata al Salone dell’Automobile di Ginevra.
MAGGIO 1992
Nel maggio del 1992, la francese Heuliez contatta la STOLA s.p.a. per richiedere la costruzione di un modello di stile con porte apribili a capote elettrica.
L’obiettivo è presentare il modello quattro mesi dopo, a ottobre, nel loro stand Heuliez al successivo Salone dall’Automobile di Parigi.
Il design di questo modello è di Marc Deschamps, stilista molto conosciuto in Italia per essere stato Direttore di Stile Bertone.
Vittorio Della Rocca, Capo Officina della modelleria degli Stola, eccezionalmente per questo modello lavorerà anche come Capo Squadra, visto il poco tempo a disposizione e le tantissime modifiche di stile richieste da Deschamps.

Ottobre 1992 Heuliez Raffica Gli ultimi momenti
prima della consegna del modello.
Si riconosce Calò e al fondo Sellan Sante.

Ottobre 1992 Heuliez Raffica Foto ufficiale prima della presentazione al Salone dell'Automobile di Parigi.
ESTATE 1992
Nell'estate del 1992, la STOLA s.p.a. esegue un modello di stile per la Fioravanti s.r.l., è una berlina di medie dimensioni per la Fiat, denominata New Large.
Lo stile è dello stesso Ingegner Leonardo Fioravanti, conosciuto nel mondo per le più straordinarie Ferrari da lui disegnate nel lunghissimo periodo trascorso in Pininfarina dal 1962 al 1987.
Nei volumi, il design è molto raffinato ed equilibrato, denotando da subito grande personalità.
Tutte le modifiche manuali dopo la fresatura del modello sono indicate ai modellatori con grande attenzione per ogni dettaglio dall'Ingegner Fioravanti stesso.

L'Ingegner Leonardo Fioravanti.
Nello stesso periodo la modelleria eseguirà anche un’altra versione di New Large direttamente per la Fiat, e lo stile è di Andreas Zapatinas.
In sostanza, la New Large dovrà sostituire in un futuro la Fiat Croma, cosa che però non avverrà per decisioni strategiche della casa automobilistica torinese.
Purtroppo non esistono foto dei due modelli realizzati in STOLA s.p.a. per la Fioravanti s.r.l. e la Fiat s.p.a.
AUTUNNO 1992
Nell'autunno del 1992, per la prima volta la Ferrari richiede alla STOLA s.p.a. un’ingegneria “completa” della carrozzeria, delle sue finiture esterne e dell’interno per il progetto F133, la loro futura 12 cilindri che poi verrà chiamata 550 Maranello.
Questo lavoro, così importante per la Ferrari, è il risultato dell’integrazione dei progettisti Autec-Stola diretti da Gottardo Bustreo per la parte tecnica e Carlo Biassoni per quella gestionale.
Dai modelli di stile esterni e interni ricevuti dal Centro Studi Pininfarina di Cambiano, con i tecnici della Ferrari si lavorerà ininterrottamente per oltre due anni fino al 1995.

Torino settembre 1992. La Stola s.p.a. riceve dalla Pininfarina il modello di stile della futura Ferrari 550 Maranello.
Su questo modello viene eseguita una scansione completa e dettagliata per poi realizzare le matematiche di classe A.

La prima attività svolta è la scansione completa dei due modelli di stile arrivati da Cambiano, con l’obiettivo dei reparti superfici-modelli della STOLA s.p.a. di realizzare le superfici di classe A, e i due relativi Master di Verifica Matematiche per esterni e per interni.
Questi specifici lavori saranno seguiti in prima persona da Massimo Stola, Carlo Mantovani e Vittorio Della Rocca insieme ai loro Team.
Il Master sarà validato dall'Ingegner Ramaciotti per Pininfarina e dall'Ingegner Rossi per la Ferrari, e segneranno l’inizio vero e proprio della progettazione, visto che in Stola parallelamente si erano già svolte le attività di pre-fattibilità di stile eseguite da Roberto Arpini e Giovanni Galimberti.

Rivoli Dicembre 1992. Le superfici matematiche realizzate in Stola s.p.a. previo rilievo del modello di stile ricevuto dal centro studi e ricerche Pininfarina di Cambiano. Da queste superfici verrà realizzato il master di verifica matematica.
Rivoli dicembre 1992. Versione definitiva delle superfici matematiche che verranno utilizzate per la costruzione del master.
Nella primavera del 1993 in Stola, Gottardo Bustreo incarica come Capo Progetto Franco Rabaioli, che si interfaccerà con l'Ingegner Maurizio Rossi assistito da i suoi collaboratori Riccardo Ugolini e Vincenzo Matullo con decine e decine di viaggi tra Maranello, Cinisello Balsamo e Rivoli.
Inizia così la fase della definizione degli studi per carrozzeria, che coinvolge per quanto riguarda la lamiera d’acciaio il pianale, le fiancate, il padiglione, le quattro parti mobili e tutte le relative strutture interne, e per le parti plastiche i paraurti, le fanalerie e le due minigonne.
Parallelamente il Team degli interni si occupa della definizione studi dei particolari plancia porta strumenti, mobiletto, pannelli porta, rivestimenti padiglione e baule.
Questa fase di progettazione nelle tre direzioni appena descritte è molto importante in quanto definisce le soluzioni tecnologiche atte a mantenere da una parte l’estetica richiesta dallo stile e dall’altra i costi finali dell’automobile.

Cinisello Balsamo primavera 1993. In questo disegno si possono vedere i primi studi di progettazione.
In particolare le parti mobili comprese delle loro strutture e le traverse superiori del padiglione.
Ferrari, Stola e i tanti codesigners che realizzeranno poi i particolari di produzione lavorano insieme in un unica piattaforma per raggiungere gli scopi comuni: massima qualità con soluzioni tecnologiche d’avanguardia ad un costo corretto.
Raggiunti gli obiettivi inizia la progettazione in 3D di ogni componente finalizzata alla costruzione degli stampi definitivi per la produzione.
La validazione dei progetti 3D avviene attraverso verifiche con sistemi elettronici virtuali e successivamente in pratica su i primi prototipi realizzati a Maranello.
Questa attività di grande responsabilità, per il progetto F133, viene affidata alla STOLA s.p.a. e sarà seguita da Gianfranco Morlacchi, si svolgerà per gran parte del tempo presso gli stabilimenti Ferrari.
Maranello estate 1995. Nel reparto costruzioni sperimentali della Ferrari in una foto ricordo.
Da sinistra Mauro Del Monte (Ferrari), Pietro De Micheli (Stola s.p.a.), Piero Migliorini (Ferrari)
e Giuseppe Castiglioni (Stola s.p.a.); sullo sfondo a sinistra uno dei prototipi 550 Maranello.
Maranello novembre 1996. Paola Busato gestore della STOLA s.p.a del sistema Distinta Base (Bill of Material)
alla guida di una delle primissime 550 pre - produzione.
La fotografia è ripresa all’interno della Ferrari s.p.a., sullo sfondo la galleria del vento.

Formigne 1996 al ristorante l’Oca Bianca.
Paola Busato, Giovanni Galimberti, Ivan Pavanerelli ( Ferrari ) e Paolo Piacentini ( Ferrari )

Interni Ferrari 550 Maranello disegnati dalla Pininfarina e progettati dalla Stola s.p.a.

1996 una delle prime immagini ufficiali della Ferrari 550 Maranello.
1992 - 993 la Stola spa per questo progetto realizza per Ferrari il master di verifica
matematiche degli esterni e la progettazione completa ad eccezione della meccanica.
La Ferrari 550 Maranello verrà presentata nell’estate 1996 sul circuito del Nürburgring, e l’Ingegner Amedeo Felisa inviterà Carlo Biassoni, Gottardo Bustreo e Giovanni Galimberti in rappresentanza di tutti gli uomini della Stola a questo indimenticabile evento.

Luglio 1996 Nurburgring. In una foto ricordo Carlo Biassoni, Gottardo Bustreo e Giovanni Galimberti
invitati dalla Direzione Ferrari a una prova su pista della Ferrari 550 Maranello.
Sempre con lo stesso gruppo di uomini, all’inizio del 2000 per Ferrari in STOLA s.p.a.viene realizzata la progettazione della F133M la versione modificata che sarà poi chiamata 575M Maranello.
Interventi di restyling sugli esterni e gli interni, e l'installazione del nuovo motore e cambio automatico saranno le attività svolte fra le sedi di Cinisello Balsamo e Rivoli.
Per entrambi i progetti F133 e F133M l'Ingegner Paola Busato dalla sede di Rivoli gestirà la distinta base e nell'occasione il ruolo di collegamento tra i Team Stola e Ferrari anche con frequenti viaggi a Maranello.


La Ferrari 575M Maranello disegnata da Pininfarina è presentata ufficialmente alla stampa nel 2002.
Nel 2000 la Stola s.p.a. per Ferrari ne realizza la progettazione fra le sedi di Cinisello Balsamo e Rivoli.
GIUGNO 1993
Nel giugno del 1993, prima di smontare la fresa Jobs 35 per trasportarla nella nuova struttura di Rivoli ormai quasi finita, l’ultima fresatura di un modello in Via La Thuile 71 è per la Pininfarina.
Il progetto in questione è la Ferrari F50, disegnata al Centro Studi e Ricerche di Cambiano.
Il Centro Stile di Cambiano, con grandissima urgenza, richiede la sola attività di preparazione del percorso utensile, il relativo grezzo in resina, e la fresatura del modello di stile.
Il modello è richiesto in materiale piuttosto duro, con tutte le scomposizioni tecniche nelle parti mobili.
Per la cronaca non fu richiesta dalla Pininfarina nessuna modifica manuale sul modello agli uomini della Stola.

Giugno 1993 Pininfarina richiede alla STOLA spa la "sola" fresatura di un Modello di Stile-Tecnico della Ferrari F50.
6 SETTEMBRE 1993
Il 6 settembre 1993, dopo un mese continuativo di traslochi da Torino e Grugliasco verso il nuovo stabilimento di Via Ferrero 9 a Rivoli, le attività di lavoro ripartono gradualmente raggiungendo il 100% dell’efficienza nei tre mesi successivi.
10.500 mq coperti, di cui 2500 mq di uffici tecnici, 600 mq di area direzionale e 7500 mq di officine, sono i numeri che caratterizzano la nuova struttura.
Gli uffici progettazione, superfici e percorsi utensili sono ubicati al primo e al secondo piano, organizzati in tre open space con pareti mobili da spostarsi a seconda dei progetti.
Le officine sono organizzate in multipiano; a terra il reparto frese, collaudo, sei box di montaggio master, la modelleria tradizionale, il magazzino e l’ufficio dei Capofficina.
Al piano seminterrato il reparto resine, il magazzino materiali, il garage, gli spogliatoi e la mensa.
L’area prototipi - modelli di stile è al secondo piano, ed è composta da una modelleria tradizionale, una segheria, un repartino battitura, uno per la realizzazione dei plexiglass, un magazzino e un'area ponte elevatore.
La parte più importante dell’area prototipi-modelli sono i cinque box, di cui tre dotati di uffici sopraelevati per i designer residenti durante i lavori, che nell’occasione possono guardare il modello dall’alto.
Sempre al piano prototipi è presente un reparto verniciatura a due forni, con un'area preparazione adiacente.
In particolare, gli Stola organizzano per le attività di verniciatura una piccola squadra fissa interna di tre uomini (Enzo Mammone, Giuseppe Caló e Renato Bianco)
Durante i picchi di lavoro, la STOLA s.p.a. si avvarrà nel tempo di società di servizi di verniciatura, tra le quali la Carrozzeria Civardi, SD, Vercar, e ADM, che hanno sempre operato nel reparto al secondo piano insieme ai tre verniciatori interni.
La direzione è al primo piano, insieme alla contabilità, gli acquisti, il commerciale e il personale.
Sempre allo stesso piano, due sale riunioni e una terza più piccola per ospitare la storica sala di Via La Thuile 71 del 1966, con i mobili originali e il rifacimento uguale del pavimento.

Agosto 1993 lavori finiti, trasloco finito, giardino finito, la prima domenica di riposo per tutti.
Nell’occasione di questa nuova e prestigiosa sede di Rivoli, i Signori Stola decidono di far disegnare un secondo logo aziendale sviluppato più orizzontale.
L’idea non é di sostituire l’originale a rombo, ma di averne uno più adatto da inserire nei lavori di progettazione e nei vani targa dei propri prototipi.
Ogni area sensibile per la sicurezza industriale a protezione della riservatezza dei progetti è dotata di impianto di videosorveglianza. Tutte le  porte d'ingresso si possono aprire solo con una tessera magnetica personalizzata a seconda delle mansioni.
Settembre 1993, le tessere magnetiche di sicurezza per accedere ai vari reparti distribuite ai dipendenti della STOLA s.p.a.
11 SETTEMBRE 1993

11 settembre 1993 Torino Lingotto. Paolo Cantarella, X, Alfredo Stola, Y, Riccardo Bussolati.
L’11 settembre 1993, con il lancio della Fiat Punto, la Stola s.p.a. riceve il premio Qualitas.
Spille d’oro con l'emblema Fiat e targhe d'argento vengono date ai quattro più giovani manager del progetto Punto in rappresentanza delle rispettive aziende. La premiazione davanti a quattromila persone è stata eseguita dall’Ing Paolo Cantarella, CEO Fiat, assistito dal Dottor Riccardo Bussolati, Direttore degli Acquisti. In particolare, la Stola s.p.a. è premiata per lo sviluppo della plancia, e il premio viene ritirato da Alfredo a nome del team che ha realizzato il lavoro.
SETTEMBRE 1993
Il primo lavoro consegnato dalla  nuova sede della STOLA spa verso un cliente avviene il 23 settembre 1993 ed é un secondo prototipo BMW Z13. Il lavoro iniziato alcuni mesi prima presso la modelleria di Torino, nel nuovo stabilimento di Rivoli viene verniciato di colore rosso a fine agosto. Rispetto al primo esemplare blu questo rosso è più leggero di ben 50Kg; questo risparmio di peso è ottenuto con una riduzione dello spessore delle lamiere di alluminio e una migliore battitura a mano per evitare la revisione della carrozzeria con lo stagno.

23 settembre 1993, Felice Chiara e
Antonello Mulargia posano con la BMW Z 13.

Settembre 1993, la foto ufficiale della seconda BMW Z13
FINE 1993
Qualche mese dopo questa consegna, il Centro Stile BMW richiede la realizzazione di un modello di stile per una motocicletta.
Un progetto molto interessante anche perchè il design di Richard Kong è molto particolare e davvero diverso dai classici canoni della casa bavarese.
La moto verrà sviluppata dai modellatori Stefano Ardagna e Saverio Spadone, e i tecnici della BMW saranno molto soddisfatti non solo della qualità ma soprattutto per metodologia di lavoro e dalla perfetta simbiosi degli uomini Stola con gli stilisti.
Questo è da considerarsi il primo lavoro per il Centro Stile BMW di Monaco (le due Z13 erano del reparto TECHNIK) diretto da Chris Bangle, e il risultato nel futuro porterà altri prestigiosi lavori.

Rivoli primavera 1994 Stefano Ardagna (nella foto) e Saverio Spadone realizzeranno il modello di stile costruito
sopra uno specifico telaio. I lavori di stile sono diretti dal designer Richard Kong.

1994 In Stola s.p.a. viene realizzato il modello di stile in hard material della motocicletta BMW R1200C.
Il designer è Richard Kong.
MARZO 1994
Nel marzo del 1994, l’Ingegner Leonardo Fioravanti attraverso una sua visita in STOLA spa a Rivoli, propone un ardito progetto di ricerca tecnica da applicare ad una porta.
Il nome é “Nuova Piccola”, e attraverso la richiesta della costruzione di un modello di stile a porte apribili viene chiesto di progettare una porta simmetrica che si possa essere aperta indifferentemente sia dalla parte del parafango posteriore che dal parafango anteriore.

1994 Il progetto della speciale porta ad apertura simmetrica ideata e brevettata dalla Fioravanti srl. Il progetto è stato sviluppato in Stola spa da Gottardo Bustreo e il suo Team su indicazioni dell'Ingegner Leonardo Fioravanti.
La sfida é davvero difficile, ma con le idee di Fioravanti, e il lavoro di Gottardo Bustreo insieme ai progettisti della STOLA realizzeranno uno studio tecnico che poi verrá brevettato dalla Fioravanti srl.
Questa soluzione tecnica in seguito verrà dalla Fioravanti adottata sul concept Nyce poi presentato al Salone di Torino nel 1996.

Aprile 1994 Rivoli. Il modello a porte apribili della "Nuova Piccola" disegnata da Leonardo Fioravanti.
APRILE 1994
Fine aprile 1994 il Centro Stile Opel di Russelsheim ordina alla STOLA s.p.a la costruzione di un modello di stile see trough in hard material per la nuova tipo Astra.
Da sempre abituati alla metodologia clay model, da parte di Opel è più che altro una curiosità verso un diverso approccio tecnico.
L’uomo di riferimento per questo lavoro è George Gallion direttore Opel contattato molti mesi prima dall’Ingegner Alberto Sasso.
Il lavoro svolto a Rivoli dai modellatori della Stola sarà seguito per le indicazioni di stile da Gallion in persona, e sarà cosi sodfisfatto che sei mesi dopo ordinerà di realizzare il modello completo di interni in hard material del primo loro monovolume denominato Zaffira.

Aprile 1994. In Stola s.p.a. viene realizzato per la Opel un modello di stile See Trough Hard Material della tipo Astra.
Luglio 1994 George Gallion e la sua lettera di ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto in occasione del progetto Astra.

1995 In Stola s.p.a. viene realizzato un modello in hard material dell'interno completo della Opel Zafira.
MAGGIO 1994
A maggio del 1994, avviene un incontro a Weissach presso il Centro Stile Porsche.
Gli interlocutori sono il direttore Harm Lagay e i suoi assistenti Peter Reisinger, Roland Heiler, Eric Obers che stabiliscono con Roberto e Alfredo Stola i termini per un interessante lavoro.
Si tratta di un Show Car marciante, e il suo nome è C88, che dovrà essere presentato ad un particolare salone dell’automobile a Pechino.
Il committente è il governo cinese che richiederà altri 19 Show Cars dalle più importanti industrie automobilistiche mondiali da esporre tutti raggruppati. Lo scopo del governo é capire come questi rinomati produttori automobilistici immaginino la futura motorizzazione delle famiglie cinesi.

Maggio 1994 Weissach Centro Stile Porsche,
il modello in Clay è finito.
La Porsche invia così a Rivoli un suo modello in clay, e i modellatori della Stola spa realizzeranno attraverso resine negative la carrozzeria in fibra di vetro dopo una accurata progettazione.
Il modello degli interni al contrario é realizzato tutto nella modelleria degli Stola a Rivoli.
Il designer Porsche residente in Italia a Rivoli che trascorrerà ben quattro mesi consecutivi con i modellatori é Achim Ansceidt.

Settembre 1994 Rivoli, G. Dequino, M. Samuelli, G. Comollo, S. Ardagna, S. Tropea, M. Vai, F. Rosiello.
Settembre 1994 Rivoli, poco prima della verniciatura. Sia a destra che a sinistra si riconoscono S. Ardagna e e M Samuelli.

Ottobre 1994 Rivoli Da sinistra Roland Heiler, Achim Anscheidt, Dequino, Vicky Berry, Dimaria e Bianco.

Novembre 1994 il concept Porsche C88

Novembre 1994 gli interni del concept Porsche C88

2019, attualmente il prototipo C88 è esposto nel museo Porsche di Zuffenhausen.
GIUGNO 1994
Inizia nel giugno del 1994 una storia lunga dieci anni, così particolare per i signori Stola, che la si vuole raccontare tutta raccolta e senza interruzioni.
La Daimler Benz nell’ultima parte degli anni ottanta, è un obiettivo di grande prestigio da perseguire affinché diventi un cliente. La casa di Stoccarda è vista come la più importante azienda automobilistica al mondo in termini di qualità, prestigio e organizzazione.
Sembra possibile, perchè il direttore del Centro Stile si chiama Bruno Sacco ed è italiano e quindi “si immagina” che sarà più naturale contattarlo, almeno per la lingua.
Attraverso cinque appuntamenti, Roberto e Alfredo incontrano tra 1988 e l’inizio del 1994 l’Ingegner Sacco nel suo studio in Sindelfingen, senza però mai aver successo di poter lavorare.
La sua risposta seppur gentile è sempre uguale: siamo già perfettamente attrezzati per fare i nostri modelli in casa nostra.

L'ingegner Bruno Sacco in una fotografia del 1994.
Dopo questi viaggi a Sindelfingen, e vari inseguimenti per simulare incontri casuali fra gli stands nei vari saloni dell’automobile, il 6 giugno 1994 Alfredo inaspettatamente riceve una telefonata  del reparto Advance Design della Mercedes. Un signore a noi sconosciuto di nome Franz Lecher in lingua italiana  chiede se c’è disponibilità a realizzare uno Show Car, partendo da un telaio motorizzato ed un modello in clay da loro fornito.
La risposta è un immediato si, e tre giorni dopo concomitante con l’arrivo del telaio e il modello, Harald Leschke direttore dell’Advance Design, Franz Lecher suo vice, e Jürgen Weissinger del reparto esperienze varcano il cancello della modelleria di Rivoli.
È un momento di grande soddisfazione professionale, evidentemente il direttore Bruno Sacco aveva deciso che era arrivato il momento, sicuramente per loro necessità, ma forse anche per premiare la perseveranza degli Stola.

Rivoli 1994 FCC la foto ufficiale del primo
show car Mercedes costruito dalla Stola spa.

Rivoli 2003 Vision Grand Sport Tourer Il quattordicesimo e ultimo Show Car Mercedes seguito dalla famiglia Stola.
Da quel giorno, fino al 26 luglio 2004 quando Alfredo lascerà la presidenza dell’azienda, la Famiglia Stola per Mercedes seguirà sempre in modo diretto come non mai 15 Show Cars, 3 prototipi omologati per lo Stato Vaticano, circa una novantina di modelli di stile per esterni e interni (inclusi quelli per ricavare gli Show Cars) e vari “Masters Verifica Matematica” incluse le realizzazioni delle matematiche.
Il primo Show Car si chiama “FCC”, che è l'acronimo di Family China Car, e il quindicesimo e ultimo è il “Vision Grand Sport Tourer” seconda serie ancora seguito da Alfredo, lascerà Rivoli per Sindelfingen il 18 novembre del 2003.
Il primo dei modelli di stile realizzati a Rivoli nel 1995 è la Classe C SportCoupé W203 e l'ultimo, consegnato a maggio del 2004 è la classe  E W212.
È chiaro che in tutte le attività realizzate a Rivoli presso la STOLA s.p.a. per gli Show Cars, i Prototipi e i Modelli, le ideazioni e il design è sempre opera del personale dei vari Centri Stile Mercedes-Benz del mondo.
Queste due immagini di automobili di produzione rappresentano il primo e l'ultimo dei modelli di stile
realizzati a Rivoli sotto la direzione dei designer del Centro Stile Mercedes-Benz.
Nel 1995 la C SportCoupé W203 e nel giugno 2004 la E W212.
 
I Signori Gavina della Salt, la cui azienda è ubicata in Grugliasco, sono già dagli anni 80 fornitori diretti del Centro Stile Mercedes per la sellatura degli interni dei loro prototipi.
Già da tempo hanno rapporti di lavoro con il direttore Bruno Sacco e gli assistenti Harald Leschke e Peter Pfeifeer.
Per conto della casa di Stoccarda continueranno, sempre in modo diretto queste raffinate attività anche per tutti i lavori eseguiti in STOLA s.p.a.

Franco e Pierfranco Gavina in una immagine
degli anni 90 presso la Salt a Grugliasco.
FCC
Giovedì 9 giugno 1994, per la prima volta una berlina Classe E W124 varca il cancello della modelleria di via Ferrero 9 a Rivoli, seguita da un camion Mercedes con all'interno ben protetto un Clay Model della FCC, e un autotelaio meccanizzato di un prototipo Classe A.
Harald Leschke come il suo assistente Franz Lecher parlano perfettamente l'italiano, Jürgen Weissinger l'inglese ma comprende discretamente la nostra lingua.
Essi sono ricevuti dai Signori Stola e dall'ingegner Sasso in reception dove per l'importante occasione è esposta una classica Mercedes-Benz 190SL del 1958.
Questo primissimo incontro è molto cordiale, e la presenza dell’auto storica di Stoccarda nella reception della STOLA s.p.a. catalizza i convenevoli.

Rivoli 9 giugno 1994. La Mercedes 190 SL del 1958 nella reception della STOLA s.p.a.


Ottobre 1994. Da sinistra Franz Lecher e
Harald Leschke Advance Designe Mercedes.

Saliti nell'ufficio, dopo il caffè espresso di rito, l'intesa tecnica è immediata con i capiofficina Vittorio Della Rocca e Felice Chiara, nel frattempo arrivati al piano direzionale per le presentazioni.
La discussione per l’avvio dei lavori è intensa e altamente professionale, e seguirà una dettagliata visita dello stabilimento con tutti i comprensibili limiti per la sicurezza industriale.

Rivoli 13 giugno 1994, il Clay Model eseguito dalla Mercedes poco prima di iniziare le attività di realizzazione stampi.
Il Team della Stola insieme ad un tecnica Mercedes posano per una foto ricordo.
Franz, V. Mammone, F. Leker, S. Ardagna, R. Bianco , Gavioli, L. Giarolo, A. Tesauro, Luigi, Egiziano, Casciano,
A. Stola, M. Vay, F. Chiara, Bonetto, P. Calò.

Rivoli 2 Novembre 1994.

Rivoli 2 Novembre 1994 Franco Gavina della Salt.

Rivoli 3 Novembre 1994.

Rivoli 3 Novembre 1994.
In queste foto si riconoscono Mulargia, Weisinger, Leschke, Chiara, Massano, Ardagna, A. Stola, Giorgione e Bonetto

Rivoli 3 Novembre 1994. B. Comollo, F. Chiara, L. Giarolo.

Rivoli 3 Novembre 1994. F. Lecher, A. Stola, L. Giarolo,
M. Goffi.

Rivoli 3 novembre 1994. Una foto di rito con i Teams Stola e Mercedes il pomeriggio poco prima
di caricare il prototipo sul camion per lo studio fotografico.
Da sinistra si riconoscono X, Comollo, Y, Weissinger, Z, W, Mammone, Chiara, Giorgione, Giarolo, Bonetto, Calò, A. Stola, Ardagna, Mulargia, Gavina e Leschke.

Rivoli 3 Novembre 1994. F. Lecher, A. Stola, H. Leschke, in secondo piano si riconoscono F. Chiara, e J. Weissinger.

4 Novembre Durante il servizio fotografico una cena al ristorante Adriano in via Pollenzo 39 Torino.
Presenti O. Boulay, H. Leschke, H. Weller, J. Weissinger.
Terminato il servizio fotografico, nella stessa notte, la FCC veniva caricata sul camion
con destinazione areoporto di Francoforte.

4 novembre 1994 Torino. Foto ufficiali eseguite in studio con una vera famiglia appositamente fatta
arrivare dalla Cina dalla Mercedes-Benz.
4 novembre 1994. Dettagli degli interni tutti realizzati dai modellatori della Stola spa e sellati dalla Salt Gavina.
Il 5 novembre pomeriggio  al termine del servizio fotografico, in piena alluvione sul territorio Piemontese, il camion del Centro Stile Mercedes con all’interno la FCC, parte per l’aeroporto  di Francoforte via passo del Brennero per il trasporto aereo  finale a Pechino.
Da una settimana piogge torrenziali non danno tregua, e il giorno dopo  per lo straripamento dei fiumi Tanaro e Po verranno chiuse tutte le strade e autostrade per molti giorni.

Alessandria, 6 novembre 1994, nelle campagne
in prossimitá della A21.
Ci saranno in Piemonte più di 70 morti e oltre 2500 persone  sfollate, un momento molto tragico per il nostro territorio e per questo nascerà fra gli uomini Mercedes e quelli della Stola una inaspettata sincera solidarietà.
C SPORTCOUPE'
Nella realtà, i modelli di stile sono la vera ragione del tentativo di contattare la Mercedes già dal 1988 affinché diventi cliente della STOLA s.p.a.
Non si pensava agli Show Cars o ai prototipi ma solo nel proporre un certo modo diverso di realizzare i modelli di stile ben sperimentato la prima volta con la SAAB 95 nel 1987.
Si sapeva che il Centro Stile di Sindelfingen modellava in Clay Model, e quindi volevamo proporre il metodo “See Trough in Hard Material in 7 Week.” Secondo gli Stola un metodo più veloce, economico, facilmente trasportabile in giro per il mondo, piú stabile e soprattutto più reale nel momento della presentazione. Una specie di format che prevedeva dalla consegna matematiche da parte del cliente  la fresatura del modello, due settimane di modifiche manuali da un lato, e la simmetrizzazione attraverso un’ultima fresatura e la verniciatura. La fiducia guadagnata per l’eccellente qualità dello Show Car Fcc appena consegnato crea l’opportunità di farli provare questo nostro metodo.
Ad una nostra ultima richiesta di metterci alla prova con la nostra offerta di regalare loro la costruzione di un modello di stile, il Signor Bruno  Sacco risponde che non è il caso di ricevere in regalo un lavoro, ma solo di convincere il suo Vice Peter Pfeiffer.

