2 OTTOBRE 1965

01Per la storica modelleria di via Issiglio, nonostante l'ampliamento terminato nel 1959, le nuove esigenze dei clienti fanno sì che la sede sia ormai piccola e inadeguata per spazi, riservatezza industriale e richieste di sempre maggior lavoro.
Nell'autunno del 1965, dopo due anni di lavori edili diretti da Francesco, ancora a Torino, in Borgata Lesna, in via La Thuile 69 e 71, sempre con la denominazione "ALFREDO STOLA & FIGLI", viene aperta la terza nuova sede.
A fianco dello stabilimento i fratelli, sempre in via La Thuile ai numeri civici 71, 75 e 77, fanno costruire due palazzi di sei piani per un totale di trentanove appartamenti a disposizione in affitto per dipendenti della modelleria.
Anche il marchio STOLA per questa importante occasione viene aggiornato, colorandolo di rosso su sfondo oro, mantenendone inalterata la grafica.

02Torino 1963 il primo progetto esecutivo del futuro stabilimento per la nuova modelleria in via La Thuile 69. Il terreno fu acquistato da Alfredo Stola nel 1958, e per questo motivo i figli Giuseppe, Francesco e Roberto sui disegni esecutivi scriveranno sempre proprietà di " Sig Stola Alfredo"

03Torino 1963 Il primo progetto esecutivo dello stabile ad uso abitativo di via La Thuile 71, 73 e 77. Il terreno fu acquistato da Alfredo Stola nel 1958,
e per questo motivo i figli Giuseppe, Francesco e Roberto sui disegni esecutivi scriveranno sempre proprietà di " Sig Stola Alfredo"

04Torino autunno 1965 l'ingresso carraio della nuova sede in via La Thuile 69. Sopra il portone si può notare il marchio STOLA in rosso. A fianco il palazzo costruito dai fratelli Stola per una parte dei propri dipendenti
ai civici 71, 73 e 77. 
 05Alla fine del 1965 Francesco Stola trasforma
il logo da bianco e nero in rosso su fondo oro.


Il nuovo stabilimento viene inaugurato con una vera e propria festa, alla quale partecipano tutti i dipendenti con le loro mogli, e i clienti. La serata è arricchita da una cena di gala con musica dal vivo del complesso Myster Bianco, tipico di quel periodo Beat.

06

07Da destra, Piazza, Bordone, Stola, x, y, z e Sardi.

 08Autunno 1965 Festa di inaugurazione all'interno della nuova modelleria Alfredo Stola e Figli in via la Thuil 69 a cui parteciparono tutti i dipendenti con
le loro famiglie e i clienti.
09Il complesso Beat, tipico dell'epoca, era Myster Bianco.



10Il locale misura 4000 mq, è piastrellato in grès, con illuminazione direzionale ad alta diffusione, interamente climatizzato in ogni stagione, completo di sei aree riservate controllate da telecamere e un modernissimo spogliatoio completo di docce.
In questo ambiente, i piani di lavoro in ghisa reticolati sono venti, per un totale di circa 300 mq, con tre carri ponte, un reparto resine isolato, una cabina di verniciatura ad acqua e, soprattutto, le primissime macchine elettroniche di misura "Dea".
Questi investimenti, uniti ai più qualificati modellatori di Torino, la renderanno da subito fra le più moderne modellerie d’Europa.

11Una delle aree di lavoro dei modellatori, si riconoscono sulla destra Ruggeri e con il cappello Marigonda Arrigo e sulla sinistra in fondo, con la maglia rossa Ciliutti Silvano.

12Un altra area di lavoro dei modellatori con l'uscita carraia di via Villa Giusti.13Nell'area collaudo una delle cinque DEA.

14Area collaudo con una DEA Carlo Mantovani sta controllandoun modello della Ford.15Vista più ampia dell'area collaudo.

16Un esempio delle sei aree riservate e chiuse chiamate box.
Si può notare il cartello "vietato l'ingresso" in nove lingue.

17Uno dei sei box, con piani di riscontro in ghisa di tre metri per sei equipaggiati ognuno con un Quick a scorrimento sulle scalanature.

18Una vista dell'area collaudo dove si può notare in alto una gru a servizio dei modellatori.19Alla fresatrice tre assi semi automatica uno dei due capo officina Carlo Bordone

20Michele Comba alla fresatrice piana.In questa struttura d'avanguardia il personale quasi raddoppia nel primo anno, raggiungendo i sessanta addetti attraverso nuove assunzioni. Un ambiente avveniristico, orientato ai clienti ma anche ai lavoratori, i quali apprezzano la pulizia, la climatizzazione controllata, la perfetta illuminazione, e le tante strutture di sollevamento pesi.
Il personale apprezza la conduzione famigliare e la visione industriale dei fratelli Stola; in quel periodo quasi tutti i modellatori della concorrenza torinese vorrebbero poter lavorare alla “ALFREDO STOLA & FIGLI”.
Francesco, più grande di 7 anni, é l'Amministratore Presidente e Roberto ha la carica di Vicepresidente. Due caratteri molto diversi, e per questo complementari all’azienda.
Il primo, raffinato tecnico e modellatore, e il secondo innato commerciale fortemente orientato al cliente. Queste caratteristiche, sommate all'estrema bravura dei lavoratori negli anni a venire, saranno il motivo di una crescita aziendale davvero particolare.
I Master Model della Fiat 124 Coupé e della Ferrari 365 GT 2+2 per Pininfarina e l'Autobianchi A111, sono i primi lavori realizzati nella transizione del trasloco tra la fine del 1965 e l'inizio del 1966.