Peter Pfeiffer.
La matematica delle superfici nella primavera del 1995 è pronta, e si tratta di una fase ancora advance  di una Classe C SportCoupé, un loro segmento totalmente nuovo mai esistito nella loro storia. Il test verso Peter Pfeiffer praticamente durerà due ore e mezza il tempo di una cena al ristorante Nazionale di Rivoli insieme a Roberto e Alfredo Stola. A modello finito ma non verniciato, Pfeiffer atterrato a Torino Caselle proveniente da Stoccarda nel tardo pomeriggio dopo aver visionato il modello posizionava provocatoriamente vari nastrini neri sul brancardo inferiore sotto porta. Uno stravolgimento totale di stile con l’obiettivo di verificare rapidamente una modifica molto evidente. La sua richiesta fu quindi di andare a cena e ritornare in modelleria per vedere se in un paio d’ore i modellatori degli Stola fossero stati capaci a lavorare “l’Hard Material” a mano come lui sarebbe stato capace a fare con il Clay.
La  cena anche se piacevole fu un po’ tesa, in quegli anni non erano così diffusi i telefonini tanto per avere qualche notizia dei lavori in corso. Un menù davvero completo per guadagnare più tempo possibile, e anche la strada del ritorno nonostante alla guida della Alfa Romeo Quadrifoglio Verde ci fosse Roberto Stola che non superò mai i 50 Km/h. L’esame fu passato a pieni voti, e da quella sera realizzammo circa una novantina di modelli di stile per la Mercedes fra esterni, interni e aerodinamici.

1995 In Stola spa a Rivoli viene realizzato, come test, il primo modello See Trough in Hard Material.
L’autunno successivo il Centro Stile di Sindelfingen ci commissionò ben 6 modelli diversi della C SportCoupé da realizzarsi quasi contemporaneamente con consegna scalata  di una settimana.
Un sfida impossibile che fu però vinta grazie al coraggio di Roberto Stola nell’accettare immediatamente la proposta sotto lo sguardo incredulo della direzione dei tecnici della modelleria e non solo...
Rivoli 1995 Massimo Stola e Carlo Mantovani responsabili dell'area CAD, CAS e CAM della Stola spa sin dai primi anni '80.
Come se non bastasse la Mercedes  ordinò alla STOLA s.p.a. di realizzare per queste C SportCoupé tutte le matematiche CAS sotto la direzione dei vari  designers  per l’occasione residenti a Rivoli.
     
1996 a Rivoli in Stola spa vengono realizzati in contemporanea sei diversi modelli di stile della Classe C SportCoupè.
Il design è del Centro Stile Mercedes e i loro stilisti lavorano insieme ai modellatori della Stola.
Settimanalmente si succedono le visite a Rivoli dei direttori Bruno Sacco e Peter Pfeiffer.
In questo l’azienda ebbe una fortuna sfacciata in quanto la Daimler Benz aveva pianificato che dal 1997 al 1999 avrebbe costruito un nuovissimo centro stile progettato da Renzo Piano cosicché nel 1996 la direzione con un accordo strutturato ci chiese di essere per due anni la loro esclusiva modelleria per lo stile. I lavori del nuovo centro stile si prolungarono ancora di un anno, e terminati si continuo ancora a produrre molti modelli a Rivoli.
L’esperienza per il Centro Stile di Sindelfingen fu così positiva che istituirono dei corsi facoltativi di lingua italiana per i loro designer e gli Stola fecero lo stesso con l’inglese per i loro modellatori.

1997 Il progetto del Centro Stile Mercedes.

1999 I lavori in corso del Centro Stile a Sindelfingen.

2000 In Sindelfingen ecco terminata la realizzazione del Centro Stile fortemente voluto da Bruno Sacco.
F200 IMMAGINATION
La fine del 1995 grazie al successo delle consegne dei 6 modelli della  C SportCoupé  W203, è di buon  auspicio per un complesso progetto la cui presentazione è stabilità da i vertici di Stoccarda per il prossimo salone di Parigi 1996.
Il nome è  F200 Immagination e dovrà essere uno Show Car perfettamente funzionante; è un lavoro da svolgersi insieme all’Advance Design di Sindelfingen e al Research Department di Stoccarda.
Harald Leschke come direttore dell’Advanced Design è il riferimento per il design assistito da Chriss Rhoades mentre Gunter Holzel e Jurgen Weissinger dei reparti ricerca e sviluppo  lo sono per i sistemi meccanici, elettrici ed elettronici.
L’obiettivo del programma  “Vision” é di anticipare le più avveniristiche soluzioni estetiche e tecniche delle future Mercedes di produzione.
La F200 Vision Immagination, per la casa di Stoccarda  deve rappresentare il culmine dell’innovazione tecnologica in loro possesso.
Porte automatiche ad ala di farfalla, baule ad apertura automatica, vetro panoramico elettrocromico, videocamere al posto degli specchietti retrovisori, airbag su i finestrini laterali, riconoscimento vocale per telefono cellulare, aperture porte e baule a sfioro, strumenti della plancia a monitor e soprattutto il joy stick al posto del volante.

Harald Leschke in una fotografia del 2004.
La cabina degli aerei Airbus di cui la Mercedes in quel periodo era socia e l’appena arrivata Sony PlayStation 1 da poco  sul mercato sono le più importanti ispirazioni per la F200 Immagination.
1995 già da molti anni gli Airbus non usano più la consueta cloche ma un joystick.
L'Airbus è anche la prima industria areonautica ad utilizzare gli schermi elettronici al posto degli strumenti analogici.
Il successo della PlayStation 1 arrivata nel 1995 è così evidente che la Mercedes vuole immaginare che i guidatori
del domani non useranno più il volante ma un comando tipo PlayStation.

Dicembre 1995 Rivoli. Riunione per delibera modello da sinistra si riconoscono Peter Pfeiffer, Antony Lo,
Olivier Boulay, Bruno Sacco e Stefano Ardagna.

Giugno 1996 Rivoli. Da sinistra Felice Chiara e Rocco Tartaglia.

Giugno 1996 Rivoli. Felice Chiara in primo piano dietro Tesauro e Comollo all'interno dell'abitacolo Rocco.
Tutta la scocca è realizzata in lamiera di alluminio battuta a mano.
Da modelli di battitura costruiti in Stola spa la socità Coggiola è stata fornitrice delle lamiere in alluminio.

Beppe Comollo e un tecnico Mercedes della ricerca.

H. Weller.

Luglio 1996 Rivoli. Tommasio.
Senza nessun dubbio, per quell'epoca, il prototipo più elettronico mai costruito.

Luglio 1996 Mulargia lavora sul paraurti anteriore.

Luglio 1996. H. Leschke, F. Chiara, H. Weller e Bianco.

Agosto 1996 Rivoli.
Si riconoscono Spitaleri, Filippo Casciano, X e Weissinger.
Agosto 1996 Rivoli. Talvolta arriva lo sconforto e la stanchezza.
Da sinistra Rocco, A. Tornatore, F. Chiara, H. Leschke, F. Chiara e B. Comollo.

Stefano Ardagna, X e Y

L.Giarolo, J. Weissinger, G. Grande e F. Cerva.

Il Team Mercedes di elettronica e meccanica.

Bonetto, X, Rocco e Tommasio.

1 Ottobre 1996 Rivoli. Qualche giorno prima del trasporto verso il Salono di Parigi.
Si riconoscono Tesauro, Spitaleri, Gavioli, Casciano e Cerva.

4 Ottobre 1996 Rivoli. Lavoro finito il prototipo è già sul camion per il servizio fotografico.
Il giorno successivo partirà per il salone di Parigi.
Gioachino Grande, Harald Leschke e Alfredo Stola.

4 Ottobre 1996 Torino Al teatro di posa per le classiche fotografie ad uso cartella stampa.
La futuristica plancia porta strumenti e il joystick al posto del volante. Non esitono più i pedali.

4 Ottobre 1996 Torino Teatro di posa. Il sofisticato baule automatico ad apertura a sfioro
e la raffinata calandra in alluminio fresato.

Stoccarda 2019. La Mercedes F200 è attualmente esposta al museo Mercedes.
MAYBACH CONCEPTS
L’incontro di fine ottobre 1996, è preceduto da un informale aperitivo al bar  dell’hotel Ramada a Sindelfingen con Harald Leschke e Jurgen Weissinger.
La ragione di questo momento preliminare, è che i due manager vogliono capire direttamente dalla famiglia Stola se hanno la capacità interna, e se si prendono la responsabilità di  affrontare un progetto ultra strategico per la Mercedes; la nuova Maybach.

L'hotel Ramada di Sindelfingen in Mahdentalstrabe 68 è stato usato dalla famiglia Stola e dai suoi dipendenti
dal 1994 al 2004. Attualmente è diventato Marriot.
La risposta è subito positiva previo qualche telefonata in diretta di Alfredo a Rivoli per verificare i carichi di lavoro e capire se i migliori tecnici non siano impegnati in altri progetti.
La mattina seguente Alfredo e Roberto accompagnati da Leschke e Weissinger vengono ricevuti nell’ufficio di Bruno Sacco con presente il suo Vice Peter Pfeiffer per la conferma definitiva.
Lo stile della Maybach é affidato all’Advanced Design le cui strutture sono operative oltre che a Sindelfingen, ad  Irvine in California,  a Yokohama in Giappone e a Como in Italia.
È interessante ricordare che  il 1996  è l’anno in cui BMW e VW a suon di centinaia e centinaia di milioni di “Marchi Tedeschi” iniziano a trattare l’acquisizione delle case automobilistiche Rolls Royce e Bentley.

Rolls Royce Silver Spirit my 1997.

Bentley Turbo R my 1997.
Mercedes Benz da questa pazzesca e quasi inspiegabile corsa all’acquisto di marchi di lusso in difficoltà di vendite e quindi finanziarie è spiazzata e perplessa.
L’unica possibilità è riesumare dal passato il lussuosissimo ma dormiente marchio Maybach di proprietà Mercedes dal 1960, e questo verrà deciso dal board della casa di Stoccarda proprio in quell’anno.

Febbraio 1997 Rivoli. Il parcheggio presso la Stola spa riservato ai clienti.
Il periodo è quello dello sviluppo dei modelli e del prototipo Maibach
Attraverso la propria organizzazione la Mercedes ordina di realizzare in STOLA  due modelli di stile in hard material, uno disegnato dall’ufficio di Irvine in California e l’altro da quello di Yokohama in Giappone.
I due modelli sono di notevoli dimensioni, di un lusso raffinato lunghi poco più  di 6 metri  ma molto diversi fra loro nello stile.
Vince la competizione di design l’ufficio asiatico diretto da Oliver Boulay assistito da Anthony Lo, e simultaneamente si inizierà a costruire il modello degli interni ancora disegnato dal Centro Stile Giapponese.

Villarbasse Aprile 1997 Il Team Advance Design
Mercedes a pranzo a casa di Alfredo Stola.
H. Leschke, G. Grande, A. Stola, a. Lo e O. Boulay.

Settembre 1996 Disegno della nuove Maybach realizzato in Giappone da Antony Lo sotto la supervisione di Olivier Boulay.
I quattro centri Advance Design sono tutti sotto la direzione di Harald Leschke.
Rivoli, via Ferrero 9 marzo 1997. La scocca della Mybach in costruzione, derivata da un telaio Mercedes
Classe S appositamente preparato a Sindelfingen.

Rivoli maggio 1997. Da sinistra si riconoscono X, Y, Chiara, Bonetto, Spitaleri, Buttiglieri, Boulè e Antony Lo.

Maggio 1997 Anthony Lo e Stefano Ardagna.

Maggio 1997 Lino e Cogerino

Luglio 1997 Jurgen Weissinger, x e Harald Leschke.

Luglio 1997 Mercedes Team

Ottobre 1997 Si riconoscono Stefano Santolini, Gavioli, Luca Rosetti, Marco Vay, Buttiglieri e Felice Chiara.

Ottobre 1997 Uno dei tecnici elettricisti della
Mercedes al lavoro.

Ottobre 1997 Cogerino e Mulargia.

Novembre 1997 Sullo sfondo in piedi Cubeddu, Roberto Stola, Ardagna, Grande e Gammicchia.

Novembre 1997 Gavioli, J. Weissinger e Boulè

Novembre 1997 Egiziano, Giarolo e Vincenzo Angelini.

Novembre 1997 Alfredo e Roberto Stola e Oliver Boulay.

Novembre 1997 Claudio Bruson, Jurgen Weissinger, Tesauro e X

Novembre 1997 Gioachino Grande prepara gli ultimi documenti
prima della partenza del prototipo.

Novembre 1997 Maria Paola Stola lucida gli argenti di Sabattini.

Novembre 1997 Stefano Ardagna, Lino e Alfredo Stola, sullo sfondo si riconoscono Rosetti padre e CP padre

25 Novembre 1997 10 ore prima del servizio fotografico in studio.
La fase finale del montaggio. Si riconoscono Giampiero Fasano, Pietro Calò, Lello Locantore, Claudio Bruson, Felice Chiara, Buttiglieri e Antonio Tartaglia.
26 Novembre ore 3:00 A.M. O. Boulay si siede sulla macchina finita e per scherzo si fuma una sigaretta.
Nella foto a destra l'autista D'Alessio aspetta da oltre due ore di trasportare il prototipo allo studio fotografico.
Dopo D'Alessio con la tuta rossa G. Grande, J. Weissinger, H. Leschke e L. Giarolo.

26 Novembre 1997 J. Weissinger, Roberto Stola e Olivier Boulay.

26 Novembre 1997 Nell'ultima notte di lavoro Alfredo e Maria Paola Stola posano per una foto ricordo.

26 Novembre 1997 Nell'ultima notte di lavoro
Olivier Boulay e Harald Leschke posano per una foto ricordo.

26 Novembre 1997 Poche ore prima della partenza, mancano ancora i due sedili anteriori.

26 Novembre 1997. Qualche minuto prima della partenza.
Quello fu il prototipo più lussuoso mai realizzato dalla società Stola, con importanti finiture esterne in alluminio lucidato a mano e altre parti in  plexiglas fresato e retroilluminato a led.
Gli interni finemente sellati con sedute regolabili ultra rilassanti,  importanti parti in legno massello di ciliegio,  e sistemi di infotainment  davvero innovativi per quel tempo.

Dicembre 1997 Tokyo Harald Leschke, Roberto Stola
e Bruno Sacco

Dicembre 1997 Tokyo Carlo Alecci, Roberto Stola
e Peter Pfeiffer.
 
È un’occasione  di grande crescita professionale per tutto il personale della STOLA, direzione compresa, poter assimilare insegnamenti dai tecnici e i manager di Stoccarda.
La Maybach sarà presentata al salone di Tokyo alla fine del 1997 dai massimi vertici della Mercedes fra cui Jurgen Hubert e Dieter Zetsche  e naturalmente Bruno Sacco.
Appena finita la presentazione ai giornalisti,  Roberto Stola accompagnato da Carlo Alecci offriva nello stand Mercedes una bottiglia Magnum di italianissimo prosecco Bellavista portato in volo da Torino da bere insieme ai manager per brindare al loro successo.
 
Dicembre 1997 Tokyo. La Maybach alla presentazione stampa.
 
Proprio da questo prototipo la Mercedes direttamente a Stoccarda nei mesi successivi iniziava a sviluppare la Maybach di serie con codice interno W240 nelle versioni normale e passo lungo che poi iniziò a vendere cinque anni più tardi  nel 2002.

Gennaio 1998 Miami. Fotografie in esterno su Ocean Drive eseguita dopo il salone di Tokyo.

26 Novembre 1997 Torino. Foto in studio.
I raffinatissimi interni della Maybach sellati dai signori Gavina della Salt. I preziosi argenti sono una creazione di Sabattini.
 

Si può notare dallo stile del cielino superiore posteriore un pò d'influenza giapponese.
Anche il fiore inmezzo ai due sedili anteriori ne è un segno.
Tutto l'interno è arrichito da preziosi inserti in legno di massello di ciliegio lavorato a mano dai falegnami della Stola spa.
Pechino 2002. Cinque anni dopo ecco la Maybach di produzione, sviluppata interamente a Stoccorda dalla Mercedes,
e praticamente uguale al concept presentato a Tokyo nel 1997.
F300 LIFE JET
Pochi mesi dopo l’avvio dei lavori per la costruzione della Maybach, Harald Leschke dell’Advanced Design e Michael Krämer accompagnato da Gunter Holzel del dipartimento ricerca, propongono un nuovo lavoro.
Il suo nome é F300 Life Jet e si tratta di un veicolo a tre ruote, biposto con una raffinata tecnica di variazione di assetto durante la marcia.
In pratica il Life Jet si inclina in modo automatico nelle curve comprese le variazioni di traiettoria durante il sorpasso.

Michael Kramer del reparto ricerca Mercedes Benz.
1997 i disegni della Mercedes Life Jet realizzati dall'Advanced Style Center di Sindelingen diretto da Harald Leschke.
Per la mercedes dopo la F200  è un periodo di grandi ricerche tecnologiche per l’innovativo sistema di guida e con il Life Jet si esplorano nell’occasione stili sempre piú arditi.
Nonostante le non grandi dimensioni, questo prototipo si dimostrerà molto insidioso per la difficoltà durante la costruzione.
La sua forma arrotondata come una carlinga di areoplano, l’assenza di un classico pavimento e l’uso di alluminio sul 100% della carrozzeria metteranno a dura prova il Team di Felice Chiara.

Una parte del team di Felice Chiara nei lavori preparatori per il prototipo Life Jet. Beppe Comollo, Antonio Tartaglia e Rocco.
Il Life Jet verrà presentato al Salone dell’Automobile di Francoforte nel settembre del 1997 destando molto stupore e curioso interesse fra tutti i giornalisti e gli addetti ai lavori.
Attualmente il prototipo F300 Life Jet è esposto al museo della storia delle automobili Mercedes a Stoccarda.

Agosto 1997 Foto ufficiale in Italia prima del trasporto della F300 Life Jet al salone di Francoforte.
Agosto 1997 Foto ufficiale in Italia prima del trasporto della F300 Life Jet al salone di Francoforte.

Francoforte Salone dell'Automobile. Jurgen Hubert CEO Mercedes presenta il Life Jet insieme a David Coulthard e
Mika Hakkinen. Sulla destra della foto si riconosce Dieter Zetsche.

Settembre 1997 Francoforte. La Mercedes F300 Life Jet esposta in premiere al salone di Francoforte.

Stoccarda novembre 1997. Al Centro Ricerche Gunter Holzel invita Alfredo Stola e Gioachino Grande a rivedere il Life Jet

2019 Stoccarda. Attualmente la F300 Life Jet è esposta al museo della storia delle automobili Mercedes.
SLR
Qualche giorno prima di Natale 1997, senza che ci sia anticipato  l’argomento riceviamo un invito a recarci  al Centro Stile di Sindelfingen per un incontro di lavoro.
Il breefing esposto dal direttore  Bruno Sacco assistito Peter Pfeiffer  è  entusiasmante oltre ogni  aspettativa, e l’obiettivo  proposto è di realizzare una Supercar per celebrare la loro attuale Formula 1 condivisa con McLaren la MP 4\13.

Bruno Sacco direttore del Centro Stile Mercedes Benz.

Peter Pfeiffer vicedirettore del Centro Stile Mercedes Benz.
Sono gli anni in cui le  Mercedes in livrea argentea danno filo da torcere alla Ferrari in particolare con il pilota Mika Hakkinen, tanto è che proprio prima di finire  il prototipo diventerà campione del mondo battendo la Ferrari di Michael Schumacher.
Ci comunicano che il suo nome sarà SLR  in ricordo delle mitiche “Frecce d’Argento”, e guardando il modellino in scala appare da subito un  entusiasmante frontale molto somigliante alla loro attuale Formula 1.
In questa riunione non si parla mai di McLaren e non si parlerà mai di McLaren neppure quando sarà presentata  ma sempre e solo di Mercedes con motore AMG.
1998 La Mercedes ritorna a vincere il campionato mondiale di F1 con la MP4/13 pilotata da Mika Hakkinen.
L’impegno Mercedes è di farci avere a Torino entro il 2 maggio il modello di stile scala 1/1 in clay e il telaio motorizzato.
Dopo aver realizzato la Maybach, una delle più lussuose automobili di sempre avere, ora l’opportunità di costruire un prototipo sempre per Mercedes erede delle magnifiche SRL è una soddisfazione difficile da raccontare.
Tutto è quindi programmato, la nostra squadra prontissima e il 5 maggio del 1998 arrivano via camion il modello di stile e il telaio motorizzato.
Un’ora più tardi ovviamente annunciati arrivano i Signori Pfeiffer,  Gorden Wagener e Jurgen Weissinger per il meeting di inizio lavori con tutto il Team degli Stola.
Qui ci tengo a raccontare un’aneddoto molto particolare e difficile da credere, ma  avendolo vissuto in prima persona con i miei collaboratori e passati così tanti anni è interessante saperlo.
Prima di raggiungere l’area riservata dove erano stati appena posizionati modello di stile  e telaio della SRL, il Team Mercedes vedeva esposta in  fondo al corridoio la nostra  STOLA Abarth Monotipo  da poco rientrata dal Salone dell’Automobile di Torino con entrambe le  portiere aperte.

La Show Car Stola Abarth Monotipo presentata al salone dell'Automobile di Torino nell'aprile del 1998.
Il Signor Pfeiffer nel raggiungere l’area riservata rimane colpito dalle porte delle Monotipo aperte in una via di mezzo fra una Lamborghini Countach e una Alfa Romeo 33 Stradale.
Il modello di stile in clay della SRL appena arrivato é modellato e quindi disegnato e pre progettato per avere un’apertura porte convenzionale.
Istintivamente il Signor Pfeiffer chiede se le porte del loro modello appena arrivato si possano aprire come la  Monotipo, e se possibile quale sia il tempo e costo in più.
Vengono coinvolti immediatamente per questa  analisi i tecnici della  Felice Chiara, Vittorio Della Rocca e Lucio Giarolo, e dopo qualche empirico rilievo con dell’apposito cartoncino viene comunicato che è possibile, senza costi e slittamento di tempo.
Da quel esatto momento le porte della SRL avrebbero avuto la medesima apertura della STOLA Abarth Monotipo.
Saranno 8 mesi di intenso ma piacevole lavoro, in una perfetta integrazione con i tecnici della Mercedes residenti a Torino.

Gorden Wagener e Steffen Kohl sono i designer che nel 1998 hanno disegnato la Mercedes SLR.

Uno dei primi disegni della Mercedes SLR che insieme al modellino in scala viene mostrato
ai Signori Stola dai Direttori Bruno Sacco e Peter Pfeiffer.
I designers direttamente coinvolti  per questa SRL prototipo sono i giovani  Gorden Wagener e Steffen Khoel che insieme oltre ad avere disegnato il modello ci assisteranno in tutto il processo di costruzione spingendoci a traguardi di qualità di dettagli sempre più ambiziosi.
Per questo progetto, per la prima volta nella nostra storia costruimmo anche i cerchioni in alluminio all’interno della nostra struttura produttiva.

1998 Rivoli via Ferrero 9. La SLR Roadster in verniciatura al secondo piano del reparto prototipi.

Dicembre 1998. Da sinistra Stefano Santolin, Vincenzo Angelini , Gunter Holzel e Maurizio Di Maria.

Dicembre 1998 Rivoli. Franco Gavina della Salt in un momento di pausa.

Dicembre 1998 Rivoli. Poche ore prima di caricare il prototipo della Vision SLR sul camion destinazione
areoporto di Francoforte per consegna a Detroit.
Da sinistra si riconoscono Maurizio Di Maria, Gunter Holzel, Vincenzo Angelini, franco Gavina, Giuseppe Gammicchia e Franz Leker.

Si riconoscono Spitaleri, Sasso, Comollo e V. Angelini.

Giochino Grande in una foto ricordo con la Vision SLR.

Dicembre 1998 Rivoli. Una foto ricordo pochi minuti prima della partenza della SLR.
Franz Lecher, Gunter Holzel, Franco Gavina e Alfredo Stola.

24 Dicembre 1998 Rivoli. Parte del team della Stola si riposa mentre il prototipo viene caricato sull'ascensore.
Santolin, Bonetto, Buttiglieri, Angelo e X

Un foglio scritto da A. Stola posto nel reparto dove indica il 24 dicembre come ultima data di consegna insieme a tre note tecniche.

24 dicembre 1998. G. Holzel, A. Sasso, F. Chiara, Angelo, Y e S. Sassu.

24 dicembre Salvatore Sassu in una foto ricordo qualche secondo prima della partenza della Vision SLR.

24 dicembre Rivoli Felice Chiara guida la SLR verso l'ascensore per il trasporto per fare il servizio fotografico.
Dietro l'SLR una parte del Team.
Da sinistra si riconoscono Leker, X, Y, A. Stola, Gammicchia, Holzel; bonetto, Buttiglieri, Spitaleri, Z, W, Santolin, sassu, Erminio, Maurizio Di Maria, Cena, Vincenzo Angelini.

27 Dicembre 1998 Mercedes Vision SLR Coupè allo studio fotografico in Torino prima della partenza per Detroit.
Come tutti i prototipi da salone della Mercedes tutto ma proprio tutto è rigorosamente funzionante e performante, e questa è una caratteristica che poche case automobilistiche pretendono in questa primissima fase.
Presentata al Salone di Detroit nei primi giorni di gennaio 1999 alla presenza come al solito dell’alta direzione Mercedes il successo di pubblico, l’interesse dei giornalisti è ben oltre ogni più positiva  aspettativa.
Gennaio 1999 Detrot. Il COBO è il nome dell'edifici che ospita gli eventi nella città di Detroit.
Ecco il primo istante della presentazione della SLR.
Gennaio 199 Detroit 1998 Il momento della presentazione della Mercedes SLR ai giornalisti e agli adetti ai lavori.

Gennaio 1999 Detroit. Alfredo e Roberto Stola insieme a Gioachino Grande pochi minuti dopo la presentazione.
Al secondo giorno di Salone di Detroit in una riunione presso la lounge dello stand Mercedes i soliti Bruno Sacco e Peter Pfeiffer ci comunicano che per il prossimo Salone di Francoforte previsto fra 8 mesi dovremo costruire una nuova SRL ma in versione roadster.

1999 Detroit. Nella lounge della Mercedes. B. Sacco, R. Stola, F. Stola, MP. Stola, M. Kramer,
H. Leschke, P. Pfeiffer e G. Holzel.
A febbraio del 1999 riceviamo da Sindelfingen un nuovo modello in clay e un nuovo telaio dalla versione roadster e naturalmente le porte si apriranno  esattamente con l’angolazione della Stola Abarth Monotipo.
Cambia tutta la parte posteriore e il padiglione e ovviamente la capote in tela é la parte più impegnativa da affrontare cosa che verrà fatta con grande impegno attraverso la progettazione diretta dal nostro Gottardo Bustreo direttore dell’ingegneria della Stola spa.
I teams Stola e Mercedes rimangono gli  stessi, e i primi giorni di settembre la  direzione di Stoccarda presenta la SRL Roadster, annunciando che sarà messa in produzione in entrambe le versioni iniziando dalla coupé negli stabilimenti McLaren in Inghilterra.

Novembre 1998, disegno della SLR di Gorden Wagener.

Sindelfingen novembre 1998 Steffen Kohl al lavoro sul disegno della SLR Roadster.

Luglio 1999 Rivoli. Le fasi di montaggi della Mercedes Vision SLR Roadster.
A sinistra Alfredo e Francesco Stola e Gordon Wagener. A destra a terra Klaus Busse.

Agosto 1999 Rivoli. Pochi minuti prima del trasporto diretto al salone di Francoforte della Vision SLR Roadster.
Una parte del team Stola posa per una foto ricordo.

Settembre 1999 Carrara. Foto ufficiale della Mercedes Vision SLR Roadster prima della presentazione al salone di Francoforte.
Figlia delle SLR fu sicuramente la SLK del 2004 denominata R 171 con l’inconfondibile cofano con il dna della grande supercar SLR.

Settembre 1999 Massa Carrara. Pochissimi giorni prima della presentazione della SLR Roadster la Mercedes
organizza un indimenticabile servizio fotografico in una cava di marmo a Carrara, con le tre SLR.
Questi tre capolavori saranno presnti al salone di Francoforte.
CLASSE A
Nei primi giorni del 1998 con l’occasione dell’imminente Salone dell’Automobile di Torino che aprirà il 24 aprile, la Mercedes decide di far realizzare alla STOLA una versione speciale della Mercedes Classe A W168.
In sostanza è un omaggio al Salone di Torino infatti di questa “ A “ sarà chiamata: Turin.
Un lavoro semplice e raffinato eseguito su i paraurti e i sottoporta passaruota compresi, i cerchioni ed anche gli interni sono rivisti nella sellatura a cura come sempre della Salt dei Signori Gavina.

Klaus Busse
Il design di questi discreti interventi di stile sono del giovane  Klaus Busse, che seguirà insieme ai modellatori della STOLA la realizzazione di questa edizione speciale.
Marzo 1998 Rivoli La modellazione della A Classu Turin.

15 aprile 1998 Rivoli. La Mercedes Classe A edizione Turin a fine montaggio nell'area di lavoro della Stola spa.
15 aprile 1998 Rivoli. La Mercedes Classe A Limousine W168 edizione Turin pochi giorni prima di
essere presentata al salone dell'automobile di Torino.

Aprile 1998 Fotografia della Classe A Limusine Special Edition per il salone di Torino.

Aprile 1998 Salone dell'auto di Torino, Klaus Busse e Michael Mauer con la A Class Turin Edition.
Concomitante con la  vittoria di Mika Hakkinen del campionato di Formula 1 del 1998  con la MP 4/13 la Mercedes AMG decide di realizzare dapprima uno e poi quattro esemplari di una Classe A ad alte prestazioni.
Il nome del progetto è “A190 Twin Study”, e il primo prototipo è presentato in anteprima a fine novembre  al Mercedes-Benz Museum in occasione dei festeggiamenti della storica vittoria in Formula 1.

Mikka Hakkinen Sulla MP4/13
Gennaio 1999 Rivoli. Le fasi di preparazione alla modellazione dei paraurti.

Febbraio 1999 Rivoli. Nella fase di assemblaggio finale, in piedi a destra è riconoscibile Lucio Giarolo.

Marzo 1999 Ginevra. La Mercedes A 190 Twin-Engined A al salone di Ginevra.
Il tempo è pochissimo ed evidentemente I manager della Mercedes immaginando la futura vittoria attraverso la AMG già da qualche mese avevano preparato su una normale Classe A questa sofisticatissima meccanica.

Il secondo motore ubicato nel vano bagagli.
Infatti i motori sono due, uno anteriore e il secondo nel vano bagagli posteriore, e ovviamente freni, sospensioni e sterzo e tanto altro sono rafforzati.
La potenza in tutto raggiunge i 250 Hp con una velocità di oltre 230 Km/h il tutto trasmesso a terra attraverso quattro ruote motrici e ovviamente i test su strada sono eseguiti personalmente dal grande campione.
Il tempo è poco così si pensa alla modelleria degli Stola per realizzare sulla loro automobile tutte le modifiche di stile inclusa la verniciatura e la sellatura a cura della Salt.
Le parti nuove realizzate attraverso modelli e stampi leggeri sono i due, i paraurti, e le minigonne laterali, e tutto sarà stampato a mano in fibra di carbonio.
Si realizzerà a Rivoli un solo esemplare e gli altri tre saranno assemblati in Germania dalla AMG con le nuove parti di carrozzeria spedite dall’Italia grazie agli stampi leggeri appositamente costruiti.

Mika Hakkinen testa la prima Classe A W168 targata S MZ 1144 il cui primo esemplare la Stola spa a contribuito
alla realizzazione dei modelli, degli stampi e dei particolari dei due paraurti e delle minigonne laterali.

Foto ufficiale Mercedes della prima A Class W168 presentata a novembre del 1998 al Mercedes-Benz Museum.
VEICOLI PAPALI
Una meravigliosa esperienza di lavoro  sono i tre veicoli Papali realizzati fra il 1997 e il 2002 con l’incredibile conseguenza dell’incontro di Alfredo, Francesco e Maria Paola Stola in udienza con Papa Giovanni Paolo II.
Proprio il Direttore Bruno Sacco attraverso un incontro presso gli uffici della modelleria di Rivoli con Monsignor Danzi ed alcuni altri prelati insieme a Piero Cicchetti autista  de Santo Padre, diventa operativa la decisione di costruire una nuova Classe S Landaulet.
Essa è voluta in sostituzione della ormai datata Mercedes  S Class W 111 Landaulet in servizio dal 1959 con Papa Giovanni XXIII ed ancora operativa.
Le esigenze di affidabilità e di rispetto per le nuove norme sulle emissioni fanno decidere alla società di Stoccarda di donare allo Stato del Vaticano un nuovo veicolo basato sul nuovo telaio W 140.

Roma 1960 Papa Giovanni XXIII con la Mercedes 300 Laundaulet in servizio fino al 1997.
Gennaio 1997 Rivoli via Ferrero 9. Presso la sala metrologica della Stola s.p.a. la Mercedes 300 Laundaulet ancora
in servizio dal 1960per ben quattro Papi, per i rilievi ergonomici al fine di ricavare utili informazioni
per la futura e nuova Mercedes Laundaulet.

Il progetto di base per la nuova Laundaulet.
È un  progetto delicato visto il cliente finale, ma non  solo, perché tagliare una Mercedes Classe S, e realizzare su di essa una versione Landaulet è un’operazione non proprio facile.
La progettazione e la modellazione sono eseguite dal team STOLA diretti da Gottardo Bustreo e Stefano Ardagna  su indicazioni stilistiche di Andrea Deufel della Mercedes.
La costruzione vera e propria del prototipo e la relativa verniciatura e sellatura verrà affidata dalla STOLA alla società di Nichelino SD di Salvatore Diomante.
Nichelino dicembre 1997. Roberto Stola esamina la Laudaulet prima della consegna allo Stato Vaticano
da parte di Mercedes Italia.

Rivoli gennaio 1998 presso la Stola s.p.a. in via Ferrero 9, gli ultimi ritocchi prima della consegna.
San Mauro Torinese gennaio 1998 presso la proprietà di Roberto Stola Villa La Vista le foto ricordo prima della consegna.
Fra il 2000 e il 2002 per ragioni di sicurezza lo Stato del Vaticano chiede alla Mercedes di immaginare una nuovo modello di Papamobile che sia possibile usare anche da in piedi ed avere la massima visibilità da parte dei fedeli.
Anche in questa occasione, vista l’ottima esperienza passata il direttore del Centro Stile Peter Pfeiffer insieme al dipartimento vetture speciali di Stoccarda affidano questo lavoro alla STOLA.
Sempre Monsignor Danzi e l’autista Piero Cicchetti daranno un valido contributo in particolare per tutte le questioni di ergonomia interna e accessibilità al veicolo tramite una sofisticata scaletta.
La progettazione e la modellazione vengono realizzate all’interno della STOLA  in Rivoli, e la costruzione dei prototipi alla SD di Nichelino.

Nichelino 2001 presso la SD Alfrdo Stola, Salvatore Diomante
e Gregorio Apuzzo

Alfredo Stola e Dalessio
Nichelino 2001 alcuni istanti prima della consegna della prima Papamobile a Mercedes Italia.
A. Stola posa per una foto ricordo.
I veicoli richiesti sono due gemelli,  la base di partenza le M Class tipo W 240 lo stile è di Peter Arcadipane è l’accordo é che tutti i materiali di sicurezza balistica saranno forniti da Mercedes.
Questa volta la verniciatura delle due Papamobili bianche verrà effettuata a  Beinasco presso Vercar abituale fornitore della STOLA.
Il motivo di questa scelta, é che sia  in SD che in STOLA spa  non è disponibile una cabina di verniciatura così alta.

Torino 2001 la foto ufficiale della Papamobile M Class W 240 realizzata prima dell'invio a Mercedes Italia.
L'anno seguente ne verra realizzato, sempre dalla Stola spa, un secondo esemplare gemello.
Chi utilizzerà per primo questi 3 veicoli costruiti in Italia é Papa Giovanni II, e tutte le consegne di questi omaggi avvengono in Vaticano in forma ufficiale con il presidente della Mercedes.
Gregorio Apuzzo, dirigente del reparto veicoli speciali Mercedes di produzione ( polizia, taxi ecc. ) è l’uomo che a Rivoli seguirà i lavori.
Il Santo Padre fu messo a conoscenza del lavoro fatto a Rivoli, e così attraverso Monsignor Danzi fece recapitare due libri da lui personalmente autografati a Roberto e Alfredo Stola.
Nella primavera del 2003 Alfredo Stola con sua moglie Maria Paola e il figlio Francesco sono invitati ad una toccante udienza a San Pietro al cospetto di Karol Wojtyla, e in quel momento l’assistente del Santo Padre gli ricordava che i signori Stola avevano collaborato per la Mercedes nella costruzione delle sue automobili.

Citta del Vaticano Aprile 2003 Alfredo, Francesco e
Maria Paola Stola presso il garage del Vaticano
con la Laundaulet e la Classe M Papamobile.

Citta del Vaticano 19 aprile 2003 Maria Paola, Francesco e Alfredo Stola in udienza
con Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro.
Queste 3 auto papali furono poi ancora usate da Papa Ratzinger Benedetto XVI, ed ora sono esposte nei musei vaticani nel salone dedicato alle auto e alle carrozze.
Città del Vaticano 2002 Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro.
Washington 16 aprile 2008 Papa Benedetto XVI in visita al presidente degli Stati Uniti d'America George W. Bush.
SMART
Un “capitolo nel capitolo” è il marchio Smart con cui la STOLA è già coinvolta nel 1996 direttamente dalla società svizzera Swatch per la costruzione di un modello di stile di una plancia portastrumenti  esposta al museo del Louvre in concomitanza con il Salone dell’Automobile di Parigi all’inizio di ottobre.
Fra il 1999 e il 2002 la Smart ormai di proprietà 100% Mercedes, presenta 4 Show Car la cui realizzazione é affidata in continuità alla STOLA.
Essi sono la “Roadster” nel 1999, la “Coupé” nel 2000, la “For Four Tridion” nel 2001 e la “Cross Blade” nel 2002 rispettivamente mostrate ai saloni dell’Automobile di Francoforte, Parigi, ancora Francoforte e Ginevra.
Il design dei primi due concept è sotto la direzione di Michael Mauer  e gli ultimi due di  Hartmut Sinkwitz, tutti sempre sotto la supervisione del direttore Peter Pfeiffer.

Foto ufficiale della Smar Roadster.

Francoforte settembre 1999 La Roadster nello stand Smart.

Foto ufficiale della Smart Coupè

Parigi ottobre 2000 La Coupè nello stand Smart.

Foto ufficiale della Smart Tridion 4

Francoforte Settembre 2001 La Tridion 4 nello stand Smart

Foto della cartella stampa della Crossblade.

1 marzo 2001 Ginevra. La Crossblade nello stand della Smart.
Questi quattro particolari Show Cars saranno realizzati dalla STOLA diversamente dal solito.
La modelleria  fra i tanti progetti Mercedes e quelli di altri clienti, non ha più spazio fisico all’interno della propria struttura, e per la prima volta chiederà per lavori così complessi la collaborazione alla società F&S.
Questa modelleria di  Rivoli ubicata in via Novara 29, di proprietà di Flavio Secoli assistito da suo figlio Davide, dista poche centinaia di metri dallo stabilimento degli Stola,  ed è un affidabile società  già  sua fornitrice da oltre vent’anni.

Flavio Secoli presidente della F&S nella modelleria di Rivoli.

Vittorio Della Rocca capofficina della Stola spa
Questi quattro Show Cars saranno costruiti con una squadra mista di uomini delle due modellerie,  con la supervisione dei capi officina della STOLA spa Vittorio Della Rocca e Lucio Giarolo dirigente tecnico del reparto prototipo.
Le sellature degli interni anche in questa occasione sono a cura della Salt dei Signori Gavina.
Le verniciature come per tutti i modelli e gli show car Mercedes  sono eseguite a Rivoli in STOLA al secondo piano del reparto finitura prototipi  in via Ferrero 9.

Michael Mauer

Hartmut Sinkwitz

Rivoli marzo 1999

Rivoli marzo 1999

Rivoli maggio 1999

Rivoli giugno 1999

Rivoli settembre 1999

Rivoli settembre 1999 Si riconoscono primo a sinistra
G. Grande e ultimo a destra F. Secoli.
Rivoli gennaio 2001. Le fasi di costruzione del modello tecnico della Smart Tridion che servirà per costruire il prototipo.

Rivoli aprile 2001 Vittorio Della Rocca

Rivoli aprile 2001

Rivoli aprile 2001

Rivoli agosto 2001 V. Della Rocca, G. Grande e M. Vay

Rivoli agosto 2001 G. Grande,

Rivoli agosto 2001 F. Secoli, X e Peralta

Rivoli agosto 2001 V. Della Rocca.

Rivoli agosto 2001 Sulla sinistra si riconoscono S. Sassu, G. Grande, F. Secoli e D. Secoli,
sulla destra si riconosce V. Della Rocca.

27 febbraio 2001 Rivoli la Smart Crossblade poche ore prima della partenza per il Salone di Ginevra.
Da sinistra Hummel, Alfredo Stola, Conrad Hummel, Flavio Secoli e Gioachino Grande.
VISION SLA
A maggio del 1999 sempre dal Centro Stile Mercedes  un nuovo Show Car viene affidato alla STOLA spa.
Il suo nome è Vision SLA, e l’obiettivo della casa di Stoccarda e che sia presentato al Salone di Detroit i primi giorni di gennaio del 2000.
Murat Günak, responsabile del design della Vision SLA. Nel suo team di designer Ferdinand Greiner e Hatmunt Sinkwitz.
Murat Günak è il responsabile del design assistito da Ferdinand Greiner e Hatmunt Sinkwitz sotto la supervisione di Peter Pfeiffer e con questa ultima Vision si vuole immaginare una nuova piccola roadster della famiglia della Classe A.
Un design fuori dagli schemi Mercedes, e l’obiettivo è per la prima volta far immaginare un piccola vera auto sportiva, fatto unico per la casa tedesca fino a quel momento.
Gli interni questa volta sono più particolari che mai, infatti il reparto ricerca dei materiali diretto da Andreas Langenbeck in accordo con gli stilisti selezioneranno il cuoio al posto della classica pelle.

Rivoli settembre 1999.
Nel frontale come nelle  recenti SRL si possono vedere i tratti della seconda serie R171 della  Mercedes SLK che sarà poi messa in vendita nel  2004.
Il responsabile tecnico Mercedes è Gunter Holzel del dipartimento ricerca diretto da Kramer.
Anche questo prototipo verrà realizzato da Felice Chiara e il suo team con il coordinamento come sempre di Lucio Giarolo e Gioachino Grande.
Dicembre 1999 foto ufficiali della Vision SLA prima del trasporto verso il salone dell'automobile di Detroit.

Detroit 3 gennaio 2000, Alfredo Stola posa con la Vision SLA appena presentata.
È l’alba del secondo millennio, e quindi è un’occasione per festeggiare con la classica  magnum di prosecco Bellavista appositamente portata dall’Italia per brindare con i manager della Mercedes presso il loro stand.
Il tappo della bottiglia creerà grandi difficoltà, e ci proveranno un po’tutti ad aprirla, ma alla fine il brindisi si farà.

Detroit 3 gennaio G. Grande porta la bottiglia
all'interno del salone.

H. Leschke, G. Grande, Jooss, P. Pfeifer, M.Günak, Kramer.

G. Grande e G. Holzel.

M.Günak, Kramer, X e G. Grande.

H. Jooss, G. Holzer, X, P. Pfeiffer, M Gunak, Kramer,
A. Stola e H. Leschke.

X, P. Pfeiffer, M Gunak e Kramer.

P. Pfeiffer, X, M. Gunak, Kramer, G. Grande, A. Stola, K. H. Bauer e H. Leschke.

Detroit 4 gennaio 2002 Harald Leschke e Alfredo Stola nella seconda giornata stampa
del salone poco prima di fare ritorno in Europa
VISION GST
A gennaio del 2001 la Mercedes chiede di realizzare alla modelleria degli Stola un nuovo progetto: la Vision GST. ( Grand Sport Tourer )
Un progetto complesso e di grande responsabilità in quanto la casa di Stoccarda con questo nuovo concept vuole anticipare una nuova “Class”, un nuovo segmento di automobile che ancora non esiste: il “ Multi Purpose Vehicle”.
Un misto di monovolume, di suv con di una certa dinamicità sportiva il cui obiettivo e esplorare il gusto del pubblico per una ipotetica nuova tipologia di Mercedes.
Sotto la direzione di Peter Pfeiffer i designers direttamente coinvolti sono Gorden Wagener, Christopher Benjamin e Steve Mattin che seguiranno per un anno intero insieme agli uomini della Stola ogni fase del lavoro.

Gorden Wagener

Christopher Benjamin

Steve Mattin
L’appuntamento è presentare  Vision GST ai giornalisti e agli addetti ai lavori al Salone di Detroit la cui apertura è prevista il 6 gennaio 2002.
L’importanza strategica di questa presentazione,  e che la Mercedes in accordo con il governo degli Stati Uniti d’America  è stabilita l’iniziativa della costruzione del primo proprio stabilimento produttivo sul suolo statunitense precisamente a Vance nello stato dell’Alabama.
Questo Show Car per tutti i modellatori della STOLA spa e soprattutto per gli uomini della Mercedes sarà ricordato tutta la vita per la consegna più a rischio della loro carriera.

Rivoli gennaio 2001 Felice Chiara Capo del reparto show car della Stola spa.

Valter Domenino

Roberto Giachino

Fabio Sansalone

Nardiello e Peralta detti scintilla e fulmine

Beppe Comollo con un ingegnere albanese.
Le ultime 95 ore
dal 2 al 6 Gennaio 2002
Dal 2 gennaio fino la  sera del 5, oltre 45 fra  tecnici e manager della STOLA  e della Mercedes per circa 85 ore  lavoreranno ininterrottamente per completare il prototipo.
Del trasporto da via Ferrero 9 in Rivoli all’aeroporto  di Torino Caselle, e le conseguenti complesse operazioni di carico sull’areo cargo si occuperanno Alfredo Stola e Tiziano Novo insieme all’equipaggio di ponte dell’Ilyushin dalle ore 21.15 del 5 gennaio sino all’alba del giorno successivo.
Il 6 gennaio alle 08.00, l’equipaggio Azero di cabina di pilotaggio,  riposato dopo una notte di sonno iniziava la “check list” e 45 minuti dopo decollava per Detroit con a bordo il prezioso carico.

Rivoli 2 gennaio 2002. Al secondo piano del reparto prototipi viene allestito una specie di dormitorio
per permettere qualche ora di riposo ai lavoratori e a i manager.
2 gennaio Rivoli. Da sinistra Cubeddu, Mammone e Peralta.
3 gennaio 2002 Rivoli. A destra si riconosce G. Grande.
4 gennaio 2002 Rivoli. Nella foto di destra si riconosce accovaciati G. Simeone e A. Tesauro e inpiedi L. Rosetti.
4 gennaio 2002 Rivoli. Da sinistra Giarolo e Laura, Comollo di spalle con la camicia blu e alla sua destra C. Pastore.

Rivoli 5 gennaio 2002 ore 10.30. Il Team degli Stola ancora al lavoro.

Antonov An124 a Torino;
una storia troppo surreale
conosciuta solo da chi c'era...


5 gennaio 2002 Areoporto Torino Caselle ore 10.30,
Un primo aereo cargo russo è quasi pronto per il decollo verso gli Detroit.
E' un Antonov An-124 ed è il più grande aereo da trasporto del mondo.

Rivoli dicembre 2001 Murat Günak, Peter Pfeiffer, Franco Stola e Roberto Stola.

Rivoli 5 gennaio 2002 ore 21.00.
Pochi minuti prima dell'entrata in ascensore del prototipo Mercedes Vision Grand Sports Tourer.
Alfredo Stola al centro con tutto il Team della Stola s.p.a.
Il secondo a sinistra in piedi con la camicia azzurra è Tiziano Novo che accompagnerà Alfredo nelle operazioni di carico all'areoporto di Torino Caselle.

Rivoli 5 gennaio 2002 ore 21:40 Antonello Mulargia

Rivoli 5 gennaio 2002 ore 21:40 Christopher Benjamin

Rivoli 5 gennaio 2002 ore 21:40 Felice Chiara capo progetto della Stola per lo show car Vision GST
dopo 72 ore consecutive senza dormire. Riposerà tutta la notte in azienda per fare ritorno a casa il giorno dopo.

Rivoli via Ferrero 9 ore 21:45 il prototipo viene caricato sul container adibito al volo cargo,
destinazione areoporto Torino Caselle.

Rivoli via Ferrero 9 Il container sta per essere caricato sul camion con destinazione areoporto Torino Caselle.
Il prezioso carico arriverà all'areoporto alle 22:30 e ad aspettarlo ci sono Alfredo Stola e Tiziano Novo
che assisteranno al carico sul cargo che terminerà alle 05:30 del giorno successivo.
Grazie alla  forza di tutti, e soprattutto all’utilizzo  straordinario di un volo cargo dell’Azerbaijan Airline con un Ilyushin II 76 dedicato “per il solo” trasporto dello Show Car  a Detroit la presentazione avverrà in tempo come programmato.

Torino Caselle 6 gennaio 2002 ore 08:45 L'Ilyushin II-76 decolla per Detroit con nella stiva il "solo" prototipo della Mercedes Vision GST. La compagnia Cargo è dell'Azerbaijan Airline proveniente dal Congo via Londra.
7 gennaio Detroit. Salone dell'automobile. Da sinistra Peter Pfeiffer, Cristopher Benjamin, Stev Mattin e Gorden Wagener.

Detroit 7 gennaio 2002 ore 09:00 presntazione ufficiale alla stampa della Mercedes Vision GST.

Detroit 6 gennaio 2002 ore 09:00 presntazione ufficiale alla stampa della Mercedes Vision GST.
Per la prima volta nella storia degli Show Cars cars Mercedes, le foto ufficiali saranno fatte dopo la presentazione stampa al Salone di Detroit.
Per  cartella stampa dei giornalisti verranno selezionate delle immagini virtuali realizzate in grande fretta dai designers del centro stile di Sindelfingen.

24 Gennaio 2002 Leonberg Renè Staud realizza il servizio fotografico della Vision GST

Gli interni della Vision GST sono stati il vero problema di questo inusuale ritardo.
Per un errore di scala furono costruiti due volte.
L'11 ottobre 2002, dopo una malattia scoperta all’inizio del 1999 e combattuta lavorando  fino all’ultimo, scompare Roberto Stola presidente e azionista al 50% della STOLA spa e delle aziende ad essa "direttamente" controllate. 

Roberto lavora e segue con passione per ben 8 anni il cliente Mercedes instaurando con tutti loro uomini un rapporto professionale e umano fuori dal comune.
La sua  è stata una dedizione speciale perchè speciale è stata la stima in particolare con i Direttori Sacco e Pfeiffer.
Il segno tangibile di questo rapporto è stato l’invio al funerale di una corona di fiori da parte del CEO Dieter Zetsche e la partecipazione di Harald Leschke e Frank Lecher dell’Advanced Design.


Rivoli marzo 2002. Roberto Stola

Rivoli 23 novembre 2002. La lettera spedita da Dieter Zetsche ad Alfredo Stola.
R CLASS
Nei primi mesi del 2003, visto il successo della Vision  GST presentata  a Detroit l’anno prima la Mercedes ordina alla STOLA la Vision GST seconda serie.
Vista ormai avviata l’iniziativa dello stabilimento produttivo in Alabama la Mercedes ha come obiettivo mostrare l’evoluzione più vicina possibile della Grand Sport Tourer che verrà poi chiamata R Class.
Vista la precedente esperienza,  la Mercedes richiederà la consegna dello Show Car a fine ottobre del 2003 a Sindelfingen.
I primi giorni di gennaio del 2004 sarà presentata al Salone di Detroit con le fotografie realizzate in anticipo più del solito...
Per la cronaca, nell’anno 2006, la produzione della R Class prenderà il via nel nuovissimo stabilimento americano di Vance, e fu anche l’ultimo Show Car seguito per la Mercedes direttamente dalla famiglia Stola.
EXCELERO
Nell’aprile del 2004 Alfredo Stola nel proprio ufficio di Rivoli, personalmente con i Signori Harald Leschke dell’Advance Design Mercedes, Bernd Hoffmann CEO della Fulda storico produttore di pneumatici e Renè Staud, discutono  i termini di una fornitura per un  prototipo marciante su telaio motorizzato Maybach.
Il progetto è chiamato Excelero ed é finanziato della Fulda insieme a Renè Staud.
Gli accordi prevedono che il design sarà realizzato dalla scuola di design di Pforzheim sotto il controllo dell’Advanced Design Mercedes, e che il telaio meccanizzato e la relativa assistenza tecnica sia fornito dalla Mercedes.
La richiesta fondamentale in questo incontro è che il prototipo dovrà essere idoneo per essere testato alla pista di Nardò  alla velocità massima di 350 Km/h. L’obiettivo di Fulda è rievocare il suo passato di fornitore di pneumatici per  per la gloriosa Maybach del 1938 attraverso un prototipo sperimentale equipaggiato con pneumatici 315/25 ZR23 appositamente realizzati per il test.

Rivoli 22 Aprile 2004 Harald Leschke dirige i modellatori della Stola nella fase finale del modello di stile.
A maggio del 2004 il  “modello di stile” della Maybach Excelero è  in fase finale di lavorazione sotto la supervisione stilistica personale di Harald Leschke.
Villarbasse 13 maggio 2004 Alfredo Stola ospita a pranzo Harald Leschke e Renè Staud.
L'occasione è la delibera del modello di stile prima della verniciatura.
Alfredo Stola lascia la presidenza della STOLA spa il 26 luglio 2004 e di conseguenza non parteciperà in nessun modo alla costruzione del “prototipo marciante”.
Alfredo, Maria Paola e Francesco Stola  l’11 maggio 2005 senza più nessuna relazione con la STOLA s.p.a. sono inaspettatamente ospiti per personale invito di  Bernd Hoffman CEO della Fulda alla “premiere mondiale”.
Non aveva mai visitato Berlino e così questa città sarà da loro sempre ricordata per la Maybach Excelero.

Berlino 11 maggio 2005 Prima della presentazione Alfredo Stola incontra Jürgen Weissinger.

Berlino 11 maggio 2005 Alfredo Stola rivede Bernd Hoffman.
In questa emozionante occasione Alfredo rincontrerà i signori Harald Leschke, Jürgen Weissinger, Rene Staud e Bernd Hoffman.
Lo spettacolo organizzato dalla Fulda è degno di uno show di Las Vegas, e la qualità  del “prototipo marciante” realizzato  è straordinaria.

Nel 2005 dopo 63 anni il marchio Excelero riappare.

Berlino 11 maggio 2005. Bernd Hoffman presenta in premiere mondiale il prototipo marciante Maybach Excelero.
Per le automobili di “produzione”, la STOLA s.p.a. fra il 1995 e il 26 luglio 2004 per il Centro Stile Mercedes costruisce oltre cinquanta modelli di esterni “see trough”, “full”, “aerodinamici”, “in scala” e per “interni”.
Una straordinaria esperienza di lavoro, in cui il design è sempre fornito dai Centri Stile Mercedes con la direzione di Bruno Sacco, e dal 1999 in poi da Peter Pfeiffer.
È un’occasione di avere residenti presso la modelleria di Rivoli i designer provenienti dai loro vari centri stile in giro per il mondo.

Bruno Sacco

Peter Pfeiffer
I designer Mercedes e i modellatori Stola

Klaus Busse

Hartmunt Sinkwitz

Steffen Kohel

Peter Arcadipane

Gorden Wagener

Steve Mattin

Michael Mauer

Murat Gunak

Cristopher Benjamin
Sovente viene richiesto alla STOLA s.p.a. di costruire più modelli sempre un po’ diversi per la stessa “Class” di automobile.
Nel tempo, fra gli stilisti Mercedes e modellatori degli Stola, viene sviluppata costantemente un’affinità tecnica e di rapporti personali di grande pregio.
Velocità e qualità, unite alla sintonia fra le persone e alla facilità di inserire ogni possibile modifica di stile voluta dal cliente, rafforzano ogni anno la stima reciproca anche fra management di Sindelfingen e quello di Rivoli.

1996 Rivoli una foto ricordo con seduti a terra i tre designer Klaus Busse, Hartmunt Sinkwitz e Steffen Kohel
I modellatori della Stola si riconoscono Ardagna, Badino, A. Porzio, Samuelli, G. Federico, Domenino, Cena, Tassone, Sbeghen

Modellatori della Stola che hanno lavorato per Mercedes tra il 1994 e il 2004.

Ottobre 2000. Stazione ferroviaria di Alpignano. Il gruppo dei modellatori della Stola in un viaggio premio
al Salone di Parigi con l'occasione di vedere la Smart Coupè

Rivoli 1998. Alcuni modellatori della STOLA s.p.a. insieme al designer Mercedes Marcello Sordo durante lo sviluppo
del futuro medium-duty M2 106 della Freightliner. Si riconoscono Della Rocca, Marcello Sordo, Cogerino, x, y, w.
È difficile ricordare in dettaglio tutti i modelli di stile realizzati in nove anni per la produzione fra esterni e interni, ma molte delle “Class” Mercedes sono coinvolte.
È impossibile (e anche inutile) dire quali di questi modelli di stile costruiti a Rivoli sia poi andato veramente in produzione.
Il motivo è che una volta trasportati a Sindelfingen andavano in competizione con i molti altri modelli costruiti dai loro internamente.
Fra questi tanti lavori, in un settore più “Concept” che “Produzione” non si vogliono dimenticare 3 ricerche concettuali di cabine di camion per il Sud America, forse il primo interno al mondo completamente studiato e costruito per “Full Ambient Light”, una SLK mai svelata e il primo embrione di classe B.
     
1996 a Rivoli in Stola spa vengono realizzati in contemporanea sei diversi modelli di stile della Classe C SportCoupè W203
1996 a Rivoli in Stola s.p.a. di questa CL C 215 non si è costruito il modello di stile ma il master
verifica matematica incluse le matematiche di superfici realizzate con afianco lo stilista Mercedes.
 
1996 Rivoli in Stola s.p.a. vengono realizzate due proposte di modelli di stile della Classe SL R 230.

1997 Rivoli in Stola s.p.a. non viene costruito il modello della SLK R 170 in versione spider ma ben
sì una bellissima versione Shooting-Brake. Essa non andò mai in produzione.
Metà 1997 in Stola s.p.a. vengono realizzate due proposte di modelli di stile della Classe C station wagon W 203.
Fine 1997 in Stola s.p.a. vengono realizzate due proposte di modelli di stile del tipo Viano W 639.

Rivoli 1998 in Stola s.p.a. viene realizzato una proposta di modello di stile del futuro truck Freightliner  M2 106.
Lo stile  e del Mercedes Benz Design Center.
Rivoli 1999 in Stola s.p.a. vengono terminati due modelli di stile degli esterni e uno degli interni della Classe E W 211.
1999 in Stola s.p.a. vengono realizzate due proposte di modelli di stile del restyling della CLK W209

Rivoli 2000 in Stola s.p.a. viene realizzato un modello di stile molto "Concept" della B Class W 245 proprio
ad uso del Centro Stile Mercedes per realizzare le versioni per la produzione vera e propria.
 