211965 Master Model Ferrari 365 GT 2+2 Pininfarina

221965 Master Model Ferrari 365 GT 2+2 Pininfarina

23Giovanni Battista Farina. Il 3 aprile del 1966 scompare il Commendator Giovanni Battista Pininfarina, e la Famiglia Stola lo ricorda con stima e gratitudine per la fiducia riposta dalla sua azienda nell’affidare la realizzazione di ben sei master model.
La Modelleria degli Stola come fornitore della Pininfarina in questi dieci anni è stata coinvolta nei seguenti progetti:
Fiat 1200-1500 Cabriolet - Peugeot 404 Cabriolet - Lancia Flavia Coupè - Ferrari 330 GT 2+2 - Alfa Romeo Spider - Ferrari 365 GT 2+2.

 

241965 Master Model Autobianchi A111.

251965 Master Model Fiat 124 Coupè

26Giorgetto Giugiaro nel periodo dell'Isuzu.Il primissimo progetto acquisito e realizzato nella nuova sede é il Master Model della Isuzu tipo 117 disegnato da Giorgetto Giugiaro.
L'incontro con il grande stilista dell'Italdesign e il management della casa automobilistica giapponese, nel 1966, rappresenta il primo segnale di internazionalizzazione della ALFREDO STOLA & FIGLI.
Nelle cinque immagini a seguire si possono vedere le varie fasi di realizzazione del master model Isuzu. La struttura del cubo in acciaio normalizzato e fresato, l'assemblaggio dei particolari su base tubolare in resina e le fasi di collaudo su plateau con il truschino elettronico chiamato Quick, modernissimo per quei tempi; la tolleranza dimensionale voluta é 0,2 decimi di millimetro in ambiente a temperatura controllata.

271966 Master Model Isuzu 117 disegno di Giorgetto Giugiaro.

281966 Master Model Isuzu 117 in montaggio.29Francesco Nada collauda con il Quick il Master.

30Da sinistra Carlo Bordone, Giuseppe Valentino, Bergoz Ladislao, Gastaldello, Fabbris, Francesco Stola col suo cane chiamato Lupo, Francesco Nada e Viviani posano davanti al Master Model dell'Isuzu 117.

311967 Master Model veicolo commerciale FIAT.321967 Master Model veicolo commerciale FIAT.

331967 Master Model Alfa Romeo 1750 GT Coupè Giugiaro.

341968 Master Model FIAT 130 Berlina.

351968 Master Model FIAT 130 Berlina.361968 Master Model FIAT 130 Berlina.

371969 Master Model Mitsubishi disegnato da Giugiaro (S.I.R.P.). Mai andato in produzione, probabilmente della serie Colt.381969 Master Model Mitsubishi disegnato da Giugiaro (S.I.R.P.). Mai andato in produzione, probabilmente della serie Colt.

401969 Master Model FIAT 127.

L'ultimo master model realizzato che segna la conclusione del decennio 1960 é quello della classicissima berlina Flavia 3 serie. Un lavoro commissionato dallo storico marchio torinese Lancia, iniziato con la proprietà del finanziere Carlo Pesenti per poi essere consegnato alla nuova proprietà Fiat.

411969 Master Model Lancia 2000.

421969, un momento di relax al reparto resine della Alfredo Stola & Figli.
Da sinistra Giuseppe Valentino, Carlo Bordone, Di Pietro, Foti e Zanellato.

43Sugli angolari posteriori del pulmino Fiat 850 T il modellatore Marigonda Arrigo pitturava a mano l’orso e il lupo come mascotte della squadra.

 

Fra 1966 e il 1969 i fratelli ancora una volta per ricordare il Padre, si fanno promotori di una iniziativa sportiva in voga in quei tempi, organizzando una squadra ciclistica denominata "Alfredo Stola".
Nella categoria dilettanti due anni su tre si aggiudicano il titolo di campioni piemontesi, vincendo anche decine di coppe in gare a tappe nelle regioni confinanti della Liguria e della Lombardia.

44Torino primavera 1968 la squadra "Alfredo Stola" posa in Piazza Castello di fronte al Palazzo Reale. Da sinistra: Gotta Italo, Zanetti Gianfranco, il piccolo Alfredo Stola, Bortolazzo Renato, Barbierato Livio, Guglielmo Bruno, Pivato Marcello e il Direttore Sportivo Pratis Alfonso.

451969 il direttore Pratis con i ciclisti della Alfredo Stola ad una corsa a squadre nel Roero461969 il direttore Pratis con i ciclisti della Alfredo Stola ad una corsa a squadre nel Roero

471969 nel Roero Francesco Stola insieme alla sua compagna Angela Sardi e la responsabile
dell'amministrazione Elisabetta Piazza assistono alla corsa.

Continua a leggere