Rivoli 2000 in Stola s.p.a. viene realizzato un modello di stile di esterni e di interni della Smart Roadster
finalizzato alla produzione.
 
Rivoli a giugno del 2000 viene realizzato un solo modello di stile per esterni della Classe S W221.
Qualche mese più tardi per il Centro Stile di Como venne realizzato un particolare concept
di interni studiato per un innovativa "Full Ambient Light"
Rivoli 2001 in Stola s.p.a. vengono realizzati tre modelli di stile della CLS C219. Prima due berline e poi una station wagon.
Il modello di stile della berlina prescelta fu utilizzato dalla Mercedes per costruirsi a Sindelfingen la CLS Vision
poi presentata al Salone di Francoforte nel 2003. L'idea concettuale della Shooting-Brake
fu poi ripresa molti anni dopo sulla serie successiva X218 presenta nel 2012 al Salone di Parigi.
   
Rivoli 2001 in Stola s.p.a. vengono realizzati in contemporanea quattro modelli di stile della Classe ML W164,
di cui uno con un passo ancora più lungo.
Nel mese di marzo del 2004, Alfredo Stola come tantissime altre volte è chiamato in Germania direttamente da Peter Pfeiffer e l’argomento è il futuro modello della Classe E W212.
Ci si accorda per produrre al più presto tre proposte di stile attraverso altrettanti modelli “See Through in Hard Material”.
Questi tre modelli per la produzione saranno terminati a fine giugno dello stesso anno, e saranno anche gli ultimi seguiti di persona da Alfredo prima di lasciare la presidenza della STOLA s.p.a.
Rivoli giugno 2004 in Stola s.p.a. vengono terminati due modelli di stile della Classe E W 212.

Dieci anni appassionanti e indimenticabili, fatti di importanti lavori realizzati con, e per persone straordinarie. 
Decine, decine e decine tra show car e modelli costruiti sempre sotto la totale direzione stilistica dei Design Center Mercedes hanno reso questa esperienza di lavoro unica.

Il simbolo della Stola s.p.a. "no style design" garanzia
di neutralita verso tutti i Centri Stile nel mondo.

Rimangono indelebili le conoscenze e le amicizie con grandi professionisti dell’automobile ricevuti nella modelleria di Rivoli o incontrati nelle sedi Mercedes del mondo durante lo sviluppo di oltre ottanta progetti fra show cars, concept e proposte di modelli di stile per produzione. 
Con l’occasione della storia dei “100 Anni di Lavoro della Famiglia Stola” è un piacere ricordare tutte queste persone.

Bruno Sacco, Harald Leschke, Peter Pfeiffer, Gorden Wagener, Steffen Khoel, Jürgen Weissinger, Peter Arcadipane, Klaus Busse, Hartmut Sinkwitz, Michael Mauer, Steve Mattin, Andrea Deufel, Gerhard Honer, Joseph Gallitzendorf, Sielaf, Mürat Gunak Franz Lecher, Jürgen Hubbert, Dieter Zetsche, Antony Lou, Hans Dieter Futchik, Karl Henz Bauer, Hans Jooss, Olivier Boulay, Arno Jambor, Andreas Langenbeck, Johann Tomforde, Gerhard Steinle, Jürgen Bollmann, Verena Close, Stefan Sielaff, Michele Paganetti, Benjamin Dimson, Christopher Rhoades, Rood. Michael Fink, Uwe Haller, Gunter Holzel, Thomas Hase, Antony Lo, Kramer e Mark Fetherson, Hainz Jurgen Neu, Roland Schowob, Gary Jary Jackson, Uwe Frederking, Gerhard Hauser, Norbert Braun, Hans Peter Jordan, Jurgen Benkwitz, Jens Martens, Frank Roth, Mark Porter, Andreas Fischer, Stephan Domin, Uwe Escher, Martin Hart, Rolf Kimmerle, Sven Lange, Gerd Seiderfaden, Thomas Wunderlik, Simone Graf, Hans Günter Möller, sono gli uomini della Mercedes, Smart e Maybach incontrati i questo tempo.
OTTOBRE 1994

Febbraio 1994 il primo disegno della Tipo 932 realizzato da Walter De Silva.
Nell’ottobre del 1994, la Stola s.p.a viene coinvolta dal Centro Stile Alfa Romeo di Arese per supportare gli stilisti diretti da Walter De Silva direttamente presso i loro uffici.
L’obiettivo dei designer Alfa Romeo Maurer Sbignew, Wolfgang Egger, Antonio Rosti, e Vincenzo Ferreri è realizzare il primo modello di stile d’esterni e d’interni ispirandosi  alla  storica Giulietta del 1954.

Una suggestiva immagine della matematica definitiva
di classe C realizzata dal Centro Stile Alfa Romeo di Arese
Il compito dei tecnici Stola della sede lombarda di Cinisello Balsamo è quello di fornire in parallelo  la macro fattibilità e le matematiche di classe C necessarie per le fresature dei due modelli.
I Signori Rabaioli, Morlacchi, Castiglioni e Di Benedetto  insieme ad altri progettisti e matematizzatori risiederanno  ad Arese per oltre due mesi lavorando fianco a fianco con gli uomini Alfa Romeo.
Il progetto è denominato Tipo 932, ma sarà chiamato da tutti amichevolmente Giulietta.
Approvati i primissimi due modelli di stile, entrambi  fresati ad Arese, il lavoro di modelleria necessario di affinameto  definitivo per il benestare estetico  si sposterà nella modelleria  Stola a Rivoli.
Dapprima viene realizzato un modello di stile d’esterni see-trought con le dovute modifiche rispetto a quello di Arese e a seguire quello degli interni.
All’inizio di febbraio 1995 qualche giorno prima della presentazione all’amministratore delegato di Fiat Auto l’Ingegner Paolo Cantarella, inaspettatamente Walter De Silva chiede al Team dei modellatori della Stola  coordinati da Stefano Ardagna di modificare pesantemete la fiancata.
Da quella sua intuizione nascerà il vero carattere distintivo della tipo 932; la scalfatura in fiancata non sará più continua e unica ma solo sui parafanghi posteriori e anteriori con una totale  interruzione sulle due porte.
La presentazione ai vertici Fiat avrà un successo straordinario che porterà alla decisione  immediata di far partire tutti lavori con l’obiettivo d’inserire nel piano produzione l’avvio di  questa automobile non oltre il 1997.

Schema giochi e tolleranze della Tipo 932
Vista l’esperienza di progettazione maturata negli anni precedenti   con la Lancia Kappa, la Ferrari 550 Maranello e la nuova Alfa Romeo 166, i cui lavori erano in corso, i vertici Fiat decidono di affidare l’intero progetto alla società della Famiglia Stola il cui reparto di  ingegneria è diretto da Gottardo Bustreo già dal 1991.
Tabellina riassuntiva della progettazione Stola.
Egli sarà incaricato personalmente da Roberto Stola di svolgere anche l’attività di capo progetto intuendone da subito l’importanza strategica per l’azienda; una decisione inusuale di doppia funzione, che si rivelerà da subito efficace.
Bustreo si avvarrà del lavoro dei responsabili degli uffici tencici Carlo Mantovani per le matematiche di classe A, Carlo Besana per la progettazione scocca e parti mobili  e Da Re.
Per la Stola questa Tipo 932 può rappresentare una vera svolta vista l’importanza che la Fiat Auto attribuisce a questo segmento di  berlina.
All’inizio del 1995 il reparto superfici della Stola, supportati dai colleghi delle fattibilità e dagli stilisti Alfa Romeo a seguito della scansione dei modelli di stile definitivi degli esterni e degli interni, iniziano le attività delle matematiche di classe A.
L’obiettivo finale di questi lavori è la costruzione dei due master model di verifica matematica per la validazione di tutte le superfici.
Gottardo Bustreo si confronterà per quasi tre anni con Renato Pasquali Capo Progetto di Alfa Romeo.
Gli studi per le matematiche di classe A eseguite dal Team Stola con la supervisione dei designer
del Centro Stile Alfa Romeo di Arese.

Foto ufficiale dell'Alfa Romeo 156.
Il nome definitivo della Tipo 932, sarà Alfa Romeo 156 e la  presentazione ufficiale avverrà nel settembre del 1997 con l’occasione del salone dell’automobile di Francoforte.
Un successo davvero straordinario , al punto che nei primi 4 mesi dopo la presentazione raccoglierà oltre 90.000 prenotazioni.
A fine del 1997 questa berlina  vincerà il più prestigioso dei riconoscimenti della stampa specializzata: Car of the Year 1998.
La Stola s.p.a. sarà anche coinvolta su questo modello per le versioni  Gazzella dei Carabinieri e Pantera della Polizia entrambe ricche di modifiche per gli specifici impieghi.

Gennaio 1998, le versioni della 156 Carabinieri e Polizia hanno diverse varianti progettuali 
rispetto le normali di produzione tutte realizzate in Stola s.p.a.
Tutte le 156  saranno prodotte nello stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco, il suo successo di vendita per il marchio del biscione sarà uno dei migliori della  storia.
In tutte le versioni ne vennero prodotte circa 680.000 unità.
A livello di stile sicuramente è il progetto capolavoro di  Walter De Silva nel suo lungo  periodo di lavoro al Centro Stile Alfa Romeo e forse non solo li...

Settembre1997. Presentazione ufficiale della 156
al Salone dell'Automobile di Francoforte.
GENNAIO 1995

3 gennaio 1995. La Stola s.p.a.. ottiene la certificazione di qualità fornitori FIAT a firma del vicedirettore
degli acquisti Marco Carbone e il direttore "pianificazione e qualità fornitori" Luca Chevallard.
Il 1994 è un anno in cui nel settore dell’automotive, sempre con maggior forza, si sente parlare di qualità e il paese da cui più di tutti arriva questo credo è il Giappone.
In Italia il Gruppo Fiat si dimostra molto sensibile anche grazie alla nomina come Presidente del Dottor Umberto Agnelli alla recente l’associazione denominata “Italia Giappone”  promossa direttamente dai due governi.
Fiat Auto quindi in modo parallelo vuole incrementare la cultura della qualità non solo al suo interno ma anche fra i suoi fornitori.
Non un suggerimemto, ma un’obbligo attraverso un percorso formativo per poter continuare a lavorare attraverso una severa valutazione per uno dei più importanti gruppi automobilstici d’Europa.
L’obiettivo richiesto è essere qualificati per per le certificazioni UNI ISO 8402, UNI EN 2900, UNI CEI 45014, UNI ISO 1001/1.
L’ingegner Alberto Sasso per la Stola s.p.a.  organizzerà l’azienda tutta per ottenere l’importante  risultato assumendo per l’occasione Mauro Ballerini come referente interno della qualità.
I reparti modelli, prototipi e ingegneria di per se lavorano da anni in un concetto di qualità molto avanzato ma in questo caso Fiat Auto pretende molto di più.
Il concetto è che per avere una  qualità riconosciuta non è sufficente quella  del prodotto costruito e venduto, essa deve comprendere ogni fase del progetto per arrivare oltre al momento della vendita.
In pratica tutti i processi aziendali  dal preventivo, all’ordine cliente, alla sua conferma, alla realizzazione al collaudo, alla gestione dei pagamento  e alla consegna e oltre devono essere seguiti con procedure standarizzate conosciute e rispettate da tutti.
L’attestato di qualità da parte di Fiat Auto s.p.a. dopo circa un’anno di preparazione verrà rilasciato il 3 gennaio 1995 alla Stola s.p.a. direttamente da i Direttori della casa automobilistica torinese Luca Chevallard e Marco Carbone degli uffici pianificazione fornitori e acquisti settore operativo B.
FEBBRAIO 1995
Febbraio 1995 anche a seguito dei risultati della motocicletta e dalla sodfisfazione del designer Richard Kong, il Direttore del Centro Stile BMW Chris Bangle chiede a Roberto e Alfredo Stola di realizzare un modello di stile per la nuova Serie 3.
Bangle vuole far conoscere il metodo hard material a Monaco da Lui utilizzato in Fiat e compararlo con il loro classico clay model.
Richard Kong anche in questa occasione è il designer BMW che risiedera a Rivoli per due mesi a seguire il lavoro di modellazione di questa proposta.

Il designer della BMW Richard Kong.
Marzo 1995. Due rarissime fotografie del modello di stile della BMW serie 3 poco prima della partenza per monaco di Baviera.
Si possono riconoscere Bianco, Kong, Granata, X, Y, Giachino, Fridman, Giarolo e Calò

1995 In Stola s.p.a. viena realizzata un sola proposta per un see trough model in hard material il cui designer è Richard Kong.
PRIMAVERA 1995
La tradizione di collaborazione fra STOLA s.p.a e Saab è attiva più che mai e il Centro Stile di Trollethan attraverso il direttore Einar Hareide richiede la realizzazione di un modello see trough della nuova serie 9-5 sedan in versione S e Aero.
È la primavera del 1995, e un anno più tardi con le stesse modalità verrà richiesta la versione station wagon in versione base e Aero.

1995. Einar Hareide direttore Centro Stile Saab.

1996 Trollhattan. Pereric Haglund e Alfredo Stola.
Sullo sfondo il Centro Stile Saab.

1996 La lettera di cngratulazione per la qualità del lavoro sul progetto 9-5 firmata dal direttore
della costruzione modelli Pereric Haglund.

Svezia, Trollhattan, Stabilimento Saab settembre 1997. L'ingegner Alberto Sasso posa per una foto ricordo fra le
prime pre-produzione della 9-5 Sedan.

Rivoli dicembre 1995 in Stola s.p.a. viene realizzato un modello di stile della Saab 9-5 Seedan nelle versioni S e Aero.
Per ragioni di costo i due paraurti e la minigonna laterale erano intercambiabili per le due versioni.

Rivoli settembre 1996 in Stola s.p.a. viene realizzato un modello di stile della Saab 9-5 Wagon nelle versioni S e Aero.
Per ragioni di costo i due paraurti e la minigonna laterale erano intercambiabili per le due versioni.
ESTATE 1995
All’inizio dell’estate del 1995 un nuovo cliente richiede alla STOLA s.p.a. di realizzare due modelli See Through  in Hard  Material da presentarsi al prossimo Salone di Ginevra del 1996.
È la Rover, da poco tempo acquisita da BMW, la quale ha come obiettivo immaginare uno stile completamente innovativo e made in England della futura Mini.
Per questioni di strategie aziendali, la BMW decide di rimandare l'appuntamento a Ginevra prestabilito.
I due modelli a fine 1996 tornano a Rivoli per eseguire piccole modifiche e con l'occasione una riverniciatura.

Settembre 1995. La lettera di congratulazioni di David Saddungton capo del Centro Stile Gruppo Rover.
In quel momento si pensava che i due modelli sarebbero stati esposti a Ginevra 1996, in realtà ciò avvenne l'anno successivo.
A marzo 1997 al Salone di Ginevra verranno presentati in uno stand a marchio Mini i due concepts Spiritual e Spiritual Too, la prima a quattro porte e la seconda a due.
Un esperienza di lavoro molto importante grazie all’incontro con i responsabili dello stile della Rover i Signori Saddinngton, Upex e Voolley coinvolti con le due Mini.
Quando qualche anno  più avanti il gruppo Ford assorbirà la Land Rover per la STOLA s.p.a. si apriranno  inaspettatamente nuovi clienti come Ford America,  Lincoln, Mercury e Land Rover.
Questi nuovi clienti porteranno la conoscenza di designers e managers di grandi capacità  fra i quali J Mays, Gerry McGovern, Marek Reichman, Adriana Monk e il model project manager della Ford di Detroit Joe Bonacchi.
Per loro gli Stola consegneranno cinque  splendidi show cars fra il 1998 e 2003.
Febbraio 1997. Le foto ufficiali delle due Mini Spiritual e Spiritual Too.

Ginevra 1997. Lo stand della Mini con le due Spiritual.
AUTUNNO 1995

Rivoli in Stola s.p.a. Novembre 1995 Alfredo Stola con la sua Dino 246 GTS posa insieme al maestro Aldo Brovarone
Concomitante con l’inizio delle vendite della  Fiat Barchetta, nell’autunno del 1995 Roberto e Alfredo Stola decidono di realizzare uno show car da essa derivata la cui nuova carrozzeria sarà marchiata con il logo della  STOLA.
Il design è dell’amico Aldo Brovarone, e l’obiettivo è di presentare questo prototipo per sessantaseiesima edizione del Salone dell’Automobile di Torino che aprirà il prossimo il 22 aprile 1996.

Torino novembre 1995. Aldo Brovarone presso la sua abitazione disegna i primi bozzetti della Fiat Stola Dedica.

Dicembre 1995. Uno dei primissimi disegni di Aldo Brovarone.

Dicembre 1995. Disegno definitivo di Aldo Brovarone.

Gennaio 1996. Matematica ricavata dal bozzetto.

Fine gennaio 1996. Aldo Brovarone al lavoro, e Roberto Stola prova per primo la seduta del prototipo.

Fine gennaio 1996 Aldo Brovarone con il classico camice bianco in stile Pinifarina.
Da sinistra i modellatori Tassone, Hbib e Samuelli.

Aldo Brovarone, Marco Goffi e Felice Chiara.

Rocco Tartaglia con la Ecol forma la lamiera del parafango e dopo averlo saldato fa una prima revisione.

Rocco Tartaglia posiziona il parafango posteriore.

Viene posizionato il nuovo motore Fiat 2000cc 5 cilindri.

Aprile 1996. La fase di verniciatura e immediatamente dopo il montaggio della meccanica e degli interni.

Rivoli 21 aprile 1996. Al mattinovengono scattate le foto ufficiali presso la Stola spa.

Torino 21 aprile 1996. Lo stand della Stola la sera prima dell'apertura ancora in fase di allestimento.
Torino 22 aprile 1996. Il primo giorno del salone. Fra i primi ad ammirare la Fiat Stola Dedica Fabrizio Giugiaro.
A riceverlo Aldo Brovarone e Roberto Stola.

La STOLA s.p.a  è la prima volta che realizza uno show car da presentare su un suo proprio stand e soprattutto con i due rombi ai lati della carrozzeria.


Villarbasse 10 maggio 1996. Alfredo Stola percorre i primi chilometri con il prototipo Fiat Stola Dedica.

Villa d'Este maggio 1996. Aldo Brovarone posa con
suo nipote Cesare accanto alla Stola Dedica.
A fine maggio del 1996 la Stola Dedica è invitata al concorso di Eleganza di Villa d’Este nella categoria Show Car. Sicuramente tra i motivi principali di questa prestigiosa occasione è la presenza del suo designer Aldo Brovarone accompagnato dal nipote Cesare.

Villa d'Este maggio 1996. La Stola Dedica.
OTTOBRE 1995
A ottobre del 1995, Erich Bitter contatta la STOLA s.p.a chiedendo la realizzazione di una serie limitata di automobili derivate dalla appena entrata in produzione Opel Omega.
Il primo obiettivo è un modello di stile in resina a porte apribili, da presentarsi al prossimo salone di Ginevra 1996.
Parallelamente vengono richiesti gli studi di fattibilità tecnici e il relativo master model.

Febbraio 1996 La Bitter Berlina viene esaminata da Erich Bitter e il suo tecnico Johansson insieme all'ing. Alberto Sasso.

Rivoli Febbraio 1996 Erich Bitter e il suo tecnico Johansson.
Questo modello chamato "Berlina" verrà si presentato al salone di Ginevra nello stand della Bitter ma subito dopo il progetto sarà stoppato senza più seguito.
In ogni modo, un esperienza tecnica interessante seguita in Stola particolarmente dall ingegner Alberto Sasso e Giuseppe Di Nunno.

Ginevra 1996. Erich Bitter posa con il suo modello Berlina nello stand Bitter.

La foto ufficiale della Bitter Berlina sicuramente fatta dopo il salone di Ginevra
FINE 1995
Alla fine del 1995, la Maserati affida alla Stola s.p.a. il  nuovissimo progetto di ingegneria denominato Tipo M338.
Dovrà essere l’auto della svolta per casa modenese da poco sotto la direzione dell’Ingegner Eugenio Alzati.
L’obiettivo di Fiat Auto, che nel 1993 ha rilevato la Maserati da Alejandro De Tomaso è riportare il Tridente ai vertici delle auto sportive, e per questo motivo il design degli esterni è affidato a Giorgetto e Fabrizio Giugiaro, e per gli interni ad Enrico Fumia.

Parigi 1998 Beppe Di Nunno.

Fabrizio e Giorgrtto Giugiaro in una foto ufficiale.

Rivoli 1995 A bordo del Modello di Stile degli interni della Tipo M338 il direttore del Centro Stile Lancia
Enrico Fumia con uno dei suoi assistenti Flavio Manzoni.
L’Ingegner Fumia è il Direttore del Centro Stile Lancia e i suoi collaboratori per questo compito sono Flavio Manzoni, Piero Camardella e Adriano Piovano.
La Stola sotto la direzione tecnica di Gottardo Bustreo dovrà realizzare le superfici matematiche di classe A degli esterni e degli interni, il master verifica matematica degli esterni, l’ingegneria della  scocca e le sue parti mobili, le finiture esterne e quelle l’interne e il coordinamento con i codesigner.
L’autotelaio, direttamente dalla Maserati viene invece affidato allo Studio Linea Due di Torino mentre il master verifica matematica degli interni viene assegnato alla Modelleria Modenese.
Fra le attività richeste a contratto ci sono anche le assitenze alla costruzione dei prototipi presso la società Itca, all’autotelaio da parte di Golden Car e agli inteni con la Zender nonchè la gestione “codep” seguita personalmente da Paola Busato.
I lavori di progettazione sono svolti esclusivamemte nella sede a Rivoli, il capo progetto incaricato è il giovane Beppe Di Nunno, un ex allievo del secondo corso modellatori Stola del 1981.
Fine dicembre 1995 le superfici matematiche di classe A della tipo M338.
Rivoli 2 febbraio 1996 il master verifica matematiche della Maserati M338.
Sullo sfondo si può notare il modello di stile sempre in rosso realizzato in Italdesign.
 

Valerio Giacobazzi, capoprogetto Maserati M338
Bustreo e Di Nunno, con il contributo di Carlo Biassoni per la parte contrattualistica, per la Tipo M338 si interfacceranno con il primo livello tecnico della Maserati rappresentato da Valerio Giacobazzi per la parte progettuale, Lamberto Mastripieri per definizione dei contenuti, Bertarione per il controllo costi, e Facciolo per la pianificazione.
Fra i progettisti degli Stola si ricordano Sergio Giorgis, Luciano e Gianfranco Bernello, Fabrizio Giacometti. Crescenzi Leonardo, e Chiara Zampieri.
Il lavoro di progettazione richiede, almeno due incontri settimanali a Rivoli fra i tecnici Maserati e Stola, ed uno mensile a Modena presso la sede di Viale Ciro Menotti 322.
Lo sviluppo delle superfici di classe A, e la fresatura dei master verifica matematica è affidato come sempre al team di Carlo Mantovani e Vittorio Della Rocca; sarà proprio Fabrizio Giugiaro a verificare di persona i lavori eseguiti in Stola sugli esterni.
Le superfici di classe A degli interni saranno invece realizzate nella sede di Cinisello dai signori Castiglioni e Venturino e verificati dai designer Lancia.

Legenda dell'insieme giochi e
tolleranze della tipo M338

Schema completo giochi e tolleranze della tipo M338
È richiesto un grande lavoro di management visto l’ambizioso obiettivo voluto dall’Ingegner Alzati di non superare i 30 mesi di tempo per arrivare alla produzione da un foglio bianco.
All’inizio del 1998 per decisioni strategiche dell’Ingegner Paolo Cantarella e l’Avvocato Luca Cordero di Montezemolo, gli uomini della Direzione Tecnica Maserati si accorpano a quelli della Ferrari in ottica di efficenza e sinergia, in quanto si sta definendo l’assorbimento dell’azienda in Ferrari.
I manager di Maranello Corradi, Leonardi, Matullo e Sangermano da subito faranno squadra con quelli di Modena.

24 giugno 1996 Grugliasco presso la società Itca. L'inizio delle attività di costruzione dell'autotelaio seguite da Benedetto Carmelo della Stola s.p.a. che della foto di riconosce sulla sinistra con la giacca scura.
Grugliasco ottobre-novembre 1996. Presso la società Itca Beppe Di Nunno e Lamberto Mastripieri
durante la costruzione del primo prototipo.

31 ottobre 1996 la scocca del prototipo M338 in avanzamento presso la socità Itca

Modena gennaio 1997. Beppe Di Nunno posa cosa con la prima scocca della M338
nello stabilimento Maserati di viale Ciro Menotti.

Rivoli dicembre 1998. Presso l'ufficio tecnoco della Stola s.p.a. in via Ferrero 9 Luciano Bernello, Sergio Giorgis,
Beppe Di Nunno e Fabrizio Giacometti posano per una foto ricordo col modellino in scala della Maserati 3200GT.
Il primo ottobre 1998 la Maserati Tipo M338 è rivelata in prima mondiale al salone dell’automobile di Parigi con il nome 3200 GT, e sarà l’Ingegner Alzati insieme Giorgetto Giugiaro al campione Stirling Moss a presentarla alla stampa specializzata.
Settembre 1998. Foto ufficiali della Maserati 338 GT prima di andare al salone di Parigi.
Nel marzo del 2001 con l’occasione del salone di Ginevra, la Maserati presenterà una edizione in serie limitata a 250 esemplari della 3200 GT chiamata Assetto Corsa, ed anche per questa speciale la Stola curera la progettazione delle nuove appendici areodinamiche.
 
Vista l’integrazione tecnica Maserati e Ferrari il cui azionista comune è Fiat Auto, alla fine del 1999 vengono assegnati ancora alla Stola due nuovi progetti di ingegneria per le Tipo Spider è Coupè.
Inizio primavera 2000 le superfici matematiche di classe A della tipo M138.

Rivoli primavera 2000. Il progetto M138 in entrambe le versioni è sviluppato con l’ausilio della sala virtuale.
Entrambe le versioni vengono gestite con la stessa squadra di tecnici Stola e Maserati/Ferrari. Anche per queste due Tipo 138 Beppe Di Nunno è il capo progetto e gestisce i lavori fra Rivoli e Modena.
Il design della versione spider e coupè è sempre sotto la direzione dell’Italdesign e del Centro Stile Lancia.

Legenda dell'insieme giochi e
tolleranze della tipo M138 Spider

Parziale dello schema giochi e tolleranze della tipo M138
Modena 2001 All'interno dello stabilimento Maserati di via Ciro Menotti 322 il primo esemplare della coupé (M138).

La spider rispetto la coupè ha un telaio accorciato per meglio integrarsi con i soli due posti a sedere comparati ai 2+2.
A settembre del 2001, con l’occasione del salone dell’automobile di Francoforte, le due Tipo M138 vengono svelate alla stampa con i nomi Maserati Spider e Coupè.


Paola Busato responsabile Codep al salone di Francoforte posa per una foto ricordo al volante della Maserati Spider.

Agosto 2001 foto ufficiale della Maserati Spider prima della presentazione al salone di Francoforte.
INIZIO 1996
All’inizio del 1996 la Fiat coinvolge la STOLA spa per realizzare uno Show Car da presentare al Salone di Parigi. Da subito il suo nome é Multipla in omaggio alla storica Fiat 600 del 1957.
Gli stilisti Roberto Giolito per gli esterni e Peter Jansen per gli interni coordinati dall’Ingegner Nevio Digiusto dirigeranno i matematizzatori e i modellatori della modelleria di Rivoli.
Un progetto innovativo, giovane e appassionante con la caratteristica unica per quel periodo di avere tre posti anteriori e altrettanti posteriori con un pavimento totalmente piatto.
Il successo riscontrato ad ottobre 1996 in occasione del salone é così evidente che l’Ingegner Paolo Cantarella da poco Amministratore Delegato di Fiat Holding decide in accordo con Roberto Testore, che la Multipla dovrà essere prodotta in serie al più presto possibile.

1996 Il designer Roberto Giolito.

1995 Il disegno della Multipla di Roberto Giolito.

Giugno 1996 Rivoli via Ferrero 9, la scocca in resina della Multipla in costruzione.

Luglio 1996 Rivoli. Le fasi di assemblaggio della plancia portastrumenti sullo show car Multipla.

Setttembre 1996 Rivoli La fotografia del modello in resina rivestito della plancia portastrumenti e dei sedili montato sullo show car della Multipla.

Settembre 1996 lo show car Fiat Multipla fotografato prima della npartenza per il salone di Parigi.
Settembre 1996 lo show car Fiat Multipla fotografato nel cortile del Centro Stile di via La Manta Torino.
Parigi 2 Ottobre 1996 è il Press Day e la Multipla viene presentata dall'Ingegner Paolo Cantarella ai giornalisti.

Parigi 2 Ottobre 1996 La Multipla in esposizione allo stand della Fiat.
A fine ottobre del 1996 al rientro dal salone dell’automobile di Parigi la STOLA spa viene coinvolta da subito per tutte le attività di modellazione di stile degli esterni, degli interni e del Master Verifica Matematiche per la Multipla da produzione.
Il successo dello Show Car appena presentato é cosi ben percepito che la casa automobilistica torinese pianifica di vendere i primi esemplari al più presto.

Settembre 1997 la Fiat Multipla di produzione.
   

Settembre 1997 Francoforte
Roberto Testore CEO Fiat Auto e Alfredo Stola.
Per raggiungere questi obiettivi di tempo così ambiziosi la Fiat adotterà una particolare tecnologia di telaio “Space Frame”, avanzate tecniche di stampaggio anche con l’utilizzo di estrusi in acciaio.
Sempre Roberto Giolito, Peter Jansen e Nevio Digiusto insieme ad altri loro collaboratori lavoreranno in STOLA spa insieme ai modellatori e ai matematizzatori per oltre un anno.
Nel gennaio 1998 inizia la vendita al pubblico essendo precedentemente stata presentata qualche mese prima al Salone di Francoforte 1997.
GENNAIO 1996
In parallelo allo Show Car Fiat Multipla, nel gennaio 1996, per lo stesso salone di Parigi, l’Alfa Romeo incarica la STOLA spa di realizzare un concept molto sportivo dal nome altamente evocativo; Nuvolari.
Lo stile é diretto da Walter de'Silva assistito da Wolfgang Egger i quali dirigeranno tra la primavera e l’estate i modellatori degli Stola a costruire un grande capolavoro di stile.

Fine 1994. Uno dei primi disegni di Walter de'Silva.

Fine 1994 i primi disegni dell'Alfa Romeo Nuvolari.

Walter de'Silva

Rivoli giugno 1996 a sinistra Vai, e F. Bonito

Rivoli giugno 1996 la scocca di resina in lavorazione.

Rivoli Luglio 1996 presso la depandance dello stabilimento STOLA s.p.a. in via Ivrea, l'Alfa Romeo organizza
una fotografia con le tute rosse aziendali con una squadra mista di modellatori Alfa Romeo e Stola.

Rivoli settembre 1996 parte del team Stola insieme ai designer Alfa Romeo.
Si riconoscono A. Stola, Laura, R. Stola, Castaldello, La Manna e Della Rocca.

Lorenzo Castaldello sta per terminare gli interni.

Gli interni dell'Alfa Romeo Nuvola.

Fine settembre 1996 la foto ufficiale dell'Alfa Romeo Nuvola prima di partire per il salone di Parigi.

Ottobre 1996 Parigi Salone dell'automobile: l'Alfa Romeo Nuvola nello stand Alfa Romeo.
 
Roberto Stola, indiscusso Alfista seguirà questo lavoro insieme ai modellatori con grande passione e energia.
Indimenticabile é la visita presso la modelleria di Rivoli dell’Ingegner Paolo Cantarella per visionare il prototipo prima della verniciatura. In quell’occasione ci informava che il nome da Nuvolari cambiava in Nuvola e che il colore da rosso sarebbe diventato azzurro.
GIUGNO 1996
A giugno del 1996, un bel ritorno della Saab in STOLA s.p.a per richiedere la costruzione di  un see trough model della tipo 9-3.
Il modello da realizzare è la versione sedan, e lo stile è di Einar Hareide, Direttore del Centro Stile Saab;  il progetto è seguito da Pereric Haglund.
Alberto Sasso partecipò alla cena di gala nell'estate 1998 a Goteborg organizzata dalla Saab per la presentazione della Tipo 9-3.

Einar Hareide direttore del Centro Stile Saab

Estate 1998 Goteborg l'ingegner Alberto sasso in rappresentanza della famiglia Stola alla cena di gala organizzata dalla Saab per la presentazione della tipo 9-3.
Estate 1998 la foto ufficiale della Saab 9-3.
META' ANNI '90
Dalla metà degli anni 90 per soddisfare le  maggiori esigenze delle case automobilistiche che  devono ormai produrre in modo sempre più automatizzato,  i Cubing vengono richiesti solo più in alluminio.
Il cambiamento da resina ad alluminio diventa esigenza per la stabilità strutturale e la maggior precisione per il controllo degli elementi.
La Stola spa é molto preparata grazie alle nuove fresatrici a 5 assi per alluminio equipaggiate con i controlli numerici  più avanzati.
Luigi Gallina, Aniello Tornatore, Giorgio Braghin sono gli uomini dell’officina che attraverso la loro esperienza propongono, progettano  e realizzano cubing sempre più efficaci per i clienti.
Parallelamente alle più moderne fresatrici, nell’occasione del trasloco da Torino a Rivoli oltre ad installare due nuove macchine di collaudo Dea, tutte le altre vengono revisionate e sottoposte a processo di retrofit.

2000 Rivoli: una veduta generale del reparto Cubing in via Ferrero 9.

1996 Cubing Saab 95
Per la STOLA spa i cubing diventano una delle più importanti attività per l’officina, e le richieste di acquisto ormai arrivano da tutta le case automobilistiche d’ Europa.
Il modo di comunicare fra fornitori e clienti cambia completamente dal recente arrivo di “internet” e questo fa decidere agli Stola che il team tecnico deve essere supportato al piú presto da un manager commerciale.
La scelta é particolare, si cerca un giovane neo laureato “senza” esperienza lavorativa che parli almeno quattro lingue e che sia molto motivato e pronto a viaggiare sempre e ovunque.
Il ventiquattrenne appena laureato in scienze politiche Tiziano Novo viene assunto in prova a giugno del 1997 ed inserito in officina nel Team Cubing come coordinatore commerciale.
Il risultato é positivo sin dai primi mesi, integrandosi nel tessuto aziendale e mostrando anche un notevole interesse tecnico.
I clienti stabiliscono con l’officina degli Stola un contatto più diretto e così gli uomini di officina possono concentrarsi completamente su gli aspetti tecnici.

Tiziano Novo nel 1999.
Parallelamente attraverso decine e decine di viaggi in Europa, e in Asia questa nuova figura commerciale é decisiva per trovare nuovi e sempre più importanti clienti.
Il periodo di prova é solo più una formalità e finirà ad ottobre 1997 con l’assunzione definitiva.
1997 Cubing Seat Toledo
1999 Cubing Volkswagen Bora
1999 Cubing Alfa Romeo 147

2000 Cubing Seat Arosa
2001 Cubing Fiat Palio
2001 Cubing Fiat Stilo
2001 Cubing Volkswagen Polo
2001 Cubing Porsche Cayenne

Si riconoscono D. Franchino e M. Boscolo

Si riconoscono Ferro, D. Franchino, M. Boscolo e Braghin.
2001 Cubing Volkswagen Tuareg
I risultati dei settori Cubing e Master Verifica Matematica da un punto di vista commerciale è così soddisfacente che il Dott. Novo viene nominato dirigente nel 2001 a soli 29 anni affiancando il Dott. Carlo Biassoni in attività ancore più di responsabilità.
2002 Cubing Volkswagen Polo Sedan

Rivoli via Ferrero 9 29 Aprile 2002 Da sinistra Branislav Kollar, Tiziano Novo, Kirch Hoff e Luigi Gallina.
2002 Cubing Volkswagen Touran
2002 Cubing Volkswagen Polo
2002 Cubing Lancia Ypsilon

Rivoli 200x Cubing modello X
da sinistra G. Giacometti, X, A. Palmieri, G. Germanetto,
E. Recco, W. Boscolo,
Accovaciati A. Sollazzo, L. Cavanesi, E.Carmignato.


Rivoli 200x Cubing Modello X
da sinistra M. Boscolo, G.Giacometti, X, G.Germanetto, A.Sollazzo, E. Recco, W. Boscolo.

Rivoli 200x Cubing modello X
da sinistra G.Germanetto, A.Sollazzo, W. Boscolo

Rivoli 200x Cubing modello X
da sinistra W. Boscolo, A. Palmieri, S. Vair.

Si riconosce A. Siciliano

F. Bonito.
2003 Cubing Skoda Octavia
2003 Cubing Seat Altea
2003 Cubing Seat Altea
2003 Cubing Citroen C4
2003 Cubing Proton Gen 2

Malesia 2003 presso lo stabilimento Proton.
Da sinistra seduti il team della Stola: Brani, Vai, Picaro e Novo.
2003 Cubing Volkswagen Golf V
2003 Cubing Volkswagen Golf V

2003 Rivoli. Una foto ricordo degli specialisti Cubing Passuello, G. Bonito, Mondini e Siciliano.

Rivoli fine 2002: in Stola, sotto la tracciatrice DEA si procede all'assemblaggio del master di montabilità
degli interni della Fiat Palio 178-3. Si riconoscono Giovanni Magno, Danilo Franchino, Leonardo Canavesi e Carmelo Saitta.
AUTUNNO 1996

Cinisello Balsamo dall'autunno del 1996 per oltre un anno la Stola s.p.a. è coinvolta dalla Ferrari per
la progettazione della 456M nelle versioni GT e GTA. Lo stile è della Pininfarina.

Nell’autunno del 1996, la Ferrari affida alla STOLA s.p.a. la progettazione del restyling della tipo 456 GT nelle nuove versioni 456M GT e 456M GTA disegnate come sempre dalla Pininfarina; F116M è suo nome di progetto.
Significative modifiche sul cofango anteriore, con l'eliminazione delle prese d'aria e l'aggiunta di un sistema per la regolazione sui tre assi dei complessi fari a scomparsa.
I due paraurti oltre ad essere ristilizzati, vengono realizzati nelle tre versioni Europa, USA e Canada. Verrà eseguito anche un lavoro di progettazione sulle guarnizioni porta in collaborazione con il fornitore giapponese Sumitomo, e l'obiettivo è di migliorare il confort acustico.
Su gli interni vengono riprogettati la leva marce per la versione automatica, il tunnel, il mobiletto, le bocchette di areazione e il posacenere. Questi interventi dovranno tenere presente le nuove regole omologative appena entrate in vigore per la sicurezza del guidatore e dei passeggeri.
Per facilitare i lavori la Ferrari affida alla Stola una 456 GT di produzione consegnandola nella sede di Cinisello Balsamo in via Paisiello 110.
Certamente non un progetto completo, ma un segno di fiducia degli uomini della Ferrari nell’affidare un lavoro su una loro 12 cilindri.
Il Capo Progetto della Stola è Piero De Micheli, e il lavoro è svolto nella sede di Cinisello Balsamo diretta da Gottardo Bustreo, Carlo Biassoni come sempre seguirà la parte gestionale della progettazione curando anche gli aspetti contrattuali.
Sugli esterni e sugli interni Roberto Arpini e Giuseppe Castiglioni sono i Team Leader dei progettisti, assistiti da Paolo Zerbini specialista delle finizioni esterne.
L'ingegner Paola Busato dalla sede di Rivoli, è la responsabile della distinta base e nell'occasione ricopre il ruolo di collegamento tra i team Stola e Ferrari con frequenti viaggi a Maranello.


Modena 1997 al ristorante Il Fantino.
Da sinistra si riconoscono Vincenzo Pirola (Stola), Roberto Arpini (Stola), Paola Busato (Stola),
Toni Fabio (Ferrari), Stefano Sangermano (Ferrari), Ivan Pavarelli (Ferrari).
Gli uomini della Ferrari con cui si interfacceranno per oltre un anno sono Maurizio Rossi, Cesaretti, Mauro Del Monte, Ivan Pavarelli, Stefano Sangermano, Vincenzo Matullo, Ugolini, Franco Macaro e Toni Fabio sotto l'attenta direzione dell'ingegner Amedeo Felisa.
Questo progetto terminerà nella totale soddisfazione da parte della Direzione Tecnica Ferrari, e verrà fatto capire agli Stola, che nel futuro si vorrà ripetere l’esperienza sempre con progetti completi delle loro 12 cilindri.
Da questa prospettiva Gianfranco Morlacchi già specialista software dei tempi della fondazione della’Autec lavorerà insieme all’Ente Sistemi della Ferrari con i Signori Pascall e Di Lollo e l’IBM di Milano per l’installazione del software VPM (Virtual Product Management).
La necessità comune per il prossimo futuro è introdurre un sistema di archiviazione, scambio e condivisione dati sicuro.
Sarà proprio l’IBM a rendere facile questa esigenza attraverso l’ascolto degli uomini dei sistemi Ferrari e Stola per un software estremamente personalizzato.
Cinisello Balsamo 1996-1997. La Stola s.p.a. per Ferrari progetta il restyling interno delle 456M GT e GTA
disegnate dalla Pininfarina.
DICEMBRE 1996
A dicembre del 1996, il Centro Stile Lancia affida alla STOLA s.p.a. la costruzione di alcune proposte di modelli di stile della futura tipo Lybra.
Sono richiesti i modelli di esterni e di interni nelle versioni berlina e station wagon che verranno realizzati come ormai sempre “see trough in hard material”.
La direzione dei lavori è affidata prima all’Ingegner Fumia ed in seguito Mike Robinson, che insieme al Chief Exterior e Interior Pietro Camardella e Flavio Manzoni con i Designer Marco Tencone, Alberto Dilillo, Massimo Gay, Andrea Bassi e Bertolusso dirigeranno i modellatori degli Stola nella sede esclusiva e dedicata di via Ivrea a Rivoli.

Settembre 1996 Mike Robison con il primo
disegno della Lancia Lybra.
Lavori intensi e appassionati, dove nascerà una particolare intesa fra i designer Lancia e i modellatori.
La soddisfazione di Roberto e Alfredo Stola di lavorare per Lancia, come sempre ha un sapore speciale.
Rivoli: fra il 1996 e il 1997 in STOLA s.p.a vengono realizzati una proposta di modello di stile per esterno
ed una di interno per la futura Lancia Lybra.
Rivoli: fra il 1997 e il 1998 in STOLA s.p.a. vengono realizzate due proposte per un modello di esterni
e una per un interno del vano bagagli per la futura Lancia Lybra S.W.
1997
Il 1999 per l'Ingegner Alberto Sasso è l'anno in cui arriverà il momento della pensione dopo 28 anni di lavoro con i signori Stola.
La famiglia decide quindi di prepararsi a quel momento anticipando l'assunzione nel 1997 dell'Ingegner Carlo Alecci per assicurare una buona transizione fra i due manager alla direzione della STOLA s.p.a.
Alecci è conosciuto da Roberto Stola da molti anni come un direttore del Gruppo Comau dove ha maturato esperienza nel settore stampi e robotica.

L'Ingegner Carlo Alecci.
1997
Il 1997 per la STOLA s.p.a. è l’anno della Malesia, un mercato automobilistico emergente di grande interesse, dove Roberto Stola e l’Ingegner Alberto Sasso attraverso diversi viaggi svolti fra il 1995 e il 1996 stabiliranno importanti contatti con le due case automobilistiche Proton e Perodua.

1997 Malesia presso lo stabilimento Proton. In uno dei vari viaggi in Malesia.
Una foto ricordo dell'ingeger Alberto Sasso e dell'ingegner Andrea Giovanelli.
In particolare la Perodua viene introdotta attraverso la società Hawtal & Whiting, e il lavoro richiesto è il completo restyling della vettura Kancil da loro prodotta già da  molti anni su licenza Dahiatsu.
Le attività da realizzare sono l’ingegneria completa, i master model, e una serie di prototipi, ma la cosa davvero nuova per la Stola è che per la prima volta  viene richiesto di proporre anche lo stile degli esterni e degli interni di un’automobile.
Questa novità fu presa molto sul serio, e la Stola metterà in competizione per la miglior soluzione di stile Leonardo Fioravanti, Porsche Engineering Service e Marcello Gandini.

Marcello Gandini è il designer del progetto
Nicola and Cristian D'Alessio of DN Trasporti.
Always the transporters of Stola s.p.a. New Perodua Kancil
Una scelta di neutralità  presa per fare fede allo slogan “No style design” condizione necessaria per continuare a costruire i modelli di stile per i più importanti centri di design del mondo; i manager malesi sceglieranno i disegni di Marcello Gandini.
Purtroppo sia i disegni di Marcello Gandini che quelli della Porsche Engineering Service sono andati perduti, per fortuna sono rimasti quelli della Fioravanti.

Una proposta di stile della nuova Kancil della Fioravanti

Una proposta di stile della nuova Kancil della Fioravanti

Una proposta di stile della nuova Kancil della Fioravanti

Una proposta di stile della nuova Kancil della Fioravanti
L’ingegner Carlo Alecci entrato in azienda nel gennaio 1997 darà a questo progetto il suo contributo di esperienza organizzativa, e per l’occasione il giovane Ingegner Andrea Giovannelli verrà assunto per la posizione di Capo Progetto sotto la direzione di Gottardo Bustreo assistito da Carlo Biassoni per la parte contrattualistica.
Proprio per questo lavoro Carlo Carena un giovane progettista di carrozzeria anche lui assunto per questo specifico progetto entrerà a far parte del Team della Stola.
Fra i matematizzatori e i progettisti degli Stola si ricordano Adriano Rossi, Ginfranco Cappa, Alessandro Maggiolini, Cesare Lesne, Pasquale Papalia, Maria Teresa Savateri, Maurizio Gallo, Fabrizio Bonafede, Claudio Scalvenzi, Sergio Scarpell, Dennis Pace e Mauro Menegon.
Per la Perodua a Rivoli in via Ivrea 5 viene affittato uno stabile ad uso piattaforma di progetto di 700 metri quadrati, con tanto di sala preghiera visto che i tecnici malesi residenti sono per la maggior parte di fede mussulmana.
Dai disegni di stile, il Team superfici di Massimo Stola e Carlo Mantovani svilupperanno le matematiche sotto la costante direzione di Marcello Gandini.
Tra i progettisti italiani e malesi si svilupperà un ottimo rapporto umano, anche con iniziative sportive molto utili per creare una positiva atmosfera.

Rivoli 1997, prima che le attività inizino arriva per essere esaminata una Perodua Kancil di produzione.
Da sinistra l'Ingegner Alberto Sassa, Lucio Giarolo, Lello Locantore, Andrea Giovannelli, Antonio Giovinazzo e Vincenzo.

Rivoli 1997 un altra foto ricordo con la appena arrivata Kancil di produzione.
Da sinistra Alberto Sasso, Alfredo Stola, Alias Abu Hassan e Andrea Giovannelli.
Parallelamente alle attività di engineering la Perodua richiederà alla Stola di organizzare un corso di car design per alcuni suoi dipendenti che sarà svolto con l'istituto Iaad di Torino dall'insegnante Luciano Bove.

Torino, questa foto ricordo è scattata presso l'istituto Iaad di Torino.
Si riconoscono l'Ingegner Alberto Sasso, l'insegnate Luciano Bove e il dirigente Perodua Alias Abu Hassan.
All'inizio del 1998 il lavoro verrà stoppato dalla Perodua per la terribile crisi finanziaria di tutti gli stati del sud est asiatico conosciuti in quella circostanza come le "Tigri Asiatiche”.
Questa situazione determinò oltre a enormi perdite in borsa, una forte svalutazione delle monete locali rispetto a quelle  europee e soprattutto verso dollaro americano.
La percentuale di avanzamento lavoro di progettazione al momento dello stop era al 70%, e con grande correttezza tutto il dovuto da parte del cliente verrà pagato.
Tutte le attività di engineerig sviluppate con il software Katia 4 sono così a buon punto che in quel momento si sarebbe potuto procedere con la costruzione dei prototipi.

Un immagine di quel periodo delle quattro tigri asiatiche.

Un esplicativo grafico del crollo del PIL nel 1998.
Nonostante questa interruzione, i rapporti con i Manager malesi rimangono ottimi a tal punto che nel 2000 viene ordinata alla STOLA s.p.a lo sviluppo completo di una plancia porta strumenti per il restyling della loro solita automobile in produzione la Kancil.
Anche in questo ultimo specifico lavoro l’Ingegner Sasso da consulente perchè in pensione, farà parte della squadra insieme a Bruno Arienti.

2000 Rivoli il restyling della plancia porta strumenti della Perodua Kancil.
In tutto questo periodo anche la casa automobilistica Proton si rivela un ottimo cliente il quale richiede con continuità la costruzione di alcuni master di montabilità per migliorare la qualità delle sue future produzioni.
Uno fra questi è il sofisticato master di montabilità interni ed esteni composto in un’unica attrezzatura, per la loro nuovissima Generazione 2, che permette di controllare moltissimi particolari di produzione dell’automobile nelle sue misure tenendo conto delle tolleranze, e i classici giochi e accoppiamenti.
I master, dopo essere stati collaudati in sala metrologica in Stola nella sede di Rivoli, vengono smontati, imballati e spediti per poi esssere rimontati ricollaudati presso il reparto qualità del cliente solitamente adiacente alla linea di montaggio.
In questo caso il cubing sarà riassemblato e certificato da un Team misto di uomini Stola e Proton.
2003 Cubing Proton Gen 2 uno degli ultimi Master costruiti per la casa automobilistica Malese.

Malesia 2003 presso lo stabilimento Proton.
Da sinistra seduti il team della Stola: Brani, Vai, Picaro e Novo.

Malesia 2003 Tiziano Novo insieme ai tecnici
della Proton prima di una cena.

Malesia 2003 Vai, Brani, Novo e Picaro.

Malesia 2003. Una gita in un giorno di festa
Brani, Picaro, Vai e Novo.
Tiziano Novo sempre presente in queste importanti fasi di lavoro, insieme ai suoi colleghi tecnici in trasferta lavoreranno per tre di settimane presso il quartier generale della Proton a Shah Alam - Salangor Darul Ehsan alla delibera finale e ad un corso d’uso.
Essendo lo stabilimento Proton a soli 50 minuti da Kuala Lampur in pratica i ragazzi della Stola risiederanno nella capitale, ed essendo i malesi persone molto ospitali non mancheranno momenti conviviali con i tecnici Proton, come anche le occasioni di qualche gita fuori città nei loro venerdi e sabato di festa per ammirare le meraviglie del posto.
Con piacere si ricordano i nomi dei Manager di entrambe queste due case autimobilistiche Proton e Perodua Kamarulzaman Bin Daraus, Tengku Mahaled, Tony Chan Kok, Datuk Kisai Bin Rahmat, Kisay Ramat, Nor Hadi Daut, Ithar Othman, Alias Assan, Pauline Wooley, Sharifa Anfa, Kuwhata, Mustafa Kamal, Rosle Yaakub, Tajul Zahari, Abdul Wahab Bin Mohamed Kalid, Nor Hado Daud, Ithar Othman, Alias Abu Assan, Pauline Wooley, Shafira, Rosly e Kuwhata e Wolfgang Karl Epple
GENNAIO 1997
Nei primi giorni del 1997 la Toyota diventa cliente della modelleria di Rivoli attraverso due prototipi non funzionanti chiamati Funcargo e Funcoupè.
I lavori sono gestiti da Torino per la Toyota attraverso Tateo Uchida, Direttore della società Forum assistito da Osvaldo De Stefanis. Sono due interessanti Concept da cui presto la Toyota genererà per la produzione la fortunata serie Yaris.
In particolare la Funcargo vedrà qualche anno più tardi la luce con il nome Verso.

Francoforte settembre 1997. Alfredo Stola assieme a John Mc Leod designer di entrambe i prototipi.

Francoforte settembre 1997. Alfredo Stola posa
accanto alla Funcargo.

Le foto ufficiali delle Toyota Funcargo e Funcoupe realizzate a Torino.
Proprio per la versione Verso sempre attraverso Forum poco dopo la presentazione dei due concept al salone di Francoforte nel settembre del 1997 in STOLA s.p.a. verranno sviluppati un modello di esterni e uno di interni come proposte di stile per la produzione seguiti direttamente dal designer John Mc Leod sempre assistito da Torino attraverso la supervisione di Tateo Uchida della socità Forum.
In questa occasione si incontreranno Manager della Toyota, fra i quali Tadao Otsuki, Ryoji Okazaki, Fukuichi Tokuo, Morohoshi Kazuo e Misono Hideichi.
Rivoli 1997 In Stola s.p.a. vengono sviluppati un modello di stile degli esterni e uno degli interni per la Toyota Yaris Verso
di produzione, il designer è sempre John Mc Leod.
MARZO 1997
In un giorno di marzo  del 1997 al piano direzionale in Rivoli, un momento di divertimento per Roberto Stola con gli storici Capi Officina Carlo Bordone e Sellan Sante ( entrambi ex pugili dilettanti ) assunti da suo padre Alfredo nel 1949 e nel 1955, ormai in pensione.
Nell'occasione spettatrici dell'incontro le storiche segretarie Cicci Sardi e Grazia Bolla in STOLA s.p.a. rispettivamente dal 1966 e dal 1969 ancora al lavoro.

Rivoli 1997. Al piano direzionale Grazia Bolla, Carlo Bordone e Cicci Sardi.

Rivoli 1997 Carlo Bordone, Sellan Sante e Roberto Stola.

Rivoli 1997. Un momento di divertimento di Roberto Stola che sfida in un incotro di pugilato simulato
gli ex storici Capi Officina Sellan Sante e Carlo Bordone.
PRIMAVERA 1997
Nella primavera del 1997 attraverso il lavoro di rappresentanza di Mitsushi Yabe dell'ufficio Stola Giappone, direttamente con il Centro Stile Nissan la STOLA s.p.a realizza un see trough model in hard material per la tipo Cedric.
i designer coinvolti sono Masato inowe, Yamazaki, diretti dal General Manager del Design Division Noboru Wakabayashi.
Negli anni a venire, per altri progetti, si incontreranno molti Manager della Nissan fra i quali Shiro Nakamura, Hiroyuki Kameoka, Hiromi Ogawa, Toshimasa Moriwaki, Lesley Busby, Felipe Roo Clefas, Stephane Schwarz e Toshio Yamashita.

Mitsushi Yabe è il direttore dell'ufficio commerciale
Stola in Giappone, qui ritratto in una foto del 2000

Rivoli aprile 1997. Terminata la giornata di lavoro il designer Masato Inoue intrattiene suonando la chitarra
una parte dei modellatori di stile della Stola s.p.a.

Rivoli 1997. In Stola s.p.a si realizza un see trough model in hard material per la Nissan tipo Cedric.

Giugno 1997 La lettera di congratulazioni di Masato Inoue per il lavoro svolto sul modello di stile della Nissan Cedric.
LUGLIO 1997
Nel luglio del 1997 attraverso il centro stile di Sitges in Spagna di proprietà VW, inizierà a Rivoli un complesso progetto per la realizzazione di uno Show Car da presentarsi al prossimo salone di Ginevra a marzo 1998.
È una Seat ed il suo nome è Bolero 330 BT, il direttore dello stile a Sitges é Erwing Himmel, e durante la costruzione del prototipo Walter de’Silva da poco nel gruppo VW verrà  in visita in STOLA s.p.a.
La Bolero è il primo concept Seat dopo l’acquisizione da parte della casa automobilistica di Wolfsburg, e la visita di  de’Silva a Rivoli è la prima non da direttore Alfa Romeo

Ginevra, marzo 1998. La Bolero 330 BT viene mostrata nello stand Seat.
FINE AGOSTO 1997
l rilancio Salone dell’Automobile di Torino è una tale realtà che ancora una volta  Roberto e Alfredo decidono di partecipare all’edizione 1998.
A fine agosto del 1997 inizia un nuovo e più ambizioso progetto di Show Car il suo nome da subito è Stola Monotipo e il marchio è Abarth.
Un nuovo prototipo carrozzato STOLA disegnato dall’amico Aldo Brovarone ha fra le sue caratteristiche più evidenti le porte ad apertura verticale.

Torino settembre 1997 presso l'abitazione di Aldo Brovarone Alfredo Stola ammira le prime illustrazioni del maestro.
Ottobre 1997 le illustrazioni di Aldo Brovarone, realizzate presso la sua abitazione di Torino,
sono eseguite a pennello con colori a tempera.

Rivoli aprile 1998 Nel reparto prototipi della Stola s.p.a. Aldo Brovarone insieme a Giancarlo Perini giornalista di Car Styling.
La Monotipo vuole essere un esempio per i clienti sulle proprie capicità nell'utilizzo della fibra di carbonio formata in autoclave.
Questa nuova Abarth deriva ancora una volta dalla Fiat Barchetta, ed è un altro omaggio degli Stola verso la casa automobilistica torinese.
SETTEMBRE 1997
Parallelamente alla Monotipo, la STOLA costruisce il modello di stile Crab per la IED di Torino. L’obiettivo della scuola di design  è una presentazione al Salone dell’Automobile di Torino ad aprile 1998 all'interno stand Fiat.
Lo stile è di Luca Borgogno, e tutto il progetto è finalizzato alla sua tesi di fine corso di car design.

Rivoli, Novembre 1997. L'architetto Ermanno Crissoni,
Alfredo Stola e l'Ingegner Carlo Fugazza.

Rivoli Febbraio 1998. Il modello della Crab quasi finito
presso il box di stile al secondo piano.

Rivoli, marzo 1998. Gli utimi ritocchi al modello prima della foto ufficiale.
Una storia interessante perché  la Fiat è lo sponsor e il lavoro viene  supervisionato dai Manager Luciano Bove, Carlo Fugazza e dal Direttore del Centro Stile Fiat Ermanno Cressoni.

Torino aprile 1998. Il modello Crab all'interno dello stand Fiat al Salone dell'Automobile di Torino.
META' SETTEMPRE 1997
A metà settembre del 1997 il Centro Stile Honda Europa diretto da Yozaburo Yamashita e assistito da Martin Glotzbach la cui sede è in Germania, richiedono alla STOLA s.p.a di costruire due proposte di modelli di stile per esterni.
I modelli i questione si riferiscono alla futura settima generazione della tipo Civic vera e propria icona di questo marchio giapponese.
L’incontro con il Centro Stile Honda Europa, avviene dopo varie vistite nella città di  Offembach mirate ad illustrate i vantaggi delle metodologie di costruzione “modelli see trough in hard material” rispetto al tradizionale clay model.
Gennaio 1998 in Stola s.p.a. vengono terminati due differenti proposte di modelli di stile della futura
VII generazione della Honda Civic.
Il designe è diretto dal Centro Stile Honda Europa.
Un’esperienza molto positiva che continuerà negli anni a venire   per altre proposte di modelli di stile di produzione e anche per studi di advanced design per i tipi Accord, Jazz e per un’altra Civic.
La STOLA s.p.a. non lavorerà mai direttamente con il Centro Stile Honda in Giappone ma le visite dei loro maneger a Rivoli saranno non poche; tra loro Shigehiro Kashima, Masahito Nakano, Nomura Kaoru e Yozaburo Yamashita.
Um ricordo degno di nota è l’incontro con un indimenticabile pranzo organizzato da Mitsushi Yabe rappresentante della STOLA s.p.a. Giappone nei dintorni di Tokio con l’Ingegner Hirotoshi Honda fondatore della società Mugen al tempo leader nei motori di F1 e in genenerale nel motor sport.

Rivoli 1997, il disegno del designer Oluf Bendixen omaggio al Team Stola
Tra i designers Honda residenti a Rivoli per questi progetti Civic, Oluf Bendixen regalerà un bellissimo disegno di una futuristica Formula 1 con riportati i nomi del Team Stola: Stefano Ardagna, Carlo Cavaglià, Lucio Giarolo e Giochino Grande.
AUTUNNO 1997
Nell’autunno del 1997 la Stola s.p.a. fonda la società Stola do Brasil la cui sede produttiva è situata a Belo Horizonte nella regione di Minas Gerais in cui da anni è operativo lo stabilimento F.I.A.S.A. acronimo di Fiat Automoveis S.A.
La Stola do Brasil  si propone come una fabbrica in out sourcing al servizio della world car Fiat Palio nello specifico settore dello stampaggio lamiera, dell’assemblaggio di sottogruppi ma soprattutto nella costruzione di scocche grezze, da consegnare just in time nel vicino sito F.I.A.S.A. di Betim.
Per la Famiglia Stola, questa esperienza sudamericana durata oltre sei  anni e mezzo, senza alcun dubbio è stata la più complessa impresa in termini di energia umana, intelligenza tecnica e impegno finanziario.
Sono stati stampati milioni di particolari in lamiera, saldati altrettanti sottogruppi e costruite circa 300.000  scocche grezze.
Avere realizzato da prato verde uno  stabilimento di 100.000 metri quadri coperti con una forza lavoro 1.200 persone divisi in tre turni sono gli altri  numeri dopo l’ultimo ampliamento dell’anno 2001, che raccontano una visione industriale realizzata per la  caparbia volontà di Roberto Stola.

Roberto Stola

Essendo questo capitolo davvero molto esteso e dettagliato che racconta tredici diversi progetti con una ricchissima documentazione fotografica, cliccando qui di seguito sulla scritta gialla  “CLICCA QUI PER VEDERE LA STORIA DELLA STOLA DO BRASIL” la si potrà apprezzare  nella sua interezza

NOVEMBRE 1997
Nel novembre del 1997 la Stola s.p.a. é coinvolta nella costruzione del modello di stile degli esterni della   Alfa Romeo Tipo 947  che in seguito verrà chiamata 147.
Verranno realizzate sullo stesso modello di stile le versioni tre e quattro porte. Il Design è del Centro Stile Alfa Romeo di Arese diretto da Wolfgang Egger.
Alla Stola verrà poi affidato il progetto completo di ingegneria.
DICEMBRE 1997
Nella fine del 1997 il positivo trend di crescita  degli ordini spesso ultrannuali, e le discrete previsioni sul futuro, fanno decidere alla direzione della Stola s.p.a. di dotarsi del migliore sistema gestionale di controllo sul mercato.
La scelta va sul software Sap (Sistemi, Applicazioni e Prodotti nell’elaborazione dati) con l’obiettivo di poter in tempo reale consultare le commesse, i costi aziendali e i fornitori.
Un grande investimento di 1.700.000.000 di £ a cui vanno aggiunti i costi per la formazione del personale attraverso dei tutor. 
Per un corretto uso del sistema, è soprattutto necessario un cambio culturale di tutti affinchè i risultati forniti dal Sap siano efficaci.
L’Ingegner Carlo Alecci conosce molto bene lo strumento per averlo utilizzato nella sua precedente esperienza lavorativa in Comau, e quindi sarà lui in prima persona a convincere i più diffidenti.
Da parte dei clienti e del sistema bancario è molto apprezzato che l’azienda si sia dotata di un sistema gestionale all’avanguardia.
Con la collaborazione di tutti il risultato è stato eccellente, e dalla fine dello stesso anno la Stola usa Sap in tutti i suoi dipartimenti ottenendo miglioramenti importanti sia dal punto di vista tecnico che gestionale permettendo cosí una maggiore rapidità decisionale. 
FEBBRAIO 1998
Nel 1998, l’esigenza di un sistema avanzato di gestione qualità nei settori master verifica matematica, cubing ed ingegneria inizia a diventare una necessità molto sentita in Stola s.p.a.
Dal 3 gennaio 1995, è già presente in azienda l'attestato di qualificazione qualità FIAT, che comprende i vari UNI-ISO 8402, EN29000 e 29001 CEI45014 e ISO10011/1.
Dal 1997 è già attivo un modello organizzativo secondo la norma ISO 9001, ma è evidente che da solo non è più sufficiente. Le divisioni ingegneria, master e cubing, sono sempre  più coinvolte in progetti chiavi in mano e spesso anche pluriennali, e quindi un sistema di gestione avanzata della  qualità diventa essenziale, soprattutto per i sempre più stringenti requisiti tecnici - contrattuali delle case automobilistiche.

Ingegner Davide Albano
Fra i principali clienti le cui cerificazioni sono pretese, Fiat Auto, Ferrari, Maserati e Volkswagen, nei settori progettazione, master verifica matematica e cubing.
L’Ingegner Carlo Alecci, per questa specifica attività già dalla fine del 1997 è alla ricerca di una figura professionale adatta per aumentare gli standard del sistema di qualità  ed affrontare in modo più sicuro le complesse sfide del mondo automotive.
Nel febbraio del 1998 Davide Albano, un giovane ingegnere con  tre anni di esperienza nel settore viene assunto in azienda per questo specifico compito.

Certificato QS 9000 rilasciato dall'ente RINA alla Stola s.p.a.
divisione ingegneria per entrambe le sedi,
di Rivoli e di Cinisello Balsamo. Rilasciato
L’Ingegner  Albano sviluppa e coordina un programma di lavoro che porta nel giro di breve tempo ad aggiornare il vecchio standard normativo che porterà all’introduzione delle Vision 2000, ad implementare  gli standard  del settore automotive QS 9000 (emesso dai Big Three, Ford, Chrysler e General Motors) e  VDA 6.4 (rilasciato da VW Group, BMW e Mercedes), includendo anche la certificazione ambientale ISO 14001, a testimonianza di una responsabilità sociale ed imprenditoriale attenta all’ambiente.
I nuovi schemi di certificazione QS 9000 e VDA  permettono di elevare gli standard di qualità grazie anche all’introduzione di tecniche di auditing, di monitoring ( KPI) e metodologie (Advance Product Quality Plan) che consentono di gestire progetti sempre più complessi con maggiore efficienza, oltre che con rigore e disciplina.
Le attività di costruzione modelli di stile e show cars sono escluse dal sistema gestione per qualità per via dell’estrema segretezza dei progetti, preteso fortemente dalle stesse case.
Fra le varie verifiche programmate da parte dei clienti una di particolare soddisfazione  avviene nel 2001 con l’attestazione da parte del Dottor Martin Klugel direttore della Qualità  centrale di Volkswagen nonchè membro permanente del comitato direttivo VDA ( Verban der Automobilindustrie ) che attribuisce al sistema qualità della Stola il punteggio di 88/100 in media con le migliori aziende certificate tedesche.

Rivoli 1 marzo 2001. Al termine di una settimana di intensi lavori ecco l'indispensabile certificazione interna
della Volkvswgen per abilitare un fornitore a lavorare. Il settore in cui la Stola s.p.a. opera per il gruppo di Wolfsburg
è quello dei Cubing e i Master di Verifica Matematica. Il certificato è rilasciato dal Dottor Martin Klugel.
Da questa importante valutazione, lo stesso dott. Klugel suggerirà agli Stola che un ulteriore certificazione TUV sarebbe stata ben vista dai dirigenti del gruppo Volkswagen.
Il suggerimento fu immediatamente accolto, il Dottor Albano lavorò su questo obiettivo ottenendo la certificazione nell'estate del 2002.

Il certificato TUV, riinnovato nell'estate del 2004 c
on validità biennale

Certificato ISO 14001:1996 rilasciato
nell'inverno del 2002.
Tra gli indicatori di performance (KPI) introdotti da Albano con le nuove certificazioni, quello sui costi per la Qualità mette in evidenza, nel giro di pochi anni, come ad un aumento delle tecniche di controllo preventive siano state di fatto conseguite efficienze non sono di tipo economico (riduzione dei maggiori costi della non-qualità, riduzione delle modifiche e dei disturbi di processo) ma anche sul fronte del time to market che i grandi costruttori riducevano progressivamente portandolo dai 36 mesi, prima ai 24 e poi ai 18 mesi, nel giro di breve tempo.
Semestralmente verrà riprodotto un report "INDICATORI SISTEMA di GESTIONE per la QUALITA'" ad uso interno per monitorare gli standard di qualità raggiunti.
 
Un estratto del report semestrale "INDICATORI SISTEMA di GESTIONE per la QUALITA"
FEBBRAIO 1998
Nei primi mesi del 1998 la Stola s.p.a. viene coinvolta da Walter De Silva, Direttore del Centro Stile Alfa Romeo di Arese, nella costruzione di un modello per una tipo 156 in versione station wagon.
La direzione di Fiat Auto alla prima presentazione non ne è entusiasta ma l’insistenza del Direttore del Marketing Giuseppe Perlo riuscirà a convincere i vertici ad inserire nella gamma prodotto questa intrigante variante della 156 berlina.
Il codice di progetto è 932 AF e il nome della vettura viene proposto da subito in Powerwagon, per poi cambiare dopo qualche tempo nel definitivo 156 Sportwagon.
A seguito di questa decisione la Direzione Tecnica di Fiat Auto affida immediatamente alla Stola s.p.a. l’ingegneria della carrozzeria e delle finiture interne comprensive dei calcoli strutturali.

Schema giochi e tolleranze dell’Alfa Romeo progetto 932 AF.
Il Team tecnico della Stola è praticamente lo stesso che aveva precedentemente sviluppato la 156 Berlina già da qualche mese in produzione, e i lavori si svolgeranno fra le sedi di Cinisello Balsamo e Rivoli sotto la direzione di Gottardo Bustreo affiancato per la parte gestionale dal Dottor Carlo Biassoni.
Tabella di progetto dell’Alfa Romeo 932.
Anche per questa Alfa Romeo replicherà lo schema della 156 berlina, e Gottardo Bustreo ne sarà anche Capo Progetto non solo per la parte ingegneristica, ma anche per l’assistenza alla messa in produzione della nuova scocca e delle finizioni interne specifiche con una lunga trasferta a Pomigliano D’Arco in provincia di Napoli.
In particolar modo fin dall’inizio ancor prima della fresatura del modello di stile, il Team Superfici Matematiche diretto da Massimo Stola e assistito da Carlo Mantovani lavorerà con i designer del Centro Stile di Arese utilizzando il software Icems Surf prima per le classi C e poi in seguito per le A.
Fra i Team Leader di progettazione Di Benedetto, Depetri, Carena, Maffei, Mollo, Bonafede, Poggio e Di Nunno.
Come per la berlina, la Sportwagon è sviluppata con il sistema Cadds 5 di Computervision, e il sistema di archiviazione verso Fiat gestito da Paola Busato è il software Optegra.
In ottica di innovazione tecnologica il portellone posteriore sarà realizzato con il sistema ProE di Parametric Tecnology utilizzando per la prima volta le cosidette metodologie parametriche.
I calcoli strutturali più che mai fondamentali per trasformare una berlina in una station wagon, sono eseguiti dal Team di La Rosa dalla sede di Cinisello Balsamo con l’utilizzo dei sistemi Nastran, Abacus e Radioss; come sempre software e hardware sono gestiti da Gianfranco Morlacchi.
Da i rilievi della parte posteriore del modello di stile della 932 AF, gli studi del portellone sia dell’esterno e della relativa ossatura.
Lo sviluppo delle matematiche della 932AF sono iniziate partendo dalla stessa versione berlina
già realizzate in Stola s.p.a. nel 1995.
In quel periodo, vista la grande quantità di progetti in sviluppo all’interno di Fiat Auto, lo stesso A.D. Paolo Cantarella che è a conoscenza del fatto che Roberto Stola possiede personalmente alcune aziende nel settore progettazione e costruzione mezzi di produzione quali stampi e linee di assemblaggio, ma anche di stampaggio lamiere e assemblaggio sottogruppi, gli chiederà qualcosa in più.
La 156 Sportwagon, che è una derivazione della berlina, dovrà essere assemblata e finita sulla stessa linea nello stabilimento Fiat Auto di Pomigliano d’Arco, si presenta quindi un’interessantissima opportunità per Roberto Stola visto che le sue aziende sono ubicate proprio a Pomigliano d’Arco in provincia di Napoli
Le aziende in questione sono la Stola Sud, la Stampitre e la Tecnostampi rispettivamente a Pomigliano D’Arco e Avellino, e la Sat a Beinasco nell’area torinese.
Per Fiat Auto la Stola s.p.a. sarà fornitrice dell’ingegneria completa di prodotto, dello sviluppo superfici matematiche, i modelli di stile e master model ed infine i cubing.

Schema completo dei particolari in lamiera della 932 AF derivati in parte dalla berlina. Evidenziati in arancione
si possono notare le matricole che la Sat dovrà progettare e costruire gli stampi per la produzione.

Sat: fresatura dello stampo del portellone.

Sat: una delle matrici stampo del portellone.

Sat: prova stampi sotto pressa.

Sat: controllo dimensionale del particolare stampato.

Sat: simulazione al computer di interazione fra robot e uomo nelle operazioni di assemblaggio e saldatura dei sottogruppi.

Sat: progetto di assamblaggio e saldatura sottogruppi in lamiera.

Sat: progetto di assamblaggio e saldatura sottogruppi in lamiera.

Stampitre: le due linee di stampaggio a trasferta per la produzione dei lamierati.

Stolasud: due immagini dell'assemblaggio e del collaudo dei particolari prima di essere consegnati in linea di montaggio.
La Sat sarà incaricata direttamente da Fiat Auto di progettare e realizzare gli stampi e le linee di assemblaggio per tutte le parti specifiche in lamiera, e la Tecnostampi sarà coinvolta per gli stampi a supporto della stessa.
La Stola Sud che si avvale della collaborazione della Stampitre, sarà incaricata da Fiat Auto per le attività di stampaggio e di lastratura sottogruppi con consegna just in time presso la linea di montaggio.
L’ambizioso target di messa in produzione della Sportwagon e di soli 20 mesi.
Roberto Stola, vista la enorme aspettativa del cliente, sempre con grande energia e per tutto il tempo del progetto darà il suo personale sostegno nei lavori alla prima linea direzionale composta da Carlo Alecci, Gottardo Bustreo, Carlo Biassoni e da Marco Goffi, con innumerevoli viaggi a Napoli.

Una foto ufficiale della 156 Sportwagon.
Il particolare Goffi gestirà tutte le lavorazioni per la costruzione delle attrezzature di produzione seguendone poi anche la stessa produzione con costanti trasferte al sud Italia fino al 2004.
La Sportwagon sarà presentata in occasione del salone dell’automobile di Ginevra edizione 2000, riscuotendo un notevole successo anche grazie al suo nome, primo nell’ambiente automobilistico il cui significato evoca sportività con un’automobile famigliare. Si consuntiverà negli anni di produzione la enorme quantità di Sportwagon rispetto la Berlina, segno del successo del modello e certificazione della sfida vinta; su 100 Alfa Romeo prodotte 30 erano berline e 70 in versione familiare...

2000 L'Alfa Romeo 156 Sportwagon entra in produzione presso lo stabilimento di Pomigliano d'Arco.
Giugno 2000 Torino. In occasione del salone  dell’automobile di Torino, nello stand Stola s.p.a.
oltre allo Show Car S81 è esposta la scocca dell’Alfa Romeo 156 Sportwagon.
APRILE 1998
Gennaio 1998 I disegni della Lancia Thesis firmati da Mike Robison e Flavio Manzoni.
Nell’aprile del 1998, la Lancia presenta sul proprio stand al Salone dell’Automobile di Torino il Concept Lancia Dialogos; un capolavoro assoluto. Alla fine della primavera del 1998, il Centro Stile Lancia richiede alla STOLA s.p.a. di costruire un modello di stile di esterni see trough in hard material e di un interno sempre in hard material con l'obiettivo produzione.
Il progetto è denominato Tipo 841 ed è chiaro sin da subito che l'ispirazione è il concept Dialogos appena presentato.
In questo caso già da subito è richiesto un intervento molto più complesso ed articolato in termini di personale, spazi e tempo, con l’obiettivo di rendere i modelli di stile idonei in ogni minimo dettaglio per la produzione.

Maggio 1998 Mike Robison con Marco Tencone
e Flavio Manzoni
Il Direttore dello stile è Mike Robinson che insieme al Chief Exterior Marco Tencone e il Chief Interior Flavio Manzoni con i colleghi Giancarlo Concilio, Alberto Dilillo e Andrea Bassi lavoreranno insieme ai modellatori degli Stola per realizzare una delle piú straordinarie automobili Lancia dell'epoca moderna.
Questo grande coinvolgimento da parte di Fiat Auto per la realizzazione dei modelli di stile presso la modelleria di Rivoli fa si che la stessa Stola viene in parallelo incaricata per realizzare gli studi di fattibilità le matematiche di classe A, i Master di verifica superfici, e la progettazione della scocca, delle parti mobili e degli interni.

Schema giochi e tolleranze e profili esterni della Lancia Tipo 841

Teballa di progetto della 841-Dialogos (il nome Thesis non era ancora stato pensato) si può notare la dicitura Stola nel ruolo di progettista.
Tra il 1998 e il 1999 la STOLA s.p.a. realizza per il Cento Stile Lancia il modello degli esterni della Lancia Thesis.
Tra il 1998 e il 1999 la STOLA s.p.a. realizza per il Centro Stile Lancia il nodello degli interni della Lancia Thesis.
APRILE 1998
Nell’aprile del 1998  il Centro Stile americano Ford di Deaborn, richiede alla STOLA s.p.a. di realizzare un concept dimostrativo per mostrare la tecnologia “Fuel Cell”.
L’obiettivo della Ford è di presentare questo Show Car denominato FC5, al prossimo salone di Francoforte a settembre 1998.
La loro recente acquisizione del marchio Land Rover è il motivo per cui la casa americana si rivolgerà direttamente a Torino per uno Show Car grazie alle buone referenze degli stilisti della Rover nei i progetti  Mini del 1997.
Il Project Manager Ford è Joe Bonacchi, che ricoprirà questo ruolo anche nei prossimi anni con altri tre prototipi con i marchi Lincoln e Mercury.

Rivoli 1998. Maria Paola Stola e Joe Bonacchi

Rivoli 1998. Franco Cerva, Joe Bonacchie e Lucio Giarolo.

La foto ufficiale della cartella stampa della Ford FC5 con la tecnologia "Fuel Cell" visibile per l'occasione.


Settembre 1998, al salone di Francoforte Alfredo Stola posa con la FC5 nello stand Ford.

Francoforte settembre 1998. Il team dei modellatori Stola che ha realizzato il lavoro.
MAGGIO 1998
A maggio del 1998, dopo la positiva esperienza con lo show car Bolero 330 BT, la Seat ritorna in STOLA s.p.a. con la richiesta di un nuovo concept da presentarsi al prossimo salone di Ginevra 1999.
Il suo nome è Formula, e i designer sono Julian Thomson e Tancredi Aguilar diretti da Erwin Himmel, e per precisione il lavoro è commissionato dal Design Center Europe del Gruppo VW di Sitges in Spagna.
La Formula è un prototipo altamente performante il cui motore posizionato centralmente sviluppa 240 CV con un peso complessivo di 900 Kg .
Il telaio è di alluminio e la carrozzeria e completamente in fibra di carbonio.

Julian Thomson designer del Design Center Europe VW

Tancredi Aguilar designer del Design Center Europe VW

Rivoli novembre 1998 F, Cerva e L. Giarolo.

Rivoli novembre 1998 X, S. Ardagna e Y

Rivoli novembre 1998 S. Ardagna....

Rivoli novembre 1998

Rivoli novembre 1998

Rivoli dicembre 1998 Inizia la verniciatura

Rivoli gennaio 1999 Da sinistra G. Gammichia...

Da sinistra L. Giarolo F. Chiara e T. Aguilar.

Da sinistra...

Da sinistra...

Roberto Stola

Da sinista G. Gammichia...
Torino febbraio 1999 Le foto ufficiali della Seat Formula prima del trasporto al salone di Ginevra.

Ginevra 1999. P. Arcadipane, G. Grande, G. Comollo,
S. Ardagna.

Ginevra 1999 Stefano Ardagna posa insieme a due
modelle della Seat.

Ginevra 10 marzo 1999. La Formula, esposta nello stand Seat.
GIUGNO 1998
A giugno del 1998 il Centro Stile Lancia commissiona alla STOLA s.p.a. due proposte di modelli di stile per la futura lancia Phedra: un esterno see trough in hard material e un interno, sempre in hard material.
Visto l’accordo di Fiat Auto con il Gruppo PSA, lo stesso Centro Stile Lancia chiederà di realizzare un proposta modello di stile sempre di esterni e interni agli stessi modellatori con il marchio Citroen per la futura C8.
Dam Abramson è il designer di PSA che lavorerà in team con i colleghi di Lancia.
Per le sinergie industriali, sempre nello stesso periodo e sempre in STOLA s.p.a.venne realizzata una proposta del marchio Fiat per un modello di esterni del tipo Ulisse.
Marco Tencone, Alberto Dilillo diretti da Mike Robinson sono fra gli uomini del Centro Stile Lancia / Fiat spesso presenti nella modelleria degli Stola a Rivoli.
Rivoli ottobre 1998 vengono terminate due proposte di modelli  per il Centro Stile Lancia
un esterno e un interno completo della tipo Phedra
Rivoli novembre 1998 in STOLA s.p.a. vengono realizzati due proposte di modelli per il Centro Stile Lancia
della futura Citroen C8; un esterno e una plancia porta strumenti.
Rivoli, dicembre 1998, in STOLA s.p.a. viene realizzato per il Centro Stile Fiat una proposta
di un modello per il futuro Fiat Ulisse.
ESTATE 1998
Nell’estate del 1998, il Centro Stile Honda Europa, vista la soddisfacente esperienza precedente con le tipo Civic, richiede alla STOLA s.p.a. due proposte di modelli di stile per un esterno e un interno in hard material della tipo Accord VII generazione.
Rivoli settembre 1998: In Stola s.p.a. vengono realizzati due proposte di modelli di stile per esterni e interni per la futuraHonda Accord. Il design è realizzato e diretto dal Centro Stile Honda Europa.
SETTEMBRE 1998
A settembre del 1998 Alfredo Stola riceve una indimenticabile telefonata dal Direttore del Centro Stile Porsche Harm Lagay.
Con la massima urgenza è richiesta la costruzione di un modello di stile per il primo suv Porsche, e il fatto indimenticabile è che il lavoro sarà per Ferdinand Alexander Porsche.
Il modello realizzato a Rivoli è diretto dagli stilisti del “Porsche Design” di Zell am See.
A gennaio del 1999 ancora una telefonata di Harm Lagay chiede di fresare a Rivoli un modello per una seconda proposta.

Zell am See. 2010. Ferdinad Alexander Porsche
nel suo ufficio in occasione del suo
settantacinquesimo compleanno.
Questo modello fresato verrà trasferito al “Porsche Design” a Zell am See per essere rifinito a mano da una squadra di modellatori della Stola su indicazioni degli stilisti del Professore.
Questi due progetti, poi denominati Cayenne, saranno seguiti in modo particolare da Alfredo Stola e Giochino Grande i quali faranno diverse trasferte nel piccolo paese austriaco.
In queste occasioni incontreranno più volte nel suo ufficio Ferdinand Alexander Porsche lasciando loro un ricordo di uomo gentile, appasionato e sinceramente semplice.
Motivo di soddisfazzione professionale della famiglia Stola, è che il Professor Porsche tenne sulla sua scrivania in mostra un modellino in scala della Stola GTS con i colori azzurro e arancione Gulf dal 2003 in poi per tutta la sua vita.

Rivoli settembre 1998. La Stola s.p.a. realizza un modello
di stile la "Porsche Designe" di Zell am See

Zell am See febbraio 1999. Una squadra di 5 uomini
della Stola s.p.a. modellerà un secondo modello di stile
presso il "Porsche Designe"
Per la cronaca i modelli di stile della Cayenne realizzati per il "Porsche Designe" non furono quelli andati in produzione.
Il progetto delle due proposte di modelli di stile della Cayenne, qualche anno più tardi, nel 2001 portarono alla richiesta da parte della Porshce di realizzare un master di montabilità in alluminio della plancia porta strumenti.
2001 Il master di montabilità della plancia porta strumenti completa della Porsche Cyenne.
Sulla sinistra la configurazione senza i pezzi di produzione e a sinistra con i pezzi di produzione assemblati.
OTTOBRE 1998
A ottobre del 1998 la STOLA s.p.a inizia un interessante lavoro con il Centro Stile Isuzu.
Il compito è costruire due modelli di stile see trough in hard material per la serie D Max in versione single cab e double cab ed un’interno.
Il cliente Isuzu è conquistato dagli Stola anche per i vecchi lavori dei tipi 117 e Piazza del 1966 e 1979 che sono per loro veri e propri progetti iconici.
Questi tre lavori saranno l’occasione d’incontro con staordinari uomini del design come Shiro Nakamura, Satomi Maruyama e Joel Piaskowski.
Questa casa automobilistica giapponese fa parte del gruppo americano General Motors, e qualche mese più tardi, presso il Centro Stile di Warren in Michigan verrà sviluppata la versione rebadging della Chevrolet, sempre nelle due varianti.

Warren (Michigan) 1998 presso il Centro Stile della General Motors, i manager del Design Center General Motors
controllano gli ultimi dettagli della versione rebadging Chevrolet.
Da sinistra Jon Albert (Chief Designer), Terry Henline (Designer Director), Ken Parkinson (Design Manager), X,
Jerry Palmer (Executive Design Director) and Joel Piaskowski (Lead Designer).
 
Rivoli 1998. In Stola s.p.a. vengono realizzati due modelli di stile per esterni (due porte e quattro porte)
e un modello d'interni della Isuzu D-Max.
GENNAIO 1999
A gennaio del 1999 il Centro Stile Mitsubishi europa, diretto da Akinori Nakanishi richiede alla STOLA s.p.a. di realizzare due proposte di modelli per esterni e uno per interni in Hard Material della futura serie Colt.
Questo primo lavoro per l'importante casa automobilistica giapponese è il risultato di vari incontri precedenti presso la loro sede in Germania nella cittadina di Trebur.
Incontri mirati a far conoscere i vantaggi ttecnici di costruzione modelli in Hard Material e soprattutto See Trought; i nostri interlocutori da subito sono Akinori Nakanishi e Gert Hildebrand.
Negli anni a venire dopo questa fortunata esperienza si costruiranno molti altri modelli e alcuni show cars.
In queste occasioni si conosceranno Osamu Tsuchiya, Hans J Storck, Satoru Tsujimoto, Abe Hiroyuki, Abe Taketoshi, Morel Thomas, Richard Plavetch, Yamada Shuji, Omer Halihodzic e si rincontreranno Peter Arcadipane e Olivier Boulay.
Rivoli gennaio 1999: In Stola s.p.a. vengono realizzati due modelli di stile della Mitsubishi Colt in versione 3 e 5 porte.
Lavoro eseguito direttamente per il centro stile giapponese il cui direttore globale è Olivier Boulay.

Rivoli ngennaio 1999: In Stola s.p.a. vene realizzat il modello di stile degli interni della Mitsubishi Colt.
Lavoro eseguito direttamente per il centro stile giapponese il cui direttore globale è Olivier Boulay.
GENNAIO 1999
Torino gennaio 1999 Le proposte di stile di Marcello Gandini di un nuovo trattore Case.
Ancora nel gennaio del 1999 l’Ingegner Claude Nahum vicino alla famiglia turca Koc in trattativa per l’acquisizione della americana Case chiede agli Stola una progetto completo dallo stile, all’ingnegneria e ai modelli per un nuovo trattore.
Lo stile viene commisionato a Marcello Gandini e parallelamente iniziano le macro fattibilità di ingegneria.
Le trattative sono intense, ma con l’evidenza che a maggio dello stesso anno sarà la New Holland ad acquistare la Case il progetto si fermerà.

Marcello Gandini
Memorabile in STOLA s.p.a. questa esperienza del trattore dove ci fu una delle più lunghe conference call fatte fra Torino e Ginevra da Tiziano Novo e Claude Nahum iniziata alla ore 10 del mattino e finita alla 4 del mattino del giorno dopo.
FEBBRAIO 1999
A febbraio del 1999 Roberto Stola condivide con la propria Direzione la convenienza ad avere una società di ingegneria piccola e indipendende a supporto degli uffici tecnici della Stola s.p.a.
La necessità è dovuta all’attuale grande carico di lavoro di progettazione per il mondo Brasile, ma anche nella prospettiva di futuri impegni di progetti completi ormai quasi perfezionati con Maserati e Alfa Romeo.
Roberto Stola conosce bene Matteo Colasanto che è proprietario della società Tecnocars con base a Torino in Corso Unione Sovietica, e che conta una forza lavoro di circa 15 progettisti.
Insieme trovano un accordo e così la Stola s.p.a. diventerà proprietaria di Tecnocars e verrà chiesto a Colasanto di continuare a dirigerla.
La Tecnocars si rivelerà un’ottima idea, e grazie l’integrazione con il Direttore Tecnico della Stola Gottardo Bustreo e tutti i sui Capi Progetto si dimostrerà molto profiqua in temini di efficenza vista la piccola e snella struttura.
Capiterà anche che alcuni progettisti della Stola lavoreranno come Team Leader all’interno della Tecnocars, come nel 2002 nel progetto BMPV Idea Brasile a Stefano Marchisio e Carlo Carena.
Gianfranco Morlacchi da subito svolgerà il suo solito lavoro per integrare i sistemi Tecnocars nella infrastruttura della rete Stola per le connessioni verso i vari Clienti e ad allineare e formare il personale alle metodologie di progettazione e qualità utilizzate in Stola.
La Tecnocars farà parte della vendita a Global industriale il 26 luglio 2004 essendo appunto di Stola s.p.a. al 100%.
MARZO 1999
A marzo del 1999 il rappresentante della STOLA s.p.a. per il Giappone, Mitsushi Yabe procura la realizzazione di un modello di stile see trough in hard material per la seconda serie della Subaru Forester.
Per l’occasione, in ottica di comprendere al 100% le esigenze di un nuovo cliente, il responsabile Stola del reparto modelli di stile Stefano Ardagna incontrerà i designers presso il loro Centro Stile a Ota City in Giappone.
Fra le persone incontrate a Rivoli e a Ota City si ricordano Hiroyuki Baba e Rhor Emmanuel.

Rivoli 1999. La Stola s.p.a. realizza un modello di stile see trough in hard material della Subaru Forester seconda serie.
AUTUNNO 1999
Ormai il Salone di Torino inizia a diventare con piacere una tappa quasi obbligata, un momento d’incontro e cordialità con tutti i clienti dei settori concept, master, cubing ingegneria e prototipi pre produzione.
L’appuntamento è ad aprile 2000, e questa volta gli Stola decidono di affidarsi a Marcello Gandini per la realizzazione di un modello porte apribili iniziando i lavori nell’autunno del 1999.
Il tema è di quelli importanti, rivedere la Lancia Strato’s trent’anni dopo la presentazione al Salone di Torino del 1970 disegnata dalla stessa mano.
Marcello Gandini ha carta bianca, e il team dei modellatori in quattro mesi realizzerà un formidabile modello apribile e scomponibile.
Per la cronaca all’inizio il modello denominato S81 ha il marchio Lancia sul frontale con l’immancabile scudo, ma pochi giorni prima della verniciatura i vertici della Fiat chiedono di non utilizzare il loro logo.Propongo di utilizzare lo stemma a rombo della STOLA spa, ma la famiglia chiede a Marcello Gandini di applicare il suo marchio stilizzato MG acronimo del suo nome.
Una scelta molto sofferta sia per gli Stola che per Gandini e per tutti i lavoratori coinvolti nel progetto.

Torino giugno 2000, il modello porte apribili S81 presso lo stand della Stola s.p.a.
Cernobbio 2009. La Stola S81 di proprietà del collezionista Corrado Lopresto fotografata nel parco dell’Hotel Villa d’Este.
Un aneddoto che vale la pena ricordare è che ad un certo punto per omaggiare Torino, Roberto Stola proponeva di applicare una grafica rappresentante la Mole Antonelliana simbolo della città.
Parallelamente ai lavori della S 81, vista la grande stima degli Stola per Marcello Gandini, ancora una volta gli viene richiesto una sua personale visione per un ipotetico nuovo camion Iveco.
I disegni vennero poi portati a luglio del 2000 in Fiat all’ingegner Paolo Cantarella nel suo ufficio del Lingotto, personalmente da Roberto Stola accompagnato da Alfredo.
Torino 27 giugno 2000. i disegni di Marcello Gandini nella sua visione di una nuova motrice Iveco.
FINE AUTUNNO 1999
Nell’ultima parte del 1999 la Maserati, coninvolge la Stola s.p.a. in un progetto di grandissima importanza non solo per la stessa casa modenese ma per per la storia dell’automobile.
L’Avvocato Luca Cordero di Montezemolo decide di rilanciare una nuova quinta generazione della Tipo “Quattroporte”   icona delle beline di lusso sportive la cui ultima “vera e gloriosa”  usci di produzione nel 1990.
Lo stile è di Pininfarina, e la progettazione verrà appunto affidata agli Stola anche grazie agli ottimi risultati ottenuti in temini di qualità con la progettazione e i relativi master model e prototipi  della recentissima  M 338, conosciuta come 3200 GT.

Benedetto Carmelo è il capoprogetto per la Stola
per il progetto Quattroporte, insieme al nipote Iacopo.

Giugno 2003 una delle prime immagini ufficiali della Maserati quattroporte la cui prima presentazione dedicata ai fornitori avvenne a Modena. Lo stile degli esterni e degli interni è di Pininfarina e l'ingegneria, le matematiche i master sono stati realizzati dalla Stola s.p.a.
DICEMBRE 1999
Nell’ultima parte del 1999 la Stola s.p.a. acquista il 100% della società Estival, una storica modelleria francese la cui sede operativa è a Ivry sur Senna alle porte di Parigi.
L’acquisizione avviene direttamente dal suo proprietario Luciano Vercellotti amico di una vita degli Stola, che la dirige già dal lontano 1978 con l’assistenza del manager Gerard Picard.
L’Estival fondata nel 1949 da Monsieur Estival è una delle più antiche società che operano nei settori modelli e show car, e con le nuove tecnologie CAD - CAM e CN a sua disposizione dalla metà degli anni ottanta la rende anche una delle più moderne di Francia.
Una precisa strategia suggerisce questa espansione oltre alpe da parte della modelleria di Rivoli, ovvero poter con discrezione lavorare per le case automobilistiche Renault, Peugeot e Citroen.
La Stola s.p.a. è piuttosto nota in Germania ma in Francia assai meno, e per questo motivo la famiglia delegherà Gerard Picard gli incarichi di Amministratore e Direttore Tecnico.
Già da i primi mesi del 2000 verranno deliberati nuovi investimenti tecnici incluso anche un ampiamento degli spazi lavorativi con nuove aree riservate.
La conduzione di Estival si rivelerà relativamente facile e profiqua grazie soprattutto al professionale lavoro di Picard e alla generosa consulenza di Vercellotti.
2000
L’arrivo dell’anno 2000 è immaginabile come ricco di aspettative tecnologiche per tutti, e in STOLA s.p.a. nel settore della progettazione dell’automobile s’inizia a scoprire il mondo delle sale vrtuale 3D.
La direzione tecnica nelle persone di Gottardo Bustreo, Gianfranco Morlacchi supportati da Carlo Biassoni spingono in particolare Roberto Stola a riflettere sull’importanza di avene una dedicata all’ingegneria.
Come nel 1981 con i primi sistemi cad cam e le fresature dei modelli a controllo numerico diciannove anni dopo si prospetta un’innovazione di pari livello.
L’esigenze delle case automobilistiche di accorciare sempre più il “time to market” di un nuovo modello, la volontà di ridurre il numero di prototipi in ottica di riduzione costi e migliorare in generale la qualità fanno di queste sale virtuali una risposta.
Gianfranco Morlacchi, intrapprenderà vari viaggi, talvolta accompagnato da Carlo Mantovani, in Italia, in Belgio e una speciale visita a Sindelfingen nel centro tecnico Mercedes.
Alla fine la scelta avverrà su un sistema Barco  BR-909 a retroproiezione steroscopica attiva  con uno schermo lungo 3 metri per un’altezza di 2 metri e mezzo.
Gli Stola sono cosí convinti, che insieme all’Ingegner Alecci decideranno di acquistare due sistemi per i centri tecnici di Rivoli e Cinisello Balsamo, creando così due sale virtuali gemelle che saranno attive già a novembre dello stesso anno.

Ottobre 2000. La prima sala virtuale della Stola s.p.a.nella sede di Rivoli.
Si distingue da quella di Cinisello Balsamo per la colonna color granata.

Novembre 2000. La seconda sala virtuale della Stola s.p.a. nella sede di Cinisello Balsamo.
Si distingue dalla gemella di Rivoli per la colorazione bianca della colonna a sinistra della foto.

A Rivoli dove  esiste la divisione sviluppo superfici matematiche estetiche oltre la normale progettazione è necessario disporre di strumenti per aumentare la qualità di visualizzazione e di analisi delle forme.
A Cinisello Balsamo dove l’attività è prevalentemente dedicata allo sviluppo dei progetti di carrozzeria, finizioni e telaio è richiesta molta potenza di calcolo per gestire l’elevata mole di dati grafici necessarie per tecniche di analisi con “Digital Mockup”.
In entrambe le sedi, nelle due sale virtuali in questo simbolico anno 2000 i centri tecnici verranno rispettivamente attrezzati con strumenti come Silicon Graphics Octane Bi-Processore con a bordo software Opticore,  e Sun SunBlade Bi-Processore con software Catia 4D Navigator e Unigraphics Vis Mockup.
La STOLA s.p.a condividerà queste nuove tecnologie in particolare con i clienti Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Ferrari, Maserati e il gruppo Same.
Attraverso queste due sale virtuali, e i nuovi strumenti di analisi, i rapporti con i clienti diventano più attivi e dinamici, grazie alla condivisione simultanea delle soluzioni tecniche e le possibili migliorie da applicare in diretta.
Cambiano i modi di condurre i lavori e ancora di più le riunioni di avanzamento interne e con i clienti.
Layout vano motore, impianti carburante, climatizzazione, simulazione montaggi delle finizioni esterne e interne e della meccanica, verifica cinematismi sono solo alcune delle attività svolte in sinergia fra il Team della Stola, il cliente e i molti codesigners specialisti.

GENNAIO 2000
A gennaio del 2000, il centro stile Nissan Europa chiede agli Stola di realizzare un concept da presentare al prossimo salone di Parigi previsto ad ottobre dello stesso anno.
Il design è di Stephane Schwarz, sotto la direzione di Shiro Nakamura, e i modellatori della Stola realizzeranno i soli modelli di stile degli interni e degli esterni scomponibili in via Ferrero 9 a Rivoli.

Per la costruzione del prototipo, come per le Smart, gli Stola chiederanno la collaborazione alla F&S della Famiglia Secoli per poterlo realizzare nel loro laboratorio sempre con una squadra mista di modellatori delle due socetà, con la super visione dei responsabili di officina della Stola Della Rocca e Giarolo.
La sola verniciatura verrà realizzata sempre a Rivoli, in via Ferrero 9, presso la modelleria degli Stola.
Il nome dello Show Car è Fusion e da questo fortunato progetto deriveranno diverse auto di produzione Nissan.


Vittorio Della Rocca Capo Officina modellatori Stola s.p.a. e Flavio Secoli proprietario della F&S.

Rivoli giugno 2000 via Novara, Alfredo Stola con il team Nissan. X, A. Stola, S. Nakamura e S. Schwarz.

Anno 2000, il disegno originale della Nissan Fusion di Stephane Schwarz.
Rivoli via Novara luglio 2000. Presso il laboratorio F&S il team misto Stola-Secoli all'opera per la costruzione dello show car.
Si riconoscono i designer S. Schwarz e S. Nakamura.

Rivoli via Ferrero 9 settembre 2000. In Stol s.p.a. Lo show car Fusion al secondo piano del reparto prototipi
viene assemblato prima della verniciatura che avverrà sempre nello stesso reparto.
Torino fine settembre 2000 le foto ufficiali della Fusion prima del trasporto al salone di Parigi.

Parigi ottobre 2000. La Fusion in mostra nello stand Nissan.
GENNAIO 2000

Anno 2000, i disegni della Lancia Ypsilon.
Tra gennaio e giugno dell’anno 2000 il Centro Stile Lancia incarica la STOLA s.p.a. di realizzare due proposte di modelli di stile per la futura tipo Ypsilon.
Un esterno see trough model in hard material, e un interno sempre in hard material. Mike Robinson è il Direttore, e i designer coinvolti sono Alberto Dilillo, Marco Tencone, Luciano Speranza, Giuseppe Bertolusso, Giancarlo Concilio, Adriano Piovano e Hernan Carambopolos.
Quando gli Stola vedono le matematiche delle superfici capiscono subito che l’ispirazione dello stile arriva dal capolavoro della Lancia Aprilia, il cui modello di abitabilità fu sviluppato nel 1934 nel laboratorio Alfredo Stola di via Issiglio 38 a Torino.

Febbraio 2000, parte del Team Lancia spesso
presente a Rivoli in Stola s.p.a.
Maurizio Tocco, Giancarlo Concilio, Diego Vergnano, Adriano Piovano, Giovanni Ribotta,
Serena Chionetti, Andrea Bassi, Stefano Bertolo,
Massimo Gay, Marco Tencone eRoberto Corangio.
Per questa ragione mettono a disposizione una vera Lancia Aprilia in mostra nel box di lavoro per tutto il tempo dello sviluppo dei due modelli di stile.
Rivoli maggio 2000. La STOLA s.p.a. per il Centro Stile Lancia realizza una proposta di modello per esterni.
Rivoli maggio 2000. La STOLA s.p.a. per il Centro Stile Lancia realizza una proposta di modello di stile per interni.
FEBBRAIO 2000
Nel febbraio del 2000, il Centro Stile Alfa Romeo diretto da Walter De Silva incarica la STOLA s.p.a. di realizzare i modelli di stile delle 156 GTA nelle versioni berlina e sportwagon.
Un lavoro di una certa complessità per un budget molto ridotto e un time to market straordinariamente corto.

Tabella di apertura commessa per il progetto GTA
I particolari nuovi, oltre ai paraurti e le minigonne laterali erano parafanghi anteriori e posteriori ovviamente allargati.
Le superfici di classe C vengono fornite direttamente dal Centro Stile di Arese, e dopo l'approvazione del modello da parte della direzione di Fiat Auto la stessa incaricherà la Stola s.p.a. di realizzare la progettazione completa.
Giuseppe Di Nunno, già allievo del corso modellatori 1981/82, sarà nominato da Gottardo Bustreo capo progetto.
La Stola per queste due versioni GTA, realizzerà partendo dalle scocche di serie nelle versioni normali sei esemplari di prototipi il cui montaggio finale compresa la sofisticata meccanica, sarà a cura dell'Alfa Romeo stessa.
Le due 156 GTA berlina e Sportwagon sarranno presentate in word premiere in occasione del salone di Francoforte nei primi giorni di settembre del 2001.

Settembre 2001 Francoforte le due 156 GTA nello stand Alfa Romeo.
APRILE 2000
La STOLA s.p.a. già fornitore di modelli per il Centro Stile Honda Germania e Giappone fa si che nell’aprile del 2000 nasca un inconsueto lavoro per il settore due ruote con il Centro Ricerca Sviluppo Honda di Roma.
Il lavoro è complesso, in pratica da un modello di stile in clay fornito dal Centro Stile di Roma ci si aspetta un prototipo funzionante con attrezzature prototipali particolarmente avanzate.

Rivoli Aprile 200 A. Stola e Nobuyuki Ishihara si
stringono la mano dopo la firma del contratto.

Rivoli Aprile 2000 Appena firmati i contratti in una foto ricordo. Da sinistra Tiziano Novo Tomoyuki Okura, Nobuyuki Ishihara, Alfredo Stola, Bruno Arienti, Carlo Mantovani e Gioachino Grande.
Il centro di ricerca laziale oltre il modello di stile fornisce lo scooter Honda SH di produzione attuale, per permettere ai tecnici degli Stola di fare tutte le modifiche necessarie.
La Honda vuole per questo progetto chiavi in mano un team completo e dedicato e quindi Tiziano Novo, Carlo Mantovani, Felice Chiara, Bruno Arienti, e Giochino Grande gestiranno il progetto il cui termine è previsto a dicembre 2000.
Gli uomini della Honda con cui quelli della Stola si interfacceranno sono Nobuyuki Ishihara Direttore del Centro R&D Europa e i suoi assistenti Tomoyuki Okura, Ken Yamaguci, Yutaka Kawasaki, Gian Varlo Giliberti Calderon, e Angelo Coletta.
Rilievi, ingegneria, costruzione modelli, stampi e particolari e assemblaggio con l’obiettivo finale del prototipo è il lavoro da realizzare.
Questo progetto in modo simultaneo sarà sempre verificato dai tecnici dello stabilimento di produzione italiano di Atessa.
INIZIO ESTATE 2000
L’esperienza di lavoro con Porsche Design a Zell am See direttamente per   Ferdinand Alexander Porsche nel progetto Cayenne, fra il 1999 e 2000, fa nascere il desiderio agli  Stola di realizzare un giorno un prototipo su base Porsche.
A inizio estate del 2000 arriva l’invito del Dottor Bruno Alfieri editore di Automobilia, a partecipare presso la Triennale di Milano all'esposizione "L'Automobile più bella del mondo", troppo prestigioso per non accoglierlo.
Alfredo e Roberto Stola decidono di iniziare subito la costruzione di un prototipo su base Porsche Boxter tipo 986 da presentare a Milano, a marzo del 2001, col nome S82 Spyder.
 
Ottobre 2000 I disegni di Aldo Brovarone.

A. Stola, F. Secoli e G. Grande.

V. Mammone e Trosa

A.Stola, F. Secoli, D. Secoli e Trosa.

Trosa e V. Mammone.

Trosa
Febbraio 2001 Foto ufficiali della S82 Spyder in studio realizzata da Massimo Perini assistito da Teresio Demaria.

Marzo 2001, X, Maria Paola Stola, Roberto Stola e Fabrizio Giugiaro.
Milano marzo 2001. L'ingresso dell'esposizione presso la Triennale.
Dietro la S82 Spyder Fulvio Cinti, Alfredo Stola e Aldo Brovarone.
Milano marzo 2001. Desiderio di Bruno Alfieri è avere anche la Stola Abarth Monotipo.
In posa Alfredo e l'ing. Alberto Sasso.

Milano marzo 2001. All'interno della Triennale l'ing. Bruno Sacco, Alfredo Stola e Aldo Brovarone.
Montecarlo settembre 2001. Il servizio fotografico per il magazine Auto Motor und Sport a cura del giornalista Eckhard Eybl.
LUGLIO 2000
Nel luglio del 2000 una seconda volta la STOLA s.p.a. viene contattata dal centro stile Ford di Deaborn da Joe Bonacchi affiancato dall’ufficio acquisti.
Il lavoro che viene prospettato è complesso ed  impegnativo, si tratta di realizzare un prototipo marciante  per il lussuoso marchio Lincoln i cui modelli di stile in clay saranno forniti dalla Ghia di Torino.
Questo progetto è l’occasione  per conoscere due importanti direttori del gruppo Ford: J Mays e Gerry Mcgovern e molti altri bravissimi designer fra i quali  Adriana Monk, Marek Reichman e Per Selvag.
Giugno 2000 i primi disegni della Lincoln di Marek Reichman e Adriana Monk.

Rivoli settembre 2000 Gerry Mcgovern e Per Selvag.
Nel frattempo che la Ghia realizza i modelli di stile, da Detroit viene spedita una Lincoln Town di produzione cosicchè il Team di Felice Chiara può iniziare le macro fattibilità per il taglio dell’automobile.
A settembre arrivano dalla Ghia i raffinatissimi clay models degli esterni e degli interni il cui design e opera di Reichman e Monk, e cosí alla Stola inizieranno i lavori finalizzati alla costruzione del  prototipo.
L’obiettivo è il salone internazionale dell’automobile di New York che verà aperto alla stampa il 10 aprile 2001 ed il nome prescelto per questo concept della Lincoln è Mercury MK9.
Bill Ford A.D. di Ford ha gia esteso un invito a 500 giornalisti per 9 aprile  per una cena al Waldorf Astoria con presente la MK9.

Rivoli ottobre 2000 Adriana Monk
e Marek Reichman.

Rivoli ottobre 2000 Felice Chiara

Rivoli ottobre 2000 Felice Chiara e Giuseppe Gammicchia.

Rivoli ottobre 2000 A. Mulargia, A. Spitaleri, F, Cerva, F. Chiara e G. Simeone.

Rivoli ottobre 2000 B. Comollo, L. Giarolo e Mulargia.

Rivoli ottobre 2001. A. Mulargia R. Tartaglia, A. Bonetto, G. Simeone, B. Comollo e F. Sansalone

Rivoli Ottobre 2000 B. Comollo e Adriana Monk.

Rivoli novembre 2000 Maria Paola Stola e Joe Bonacchi.

Rivoli novembre 2000 Gerry Mcgovern e Joe Bonacchi.
Inaspettatamente a fine settembre la Ford nella persona di J Mays  richiede un appuntamento a Rivoli con i signori Stola e non viene loro comunicato l’argomento.
L’incontro con il Direttore Ford, avviene nella sala verde del piano direzionale della Stola s.p.a. il quale comunica la decisione di chiudere lo storico centro stile Ghia di Torino, e la richiesta è di assumere 8 dei loro uomini del reparto modelli - prototipi.

J. Mays Direttore globale dei Centri Stile degli otto
marchi del gruppo Ford nell'anno 2000
Il lavoro in quel periodo non manca ( il  fatidico 11 settembre arriverà fra 10 mesi ) ma per ancora più convincere Roberto e Alfredo Stola, Mays è pronto con un corposo programma di lavori per la modelleria di Rivoli.

Rivoli novembre 2000 Giuseppe Gammicchia.

Rivoli novembre 2000 M. Vai, L. Rossetti, F. Chiara e L. Curbis.

Rivoli gennaio 2001 Di schiena Beppe Comollo e Pasqualino Procopio.

Rivoli marzo 2001 Lucio Giarolo e Alfredo Stola.

Rivoli marzo 2001 Claudio Nardiello.

Gerry Mcgovern scherza con Alfredo Stola.

Rivoli marzo 2001 si riconoscono A. Spitaleri, Mammone, L. Giarolo, J. Bonacchi, G. McGovern e L. Curbis.

Rivoli marzo 2001 F. Cerva e F. Chiara.

Rivoli marzo 2001 D'Alessio e G. Grande.
In questo incontro, Sapino A.D. di Ghia esprime che in questa non facile situazione sarebbe felice sapere che i suoi migliori uomini possano continuare a lavorare alla   STOLA s.p.a. 
La decisione positiva di Roberto Stola è suggellata con strette di mano ed in seguito tutte le promesse di J Mays saranno rispettate e il personale Ghia si dimostrerà di grande capacità.
La modelleria di Rivoli si arrichirà di Bettino Vinci, Emilio Serra Emilio Zanoni, Gianfranco Roberi, Francesco Acquaviva ed in particolare Sergio Prodan e Giovanni Longo.
Il primo da subito diventa vice di Lucio Giarolo dirigente del reparto modelli di stile e show cars, e il secondo nel 2003 rileverà la posizione di Felice Chiara capo tecnico show cars appena andato in pensione.
Prodan e Longo in queste posizioni di respondabilità si inseriranno da subito in modo molto positivo sia con i loro colleghi che con i clienti.

Rivoli fine settembre 2000. Sergio Prodan con la maglia bianca, si inserisce nel team degli Stola. Da sinistra Lucio Giarolo, Gioachino Grande, Sergio Prodan e Franco Cerva alla macchinetta del caffè al primo piano "modelli di stile e show car".
Torino aprile 2001 Foto ufficiali della Lincoln MK9 prima di partire per New York.
La consegna nella data prestabilita della MK9 non fu cosa facile da rispettare, si perse il primo cargo prenotato e il secondo arrivò a New York solo 10 ore prima della cena offerta da  Bill Ford per i 500 giornalisti.
Questo fu possibile grazie alla comprensione di Alitalia  che  appositamente rimandava di  12 ore il decollo.
Per essere sicuri che tutto fosse sotto controllo, gli Stola chiesero a Gioachino Grande, e Beppe Comollo di volare immediatamente a New York per assistere ogni fase di transito del prototipo dalla dogana del cargo center dell’areoporto Kennedy,  al trasporto  e al posizionamento nella sala banchetti dell’ hotel Waldorf Astoria.
Anche Joe  Bonacchi della Ford fece squadra con Grande e Comollo già durante il volo per gli Stati Uniti.

Malpensa 7 aprile 2001 L'MD11 cargo Alitalia 30 minuti prima del decollo.

New York L'hotel Waldorf Astoria in Park Avenue.

Bill Ford
New York aprile 2001 La MK9 esposta nello stand Lincoln.

4 giugno 2001 Un apprezzatissima lettera di congratulazioni alla Stola s.p.a a doppia firma
di J. Mays e Gerry McGovern, tra i vertici del design del gruppo Ford.
AGOSTO 2000
Nell’agosto del 2000 la Stola s.p.a. attraverso il proprio rappresentante commerciale per la Francia Gianfranco Ferrera, acquisisce un importante lavoro per il dipartimeto veicoli commerciali della Renault.
Il progetto è denominato X83-H2, e l’obiettivo è ingegnerizzare un’ulteriore versione della futura seconda serie Trafic con la variante padiglione rialzato, incluse le due porte battenti posteriori.
Va considerato che la Renault richiederà che tali interventi tengano conto dei due diversi passi dei veicoli e quindi di lavorare con concetti di modularità per la sola rimanente lunghezza dopo la cabina.
Parte integrante del progetto è la realizzazione dei prototipi di validazione tecnica che saranno eseguiti a Rivoli, e l’assistenza del Team dei tecnici della Stola all’avvio produttivo in serie che avverrà presso lo stabilimento Renault Nissan a Barcellona.
Questa seconda serie nel modello “base” dovrà essere commercializzata a settembre del 2001 con il marchio Renault, e a seguire anche con i loghi Opel, Wauxhall e Nissan con i rispettivi nomi Trafic, Vivaro, Vivaro e Primastar; la vendita al pubblico nelle versioni “padiglione rialzato” è prevista all'inizio del 2003.
Gottardo Bustreo seguirà l’X82-H2 non solo come Direttore dell’ingegneria della Stola ma anche come capo progetto.
Per una buona sinergia verrà allestito in Francia nel comprensorio IDVU (Ingegnérie Division Vèhicules Utilitaires) un ufficio tecnico-gestionale della Stola che si confronterà quasi giornalmente con i tecnici della Renault.
Parte del lavoro d’ingegneria calcoli strutturali compresi è realizzato negli uffici di Cinisello Balsamo che esporterà gli avanzamenti lavori eseguiti nell’ufficio francese nel comprensorio Renault, il cui quartier generale è a Villars Saint Fréderic una cittadina a pochi chilometri a ovest di Parigi.
Ogni due settimane attraverso un meeting programmato fra entrambi le direzioni tecniche Stola e Renault ci sarà un allineamento dell’avanzamento lavori.
Gianfranco Morlacchi responsabile dei sistemi d'ingegneria Stola, in accordo con il cliente organizzerà la connessione tra i due siti finalizzata al trasferimento dei modelli matematici e dei disegni utilizzando il protocollo Odette in grado di garantire la sicurezza dei dati.
Il progetto sarà sviluppato con il software Catia, i modelli matematici e i disegni, una volta arrivati in IDVU saranno convertiti nel formato Euclid e inseriti nel loro database.
Al termine della fase di progettazione come da contratto i signori Bustreo, Ramundo, Tonoli e Lelogeais si trasferiranno in Spagna per circa un anno a lavorare nello stabiimento Nissan / Renault per l’assistenza alla messa in produzione del veicolo.
Marzo 2003 presso lo stabilimento Renault/Nissan di Barcellona i progettisti della Stola seguono
le fasi di assemblaggio in linea pilota dei primi veicoli a tetto rialzato Renault Trafic.

Marzo 2003 presso lo stabilimento Renault/Nissan ecco il primo veicolo Nissan Primastar.
Il Team della Stola si confronterà direttamente con il responsabile dello stabilimento Renault Ing. Stefan Mercier avendo fra l’altro delega per le riunioni di coordinamemto con tutti i formtori del cliente.
Questi incontri saranno settimanali e per la prima volta, almeno per la Stola saranno eseguiti anche in video conferenza.
Il Team della Stola è composto dai tecnici Ramundo Pietro, Alvaro Puglisi, Tonoli Mauro, Claudio Locati, Roberto Livieri e Lelogeais Yannick, Gianfranco Morlacchi, Carlo Cavaglià, Shosho, Carignano, Cisillino, Di Lonardo e Peccolo che si confronteranno per due anni e mezzo con i colleghi della della casa autoveicolistica transalpina Simon Luque, Valèrie Ardouin e Stefan Mercier.

Marzo 2003 Barcellona presso lo stabilimento Renault/Nissan una parte del Team dei progettisti della Stola:
Claudio Locati, Gottardo Bustreo, Volérie Brusseau, Pietro Ramundo, Yannick Lelogeais, Stèfan Mercier.
SETTEMBRE 2000
Conseguenza dell’accordo con Ghia - Ford, e STOLA s.p.a. già dallo stesso mese di settembre 2000 viene coinvolta con lavori continuativi senza un attimo di pausa con il Centro Stile Ford di Colonia.
I nostri riferimenti europei sono il Direttore Martin Smith e il suo Assistente Claudio Messale, che insieme a molti designer fra i quali Paul Gibson, Murat Gueker, John Mc Cleod, Andrea Di Buduo, e Nicho Tonello passeranno molto tempo con i modellatori degli Stola a Rivoli.
Fino all’inizio del 2004 vengono realizzate molte proposte di modelli di stile see trough model in hard material, ad iniziare dalla tipo C Max, Focus seconda serie, Galaxy, S Max e Mondeo terza generazione.
Un periodo davvero molto intenso alla STOLA s.p.a. quello con il Centro Stile di Merkenich che tra l’altro corrisponde alla loro nuova filosofia chamata Kinetic Design.
Durante la costruzione di tutti questi modelli e un piacere ricordare le visite di molti personaggi del mondo Ford a Rivoli come Christopher Bird, John Manning, Nikolaus Vidakovic, Terry Walkind e Wilson Alaistar.
Rivoli Novembre 2000. La STOLA s.p.a realizza una proposta di modello della tipo C MAX per il Centro Stile Ford.
Per ragioni di spazi di lavoro questo modello fu realizzato dal fornitore Vercar di Beinasco
da una squadra mista di modellatori STOLA e Vercar.
Rivoli marzo 2001. La STOLA s.p.a. realizza due proposte di modelli della futura Focus
seconda generazione per il Centro Stile Ford.
Rivoli luglio 2001. La STOLA s.p.a. realizza una proposta di modello della futura
Focus Station Wagon seconda serie per il Centro Stile Ford.
Rivoli marzo 2002. La STOLA s.p.a. realizza una proposte di modello di interni della tipo Galaxy per il Centro Stile Ford.
Rivoli  novembre  2002. La STOLA s.p.a. realizza una  proposte di modello  per esterni 
della tipo S MAX per il Centro Stile Ford.
Rivoli dicembre 2003. La STOLA s.p.a. realizza due proposte di modelli per esterni della
tipo Mondeo terza generazione per il Centro Stile Ford.
SETTEMBRE 2000
A fine settembre del 2000, la Ferrari affida alla STOLA s.p.a la progettazione completa della F137, che verrà chiamata 612 Scaglietti in omaggio allo storico carrozziere - designer modenese.
Rispetto le precedenti 456M, e le 550 e 575M Maranello, la Ferrari richiede alla progettazione Stola che l’autotelaio, la scocca e le parti mobili siano tutte studiate per l’uso della lamiera di alluminio anzichè d’acciaio.
Questa precisa scelta tecnologica dell’alluminio non è casuale volendo aggiungere al numero 612 il nome Scaglietti si deve pensare all’icona delle Ferrari, la GTO, ma anche alla “one off” tipo 375 MM Coupè dell’attrice svedese Ingrid Bergman.
L’Ingegner Amedeo Felisa Direttore Tecnico della Ferrari, per questo progetto come non mai pretenderà dai suoi uomini e da quelli della Stola uno standard di qualità tra i più severi, e da subito vorrà gli Ingegneri Maurizio Rossi come suo responsabile delle pre-fattibilità di stile, l’Ingegner Maurizio Manfredini come capo progetto.
La possibilità di sviluppare l’ingegneria di questa F137 nelle due sale virtuali da pochi mesi installate nelle sedi di Rivoli e Cinisello Balsamo è molto apprezzata dalla direzione Ferrari.
Il primo livello della direzione tecnica della Stola è sempre la stessa: Carlo Biassoni, Gottardo Bustreo, Gianfranco Morlacchi, Alessandro Ghezzi, Giuseppe Castiglioni, Roberto Arpini, La Rosa e Piero De Micheli come capo progetto con l”inserimento operativo dell’Ingegner Carlo Alecci A.D. dal 1997.
I Team Leader della Stola sono Paolo Zerbini per scocca e finizioni, Giuseppe Castiglioni per le finizioni interne, Alessandro Ghezzi parti mobili, Roberto Lauber calcoli strutturali e Paola Busato distinta base.
Lo stile della F137 è opera della Pininfarina, ed è magnificamente inspirata alla Pininfarina 375 MM Coupè Speciale del 1954.
Durante la costruzione dei modelli di stile di esterni e di interni presso il Centro Stile di Cambiano i tecnici della Stola coordinati da De Micheli iniziano gli studi pre-fattibilità.
Il primo obiettivo per iniziare la progettazione vera e propria è avere i due Master Verifica Matematica validati.
Nei primissimi giorni del 2001, nella sede di Rivoli arrivano da Cambiano i due modelli di stile e la prima attività è una accuratissima scansione ottica a luce strutturata sui due modelli eseguita personalmemte da Roberto Planesio titolare dalla società Vectorin.
Il Team di Massimo Stola e Carlo Mantovani realizzerà le matematiche di classe A dell’esterno e dell’interno della F137 utilizzando per la prima volta la sala virtuale di Rivoli.

Cambiano dicembre 2000. Presso il Centro Stile Pininfarina Piero De Micheli della Stola e Piero Migliorini della Ferrari valutano i tagli tecnici del modello di stile della F137
Rivoli gennaio 2001. Il modello di stile della F137 disegnato e costruito dalla Pininfarina viene trasportato in Stola s.p.a.
per i rilievi con l'obiettivo di realizzare le matematiche di classe A.
Rivoli gennaio 2001. La prima fase del rilievo ottico realizzato dalla Vectorin presso la Stola s.p.a. di Rivoli.
Rivoli gennaio 2001. Risultato del rilievo a scansione ottica a luce strutturata eseguita da Roberto Planesio della Vectorin.
Rivoli febbraio 2001. Superfici classe C della Ferrari F137.
Rivoli marzo 2001. Superfici classe A della Ferrari F137.
Rivoli marzo 2001. Superfici matematiche di classe A Shading della Ferrari F137
Rivoli inizio aprile 2001. Rendering finale della Ferrari F137.
Rivoli - Modena primavera 2001. Ricevuto il modello di stile degli interni della F 137 disegnato e costruito dalla Pininfarina
si sono eseguiti i rilievi ottici e le superfici matematiche classe A. La costruzione dei modelli Master degli interni
è stata appaltata dalla Stola a.p.a. alla Modelleria Modenese.
L’utilizzo di quest’ultimo importante investimento permetterà di ottenere grande qualità in ogni dettaglio grazie la visualizzazione delle superfici in lavorazione sul grande schermo tre metri per due retroproiettato in HD in visione tridimensionale.
La fresatura del Master degli esterni avverrà a Rivoli, mentre il Master degli interni verrà appaltato alla Modelleria Modenese.
Entrambi i Master verranno validati a Rivoli nella primavera del 2001 dagli uomini della Pininfarina, della Ferrari e della Stola.
Rivoli presso la STOLA s.p.a. primavera 2001. Il momento della validazione del Master Verifica Matematica degli esterni della Ferrari F137 disegnata da Pininfarina che poi verrà chiamata 612 Scaglietti.
Da sinistra Migliorini, Maurizio Rossi, Pighetti, Guidetti, Paolo Zerbini, Panzeri, Lorenzo Ramaciotti, Mauro Del Monte,
Ottina, Carlo Mantovani.
Inizia così la fase della definizione degli studi per carrozzeria, che coinvolge, per quanto riguarda la lamiera d’alluminio, il pianale, le fiancate, il padiglione, le quattro parti mobili e tutte le relative strutture interne, e per le parti plastiche i paraurti, le fanalerie e le due minigonne.
Parallelamente i progettisti degli interni si occupano della definizione studi dei particolari plancia porta strumenti, mobiletto, pannelli porta, e i rivestimenti montanti, padiglione e baule.

Rivoli 2001. Particolare del faro della Ferrari F137
fresato a controllo numerico in Stola s.p.a. con
le matematiche di classe A.
Il gruppo di progettazione si amplia fino a raggiungere circa 50 persone suddivise per team.
Il software utilizzato è Catia V4 per lo sviluppo degli studi e dei componenti 3D.
Questa fase di progettazione nelle direzioni appena descritte è molto importante in quanto definisce le soluzioni tecnologiche atte a mantenere da una parte l’estetica richiesta dallo stile e dall’altra i costi finali dell’automobile.
L’utilizzo di entrambe le sale virtuali di Rivoli e di Cinisello Balsamo da parte dei progettisti dela Stola è praticamente totale, e questa possibilità farà si che i tecnici Ferrari saranno ancora più parte attiva nella condivisione delle soluzioni progettuali. In particolare nelle zone molto complesse per numero di componenti presenti tipo il vano motore la visualizzazione 3D stereoscopica consentita dal sowtware Catia Navigator consente agli specialisti di analizzare in virtuale i passaggi critici di tutti gli impianti.
Cinisello Balsamo settembre 2001. Una tipica sessione giornaliera di DMU (Digital Mock Up)
in sala virtuale per verifica interferenze di assemblaggio tubi motore, freni e cablaggi.
Nel 2000 in italia le sale virtuali attrezzate per la progettazione dell’automobile sono davvero rare, e la novità che questo modo nuovo di lavorare, permette al cliente, al suo fornitore partner e ai molti codesigner di interagire insieme, in tempo reale davanti ad un grande schermo 3D animato da un computer.
Ferrari, Stola e i tanti codesigner che realizzeranno poi i particolari di produzione lavorano insieme su un’unica piattaforma per raggiungere gli obiettivi comuni pianificati: massima qualità con soluzioni tecnologiche d’avanguardia ad un costo corretto. Stabiliti gli obiettivi inizia la progettazione in 3D di ogni componente finalizzata alla costruzione degli stampi definitivi per la produzione.
La validazione dei progetti 3D avviene attraverso verifiche con sistemi elettronici virtuali e successivamente su i primi prototipi realizzati a Maranello.

Cinisello Balsamo ottobre 2002. Loredana Beltramino,
Piero De Micheli, Carmelo Benedetto e X
Questa attività di grande responsabilità, per il progetto F137, viene affidata alla STOLA s.p.a. da svolgersi in gran parte del tempo presso gli stabilimenti Ferrari.

Maranello novembre 2002, presso la sala metrologica della Ferrari con la prima scocca prototipale in lamiera
della F137 poi denominata Ferrari 612 Scaglietti.
Da sinistra Alessandro Ghezzi, Paolo Zerbini e Piero De Micheli.

Maranello novembre 2002, Toni Fabio, Piero De Micheli
e Mauro Del Monte.

Maranello novembre 2002 Paolo Zerbini, Piero De Micheli
e Mauro Del Monte.
La Ferrari 612 Scaglietti verrà presentata in world premier il 4 gennaio 2004 all’Auto Show di Detroit.
Dicembre 2003 La foto ufficiale della Ferrari 612 Scaglietti disegnata dalla Pininfarina presentata
all'Auto Show di Detroit il 4 gennaio 2004.
Dicembre 2003. La foto ufficiale degli interni della Ferrari 612 Scaglietti presentata a Detroit il 4 gennaio 2004.
I progettisti della Stola saranno invitati Avvocato Cordero di Montezemolo il 26 gennaio a Maranello insieme agli altri fornitori partner per ammirare la 612 Scaglietti in occasione della presentazione della monoposto F2004 alla presenza dei piloti Michael Shumacher e Rubens Barrichello.

Maranello 26 gennaio 2004 in occasione della presentazione della nuova monoposto F2004
Alfredo Stola scatta questa incredibile fotografia.

Maranello 26 gennaio 2004. Ospiti della Ferrari s.p.a. alla presentazione della nuova monoposto F2004.
Da sinistra Roberto Arpini, Piero De Micheli e l'ingegner Carlo Alecci con Alfredo Stola.
Maranello 26 gennaio 2004. Da sinistra Mauro Del Monte, Piero De Micheli e Robero Arpini in occasione
della presentazione della nuova monoposto F2004 posano vicino alla Ferrari 612 Scaglietti presentata
pochi giorni prima al salone di Detroit.
OTTOBRE 2000
Nell’ottobre del 2000 il centro stile Nissan Europa incarica la STOLA s.p.a. di realizzare un prototipo di fuoristrada. Un progetto ambizioso, dalla misure importanti che vuole comunicare una nuova tendenza nel design dei propri veicoli off’road di produzione.
Sotto la direzione di Shiro Nakamura il designer Christopher Raitz, residente per tutto il periodo a Rivoli, insieme ai modellatori degli Stola sarà il riferimento per questo concept.
Estate del 2000. Ecco i primi disegni di stile del Nissan Crossbow degli esterni e degli interni.
In genere quasi tutti i prototipi richiesti alla modelleria di Rivoli sono funzionanti, ma il Crossbow il cui telaio deriva dal Patrol dovrà essere performante su terreni difficili più del solito.
Le finiture esterne e soprattutto quelle interne sono più impegnativa del solito visto il grande utilizzo di alluminio fresato e poi lucidato a mano.

Rivoli aprile 2001. La scocca della Crossbow in costruzione. A sinistra si riconoscono Massano e Scursatone.

Rivoli aprile 2001. G. Comollo e L. Giarolo.

Rivoli aprile 2001. M. Di Maria e C. Raiz.
Maggio 2001, il prototipo è spinto verso il reparto verniciatura. Da sinistra si riconoscono..... Nel reparto verniciatura si riconoscono Davide, Marcello, Peppino Maurizio e Andrea.

Rivoli giugno 2001 G. Sutherland e C. Raiz.

Rivoli giugno 2001. G. Comollo alle prese con il motore.

Rivoli, un momento di relax alla macchinetta del caffè. da sinistra si riconoscono X, Y,Z e W. Nella foto a destra Jo Cavagucia dipendente della Stola s.p.a. di nazionalità giapponese a supporto dei clienti asiatici.
Rivoli luglio 2001. Fasi finali del montaggio della Crossbow. Da sinistra si riconoscono.....

Rivoli 2001. Sergio Prodan e Lucio Giarolo.

Rivoli 2001. Alfredo Stola e Felice Chiara.

Agosto 2001. Il prototipo è quasi finito. Si riconoscono Alfredo Stola


Agosto 2001. Il team esausto si riposa, Il prototipo è finalmente completato.
Da sinistra C. Mantovani, B. Gammicchia, M. Di Maria, B. Comollo, Spitaleri e Benedetto.

Un indimenticabile servizio fotografico verrà commissionato alla STOLA s.p.a sulle montagne sopra Ceresole Reale al valico del colle Nivolet a 2641 m.s.l. situato nel parco nazionale del Gran Paradiso.

Agosto 2001 Il modello è in partenza per il servizio fotografico, di fronte all'ascensore si riconoscono.....
E' Dalessio a trasportare al Nivolet il prototipo Nissan Crossbow.

Valico del Nivolet. C. Raiz e A. Stola.

Valico del Nivolet. B. Comollo e A. Stola.

Valico del Nivolet. Una delle prime foto ufficiali eseguite in ambiente naturale.
Valico del Nivolet agosto 2001. Le foto ufficiali del prototipo Nissan Crossbow.
L’obiettivo di presentazione è il salone dell’automobile di Francoforte che aprirà i battenti i primi giorni di settembre 2001.
Francoforte 11 settembre 2001 Ecco il prototipo Crossbow nello stand della Nissan.
DICEMBRE 2000
A dicembre del 2000, la Nissan richiede alla Stola s.p.a. la costruzione di un concept per il prossimo salone di Tokio il cui nome da subito è Kino.
Un prototipo molto innovativo immaginato a trazione elettrica con un sistema di movimentazione automatico dei sedili e della plancia molto complesso.
Anche le porte posteriori ad apertura elettrica a pantografo non sono da meno, infatti il Centro Stile Nissan impone che non ci sia la classica guida di scorrimento orizzontale esterna.
L’utilizzo di materiali naturali nell’abitacolo sono il tratto di grande distinguo rispetto la concorrenza del tempo; indimenticabile è la plancia portastrumenti in sughero di Sardegna...

Stephane Schwarz
Shiro Nakamura insieme ai designer Schwarz e Takano dirigono i lavori che ancora una volta sono realizzati presso la F&S della Famiglia Secoli, con una squadra mista di modellatori delle due socetà sempre coordinati da Vittorio Della Rocca e Lucio Giarolo della Stola.
La verniciatura verrà effettuata presso il reparto prototipi della Stola, e il montaggio finale in F&S.

Dicembre 2000 Il primo disegno di stile della Nissan Kino.

Rivoli marzo 2001 Alfredo Stola, Takano, Carlo Alecci e Roberto Stola.

Rivoli 2001 Takano e Stephan Schwarz

Rivoli 2001 Vittorio Della Rocca e Flavio Secoli

Rivoli aprile 2001 Vittorio Della Rocca e Carlo Cavaglià

Rivoli 2001 Da sinistra si riconoscono Luca Pasqual, Marco Vai, Francesco Gentile.

Rivoli settembre 2001 Si riconoscono Mario Stocco, Vittorio Della Rocca, Roberto Ricci, Sokol, Vincenzo, Ricci,
Nardiello, Paolo Corace e Stephan Schwarz.

Rivoli settembre 2001 Flavio Secoli e Renato Malandrin.

Rivoli settembre 2001 Vittorio Della Rocca

Rivoli 2001 Michele Peralta e Claudio Nardiello.

Rivoli 2001 Alfredo Stola e Gioachino Grande.

Rivoli ottobre 2001 Si riconoscono Stephan Schwarz, Orlano, Piero Durante, Mario Stocco, Doglioli, Flavio Secoli,
Piero Corace, Francesco Vacca e Paolo Corace.
,

Rivoli ottobre 2001 Alfredo Stola

Rivoli ottobre 2001 Si riconoscono D. Salamanca, P. Corace, M. Caldarola, C. Nazzario, G. Grande, P. Corace, G. Lorenzoetto e F. Vacca.

Rivoli ottobre 2001 x e Sergio Merlo
sullo sfondo Ricci, Lorenzonetto e Vacca.
Foto ufficiali della Nissan Kino
Tokyo 26 ottobre 2001 La Kino nello stand Nissan.
GENNAIO 2001
A metà dell’anno 2000 il nuovo Direttore del Centro Stile Saab è Michael Mauer, e il suo assistente dell’Advance Design è Anthony Lo.
Entrambi sono ben conosciuti essendo ex Mercedes e il metodo di lavoro degli Stola è da loro apprezzato.
Nel gennaio del 2001 di gran fretta viene richiesta la costruzione di un see trough model in hard material finalizzato a uno show car marciante il cui nome sarà X9.

Michael Mauer direttore del Centro Stile Saab.
I modellatori della Stola saranno diretti da Antony Lo per la costruzione del modello di stile e si ricordano almeno un paio di visite del Direttore Mauer.
Il modello di stile sarà molto apprezzato, ma per questioni di altri lavori in precedenza acquisiti purtroppo la STOLA s.p.a. non potrà continuare con il prototipo marciante che invece verrà costruito dalla Carrozzeria Bertone.
Lo show car X9, costruito a Caprie, sarà presentato i primi giorni del 2002 al salone di Detroit.

Il solo modello di stile see trough model in hard material dellla Saab X9 concept
realizzato in Stola nei primissimi mesi del 2001.
2001 Entony Lo, direttore dell'Avanced Design Saab, e la sua gradita lettera di congratulazione
per la qualità del lavoro svolto sul see trough model a Rivoli.
MARZO 2001
A marzo del 2001, la Mitsubishi attraverso il direttore Europa Nakanishi e il nuovo Direttore Globale  Stile residente in Giappone Olivier Boulay, chiedono alla STOLA s.p.a. di realizzare un show car da presentare al prossimo salone di Tokio programmato ad ottobre del 2001.
Il nome del progetto è CZ2 ed in sostanza è la visione della loro fortunata  serie Colt la cui commercializzazione è prevista per l’anno seguente.

G. Leone, F. Sansalone, A. Mulargia e Massano.

B. Comollo, A. Spitaleri e A. Bonetto.

Giuseppe Leone.

Akinori Nakanishi e Giochino Grande

Maurizio Di Maria

Antonello Mulargia

Il team Stola al lavoro si riconoscono Massano, Longo, Sansalone, W. Cobra, Trosa, e Cogerino.

A. Mulargia, G. Longo, X e Cogerino.

Walter Cobra

L. Locantore e L. Giarolo.
GIUGNO 2001
A giugno del 2001 il Centro Stile Fiat attraverso il suo Direttore Umberto Rodriguez chiede alla STOLA s.p.a. di costruire un master di esterni e uno di interni per verifica matematica della Fiat Idea.
Imsieme a questa attività per gli interni viene richiesto di sviluppare le matematiche di classe A partendo da delle loro C.
Il progetto di superfici viene coordinato da Carlo Mantovani che insieme al suo Team lavora con designer Fiat per gli interni Marc Van Soolingen e Maurizio Tocco e i tecnici Italdesign per gli esterni Giacomino Borge e Marco Chiesa.
La realizzazione dei due master è coordinata dal Capo Officina Vittorio Della Rocca insieme al suo Vice Giorgio Braghin
Estate 2001 il reparto superfici della Stola inizia a realizzare le superfici matematiche.
Inizio autunno 2001 il reparto superfici della Stola termina le superfici matematiche di classe A.
Rivoli fine autunno 2001. Il master verifica matematica prima della verniciatura.
Rivoli inizio inverno 2001 il Master di verifica matematica verniciato.
Autunno 2001 il reparto superfici della Stola termina le superfici matematiche degli interni.
Rivoli inverno 2001 il Master di verifica matematica degli interni della Fiat Idea.
2003. La FIAT presenta al pubblico la loro nuova tipo Idea; lo stile è dell'Italdesign.
2003. La FIAT presenta al pubblico la loro nuova tipo Idea; lo stile è dell'Italdesign.
LUGLIO 2001
Nell'estate del 2001, la Stola s.p.a viene incaricata direttamente dal Centro Stile Alfa Romeo di Arese di realizzare un modello di stile per la Tipo 939 che dovrà sostituire l’attuale 156.
Parallelamente gli acquisti di Fiat Auto assegnano alla società di Rivoli l’intero sviluppo dell’ingegneria di esterni e d’interni “iniziando” come prassi con le macro fattibilità e le superfici matematiche di classe B e C; la richiesta comprende anche la versione familiare.

Estate/autunno 2001. Il piano di forma dell' Alfa Romeo Tipo 939 il cui design è del Centro Stile di Arese.
La competitività del prezzo della società Stola non è l’unica ragione di questo importante incarico, pesano sicuramente le precedenti esperienze su i progetti della 156 berlina e soprattutto della versione Sportwagon da poco entrata in produzione.
Il team degli stilisti Alfa diretto da Wolfgang Egger è composto da Daniele Gaglione, Filippo Perini, Alessandro Dambrosio, Antonio Rosti, Marco Lambri e Vincenzo Ferreri.
Da subito una piccola squadra di matematizzatori e progettisti della Stola risiederà per qualche mese al Centro Stile di Arese a supporto degli uomini Alfa Romeo per realizzare le macro fattibilità e le matematiche utili per la frestura dei modelli di stile di esterni e interni.
Fine ottobre 2001. Il Team dei matematizzatori della Stola residente al Centro Stile Alfa Romeo di Arese insieme ai suoi designer realizza le matematiche di classe B-C relative alla costruzione del modello di stile degli esterni.
Gli esterni saranno terminati a metà febbraio del 2002 presso la modelleria degli Stola e gli interni poco più tardi a fine marzo direttamete nelle officine di Arese.

15 febbraio 2002. Filippo Perini, Daniele Gaglione e Alessandro Dambrosio i designer che sotto la direzione di
Wolfgang Egger hanno disegnato la versione Arese della 159. Questa fotografia è scattata nel reparto stile della
Stola s.p.a. a Rivoli.
Primavera 2002. Ecco le foto originali del primissimo modello di stile eseguito presso le officine Alfa Romeo
di Arese con un Team misto di modellatori Stola / Alfa.
Anche le matematiche di classe B per la loro realizzazione sono state eseguite dagli uomini della Stola.
Tutto sembra procedere bene, ma un sorprendente prototipo Alfa Romeo Brera in mostra ai primissimi giorni di marzo dello stesso anno nello stand dell’Italdesign in occasione del Salone di Ginevra 2002 farà prendere una decisione inattesa ai vertici del gruppo automobilistico torinese.
Impressionati dal design della Brera l’ingegner Daniele Bandiera da poco al vertice della divisione Alfa Romeo chiederà ai Signori Giugiaro di realizzare un’ulteriore proposta attraverso un modello di stile della loro futura berilna.
Qualche mese più tardi sarà proprio il modello di stile dell’Italdesign ad essere approvato definitivamente per la produzione di serie.

Giorgetto e Fabrizio Giugiaro.

Fine febbraio 2002. La foto ufficiale dell'Alfa Romeo Brera Concept pochi giorni prima di essere presentata
nello stand dell'Italdesign al salone di Ginevra.
In ragione di questa decisione la Stola s.p.a. pur mantenedo il contratto con Fiat Auto per il completo sviluppo d’ingegneria di prodotto verrà esclusa per la realizzazione del master model e delle relative matematiche di classe B-A degli esterni.
Per quanto riguarda gli interni, invece avrà l'ok per la produzione il modello di stile realizzato ad Arese e di conseguenza le matematiche di classe B-A e la fresatura del master model saranno costruiti a Rivoli dalla Stola come da contratto base.
Il capo progetto della Stola s.p.a. é Giancarlo Besana il quale si interfaccerà per tre anni con gli Ingegneri Carlo Mario Fugazza, Aldo Dragotti e Paolo Beneggi di Alfa Romeo.
Essendo il master model degli esterni realizzato in Italdesign, il Team degli Stola seguito dagli uomini dell’Alfa lavoreranno insieme per ottenere ogni informazione tecnica possibile per procedere in tutte le attività d’ingegneria.

Agosto 2001 il Team direziona e di progettazione relativi al progetto 939 berlina e Sportwagon.
Novebre/dicembre 2001. Le fasi di progettazione della Tipo 939 berlina.
Le matematiche di classe B-A degli interni e il relativo master model verranno realizzati alla Stola di Rivoli dal Team di Massimo Stola , Carlo Mantovani e Vittorio Della Rocca.
Gli strumenti utilizzati per lo sviluppo delle superfici estetiche sono Icem Surf ed Alias, il Team operativo è composto Adriano Rossi, Alessandro Maggiolini, Gianfranco Cappa, Giovanni Doglioli, Cesare Lesne e Antonio Urbano; Marco Lambri sarà il designer di riferimento per questi interni.
Primavera 2002. Le matematiche degli interni della Tipo 939 versione berlina.
Per la costruzione del Master Model si utilizzerà la metodologia di montaggio delle parti in Allufix al fine di garantire la più alta qualità possibile.
Il lavoro di progettazione vero e proprio verrà svolto fra le sedi di Rivoli, Cinisello Balsamo, e gli incontri con il cliente averranno per lo più sempre a Rivoli e presso la Direzione Tecnica Alfa Romeo ad Arese.
Novembre 2002. Master Model degli interni della Tipo 939 in versione berlina.

Terminate le attività di fattibilità di stile e le macro impostazione iniziano studi definitivi utilizzando come non mai per la validazione dei vari step con il cliente le due sale virtuali.
Per lo sviluppo della fase di progettazione saranno utilizzati per la prima volta in ambito Fiat Auto nuove metodologie e strumenti Cad:
-Unigraphics diventa il software base per l’impostazione degli studi, la modellazione dei particolari e la disegnazione di completi e complessivi
-GMiMAN il software per la archiviazione dei dati di progetto e per la gestione delle strutture di prodotto e processo.
Le metodologie di progetto passano dalla “modellazione esplicita” per superfici alla “modellazione parametrica” per solidi. Vengono creati archetipi per singoli componenti o aree di studi che semplificano le eventuali successive fasi di modifica o varianti al progetto.
Come in altre precedenti occasioni Stola si è trovata a dover affrontare per prima tali innovazioni che hanno comportato grossi investimenti per la acquisizione delle licenze di utilizzo dei suddetti software, di implementazione di linee di trasmissione dati di elevate performance e di formazione dei progettisti.
Raggiunto lo step 5 utilizzato per l’avviamento degli attrezzamenti definitivi a fine del 2003 la Stola fornisce al cliente oltre agli studi le matematiche di classe A, 2D e 3D elementi, packaging di validazione e calcoli strutturali.

Primavera/estate 2004. Inizio allestimento delle verifiche progetto e pre-serie.
I tecnici della Stola come parte del contratto all’inizio dell’estate del 2004 inizieranno le attività presso lo stabilimento produttivo di Pomigliano d’Arco per iniziare ad impostare le pre-serie; l’esperianza precedente sul campo nel 2000 con la la Tipo 156 Sportwagon si dimostrerà molto utile...

Autunno 2004 Pimigliano D’Arco ( NA ) stabilimento Alfa Romeo. Il momento della delibera a produrre.
Da sinistra Capruso, Emilio Salani, Alessio Gianluca, Y , Gianni Brunetto, Comisso Dante , Ivo Villa, Besana Giancarlo.
La produzione inizierà a fine anno, e il 2 marzo 2005 questa nuova automobile con il nome di Alfa Romeo 159 verrà presentata in world premiere al Salone dell’Automobile di Ginevra.

Febbraio 2005. Una delle foto ufficiali dell'Alfa Romeo 159 poco prima di essere presenta al salone di Ginevra.
Lo stile è di Italdesign.

Febbraio 2005. Una delle foto ufficiali dell'Alfa Romeo 159 poco prima di essere presenta al salone di Ginevra.
Lo design è del Centro Stile Alfa Romeo di Arese.

Parallelamente allo sviluppo della Tipo 939 in versione berlina nell’estate del 2001 veniva come logico affidato da Fiat Auto sempre alla Stola s.p.a. il lavoro di sviluppo di ingegneria della versione station wagon chiamata da subito come tradizione Sportwagon.
Il design degli esterni è ancora una volta opera di Giorgetto Giugiaro, mentre i relativi interni posteriori sono del Centro Stile Alfa Romeo di Arese.
I lavori richiesti sono gli stessi, come pure il Team  di Alfa Romeo, Italdesign e Stola.
Per ragioni logistiche dovute all’avviamento produttivo della berlina nello stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco la direzione Fiat deciderà di non sovrapporre la Sportwagon e di conseguenza di avviare il primo lotto pre-serie nell’autunno del 2005.
Per la cronaca la 159 Sportwagon verrà presentata in occasione del Salone di Ginevra il 6 marzo 2006.


8 agosto 2001. Anche se i modelli non sono ancora definiti già si inizia a programmare le macrofattibilità
e tutti i particolari necessari alla costruzione della Sport Wagon.


29 maggio 2002 Quadro definitivo dei lavori per il modello Sport Wagon.